Alfabeto Pasolini

Scritture

Un classico della storia / Il ritorno di Martin Guerre

Arriva in questi giorni in libreria la nuova edizione di una delle opere storiografiche più significative del XX secolo: Il ritorno di Martin Guerre della storica canadese-statunitense Natalie Zemon Davis (Harvard University Press, 1983). La versione in lingua italiana, pubblicata nella collana “Microstorie” di Einaudi, risaliva al 1984 ed era ormai introvabile. Viene quindi oggi riproposta da “Officina Libraria” con tutti i suoi ingredienti originari: la postfazione di Carlo Ginzburg, un agile apparato iconografico esplicativo, e l’ottima traduzione di Sandro Lombardini. L’intento è offrire ai lettori la possibilità di riappropriarsi di un libro ormai tanto paradigmatico quanto unico. L’idea di comporlo nacque infatti da circostanze singolari, vale a dire su un set cinematografico. È la...

Generazione Beat / William Burroughs, lettere da un passato malvagio

Una sfinge. “Brother Sphinx”, così Allen Ginsberg chiama l’amico e amante William S. Burroughs ritratto in posa turistico-ieratica, tra le sfingi del Museo di Storia Naturale di New York nell’autunno del 1953. Un’immagine tutto sommato impiegatizia che non fa concessioni alla moda e agli atteggiamenti della Generazione Beat di cui lo stesso Burroughs era uno dei Grandi Sacerdoti. Eccolo, dunque, in spezzato di gabardina a minuscoli quadretti, camicia abbottonata al collo senza cravatta, pettinatura da ragazzo di parrocchia su un volto affilato, impassibile, alla Buster Keaton.  Burroughs, informa il figlio Billy, non ride mai e quando lo fa, «one gets the impression that he's restraining a boisterous guffaw and I noticed his grin to be very toothy and rather carnivorous», si ha...

10-11 febbraio 2022: Il Semplice e i suoi autori a Modena / Maurizio Salabelle, l’orologiaio del comico

La parabola letteraria di Maurizio Salabelle per tristissimi motivi è legata a quegli anni Novanta che nelle storie letterarie paiono molto spesso fin troppo maneggevoli e di agile ricostruzione, ridotti a pochi fenomeni notevoli. Ricordare che Salabelle è nato nel 1959 a Cagliari e morto a Pisa nel 2003, poco più che quarantenne, significa innanzitutto fissare qualche coordinata importante: egli fa parte di una covata di narratori storicamente individuata, nata durante gli anni del boom economico e che in molti casi si è affermata con stabilità nel nostro panorama letterario solamente nel nuovo millennio. Per intenderci, il lustro ’55-’60 è quello che ha dato i natali, fra gli altri, a nomi come Albinati, Affinati, Anedda, Doninelli, Franchini, Mari, Mozzi, Onofri, Palandri, Trevisan e...

1922-2022 - II parte / Ulisse. Entra in scena la vita oscena

Nell’estate del 2012, mentre sta portando a termine la traduzione dell’Ulisse di James Joyce per conto della casa editrice Einaudi, Gianni Celati pubblica sul supplemento domenicale del “Sole-24 Ore” una sorta di resoconto a puntate sugli anni trascorsi a combattere con “il disordine delle parole” del romanzo, che uscirà nel marzo 2013. Sei di quelle sette puntate – con l’ultima, la più lunga, spostata all’inizio a mo’ di introduzione – sono in seguito state ristampate sul n. 40 di “Riga” (Quodlibet, 2019) dedicato a Celati. In occasione del centenario della pubblicazione del capolavoro joyciano, avvenuta appunto il 2 febbraio 1922, abbiamo deciso di riproporle senza modifiche (qui le prime due), per ricordare Gianni Celati e rendere omaggio al suo lavoro di traduttore.   I primi...

Diario scolastico 1 / Lunedì sarai a scuola?

Domenica 30   Nei rituali scolastici l’assegnazione del voto ha un’origine molto antica e riveste ancora oggi grande importanza. È praticata ricorrendo al sistema numerico, anche se i numeri negativi sono caduti ormai in disuso e risultano più che altro una sopravvivenza di tipo folcloristico.  Il professore, mosso dalla netta predilezione per idee chiare e distinte, si affida al metodo sommativo basato su verifiche e interrogazioni. Sarebbe possibile anche una valutazione formativa, ma non sempre è ritenuta affidabile, e in attesa che i pedagogisti ministeriali facciano piena luce sulla nebulosa dell’apprendimento per competenze, risulta scarsamente applicata. A conferma del rituale, recentemente è stata introdotta una valutazione per il periodo di scuola-lavoro, ribattezzato...

Parole per il futuro / Abito

Gli abiti sopravvivono alla nostra finitezza. Hanno un passato, un presente, e, a differenza dei nostri corpi, anche un futuro. Saranno infatti loro, insieme ad altre cose, a raccontare di noi a qualcuno quando non ci saremo più. A trattenere tracce dei nostri corpi, dei nostri gesti, dei movimenti e delle azioni che hanno rivestito, protetto e qualche volta ostacolato.  Molti di noi conservano gli abiti appartenuti a chi non c’è più come reliquie, feticci o semplicemente come oggetti cari, da annusare e far rivivere di tanto in tanto, da spiegare e ripiegare, perché il futuro degli abiti è spesso nelle pieghe. Remo Bodei nel suo libro La vita delle cose (Laterza 2009) si sofferma sulla differenza tra oggetti e cose. Le cose sono molto più che oggetti: sono gli oggetti uniti ai loro...

Singer e Sendak / Il tesoro degli sciocchi e dei bambini

Una delle storie più curiose della tradizione novellistica italiana è quella di Ganfo il pellicciaio, contenuta nel Novelliere di Giovanni Sercambi (1348-1424). Gianni Celati la riscrisse nell’italiano d’oggi per l’antologia Novelle stralunate dopo Boccaccio, a cura di Elisabetta Menetti (Quodlibet 2012), e in un saggio intitolato “Lo spirito della novella” la riassunse in poche righe:   Ganfo va ai Bagni di Lucca per curarsi; ma quando deve entrare in acqua e vede tante persone, si chiede: “Tra tanti, come farò a riconoscermi?” Allora si mette un segno di croce sulla spalla, ed entrato in acqua guarda il segno e si dice: “Sì sono proprio io”. Poi però l’acqua spazza via il suo segno di croce e lo deposita su un altro bagnante, al quale Ganfo dice: “Tu sei io e io son tu”. E l’altro...

Erika Fatland / Una stagione sull’Himalaya

“Dove iniziano e dove finiscono una montagna, una catena montuosa, un viaggio? Guardando le montagne dell’Asia su una carta topografica muta, la superficie terrestre appare solcata da brusche ondulazioni e corrugamenti che ricordano dei motivi geometrici o dei frattali. Ma non se ne vede l’inizio né la fine, nessuna demarcazione netta”.   All’inizio – e alla fine, e durante – il suo viaggio attraverso l’Himalaya, la scrittrice e antropologa norvegese Erika Fatland si pone questa domanda.  Interrogando una cartina scopre una catena montuosa in realtà collegata ad altri sistemi, quello del Pamir che a sua volta sfocia negli Altaj, e anche del Karakorum, dell’Hindu Kush. Paiono non esserci inizi né fini, ma rocce accavallate l’una sull’altra a formare montagne che sfumano fino a...

Identità e libertà / Yehoshua, La figlia unica

C’è una via di uscita nei romanzi di Abraham B. Yehoshua? Qualcosa che lo scrittore indichi come soluzione di quel rebus che talora sembra la vita? In parte, perché Yehoshua tratteggia la strada scrivendo del rebus, prende la vita e la distende sul lettino, o la adagia sul tavolo, la dipana, talvolta sembra addirittura mettere delle puntine per fissarne gli snodi essenziali e lui si mette lì, la osserva con la sua lente di ingrandimento, talvolta col microscopio, e man mano prende appunti sulle sue osservazioni, mette in fila i fatti, letteralmente li fa filare. E questo filare di fatti, conversazioni, incontri, personaggi, vite diviene il suo romanzo, dove non vi è mai un protagonista assoluto, ma come nella vita tutti concorrono alla storia, una storia corale. Così accade anche nel suo...

Marco Antonio Bazzocchi / Cento anni di letteratura italiana

Non credo sia esistito un tempo in cui scrivere una storia della letteratura fosse impresa facile. Tuttavia non c’è dubbio che oggigiorno la sfida risulta più ardua che mai, per una somma di problemi che forse non occorre nemmeno elencare: dall’indebolimento generalizzato della coscienza storica all’espansione senza precedenti della produzione libraria, dall’incertezza dei punti di riferimento critici al ruolo problematico della letteratura nel sistema culturale. A maggior ragione è quindi degna di lode l’iniziativa promossa dall’italianista bolognese Marco Antonio Bazzocchi, ideatore e curatore del volume Cento anni di letteratura italiana 1910-2010 (Einaudi, 2021, pp. 494, € 25): una sintesi notevole per impegno e ambizioni, che rappresenta un contributo agli studi letterari di...

In preda al coccodrillo

Sentirsi preda   In una giornata torrenziale del febbraio 1985, in piena stagione monsonica, Val Plumwood è all’interno del parco nazionale di Kakadu in Australia, patrimonio mondiale dell’UNESCO. A bordo di una canoa rossa, pagaia tranquilla e distratta in una pianura alluvionale e sabbiosa in direzione del fiume East Alligator. Se questo luogo tropicale dice poco alla maggior parte di noi, basti pensare che qui sarà girato lo stesso anno Mr. Crocodile Dundee (1986).  Non a caso sul pelo dell’acqua Val intravede l’occhio dorato di un coccodrillo il quale, non dimentichiamolo, ha tre palpebre, una superiore, una inferiore e una terza che si muove verticalmente a differenza delle altre due; dorme con un occhio aperto; ha gli occhi in cima alla testa in modo che, immerso nelle...

Hanya Yanagihara / Verso il paradiso

Leggere Hanya Yanagihara in Italia è come leggere Lolita a Teheran: gli universi di cui si parla in quei libri non combaciano perfettamente con la cultura cattolica romana né con quella islamica. Sarà per questo che alla fine delle 768 pagine di Verso il paradiso (Feltrinelli 2022, traduzione di Francesco Pacifico), pur ammirati per l'accortezza con cui la scrittrice americana ha dipanato le tre storie che formano il volume (Washington Square, Lipo-wao-nahele e Zona Otto), si resta perplessi. Un romanzo dove il matrimonio tra omosessuali è "normale" fin dalla fine dell'800 (anzi, da prima: "Ecco un'incisione del 1793, che ritrae il matrimonio di Edmund con l'uomo con cui aveva vissuto fin dalla morte per parto di sua moglie, tre anni prima"), dove non esistono madri ma solo nonni, dove le...

2 febbraio 1922-2 febbraio 2022 - I parte / Le tribolazioni dell’Ulisse

Nell’estate del 2012, mentre sta portando a termine la traduzione dell’Ulisse di James Joyce per conto della casa editrice Einaudi, Gianni Celati pubblica sul supplemento domenicale del “Sole-24 Ore” una sorta di resoconto a puntate sugli anni trascorsi a combattere con “il disordine delle parole” del romanzo, che uscirà nel marzo 2013. Sei di quelle sette puntate – con l’ultima, la più lunga, spostata all’inizio a mo’ di introduzione – sono in seguito state ristampate sul n. 40 di “Riga” (Quodlibet, 2019) dedicato a Celati. In occasione del centenario della pubblicazione del capolavoro joyciano, avvenuta appunto il 2 febbraio 1922, abbiamo deciso di riproporle senza modifiche (qui potete trovare le puntate successive), per ricordare Gianni Celati e rendere omaggio al suo lavoro di...

24/30 gennaio, Ravenna e Firenze / Repubblica luminosa

lunedì   Quando arrivano i ragazzi, all’inizio, al villaggio nessuno li nota. Hanno tra gli otto e i tredici anni e girano sempre in gruppo. Non si sa bene dove vivano, da dove vengano, se abbiano dei genitori, dove scompaiano la notte. Forse si danno letteralmente alla macchia, ai limiti dell’abitato, perché il villaggio sorge accanto a un bosco. I ragazzi hanno una loro lingua, diversa, magica e inventata, che pare emanare direttamente dalle cose, dalla realtà. All’inizio semplicemente vagano, per le strade, le piazze e i giardini. Poi iniziano le rapine. Furtarelli, scippi, anche cose da nulla. Rubano perché sono dei diseredati, sono esclusi cioè da qualunque eredità, non avendo famiglie o comunità, tranne se stessi. Un giorno assaltano un supermercato e lo distruggono: devastano...

Moneta e democrazia nell’età di Pericle / I Greci e l’arte di fare i conti

L’ossessione dell’uomo per la registrazione delle relazioni economiche è antichissima. In Mesopotamia, più o meno tra il 3.000 e il 2.500 avanti Cristo, è nata la scrittura cuneiforme. I caratteri cuneiformi venivano incisi su tavolette d’argilla, arrivate a noi in centinaia di migliaia di esemplari. Le tavolette sono spesso documenti economici; registrano pagamenti di tasse, certificazioni di proprietà, prestiti tra privati, interessi da pagare e divieti dell’usura, spedizioni e consegne di merci, vendita di terreni, di schiavi e di altre merci, affitti, salari. La finanza è nata in Mesopotamia, quando la moneta metallica non era ancora stata creata: l’argento e l’orzo, pesati, erano i mezzi principali di pagamento tra il Tigri e l’Eufrate.    Giovanni Marginesu ci fornisce...

Il caffè di buon anno

Ho dato il buongiorno al nuovo anno con una tazza di caffè. Penserete che non v’è nulla di eccezionale, e molto di prosaico. Ma il mug in questione conteneva non la bevanda bensì alcune piantine di caffè, varietà arabica. Lo esponeva un fioraio e vivaista come esotico e, a suo avviso, originale cadeau per le feste decembrine. L’ho acquistato per curiosità, pensando chissà se riesco non dico a vederle fiorire ma almeno a crescerle. Sono alte pochi centimetri eppure hanno già sei foglie ciascuna di un bel verde lucente, simili a quelle della gardenia.  Nel web girano video tutorial su come ottenerle dal chicco al naturale, non tostato insomma. Buona volontà, pazienza, molta luce indiretta, terriccio acido, temperatura ideale tra quindici e venti gradi, e in alcuni mesi potreste avere...

Novanta pezzi della nostra storia (letteraria) / Racconti del Risorgimento

Quante narrazioni brevi del Risorgimento sono oggi note a un pubblico di lettori mediamente acculturati: Libertà di Verga, qualche episodio presente in Cuore, forse Senso per via cinematografica? Davvero poco per un periodo che è stato il romanzo d'azione più lungo e appassionante l'opinione pubblica internazionale coeva, nonché un monumento nazionale via via sempre più deteriorato nel corso del secondo Novecento. Grande merito dei Racconti del Risorgimento (Garzanti 2021) di Gabriele Pedullà è dunque in primo luogo presentare quasi novanta pezzi della nostra storia letteraria (e storia tout court) disposto in un arco temporale che va dal 1848 al 1870, per sforare quindi nella memoria successiva che si spinge con Renato Fucini fin al 1921. La galassia degli autori e dei testi si giova di...

Epistolario / Pasolini: poesia in forma di lettere

“Premiato Pasolinificio Spa”: questo è il titolo di un fortunato articolo di Enzo Golino, apparso nel lontano marzo del 1980 su “La Repubblica” (il 16 per la precisione, benché alcuni lo datino erroneamente a maggio di quell'anno). Contemporaneamente, a p.278 dell'allora appena uscito Un paese senza, così scriveva Alberto Arbasino: “Pasolini, vivo, veniva commiserato e insultato proprio dai medesimi che lo proclamano Vate da morto... Con le mani sulle palle. Bisogna morire, e possibilmente morire malissimo, per ottenere richiamo, rispetto, status, e addirittura identità e faccia?”.   Era, abbiamo detto, il 1980, epoca del primo bilancio su Pasolini – a cinque soli anni dall'assassinio del famoso romanziere-poeta-regista-polemista-studioso. Oggi, a pochi mesi dal centenario della...

Giornata della Memoria / Dizionario Primo Levi

Un nuovo ebook ad arricchire la nostra Libreria.   Qui per scaricare l'ebook Dizionario Levi gratuitamente!   Chimico, testimone, scrittore, poeta, traduttore: Primo Levi è stato un personaggio e un autore senza dubbio complesso. Come documentano i testi che abbiamo raccolto in questo e-book, il poliedro Levi si rivela in molte delle sue facce, e in aspetti poco noti della sua opera. Nel 2019, in occasione del centenario della nascita, abbiamo chiesto ad alcuni collaboratori di “doppiozero” di scrivere delle voci di un ipotetico dizionario, mettendo così in luce aspetti meno noti della sua attività di scrittore, ma non solo. Ne risultano diciannove lemmi, da "Alpinismo" a "Zona grigia", che toccano tanti aspetti del lavoro leviano e anche della sua personalità.Come allegati, abbiamo...

Giornata della Memoria / A chi appartiene Anne Frank?

Uno dei più celebri libri del Novecento è stato scritto da una ragazza nata a Francoforte nel 1929. Lo ha cominciato quando aveva 13 anni e interrotto quando ne aveva 15. Nella primavera del 1945 la ragazza, che si chiamava Anne Frank, è morta nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, dov’era stata deportata qualche mese prima. Da allora il vuoto lasciato da quella ragazza non ci ha più abbandonati, venendo ad abitare dentro ciascuna delle nostre case. Anzi dietro: in un nascondiglio fatto non di mattoni ma di carta.   Da sempre i diari si nascondono dietro la grande casa della letteratura. Scritture figlie di un dio minore, private, frammentate, legate allo scorrere effimero del tempo, i diari occupano uno spazio talmente limitrofo alla quotidianità da ingannare sul loro reale...

Domande sulla memoria

“La memoria si è offuscata, ha perso la sua carica dirompente. […] Quella memoria ha assunto un carattere identitario che sembra ruotare soltanto attorno a due questioni, certo molto importanti come la lotta all’antisemitismo e la difesa di Israele contro chi lo vorrebbe distruggere, ma si è allontanata da una vocazione universale” Così Gabriele Nissim nelle pagine introduttive di Domande sulla memoria (uno spunto su cui insiste nel libro Viviana Kasam nel suo testo dal titolo “Unanimità e memoria”). A molti questa premessa potrà apparire provocatoria (altri diranno che “finalmente qualcuno gliele suona”). Non condivido nessuna di queste due opinioni, opposte e complementari. Certamente l’affermazione di Nissim (che Kasam riprende) ha un carattere forte, ma quando si tratta di rimettere...

Storia d'Italia attraverso i sentimenti (18) / Da Grand Hotel a Bolero Film

Perdura, nel 1946, una stagione di lutti, per quanto il paese voglia voltare pagina. Il cuore degli italiani porta ancora le ferite della guerra da poco conclusa. E dunque necessita di un balsamo. La pace risulta più difficile di quanto ci si potesse aspettare, la vita resta precaria, e forse diventa più accettabile se viene avvolta da una vaporosa nube di sogni e di chimere. I sogni aiutano, placano, provvisoriamente, la paura e l’incertezza, le svuotano. Forse non del tutto, certamente ne neutralizzano i veleni più corrosivi. E, fronteggiando le durezze del presente, elargiscono un po' di futuro. Lo permettono. “La realtà è scadente”, dice Antonio Capuano nel film di Paolo Sorrentino È stata la mano di Dio. Come ci si muove in una “realtà scadente”? Come si resiste alla sua morsa?...