Musica

Vermi sonori e usignoli meccanici

«Bastaaaa!» Ecco quello che ognuno di noi, almeno ogni tanto, urla silenziosamente all’ennesimo, allegro motivetto che ci martella da qualche onnipresente altoparlante. Una musica persecutoria accompagna ormai di regola l’utente di ogni aeroporto, bar dalle happy hours, negozio in franchising, centro commerciale, palestra. Forse i ritornelli della musica commerciale, come i canti delle varie specie di uccelli in natura, istituiscono e definiscono intorno a noi un territorio urbano nel quale, altrimenti, ci sentiremmo spaesati. Come dicono in Millepiani Deleuze e Guattari (1980) “ritornello” è sinonimo di principio di organizzazione contro il caos: nel buio, colto dalla paura, il bambino si rassicura canticchiando, «si mette al riparo con la...

A proposito di un 'saccheggio fonico' di John Oswald

Nell’aprile del 1968 la Warner Bros. Records, allora casa editrice dei Grateful Dead, pubblica un 45 giri con la prima versione registrata di Dark Star. Oggi l’idea che i Grateful Dead abbiano potuto incidere anche dei 45 giri è piuttosto sorprendente, sopratutto tenendo presente l’esperienza che abbiamo della loro musica. I Grateful Dead sono infatti conosciuti per pezzi ben più kilometrici, come un flusso senza fine, col solo limite della ‘capacità’ di un lato di LP. E per concerti nei quali le separazioni tra un pezzo e l’altro, come l’inizio o la fine degli stessi, erano dovuti più a questioni di comodità che a vere e proprie ragioni musicali. Come se la musica, idealmente, non dovesse mai interrompersi e...

Rosario Dello Iacovo. Curre curre guagliò

Il nome di Rosario Dello Iacovo sulla copertina del libro è una mera formalità burocratica, quell'imputazione di una responsabilità legale che identifica la funzione autoriale secondo Foucault: a qualcuno bisognava pur pagare le royalties. In realtà “Curre curre guagliò. Storie dei 99posse” è un libro collettivo, o più precisamente polifonico, in cui la somma delle voci – esattamente come in una band musicale – orchestra un discorso d'insieme che va molto al di là della biografia di un gruppo famoso. E il primo segnale che non siamo di fronte al lavoro compilativo e cronologico di un cronista è proprio quel titolo plurale: storie.   Il lettore che cerchi il pettegolezzo salace, la...

Ricordi d'ascolto

Chiunque non abbia problemi fisiologici ascolta. Dalla musica, live o “in conserva”, al mondo che ci circonda. Dalla mattina al tramonto e anche durante il sonno. Io ad esempio da anni ascolto dischi, come milioni di altre persone, ma non credo che il mio modo di ascoltare sia sostanzialmente diverso dal loro. Eppure non tutti ascoltiamo, amiamo, la stessa musica, così come non ascoltiamo, percepiamo, il mondo che ci circonda nello stesso modo. A cosa sono dovute queste differenze? Cosa fa sì che alcuni siano sempre alla ricerca di musiche “strane”, diverse diciamo dal “gusto comune” del loro ambiente? È solo per snobismo? Mentre altri si compiacciono nel mainstream? Solo per conformismo? In altre parole, quali possono essere i...

La grammatica musicale di Peter Greenaway

Marco Robino ha creato la sonorizzazione per la mostra della “Peota reale” alla Reggia di Venaria: del compositore sono in cantiere anche suoni etruschi. Mentre continua la collaborazione cinematografica con Peter Greenaway. Con i suoi quattordici anni di attività, l’eclettismo delle competenze, le prestigiose collaborazioni internazionali, Architorti è una delle realtà più vive e interessanti della scena musicale piemontese. Nato come quintetto d’archi nel 2000, l’ensemble si è andato trasformando nel tempo in una casa aperta che ospita, a seconda delle esigenze, fino a venticinque strumentisti.   «Non è facile trovare una parola univoca per definirci – spiega Marco Robino, violoncellista,...

Gli ottant’anni di Leonard Cohen

Per Popular Problems, il disco con il quale Leonard Cohen ha celebrato i suoi ottant’anni, Kitty Empire sull’“Observer” ha parlato di una voce come una metropolitana che passa a molti metri sotto il suolo. In parecchie delle nove canzoni (non più di trentasei minuti, ma ognuna da assaporare) la musica è ridotta al pulsare di una tastiera elettronica punteggiato da voci femminili che intervengono per quanto è possibile a sollevare la melodia fino alla superficie.   La produzione di Patrick Leonard, già collaboratore di Madonna e qui coautore di buona parte delle musiche, non è nemmeno minimalismo, è proprio scarnificazione. Gli elementi basilari del blues, rhythm and blues, e qualche sapore country sono tutto quello...

Bono Vox e la confusione tra gratis e free

La sera del 21 luglio del 2001 mi trovavo in macchina con alcuni compagni di università. L’autoradio era sintonizzata su Radio Popolare. Poi cambiai canale e intercettai un giornale radio che annunciava il successo del concerto degli U2 al Delle Alpi di Torino. Più di settantamila persone (“A Genova ce n’erano duecentocinquantamila, secondo la questura”, pensai in quel momento). A quel punto, un mio amico, Federico, che aveva un passato da adolescente mod ed era stato anche un fan degli U2, stizzito, spense la radio e mise su un cd dei Clash (eravamo dei cliché, senza saperlo).   Stavamo tornando dal G8 di Genova, mia madre sapeva che ero a casa a studiare. Una volta arrivati a casa, a mezzanotte, malconci e intossicati, vedemmo alla tv...

Nils Frahm. Una malinconia berlinese

Nils Frahm è uno dei compositori più interessanti della nuova scena contemporanea europea. Lavora a Berlino nel suo Durton Studio. Pianista acustico e elettronico, sarà uno degli ospiti più importanti della sezione non-classica del festival MITO, l’11 settembre al Piccolo Teatro di Milano. Abbiamo cercato di capire meglio la sua visione della musica: molti titoli di suoi pezzi parlano di pioggia, di perdite, di tristezza... e lui ama il clima freddo della sua città. Il suo segno zodiacale è Vergine. È ironico, e di poche parole. Hai 31 anni, il tuo primo album fu Wintermusik, del 2009: il tuo stile c’era già tutto. Quali sono stati i tuoi guru? Da qualche parte ho letto che il tuo maestro di pianoforte, Nahum Brodski,...

Hendrix, Zero

Il rock and roll degli anni ’50 (Bill Haley, Elvis Presley) e il beat degli anni ’60 (i Beatles, i Rolling Stones) erano ancora folklore, materiale per giornalisti e sociologi. Il rock (questo il nuovo termine) comincia a pensare una sua storia e a produrla solo nei primi anni ‘70, dopo Woodstock e l’Isola di Wight; ed è subito storia sacra. A scriverla non è quasi mai uno storiografo accademicamente inteso: sono gli apostoli di questa musica, i suoi evangelisti. “In principio era il Ritmo… e il Ritmo si fece Carne, e venne ad abitare presso di noi…”.   I divi del rock (nel rock non ci sono altro che divi) sono incarnazioni della Musica originaria, Corpi sacrificati, trasfigurati e infine assunti nell’empireo...

Neil Young sound

L’occasione offerta lunedì 21 luglio a Barolo dal festival Collisioni è senz’altro speciale, ma in un certo senso potrebbe essere addirittura irrinunciabile. Si tratta, infatti, dell’unica tappa italiana in quella che potrebbe essere l’ultima tournée di Neil Young insieme ai Crazy Horse.   Nel marzo dello scorso anno, alla vigilia delle date in Oceania dell’Alchemy Tour, il chitarrista della formazione Frank “Poncho” Sampedro – intervistato da “Rolling Stone” – dichiarò: «L’istinto mi dice che questo è davvero l’ultimo tour: detesto dire le loro età, ma io ho sessantaquattro anni e sono il più giovane della compagnia. Adoro suonare, e insieme lo...

Sònar Festival

Si è conclusa sabato scorso la ventunesima edizione del Sònar, festival di musica elettronica e arte multimedia nato e cresciuto a Barcellona, con la direzione di Ricard Robles, Sergi Caballero ed Enric Palau che lo hanno fondato nel 1994.   L’evento è da sempre strutturato in due parti, una diurna più dedicata all’ascolto e una notturna danzereccia. Il Sònar de dia dall’anno scorso ha cambiato location. Ha perso uno spazio emblematico e affascinante come il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona, che fin dall’inizio lo ha ospitato contribuendo a formarne il carattere. La tendenza a percepire la musica come medium tra gli altri, legato a linguaggio video, interazione e tecnologia, emergeva in modo naturale,...

Cinquant'anni di Bella ciao

Come uno di quei nodi della storia culturale in cui le energie – politiche, intellettuali, artistiche – di numerosi attori sembrano raccogliersi e improvvisamente deflagrare, Bella ciao a Spoleto cambiò il corso della canzone italiana. A testimonianza – parziale – di una spinta politica in avanti che non ha ancora esaurito la sua inerzia, basterebbe ricordare le polemiche che accompagnano ogni esecuzione pubblica della canzone che a quello spettacolo di Nuovo Canzoniere Italiano diede il titolo.    All’inizio degli anni Sessanta, alcuni intellettuali di sinistra cominciano a dedicarsi alla raccolta di canti popolari italiani, anche ispirati dalle esperienze di Alan Lomax e da quelle di Cantacronache a Torino. I nomi che gravitano e...

Bono Vox, nel nome del potere

Credo veramente che quando si scriveranno i libri di storia, la nostra epoca verrà ricordata per tre cose: la guerra al terrorismo, la rivoluzione digitale e quello che abbiamo fatto […] per spegnere l'incendio in Africa. La storia, come Dio, sta guardando quello che facciamo. Bono, 2006   Fidatevi del capitalismo: noi troveremo una via d'uscita. Bono, 2010   Paul Hewson, più noto come Bono Vox, o semplicemente Bono, è un'icona indiscussa dei nostri tempi. Cantante carismatico degli U2, un gruppo irlandese che non ha bisogno di presentazioni, è una rockstar di fama mondiale, un uomo ricchissimo e una figura mitologica dell'immaginario pop contemporaneo.     Posto che la sua è una delle più belle voci maschili del pop, si può discutere sulle fasi alterne di una...

Donne, motori e rock 'n' roll

Nel 1993 Speed Kills, una fanzine di Chicago (attiva tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90, e dedicata alle vecchie auto sportive, alle corse automobilistiche e alla musica indie rock, gli interessi principali del fondatore Scott Rutherford), pubblica la serie “DC musicians with their cars” di Cynthia Connolly, una giovane fotografa di Washington, D.C. La serie di fotografie in bianco e nero (che sarà ripubblicata da numerose fanzine e riviste) ritrae musicisti e musiciste della scena punk hardcore locale accanto alle loro vetture, spesso vecchi e strambi catorci: Kathi Wilcox delle Bikini Kill con la sua Plymouth Valiant del 1965, Ian Svenonius (Nation of Ulysses, The Make-Up) con la sua Plymouth Sport Fury del 1969, Christina Billotte delle Slant 6...

La rivoluzione del mixtape

“Una volta mi si spezzava il cuore quando venivo nel tuo negozio e mi dicevi che i miei dischi preferiti erano esauriti allora non compro più dischi nel tuo negozio ora li registro tutti (su cassetta)” (C30, C60, C90, Bow Wow Wow) Pubblicato dalla EMI nel luglio del 1980, C30, C60, C90 Go del gruppo new wave Bow Wow Wow fu il primo singolo in assoluto ad uscire su cassetta (cassette single, o anche Cassingle). Appropriatamente, l'argomento trattato nel testo della canzone era l'avvento del supporto musicale che più caratterizzò la decade delle spalline imbottite.   C30, C60, C90 Go era anche il singolo di debutto della band britannica creata da Malcolm McLaren, la quale replicò alla fine dello stesso anno con l'EP (questo SOLO su...

Sulla strada con Tom Waits

Prima di tutto, i fatti. Nessuno aveva mai scritto 450 pagine sulla vita e l'opera di Tom Waits. Lo ha fatto Barney Hoskyns, Tom Waits. Dalla parte sbagliata della strada, (Odoya), prefato con sagàcia da Riccardo Bertocelli, curato e tradotto da Massimiliano Bonato e pubblicato con bella cura editoriale a Bologna. Nessuno aveva ancora scritto così tanto perché scrivere la vita di Tom Waits è impossibile.     Bertoncelli lo spiega alla sua maniera ipercolta: “non ha rinunciato”, dice, “alla parte dell'idiot savant, adora parlare per iperboli, fare il giullare cinico sprezzante o il reietto con un buco nel cuore”. Hoskyns racconta, a riguardo, un buffo aneddoto. Rivolgendo a Waits la non formidabile domanda sull'...

Le grandi speranze di Bruce Springsteen

Non so se è un bene che i brani migliori di High Hopes, il più recente album di Bruce Springsteen, siano i già conosciuti “American Skin (41 Shots)” e “The Ghost of Tom Joad”. Non so nemmeno se sia un male. Entrambe le canzoni sono splendidamente trasformate da un vigoroso arrangiamento, da Tom Morello e dalla sua chitarra hendrixiana. Non sono la “versione definitiva”, che a una canzone è meglio non chiedere mai, ma fanno l’effetto di un pugile che grazie al sorso di un intruglio davvero potente si solleva dal tappeto e sferra un pugno che decide l’incontro. Ma è un intruglio che rimane strettamente “legale”. Niente steroidi in Bruce, è tutta energia biologica. E anche questo può...

Nirvana. Punk to the People

Si uccise a 27 anni, il ragazzo dai lunghi capelli biondi e dagli occhi azzurri, spesso con la barba non fatta, con larghe camicie a scacchi, anfibi e jeans rattoppati. All’età in cui sono morti molti altri divi maledetti del rock. Kurt Cobain è stato uno degli ultimi miti della musica del Novecento, tormentato fin dall’infanzia, sconvolto, esacerbato, stremato dall’improvviso successo. A lui – che scriveva nei primi versi del pezzo che lo avrebbe lanciato nell’olimpo pop: “è divertente perdere e fingere” (Smells Like Teen Spirit) – e ai suoi Nirvana – il tentativo, destinato all’insuccesso, di costruire un’isola di (ironico?) appagamento in un mondo infelice – è dedicata l’ultima...

Creative Commons in musica

Creative Commons e la volontà dell’autore   “L'idea di base di Creative Commons è che la regola automatica che governa il diritto d'autore, "all rights reserved" (tutti i diritti riservati) automaticamente e fino a 70 anni dopo la morte dell'autore, non sia sempre e comunque quello che l'autore stesso vuole. Non tutti gli autori, dunque, sono sempre interessati a vietare a chiunque, salvo il loro editore, di fare alcunché con le loro opere. Al contrario, molti - soprattutto tra i creativi che utilizzano la Rete come mezzo per trovare ispirazione e collaboratori, confrontarsi con gli altri e diffondere i loro lavori - preferiscono un approccio più flessibile, in cui solo alcuni diritti sono riservati. Non a caso,...

Animali da palcoscenico

Se abitate con un gatto, vi sarà capitato a volte di lasciargli la radio accesa “per tenergli compagnia” mentre era a casa da solo. Magari qualcuno di voi riterrà di conoscere addirittura i gusti musicali del suo micio: “è un appassionato di indietronica”, oppure “preferisce il punk-rock dei Ramones”. “Si rilassa con i notturni di Chopin”, e sicuramente “gradisce la discografia completa di Cat Power”.     Mi spiace disilludervi, ma alcuni scienziati (tra cui Charles Snowdon, un psicologo per animali dell'Università di Wisconsin-Madison) hanno scoperto che gran parte della musica “umana” (dalla classica al metal) suona sgradevole alle orecchie feline (ma anche degli...

Sotterranei di velluto. Per Lou Reed

Con la celebre banana di Andy Warhol in copertina, vera icona dell’arte del consumo e del consumo come arte (niente dura così poco sugli scaffali come le banane), nel 1995 uscì Peel Slowly and See, “Pela piano e guarda”, il cofanetto “definitivo” dei Velvet Underground. Oltre ai quattro album in studio conteneva numerosi demo, outtakes e registrazioni dal vivo. E quando si ascolta la prima versione di Venus in Furs, cantata dal solo John Cale con accompagnamento di chitarra, si rimane sbalorditi.     Possibile che quella gentilissima ballata inglese—dalle parole un po’ singolari, sì, e dove un certo Severin non vede l’ora di sottomettersi alla sua spietata dominatrix come nel romanzo di Sacher-Masoch...

Kaki King. Glow

A raccontare la sua storia sembra di parlare di una qualunque ragazza americana con il pallino per la musica. Sembra di tracciare le linee di un personaggio di uno dei più classici film sul sogno americano, ma non quello di una volta, quello di oggi, quello che sopravvive anche alla crisi perché in America si può.   Katherine Elizabeth King, in arte Kaki King, comincia a prendere lezioni di chitarra a 4 anni, passa alla batteria per poi tornare alla chitarra. Studia a New York e per mantenersi inizia a suonare in strada e nelle metropolitane, naturalmente lavora come cameriera in un pub, o meglio, lavora in uno dei locali dove si esibiscono molti artisti interessanti e proprio qui riesce ad attirare l’attenzione di una casa discografica, la Knitting...