Alfabeto Pasolini

Scritture

Giornata della Memoria / Dizionario Primo Levi

Un nuovo ebook ad arricchire la nostra Libreria.   Qui per scaricare l'ebook Dizionario Levi gratuitamente!   Chimico, testimone, scrittore, poeta, traduttore: Primo Levi è stato un personaggio e un autore senza dubbio complesso. Come documentano i testi che abbiamo raccolto in questo e-book, il poliedro Levi si rivela in molte delle sue facce, e in aspetti poco noti della sua opera. Nel 2019, in occasione del centenario della nascita, abbiamo chiesto ad alcuni collaboratori di “doppiozero” di scrivere delle voci di un ipotetico dizionario, mettendo così in luce aspetti meno noti della sua attività di scrittore, ma non solo. Ne risultano diciannove lemmi, da "Alpinismo" a "Zona grigia", che toccano tanti aspetti del lavoro leviano e anche della sua personalità.Come allegati, abbiamo...

Giornata della Memoria / A chi appartiene Anne Frank?

Uno dei più celebri libri del Novecento è stato scritto da una ragazza nata a Francoforte nel 1929. Lo ha cominciato quando aveva 13 anni e interrotto quando ne aveva 15. Nella primavera del 1945 la ragazza, che si chiamava Anne Frank, è morta nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, dov’era stata deportata qualche mese prima. Da allora il vuoto lasciato da quella ragazza non ci ha più abbandonati, venendo ad abitare dentro ciascuna delle nostre case. Anzi dietro: in un nascondiglio fatto non di mattoni ma di carta.   Da sempre i diari si nascondono dietro la grande casa della letteratura. Scritture figlie di un dio minore, private, frammentate, legate allo scorrere effimero del tempo, i diari occupano uno spazio talmente limitrofo alla quotidianità da ingannare sul loro reale...

Domande sulla memoria

“La memoria si è offuscata, ha perso la sua carica dirompente. […] Quella memoria ha assunto un carattere identitario che sembra ruotare soltanto attorno a due questioni, certo molto importanti come la lotta all’antisemitismo e la difesa di Israele contro chi lo vorrebbe distruggere, ma si è allontanata da una vocazione universale” Così Gabriele Nissim nelle pagine introduttive di Domande sulla memoria (uno spunto su cui insiste nel libro Viviana Kasam nel suo testo dal titolo “Unanimità e memoria”). A molti questa premessa potrà apparire provocatoria (altri diranno che “finalmente qualcuno gliele suona”). Non condivido nessuna di queste due opinioni, opposte e complementari. Certamente l’affermazione di Nissim (che Kasam riprende) ha un carattere forte, ma quando si tratta di rimettere...

Storia d'Italia attraverso i sentimenti (18) / Da Grand Hotel a Bolero Film

Perdura, nel 1946, una stagione di lutti, per quanto il paese voglia voltare pagina. Il cuore degli italiani porta ancora le ferite della guerra da poco conclusa. E dunque necessita di un balsamo. La pace risulta più difficile di quanto ci si potesse aspettare, la vita resta precaria, e forse diventa più accettabile se viene avvolta da una vaporosa nube di sogni e di chimere. I sogni aiutano, placano, provvisoriamente, la paura e l’incertezza, le svuotano. Forse non del tutto, certamente ne neutralizzano i veleni più corrosivi. E, fronteggiando le durezze del presente, elargiscono un po' di futuro. Lo permettono. “La realtà è scadente”, dice Antonio Capuano nel film di Paolo Sorrentino È stata la mano di Dio. Come ci si muove in una “realtà scadente”? Come si resiste alla sua morsa?...

25 gennaio 1882 - 25 gennaio 2022 / Virginia Woolf: il mondo visto da un acino d’uva

Passare una sera con Fedez. Oppure qualche ora con un’attrice famosa. Che sia per beneficienza o marketing, il principio è lo stesso: passare del tempo con una celebrità, poco o tanto non importa, è come vincere alla lotteria. Se invece compri questo libro, Nadia Fusini, Un anno con Virginia Woolf (Neri Pozza, 2021), vinci qualcosa di simile ma anche di molto diverso: 365 giorni con una delle più grandi scrittrici del ventesimo secolo. Attenzione, però, non si tratta esattamente di un premio in questo caso. Piuttosto di una piccola impresa, che richiede una certa dose di dedizione e curiosità.   Io personalmente penso che 365 giorni con Virginia Woolf in carne e ossa non li reggerei. Come con Eugenio Montale, Thomas Mann, Dante Alighieri o chi altro vi venga in mente. Sarà...

Ravenna, 17/23 gennaio / Il trentesimo anno

lunedì Due fanciulli, in groppa a due leoni. Parlano animatamente, gli occhi brillanti, i visi arrossati. «Lo facciamo?», le chiede lui. «Non ci avevo mai pensato. Ma… sì, facciamolo», risponde lei. Naturalmente nessuno dei due sa troppo bene come si fa, ma sanno che lo faranno. Presto. Subito. E sono felici.   martedì Mi hanno chiesto, per i trent’anni di Fanny & Alexander, di rispondere a qualche domanda. Sono domande difficili, mi lamento. «Ma no che non sono difficili, e poi chi dovrebbe rispondere?», ha detto la persona che me le ha spedite. Leggo la domanda numero uno: «Fanny & Alexander: la prima immagine.» Mi cadono gli occhi sul libro accanto al computer, quello che sto leggendo in questi giorni e che, curiosamente, si intitola L’ultima immagine: è il dialogo tra...

Parole per il futuro / Desiderio

Desiderio: la materia più oscura dell’umano, sfuggente, non catalogabile, colorato di mille mutevoli tonalità. Il desiderio sembrerebbe essere il nucleo più segreto, insondabile, ingovernabile della natura umana. Perché allora pensare al “desiderio” come parola, e dunque esperienza, per aprire un varco ai nostri pensieri sul futuro? Potrà mai una dimensione magmatica come quella del desiderio diventare una delle pietre su cui poggiare per costruire futuro? Forse sì, proprio perché la sua irregolarità e prepotenza è l’essenza stessa del vivente. Ma allora occorrerà provare a capire che cosa possiamo intendere con “desiderio”, fatto salvo che, come tutte le parole fortemente simboliche, anche “desiderio” ha una lunga storia, che non potremo ripercorrere esaurientemente, e tenuto conto che,...

Sugli argini di Gianni Celati

Nell'inizio del film Sul 45o parallelo di Davide Ferrario (1997) Gianni Celati è a Gualtieri sul barcone di Gloria Negri che racconta di Boiardo, dell’Asia e della Mongolia. Col suo splendido volto da grande attore americano capace di riempire completamente la scena.  Il legame con la Mongolia era dovuto anche al viaggio che i musicisti del Consorzio Suonatori Indipendenti di Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni avevano fatto in Mongolia nel 1996. E il collegamento con il Po, posto come la Mongolia sul 45o parallelo, derivava dal fatto che lì, in quel tratto di fiume tra Emilia e Lombardia, molti soldati mongoli erano morti cercando di attraversare il Po nella ritirata delle truppe tedesche nel 1945. Alleati dei tedeschi, per i quali svolgevano spesso i lavori più ingrati e...

Houellebecq il buono

Annientare (traduzione di Milena Zemira Ciccimarra, La nave di Teseo, 2022) si presenta come un grosso romanzo di impianto tradizionale che, anche grazie a un’impaginazione agevolatrice e generosa di margini interlinea e pagine bianche, si fa leggere senza grandi difficoltà, privo com’è di asperità di scrittura o di riferimenti (eccetto a figure molto note nella società francese ma quasi tutte sconosciute da noi), e di oltranzismi formali o contenutistici, come un normale romanzo di intrattenimento scritto da un solido professionista.   Lo stile è, come al solito in Houellebecq, piano (ci torneremo); i numerosi personaggi non macchiettistici e ben definiti, anche i secondari; i fili della trama ben alternati e intrecciati con sagacia, anche se alcuni vengono interrotti e abbandonati...

Verso Katmandu / Alla ricerca dello sballo perfetto

È l’estate del 1962. A Londra, John, Paul, George e Ringo – al momento quattro illustri sconosciuti – sono rinchiusi, da giorni, negli studi di Abbey Road per incidere il singolo Love Me Do. Il fatto è che la sonorità della batteria non convince il produttore George Martin che farà ripetere l’incisione più e più volte. Prima con Pete Best, mandato a casa dopo quattro giorni di prove, poi con Ringo. Ma ancora non ci siamo. Tenta con un altro percussionista, Andy White, e sposta Ringo al tamburello. Martin continua a non essere soddisfatto, ma preso per stanchezza, finirà per usare la versione della batteria di Ringo. Il 45 giri uscirà il 5 ottobre di quell’anno, infilato in una triste copertina sleeve, quelle di carta scadente con il buco al centro, identificato dal solo nome dell’...

Damon Galgut / Quattro funerali e una promessa

Mentre leggo La promessa di Damon Galgut (e/o, 2021, traduzione di Tiziana Lo Porto) mi rivedo a Johannesburg, nel 1994, quando con Oliviero Toscani e Fabrica organizzammo al Market Theatre un festival di sostegno a Nelson Mandela. Erano le prime elezioni democratiche in quel Paese e Mandela, tornato libero cittadino e alla testa dell'ANC (African National Congress) dopo quasi trent'anni di prigione, sfidava Frederick de Klerk per la nuova carica di presidente: il primo presidente nero della storia del Sudafrica, proclamato da elezioni libere aperte a tutta la popolazione, e non solo alla minoranza bianca che dominava il National Party. L'apartheid, il sistema legalizzato di discriminazione razziale, era in vigore dal 1948: ai neri non era consentito partecipare alla vita civile, erano...

L’ultimo libro / Paolo Cognetti e la felicità del lupo

Paolo Cognetti ed Estoul, due nomi ormai ben conosciuti da chi ama i buoni libri e le montagne dell’arco alpino.  Cognetti racconta per la prima volta il luogo dove ha scelto di vivere ormai da tredici anni in Il ragazzo selvatico, pubblicato nel 2013 da Terre di mezzo: il suo libro forse più evocativo e coinvolgente, arricchito da alcuni importanti capitoli nella ristampa del 2017. E dedica alla sua baita alcune pagine di A pesca nelle pozze più profonde, un agile saggio di letteratura pubblicato nel 2014 da minimum fax.   Gabriele Vuillermin detto Rambo e Paolo Cognetti. Chi ha avuto la fortuna di leggere Il ragazzo selvatico e di camminare tra le montagne e i laghi a nord di Estoul è destinato a ricordare per sempre sia quella storia sia quei luoghi. Il borgo è...

Ravenna 10/15 gennaio / Va’ dove ti porta il cane

lunedì   Una donna e un uomo visitano un appartamento con il loro agente immobiliare. È un bell’appartamento, ristrutturato di recente, ha le piastrelle di Vietri e un terrazzino, grande abbastanza per mangiarci in due. In più ha le dimensioni ideali per una coppia, «ma anche per una coppia con un cuccioletto…» suggerisce malizioso l’agente immobiliare in un “a parte” indirizzato a Lui. «Cuccioletto… intendeva un cane?», chiede Lei sottovoce. «Green Pass e biglietto, signora, per piacere», mi interrompe all’improvviso il controllore. Alzo gli occhi dal fumetto che sto leggendo e glieli mostro entrambi. Poi mi guardo attorno. La freccia verso Bologna, quella delle quattro e mezza, è semideserta. Anche la stazione di Firenze alla mia partenza era insolitamente desolata. Mi tornano alla...

18 gennaio 1989 – 18 gennaio 2022 / Bruce Chatwin e il paradosso dei collezionisti

“L’uomo” – disse improvvisamente – “non è stato creato per stare fermo.” Era una cosa che aveva imparato studiando le epidemie. La storia delle malattie infettive era una storia di uomini che si crogiolavano nella loro sporcizia. Osservò anche che il vaso di Pandora era un’urna di coccio del Neolitico. “Dammi retta” – disse – “le epidemie faranno sembrare le armi nucleari tanti giocattoli inutili”. È un breve accenno di dialogo, estratto dai taccuini di viaggio di Bruce Chatwin e riportato nel suo Le Vie dei Canti (Adelphi, 1998). Poche parole – folgoranti nel significato che sarebbe stato – in grado di mostrarci come non tutte le verità con cui abbiamo a che fare quotidianamente ci appaiano sempre riconoscibili. Un frammento di un dialogo letterario che inaspettatamente può farsi...

Parole per il futuro / Avvenire

Spesso l’architettura è stata qualcosa come un’immagine realizzata del futuro. Non solo ha mostrato il destino da cui ci si supponeva attesi, ma ha anche inteso realizzare questo destino avveniristico nel presente delle sue costruzioni. È forse questo il motivo per cui i giornali hanno recentemente dato grande risonanza al fatto che a breve la Nakagin Capsule Tower – un edificio composto da due torri nell’esclusivo quartiere di Ginza a Tokyo, non lontano dalla stazione di Shinbashi – verrà smontata. La torre è costituita da moduli che ricordano delle lavatrici ammassate le une sulle altre. Sono capsule ovvero mini-appartamenti dalle dimensioni ridottissime di meno di dieci metri quadrati. Un tempo struttura d'avanguardia architettonica, capace di comporre la tradizione del futon con la...

10 gennaio 1937 - 2 gennaio 2022 / Il mio Celati

A differenza di quanto accaduto ai suoi amici in carne ed ossa (suoi studenti al Dams, compagni di serate bolognesi o dei suoi viaggi), la mia conoscenza di Gianni Celati è tardiva ed inizia tutta sulla carta (dei suoi libri prima, delle sue lettere poi). Da provinciale (piccolo borgo della piccola Valle d’Aosta) – nel ’78 – insegno in ciò che sopravvive di una scuola sperimentale messa in piedi negli anni precedenti dall’autorità regionale: né scuola media né mediosuperiore, quell’istituzione (“il biennio”) costituisce una sorta di intervallo tra l’obbligo e la scelta dell’indirizzo di maturità: scuola indecisa, scuola di tutti e di nessuno. Il mio còmpito di docente è di accostare alla lingua italiana (orale e scritta) un quindicenne francofono. Còmpito – s’intende – cui non sono...

Un libro del grande Satchmo / Louis Armstrong: un lampo a due dita

Quaranta acri di terra e un mulo. È quanto il Governo Federale degli Stati Uniti promise, pochi mesi prima dell’assassinio del presidente Lincoln, agli ex schiavi di colore. S’era nel gennaio del 1865. Ai proprietari degli Stati Confederati, con quel provvedimento, sarebbero stati confiscati 400.000 acri di terreno, una striscia di terra che si estendeva da Charleston, nella Carolina del Sud, al fiume St. John in Florida, lungo la costa della Georgia. Più di 160.000 ettari di terra coltivabile di cui alcune famiglie di afro-americani avrebbero potuto rivendicare la proprietà. Fu il primo tentativo di riparare ai torti subiti dalle popolazioni afro-americane su suolo americano. A pensarci oggi, e questioni razziali a parte, qualcosa di colossale per le implicazioni politiche che avrebbe...

Un saggio di Giovanni Attili / Civita: parole, visioni del passato e pietre

Le abbiamo sempre considerate come eterne. Creature senza tempo, che ci hanno preceduto e ci sopravvivranno. Cristalli minerali costruiti dalla specie umana ma che posseggono una autonomia e una forza sconosciute a ogni individuo. Sono i nostri artefatti più grandi e più audaci, gli unici a poter rivendicare di somigliare davvero al mondo. Sono gli unici artefatti capaci di trasformare la consistenza e il sapore della Terra, a renderla veramente abitabile e infinitamente più ricca, da ogni punto di vista. Le città sono state il teatro della libertà dei moderni: è tra le loro viscere che abbiamo distillato una forma di vita che si poteva costruire senza dover rispondere all'identità a cui l’avrebbe condannata un cognome e una genealogia; è negli incontri che esse rendevano possibili che i...

I fantastici mondi dell’Antropocene / Raccontare la fine del mondo

Il 10 ottobre del 1952 uscì per Mondadori il primo libro della collana I romanzi di Urania, in contemporanea con una rivista di racconti. Mentre la rivista durò solo 14 numeri, la collana, che dal ’57 si chiamò semplicemente Urania, divenne il riferimento italiano per gli appassionati del genere. Due anni dopo, nel ’59, Einaudi fece uscire Le meraviglie del possibile, un’antologia di racconti scelti da Sergio Solmi e Carlo Fruttero a cui seguì nel ‘61 Il secondo libro della fantascienza, curato dalla coppia Fruttero e Lucentini, due antologie che ebbero il grande merito di far conoscere la fantascienza anche al pubblico che fino ad allora l’aveva snobbata considerandola un genere minore.    Quello che stava arrivando in Italia in quegli anni era un immaginario di matrice...

Un libro di Alberto Saibene / Milano: la città che non c’è più

Io e Alberto Saibene abbiamo la stessa età. Lui è del 1965 io del 1966, ma per una questione scolastica (ho fatto prima e seconda elementare in un anno, è una lunga storia) sono cresciuto attorniato da ragazzini del ’65. (Questo per dire che dall’infanzia fino alla fine delle superiori l’età non è mai in senso stretto quella anagrafica ma quella scolastica). Siamo nati e cresciuti, cioè, nella stessa città e negli stessi anni. Perdonate il tono personale di questa che non è una recensione del libro di Saibene – Milano fine Novecento. Storie, luoghi e personaggi di una città che non c’è più – ma un parlarci attorno. Ché il libro mi ha fatto molto riflettere e a ben vedere è questo che ogni buon libro dovrebbe saper fare. La prima delle mie considerazioni, banale forse ma inevitabile, è che...

Periferica e Cinema Mattotti / Lorenzo Mattotti Underground

Curiosa la doppietta editoriale che Lorenzo Mattotti ci riserva in prossimità di Natale: Periferica e Cinema Mattotti, come dire: il Mattotti marginale e quello che ha sfondato, il Mattotti underground e il mainstream. Procediamo per gradi.   «Senza queste storie non avrei mai imparato cosa significa disegnare». Edito da Rizzoli Lizard, Periferica. Storie ai margini è un romanzo visuale di formazione dove la formazione è l’autoformazione artistica di Mattotti. Va da sé che si tratta di un’occasione ghiotta, anche considerato che le storie sono introdotte da testi scritti dall’autore ad hoc, tanto eloquenti dal punto di vista biografico quanto illuminanti sul piano dell’evoluzione stilistica, dai quali non mancherò di estrapolare sfiziose citazioni. Gli ancora non contagiati dalla...

Un libro di Laura Pigozzi / Sorelle: il mistero di un legame

“La sorella rappresenta per ognuna un limite ma anche la possibilità di capire cos’è un legame: ci spodesta dal trono dell’unicità, fa argine al nostro narcisismo, può provocare una sconfinata gelosia, ma senza di lei non impariamo a far coesistere differenza e uguaglianza, cioè gli assi cartesiani di ogni progetto di umanizzazione”: così Laura Pigozzi riassume l’intento che guida il suo ultimo libro, edito da Rizzoli, dal titolo già di per sé esplicativo, Sorelle. Il mistero di un legame tra conflitto e amore. Attraverso il dono di una scrittura sospesa a metà tra rigorosa riflessione di teoria psicoanalitica e pretesto narrativo, Pigozzi racconta alcune storie di sorellanza, storie “vere” e talvolta tremende che offrono all’autrice il pretesto per riflettere sulle ombre di un rapporto...