Scritture

23 ottobre 1920 - 23 ottobre 2020 / Rodari, novellatore postmoderno

La prima volta che ho letto Novelle fatte a macchina dev’essere stato nel 1998. Quasi sicuramente si trattava di uno dei regali della prima Comunione. Qualcuno penserà: aveva ragione Goffredo Fofi, quando ai tempi di “Ombre rosse” accusava Rodari di essere diventato niente più che un propalatore di “favole belle” ma innocue, buone per tutti gli usi. Ma si potrebbe anche ribaltare la situazione e vedere il dono come un coraggioso atto di “resistenza pedagogica” da parte d’una mamma insegnante e democratica, in barba alla ricorrenza religiosa. La verità, probabilmente, era molto più prosaica: e cioè che in quegli anni avevo una fame di libri che sembrava insaziabile, e ogni occasione era buona per acquistarne (e più spesso farmene acquistare) qualcuno.    L’edizione delle Novelle...

Viaggiare / Roberto Arlt, Acqueforti spagnole

Da sempre, l’uomo per ogni motivo si muove e si sposta, e ne scrive per renderne conto. Esce dalla propria situazione abituale e si amplia con il confronto col diverso. In questo presente confuso in cui l’isolamento e l’immobilità sembrano le uniche precauzioni più efficienti a prevenire il contagio, sarebbe stato bello avere ancora con noi Michel Butor per domandargli come riuscire a non smettere almeno di scrivere, costretti come siamo a stare fermi il più possibile. Nel saggio Le voyage e l’écriture (in «Romantisme», 4, 1972), Butor sosteneva di “viaggiare di meno per viaggiare”, e che “viaggiare è scrivere”, sottolineando sostanzialmente due coincidenze: del viaggio con la lettura, e della scrittura col viaggio. Arriva ad affermare la sua personale impossibilità sia di scrivere che di...

Snær Magnason, Il tempo e l’acqua / Requiem per un ghiacciaio

Ok non è ok   “Un buon amico ci ha lasciato. Ci tenevo molto”, dice sommesso il glaciologo islandese Oddur Sigurổsson. È il 18 agosto 2019 nel distretto di Borgarfjörổur, una novantina di chilometri da Reykjavik, a oltre mille metri d’altitudine. In un paesaggio di rocce vulcaniche e licheni è raccolto un centinaio di persone, tra colleghi glaciologi, politici come la Prima ministra Katrín Jakobsdóttir, giornalisti, scienziati e attivisti, alcuni giovanissimi. Sigurổsson brandisce un certificato di morte che attesta la causa del decesso: “riscaldamento eccessivo” ed “esseri umani”. In una giornata agostana sebbene il termometro segni zero gradi, i presenti compiangono la scomparsa di Okjökull o Ok per gli amici (pronunciare /aouk/), che vuol dire onere, peso, giogo. “OK er ekki OK”,...

Prima di scrivere / J.M. Coetzee fotografo

Prima di scrivere, generalmente si esita. E nello spazio di quella esitazione, talvolta si sente una vocina che sbuca dal cuore stesso della realtà dicendo: “Chi te lo fa fare? Resta al caldo dentro di me”.  Al centro del libro che raccoglie le fotografie del giovane J.M. Coetzee, prima di imboccare la strada che lo avrebbe portato a diventare un grande scrittore, c’è questa tentazione. E questo struggente inganno.    Le foto ritrovate dentro uno scatolone, nelle soffitte di vecchie case da svuotare, sono diventate ormai quello che chiamiamo un topos. Pubblico e privato. Privato perché ognuno di noi possiede da qualche parte una scatola simile, piena di fantasmi famigliari. E forse saremo l’ultima generazione ad averla, quella scatola, quando le montagne dei nostri...

Diario / Il lemma delle strette di mano

Di nuovo il diario, di nuovo un ricordo. Non leggo più niente, so che adesso la scuola è in bilico, come tutto e tutti. Non voglio che cada, allora lo faccio io per lei. Di nuovo il diario, di nuovo un tentativo di ricordare (raccontare è un orizzonte troppo ampio) la matematica, sponda e rifugio dal reale. Giovedì sono caduto a scuola. So che può sembrare stupido, goffo o forse patetico, ma mentre salivo trafelato le scale dell’atrio ho sentito un grido di richiamo alle spalle, mi sono distratto e un gradino ha saltato l’appuntamento. Mentre ruotavo scambiando il verticale con l’orizzontale ho anche pensato di essere in realtà fermo, ho immaginato che fosse la scuola a essere caduta, che non avesse retto il colpo di questi mesi e fosse alla fine inciampata. Attaccato alla scuola il...

Paolo Di Stefano / Noi: famiglia, famiglie

A chi non è mai capitato, alle elementari, di scrivere un tema intitolato La mia famiglia? La copertina dell’ultimo romanzo di Paolo Di Stefano, Noi (Bompiani, pp. 396, € 22), con le ordinate rigature e i bordi ai due lati, evoca l’immagine di un quaderno scolastico; e, di conseguenza, l’idea del compito, non importa se a casa o in classe. Per questo non è improprio presentare questo libro come lo svolgimento in chiave narrativa e memorialistica di quel tradizionalissimo, topico tema: ovviamente, secondo la prospettiva di un’età più che matura (Di Stefano è mio coetaneo, ovvero – secondo un’espressione popolare tuttora in uso anche in dialetto – un «mio coscritto», classe 1956) e dall’alto di una sicura, sperimentata competenza letteraria. La semplicità del titolo, il disarmante...

Libertà e menzogna nella vita degli italiani / La dittatura della monogamia

“Perché farlo in tre sarebbe da nascondere di più che andare in un museo?” Questa domanda apparentemente paradossale racchiude in poche parole una serie di intuizioni concentrate in un libro di piccole dimensioni ma di grande acume appena pubblicato da Edoardo Lombardi Vallauri, Ancora Bigotti (Einaudi, 2020). Il volume parla del rapporto tra gli italiani e la morale sessuale, ma soprattutto parla del rapporto tra libertà e menzogna: il punto non è che cosa fare a letto, ma perché mentire su quello che si fa e che conseguenze ha, questa ipocrisia, sulla società. Per sua natura, il sesso è il campo di battaglia ideale per lo scontro tra questi due poli: condurre una vita libera e razionale o assoggettarsi alle bugie che consentono di evitare il confronto con la realtà? Il giudizio...

Il problema dei tre corpi / Liu Cixin e la fantascienza cinese

La fantascienza cinese è una delle nuove realtà del momento, letterarie ed editoriali. Autori cinesi vincono prestigiosi premi americani come l’Hugo, vendono nel mondo migliaia di copie, si affermano con traduzioni dirette dai testi originari. In Italia, dopo timide apparizioni (ad esempio Onda misteriosa, Urania 1311 del 2006 e Shi Kong, Urania 1564 del 2010), escono raccolte quali Nebula nel 2017 (Iannuzzi, “FantAsia. Fantascienza sino giapponese in Italia”, doppiozero) ed ora “Sinosfera” nel 2018, entrambe per i tipi di Fiction Future di Roma. La sensazione è che questa dimensione abbia acquistato una sua autonomia allorché si è liberata dai lacci politici che l’avevano imbrigliata. A partire dagli anni Novanta ha acquisito un suo spazio che ne ha favorito lo sviluppo, presentandosi...

Ritratto dello storico da giovane / Cipolla: breve storia della moneta

Rileggendo Moneta e civiltà mediterranea – apparso in inglese nel 1956, in italiano nel 1957 e ripubblicato da il Mulino – torna in mente il Ritratto dello scrittore da giovane (1916) di Joyce. Come lo scrittore irlandese ha fissato nel suo romanzo i ricordi dell’adolescenza, Carlo M. Cipolla (1922-2000) in questa opera giovanile – aveva 34 anni, gli stessi del Joyce del Ritratto – ha esposto i suoi primi risultati nel campo della storia monetaria. Lo ha fatto con delle istantanee. Nei suoi capolavori successivi le fotografie scattate sarebbero state rielaborate, diventando dei lungometraggi.   Ma quali sono le idee fondamentali di Cipolla quando parla di storia della moneta? Le possiamo condensare in quattro punti.   La moneta è stata spesso parziale.    Oggi le...

Carteggi amorosi / Zelda e Scott Fitzgerald. La cognizione dell’attaccamento

Lo scrittore di culto e la sua metà inquieta; l’alcolizzato e la psichiatrica: è quasi impossibile non sapere qualcosa sui Fitzgerald, marito, Francis Scott (1896-1940) e moglie, Zelda (1900-1948).  Praticamente chiunque ha di loro una qualche immagine: che sia stato perché si è letto uno dei romanzi e racconti firmati da lui, F. Scott Fitzgerald, o perché si è scorso un articolo su uno degli adattamenti cinematografici di quelli, o perché si è compulsato tra i testi critici e antologici che celebrano i Fitzgerald come icone di un’epoca, e di recente, lei, Zelda Sayre Fitzgerald, quale nume femminista. Alcune immagini sono andanti e altre molto raffinate; nel mezzo non mancano piume, orchestre jazz, manicomi, gin, e incendi.    Forse, ad averli aiutati di più a fluttuare...

Paraloup / Un museo di racconti

Sono a Paraloup nella baita che ospitava l’armeria dei partigiani della banda di Italia libera, Giustizia e Libertà, al comando di Duccio Galimberti (quello che ricorre anche nelle strofe di Morti di Reggio Emilia), Dante Livio Bianco, Nuto Revelli, Giorgio Bocca di cui si è celebrato da poco il centenario della nascita. L’antica borgata in abbandono, alpeggio tra Otto e inizi Novecento, accolse una delle prime bande (se non probabilmente la prima banda partigiana regolare per così dire) d’Italia.  Ora nella baita c’è il grande schermo, con postazione touch screen, del Museo dei racconti. Le stagioni di Paraloup. Sento le note, emozionandomi pur conoscendole a memoria, della canzone della banda. Col gelo di notte a dormire nei fienili a quasi 1400 metri (“ci si svegliava al mattino...

Lettera dalla Val Seriana / I nuovi focolai

Adesso che la paura del contagio ha ripreso a circolare un po’ in tutte le regioni, ci chiediamo qua in Valle Seriana a cosa e a quanti possa servire l’esperienza della tragedia vissuta in primavera. Cosa abbiamo capito da tutti gli errori commessi, cosa possiamo e dobbiamo pretendere si faccia perché in futuro non ci tocchi assistere ancora a un simile disastro? A orientare la bussola nella giusta direzione può servire la lettura di Il focolaio – Da Bergamo al contagio nazionale di Francesca Nava, collaboratrice di The Post Internazionale e autrice in passato di inchieste importanti per RAI 3, La7, Sky TG24. Si tratta di un lavoro importante, uscito a settembre per Laterza, di cui non sai cosa apprezzare di più, se il rigore giornalistico o la generosità della cittadina bergamasca che...

Diario 6 / L’albero di Calkin Wilf

Sono giorni complessi, per tutti. Da qualche tempo però una strana sensazione si è fatta largo tra i mille impegni di una scuola d’emergenza; l’idea che i drammatici eventi di questi mesi non abbiano cancellato tutto, che ci siano ancora altri dolori e altre lacrime che non possiamo abbandonare. Ma anche tante piccole cose belle, il quotidiano stupore, la poesia, la matematica. Quale parte ho in tutto questo? Come educatore, come padre, forse anche come cittadino. Allora il dubbio, premessa di ogni ragionamento: forse il mio ruolo richiede anche (non solo) di tornare a parlare di vita in un mondo circondato quotidianamente dalla morte. Per stanchezza, ma a questo punto credo anche per dovere, ho pensato dunque di usare questo spazio per esplorare, brevemente e in modo incerto, altro. Di...

La riscoperta di una narratrice / Brianna Carafa: follia della parola

Vita: niente è così carico di possibilità, e così al limite del pensabile; così ambigua, così colma di voci e di molteplici forme di apparire e, insieme, così sola. Già i primi racconti di Brianna Carafa (quelli di Botteghe Oscure, e poi di Paragone-Letteratura tra gli anni ’50 e ’70 ) stupiscono davanti ai tratti visibili delle sue – della vita – sembianze, che la scrittura nel tempo continuerà a inseguire tra le fibre più intime, sviscerandone e facendone emergere i meccanismi che la governano, con l’animo di chi ne coglie i minimi spostamenti: vita che nel suo darsi si fa insieme prodiga e ammiccante e, subito dopo, di una sterilità che respinge; che sfila a distanza nella moltitudine, nel regno dell’indifferenziato essere uomini (uguali in fondo, tutti uguali) per poi sprofondare in...

Marlowe / Raymond Chandler. Il crimine ama Los Angeles

I detective privati e non, letterari, cinematografici, a fumetti e dintorni, amano Los Angeles. La città è lo sfondo perfetto per storie affollate di poliziotti corrotti, criminali incalliti, signorine senza scrupoli, che si muovono in trame pervase di romanticismo e perversione, luci e ombre, fama e frenesia, artificio e immoralità, amore e odio.  Amore e odio, ecco, è esattamente ciò che provava, per Los Angeles, Raymond Chandler (1888-1959), lo scrittore che più di ogni altro ha mitizzato questa città facendola diventare co-protagonista delle avventure poliziesche di Philip Marlowe, il detective letterario con cui ogni autore, così come ogni appassionato di detective story che si rispetti – lettore o autore, sceneggiatore o spettatore – finisce, prima o poi, per confrontarsi....

Milanese / Pirla

Vorrei spezzare una lancia a favore della parola “pirla”. In milanese “la pirla” (e non “il pirla”) è la trottola... Il pirla, o pirlutún, è colui che si fa prendere in giro da tutti o che gira a vuoto come una trottola, insomma uno stupido, uno sprovveduto. Faccio notare che l'accezione è usata al maschile mai al femminile. Andrebbe specificato inoltre che il pirla non è l'attributo maschile, come si sente dire spesso, ma è una parola femminile.

Persone normali / Sally Rooney: le relazioni imperfette di una generazione

Sally Rooney, irlandese classe 1991, è l’astro nascente della letteratura contemporanea: la stampa di settore la acclama all’unanimità con l’impegnativo epiteto di «voce dei Millenials», assegnandole in un certo senso il compito di rappresentare la complessità di una generazione opaca e sfuggente che da sempre naviga nelle acque perigliose del futuro tra crisi economica, digital disruption e precarietà lavorativa. La Rooney, laureata in letteratura americana al Trinity College di Dublino, a vent’anni aveva già il privilegio di scrivere sulle principali riviste letterarie. Il trampolino di lancio al suo successo editoriale è stato un articolo pubblicato sulla Dublin Review «Even if you beat me», in cui narrava il complicato mondo delle competizioni oratorie delle quali lei era stata...

Pensiero tragico / Critchley, A lezione dagli antichi

Monica Guerritore, l'attrice che ha rappresentato il mondo del teatro agli Stati generali indetti dal premier Conte nel giugno 2020, ha confessato il suo sogno teatrale: “Penso a una mise en espace di Antigone, Medea, delle Troiane, con gli attori in tunica, all'imbrunire, al grande teatro classico che potrebbe ridare nuova vita anche ai piccoli paesi. Tra l'altro questo tipo di rappresentazioni, basate sulla forma oratoria, permette di evitare il contatto”. È il prototipo di teatro che rischia di trionfare in questi mesi, a causa del distanziamento sociale che privilegia i monologhi e a un vuoto di idee che spinge i programmatori a chiamare attori famosi per recitare testi famosi, anche se la sale sono svuotate dalle misure anti-Covid e sarebbe davvero possibile e utile...

Premio Nobel / Louise Glück, la durezza della poesia

Io non ero presente, e il piccolo aneddoto mi è stato raccontato da un poeta italiano. Il luogo è Yale University, all’incirca nel 1992, quando Louise Glück, ora Premio Nobel per la letteratura 2020, ha appena pubblicato The Wild Iris, un libro in cui, come scrisse un critico allora, pare che l’autrice abbia solo due preoccupazioni: i fiori, e suo marito. Dal marito avrebbe divorziato. Dai fiori, mai, perché una parte consistente della poesia di Louise Glück consiste appunto nel dar voce ai fiori. In quell’occasione, Louise Glück partecipava a una tavola rotonda sulla poesia, e qualcuno le fece l’inevitabile domanda: a quale poeta, uomo o donna, si ispirava? A quale linea della letteratura americana? Chi l’aveva influenzata? (Domanda cruciale in quegli anni a Yale, sia per chi seguiva le...

A Life in Letters / Le più belle lettere di Vincent van Gogh

‘Caro Theo, grazie della tua lettera, sono contento di sapere che sei arrivato bene. Mi sei mancato i primi giorni & mi sembrava strano tornare a casa di pomeriggio e non trovarti’. È questa la prima lettera dell’epistolario vangoghiano giunta a noi.  Vincent ha diciannove anni, già da tre lavora all’Aia nella galleria d’arte della Goupil & Co. Theo ne ha quindici, e dopo qualche giorno trascorso nella capitale con il fratello torna alla casa dei genitori, a Helvoirt, nel Brabante del Nord. A scuola ci va a piedi, a Oisterwijk. Sei chilometri all’andata, sei al ritorno, tra vento e burrasche di quell’autunno tempestoso. Il manoscritto di Vincent è strappato in alto, ma la data è stata ricostruita grazie al cenno alle gare di trotto, che si erano svolte il sabato 28...

Biografie / Coccioli, Kafka, Grossman: si può raccontare il narratore?

Cosa cerchiamo nelle biografie di autori (o personaggi) che amiamo? Me lo chiedo da tempo e non ho mai trovato una risposta adeguata, pur avendone lette parecchie: di musicisti, pittori, filosofi, scienziati, e naturalmente dei miei letterati di riferimento. Credo ne siano state scritte migliaia e se ne continueranno a scrivere ancora, quindi esisteranno sicuramente esperti molto più esperti di me. Non credo sia possibile enumerarle e classificarle ma, dopo un’ovvia scrematura e separando le buone dalle mediocri o pessime, possiamo cercare di raggrupparle in sottogeneri distinti, secondo la formazione dell’autore (uno storico, un filologo, un narratore, un critico letterario, un divulgatore…) e secondo lo scopo (agiografico, analitico, accusatorio, neutro…). Escludo da questa modesta...

Nobel 2020 / Louise Glück, tre poesie

Pubblichiamo la traduzione di Nicola Gardini di tre poesie tratte da The Wild Iris (1992).      Il papavero rosso   Il massimo è non avere mente. Sentimenti: oh, quelli ne ho; mi governano. Ho un signore in cielo che si chiama sole, e mi apro per lui, mostrandogli il fuoco del mio cuore, fuoco come la sua presenza. Che altro può essere una simile gloria se non un cuore? Oh, sorelle e fratelli, eravate come me una volta, tanto tempo fa, prima di essere umani? Vi concedeste di aprirvi una volta per poi non aprirvi mai più? Perché in verità adesso io sto parlando come voi. Io parlo perché sono distrutta.     Vespro   Una volta credevo in te; ho piantato un fico. Qui, in Vermont, paese senza estate. Era una prova: se l’...