Scritture

La poesia dei commiati / Cees Nooteboom: Addio

Leggere Cees Nooteboom, in prosa, in poesia, gli articoli o i saggi, porta con una certa costanza a un viaggio circolare tra luoghi, tempi, spazi della vita; induce, pure, una costante eco tra tutti i suoi libri, richiami, rinvii, una istigazione a pensare, a una lettura attiva. Accade in particolar modo leggendo l’appena uscito Addio, con sottotitolo Poesia al tempo del virus, tradotto da Fulvio Ferrari per Iperborea, in cui sono pubblicate 33 poesie divise in tre parti composte da 11 testi ciascuna. Un ordine simmetrico che riflette la composizione delle liriche stesse: ognuna composta da tre quartine con un verso finale solitario, una chiusa epigrammatica, una sorta di epigrafe da cui risorge la poesia stessa nella pagina successiva. In questo contesto non guasta ricordare quanto Cees...

Oracolo manuale / Baltasar Gracián. La lezione di Proteo

Cioccolatinizzazione; che mai vorrà dire, posto che esista, quest'orrido neologismo? Vuol semplicemente significare il triste destino che attende gli autori di massime, aforismi, apoftegmi e sentenze. Ciò che hanno distillato anni di esperienza di vita e di sagacia stilistica finisce per avvolgere gustosi cioccolatini. Anche Baltasar Gracián non sfugge alla regola e spesso accade, ai degustatori delle suddette dolcezze, di imbattersi in suoi detti, quando le estraggono dai loro involucri di stagnola. Ora, non so se per porre rimedio alla deplorevole sorte degli scrittori di massime, Adelphi pubblica, nella traduzione di Giulia Poggi, l'Oracolo manuale ovvero l'arte della prudenza, trecento aforismi usciti la prima volta nel 1647 e qui accompagnati da un poderoso saggio di Marc Fumaroli (...

Je ne sais quoi / Una epifania dopo l'altra

Recanati, Epifania del 1810. Carissima Signora. Giacché mi trovo in viaggio volevo fare una visita a Voi e a tutti li Signori Ragazzi della Vostra Conversazione, ma la Neve mi ha rotto le tappe e non mi posso trattenere. Ho pensato dunque di fermarmi un momento per fare la Piscia nel vostro Portone, e poi tirare avanti il mio viaggio. Bensì vi mando certe bagattelle per cotesti figliuoli, acciocché siano buoni ma ditegli che se sentirò cattive relazioni di loro, quest'altro Anno gli porterò un po' di Merda. … La Befana (Giacomo Leopardi)   Questa deliziosa letterina, scritta da un dodicenne Leopardi alla Signora Marchesa Roberti, e che apre l'epistolario leopardiano nell'edizione Binni-Ghidetti (mentre il Moroncini la riporta in appendice), ci consente di ricordare anche, nel...

1930 - 2020 / Franco Loi, San Siro e il derby del ‘45

Ieri pomeriggio è morto Franco Loi, uno dei più grandi poeti del Novecento. È stato la voce della Milano popolare, quel popolo di speranza che iniziava a ricostruire le proprie vite partendo dal nulla, o quasi. Loi era milanista. Negli ultimi tempi, costretto da un progressivo, inesorabile affievolimento della vista a indossare degli occhiali da sole, sfoggiava una spavalda montatura rossonera. L’aveva trovata come regalo in un uovo di Pasqua. Figlio di emigrati – sardo il padre, colornese la madre – Franco Loi rappresenta perfettamente anche l’anima casciavit della città, la Milano operaia che abitava le periferie e guardava con un po’ di sospetto, e di dispetto, alla borghesia benestante del centro, a vocazione prevalentemente interista. Oggi, va da sé, queste distinzioni socio...

Memoria dell'animale che siamo / La foresta addomesticata

L’immaginario della foresta sta cambiando. Fino a qualche anno fa, foresta evocava idee come wilderness, indicava una zona dove l’uomo non solo non è arrivato, ma non arriverà mai, era sinonimo dell’altro, di ciò che sta fuori dai limiti dello spazio che noi umani ci siamo ricavati nel mondo, si declinava dalla selva al selvatico, al selvaggio, era il nostro specchio animale, la parte nascosta, irriducibile, inconcepibile.   Poi qualcosa è successo: la cultura dell’Occidente ha scoperto le piante. Ha scoperto che non solo esistono, ma vedono, sentono, si organizzano, soprattutto sono vive e sono sempre state lì, seraficamente indifferenti alle classificazioni umane che almeno da Aristotele le mettevano all’ultimo posto nella graduatoria dei viventi. La plant blindness che ci ha...

Giuseppe Lombardo Radice / Scuola: come si uccidono le anime

In Il nome della rosa di Umberto Eco (e nell’omonimo film rimesso in onda per commemorare la recente scomparsa di Sean Connery) l’anziano monaco cieco Jorge tenta in tutti i modi, persino attraverso efferati delitti, di occultare un testo inedito di Aristotele. Nel secondo libro della “Poetica” lo Stagirita avrebbe trattato della commedia e del riso, del beneficio del ridere, e questo per la Chiesa è un fattore che potrebbe rivelarsi letale: “Il riso uccide la paura, e senza la paura non ci può essere la fede. Senza paura del demonio non c’è bisogno del timore di Dio”. Guglielmo da Baskerville, invece, incaricato di fermare la lunga serie di morti sospette, decanta le virtù del riso, ne elogia la caratteristica tutta umana, a dispetto degli altri animali da cui pure noi discendiamo. È un...

La seconda spada / La vendetta perfetta di Peter Handke

Un uomo esce di casa e si mette in cammino; ed è fatta. Siamo già in una storia. Chiusa la porta di casa, attraversato il giardino, accostato il cancello, inizia l’avventura. È forse, questa, la principale situazione di partenza delle narrazioni, anche se non sempre viene raccontata esplicitamente, come fa spesso invece Peter Handke, in particolare negli ultimi due libri, simili anche per molti altri elementi, tanto che credo che il più recente, La seconda spada (2020; da cui sono tratte tutte le citazioni senza ulteriore indicazione), sia una specie di costola uscita dal precedente di cui riprende alla lettera anche un paio di passaggi, il ponderoso e bellissimo La ladra di frutta (2017, ed. it. 2019; d’ora in poi LLF), tradotti per Guanda in modo come sempre eccellente da Alessandra...

Futuro dell'Italia / Provincia o periferia?

Sono stati i francesi a inventare il termine provincial che nel Seicento indicava “persona con una mentalità arretrata”. Per quanto gli studiosi di etimologia non sappiano dire da dove derivi la parola, il suo significato indicava la sfera di competenza di un magistrato, poi un territorio conquistato dai legionari romani e amministrato da un magistrato di quella città. L’Italia è il paese provinciale per eccellenza, composto di realtà territoriali molteplici che si affiancano le une alle altre. La sua stessa forma geografica è molto varia rispetto alle altre nazioni europee: lunghezza della penisola, perimetro delle coste, presenza di due catene montuose l’una longitudinale all’altra, valichi, passi e valli. Il fatto di essere stati il centro di un Impero che ha fatto della viabilità uno...

Esercizi / Ricordarsi di vivere

“Sembra che dover rinascere sia condizione della vita umana; dover morire e risuscitare senza uscire da questo mondo”. Questa splendida considerazione di María Zambrano posta come epigrafe d’apertura, ispira l’ultimo libro di Laura Campanello, Ricominciare. Dieci tappe per una nuova vita (Mondadori, 2020, pp. 156).  Il tema è da tempo sulla bocca di tutti, specie all’indomani di crisi economiche, ambientali o esistenziali e, naturalmente, in questi mesi di pandemia e di sospensione delle abituali dinamiche che scandivano le nostre esistenze che in molti casi richiederanno, quando potranno tornare a scorrere più liberamente, di reinventare il proprio modo di stare al mondo. L’analista filosofa si propone non solo di riflettere su questa necessità con taglio biografico, partendo cioè...

Ipotiposi / Neve

Nell’edizione del ’63 di Le parrocchie di Regalpetra, Leonardo Sciascia aggiunse un racconto, La neve, il Natale, in cui la presenza rara di una nevicata nella Racalmuto in cui nacque, nella Sicilia agrigentina di Pirandello, ribadisce il legame fra il coagularsi dell’inchiostro della scrittura e l’ac-cadere della morte. All’improvvisa felicità infantile per la sorpresa di una visita inattesa, presto si sovrappone una notazione luttuosa, il richiamo alla “disperazione e morte” che quel bianco incantato provoca negli uccelli e nei più fragili fra gli umani. “Col freddo i vecchi se ne vanno. Quagliano – qui dicono. Quagliare vuol dire cagliare, l’inavvertito cagliare della vita, la morte che lentamente si coagula nel corpo di un uomo, si fa gelida forma. È una espressione che viene usata...

La grammatica del mondo / Helgoland: Rovelli e i quanti

Il volume degli scambi della Borsa di New York varia ogni giorno tra i 2 e i 6 miliardi di transazioni, con un valore medio giornaliero (dato del 2016) di 169 miliardi di dollari. L’unico modo per gestire una tale mole di dati è affidarsi alle macchine: algoritmi e software “decision-making” le cui prestazioni migliorano di anno in anno, come fa la tecnologia quando è pungolata dalla finanza: se un trader umano può gestire intorno ai cinque scambi al giorno, i software di High-frequency trading ne gestiscono diecimila al secondo.  In questo momento stanno circolando 17 milioni di container. Le supply chain, le catene logistiche che permettono alle merci di essere assemblate e distribuite, sono di una tale ramificata complessità che, come la proverbiale farfalla che scatena l’uragano...

Sheppard Craige / Ragnaia: un giardino filosofico

La foresta e il giardino sembrano realtà radicalmente antitetiche, con la foresta che sta per un mondo pericolosamente illimitato e inquietante e il giardino che rappresenta, al contrario, la sfera protettiva e intimistica dell’hortus conclusus. Esiste però un legame importante che collega i due fenomeni. L’incendio nella foresta di Piero di Cosimo (databile al 1500 ca.) indica la fine tragica di una foresta-giardino. I grandi giardini toscani del Cinquecento contengono un “barco”, ovvero una parte boschiva dedicata alla caccia, che funge spesso da punto di partenza del progetto generale. Nei giardini geometrici di Le Nôtre, la foresta è sempre presente nella veste di repoussoir, di zona marginale, cioè di quell’alterità selvaggia dalla quale il giardino si distacca in quanto opera della...

Come disegniamo i nostri luoghi / La camera di Henriette

La camera di Henriette. Schizzi, mappe e disegni di paesaggi identitari, il nuovo lavoro di Maria Pia Pozzato, uscito quest’estate per la Biblioteca di Semiotica di Meltemi, è un libro enigmatico, che, come non di rado capita ai libri di semiotica, non si capisce bene in quale scaffale della biblioteca collocare. Il suo titolo dice qualcosa solo a chi ha letto la Vita di Henry Brulard (1890), evocando uno degli schizzi contenuti nella famosa autobiografia di Stendhal. D’altra parte, però, il sottotitolo suggerisce come non (solo) di critica letteraria si tratti, di come l’oggetto di studio prescelto sia piuttosto legato a una molteplicità di rappresentazioni spaziali che si riconoscono per il fatto di essere precarie (schizzi) ed emotivamente connotate. La bella copertina, come da idea di...

Lee Smolin / La rivoluzione incompiuta di Einstein

Di Leibniz Gilles Deleuze dice: «[A]ma i principî, è senz’altro il solo filosofo che non si stanca di inventarne, li inventa con piacere ed entusiasmo, per brandirli poi come armi», per altro verso, «egli gioca coi principî, ne moltiplica le formule, ne varia i rapporti, è ossessionato dall’idea di “provarli”» (Gilles Deleuze, La piega. Leibniz e il barocco, Einaudi, 1988, p. 73). Non sorprende quindi che Lee Smolin, uno dei fisici contemporanei più riconosciuti e innovativi, combini la devozione per il grande filosofo tedesco con un rinnovato amore per i principi, che brandisce come punta di lancia per una nuova rivoluzione in fisica. Il principio, spiega Smolin, è qualcosa che tocca i limiti di un linguaggio ma non se ne fa mai vittima. Il principio è un vincolo in grado di forzare un’...

Reagire alla tragedia / Il terremoto di Salvemini

Questa è la storia di un uomo che nasce nel 1873 a Molfetta. Studi in seminario, poi primo incarico di insegnamento a Palermo. Per due anni è docente a Faenza, poi a Lodi e a Firenze. Nel 1901, a ventotto anni, diventa docente di storia all’università di Messina. E qui accade il terribile, il terribile che tanti riescono a schivare arrivando a consegnarsi alla morte senza che sia successo niente di particolare nella loro vita.    La mattina del 28 dicembre 1908 la terra trema per trentasette secondi tra Messina e Reggio Calabria. Cadono le due città e i paesi vicini, cade anche la terra dentro il mare. Muoiono più di centomila persone. Per alcuni giorni di lui non si sa nulla, lo danno per morto. Arriva persino un telegramma di condoglianze al suocero da parte di Mussolini. Ma...

La nuova edizione delle cronache giudiziarie / La Nera di Buzzati

Le storie criminali sono state e rimangono un serbatoio inesauribile di riflessioni. Esse hanno affascinato i ‘creatori’, cioè coloro che hanno utilizzato quel ‘veicolo di creatività’ per dirla con Chabrol per costruire intrecci, mostrare come svelarli, delineare i caratteri dei protagonisti, colorare di varie sfumature di giallo le trame. La lista di questi prodotti, le cd “fiction”, è inesauribile tra i professionisti e gli occasionali, tra i dichiarati e gli insospettabili, tra gli eccellenti e i mediocri. Esistono poi gli ‘osservatori’, cioè coloro che descrivono la realtà riproducendola con purezza o, secondo un canone diffuso in questi anni reinventandola, trasfigurandola, ibridandola con la finzione. Questa squadra è numerosa e ricca di qualità in quanto compaiono anche molti...

Sanguinello e callicarpa / Rosso e viola per il nuovo anno

Quest’anno il giardino s’è impegnato con maggior lena per le feste decembrine.  La camelia sasanqua dalle accese corolle basta a far Natale da sola. La neve dei giorni scorsi ne ha ridotto l’abbondante fioritura senza sgualcirla troppo. Il più discreto ciliegio d’inverno (Prunus subhirtella) si esibisce per il consueto inganno primaverile: sui rami spogli manciate di delicati, candidi capolini tremolano, penduli, nell’umidore della foschia. Il nespolo giapponese schiude i fiori sul feltro delle rigide pannocchie, e l’ardimentosa mahonia japonica irraggia i pennacchi gialli tra i pungoli delle lamine pennate. Il calicanto odora dai suoi calici di cera e gli ellebori hanno rialzato le testoline biancorosate ai piedi del castagno. Questi i fiori che si arrischiano impavidi sulla soglia...

Una antologia Stile moderno / Georg Simmel e l'estetica sociale

Se, come affermava Goethe, non bisogna cercare nulla dietro i fenomeni poiché sono essi stessi la dottrina, sono gli oggetti stessi a guidare il sapere e a dettarne la forma, proprio gli aspetti materiali della cultura costituiscono per Georg Simmel (1858-1918), filosofo e sociologo tedesco, occasione di pensiero. “L’ansa del vaso diventa uno dei problemi estetici più degni di meditazione” scriverà Simmel nel 1905 nel suo saggio “di estetica” dedicato a questo elemento liminale, cerniera tra l’oggetto e la mano che ne fa uso, “inglobato nel tessuto di gesti finalizzati di cui è fatta la vita”, poiché è nell’ansa che “il vaso si affaccia in forme visibili e manifeste nel mondo della realtà […]” (p. 307). Il singolare approccio di Simmel traspare già da queste brevi citazioni: l’attenzione...

Esistenza / Maurice Sachs, Parigi, inizio Novecento

L’estate del 1919 fu caldissima. A stento a Parigi ce ne si rendeva conto: c’era troppo altro a cui pensare o da dimenticare. I cinque anni precedenti erano stati cupi, risuonavano le armi e le grida dei morti della Prima Guerra mondiale, cui si era poi sovrapposta una violentissima pandemia, l’Influenza Spagnola, che non aveva risparmiato nessun continente, aveva ucciso decine di milioni di persone e aveva dato il più violento colpo di coda proprio quell’inverno.  Così in quella calda estate del 1919 la gente prese a uscire di casa, e a riversarsi nelle strade e nelle notti di Parigi. All’inizio con una certa vergogna – poi quasi senza ritegno – sentiva crescere un disperato desiderio di ricominciare a vivere, di essere frivoli, di non pensare a nulla e di divertirsi, divertirsi...

Un libro di Emilio Gentile / Totò, de Curtis e la Storia

Un illustre storico dell’età contemporanea, che si occupa di Totò? Perbacco, a prescindere. Emilio Gentile, studioso acuto del fascismo, compone una commedia storico-pirandelliana con protagonista il comico, servo di Antonio de Curtis, che alle spalle di quel buffone dal quale si tiene a debita distanza conduce la sua vita principesca di discendente degli imperatori di Bisanzio, chiamando come convitata di pietra la Storia, con la S maiuscola? Quisquiglie? Pinzillacchere? In questo periodo di teatri chiusi, più delle ambigue e noiosissime consolazioni di streaming, letture online, commedie, drammi, pillole e favole in rete, si è aperto – drammaticamente, certo, per tutta la gente di teatro a spasso o chiusa in casa, colpita duramente nelle economie – uno spazio che forse meglio il...

Buon Natale / La quercia e io

Tu sei a casa seduto alla scrivania e sei il mio capriolo. Nel bosco c’è la neve e sotto la neve cammino e sotto la neve il tempo si incanta. Per i tuoi grandi occhi di legno, quercia rossa, per il tuo muschio  sul petto e le pantofole di neve  sulle radici, pur così alta e così magistrale, so che dormi e vengo senza rumore di domande a farmi per te carezza.   Leggi anche: Quaderno 1 | Imparare a salutarci Quaderno 2 | Marina Cvetaeva e la tazza di mio padre Quaderno 3 | Il bosco e l'asino bianco Quaderno 4 | L’insonnia infermiera Quaderno 5 | La morte non può farmi male Quaderno 6 | Il cane e la quattr'ossi Quaderno 7 | Corpo Celeste Quaderno 8 | Salutare le parole

Buon Natale / Undula, un racconto inedito di Bruno Schulz

Il malinconico e timido Bruno Schulz (1892-1942), uno dei più straordinari scrittori del Novecento, è quell’ometto dall’aria sconsolata che, nel suo disegno intitolato Undula (1921), segue un’elegante e altezzosa signora che porta a spasso il suo cagnolino nei pressi della grande Sinagoga della città polacco di Drohobycz. Schulz è stato l’autore delle raccolte di racconti, da lui stesso illustrate, Sklepy cynamonowe (Le botteghe color cannella, 1934) e Sanatorium pod Klepsydrą (Il sanatorio all’insegna della clessidra, 1937), presenti nell’edizione italiana delle opere complete (Le botteghe color cannella, Einaudi 2001), nonché del mitico romanzo Il Messia, andato purtroppo perduto durante la guerra assieme al suo autore, barbaramente ammazzato per strada da un ufficiale nazista. ...