Scritture

Una scoperta / I libri mastri di Edward Hopper

Molti artisti americani vissuti fra l’Ottocento e la prima metà del Novecento avevano l’abitudine di tenere dei libri mastri in cui appuntavano la contabilità riguardante la compravendita delle loro opere. Tra questi anche Edward Hopper, il quale, con l’aiuto di sua moglie Josephine “Jo” Nivison, per tutta la vita ha compilato un inventario dei dipinti che uscivano dal suo studio. L’unicità di questo inventario sta nel fatto che Hopper ai semplici dati amministrativi aggiungeva schizzi, annotazioni e aneddoti sulla realizzazione delle opere. L’inventario, avviato sull’esempio del suo maestro Robert Henri e redatto su tre quaderni che coprono l’arco temporale che va dalle nozze tra Edward e Jo (1924) all’anno che precede la morte dell’artista (1966), è ora riprodotto in un volume...

Appelfeld / L’immortale Bartfuss

“Bartfuss è immortale. Durante la Seconda guerra mondiale fu in uno di quei piccoli campi della morte, noti per la loro ferocia. Adesso a cinquantasette anni, è sposato con una donna che una volta chiamava Rosa, ha due figlie, una maritata”. L’enigma di uno dei personaggi più intensi creati dal grande scrittore israeliano Aharon Appelfeld, scomparso tre anni fa, è tutto qui – nella stringata cronistoria che apre L’immortale Bartfuss (Guanda, 113 pp.) per la prima volta tradotto in italiano da Elena Loewenthal.  Perché Bartfuss è immortale? In quale campo è stato? Come ha fatto a sopravvivere? Perché ha smesso di chiamare sua moglie per nome? Pagina dopo pagina, incalzati dalle domande, lo seguiamo lungo le vie di Tel Aviv spazzate dal vento e dalla pioggia, dentro i caffè dove...

Un'antologia / Racconti di fotografia: da Conan Doyle a Carver

Le fotografie, quelle stampate di una volta, avevano diverse virtù. Ma forse la più grande era la loro capacità di poter sbucare. All’improvviso, da qualche parte, in mezzo a due fogli, in un cassetto. Anche i biglietti e le lettere hanno la stessa facoltà. Ma con una differenza fondamentale: quando le foto sbucano, non puoi non vederle. Le lettere e i biglietti devi leggerli, le foto invece sbucano e sono già dentro il tuo sguardo. In quanto immagini, si imprimono nella retina prima ancora che tu voglia vederle. Semplicemente perché esistono e sono sbucate all’improvviso sotto i tuoi occhi.    Lo studio dei complessi rapporti tra letteratura e fotografia, che hanno condizionato una larga parte dell’età moderna, dovrebbe tenere presente questo aspetto primario e materiale delle...

Scienza e politica / La voce dei numeri e il silenzio degli uomini

La pandemia del 2020 ha avuto una conseguenza positiva: ha provocato una sorta di risveglio civile e individuale durante il quale problemi di natura etico-morale-politica, che si credevano ormai prerogativa della ricerca accademica, sono tornati protagonisti della discussione pubblica e privata. Giornalisti, scrittori, filosofi, scienziati e frequentatori di social e agorà virtuali hanno scoperto che è inevitabile dibattere sul senso della vita e sui valori in base ai quali si prendono le decisioni sia a livello personale che collettivo. Le grandi domande esistenziali: che cosa ha valore? Qual è lo scopo della politica? Chi decide e perché? Sono nuovamente attuali e non hanno più una risposta obbligata. Queste domande sono diventate urgenti perché, in conseguenza della pandemia, la...

Arte contemporanea / Luca Patella: un artista enciclopedico

Lo stile di un artista, diceva Schopenhauer, è la “fisiognomica dell’anima”: ci permette, in un certo senso, di sbirciare dentro la sua psiche. E l'arte, aggiunge Arthur Danto, è «la capacità spontanea che ha l'artista di farci vedere il suo modo di vedere il mondo». Potremmo allora dire che, attraverso la sua opera, è come se noi guardassimo la psiche dell'artista dall'esterno e il mondo dal suo interno.  Tutto ciò ha una straordinaria consonanza con l'artista a cui Elio Grazioli ha dedicato il suo ultimo libro: Luca Maria Patella disvelato (Quodlibet studio, 2020), biografia – o meglio, studio critico ordinato cronologicamente e intrecciato alla biografia – di uno dei più multiformi e inclassificabili artisti del Novecento italiano. Patella è infatti un artista per cui l’...

Poesia / Chandra Livia Candiani, La domanda della sete

I lettori di “Doppiozero”, e ormai i lettori italiani di poesia in generale, non hanno bisogno di molte informazioni preliminari su Chandra Livia Candiani. Conoscono la sua figura e le sue parole «che non si danno arie», «leggere eppure capaci di sfamare e dissetare», «parole disobbedienti ma anche candide», «parole aghi che cuciono e parole che strappano la stoffa del discorso». Soprattutto – anche attraverso un acuto articolo di Moreno Montanari (“Doppiozero”, 20 febbraio 2019) conoscono la sua peculiare capacità di percepire la realtà con uno sguardo che sorprende e con un pensiero che, tenendosi appena un passo indietro allo sguardo, ma pronto a scavalcarlo, ci fa riflettere su «L’io e il corpo, le relazioni e il male, l’universo e gli oggetti», ovvero sulle principali questioni della...

Gli scrittori di Van Gogh / I libri di Vincent

Libri letti   Vincent Van Gogh (1853-1890) aveva un rapporto quasi fisico con la lettura e con i libri, di cui aveva bisogno quanto il pezzo di pane. Il consiglio di Nietzsche di “masticare Madame Bovary” non gli sarebbe probabilmente dispiaciuto. In I libri di Vincent. Van Gogh e gli scrittori che lo hanno ispirato (Johan & Levi 2020, pp. 232) Mariella Guzzoni intende “tracciare un percorso visivo-concettuale e umano interno ai ‘preferiti’, in un continuo dialogo tra il suo lavoro d’artista e gli autori e gli illustratori chiave che lo hanno ispirato” (p. 16). Ripercorre così l’arco intero della vita e della produzione di Van Gogh, segnate dalle tre figure del mercante d’arte, del predicatore laico e del pittore.    Tre Van Gogh che hanno come costante la lettura e per...

Letto in un’altra lingua / Mariana Enriquez, La nostra parte della notte

Nel suo saggio del 1975, Appunti sul gotico rioplatense (“Notas sobre el gótico en el Río de la Plata”), Julio Cortazar raccoglie una serie di considerazioni sulla possibilità che questo “genere” letterario, importato da altre latitudini e altri momenti storici, abbia trovato nel cono sur un terreno fertile dove germogliare e diffondersi secondo modalità peculiari. Il celebre autore del fantastico argentino non poteva certamente immaginare che, quarantacinque anni più tardi, queste riflessioni potessero trovare brillante compimento in quella che potremmo già definire una delle opere-mondo della letteratura ispanoamericana: Nuestra parte de noche, l’ultimo romanzo di Mariana Enríquez, uscito quest’anno per i tipi di Anagrama e vincitore del prestigioso premio Herralde. Attraverso le...

La biblioteca di Atlantide / La macchina che vede di Paul Virilio

Paul Virilio è stato un intellettuale originale e difficilmente classificabile. Potrebbe essere definito un urbanista, un sociologo o un filosofo, ma in realtà era soprattutto un dromologo, perché s’interessava principalmente alle questioni relative alla velocità. Questo tema, infatti, ritorna di frequente nei suoi numerosi libri. Libri solitamente di dimensioni contenute, ma ricchi di citazioni e densi sul piano concettuale. Si potrebbe quasi dire che in questi libri la velocità non è solamente il tema maggiormente ricorrente a livello di contenuto, ma anche una variabile in grado d’influenzare la struttura formale del testo. Vale a dire che la vera e propria ossessione per la velocità che caratterizza il lavoro di ricerca di Virilio sembra aver portato questo autore a eliminare le...

La poesia dei commiati / Cees Nooteboom: Addio

Leggere Cees Nooteboom, in prosa, in poesia, gli articoli o i saggi, porta con una certa costanza a un viaggio circolare tra luoghi, tempi, spazi della vita; induce, pure, una costante eco tra tutti i suoi libri, richiami, rinvii, una istigazione a pensare, a una lettura attiva. Accade in particolar modo leggendo l’appena uscito Addio, con sottotitolo Poesia al tempo del virus, tradotto da Fulvio Ferrari per Iperborea, in cui sono pubblicate 33 poesie divise in tre parti composte da 11 testi ciascuna. Un ordine simmetrico che riflette la composizione delle liriche stesse: ognuna composta da tre quartine con un verso finale solitario, una chiusa epigrammatica, una sorta di epigrafe da cui risorge la poesia stessa nella pagina successiva. In questo contesto non guasta ricordare quanto Cees...

Oracolo manuale / Baltasar Gracián. La lezione di Proteo

Cioccolatinizzazione; che mai vorrà dire, posto che esista, quest'orrido neologismo? Vuol semplicemente significare il triste destino che attende gli autori di massime, aforismi, apoftegmi e sentenze. Ciò che hanno distillato anni di esperienza di vita e di sagacia stilistica finisce per avvolgere gustosi cioccolatini. Anche Baltasar Gracián non sfugge alla regola e spesso accade, ai degustatori delle suddette dolcezze, di imbattersi in suoi detti, quando le estraggono dai loro involucri di stagnola. Ora, non so se per porre rimedio alla deplorevole sorte degli scrittori di massime, Adelphi pubblica, nella traduzione di Giulia Poggi, l'Oracolo manuale ovvero l'arte della prudenza, trecento aforismi usciti la prima volta nel 1647 e qui accompagnati da un poderoso saggio di Marc Fumaroli (...

Je ne sais quoi / Una epifania dopo l'altra

Recanati, Epifania del 1810. Carissima Signora. Giacché mi trovo in viaggio volevo fare una visita a Voi e a tutti li Signori Ragazzi della Vostra Conversazione, ma la Neve mi ha rotto le tappe e non mi posso trattenere. Ho pensato dunque di fermarmi un momento per fare la Piscia nel vostro Portone, e poi tirare avanti il mio viaggio. Bensì vi mando certe bagattelle per cotesti figliuoli, acciocché siano buoni ma ditegli che se sentirò cattive relazioni di loro, quest'altro Anno gli porterò un po' di Merda. … La Befana (Giacomo Leopardi)   Questa deliziosa letterina, scritta da un dodicenne Leopardi alla Signora Marchesa Roberti, e che apre l'epistolario leopardiano nell'edizione Binni-Ghidetti (mentre il Moroncini la riporta in appendice), ci consente di ricordare anche, nel...

1930 - 2020 / Franco Loi, San Siro e il derby del ‘45

Ieri pomeriggio è morto Franco Loi, uno dei più grandi poeti del Novecento. È stato la voce della Milano popolare, quel popolo di speranza che iniziava a ricostruire le proprie vite partendo dal nulla, o quasi. Loi era milanista. Negli ultimi tempi, costretto da un progressivo, inesorabile affievolimento della vista a indossare degli occhiali da sole, sfoggiava una spavalda montatura rossonera. L’aveva trovata come regalo in un uovo di Pasqua. Figlio di emigrati – sardo il padre, colornese la madre – Franco Loi rappresenta perfettamente anche l’anima casciavit della città, la Milano operaia che abitava le periferie e guardava con un po’ di sospetto, e di dispetto, alla borghesia benestante del centro, a vocazione prevalentemente interista. Oggi, va da sé, queste distinzioni socio...

Memoria dell'animale che siamo / La foresta addomesticata

L’immaginario della foresta sta cambiando. Fino a qualche anno fa, foresta evocava idee come wilderness, indicava una zona dove l’uomo non solo non è arrivato, ma non arriverà mai, era sinonimo dell’altro, di ciò che sta fuori dai limiti dello spazio che noi umani ci siamo ricavati nel mondo, si declinava dalla selva al selvatico, al selvaggio, era il nostro specchio animale, la parte nascosta, irriducibile, inconcepibile.   Poi qualcosa è successo: la cultura dell’Occidente ha scoperto le piante. Ha scoperto che non solo esistono, ma vedono, sentono, si organizzano, soprattutto sono vive e sono sempre state lì, seraficamente indifferenti alle classificazioni umane che almeno da Aristotele le mettevano all’ultimo posto nella graduatoria dei viventi. La plant blindness che ci ha...

Giuseppe Lombardo Radice / Scuola: come si uccidono le anime

In Il nome della rosa di Umberto Eco (e nell’omonimo film rimesso in onda per commemorare la recente scomparsa di Sean Connery) l’anziano monaco cieco Jorge tenta in tutti i modi, persino attraverso efferati delitti, di occultare un testo inedito di Aristotele. Nel secondo libro della “Poetica” lo Stagirita avrebbe trattato della commedia e del riso, del beneficio del ridere, e questo per la Chiesa è un fattore che potrebbe rivelarsi letale: “Il riso uccide la paura, e senza la paura non ci può essere la fede. Senza paura del demonio non c’è bisogno del timore di Dio”. Guglielmo da Baskerville, invece, incaricato di fermare la lunga serie di morti sospette, decanta le virtù del riso, ne elogia la caratteristica tutta umana, a dispetto degli altri animali da cui pure noi discendiamo. È un...

La seconda spada / La vendetta perfetta di Peter Handke

Un uomo esce di casa e si mette in cammino; ed è fatta. Siamo già in una storia. Chiusa la porta di casa, attraversato il giardino, accostato il cancello, inizia l’avventura. È forse, questa, la principale situazione di partenza delle narrazioni, anche se non sempre viene raccontata esplicitamente, come fa spesso invece Peter Handke, in particolare negli ultimi due libri, simili anche per molti altri elementi, tanto che credo che il più recente, La seconda spada (2020; da cui sono tratte tutte le citazioni senza ulteriore indicazione), sia una specie di costola uscita dal precedente di cui riprende alla lettera anche un paio di passaggi, il ponderoso e bellissimo La ladra di frutta (2017, ed. it. 2019; d’ora in poi LLF), tradotti per Guanda in modo come sempre eccellente da Alessandra...

Futuro dell'Italia / Provincia o periferia?

Sono stati i francesi a inventare il termine provincial che nel Seicento indicava “persona con una mentalità arretrata”. Per quanto gli studiosi di etimologia non sappiano dire da dove derivi la parola, il suo significato indicava la sfera di competenza di un magistrato, poi un territorio conquistato dai legionari romani e amministrato da un magistrato di quella città. L’Italia è il paese provinciale per eccellenza, composto di realtà territoriali molteplici che si affiancano le une alle altre. La sua stessa forma geografica è molto varia rispetto alle altre nazioni europee: lunghezza della penisola, perimetro delle coste, presenza di due catene montuose l’una longitudinale all’altra, valichi, passi e valli. Il fatto di essere stati il centro di un Impero che ha fatto della viabilità uno...

Esercizi / Ricordarsi di vivere

“Sembra che dover rinascere sia condizione della vita umana; dover morire e risuscitare senza uscire da questo mondo”. Questa splendida considerazione di María Zambrano posta come epigrafe d’apertura, ispira l’ultimo libro di Laura Campanello, Ricominciare. Dieci tappe per una nuova vita (Mondadori, 2020, pp. 156).  Il tema è da tempo sulla bocca di tutti, specie all’indomani di crisi economiche, ambientali o esistenziali e, naturalmente, in questi mesi di pandemia e di sospensione delle abituali dinamiche che scandivano le nostre esistenze che in molti casi richiederanno, quando potranno tornare a scorrere più liberamente, di reinventare il proprio modo di stare al mondo. L’analista filosofa si propone non solo di riflettere su questa necessità con taglio biografico, partendo cioè...

Ipotiposi / Neve

Nell’edizione del ’63 di Le parrocchie di Regalpetra, Leonardo Sciascia aggiunse un racconto, La neve, il Natale, in cui la presenza rara di una nevicata nella Racalmuto in cui nacque, nella Sicilia agrigentina di Pirandello, ribadisce il legame fra il coagularsi dell’inchiostro della scrittura e l’ac-cadere della morte. All’improvvisa felicità infantile per la sorpresa di una visita inattesa, presto si sovrappone una notazione luttuosa, il richiamo alla “disperazione e morte” che quel bianco incantato provoca negli uccelli e nei più fragili fra gli umani. “Col freddo i vecchi se ne vanno. Quagliano – qui dicono. Quagliare vuol dire cagliare, l’inavvertito cagliare della vita, la morte che lentamente si coagula nel corpo di un uomo, si fa gelida forma. È una espressione che viene usata...

La grammatica del mondo / Helgoland: Rovelli e i quanti

Il volume degli scambi della Borsa di New York varia ogni giorno tra i 2 e i 6 miliardi di transazioni, con un valore medio giornaliero (dato del 2016) di 169 miliardi di dollari. L’unico modo per gestire una tale mole di dati è affidarsi alle macchine: algoritmi e software “decision-making” le cui prestazioni migliorano di anno in anno, come fa la tecnologia quando è pungolata dalla finanza: se un trader umano può gestire intorno ai cinque scambi al giorno, i software di High-frequency trading ne gestiscono diecimila al secondo.  In questo momento stanno circolando 17 milioni di container. Le supply chain, le catene logistiche che permettono alle merci di essere assemblate e distribuite, sono di una tale ramificata complessità che, come la proverbiale farfalla che scatena l’uragano...

Sheppard Craige / Ragnaia: un giardino filosofico

La foresta e il giardino sembrano realtà radicalmente antitetiche, con la foresta che sta per un mondo pericolosamente illimitato e inquietante e il giardino che rappresenta, al contrario, la sfera protettiva e intimistica dell’hortus conclusus. Esiste però un legame importante che collega i due fenomeni. L’incendio nella foresta di Piero di Cosimo (databile al 1500 ca.) indica la fine tragica di una foresta-giardino. I grandi giardini toscani del Cinquecento contengono un “barco”, ovvero una parte boschiva dedicata alla caccia, che funge spesso da punto di partenza del progetto generale. Nei giardini geometrici di Le Nôtre, la foresta è sempre presente nella veste di repoussoir, di zona marginale, cioè di quell’alterità selvaggia dalla quale il giardino si distacca in quanto opera della...

Come disegniamo i nostri luoghi / La camera di Henriette

La camera di Henriette. Schizzi, mappe e disegni di paesaggi identitari, il nuovo lavoro di Maria Pia Pozzato, uscito quest’estate per la Biblioteca di Semiotica di Meltemi, è un libro enigmatico, che, come non di rado capita ai libri di semiotica, non si capisce bene in quale scaffale della biblioteca collocare. Il suo titolo dice qualcosa solo a chi ha letto la Vita di Henry Brulard (1890), evocando uno degli schizzi contenuti nella famosa autobiografia di Stendhal. D’altra parte, però, il sottotitolo suggerisce come non (solo) di critica letteraria si tratti, di come l’oggetto di studio prescelto sia piuttosto legato a una molteplicità di rappresentazioni spaziali che si riconoscono per il fatto di essere precarie (schizzi) ed emotivamente connotate. La bella copertina, come da idea di...