Categorie

Elenco articoli con tag:

Virginia Woolf

(27 risultati)

Mary Shelley e le sue creature / E la vita non separi più ciò che la morte può unire

Cosa preferisci essere? Una grande poeta o un uomo buono? Una sola vita a disposizione non basta ad essere entrambi. Guardandosi alle spalle, in una prospettiva storica, c’è un punto di non ritorno, in cui occorre gettare nel fuoco ciò che resta. Grandi poeti sono morti giovani, e non hanno probabilmente avuto momenti di riflessione che permettessero loro di scegliere: Byron, Shelley, Rimbaud. Altri costruirono le loro carriere letterarie con lunga maestria, trasformando in materiale di scrittura ciò che resisteva dal dilemma: Petrarca, ad esempio, che costruì la sua celebrità europea sino all’alloro in Campidoglio, nel Secretum in un dialogo immaginario con Agostino, scavò impietosamente la sua accidia, peccato capitale che insieme all’arte di amare lo tenne sempre lontano dalla beatitudine cristiana.   Per lui, nel Trecento, essere un uomo buono sarebbe stato lasciare l’ossessiva riscrittura del Canzoniere per dedicarsi alla preghiera, ma scelse la nevrosi del suo amore sublimato per Laura e un vocabolario limitato di soli 3.000 lemmi per scolpire infinitamente la sua miniatura di marmo perfetto, di alloro, oro, aura. Che uomo fu, Francesco Petrarca nella sua intimità...

Aquila, Lisario, Morfisa, Elide / Le personagge dei romanzi di Antonella Cilento

Le protagoniste, le personagge, degli ultimi quattro romanzi di Antonella Cilento provengono da secoli e luoghi diversi, appartengono a strati sociali differenti, hanno vicende che si snodano lungo la narrazione completamente dissimili, loro stesse fisicamente e caratterialmente sono molto lontane una dall’altra ma, da una analisi più approfondita, hanno moltissimo in comune oltre al fatto di essere donne.  Scrittrice con alle spalle 14 libri, tra romanzi e racconti, nonché autrice per teatro, radio e cinema, Antonella Cilento dalla sua Napoli è una tessitrice di storie di donne. Con una forte passione per la storia e per l’arte, che costellano i suoi scritti, Cilento imbastisce e poi cuce magistralmente vicende che si spostano su tempi e piani diversi, facendo talvolta sfoggio di una grande padronanza dell’uso del magico e del fantastico. Di fatto una donna che vive di scrittura, tra libri, articoli, saggi, una scuola di scrittura che ha compiuto i venticinque anni, Cilento è colei che si diverte anche a creare contesti e abbinamenti letterari anomali: da dieci anni “Strane coppie” è una manifestazione da lei ideata e condotta in cui, in ogni appuntamento, due autori diversi...

Sandra Petrignani: looking for Natalia / La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg

«Visti da vicino gli scrittori fanno spesso il medesimo effetto degli attori: deludono»: quel che Oriana Fallaci afferma nell’introduzione a un’intervista a Natalia Ginzburg (Gli antipatici, Rizzoli, 1963) è vero quasi sempre, ma viene in realtà smentito dall’amabile conversazione con l’autrice di Lessico famigliare, incontrata nella sua casa romana di Piazza Campo Marzio pochi giorni prima dell’assegnazione del premio Strega al suo romanzo più famoso. E tale affermazione è smentita anche dalla lettura del bel ritratto che dedica a Natalia Ginzburg un’altra scrittrice, Sandra Petrignani, nel suo La corsara (Neri Pozza) da qualche giorno in libreria. La corposa e appassionata ricostruzione biografica, che ripercorre la vita di una delle più grandi scrittrici italiane e rievoca la rete di amici e familiari che hanno accompagnato la sua esistenza, non svela grandi segreti e si avvicina a Nat (così la chiamavano coloro che le sono stati più vicini) con rispetto e discrezione, e forse proprio per questo l’immagine che ne vien fuori non “delude”. Sembra che nel tratteggiarne il profilo Petrignani raccolga la raccomandazione che Ginzburg stessa aveva fatto a Silvio Perrella quando era...

Io guarisco ogni istante in cui mi curo / Severino Cesari. Con molta cura

Con molta cura, è il diario lungo due anni, 2015-2017, di un uomo molto innamorato dei libri – faceva l’editore – altrettanto dell’intelligenza umana, della propria famiglia e dei propri amici, della luna, delle piante, dei gatti. Quest’uomo, Severino Cesari, è stato molto ammalato e ha registrato con la scrittura lo sfacelo progressivo cui è andato incontro il suo corpo, già provato da un trapianto di rene, poi colpito da tumore, ischemia e complicazioni a seguire, ma allo stesso tempo, nella cadenza dei giorni in cui si alternavano vere e proprie risurrezioni a ricadute pesantissime, Severino ha afferrato l’imprevedibilità della vita stessa, nella certezza mai smentita che ancora, e sempre, avrebbe potuto stupirlo. Ne ha fatto un racconto, un sismografo di alti e bassi, un testamento che lascia in eredità la ricerca della luce e dell’orizzonte, anche quando non sembrano più possibili.   È stato detto che il libro di Severino Cesari, pubblicato a un mese di distanza dalla sua morte avvenuta lo scorso 25 ottobre 2017, è nato su Facebook, come successione di post con i quali il direttore della collana Stile Libero di Einaudi raccontava la propria malattia a un numero sempre...

La cultura, come l'arte e la danza, non è lavoro / Flânerie ed ebraismo a Rio de Janeiro

Passeggiare per Rio de Janeiro dà una strana sensazione, come camminare dentro un nastro di Moebius, le vie ruotano di continuo attorno alla città, marciapiedi coperti dalla calçada portuguesa, che, con l'usura, si disconnette e diventa scivolosa. Sono giorni di pioggia. È agosto e ad agosto a Rio fa freddo, come qui a marzo o a ottobre. Qui tutto è vecchio, non antico, quasi antico. Sembra di stare in una città anni Sessanta (prima di allora non me le ricordo le città) anche se non manca la tecnologia avanzata.    Per comprare una scheda telefonica per il cellulare devi andare dentro al chiosco del giornalaio, che ha sempre un banchetto dove avviene la ricarica. Con 20 Reais ti danno una settimana di colloqui telefonici, forse di più, a volte ti regalano un bonus di 10 Reais, ti danno 2000 megabyte di connessione a internet, sempre in questo chiosco cadente arrugginito, vecchio. Per le strade vendono scarpe e zoccoli usati, radioline, braccialetti vecchi, stetoscopi (ne ho comprato uno a 3 Reais). Per dare un'idea di questo Real brasiliano, per capire a che spese si va incontro, bisogna considerare che oggi un Euro vale circa 3.70 Reais, quindi uno stetoscopio da...

Croco, il poeta dei prati

I primi a fiorire sono i gialli poi, in successione, i bianchi e i blu. Al primo sole di febbraio, i crochi con rapidità sorprendente sembrano spuntare dal terreno con le corolle già aperte. Ogni anno mi rammarico – come Vita Sackville-West – di non aver piantato in autunno altri bulbi, tale è la gioia di vederli affollare l’erba non ancora rinnovata.      Da non confondere con i colchici (famiglia delle Liliacee, antesi autunnale), i crochi appartengono alla famiglia delle Iridacee e possiamo averne in fiore sia in autunno sia alla fine dell’inverno. Il genere comprende circa un’ottantina di specie provenienti dall’area mediterranea, dai Balcani e dall’Asia Minore, ma gli ibridatori hanno selezionato, per lo più dallo spontaneo Crocus vernus, innumeri varietà dai colori, screziature e profumi dilettevoli.   È bene piantare i bulbi da settembre a ottobre (ma si è in tempo fino a dicembre), a una profondità di 7-8 centimetri in un terreno ricco misto a sabbia, fresco ma ben drenato. Si moltiplicano per bulbilli, che crescono attorno al bulbo madre, e per seme se volete cimentarvi nel creare nuove varietà. Usateli per far corona agli alberi, a macchie nel prato...

Luisa Muraro, Al mercato della felicità / Se desideri molto, avrai? E cosa?

Dopo che Giuseppe l'ebreo fu tirato su dal pozzo e venduto dai suoi fratelli ai mercanti di schiavi Medianiti, e prima che venisse acquistato dall'eunuco Potifar per conto del faraone d'Egitto, molti, al mercato degli schiavi, si erano offerti di comprarlo. Tra loro una vecchia filatrice che mostrando alcuni gomitoli di lana colorata da lei stessa filata disse al sensale: «Ci sono anch'io, vendi a me quel giovanotto, lo desidero pazzamente, ecco qui il mio pegno». Il sensale rise: «Anima semplice, guarda che per questo gioiello di schiavo mi hanno offerto tesori; con il tuo filo non puoi comprarlo». «Lo so che in questo mercato io non lo compro» gli rispose la donna. «Mi sono messa in fila perché dicano, amici e nemici: anche lei ci ha provato». Con questo magnifico apologo, tratto da una breve storia scritta fra i secc. XII e XIII dal mistico persiano Farid al-din 'Attar, inizia il primo capitolo/non capitolo del saggio/non saggio di Luisa Muraro dal titolo Al mercato della felicità (nuova edizione presso Orthotes di un libro uscito per i tipi di Mondadori nel 2009).   La storia dell'anziana donna che vorrebbe comprare il bel giovanotto da lei pazzamente desiderato mi è...

Kew Gardens, forma, pittura

In un famoso racconto del 1919 Virginia Woolf utilizza la lingua per dipingere un quadro post-impressionista dei Kew Gardens: macchie di colore e linee di movimento in cui si mescolano vicende umane, animali e vegetali. Coerentemente con questa origine pittorica, la prima edizione del racconto è illustrata da Vanessa Bell, mentre le copertine sono di Roger Fry e del suo Omega Workshops.      La prima volta che ci sono stato, dei Kew Gardens ho avuto un'impressione molto diversa, a colpirmi è stata soprattutto la magnificenza della natura che prende possesso delle grandi strutture vittoriane. Ma il senso pittorico del luogo è fortissimo, ed è facile immaginare come Virginia, che frequentava abitualmente i giardini (nel 1926 ci era stata con Vita Sackeville-West, e una scena di Orlando è ambientata ai Kew), ci vedesse un quadro secondo i canoni avanguardistici dell'epoca. La qualità estetica del paesaggio è così alta e costante che pressoché qualsiasi fotografia scattata, anche la più casuale, risulta in una composizione armonica, come mostrano le immagini (mie) in questa pagina.      Non per niente i Kew Gardens sono stati...

Ricordare in analisi / Terapia della sabbia

“Siamo un labirinto di parole, di immagini, di gesti e di espressioni, in continua germinazione, ci perdiamo nella ‘selva oscura’ delle nostre rappresentazioni, ciascuna essenziale, legata dal senso con ogni altra, poi, in un lampo, i fantasmi scompaiono come quando si solleva la nebbia, e resta una sola cosa, l’immagine germinale racchiusa in una foglia, un sasso, una conchiglia, un seme, un fiore”. Maurizio Franco, medico psichiatra che lavora in un servizio pubblico, a lungo responsabile di una comunità per la riabilitazione di pazienti psichiatrici gravi, torna sul luogo del trauma come luogo del delitto, in stanze dove, inesauribile, una corrente continua a circolare. È una stanza, quella dell’incontro analitico, alla quale si approda e poi si ritorna, dove capita di risentire la voce del padre, rivedere i castelli eretti in faccia al mare. Dove “riprovare a scavare nella sabbia asciutta” è una delle esperienze possibili in un setting che prevede la presenza di sabbiere dal fondo e dal bordo azzurro (cm. 57 x 72 x 7). E scaffali “dove la realtà è esplosa, i suoi componenti sono in ordine sparso, per quanto allineati. Regno animale, vegetale, minerale sono apparentemente...

Il cane ci precede

Il cane ci precede. Prima lui e poi noi sapiens. Il cane ci ha fatto uomini, ci ha aiutato a diventare la specie dominante (ma ha un senso questa parola?), ci ha fornito l'esempio di stili di vita fondati sulla fedeltà, ci ha sostenuto e ci sosterrà sempre nei momenti difficili, nelle zone di passaggio, nelle penombre dell'esistere. L'idea, semplice ma sconvolgente, è alla base del libro di Gian Piero Quaglino Meglio un cane (Raffaello Cortina Editore 2015), che si pone come un punto d'arrivo nella abbondante (e in gran parte stucchevole) letteratura "canina" degli ultimi anni. Perché quanto fa Quaglino è mettere da parte le "certezze" della scienza e, mandando gambe all'aria le gerarchie, rifarsi al mito, alla leggenda e alla fiaba (a largo raggio, dalle civiltà indiane del Nord America a quelle delle Hawai e della Nuova Guinea) o alle opere letterarie come il Tristan di Tommaso d'Inghilterra per trovare risposte a quello che comunemente "sente" chi trascorre la vita con i cani.    Le conclusioni, o meglio le aperture, sono sorprendenti. Non siamo stati noi a catturare lui...

Playfestival, una porta sul Piccolo Teatro

Oltre i Navigli, stazione della metro verde Piazzale Abbiategrasso. E poi ancora più in là, in direzione Rozzano, un paio di fermate del tram 3. Ecco: siete arrivati in via Boifava, quartiere Gratosoglio. Non vedete niente? Dovete salire le scale. Troverete un enorme piazzale di cemento dipinto di fiori, e finalmente le porte del teatro. È il Ringhiera, dal 2007 casa della compagnia Atir diretta da Serena Sinigaglia. Vi sentite persi nella periferia milanese? Vi sbagliate. Siete nel centro della città, a contatto con la Scala e con il Piccolo Teatro. Ed è proprio questo uno dei molti motivi per apprezzare l’instancabile lavoro di Atir: la capacità di tessere fili nel tessuto urbano, tracciare percorsi che attraversano le realtà cittadine, instaurare legami forti con il territorio.   ph. M. Bertacca   Un esempio? Lo scorso 8 dicembre veniva trasmesso in diretta, gratuitamente, il Fidelio della prima scaligera al Ringhiera; e poco prima, nella stessa sala, un inviato del Piccolo Teatro premiava una compagnia emergente. Collaborazioni, sinergie, valorizzazioni: le eterne parole passepartout, ripetute come un...

Le particelle elementari dell’esistenza

Le esperienze artistiche piú significative del Novecento hanno scavato in profondità nella psiche umana, hanno attraversato le stratificazioni della coscienza fino a rappresentare ciò che Eric Kandel chiama “elementi primitivi emozionali”. L’intuizione già freudiana circa l’importanza delle emozioni per la strutturazione della coscienza e per l’attività psichica razionale, è stata confermata dalle ricerche di Hanna e Antonio Damasio, che hanno individuato tutti i livelli di interconnessione tra emozione e cognizione: attraverso i “marcatori somatici” il corpo traduce in informazione le reazioni fisiologiche al contesto, producendo cosí le particelle emozionali sulle quali la mente costruisce la concettualizzazione delle esperienze e la pianificazione delle azioni. I processi mentali sono regolati da un’interazione tra funzioni bottom-up ed elaborazioni top-down: un controllo cognitivo complesso regola e modula le emozioni primarie e costruisce il pensiero cosciente, inclusa la formalizzazione delle idee e l’espressione della creatività.   L’arte del Novecento...

Streghe d’Inghilterra

Nel 1612 nei pressi della Foresta di Pendle, in Lancashire, nove donne e due uomini furono accusati di stregoneria, torturati e condannati all’impiccagione in un celebre processo che nel corso dei secoli è stato al centro di numerosi adattamenti teatrali, una raccolta di poesie e un paio di romanzi. Due anni fa, in occasione dei quattrocento anni trascorsi dal processo, Jeanette Winterson ha pubblicato Il cancello del crepuscolo, un romanzo che ripercorre quegli eventi facendo ampio ricorso alle cronache dell’epoca.   La storia – appena pubblicata in Italia da Mondadori, tradotta con efficacia ed eleganza da Chiara Spallino Rocca – contiene molti degli ingredienti consueti del genere gotico: pozioni magiche, malefici, violenze efferate, stupri, torture e incesti. A questo codice Winterson sovrappone tuttavia quelli che sono da sempre elementi chiave della sua narrativa: la presenza di personaggi femminili intraprendenti, complessi, e spesso omosessuali uniti all’attenzione per il modo in cui le storie che raccontiamo contribuiscono a creare il mondo che ci circonda.   Le presunte streghe di Pendle erano quasi tutte contadine o...

Amore che move

0. Premessa o Della lettura per diffrazione   "Haraway propone una strategia di lettura che, invece di riflettere, attui una diffrazione. Secondo Haraway, la lettura per diffrazione, che fa interagire i testi al di là di ogni legame apparente di parentela e li studia non solo insieme, ma anche l’uno attraverso l’altro, produce una nuova “coscienza critica” (una coscienza impegnata strenuamente a fare una differenza invece che ripetere la Sacra immagine) che non è interessata alla riflessione ostinata sul rapporto tra l’originale e la sua copia, ma cambia la prospettiva e vuole produrre qualcosa di nuovo".   Così scrive Manuele Gragnolati nell’introduzione di Amore che move (il Saggiatore, 2013), un saggio che si presenta non come una critica che rifletta un e su un modello, ma come una critica che si concentri sulle analogie e sulle differenze nel testo e tra i testi presi in considerazione. Perché la critica, partendo da un’ossessione o da un’intenzione dimostrativa, proietti e dunque crei legami. In questo saggio l’ossessione e l’intenzione dimostrativa sono la...

Viaje a la Semilla. Gabriel García Márquez 1948-1953

Giovedì 18 aprile 2014 Gabriel García Márquez è deceduto a Città del Messico, dopo 87 anni, 43 giorni, 9 ore, 12 minuti e 18 secondi dalla nascita, tempo tutto dedicato alla conoscenza, alla vita e ai suoi piaceri, alla specie umana e alla letteratura. In meno di ventiquattro ore il coro di lodi, aneddoti, orazioni funebri, canti, urla, testimonianze, pianti, ricordi e altro si è fatto – con le dovute eccezioni che fanno la regola – affollato, superficiale e in tanti modi volgare e grottesco. In quelle prime ventiquattro ore sono stati consumati, come minimo, milioni e milioni di quintali di carta patinata e da giornale e un po’ meno d’inchiostro; spesi decine e decine di milioni di euro in minuti e ore di notiziari, programmi e speciali televisivi; trasmissioni radio; interviste a specialisti, meno specialisti e chiacchieroni; milioni di euro in costi telefonici e tariffe internet. Vero è che mai prima d’ora nella storia della letteratura, dall’Artico all’Antartico, dall’Isola di Pasqua all’arcipelago Giapponese, dalla Cina e la Siberia fino al Corno d’Africa e l’...

Marion Milner. Una vita tutta per sé

“Questo libro è il documento di una ricerca durata sette anni. Lo scopo di questa ricerca era scoprire che tipo di esperienze mi rendevano felice” è l’incipit che punta dritto al senso del saggio Una vita tutta per sé di Marion Milner (pubblicato a Londra nel 1934 con lo pseudonimo di Joanna Field, lo stesso con il quale ne licenziò la prima versione italiana La Tartaruga edizioni nel 1977). Una vita tutta per sé – che inaugura la collana “Pensiero e pratiche di trasformazione” diretta da Annarosa Buttarelli per la Moretti&Vitali, casa editrice da sempre attenta nel fiutare i movimenti e le declinazioni in continuo divenire delle scienze umane – è una perla preziosa nel panorama della consulenza filosofica di trasformazione a cui si riferisce il Master universitario dov’è nata anche l’idea di questa collana di manuali.   Marion Blackett in Milner nacque nel 1900 a Londra dove si laureò a ventitre anni in psicologia e fisiologia. Tirocinante al dipartimento del National Institute of Industrial Psychology, lavorò su test mentali e problemi della...

Christopher Isherwood. Un uomo solo

A Single Man, uscì negli Stati Uniti nel 1964, Isherwood aveva già sessant’anni, era un autore affermato e da più di dieci anni viveva col pittore Dan Bachardy, suo compagno sino alla morte.     Isherwood e Bachardy rappresentarono a lungo uno dei pochi modelli di coppia gay stabile e di successo. In Italia, col titolo di Un uomo solo, arrivò, nella traduzione di Dario Villa, solo nel 1981, da Guanda. Non che Isherwood non fosse autore conosciuto in Italia, ma tutti i suoi testi erano – e sono – stati tradotti spesso con grande ritardo – molti ancora mancano – e da case editrici diverse, senza continuità e attenzione, quasi fosse un autore minore, e non uno dei grandi del Novecento: Addio a Berlino uscito nell’edizione originale nel 1939, fu tradotto da Maria Martone per Longanesi nel ‘44. Nel ‘48, sempre Longanesi pubblicò la versione di Marcella Hannau di The Memorial, del ‘32, col titolo Ritratto di famiglia. Poi Mondadori, nel ‘48 pubblicò nella Medusa Il Signor Norris se ne va (che era uscito nel ‘35 presso la Hogart Press, la casa editrice di...

Autobiografia del dolore

Georges Perec, sdraiato sul divano dello psicoanalista Jean-Bertrand Pontalis, ritrova il suo ricordo più doloroso. Un ricordo d’infanzia, riguardante la deportazione della madre. In W ou le souvenir d’enfance, sua opera autobiografica pubblicata nel 1975, consegna il compito di dire quel dolore straziante a una casella vuota. Non un capitolo, ma un taglio tra un capitolo e l’altro: tre puntini di sospensione che interrompono una struttura che intreccia un racconto di finzione a una collezione di ricordi. La lacerazione più grande si consegna in un vuoto che toglie l’aria.Primo Levi nella prefazione di Se questo è un uomo scrive il suo passo indietro rispetto al dolore: testimoniare e cercare di comprendere per restituire «uno studio pacato dell’animo umano».Ma la poesia che precede, soglia ulteriore, ordina al lettore di considerare, meditare, ripetere.La comprensione è impossibile, e insostenibile il ricordo come esperienza individuale. Per ricordare è necessario pensare all’esperienza come zona di irrealtà.Simonetta Fiori e Massimo Recalcati sono intervenuti sulle pagine di Repubblica in questi giorni rinnovando un dibattito cui avevano preso parte l’anno scorso, sul...

Un viaggio come fosse una grande mostra tematica territoriale

Questo è il racconto di una mia personalissima idea di viaggio.   Ho scelto la nascita del moderno come genere culturale, inteso come contesto significativo della prima industrializzazione umana iniziata nel Regno Unito alla fine del 700 includendo il nord della Francia, attraverso le case e le cose dei suoi protagonisti dall’inizio dell’800 alla fine degli anni ‘860, in quell’ambito politico economico e territoriale che tanto ha prodotto, inclusi molti generi ancora di attualità come il giallo, l’horror, la fantascienza, il fantastico, il serial, la scienza applicata e l’arte applicata. La visitabilità della mostra in sedici giorni è solo possibile con una buona moto fuoristrada e un buon navigatore, in modo da ridurre al minimo il tempo degli spostamenti. La Mostra ha sette sezioni:   Ultimi romantici Walter Scott, Lord Byron   Avanza la borghesia industriale, i testimoni Balzac, Rodin, Castello di Saché (Tours) (Per la verità questa sezione andrebbe arricchita con la casa di Courbet, ma è fuori rotta!)   Modernità, miti e...

Eugenio Baroncelli. Falene

Il titolo del libro di Eugenio Baroncelli, Falene (Sellerio, 281 pp., 14 €), coincide con quello che Virginia Woolf aveva originariamente previsto per il suo romanzo Le onde: la sensibilità dell’autrice era stata infatti colpita dal dibattersi disperato di una falena contro il vetro della sua finestra, nel tentativo di resistere alla morte; essa sembrava rappresentare, in modo puntuale e semplice, la tragicità e l’assurdità della vita, nel breve tempo che le è concesso di durare. Baroncelli, con la sua opera, prova a riguadagnare questo sguardo presentandoci 237 biografie della lunghezza media di una “leale paginetta”, di personaggi più o meno celebri che hanno saputo stimolare, con i loro movimenti disperati e scomposti, la sua raffinata scrittura. Il punto di vista è quindi quasi “astrale”: l’accostare vite così distanti nel tempo, nello spazio e nei contenuti sembra possibile solo a colui che guardi da molto lontano, da un altro pianeta, conservando però, nonostante la distanza, una memoria puntuale e coinvolta. L’oggetto dell’osservazione è dunque un...

Reality Inequilibrio

Nessun commento. Nessuna emozione. Solo la realtà. I fatti. Nudi. Accumulati in una vita: le visite non annunciate e quelle previste, i regali ricevuti e quelli donati, le telefonate, le colazioni, i pranzi, le cene, le offerte elargite durante la messa, i film visti, i libri letti... Annotati per 57 anni, fino all’11 novembre del 2000, quando Janina Turek, una donna di Cracovia, muore d’infarto per la strada.   Ha raccontato la storia dei suoi meticolosi diari il giornalista Marius Szczygiel in un libro pubblicato da Gransasso Nottetempo intitolato Reality. Gli hanno dedicato uno spettacolo di rara temperatura emotiva, proprio perché giocato sul baratro di una fredda oggettività che nasconde il precipizio del vuoto dei giorni, degli anni, della vita, Daria Deflorian, intensa indimenticabile protagonista del caso teatrale della stagione, L’origine del mondo di Lucia Calamaro, e Antonio Tagliarini, performer dall’ironia affilata. Lo spettacolo è cresciuto a tappe: dopo una prima presentazione al festival romano Short Theatre nel settembre scorso, ha viaggiato tra un centro anziani dalle parti di Porretta Terme e varie...

Massimo Fusillo. Feticci

È un itinerario zigzagante, frammentario, pullulante di immagini e riferimenti quello che Massimo Fusillo ci propone nel suo ultimo libro dedicato al tema affascinante e complesso del feticcio (Feticci. Letteratura, cinema, arti visive, il Mulino 2011, pp. 224, € 20). Attraverso uno stile che dichiaratamente ricalca le caratteristiche dell’oggetto della sua ricerca, l’autore offre al lettore un ricco quadro di accostamenti che tiene insieme spezzoni di letteratura, arte e cinema, opere del passato così come del presente. Il tutto servendosi di una prosa che mescola volentieri la descrizione con la saggistica e la citazione.   Uno stile che richiama immediatamente quello di alcuni dei capolavori incompiuti del Novecento, primo tra tutti I Passages di Parigi di Benjamin, testo chiave, non a caso, come ricorda lo stesso Fusillo, per comprendere il ruolo che il feticismo svolge nella modernità. L’autore fa proprie alcune delle acquisizioni fondamentali di quella letteratura novecentesca che sfoceranno sul finire del secolo nella “svolta visuale” che contraddistingue molti degli studi culturali contemporanei. In cui il...

La democrazia magica. Un’intervista con Franco Cordelli

Che cos’è la “democrazia magica” di uno dei più bei titoli della saggistica contemporanea? Titolo, questo di Franco Cordelli, di una raccolta di scritti variamente dedicati al romanzo (o, come da sottotitolo, al “narratore”, al “romanziere” e allo “scrittore”, in un ordine evidentemente non casuale), alla fine di un secolo (il libro fu stampato per Einaudi per la prima volta nel 1997, e lo scorso febbraio è stato riproposto per i tipi di Fandango) che ne aveva visto, in Italia, tanto l’esplosione che l’interdetto. E allora: che cos’è il romanzo, di cui il libro, fuor di metafora, parla? Un luogo, un territorio, una cifra? O, dicendolo in modo più tipico e al tempo stesso più seducente: in cosa consiste “la magia del romanzo”?   Cordelli non ama addentrarsi in questioni teoriche, non del tipo da manuale di letteratura, comunque (se si pensa almeno all’Asor Rosa del noto saggio sull’ “anomalia” italiana, ovvero sulla presenza di una minor tradizione romanzesca nostrana, a petto degli altri paesi europei e, piuttosto, di...

Il mondo fluttuante

In un saggio pubblicato nel 1924 e dedicato a Montaigne, Virginia Woolf scriveva che la vita dentro di noi non corrisponde a quella fuori di noi e se la si interroga risponde in modo diverso rispetto a quello che dicono gli altri. Ai vecchi per esempio si sconsiglia di viaggiare e si prescrive il riposo, per Montaigne invece, all’avanzare degli anni dovrebbe corrispondere la libertà di andarsene per il mondo e di sperimentare luoghi, lingua, cibi diversi. Chi viaggia non fa che ribadire nel proprio corpo il cambiamento. Oggi non siamo più quelli di ieri, i nostri atomi si spostano, la mente che crediamo saldamente incastrata nella nostra testa si scompone, diventa lo spazio che attraversiamo.   Nel 1581 Montaigne lascia il suo castello e si avventura in Italia. Osserva e annota: “Il mio piano è scomponibile in qualsiasi punto; non è fondato su grandi speranze; ogni giornata ne costituisce il termine. E il viaggio della mia vita procede allo stesso modo”. Chi osserva dimentica se stesso. Il viaggio ci dimostra che quello che chiamiamo io non esiste, quello di ora è diverso da quello di poco tempo fa e non è...