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Scienze

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Esplorare / Cose piante città e libri soprattutto

Non sapevo che libro fosse e ancora non so che libro sia, perché l’esplorazione del mondo non ha pareti e non esiste un testo unico capace di racchiudere quel cosmo che il bambino ha davanti. Perché a quei tempi le stelle e i fossili, i girini e le montagne sono tutt’uno con la sensazione di esserci e di appartenere a qualcosa di Grande, un assoluto che intimorisce e incuriosisce insieme. È tutto un saliscendi, prima che arrivino le divisioni in materie e l’imparare si spartisca in alti e bassi. In Fuori da noi. Cose piante città (Nuova Editrice Berti, 2019), Giovanna Zoboli raccoglie i risultati di questo sapere vissuto che non ha paura di procedere per associazioni libere, connessioni spregiudicate che hanno origine nella sua esperienza di bambina a cui riesce la magia di continuare a crescere con stupita meraviglia. In compagnia di un io che si lascia spiazzare. “Conoscere è riconoscere (…) di camminare lungo una linea in equilibrio fra l’essere me e tutto il resto”.   La Giovanna e sua sorella, di poco più grande, sono due boy scout fantasiose e avventurose, che vivono con la Luna e il Sole, il padre e la madre, sono circondate da molti altri colossi che sono poi gli...

Volare / Perché il pianeta non vuole essere salvato

Uno dei mantra consolatori più ricorrenti di questi anni è: Salviamo il pianeta. Tutto viene fatto per salvare il pianeta, dalla scelta del balsamo per capelli a non stirare i vestiti per non contribuire al riscaldamento globale, un'idea degna del miglior Woody Allen prima maniera. C’è un effetto gratificante notevole nell’idea di salvare un pianeta. Nell’immaginario comune, fino a pochi anni fa, solo i supereroi potevano riuscirci. Ora è in atto una massificazione del supereroe, chiunque, con piccoli gesti quotidiani, può salvare il pianeta e quindi essere supereroe. Basta chiedere un cappuccino alla soia e il gioco è fatto.    Chiunque voglia salvare il pianeta non ha che da andare in rete e avrà in una manciata di secondi intere serie di missioni alla portata di tutti: volare di meno, mangiare meno carne rossa, fare la raccolta differenziata, riciclare, andare in bicicletta, smettere di stirare i vestiti, chiudere il rubinetto mentre ti lavi i denti o ti insaponi sotto la doccia, fare meno la doccia e mai il bagno, bere l'acqua di rubinetto anziché quella in bottiglia, lasciare l’auto a casa due giorni a settimana, al supermercato scegliere il prodotto...

"Io non voglio guastare. È creare che voglio" / Possiamo salvare il mondo prima di cena

Ho lavorato come barista dal 1996 al 2016 e ho smesso di dovermi lavare ogni sera i capelli, intrisi di fumo, nel 2003. Me la ricordo la legge del divieto: mai avrei creduto alla sua efficacia. Accadde davvero; quello che non riesco bene a ricordare è come si arrivò lì. Prima il veto aveva riguardato i cinema; ero piccola, ne ho memorie indirette: mio padre tra smettere di fumare e smettere di andare al cinema – non concepiva, fumatore, un cinema senza fumo – smise la sigaretta. Cancro, fumo passivo, riduzione dell’attesa di vita: sono parole che sono diventate spettri, non so bene in che ordine e con che scansione temporale. La legge ha reso possibile qualcosa che non sarebbe avvenuto, certo, ma le leggi non provengono da un’entità astratta e illuminata. Qualcosa, nell’arco di anni, ha cominciato a indicare, dapprima; e poi spiegare, raccontare, evidenziare. Allarmare. Ci si è accorti che ne andava della nostra pelle.    Climate change, riscaldamento globale, estinzione della specie umana, terre sommerse, erosione dei ghiacciai. Non ne va della nostra pelle – quanto meno non della nostra di adulti, oggi, nel mondo occidentale – ma, con una buona dose di certezza, ne...

Visioni e inquietudini da un futuro presente / Specchio nero

Diverse serie televisive degli ultimi anni si sono interrogate sulle più avanzate frontiere di cambiamento delle società contemporanee, ma è soprattutto la serie britannica Black Mirror a essere interessante da questo punto di vista. Creata nel 2011 per la casa di produzione Endemol dal giornalista, produttore e sceneggiatore Charlie Brooker, che si è ispirato alla serie fantascientifica statunitense degli anni Cinquanta e Sessanta Ai confini della realtà, è arrivata oggi alla quinta stagione e presenta la caratteristica di essere basata su una serie di episodi concepiti come storie totalmente autonome.  Uno schermo di un’apparecchiatura elettronica spento sembra uno specchio nero, un “black mirror”, e questo è il titolo scelto per una serie televisiva che vuole presentarsi come un vero e proprio specchio in cui vedere riflessa la nostra condizione attuale, vuole cioè mostrare come i media stanno rendendo sempre più problematico il nostro rapporto con la realtà.     Ad esempio, Ricordi pericolosi, l’ultimo episodio della prima stagione di Black Mirror, è incentrato su come i media modifichino radicalmente il nostro rapporto con il tempo in conseguenza del loro...

Implacabile simmetria / Cactus

Sono stata paragonata a una pianta carnivora, per esser precisi a una Drosera; e uno spasimante respinto mi ha assimilato a un cactus. Ne sono tutt’ora lusingata. Che imparino i maschi, e stiano in guardia. Così, giusto per avvisare, per quest’estate mi son fatta una sottana con una tela palermitana, decorata di bellissimi e colorati Fichi d’India in fiore (Opuntia ficus indica). D’altronde, mi adeguo al cambiamento climatico anche nelle mie mises.      Come s’è alzata la linea della palma s’alzerà anche quella dei cactus che, dai vasi, collocheremo in piena terra. Non mi dispiacerebbe avere un angolo del giardino con crassule e euforbie, agavi e cactus pasciuti e contenti come solo ne ho visti nel nostro sud, specie in Sicilia: Opuntia con le pale (cladodi) incoronate dai frutti maturi, alti candelabri di Euphorbia eritrea ritti verso il cielo, glauche agavi americane con spade minacciose, rosette di Aeonium arboreum Schwarzkopf nere e lucide come onice.  Non per una questione di green political correctness, ma non mi piace l’espressione “piante grasse”, meglio dire succulente che è la categoria più onnicomprensiva, e rinvia alla comune morfologia dei tessuti...

Dizionario Levi / Analogia

Il testimone, il chimico, lo scrittore, il narratore fantastico, l'etologo, l'antropologo, l'alpinista, il linguista, l'enigmista, e altro ancora. Primo Levi è un autore poliedrico la cui conoscenza è una scoperta continua. Nel centenario della sua nascita (31 luglio 1919) abbiamo pensato di costruire un Dizionario Levi con l'apporto dei nostri collaboratori per approfondire in una serie di brevi voci molti degli aspetti di questo fondamentale autore la cui opera è ancora da scoprire.   Leggiamo dal racconto Ranocchi sulla luna: “Lungo la sponda sinistra brulicavano i girini, a centinaia. Perché solo a sinistra? Dopo molto ragionare osservammo che lì correva un sentiero frequentato alla domenica dai cacciatori; le trote se ne erano accorte, e stavano alla larga, lungo la sponda destra. A loro volta i girini si erano stabiliti sulla sinistra per stare alla larga dalle trote”. Se Primo Levi, come sappiamo grazie alle indicazioni di Marco Belpoliti e Mario Barenghi, nel suo essere chimico e scrittore era anche antropologo ed etologo, ecco un bell’esempio di come tutti questi sguardi, e questi discorsi, si incrociano in un’unica enunciazione narrativa: cacciatori, trote e girini...

Complessità / La psicoterapia all’epoca delle semplificazioni

Nell’epoca di twitter, ovvero delle grandi semplificazioni demagogiche, parlare di complessità appare quasi una provocazione. E in effetti può essere letto come provocatorio il titolo del libro Complessità e psicoterapia, curato da due psicoterapeuti, Pietro Barbetta e Umberta Telfener (Raffaello Cortina, 307 pagine). Il volume raccoglie i contributi di vari operatori che orbitano attorno al Centro Milanese di Terapia della Famiglia, che applica un metodo chiamato anche sistemico-relazionale, oggi molto diffuso in Italia.               Sin dagli anni 60 alcuni psicologi – tra cui Luigi Boscolo e Gianfranco Cecchin, a cui i due curatori del volume rendono omaggio nel sottotitolo – iniziarono in Italia la psicoterapia familiare, basata sulla teoria dei sistemi complessi ispirata ai lavori di H. von Foerster e G. Bateson, applicata alla psicoterapia da P. Watzlavick e da altri. Questa teoria riprendeva modelli ispirati alla cibernetica e alla teoria della comunicazione. La scommessa di base era che sullo sfondo di ogni cosiddetta psicopatologia ci sia un certo funzionamento del “sistema” di relazioni sociali a cui il...

Accendere le speranze / Gli alberi e le parole di Tiziano Fratus

Il primo articolo della Dichiarazione dei diritti dell’albero proclamata quest’anno al Parlamento francese recita: “L’albero è un essere vivente fisso che, in proporzioni comparabili, occupa due ambienti distinti, l’atmosfera e il suolo. Nel terreno si sviluppano le radici, che catturano l’acqua e i minerali. Nell’atmosfera cresce la corona, che cattura l’anidride carbonica e l’energia solare. Per questo, l’albero svolge un ruolo fondamentale nell’equilibrio ecologico del pianeta”. Di questo miracolo della natura è appassionato Tiziano Fratus, scrittore, fotografo, naturalista, cercatore d’alberi. Guardo le sue fotografie, tutte realizzate in un severo ma luminoso bianco e nero. In un mondo sull’orlo del precipizio di cambiamenti climatici forse irreparabili, i suoi alberi, i suoi saggi e le sue poesie sono una salvifica distrazione per la mente, un universo parallelo, da esplorare senza fretta.      Nei libri annoda conoscenza naturalistica, evidente nei saggi, con un meditare che al sapere aggiunge profondità, coscienza e responsabilità. Dalle pagine e dalle fotografie traspare l’invito ad andare a vedere, a camminare e riflettere in mezzo ai pini...

Schisi. Una collana di ebook / La chiocciola e la spirale

Nella creazione del programma culturale di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, ampia attenzione è stata data alla relazione tra l’Arte e la Scienza con l’individuazione di un tema specifico. Il tema Futuro Remoto rappresenta una riflessione sul rapporto millenario con lo spazio e le stelle; un rapporto che, ripercorrendo anche i passi di Pitagora, uno dei residenti più illustri della Regione Basilicata, esplora l’antica bellezza universale della Scienza. Si mettono a confronto pratiche antichissime con modelli di vita fruibili, capaci di influenzare le idee di cultura e di sviluppo dei prossimi decenni provando a rispondere all’annosa domanda: C’è una schisi tra Arte e Scienza, una separazione e una distanza tra le due? Le dimensioni principali del fitto rapporto tra Arte e Scienza di cui ci occupiamo sono: l’Arte e la Scienza come prodotti dell’evoluzione biologica e culturale; l’Arte e la Scienza come fonte reciproca di ispirazione; l’Arte come canale significativo della comunicazione della Scienza.   Matera 2019 Capitale Europea della Cultura e Doppiozero hanno creato, a sostegno dei progetti del programma culturale, una piccola collana di cinque e-book denominata...

Questa nostra vita / Dulcamara

Melanzane, pomodori, peperoni e peperoncini in giardino o sul balcone? Perché no! Sono piante belle nei fiori e nei frutti e gli inglesi le hanno accolte nelle loro aiuole da tempo.  Solo con le patate avrei qualche dubbio. Nessuno invece per il tabacco (Nicotiana tabacum) e  per tutte le nicotiane ornamentali dagli attraenti fiori imbutiformi e multicolori. Che hanno in comune queste essenze? Appartengono tutte alla numerosissima e importante famiglia delle Solanaceae, con esemplari che da tempo rallegrano il verde di casa come petunie, Dature e Brugmansie. Ma a queste ultime ho già dato. Vorrei invece soffermarmi sul Solanum jasminoides e sul Solanum rantonnetti, entrambi originari del Sudamerica. Il primo, sarmentoso, vuole un sostegno cui affidarsi e può svilupparsi in altezza anche oltre i cinque metri, oppure lo si può lasciar libero di ricadere a cascata dall’alto. L’aggettivo lo assimila al gelsomino con cui, in verità, poco lo accomuna: forse per le stelline candide (o cilestri) a cinque petali, ma il cuore di antere gialle e stilo pronunciato è come quello dei fiori di patata, paragone ai miei occhi non declassante, e la lieve fragranza serale non è comparabile...

Guarda che Luna / Il sogno di Keplero

Cinquant’anni fa - il 20 luglio 1969 - lo sbarco dell’uomo sulla Luna. In questa occasione abbiamo preparato quattro pezzi (qui il primo) dedicati a questo evento visto da diversi punti di vista, recensendo alcuni libri apparsi in occasione dell’anniversario e pubblicando un capitolo inedito del libro di un filosofo sulla Luna, per concludere con la lettera che Giacomo Leopardi ha scritto a Neil Armstrong in occasione della sua passeggiata sulla superficie del Satellite, e che ha ispirato alcune sue meravigliose poesie.   Günther Anders sosteneva che «il geocentrismo, come principio pragmatico», non fosse stato «messo in discussione da Copernico» e non lo fosse stato «neppure questa volta», dopo i voli che hanno portato uomini fuori dall’orbita terrestre, intorno e sulla Luna (Anders 1970, 27). Al contrario, quel principio sembrava uscire persino rafforzato dall’estendersi dello spazio conquistato, come se fosse una sorta di assicurazione contro lo straniamento, un bisogno di appartenenza e di suolo rispecchiato nella tesi provocatoria di Husserl secondo cui «la Terra non si muove» (Husserl 1934, 7). La differenza che separa il principio pragmatico dalla conoscenza...

Guarda che Luna / La distanza dalla luna

Cinquant’anni fa - il 20 luglio 1969 - lo sbarco dell’uomo sulla Luna. In questa occasione abbiamo preparato quattro pezzi dedicati a questo evento visto da diversi punti di vista, recensendo alcuni libri apparsi in occasione dell’anniversario e pubblicando un capitolo inedito del libro di un filosofo sulla Luna, per concludere con la lettera che Giacomo Leopardi ha scritto a Neil Armstrong in occasione della sua passeggiata sulla superficie del Satellite, e che ha ispirato alcune sue meravigliose poesie.   Il libro dedicato alla Luna da Patrizia Caraveo Conquistati dalla luna (pp. 202, €19) racconta molte cose interessanti sulla storia delle conoscenze lunari e della magnifica letteratura che le è dedicata. Da Galileo alle invenzioni straordinarie dell’ottocento, con gli esseri alati individuati da Herschel o il viaggio di Pulcinella, l’autrice ci guida in una gradevole ricognizione delle tante cose che sappiamo e di come le abbiamo immaginate prima di saperle.  Si imparano tante cose, dalla distanza alle orbite alle eclissi e via dicendo fino a renderci amico il satellite. Una bella lettura, che mi ha fatto venire in mente quanto la distanza tra le due culture, cui si...

La lunga alba dell’era solare / A qualcuno piace caldo

La buona notizia è che non è vero che i combustibili fossili si stanno esaurendo, la cattiva è che non è una fake news, continueremo a riversare tonnellate di veleno nell’aria come non ci fosse un domani. Mentre fra le sabbie arabe e negli altri pozzi che bucherellano la terra si continuava a estrarre l’oro nero alla vecchia maniera, nel 2008 è stata messa a punto una nuova tecnologia chiamata fracking. L’idea è semplice: immaginate di appoggiare uno smisurato martello pneumatico alla crosta terrestre e di accenderlo in modo che, al posto dell’asfalto, frantumi la crosta rocciosa del pianeta sparando “un cocktail di prodotti chimici mescolati a grandi volumi d’acqua ad altissima pressione” riuscendo a raggiungere le sabbie bituminose sottostanti, intrise di petrolio di roccia, tigh oil, e gas naturale. Quando si è visto che il metodo funzionava, il mondo delle multinazionali ha tirato un grosso sospiro di sollievo, già si stavano quasi rassegnando a doversi convertire a metodi di produzione d’energia più puliti e meno remunerativi, visto che ormai era chiaro che mancavano una manciata di anni alla fine delle riserve. Invece no, improvvisamente la nuova tecnologia apre altri...

Guarda che Luna / Dalla luna alla terra

Cinquant’anni fa - il 20 luglio 1969 - lo sbarco dell’uomo sulla Luna. In questa occasione abbiamo preparato quattro pezzi dedicati a questo evento visto da diversi punti di vista, recensendo alcuni libri apparsi in occasione dell’anniversario e pubblicando un capitolo inedito del libro di un filosofo sulla Luna, per concludere con la lettera che Giacomo Leopardi ha scritto a Neil Armstrong in occasione della sua passeggiata sulla superficie del Satellite, e che ha ispirato alcune sue meravigliose poesie.   Tra una manciata di giorni ricorrerà il cinquantesimo anniversario dello sbarco dell’uomo sulla luna. Da qualche mese, approfittando della ghiotta occasione editoriale, stanno uscendo nel mondo decine di libri storici, celebrativi, narrativi, antologici sull’Apollo 11 e su quello che qualcuno ha pensato di definire il “concetto di luna”. Fascinazione, sfida, sogno, scienza, avventura, fantascienza, poesia… Tra queste migliaia di pagine, non tutte necessarie, trovo importanti quelle di Richard Wiseman, appena uscite in traduzione italiana per Codice (Volere la Luna. Raggiungere l’impossibile con la “mentalità Apollo”). Il libro si stacca dagli altri per due ragioni: si...

Machines like me / Ian McEwan. Queste macchine così inumanamente perfette

Sliding doors, si dice così, no? Le cose vanno in un modo, ma – se avessimo imboccato un’altra porta girevole – avrebbero potuto andare diversamente: «il presente è il più fragile dei costrutti improbabili. Avrebbe potuto essere diverso», secondo Charlie Friend, narratore e coprotagonista del più recente romanzo di Ian McEwan, ambientato nell’Inghilterra di “un” 1982, anno di uscita nelle sale di Blade Runner. Come sarebbe potuto andare se alcuni avvenimenti avessero preso una piega differente. Quali? Primo: se la Thatcher avesse perso sanguinosamente la guerra delle Falkland contro la Giunta argentina e si accingesse a lasciare Downing street al laburista Tony Benn. Il quale, al di là dell’assonanza, non somiglia a Tony Blair, ma a Jeremy Corbin che, “con la sua banda di trotzkisti”, avrebbe condotto trentacinque anni in anticipo la Gran Bretagna fuori da una EU pronuba delle grandi multinazionali, prima di venir assassinato in un attentato. Secondo: se Alan Turing – il genio che aveva decrittato Enigma, mossa risolutiva per sconfiggere i nazisti nella II Guerra Mondiale – invece di farsi prima castrare chimicamente e poi suicidarsi a 41 anni – fosse sopravvissuto abbastanza da...

Schisi. La collana di ebook in collaborazione con Matera 2019 / Scienza, Arte e Bellezza

Nella creazione del programma culturale di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, ampia attenzione è stata data alla relazione tra l’Arte e la Scienza con l’individuazione di un tema specifico. Il tema Futuro Remoto rappresenta una riflessione sul rapporto millenario con lo spazio e le stelle; un rapporto che, ripercorrendo anche i passi di Pitagora, uno dei residenti più illustri della Regione Basilicata, esplora l’antica bellezza universale della Scienza. Si mettono a confronto pratiche antichissime con modelli di vita fruibili, capaci di influenzare le idee di cultura e di sviluppo dei prossimi decenni provando a rispondere all’annosa domanda: C’è una schisi tra Arte e Scienza, una separazione e una distanza tra le due? Le dimensioni principali del fitto rapporto tra Arte e Scienza di cui ci occupiamo sono: l’Arte e la Scienza come prodotti dell’evoluzione biologica e culturale; l’Arte e la Scienza come fonte reciproca di ispirazione; l’Arte come canale significativo della comunicazione della Scienza.   Matera 2019 Capitale Europea della Cultura e Doppiozero hanno creato, a sostegno dei progetti del programma culturale, una piccola collana di cinque e-book denominata...

Autoritarismo, conformismo, deresponsabilizzazione / La normalità del male

In un mondo soffocato da libri dedicati al piacere, dall’estetico al gastronomico, riflettere sul male pare fuori luogo. Ad eccezione di occasioni programmate e rituali, la nostra società si presenta impegnata nella rimozione del male, al suo oblio grazie a dosi massicce di beni di consumo, pillole, creme, compendi tecnologici. Eppure il male è esistito ed esiste e rintanarlo all’inferno non risolve il problema. Il Novecento è stato il secolo del male assoluto e ogni giorno lo vediamo incarnato nel dolore, nella violenza, nella crudeltà dei rapporti, nelle nuove malattie sociali. Non è quindi un caso che molti, e questa rivista lo ha ben presente (da ultimo F. Bellusci, “Come fare del male e continuare a vivere bene”, e dello stesso autore, “Il male si espande nel mondo come un fungo”) si siano interrogati sulla sua presenza, sulla sua diffusività, su chi lo pone in essere, sui meccanismi che lo generano, lo giustificano, lo rendono intollerabile, lo pesano. E l’editoria non dimentica l’argomento con saggi filosofici (I concetti del male, Einaudi, 2002) o psicologici (Il male, Raffaello Cortina, 2000), stimolando l’attenzione con una suggestiva gamma di declinazioni, dalla...

Ambiguità di un progetto umano / Liberare la libertà

“L’ansia di spiegare la vita e il suo mistero non dà tregua allo spirito umano, è come se risuonassero in ogni uomo le parole rivolte ad Adamo e ad Abramo: umano dove sei? Vai in te stesso, scopri chi sei.” Finisce così, con un inizio, il cammino esplorativo di Michela Dall’Aglio, In principio era la libertà. Un itinerario tra filosofia, scienza e fede, ILMIOLIBRO, 2019.      Esplorando ad un tempo, l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande di ciò che esiste, noi compresi, l’autrice si muove tra due prospettive polari, costantemente messe in tensione e anche ibridate con una inquietudine narrativa del tutto originale e coinvolgente. L’irrisolto, infatti, è un codice del libro, non solo indotto dal tema dei temi, ma da uno stile conoscitivo che cerca, senza crederci mai fino in fondo. Come dovrebbe essere ogni indagine con simili obiettivi e caratteristiche. La posizione interrogante è quella umana, situata all’estremità del cammino evolutivo dell’esistente, e in grado di farsi domande sul come e il perché della vita e dell’esistenza in sé. Le due prospettive messe in tensione si rifanno, la prima, – definita un’origine “oscura” –, all’ipotesi che tutto sia...

Einstein quand'era sgarbato

“Per me la parola Dio non è altro che il risultato e l’espressione della debolezza umana” scriveva Albert Einstein il 2 gennaio 1954 al malcapitato Eric Gutkind, autore del libro: “Choose life: the Biblical call to Revolte”. Il libro, inviato al sommo scienziato, consisteva in un appello agli ebrei fondato sulla “incorruttibilità” di Israele. E Albert Einstein, con una di quelle affermazioni in cui era specialista, rivoltava concetti e realtà come un calzino. Sappiamo che il Dio che ci possiamo immaginare fa risaltare la nostra debolezza, ma Albert Einstein lo dice in un modo nuovo che ci fa sussultare: per tutta la vita lo scienziato della Relatività ha fatto lo stesso con il tempo, lo spazio, la gravità, la luce che viaggia in curva a velocità insuperabile, la massa, l’energia e adesso lo fa con la debolezza umana. Il popolo nei crocicchi discute animatamente di lui h24 ancora adesso, a più di un secolo dalla sua geniale scoperta.   Debbo, a questo punto, precisare che seguo (quando necessario paragrafo per paragrafo, anche per fare figura di giornalista) un articolo vivace e intelligente di Giuseppe Sarcina, corrispondente da Washington del “Corriere della Sera”. Non ho...

Il fiore del primo maggio / Mughetto

È fiorellino compunto, gentile, squisito all’olfatto, eppure chiamiamo mughetto anche una sgradevole infezione fungina delle mucose. Gli capita anche di essere classificato come Convallaria majalis, ma con il grugno del simpatico porcello nulla ha in comune. A chi non sia digiuno di lingua latina la denominazione botanica evoca all’istante le convalli e i pendii ombrosi nel momento dell’anno dai verdi più smaglianti: il maggio lussureggiante, il mese del rinnovamento da sempre e ovunque atteso e celebrato.  In Francia le muguet (da noix musquette, a sua volta derivato da musc, muschio) è il fiore del primo di maggio, ben prima che vi cadesse anche la festa dei lavoratori (Chicago1886, Parigi 1889). Fu Carlo IX di Valois nel 1561 a dare avvio alla tradizione di regalare in questo giorno un rametto delle bianche odorose campanelle come augurio di bonheur. Da allora i cugini d’oltralpe, se non lo colgono nel bosco o in giardino, lo acquistano dai fiorai o dai venditori improvvisati, che lo esibiscono ad ogni angolo di strada perché – una tantum – non v’è bisogno di alcun permesso. È d’obbligo portarlo al bavero, donarlo in segno d’amicizia o come pegno d’amore.  Insieme all...

Abbecedario del reale / Buco

Autopsia è un termine usato come testimonianza oculare di date o episodi da parte degli storici per rendere il loro parere più autorevole L’autopsia è l’odore del nulla. Anne Carson, Nox   Un buco è un ventre più profondo, un buco è una parte di vascello, Buco è il nome di molti ristoranti ed è una pasta cava dove far entrare il sugo. Il buco scava lo stomaco per fame, dolore, paura. È il grande condottiero dell’assenza. Un buco è nero e non rosso, buio e non luminoso, inghiotte senza restituire, la bocca dei vulcani è un buco pieno di lava, la lava scava un buco nel terreno bucandolo di fuoco. Il buco piega come suggerisce il verbo tedesco Bogen e piegando e incurvando attira nel suo nulla. Il buco non è il cratere in cui si mescola. Il buco, come succede in fisica nei buchi neri, rallenta il tempo e non fa uscire la luce. Ci guarisce da ogni illusione di Creazione, da ogni desiderio di vita.   Signori, mi avete commissionato la parola ‘buco’ il giorno in cui mia madre è morta. La notte ho dormito nel divano accanto al letto. Ho ascoltato il suo respiro diventare sempre più fioco. Alle quattro e mezza il respiro è diventato silenzio. Ho ascoltato quel silenzio con l’...

Bathygraphica / Disegni degli abissi

Ci sono dei territori che ancora si sottraggono alla visione e alla conoscenza, scrive Emanuele Garbin nel suo libro Bathygraphica. Disegni e visioni degli abissi marini (Quodlibet, Macerata 2018) paragonandoli ai fondali della nostra coscienza: “Così come c’è un abisso che possiamo dire esteriore – in fondo all’oceano, nello spazio interstellare, nei minimi interstizi della materia –, ce n’è anche uno interiore, che è stato provvisoriamente mappato e nominato con il nome di inconscio” (p. 12). Le creature che si agitano sul fondo oscuro degli oceani sono le stesse che si agitano sul fondo altrettanto oscuro della nostra mente.   Lewis Carrol, OCEAN-CHART in The Hunting of the Snark, 1876. La visione dell’abisso è impossibile se non attraverso i disegni che lo rappresentano. Uno di questi è quello pubblicato nel 1876 in The Hunting of the Snarck di Lewis Carroll: il disegno di una doppia cornice, con scala metrica e riferimenti geografici che racchiude il vuoto, il nulla. La carta vuota del mare consultata dall’equipaggio nel poemetto di Carroll è naturalmente un divertissement, riprodotto da Garbin nel suo libro per esemplificare con un paradosso come il disegno degli...

Schisi. Una nuova collana di ebook / Margini della scienza

Nella creazione del programma culturale di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, ampia attenzione è stata data alla relazione tra l’Arte e la Scienza con l’individuazione di un tema specifico. Il tema Futuro Remoto rappresenta una riflessione sul rapporto millenario con lo spazio e le stelle; un rapporto che, ripercorrendo anche i passi di Pitagora, uno dei residenti più illustri della Regione Basilicata, esplora l’antica bellezza universale della Scienza. Si mettono a confronto pratiche antichissime con modelli di vita fruibili, capaci di influenzare le idee di cultura e di sviluppo dei prossimi decenni provando a rispondere all’annosa domanda: C’è una schisi tra Arte e Scienza, una separazione e una distanza tra le due? Le dimensioni principali del fitto rapporto tra Arte e Scienza di cui ci occupiamo sono: l’Arte e la Scienza come prodotti dell’evoluzione biologica e culturale; l’Arte e la Scienza come fonte reciproca di ispirazione; l’Arte come canale significativo della comunicazione della Scienza.   Matera 2019 Capitale Europea della Cultura e Doppiozero hanno creato, a sostegno dei progetti del programma culturale, una piccola collana di cinque e-book denominata...

Quid animo satis? / Dannato cibo

Se con una bacchetta magica facessimo scomparire dalla nostra società tutti i luoghi dove si propone del cibo preparato, probabilmente assisteremmo a una sorta di desertificazione dei centri storici, delle vie eleganti, delle piazze più belle, di tanti deliziosi paesini. Venendo meno l’istanza alimentare iperbolica della nostra epoca scopriremmo traumaticamente che non pensiamo quasi ad altro che al cibo, anzi, al consumo di cibo. Una vera damnatio ad cibum che stentiamo sempre più a vivere come fisiologia.  Mangiare è un’azione primaria, ma che, a un certo punto del nostro percorso evolutivo, superato il confine della funzione di nutrimento, oggi si trasformasse quasi in un vezzo comportamentale, in un pervasivo arzigogolo gastronomico, era difficile da prevedere. Cibo-schifezza ovunque (nelle macchinette dei corridoi delle scuole, degli ospedali, nelle sale d’attesa) e birignao gourmet: guai se non sai abbinare una pietanza a un vino, attenti alle cremosità, occhio agli aromi, se non prenoti per tempo non è possibile trovare un tavolo nei nuovi templi della religione alimentare per la preghiera laica del sabato sera. La nozione di cibo è divenuta in qualche modo...