raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Scritture

Diario 4 / Camminare tra cose derelitte

Il 29 giugno a Roma è la festa dei patroni. È una festa che svuota Roma e le dona l’aspetto che manterrà per tutta l’estate: l’aspetto di una città abbagliante, lenta, spopolata, infiacchita dal caldo e dalla luce. È una festa che non è una festa, è più una condizione atmosferica da quadro impressionista: un pieno sole. È nel pieno sole che Tommaso e io ci vediamo per una passeggiata sotto i muraglioni del Tevere, a contatto col fiume, tra ciclisti, pescatori e improvvisati set fotografici. Tommaso e io siamo amici. Ci vediamo tre volte l’anno. In questa città vedersi tre volte l’anno è già tanto. È la frequenza che consente di mantenere intatte le relazioni. In un’altra città non ci si considera amici di persone con cui ci si vede tre volte l’anno. In questa città invece, in questa città...

Una scrittrice da riscoprire / Alice (Ceresa) disambientata

A tredici anni di distanza dalla prima edizione del Piccolo dizionario dell’inuguaglianza femminile di Alice Ceresa (pubblicato postumo nel 2007 per l’attenta cura di Tatiana Crivelli), le edizioni nottetempo hanno appena riproposto l’opera della scrittrice svizzera in un’edizione ampliata e affiancata da un altro volume intitolato Abbecedario della differenza in cui le curatrici, Laura Fortini e Alessandra Pigliaru, hanno chiesto a varie studiose e studiosi di dialogare con le voci del dizionario ceresiano. Un’operazione meritevole che ha lo scopo di richiamare l’attenzione su una scrittrice di straordinario talento la cui attualità, come vedremo, non si esaurisce affatto nella questione femminile che pure è stata costantemente al centro della sua riflessione.    Il nome di...

Francesca Rigotti / Fare buio al buio

Neanche il buio è più quello di una volta. Se l’illuminismo ha vinto molte battaglie ma a quanto pare ha perso la guerra, l’illuminazione ha stravinto su tutti i fronti. “Ogni cosa è illuminata”, nel senso che più niente sfugge alla luce. Le cose, le case, le strade, le campagne, il cielo. Si cerca la luce per sentirsi sicuri, per esorcizzare la paura e la morte. “Infuria, infuria contro il morire della luce”, diceva Dylan Thomas. Ma il buio non è solo minaccia, è anche riposo, possibilità di riflettere, di isolarsi, di negarsi. Il buio è anche ciò che custodisce il segreto, che nasconde e accoglie; è la paura, ma anche, a volte, la protezione, il rifugio; il pericolo, la minaccia e la difesa; l’aggressione e l’intimità, degli amanti e di ciascuno con se stesso... Ma negarsi alla luce...

Testimonianze / Leningrado. Memorie di un assedio

La storia dell’assedio   Nel 2014 Daniil Granin (1919-2017), autore, insieme ad Ales Adamovič (1927-1994), del monumentale Il libro dell’assedio (Blokadnaja kniga), fu invitato al Bundestag tedesco per raccontare, nel Giorno della memoria delle vittime del nazionalsocialismo, la tragedia di Leningrado. Quel giorno sancì il riconoscimento ufficiale da parte del governo tedesco della catastrofe perpetrata da Hitler e dalla Wermacht nei confronti del popolo russo e in particolare della città di Leningrado. «Città-eroe», «città-martire», la città voluta e fondata da Pietro I divenne alla fine della guerra il simbolo dello spirito indistruttibile dei suoi abitanti e, per estensione, dell’intera popolazione dell’Unione Sovietica che in quel conflitto pagò, in termini di vittime, il tributo...

Sciarà / Ahcadehe

Ahcadehe (h aspirate) era l’appellativo con cui nostro padre ci rimbrottava, quando non eravamo all’altezza dello zelo orobico per il lavoro. Vuol dire: lazzarone/i. Essendo la pigrizia un tema significativo nella bergamasca, ha diversi e altrettanto intraducibili sinonimi:  Lifrucù Ligóh Strigóh Buoatù Quest’ultimo ha una coloritura che aggiunge all’aggettivo lazzarone/pigro, anche il significato di ‘Buono a niente’. Naturalmente, si poteva variare con il più comprensibile: Lasarù.

Scomparsa e riapparizioni / Fuggire a sedici anni

Otto anni fa, un ragazzo di sedici anni che viveva nei pressi di Roma scompare da casa e da allora non se ne sa più niente, finché in questi giorni viene ritrovato, ventiquattrenne, a Genova, dove viveva mendicando.   Un amico mi ha chiesto di scriverne. Ma, diavolo d'un uomo!, mi dico: come faceva a sapere che anch'io, a sedici anni, sono scappato di casa? (Dev'essere proprio per questo che me l’ha chiesto.) E poi, subito dopo, mi dico ancora: bravo babbeo che non sei altro! chi non ha tentato la fuga da casa a quell'età! Io stesso, che non conosco pressoché nessuno, so di altri due casi come il mio. Quello di mio cugino Stefano e quello della mia amica Delia. Mio cugino Stefano, anche lui a sedici anni, scappò da Padova e se ne stette un anno intero in Sardegna. Delia invece, lei...

Un Marx geografo / David Harvey: geografia del dominio

Geografia del dominio (Ombre corte 2018) raccoglie quattro brevi saggi di un autore di valore, David Harvey: geografo, ma esploratore di molti aspetti del contemporaneo nelle sue diverse declinazioni. Il suo libro più noto, The Condition of Postmodernity (1989), univa la lettura del postfordismo ai fenomeni culturali, artistici e architettonici del postmodernismo. Mostrava in fondo che questa corrente di pensiero – così influente nelle arti applicate, nell’urbanistica e nell’architettura di fine Novecento – era direttamente riconducibile a forme di produzione e a modelli di accumulazione flessibile tipici del tardo capitalismo. Negli anni, Harvey si è sempre più riferito a Marx: non al marxismo ma al testo marxiano, fonte inesauribile di analisi e profezie di quella che chiamiamo ora...

Carteggi amorosi / Pessoa e Ophélia Queiroz: tutte le lettere d’amore sono ridicole

«Nella casualità della strada la casualità della ragazza / bionda: ma no, non è lei»: scrive Alvaro de Campos. Fernando Pessoa non potrebbe che sottoscrivere i versi del preferito fra i suoi eteronimi. Quella “ragazza bionda”, alla fine, arriva nella sua vita. Trentenne timido, isolato e sconosciuto, padrone soltanto della sua segreta opera letteraria, nella Lisbona degli anni venti Fernando si innamora di una gentile e minuta ragazza, dattilografa nella stessa impresa commerciale in cui lavora. Come può avvicinarsi al suo oggetto/soggetto amoroso? Escludendo a priori un contatto troppo diretto e sensuale, da cui sarebbe spaventato, non resta che un corteggiamento affettuoso, come quando i maschi delle gru cominciano ad emettere strida per attirare le femmine. Nel caso di Pessoa le strida...

Ritorna il nostro Speciale / Sciarà

C’è un brindisi che gli “Sciarà” – che erano gli amici fraterni, i sodali, quelli che portano lo stesso nome, i commilitoni e quelli che condividevano la stessa fatica del lavoro, quelli che hanno giocato insieme da bambini; la definizione della catena di senso resta plurima, e originaria – si facevano scambiandosi, regalandosi anzi, una formula di saluto, che era certo anche più che un augurio. Il rito diventava più gagliardo quando ci si ritrova dopo un lungo periodo di separazione o distacco (che era spesso, l’emigrazione lontana delle Americhe di allora, la prova di una malattia, e più spesso una disavventura di furfanteria o un qualche pericolo scampato che non si diceva).   Ed era sempre assistere a un brindisi grandioso, indimenticabile nella sua nitidezza e lussuosità, che a...

Una biografia di Vanni Codeluppi / Il mio amico Luigi Ghirri

Gli esseri umani sono il mosaico del mondo che li circonda. Quel mondo che ci entra dentro, ci dà vita e che bisogna lasciar passare senza opporre resistenza. La fotografia di Luigi Ghirri è il mondo in cui siamo immersi, che ha origine dall’infanzia e che prosegue naturalmente nel corso della vita. Vanni Codeluppi ripercorre in un piccolo libro la Vita di Luigi Ghirri. Fotografia, arte, letteratura e musica (Carocci Editore, 2020), e lo fa attraverso l’intersezione di lievi racconti biografici, il pensiero del fotografo e l’interpretazione di dieci immagini emblematiche della sterminata produzione ghirriana, anteposte ai dieci capitoli di cui si compone il libro. Luigi, come l’autore lo chiama lungo tutto il racconto perché possa distinguersi dagli altri personaggi citati, da piccolo...

Diario 3 / Nidi vuoti

Un solo giorno separa il compleanno di mia madre da quello di mia nipote. Così, da quando è nata mia nipote, festeggiamo insieme i loro due compleanni. Quest’anno la cosa è coincisa con la nostra ricongiunzione (non ci vedevamo da febbraio). La forza degli umani sta nel rendere sequenziali fatti di natura che non lo sono. Vivere è aprirsi ogni giorno un varco in questa fitta foresta di tempo cercando di trovare spiragli di luce. Lo vedo fare ovunque intorno a me, ma dentro quei varchi io non riesco a vedere nient’altro che un’ulteriore affermazione della foresta.  Eppure gli umani riescono a creare riti per ogni cosa, e non temono la stanchezza e la reiterazione. La loro fame di emozioni è spasmodica, e quando si sentono sazi, si acquattano in un angolo come vecchi gatti sonnacchiosi...

Tutte le opere / Aldo Buzzi: una ricetta per il paradiso

La ricetta è molto più di una lista d’ingredienti, è una scomposizione della realtà nei suoi singoli elementi, che prefigura un esito ideale e, in questo senso, innaturale. Tra quegli elementi, o cause, e l’effetto che ne dovrebbe risultare non è possibile istituire alcun rapporto di consequenzialità diretta, lineare: nel mezzo c’è l’abisso della contingenza, delle circostanze accessorie, degli errori, dell’esperienza fatta o mancata. Perciò la ricetta può essere anche una forma d’invenzione pura, libera dalla finalità cui tende ma che non ha l’obbligo di raggiungere e illustrare. Sarà per questo che la ricetta come forma letteraria rientra nel repertorio di uno degli scrittori che meglio hanno colto l’impossibilità, conoscitiva e narrativa, di seguire il filo degli eventi se non a...

(ma non solo) / Luca Maria Patella. Canzoniaere: la poesia

Patella è uno degli artisti più caparbi che abbia mai conosciuto. L’età non l’ha piegato, casomai un po’ raddolcito, è diventato più autoironico, ma non transige su ciò che vuole. E ciò che vuole è “semplicemente” – ci vogliono sempre le virgolette, vero? – che si colga la sua arte così come lui la intende. L’arte per lui è faccenda complessa, un modo di pensare e di essere che se lo si è scelto è perché è diverso dagli altri modi, da quello scientifico o filosofico, o psicanalitico o antropologico o semiologico, e soprattutto perché non è una disciplina tra queste ma il modo di riprenderle tutte, da qui la complessità, rigiocandole a un altro livello, il livello esistenziale: arte e vita. So bene che la formula “arte e vita” fa arricciare il naso a molti, ma c’è poco da esitare: ci deve...

Edoardo Boncinelli / Essere vivi non è poco

Caricandosi sulle spalle tutto il peso della sua condizione, Edoardo Boncinelli (Essere vivi e basta. Cronache dal limite, Guanda 2020) trova la forza di intrattenerci come fossimo in un grande bel giardino a fare una passeggiata al puro scopo di far passare il pomeriggio. Non c’è una meta precisa in questo conversare, si parla di tutto e, innanzitutto, come si fa tra amici, dei casi personali, del lavoro, degli affetti, degli interessi, della salute. Ecco: la salute, il “tono maggiore” di questo libro sul quale Boncinelli riesce a sviluppare una miriade di divagazioni e divertimenti e a fondo, come passeggiando amabilmente, appunto, con una capacità di leggerezza direttamente proporzionale alla pesantezza della sua condizione.    Una vita dedicata alla scienza (è un genetista...

“La felicità non è affidabile. La malinconia sì” / Joyce Carol Oates, Ho fatto la spia

“La felicità non è affidabile. La malinconia sì”. Joyce Carol Oates non ha mai sbagliato un libro, e non ne ha scritti un paio, siamo più vicini ai cento che ai cinquanta, se vogliamo pensare solo alle opere di narrativa. Dopo averla letta per molti anni, possiamo affermare senza timore di essere smentiti che ci troviamo davanti alle pagine di una delle maggiori scrittrici contemporanee; è altrettanto vero che tale pensiero, sotto forma di suggestione, potrebbe venire in mente anche a chi si trovasse a leggerla per la prima volta. Non c’è una sola pagina di Oates, che venga da un romanzo, da un racconto o da un saggio, o da una poesia, che non provochi nel lettore il luminoso salto, il famoso click cui si riferiva, per esempio, David Foster Wallace, quando parlava dei racconti di Donald...

La tempesta di James Ellroy

Chiunque scriva di James Ellroy non può prescindere dall’associare il suo nome a due aggettivi: «prolifico ed eccessivo».  Dopo il quartetto « L.A.Quartet » (Dalia nera, L.A. Confidential, White Jazz, Il grande nulla, scritti tra il 1987 e il 1992), dopo la trilogia « Underwold USA » (American Tabloid, Sei pezzi da mille, Sangue randagio, scritti tra il 1995 e il 2009) è entrato in una nuova era, o secondo le sue stesse parole, in un nuovo quartetto.   L’esordio è stato Perfidia (Einaudi 2014), seguito ora da Questa Tempesta (Einaudi 2020). Il titolo esprime un raffinato avvertimento, come segnala la nota finale. In una pagina si legge che taluno “conosceva un fruttato poeta inglese, WH Auden”. Questi, in realtà, scrisse una poesia (‘A uno scrittore per il suo compleanno’) nel...

Festa a Firenze / La Rificolona. Transizioni metafisiche

Scambiare quattro chiacchiere su quale è la più bella città del mondo è un modo vano per sprecare il proprio tempo libero: ma io tanto per introdurre il mio articoletto, tratteggerò le tre città che mi piacciono di più e mi soffermerò su Firenze che, lo dico subito, è la mia preferita. Dunque: Roma, Venezia e Firenze. Roma è troppo vasta e, per essere conosciuta, richiede una vita intera. Inoltre, per mascherare la sua caratteristica di Città Eterna, da millenni si copre di sporcizia e disordine.  Venezia è la maestosa Capitale a mezz’acqua di un Pianeta Oceanico extragalattico.  Città magica è invece Firenze. Avevo stretto amicizia con un solitario studente sperduto, taciturno, e giapponese, che anche lui visitava la città toscana per la prima volta. Alla fine, quando ci...

La Castalda e le altre / Fiori: ombrellini e ombrelloni

Bianchi parasoli estivi, talora gialli; con il bel tempo le erbe della famiglia delle Apiaceae (dal lat. apium, sedano) aprono i loro ombrelli di trine. Annuali, biennali o perenni, ve n’è di tutte le dimensioni, esili o giganti, leggere o vigorose. Le maggiori paiono dame ottocentesche a passeggio in merlettate toilettes, alla ricerca di refrigerio lungo strade di campagna o per viottoli ombrosi; le piccole si radunano a frotte come ragazzine ciarliere sui cigli di fossi e prati.    Angelica Il clan è numerosissimo. Ne fanno parte erbe aromatiche e altre che, selezionate, coltiviamo come ortaggi: anice, aneto, cumino, cerfoglio, prezzemolo, sedano, carota, finocchio hanno i loro archetipi in essenze spontanee. Alcune sono note per le loro proprietà officinali, quali l’...

Terra Alta / Javier Cercas in noir

La letteratura genera letteratura. Questo è particolarmente vero per un autore come Javier Cercas, che sin dall’inizio della sua attività di scrittore s’aggira negli spazi che s’aprono dentro le pagine dei romanzi da lui letti e chiosati, dove ogni storia contiene in potenza altre storie, per cui l’autore finisce sovente per citarle e impiegarle nella propria narrazione. Forse non a caso il romanzo generativo della letteratura spagnola, e mondiale, è il Don Chisciotte, in cui il personaggio principale sembra partorito da uno sbadiglio dei libroni cavallereschi con cui il Cavaliere della Mancia s’è riempito il cervello, come ha scritto Michel Foucault. Il romanzo del romanzo non nasce con la postmodernità, ma è il risultato stesso dell’attività del narrare come dimostrano due capolavori...

Carteggi amorosi / Kafka e Milena

Lettere, corrispondenze, legami. Abbiamo pensato di attraversare questa estate facendoci raccontare dai nostri autori i carteggi amorosi: letterati, artisti, poeti e pensatori.    La legge fondamentale degli amori di Kafka è questa: molte lettere, pochi incontri. Anzi: moltissime lettere, pochissimi incontri. Con la fidanzata storica Felice Bauer andò proprio così. Un epistolario di oltre ottocento pagine (tutte di Franz a Felice) in cinque anni esatti di tormentata relazione: fidanzamento, sfidanzamento, rifidanzamento, sfidanzamento definitivo (1912-1917) e qualche sporadico incontro a Berlino, Praga, Monaco più due brevi soggiorni insieme a Karlsbad e Marienbad. Non diversamente andò con Milena Jesenská. Un epistolario a stampa di oltre trecento pagine che copre tre anni (...

I racconti / Lo spazio vuoto di Luigi Malerba

A metà degli anni Ottanta, Luigi Malerba pubblicò su «Alfabeta» dei curiosi disegni, che in realtà disegni veri e propri non erano, non avendo l’autore, per sua stessa ammissione, particolare talento per quell’arte. Si trattava di profili, secondo la sua definizione, che ne denunciava appieno l’origine: Malerba non faceva altro che tracciare il profilo di oggetti di uso quotidiano, per esempio quelli sulla sua scrivania, e scriverci poi dentro alcune frasi. In seguito i profili sono stati raccolti, a cura di Paolo Mauri, in un bel volumetto pubblicato da Archinto nel 2012, quattro anni dopo la morte dell’autore. E questi medesimi profili possono costituire un’utile chiave di accesso alla silloge di Tutti i racconti appena edita da Mondadori e curata da Gino Ruozzi, se non addirittura...

Diario 2 / Proibito giocare

Pur vivendo da sempre a Roma non avevo mai trovato l’occasione di visitare le terme di Caracalla, i “vecchi giganti”, come le chiama Carducci nelle Odi barbare. Così domenica pomeriggio, il secondo giorno della riapertura al pubblico dell’intera area archeologica, ne ho approfittato. Soprattutto ho approfittato della persistente assenza dei turisti, dell’obbligo di prenotare la visita anzitempo e quindi del numero chiuso, per godermi lo spettacolo in una condizione di quasi assoluta solitudine.  È singolare che io cerchi la solitudine nei giorni in cui tutti si sforzano di rientrare nel mondo. Per Cioran esistono due modi di percepire la solitudine: sentirsi soli al mondo e avvertire la solitudine del mondo. Per me è semplice: ci è stato imposto un intervallo di tempo in cui ci siamo...