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Intervista / conversazione

(469 risultati)

Da Marcel Proust al capro espiatorio

A René Girard abbiamo posto alcune domande sul senso generale e sulle implicazioni delle sue tesi.       René Girard   Lei ha iniziato la sua attività come critico letterario nei primi anni ’60, sviluppando la nozione di desiderio mimetico: si desidera appropriarsi di ciò che gli altri desiderano e questo provoca il conflitto, la violenza.   Ho cominciato con la letteratura. In un’epoca in cui tutti ponevano l’accento sulla differenza. Sì, la mia indagine partiva mettendo in rilievo il gioco del desiderio mimetico; ad esso sto ritornando oggi, perché lo ritrovo nel teatro di Shakespeare. Si trattava, per certi aspetti, di una prospettiva antistrutturalistica perché le distinzioni binarie dello strutturalismo, che vorrebbero essere costitutive della cultura, hanno sempre una reciprocità tale da assomigliare molto a un’indifferenziazione. Il desiderio mimetico genera poi la violenza, che non è il frutto della rarità, e non sta né nel soggetto né nell’oggetto, ma nel rapporto tra i soggetti. La violenza è mimetica e il meccanismo...

Lévi-Strauss e il Giappone

Nel 1993, Claude Lévi-Strauss rilasciava un’intervista a Junzo Kawada per la televisione nazionale giapponese (NHK). La prima parte, relativa principalmente all’antropologia americanista, era seguita da considerazioni sul Giappone. Viene qui trascritta la seconda parte, di cui è stato mantenuto il tono di conversazione a ruota libera, senza cancellare le ripetizioni né i tratti di oralità che caratterizzano questo tipo di incontri.         C. LÉVI-STRAUSS: Mio padre, come tutti gli artisti della sua generazione, amava le stampe giapponesi e me ne ha fatto dono... La prima l’ho ricevuta all’età di sei anni, e ne sono rimasto immediatamente affascinato. Per tutta la mia infanzia, i voti buoni che prendevo a scuola venivano ricompensati con il dono di una stampa che mio padre tirava fuori dai suoi scatoloni.     J. KAWADA: Quali sono le sue preferite? Le pitture ukiyoe?   Ammiro in particolare le pitture del periodo arcaico, infine quelle dell’epoca Kambun. Oppure, un po’ più tardi, Kaigetsudù, Moronobu e qualche altro, ma in fondo queste sono cose che si vedono solo nei...

Intervista. Italia, sviluppo ma non progresso

Sono trascorsi quarant’anni dalla notte tra il 1° e il 2 di novembre in cui Pier Paolo Pasolini è stato assassinato a Ostia, un tempo lungo e insieme breve. La sua figura di scrittore, regista, poeta e intellettuale è rimasta nella memoria degli italiani; anzi, è andata crescendo e continua a essere oggetto di interesse, non solo di critici e studiosi, ma anche di gente comune. Pasolini è uno degli autori italiani più noti nel mondo. In occasione delle celebrazioni promosse dal Comune di Bologna, dalla Fondazione Cineteca di Bologna, e all’interno del progetto speciale per il quarantennale della morte, che si articola in un vasto e ricco programma d’iniziative nella città dove Pasolini è nato e ha studiato, doppiozero, media partner, ha scelto di realizzare uno specifico contributo. Si articola in tre parti. Proseguiamo oggi con la prima: la pubblicazione d’interviste disperse, o poco note, di Pasolini con giornalisti, critici, saggisti italiani e stranieri.   Proseguiamo oggi il nostro Speciale Pasolini con una conversazione con Gideon Bachman pubblicata da Chiarelettere in Pier Paolo Pasolini,...

C come cultura

ll 4 novembre 1995 moriva a Parigi il filosofo francese Gilles Deleuze. Doppiozero lo ricorda, a vent'anni dalla morte, con una serie di scritti. Iniziamo oggi con una delle lettere dell'abcedeario, film-conversazione con Claire Parnet registrato tra il 1988 e il 1989, con la clausola di non pubblicare nulla di quanto detto se non dopo la morte del filosofo.   C è C come cultura...     Sì, perché no…     Ecco. Tu sei uno che non ama dirsi ‘colto’, questo significa che tu dici che tu leggi, che vedi i film, che guardi le cose, per un sapere preciso, quello di cui hai bisogno per un lavoro definito, preciso, che è quello che stai facendo. Ma nello stesso tempo, tu sei una persona che tutti i sabati va a una mostra, va a vedere un film del grande mondo culturale. Si ha l’impressione che tu pratichi una specie di sforzo alla cultura, che tu sistematizzi e che tu abbia una ‘pratica culturale’; cioè che tu esci, che tu fai uno sforzo, tendi a farti una cultura. E però tu dici di non essere ‘colto’. Come spieghi questo piccolo paradosso? Non sei istruito...

Cosa significa insegnare?

Studiosa, saggista e insegnante di filosofia nei licei, Eleonora de Conciliis ha recentemente pubblicato Che cosa significa insegnare? (Cronopio 2014). Il volume, agile ma denso, offre una profonda e lucida analisi dello stato dell’insegnamento nel contesto attuale, servendosi di uno strumentario critico molto efficace e legato alla riflessione di autori come Michel Foucault e Pierre Bourdieu. In tal senso il libro fornisce indicazioni concrete sulla dimensione politica della pratiche didattiche.       Chi è l’insegnante oggi e qual è la sua funzione?   Oggi l’insegnante, in particolare quello italiano e dipendente del sistema d’istruzione superiore, è una figura tragica: un lavoratore socio-economicamente degradato e insieme un ‘intellettuale’, che dovrebbe svolgere una delicatissima quanto paradossale funzione psico-politica: lasciare letteralmente un segno dentro i suoi alunni, cioè avviare, arricchire e rafforzare autonomi processi di soggettivazione. Dovremmo quindi evitare le generalizzazioni e riconoscere senza ipocrisie l’enorme differenziazione di capacità, cultura e...

Viaggio a Tokyo

Dopo l'intervista con Edo Chieregato, torniamo a parlare della casa editrice bolognese Canicola. A loro si deve infatti l'uscita di Viaggio a Tokyo, folgorante esordio sulla lunga distanza di Vincenzo Filosa. Un’opera prima dalla lunga gestazione che impone l'autore calabrese come una delle voci più interessanti del panorama fumettistico italiano. Abbiamo colto l'occasione dunque per parlare con lui del suo particolarissimo universo narrativo, esplorando la storia del fumetto giapponese, l'ossessione per il racconto sequenziale e il travaglio che accompagna ogni processo creativo degno di essere considerato tale.     Visto che il tuo libro gioca con elementi autobiografici, rimescolati e traditi come nella migliore tradizione dei mangaka ai quali fai diretto riferimento, mi piacerebbe che ci raccontassi la tua formazione e il tuo esordio nel mondo del fumetto.   Sono cresciuto leggendo tutto quello che trovavo nelle edicole calabresi, da Topolino e Braccio di ferro a Le bizzarre avventure di Jojo e Ranma ½. Seguivo tutto con attenzione maniacale, ma il mio primo vero amore è stato It's a Good Life, If...

Sottsass a fumetti

Quando hai annunciato di lavorare a un fumetto su Ettore Sottsass, ho pensato che questa relazione tra fumetto e design era una storia tutta italiana, nel senso che in questi modi si è manifestata solo qui. Il tuo caso è esemplare perché sei fumettista e anche designer. Ad ogni modo mi è venuto in mente un precedente. Ricordavo che Alessandro Mendini ti aveva chiesto di disegnare un fumetto quando aveva saputo che tu e Maurizio Cattelan eravate stati compagni di scuola e che avevate condiviso buona parte dei vostri pomeriggi padovani di giovani adolescenti. Tu però avevi spostato la scena a Milano per raccontare di Cattelan e le sue incursioni nel design degli anni Ottanta. Il racconto si avvia mentre si dirige verso l'Atelier Mendini con i suoi progetti sotto braccio per sottoporli al giudizio del maestro (una lampada che cammina e un armadio a forma di bara). Quanto c’è di vero in questa storia?   Dal punto di vista strettamente storico non sono neanche sicuro che al tempo raccontato dalla storia ci fosse già un Atelier Mendini perché nella metà degli anni Ottanta c’era lo Studio Alchimia. Se...

Intervista. Il futuro è già finito

Sono trascorsi quarant’anni dalla notte tra il 1° e il 2 di novembre in cui Pier Paolo Pasolini è stato assassinato a Ostia, un tempo lungo e insieme breve. La sua figura di scrittore, regista, poeta e intellettuale è rimasta nella memoria degli italiani; anzi, è andata crescendo e continua a essere oggetto di interesse, non solo di critici e studiosi, ma anche di gente comune. Pasolini è uno degli autori italiani più noti nel mondo. In occasione delle celebrazioni promosse dal Comune di Bologna, dalla Fondazione Cineteca di Bologna, e all’interno del progetto speciale per il quarantennale della morte, che si articola in un vasto e ricco programma d’iniziative nella città dove Pasolini è nato e ha studiato, doppiozero, media partner, ha scelto di realizzare uno specifico contributo. Si articola in tre parti. Interviste, Poesie e Lettere.   Proseguiamo oggi con la prima: la pubblicazione d’interviste disperse, o poco note, di Pasolini con giornalisti, critici, saggisti italiani e stranieri.       Pasolini, lei perché ce l’ha tanto con i capelloni? Quello dei...

Dal ‘Made in Germany’ al ‘Fake in Germany’?

Che cosa sta succedendo in queste ultime settimane in Germania? Dopo la crisi greca, la Germania sembrava essersi calata definitivamente nel ruolo di inflessibile e vendicativo tutore di regole e norme; poi, con l’inaspettata decisione di Merkel di aprire le frontiere ai rifugiati in arrivo attraverso l’Est Europa, aveva guadagnato un volto più amichevole, riconquistando anche all’estero l’immagine di un paese con una forte società civile, pronto ad assumersi il peso di gravi responsabilità politiche e morali. Lo scandalo della Volkswagen ne mette adesso di nuovo in crisi l’immagine, colpendo la Germania proprio là dove si vorrebbe far percepire più forte, e cioè nell’adesione incondizionata ai principi di correttezza e trasparenza. Proprio per questo le reazioni dell’opinione pubblica tedesca allo scandalo, dagli operai dell’industria automobilistica ai cittadini comuni, dai commentatori dei quotidiani ai giornalisti televisivi, sono di delusione, incredulità, indignazione e rabbia. Come ha puntualizzato un commentatore dello Spiegel  “lo scandalo della Volkswagen è...

Intervista. Produco poesia, una merce inconsumabile

Sono trascorsi quarant’anni dalla notte tra il 1° e il 2 di novembre in cui Pier Paolo Pasolini è stato assassinato a Ostia, un tempo lungo e insieme breve. La sua figura di scrittore, regista, poeta e intellettuale è rimasta nella memoria degli italiani; anzi, è andata crescendo e continua a essere oggetto di interesse, non solo di critici e studiosi, ma anche di gente comune. Pasolini è uno degli autori italiani più noti nel mondo. In occasione delle celebrazioni promosse dal Comune di Bologna, dalla Fondazione Cineteca di Bologna, e all’interno del progetto speciale per il quarantennale della morte, che si articola in un vasto e ricco programma d’iniziative nella città dove Pasolini è nato e ha studiato, doppiozero, media partner, ha scelto di realizzare uno specifico contributo. Si articola in tre parti. Interviste, Poesie e Lettere.   Proseguiamo oggi con la prima: la pubblicazione d’interviste disperse, o poco note, di Pasolini con giornalisti, critici, saggisti italiani e stranieri.           Lei ha scritto: “Sul piano esistenziale io sono un...

Visioni di un mondo interiore

Ho conosciuto Nicol Vizioli sei anni fa, mentre progettavo una mostra collettiva di giovani artisti all’interno di un festival indipendente. A quell’epoca il dialogo tra la natura e la figura umana erano al centro del suo lavoro fotografico. Ancora giovane, già mostrava una certa coerenza nella composizione dell’immagine e una disinvoltura nell'uso della tecnica. La vividezza delle figure, la luce e la profondità furono gli aspetti che mi colpirono. Subito dopo quell’estate Nicol è partita per Londra–dove ancora oggi vive – con una borsa di studio per un master in fashion photography.   Nicol, sono ormai alcuni anni che io e te ci siamo incontrate e ricordo che hai sempre avuto ben chiara una cosa: che avresti lavorato con l’immagine. Come sei arrivata a questo linguaggio e che cos’è per te, oggi, la fotografia? Ho iniziato a studiare l’immagine attraverso il disegno, quindi la pittura, il cinema e infine la fotografia. Mi sono avvicinata a tutti questi linguaggi da autodidatta e sempre con il desiderio di creare qualcosa che mi appartenesse. Per me è stato molto importante e...

Intervista a Byung-Chul Han / Elogio della distanza

Byung-Chul Han insegna Kulturwissenschaft presso la Universität der Künste di Berlino, in Germania, ed è uno scrittore e teorico della cultura di origine coreane (è nato, infatti, a Seoul nel 1959). Dopo gli studi iniziali di metallurgia in Corea del Sud, ha conseguito il dottorato in Filosofia (1994) all’Università di Friburgo in Brisgovia con una tesi su Martin Heidegger e ha insegnato dapprima a Basilea e, fino al 2012, a Karlsruhe – dove è stato collega di un altro influente pensatore contemporaneo, Peter Sloterdijk. Sin dall’inizio la produzione di Han si connota per l’incrocio di più discipline e categorie interpretative, provenienti in massima parte dall’etica, dalla filosofia sociale e fenomenologica, dalla teoria culturale e dei media, ma anche dal pensiero religioso e dall’estetica. I suoi primi lavori, dal taglio accademico ma già eclettico, sono dedicati al pensiero di Heidegger (Heideggers Herz. Zur Begriff der Stimmung bei Martin Heidegger, Fink, Paderborn 1999); di Hegel (Hegel und die Macht. Ein Versuch über die Freundlichkeit, Fink, Paderborn 2005); e al concetto scientifico-culturale della morte (Todesarten. Philosophische Untersuchungen zum Tod, Fink, Paderborn...

La fedeltà del traduttore

Si è appena concluso Babel Bellinzona 2015, festival di letteratura e traduzione che quest’anno ha avuto tra i suoi ospiti anche Maurizia Balmelli, traduttrice tra le più autorevoli oggi e in cui sarà a tutti noi capitato di imbatterci, dal momento che ha firmato i testi italiani di molti tra gli autori più significativi della nostra contemporaneità. Abbiamo approfittato della sua presenza al festival per rivolgerle qualche domanda.         Tu sei la voce italiana di Cormac McCarthy, Àgota Kristòf, Emmanuel Carrère, Aleksandar Hemon, J.M.G. Le Clézio, per citare soltanto alcuni tra gli autori che hai tradotto. Qual è il tuo rapporto con uno scrittore al di là del suo testo?   A questa domanda posso rispondere con due esempi opposti: il mio rapporto con Noëlle Revaz e quello con Aleksandar Hemon. Noëlle Revaz l’ho contattata prima di iniziare a tradurre il primo dei suoi libri (Rapport aux bêtes, in italiano Cuore di bestia, Keller editore) perché era evidente che la lingua con cui aveva costruito quel romanzo era un lingua creata da lei...

Il senso del ridicolo

Venerdì 25 settembre 2015 inaugura a Livorno Il senso del ridicolo il primo festival italiano sull'umorismo, sulla comicità e sulla satira. Tre giorni di incontri, letture ed eventi sul tema dell’umorismo; interverranno: Francesco Tullio Altan, Sergio Staino, Maryse Wolinski, Maurizio Bettini, Francesco Piccolo, Alessandro Bergonzoni, Francesco Cataluccio, Gioele Dix, Enrico Mentana, Maccio Capatonda, Gianni Canova e molti altri ancora.   Promosso da Fondazione Livorno, con la collaborazione del Comune di Livorno, il patrocinio della Regione Toscana e la media partner di RaiRadio2, il festival è diretto da Stefano Bartezzaghi, cui abbiamo rivolto alcune domande.     Perché si è scelto il senso del ridicolo come titolo del festival e non il riso? Che differenza c’è fra le due parole? Beh, da un lato sarebbe stato difficile trovare un titolo sul riso che non facesse pensare all’alimento. Dall’altro lato a me interessa proprio il senso del ridicolo, come ciò che ci consente di ridere e ci suggerisce come non far ridere. Abbiamo ancora il senso del ridicolo? Sulla scena mediale, per...

Intervista. Se nasci in un piccolo paese sei fregato

Sono trascorsi quarant’anni dalla notte tra il 1° e il 2 di novembre in cui Pier Paolo Pasolini è stato assassinato a Ostia, un tempo lungo e insieme breve. La sua figura di scrittore, regista, poeta e intellettuale è rimasta nella memoria degli italiani; anzi, è andata crescendo e continua a essere oggetto di interesse, non solo di critici e studiosi, ma anche di gente comune. Pasolini è uno degli autori italiani più noti nel mondo. In occasione delle celebrazioni promosse dal Comune di Bologna, dalla Fondazione Cineteca di Bologna, e all’interno del progetto speciale per il quarantennale della morte, che si articola in un vasto e ricco programma d’iniziative nella città dove Pasolini è nato e ha studiato, doppiozero, media partner, ha scelto di realizzare uno specifico contributo. Si articola in tre parti. Proseguiamo oggi con la prima: la pubblicazione d’interviste disperse, o poco note, di Pasolini con giornalisti, critici, saggisti italiani e stranieri.     Se è possibile scrivere un capolavoro? È sciocco chiederselo. Il problema non esiste. E comunque, chi potrebbe saperlo...

La ragazza Carla. Intervista a Gabriella Giandelli

Carla è una giovane donna milanese. Figlia della vedova Dondi, piccolo borghese che fabbrica pantofole, vive nella prima periferia insieme alla madre, e frequenta la scuola per dattilografe. Priva di una vera spinta interiore, Carla passa subito dopo l’apprendimento scolastico sulle tastiere a lavorare presso una ditta, la Transocean Limited Import Export Company, situata in Piazza Duomo. Il poemetto di Elio Pagliarani è uno dei capolavori della poesia italiana della seconda metà del Novecento. Scritto dall’autore, un romagnolo arrivato a Milano nell’immediato dopoguerra, quale risposta all’impatto con la città lombarda, dove si era trovato a vivere e lavorare, è la perfetta descrizione dell’anima di questa città. Pubblicato in forma definita nel 1960, è in origine un soggetto cinematografico che Pagliarani aveva pensato di sottoporre a Zavattini e De Sica nel 1947.   Elaborato lentamente, comparve in rivista con l’avvallo di Elio Vittorini verso la fine degli anni Cinquanta. Il ritmo del racconto è dato dalla voce narrante, che spinge in avanti la storia aggiungendo dettagli e...

La fotografia ai tempi della rete

Ho incontrato Linda Ferrari a Brescia in occasione del suo workshop La fotografia ai tempi della rete, presso l'associazione culturale NESSUNO[press]. Alla fine di questa esperienza abbiamo deciso di approfondire alcuni aspetti del suo lavoro e dei rapporti tra fotografia e social network.  Linda Ferrari, Kalofer. Monument of Hristo Botev. Botev was a bulgarian poet and national revolutionary and is widely considered by Bulgarians to be a symbolic historical figure and national hero Linda, incarni una figura complessa e variegata, indice di un cambiamento antropologico: sei stata fotografa, blogger, formatrice. Raccontaci la tua esperienza e come ti sei avvicinata alla fotografia.Sono nata a Mantova e mi sono laureata in Psicologia del Lavoro presso l’Università di Padova. Dopo la laurea ho lavorato per un paio d’anni nella Formazione Continua (FSE e ECM), lasciata nel 2005 quando ho incontrato la fotografia: ho iniziato come producer per un fotografo di pubblicità, poi come photo-editor e fotografa di cronaca per un’agenzia fotogiornalistica nazionale, assistente di un fotoreporter, ricercatrice iconografica per un mensile e, infine, come fotografa di reportage per...

Un’intervista inedita a Pier Paolo Pasolini / Intervista. L’arrabbiato sono io

Sono trascorsi quarant’anni dalla notte tra il 1° e il 2 di novembre in cui Pier Paolo Pasolini è stato assassinato a Ostia, un tempo lungo e insieme breve. La sua figura di scrittore, regista, poeta e intellettuale è rimasta nella memoria degli italiani; anzi, è andata crescendo e continua a essere oggetto di interesse, non solo di critici e studiosi, ma anche di gente comune. Pasolini è uno degli autori italiani più noti nel mondo. In occasione delle celebrazioni promosse dal Comune di Bologna, dalla Fondazione Cineteca di Bologna, e all’interno del progetto speciale per il quarantennale della morte, che si articola in un vasto e ricco programma d’iniziative nella città dove Pasolini è nato e ha studiato, doppiozero, media partner, ha scelto di realizzare uno specifico contributo. Si articola in tre parti. Iniziamo oggi con la prima: la pubblicazione d’interviste disperse, o poco note, di Pasolini con giornalisti, critici, saggisti italiani e stranieri.  Certi mattini, al risveglio, il pensiero dell’età è come una folgore. L’ulcera, un mese a letto, la debolezza, i riguardi. Mi sono sentito un vecchio, per la prima volta. Già, il vecchio Pasolini Pier Paolo,...

Conversazione con Thomas Macho / Della Scienza della cultura

Il maiale e la sua storia, Pier Paolo Pasolini, la storia delle torri in Occidente, Philip K. Dick e la letteratura science fiction, il cinema di Andrej Tarkovskij e quello di Rossellini, la storia culturale della calendaristica. E ancora: le metafore della morte, i riti e i miti nel contesto dell’antropologia storica, i modelli etici, estetici e culturali della storia occidentale. Quelli che potrebbero sembrare i lemmi di un’impossibile e ironica enciclopedia dal sapore borgesiano, di foucaultiana memoria, non sono altro che gli argomenti di alcuni dei corsi tenuti e dei libri scritti negli ultimi decenni da quello che in Germania è considerato il Kulturwissenschaftler par excellence: l’austriaco Thomas Macho. Che cosa è un Kulturwissenschaftler? Per capirlo bisogna andare a fondo nella storia, oltre che nell’etimologia, del termine tedesco Kultur: chiederemo, nel corso dell’intervista, allo stesso Macho di farlo. Basti per ora, in via preliminare, una breve chiarificazione: se si volesse tradurre Kulturwissenschaftler letteralmente in italiano, la resa più aderente sarebbe “scienziato della cultura”. Bisogna però tener conto di due considerazioni: per prima cosa che la lingua...

Interview to James Kerr aka (?) Scorpion Dagger

James Kerr is a Canadian artist who opened his tumblelog in 2012, and gives life to the Scorpion Dagger project. His works are based on material sampled from paintings of the early Northern Renaissance, which he re-assembles in digital collages. What if St. George was not able to win the dragon? What is behind the miracle of Christ walking on the water? How really the imposition of the Holy Shroud was? The artist invests the old scenes with new meaning, selecting and shaping a certain kind of artistic material and mixing it with everyday scenes of contemporary life. The ironic and grotesque – sometimes irriverent – effect is one of the main feature of his artwork.   Versione italiana       Hello James and thank you for the interview! Who is Scorpion Dagger? What does Scorpion Dagger do? When and where does Scorpion Dagger is born? Hi! I was born in August 1978, in Montreal, Canada. I’ve been making a lot of little animations and posting a good chunk of them as GIFs on the internet since early 2012. Funny thing is that Scorpion Dagger was actually always meant to be the name of the GIF project and not necessarily an artist name, but who...

Intervista a James Kerr aka (?) Scorpion Dagger

James Kerr è un artista canadese che nel 2012 apre il suo tumblelog, dando vita al progetto Scorpion Dagger. Le sue opere d’arte si basano sul prelievo di materiale dai dipinti del primo rinascimento nordico, che egli ri-assembla in collages digitali. Cosa sarebbe successo se San Giorgio non fosse riuscito a vincere il drago? Cosa c’è dietro il miracolo di Cristo che cammina sulle acque? Com’è andata davvero l’imposizione della Sacra Sindone? Selezionando e plasmando un certo tipo di materiale artistico e mescolandolo a scene di vita quotidiana della contemporaneità, Kerr lavora sulla continua risemantizzazione degli elementi in gioco. L’effetto ironico e grottesco, a tratti dissacrante, risulta uno dei principali tratti della sua opera.   English Version       Ciao James, grazie per aver accettato quest’intervista. Partiamo con domande molto semplici: chi è Scorpion Dagger? Cosa fa Scorpion Dagger, quando e dove nasce? Ciao, sono nato nell’agosto del 1978 a Montreal, in Canada. Sin dall’inizio del 2012 ho iniziato a creare brevi animazioni in formato GIF e a pubblicarne...

Dialetto e lingua scritta nella letteratura

Babel 2015 (Bellinzona, 17-20 settembre) Le letterature della Svizzera   Nel 2015 il festival Babel è svizzero: dieci anni di viaggio attraverso le lingue e le letterature mondiali ci portano sulla soglia di casa e, come dopo ogni viaggio, quella soglia è diversa. Entriamo. C’è una forte tensione tra le lingue, tra lingua e dialetti, tra oralità e scrittura, che sta dando risultati letterari senza precedenti. Perché la lingua della Svizzera è la traduzione, e per essere viva deve ascoltare e farsi interprete delle voci della sua confederazione di culture: il tedesco e i suoi dialetti svizzeri, l’italiano e il francese, il romancio e le lingue dell’immigrazione, le varie ibridazioni del parlato – tutte chiavi per accedere, scrivendo, alla propria parola partendo dalle lingue date.   Come anticipazione di alcune tematiche del Festival, Babel ha raccolto e commissionato per doppiozero una serie di testi che si confrontano con la dimensione dialettale e vernacolare, ma anche più generalmente orale e colloquiale: a livello di scrittura creativa, il rapporto con il dialetto non è che il caso...

Intervista a Richard Sennett

Richard Sennett ha ricevuto quest'anno il Premio Hemingway, giunto alla trentunesima edizione, per la sezione “Avventura del Pensiero” a Lignano Sabbiadoro. È un uomo molto gentile e riservato, questo sociologo settantaduenne caratterizzato da una schiera di ammiratori che in tutto il mondo attendono ogni volta con ansia che esca un suo nuovo libro. Forse perché centellina i suoi volumi, visto che il terzo libro del suo progetto “Homo faber”, una trilogia iniziata nel 2008 con L'uomo artigiano e proseguita nel 2012 con Insieme. Rituali, piaceri, politiche della collaborazione, si concluderà forse nel 2016 con il libro sulle città e ha avuto una sola interpunzione, un piccolo libro titolato Lo straniero pubblicato l'anno scorso. O forse perché nei suoi libri, mai semplici, si ritrova l'arte dell'artigiano che raccomanda e di cui è maestro: forma e rigore ravvivati da qualche contrappunto di ironia che non sconfina però in nessun caso nella brutalità o nella risata beffarda.   Si percepisce dal suo stile il rispetto profondo per il genere umano. E traspare anche dalla sua...

La Germania non ha mai pagato. Intervista con Thomas Piketty

Noi tedeschi possiamo essere soddisfatti del fatto che anche il governo francese riconosca la validità del dogma della politica del risparmio di Berlino?   Nient’affatto. Questo non è motivo di soddisfazione, né per la Francia né per la Germania e neppure per l’Europa. Semmai ho molto timore che i conservatori soprattutto in Germania stiano per distruggere l’Europa e l’idea di Europa e ciò a causa della loro assoluta incapacità di avere una memoria storica.   Ma noi tedeschi non abbiamo forse elaborato la storia?   Ma non per quanto riguarda la cancellazione del debito tedesco. E pensare che proprio per l’attuale Germania sarebbe importante ricordarsi di quella storia. Provi ad esaminare la storia dei debiti pubblici: l’Inghilterra, la Germania e la Francia si sono tutte già trovate nella situazione della Grecia di oggi, erano gravate da un debito addirittura maggiore. La prima lezione che si può dunque trarre dalla storia dei debiti pubblici è che oggi non ci troviamo di fronte a problemi nuovi. Ci sono sempre stati molti modi di cancellazione dei debiti e non...