Scritture

Giorno 16 / Compassione

Leone Codardo e Tigre Famelica se ne stanno insieme nel mondo di Oz. E se del primo si sente il battito del cuore ogni volta che un pericolo si avvicina, l’altra è tutta un rantolo di stomaco. Tigre Famelica vive affamata: la sua coscienza la porta sulla cattiva strada, la sua coscienza non lascia che lei mangi i bambini e fa di lei una non tigre, una tigre che conosce compassione.    Noi, invece, ci siamo addestrati al dolore.  È questo, vero? Non vederlo più, non riconoscerlo: distogliere lo sguardo, confonderlo, lasciarci distrarre.  La natura, invece, l’abbiamo addestrata. La nostra: il ritmo, il tamburo del ventre, la stella, la linfa, il sangue, il ciclo del corpo e delle stagioni. Abbiamo sistemato un prima e un dopo, un passato e un futuro. Organizzato una...

L’eredità tradita di Adorno / Cos’è tedesco?

Nella semifinale dei mondiali di Italia ’90, la Germania ha sconfitto ai rigori una sorprendente Inghilterra e Kenneth Clarke, allora ministro della sanità, ha chiesto a Margaret Thatcher “non è terribile aver perso coi tedeschi nel nostro sport nazionale?”. “Vedi Kenneth” ha risposto il Primo Ministro “loro possono averci battuto nel nostro sport nazionale, ma nel Ventesimo secolo noi siamo riusciti a batterli due volte nel loro sport nazionale”. E sempre a quell’anno risale la freddura di un altro formidabile battutista della politica, Giulio Andreotti, che incalzato sulla sua presunta avversione per i tedeschi aveva risposto “io amo la Germania. La amo a tal punto che ne preferivo due”.  Il periodo in cui sono state pronunciate queste battute – i dintorni del 1990 – non è casuale...

Giorno 15 / Voce

All’inizio del ventesimo secolo, un danese immigrato negli stati uniti, Peter L. Jensen, e il suo socio americano, Edwin Pridham, stavano cercando di migliorare le prestazioni acustiche del telefono. Lo storico W. David Lewis racconta che nel 1910 un parente di Jensen visitò il loro laboratorio e lanciò un’idea. Alle partite di baseball di San Francisco, gli annunci erano proclamati con il megafono da un tizio pittoresco che si faceva chiamare Foghorn Murphy (“foghorn” è la sirena che avverte i naviganti nella nebbia). Se Jensen e Pridham avessero trovato il modo di potenziare i loro dispositivi, non ci sarebbe stato più bisogno di figure come Foghorn Murphy. I due soci collegarono al ricevitore telefonico la tromba acustica di un vecchio fonografo. Con l’aggiunta di un microfono e un...

Censura / Hong Kong e letteratura

Il primo autore cinese portato in Italia da Metropoli d’Asia fu Zhu Wen. Di lui negli ambienti letterari cinesi resta oggi una traccia flebile perché Zhu Wen, un paio di decenni fa, smise di scrivere: si era stufato. Si era stufato di consegnare racconti alle riviste o alle case editrici e vederli poi pubblicati monchi, pagine su pagine espunte dal testo, righe intere letteralmente riscritte: da un editor, da un burocrate censore, da un poliziotto? Non era dato saperlo. Zhu Wen mi mise in contatto con il gruppo dei suoi vecchi amici, tutti da Nanchino, la vecchia guardia che aveva orbitato intorno alla rivista “Tamen”, fanzine non autorizzata, tirata al ciclostile, che dopo l’89 di piazza Tian an Men riuscì a continuare le pubblicazioni per tutti gli anni novanta: chiuse per esaurimento...

Comunismi e fascismi / Comparazioni indebite

Un voto incauto al Parlamento europeo di Strasburgo ha fatto tornare la vecchia moda dei confronti fra comunismo e fascismo: la galleria degli orrori del secolo passato. Che si tratti di un parallelo ambiguo, per non dir di peggio, risulta palese da qualche giornale di destra: “E adesso, togliete dalle strade anche i nomi dei comunisti”. Però, più passa il tempo, più scade la memoria e meno si legge la Storia, più il paragone sembra farsi impellente. Non voglio entrare nella gara del numero delle vittime e altro ancora. Non voglio difendere il comunismo che, nella sua storia ormai conclusa, ne ha fatte di tutti i colori. La rivoluzione più sanguinosa della storia è stata forse quella più egualitaria: il cristianesimo. Ma bisognerebbe far parecchi conti fra il “Sinite parvulos venire ad me...

L'unica intelligenza è la generosità / Canto dei semplici

Cominciamo dalla morte il nostro canto, in un minuto puoi pensare a cento morti, in una mente puoi tenerne tanti, puoi farli vivi almeno fino a quando  resti vivo e questa forse è la poesia e se gli diamo un altro nome poco importa, conta che il morto torna vivo, conta che se vado a trovare un morente gli stringo la mano, non penso alla pasta delle sillabe, nessuna agonia somiglia a un sonetto, oggi la forma  è la carne, il vestito vero è la nudità, l’istinto, e non si dà per caso, pure questo bisogna costruirlo. Lo sguardo è più importante  della poesia, mi fanno pena i letterati che non vedono niente, che giocano a imitare altri ciechi in un tempo in cui non vedere forse era una resistenza, ma ora lo sguardo è tutto, abbiamo solo lo sguardo e il mondo e le gambe per...

Sul confine / A moving border

C’è una materialità del confine, del supporto su cui si iscrive, come delle modalità legate alla sua definizione, alla sua demarcazione e alla sua manutenzione, che passa spesso inosservata, incantati come siamo dalla sua immagine cartografica che lo riduce a una linea su una mappa. Ci diciamo che non è cosi, che questa astrazione grafica è puramente convenzionale, ma poi la carichiamo ripetutamente di significati, valori e attese nel tentativo di mascherarne la fragilità propria a tutte le cose umane. Certo, un confine dura, ha un suo tempo, ed è anche duro, oppone resistenza ed è resistente, mostra una certa ostinazione. Ma cosa accade quando quello stesso confine invece cede, si scioglie, cambia tracciato, non come conseguenza di un conflitto, quanto piuttosto a seguito del variare del...

Giorno 13 / Le Antenate viventi

Spesso vado solitaria per boschi e la potenza arcaica che respiro, la suggestione sempre più forte  che mi viene dalle piante, mi innamora e mi convince di questa origine comune, di questo essere  tenuta in vita da loro, dalla loro grazia respirante e fruttificante e rifiorente e accogliente. I grandi antichi alberi, le vegetali intelligenze: ecco le antenate viventi.  Da quelle proveniamo, da quelle siamo tenuti nella vita. Albere, le vorrei chiamare, prendendo da Pavese, con devozione e senza timore.   L’animale estatico    C’era un animale a ripararsi dalla pioggia sotto un grande abete – … questo solo animale circolava estatico oggi nel bosco. A differenza di tutti gli innumerevoli altri nascosti   lui – ma una femmina era – lei allora oggi stava fra...

Cinquant’anni di Piazza Fontana / L’oblio e la falsificazione della storia

In un suo recente libro Enrico Deaglio, di cui si è occupato su queste pagine Claudio Piersanti, racconta la storia della bomba di Piazza Fontana (sul medesimo argomento si veda la ristampa dell'importante libro di Giorgio Boatti). Lo si può definire un nuovo suo promemoria, un capitolo della cronaca italiana che ci riporta al suo Patria (il Saggiatore) E ancora una volta riesce a trasmettere i sentimenti della meraviglia e dell’indignazione; sa tenere in bilico i lettori sulla soglia fra la cronaca e la storia intrecciandone i tempi. Quella che si incontra qui è la patria matrigna che uccide i suoi cittadini, li diffama dopo morti, premia le canaglie naziste con l’impunità cancellando non solo le tracce dei delitti ma perfino la memoria. Da testimone e da ricercatore, Deaglio racconta i...

Giorno 12 / Arcobaleno

A volte compare tra Messina e Reggio Calabria, per prendersi gioco di chi vorrebbe un brutto ponte, là in mezzo. Eccolo, il ponte, è dato in natura, fatto di sette colori: che poi, tutti e sette chi li ha visti mai? Io però una volta ho imbrogliato di sì, mi sentivo troppo stupida a dire sempre di no, come fosse un mio difetto della vista. Invece erano quattro, massimo cinque, ma brillavano molto. A volte compare tra i palazzi brutti di Messina, dalle parti di Maregrosso, un quartiere della città che è poesia già nel nome.   A volte ripenso a quando mia nonna mi raccontava quella favola dove c'era una pentola d'oro ai piedi dell'arcobaleno, e mi chiedo dove sono i piedi, dove sono le scarpe. Dietro quali edifici, su quale delle due sponde. Mi chiedo se l'arcobaleno, almeno lui con le...

Il guadagno dei burattinai / Piazza Fontana. Ma che cos’è la verità?

Milano, 12 dicembre 1969, ore 16.37. Fa freddo, è già buio, ma sopra le vie del centro e lungo i muri luccicano gli addobbi natalizi. Io sono sul 23 (il tram che mi ha accompagnato tutta la vita, e ora non c’è più). Sono in Corso di Porta Romana, quasi Piazza Missori: sto andando all’Università Statale, che è lì dietro, in via Festa del Perdono.  Si è sentito un gran botto, e ora il traffico è fermo. Siamo in coda, bloccati. La gente sul tram si scambia occhiate preoccupate, interrogative: come succede in questi casi, ognuno spera che il suo vicino ne sappia di più. O forse no; ma domandare è una reazione spontanea, anche quando è chiaro che non serve. Cosa sarà successo? Qualcuno improvvisa delle ipotesi, qualcun altro sale dalle porte lasciate aperte dal tranviere, riferisce voci,...

Giorno 11 / Vento del cuore

Nel mezzo di un vortice di solito l’aria è perfettamente immobile ma, per la grande pressione esercitata dal vento su tutti i lati della casa, questa si sollevò sempre di piú, fino a trovarsi sospesa sul punto piú alto del turbine. E lí rimase e cosí fu trasportata per miglia e miglia, semplicemente come voi potreste trasportare una piuma….   Il vento implica sempre un arrivo. Avvento di una dimensione altra da noi che ci connette con un mondo lontano, straniero. Il vento porta spore e impollina. Da dove vengono? Da quale albero? Da quale fiore? Come l’arrivo dello straniero all’improvviso nel nostro recinto di vita, nella nostra comunità, il vento sempre destabilizza, cambia le energie in campo, sempre ci obbliga a riposizionarci emotivamente.  Il vento ci è familiare e...

Un viaggio nei libri di Davide Orecchio / Tra il documento e la grazia

Davide Orecchio, da sempre, lavora sulle biografie, sulla storia, sulla cronaca. Va negli archivi, entra nei documenti. L’autore romano prende la storia vera e la asseconda e la reinventa, l’azione della sua scrittura prende ciò che è avvenuto – in un tempo vicino o lontano o molto lontano – e lo porta davanti alla finestra, la luce serve ad aggiungere un elemento di finzione a una vita vera, miscelare la narrativa veloce al passo del saggio, il ritmo, a volte fiabesco, a volte poetico a quello documentale, composto da date, luoghi e fatti accaduti, fatti che sono nei libri (qualche volta) che abbiamo studiato, nei giornali (sempre più raramente) che andiamo leggendo. Alla base di tutto c’è però molto lavoro di ricerca, un lavoro serio da scienziato, da storico, a questi si aggiunge il...

Vivere nella poesia / Furor Mathematicus, di Leonardo Sinisgalli

Dopo settant’anni torna in libreria negli Oscar Mondadori l’edizione più completa di Furor Mathematicus di Leonardo Sinisgalli (1908-1981) poeta e ingegnere, narratore, traduttore, saggista, disegnatore, art director, autore di documentari e programmi radiofonici, critico d’arte lucano. La ripubblicazione consacra nella sua piena attualità un’opera sublime quanto vicina a tutti e un genere mai visto prima nel panorama letterario italiano. Essa presenta un geniale dispositivo e un’elegante architettura interna che affida qualità espressiva anche all’impaginazione, ed è capace di coniugare, in virtù di ispirazione e scrittura eccezionali, sapienzialità popolare e religiosità cosmica − animistica, pagana, cristiana − con scienza e poesia. Il risultato, che soccorre e promuove la nostra vita...

Giorno 10 / Mappa

Fin dalla preistoria l’uomo ha sentito l’esigenza di organizzare visivamente il suo pensiero, inventandosi mappe per tracciare confini, la presenza di cibo, acqua o nemici: erano una questione di sopravvivenza. Col tempo le mappe sono diventate non solo strumenti progettati per la comprensione di uno spazio – per orientarsi all’Ufficio Postale così come nella Città di Smeraldo – , ma anche per la diffusione di idee e stati d'animo. Ogni mappa è progettata per organizzare le idee, prima ancora di mostrarci uno spazio. È da sempre uno strumento utile a prendere una decisione, per condurci verso una scoperta. La mappa infatti ci svela ogni possibilità, offrendoci uno sguardo che ha un ché di divino. Ci rende imbattibili di fronte al mondo perché ci dà, sulla carta, il potere di non...

Il lamento di un privilegiato disilluso / Bret Easton Ellis, Bianco

Il nuovo libro di Bret Easton Ellis, Bianco, si apre nel pieno di una crisi di nervi. Senza preamboli, l’autore di Meno di zero e American Psycho ci scaraventa nel “vago eppure quasi opprimente e irrazionale fastidio” che negli ultimi anni lo dilania e in un calibrato crescendo, lo declina nei toni dell’ansia e del disgusto. A “straziarlo” è lo spettacolo dell’umanità come si dispiega sui social: la “stupidità altrui”, le facili certezze, i conformismi, la ferocia dei giudizi sommari, l’assenza di sfumature, la violenza degli umori. “Questa rabbia – conclude – poteva diventare così tossica che a un certo punto lasciavo perdere e me ne stavo lì seduto, esausto, ammutolito dallo stress”. Da qui, nell’arco di otto saggi, Bianco, da poco in italiano per Einaudi nella traduzione di Giuseppe...

Mediocri traditori di noi stessi / Domenico Starnone, Confidenza

La prima parola che compare nel nuovo romanzo di Domenico Starnone è “amore”. Segue la definizione di cosa sia per la voce narrante l’amore stesso: “una lava di vita grezza”. Una spiegazione che, per chi è nato ai piedi di un vulcano, come Pietro Vella (stesso cognome del personaggio di Sciascia nel Consiglio d’Egitto), napoletano emigrato a Roma, ha un preciso significato (di Napoli è anche Starnone), ed è una forma di stigma, anche se è da parecchio che il Vesuvio non erutta in modo pericoloso per gli abitanti posti alle sue falde. La lava è comunque un’immagine molto efficace per definire l’amore. La pagina di apertura del libro contiene l’indicazione della temperatura della materia narrativa, che il protagonista andrà a narrare nelle pagine seguenti, temperatura che però non toccherà...

Schisi. Una nuova collana di e-book / Sapiens Sapiens: ambiente, arte, tecnologia

Nella creazione del programma culturale di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, ampia attenzione è stata data alla relazione tra l’Arte e la Scienza con l’individuazione di un tema specifico. Il tema Futuro Remoto rappresenta una riflessione sul rapporto millenario con lo spazio e le stelle; un rapporto che, ripercorrendo anche i passi di Pitagora, uno dei residenti più illustri della Regione Basilicata, esplora l’antica bellezza universale della Scienza. Si mettono a confronto pratiche antichissime con modelli di vita fruibili, capaci di influenzare le idee di cultura e di sviluppo dei prossimi decenni provando a rispondere all’annosa domanda: C’è una schisi tra Arte e Scienza, una separazione e una distanza tra le due? Le dimensioni principali del fitto rapporto tra Arte e...

Giorno 8 / Bambola

C’era una volta il sogno di una bambina trasformata in bambola.  Una giovane nutrice si occupava della figlia appena nata della regina. La bellissima bambina voleva stare sempre con lei, tra le sue braccia. Un giorno, però, la nutrice era tornata a prendere la piccola dopo l’allattamento e di lei aveva trovato solo una testa di bambola, tra le sue copertine, sul letto. Quando la nutrice aprì l’involto e trovò solo questa palla di plastica, stranamente non si terrorizzò: “tanto” – ribadì a se stessa – “mi ha lasciato la parte più importante: la testa!”. Cercando e rovistando nelle ampie sale della reggia, la nutrice cominciò a raccogliere le parti sparse della piccola. Mani piedi braccia avambracci pancia gambe: tutti di plastica, compreso il cuore che era appeso ad una chiave. Ma la...

Lituania / Grūtas

I monumenti celebrativi sono, per la maggior parte, insignificanti e pressoché invisibili, come ebbe modo di osservare Robert Musil. È come se, malgrado intenzioni spesso lecite, lo strato retorico ricoprisse l’opera monumentale di ridicolo, smontando di fatto l’intento encomiastico. La situazione si complica quando i monumenti gloriosi eretti in pompa magna perdono il loro contesto solenne: il fu oggetto sublime diventa amorfo, puro ammasso residuale di metallo o di pietra. A questi simboli carichi di significato accade ciò che Elias Canetti ritiene tipico per le situazioni di transizione radicale: da un momento all’altro un segno potente (l’esempio canettiano parla delle mostrine militari) viene azzerato, trasformandosi in una eccedenza imbarazzante. Senza valore reale alcuno, il...

Giorno 7 / Invisibile

Vi sconcerta non riuscire a vedere la gente della Valle? – Beh, sì, – balbettò il Mago. – Finora sono sempre riuscito a vedere tutte le persone che ho incontrato.   I bambini vogliono essere tutti visti. Per questo parlano, si muovono, e per questo si nascondono e stanno in silenzio. I bambini desiderano tantissimo essere invisibili. Certe volte solo l’invisibilità salva le cose sacre, come la nostra faccia che non vedendola possiamo sentirci abitanti di un paese invisibile e affacciarci alle finestre, gli occhi. Perdere la faccia davanti agli altri salva la faccia sulla porta dell’invisibile, apre una prospettiva nuova. Noi siamo nascosti dentro. Invisibili. E chi lo sa lancia occhiate agli altri. Ci si riconosce, nell’invisibilità.   Una volta un’amica filippina mi ha detto: “...

Destini drammatici / Gianni Bonina, Ammatula

Lo sapeva perfettamente la signora Ramsay di Gita al faro: tutto è effimero nella vita come un arcobaleno. Certo, impressiona che lo stesso tropo traslochi dalle labbra dell’incantevole personaggio della Woolf per alloggiarsi nel discorso del mafioso Gaspare Scaturro, un boss marchiato dal 41 bis, disilluso e malato, ormai sul limitare della vita. Stiamo parlando del nuovo romanzo di Gianni Bonina, Ammatula (Castelvecchi 2019), titolo che viene efficacemente chiarito ad apertura: nel carcere di Parma Scaturro riceve la visita di Carmine Andaloro, avvocato e parlamentare agrigentino un tempo suo difensore, e da questo tragico confronto si affaccia l’assunto camusiano dell’inutilità dell’agire, dell’inconcludenza di qualsiasi affanno.    Un Sisifo in sedicesimi, il capomafia in...