raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Scritture

Racconti del reale di un intellettuale tra le nuvole

Juan Villoro (messicano, 1956) è uno dei più importanti scrittori in spagnolo della sua generazione. Ha vinto numerosi premi internazionali, come il Premio Villaurrutia 1999, il Premio Herralde 2004 e il Premio Excelencia de Las Letras José Emilio Pacheco 2015. Scrive su El Pais e altri quotidiani e riviste internazionali. Tra le sue opere uscite in Italia: Chiamate da Amsterdam (Ponte alle Grazie 2013), La Piramide (gran vía 2013), Il libro selvaggio (Salani 2015), Specchietto retrovisore (Edit Press 2015). Da poche settimane è uscito in libreria C’è vita sulla Terra? (SUR, traduzione di Maria Cristina Secci).   Juan Villoro   Come autore, se più conosciuto in Italia come romanziere che come “articuentista...

Out of Africa: A Conversation with Wole Soyinka

Versione italiana     We usually speak about Africa in relation to what it has been for Europe. For some, Africa remains an object of desire. For others, it is an indefinite landmass of countries in perpetual development. For several more, it is an inextinguishable source of natural and economic resources ready to be exploited. Most recently, for almost everybody it coincides with the faces of the migrants crossing the Mediterranean, landing on our shores in search of a refuge, democracy and better life conditions.   But how often do we take the time to listen to what Africa and its people tell us? Intent in telling only one version of the story – our own – we barely find the time to listen to the voices of a varied and complex continent made up of 54 nation-states and a...

La sua Africa. Conversazione con Wole Soyinka

English Version     Dell'Africa si parla quasi sempre in funzione di ciò che è, o è stata, per l'Europa. Per alcuni l'Africa rimane un oggetto del desiderio, per altri una massa di terra indefinita in perpetua via di sviluppo, per molti una riserva inesauribile di risorse naturali ed economiche da sfruttare. Per quasi tutti, poi, ha assunto il volto dei migranti che attraversano il Mediterraneo e 'sbarcano' sulle nostre coste in cerca di rifugio, democrazia e una vita migliore.   Ma quante volte stiamo ad ascoltare quello che l'Africa e la sua gente ha da dirci? Intenti a raccontare solo una versione parziale della storia, la nostra, non troviamo il tempo di stare a sentire le tante voci di un continente variegato e...

Violenza e Islam

Adonis (Alī Aḥmad Saʿīd Eṣbar) è uno dei più importanti poeti e intellettuali del mondo aravo. Nato in un villaggio siriano nel 1930 da una famiglia di origine contadina, ha compiuto gli studi universitari a Damasco, laureandosi in filosofia. Successivamente si è trasferito a Beirut dove ha lavorato come insegnante e giornalista. Vive a Parigi. La sua opera è stata insignita di numerosi premi letterari. Tra i suoi libri: Memoria del vento, Cento poesie d'amore, Oceano nero.     Houria Abdelouahed insegna all'Università Paris Diderot. È psicoanalista, traduttrice e autrice, fra l'altro, di Figures du féminim en islam (PUF, 2012)   Houria Abdelouahed     H: Si parla sempre più spesso di...

Annemarie Schwarzenbach: dalla parte dell'ombra

“Forse ho un destino. Forse è vicino e lo ignorerò”, lasciandolo volare via tra la polvere che le ruote della Ford fanno alzare in aria, su una strada qualunque di un paese qualunque, su un tempo eterno e immobile come quello dell'altrove.   Nel 1929, quando Annemarie Schwarzenbach scrive queste parole – tratte da La notte è infinitamente vuota – il destino le sta ancora strizzando l'occhio: un destino roseo, in tinta con lo sfarzo borghese della sua famiglia, una delle più facoltose della Svizzera di quegli anni. Figlia prediletta di Renée Schwarzenbach-Wille – discendente dei Bismarck – con la quale Annemarie avrà sempre un complicato rapporto simbiotico, la giovane cresce sotto l'egida...

E per suo sonno: due libri (più uno in arrivo)

La letteratura classica, antica come moderna, visita il sonno come motivo specificamente connesso a due istanze fondamentali: il riposo, della natura come dell’uomo, cui consegue il fisiologico risveglio, e la perdita di coscienza e di controllo, che lo avvicina alla morte. Al sonno si associano le visioni (tutta la Commedia dantesca lo è, e il sonno vi ricorre in più punti con funzione profetica o ammonitrice), ma soprattutto il cambiamento, la metamorfosi di stato (celeberrimo l’incipit kafkiano), il prodursi di una nuova modalità di vita o di percezione. Sonno e sogno sono tra i grandi temi della letteratura (si veda l’ampio spazio che dedica loro il Dizionario dei temi letterari, a firma di Remo Ceserani e Lisa Ginzburg). E proprio come i grandi temi, il sonno contemporaneo ha perso l...

I pericoli della meditazione

«Dovrei dirvi prima che il libro è nato un paio di anni fa, quando una persona con la quale mi scrivevo da tempo su Facebook è scomparsa dal social senza lasciare traccia. La sparizione mi ha lasciato con un vuoto inatteso e per cercare di colmarlo, come spesso succede, ho percorso a ritroso le tappe del nostro rapporto. Una delle ragioni per cui ho scritto il libro è la speranza che potesse aiutarmi a ritrovare questa persona. Si chiamava o si chiama (sempre che non fosse un nome inventato) come una nota officina di orologi. Da qui Tissot [...]. Ligeia invece nasce dal fatto che ho sempre pensato a questa persona come alla Ligeia del racconto di Poe. La nascita di Ottavio Tondi è invece stata più casuale, nel senso che il nome mi è...

Campioni # 14. Milo De Angelis

Ti ritrovo alla stazione di Greco magro come un rasoio e ulcerato da un chiodo che tu chiamavi poesia poesia poesia ed era l’inverno eroico di un tempo che si oppone alla vita giocoliera… e vorrei parlarti ma tu ti accucci in un silenzio ferito, ti fermi sul binario tronco, fissi il rammendo delle tue dita con la gola secca di fendimetrazina, e la palpebra accesa da mille frequenze mentre la Polfer irrompe nel sonno elettrico e riduce ogni tuo millimetro all’analisi del sangue… …vorrei parlarti, mio unico amico, parlare solo a te che sei entrato nel tremendo e hai camminato sul filo delle grondaie, nella torsione muscolare delle cento notti insonni, e ti sei salvato per un niente… e io adesso ti rifiuto e ti amo, come si ama un seme...

Leopardi “terzo-istruito” / Gaspare Polizzi. Io sono quella che fuggi

“Giacomo aveva assistito a sei anni, da bambino curioso, a un’eclissi solare e a tredici anni al passaggio di una cometa, due fenomeni celesti che ancora impaurivano i popolani di Recanati, ma non il giovane Leopardi, educato dal padre Monaldo a studi severi e in grado di leggere, nella Biblioteca di famiglia, i migliori e più aggiornati trattati di astronomia”: è il suggestivo incipit dell’ultima fatica leopardista di Gaspare Polizzi (Io sono quella che tu fuggi. Leopardi e la Natura, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma luglio 2015), dedicata al ruolo che il contatto fecondo e mai interrotto con le scienze ha avuto nella formazione, nella maturazione del pensiero filosofico e nella stessa “officina” poetica del Recanatese, che intenzionalmente riecheggia le annotazioni delle Lezioni...

Il giardino delle mosche di Andrea Tarabbia

Per lo scrittore che s’impegni a dar forma alla vita o alle imprese di un criminale il rischio di cadere nelle trappole della cronaca, con la inevitabile attrazione per il morboso e la manichea volontà di giustizia sommaria, è fin troppo presente. Non si può dire tuttavia che questa sfida non abbia premiato nel tempo chi ci si è applicato con rigore e onestà assoluti, e va detto che gli esiti più interessanti si hanno proprio quando l’assunzione del punto di vista coincide con quello di colui che ha compiuto il male e non delle vittime. È la posizione più difficile perché richiede a chi scrive una virtuosa sospensione del giudizio e una faticosissima aderenza psicologica al proprio personaggio. Penso a libri come A sangue freddo di Truman Capote, a Le Benevevole di Jonathan Littell, a L’...

Comunità Italia

La comunità ci è data con l’essere e come l’essere, ben al di qua di tutti i nostri progetti, volontà e tentativi. In fondo, perderla ci è impossibile. Anche se la società è il meno comunitaria possibile, non è possibile che nel deserto sociale non ci sia, infima o addirittura inaccessibile, comunità. Jean-Luc Nancy, La comunità inoperosa (1986)   Si potrebbe osservare come da un certo punto di vista sia proprio l’assenza – e finanche il deserto – di comunità ad indicarne l’esigenza come ciò che ci manca, e anzi come la nostra stessa mancanza. Roberto Esposito, Communitas (1998)     Sintetizzare mezzo secolo che in Italia ha avuto simbolicamente inizio...

Adrien Bosc e il cronotopo aereo

Un aereo è un cronotopo. Un aereo è un palinsesto di storie, un catalizzatore di vite e un moltiplicatore di esperienze. Un aereo è anche un’eterotopia, uno spazio chiuso, un microcosmo con regole proprie – regole che spesso i passeggeri ignorano – e che per un tempo determinato attraversa lo spazio. E lo fa staccandosi da terra, elevandosi nel cielo e proiettando le diverse schegge di umanità che trasporta nella volta scura dell’universo. Ogni passeggero come un astro che risplende della luce riflessa che solo uno sguardo, rialzato o retrospettivo, può riuscire a intercettare. Una luce in grado di connettere le diverse intensità luminose nell’articolata trama di una costellazione che risulterà tanto pi...

Lucca Comics & Games 2015

C'è un'immagine che più di ogni altra sintetizza l'ultima edizione di Lucca Comics & Games, la più importante manifestazione italiana dedicata al fumetto. Siamo nell'enorme tensostruttura dell'area Games, spazio di proporzioni considerevoli situato fuori dalle mura della città che ospita decine di stand legati al mondo dei video game, del giochi di ruolo, del modellismo. Un universo parzialmente separato da quello del fumetto che molti operatori considerano in realtà il vero motore della crescita esponenziale di visitatori della fiera lucchese. Fra Little Pony e sessioni live con Youtuber si trova un curioso stand. Il prodotto venduto non è molto dissimile dai tanti presenti nell'area. Si tratta di un gioco di carte che...

Andare nel posto sbagliato

Giulia   In coda, adesso, dietro la lunga fila al banco dei check in, sentiva che aveva fatto male ad accettare. Sì, perché non aveva detto di no? Le sue colleghe che le mostravano un’amicizia invidiosa le avevano cantato alle orecchie tutto il mese precedente che lei era veramente fortunata, che se fosse accaduta loro la stessa cosa non avrebbero esitato. E lei invece ci aveva pensato su ogni notte con le palpitazioni che aumentavano e con l‘insonnia solita che si era trasformata in pura preoccupazione. Il professore glielo aveva detto che non poteva perdere quell’occasione, che erano le ultime borse che la facoltà poteva offrire. In fin dei conti mica si trattava dell’America! Era un periodo piuttosto breve, ma molto proficuo per...

Sul soffitto

Le nuvole più grosse sono grigie, le città più alte ed estese sono grigie, l’elefante, l’ippopotamo, tutti i pachidermi sono grigi, li si vede da più lontano rispetto al colibrì o alla farfalla eccessivamente colorati, ma rimane il pregiudizio secondo cui il grigio sarebbe la più sottile manifestazione del visibile, ciò che si distingue appena dal nulla o se ne avvicina di più, un pregiudizio così tenace, d’altronde, che ha finito con l’accecare per davvero i popoli: quanti uomini e quante donne restano giorni, mesi, anni interi senza vedere un elefante, né un ippopotamo, come se bestie talmente imponenti fossero veramente diventate impercettibili per loro? Oggi, la sensibilità al grigio...

Transformers

Per il secondo anno consecutivo, doppiozero organizza a Roma un ciclo di incontri in collaborazione con il MAXXI - Museo delle Arti del XXI secolo. Il ciclo Potenziali di trasformazione chiama critici, studiosi, artisti a riflettere insieme su come la rete sia capace oggi di offrire nuove opportunità alla creazione letteraria e artistica, di produrre nuovi luoghi di partecipazione, critica e commento, esplorando le diverse forme di scrittura che rigenerano e trasformano lo sguardo sul mondo contemporaneo.   In occasione del primo apppuntamento, Come si diventa indipendenti (oggi pomeriggio alle 18 presso la Galleria 3 del MAXXI), pubblichiamo un estratto dal testo di Hou Hanru pubblicato nel catalogo Transformers, edito da Corraini Edizioni, che ci è stato...

Un ritratto di André Glucksmann

“Cresce sempre più il numero di persone che vogliono usare la loro testa. Non è la ‘nuova filosofia’, ma di nuovo la filosofia”. André Glucksmann risponde così a Max Gallo, nell’intervista per l’Express del 18 luglio 1977, quando da pochi mesi il suo libro, i Maîtres penseurs, è già un caso editoriale, con 30.000 copie vendute in meno di poche settimane, e i media lo inseriscono a pieno titolo nel nuovo movimento intellettuale etichettato nouveaux philosophes. Complice l’altro astro nascente e suo principale compagno di quell’avventura nonché di una vita intera, Bernard Henri-Lévy, che, oltre ad essere l’autore dell’altro bestseller che sta dando notorietà al...

Erving Goffman. Rappresentazioni di genere

Pubblichiamo in anteprima la postfazione di Vanni Codeluppi al saggio di Erving Goffman, Rappresentazioni di genere in uscita per Mimesis.     Uno degli ambiti nei quali la pubblicità esercita i suoi maggiori effetti sul piano sociale è probabilmente quello della rappresentazione delle donne e dei loro corpi. Non stiamo parlando solamente delle cosiddette «donne-oggetto», cioè quelle donne che appaiono prive di personalità perché il loro valore sembra dipendere unicamente dalla bellezza fisica e dalla carica erotica e che sono da sempre numerose in pubblicità come nell’intero flusso mediatico. Stiamo parlando soprattutto di qualcosa che è meno evidente, ma che configura nell’insieme dei messaggi...

Unione Sovietica. Coda e Cucina

Pubblichiamo in antemprima due brani estratti dal libro di Gian Piero Piretto, Indirizzo: Unione sovietica. 25 luoghi di un altro mondo, un viaggio alla scoperta di 25 luoghi emblematici dell'Unione sovietica. Spazi pubblici e ambienti privati che avevano specifici significati e funzioni ai tempi dell'urss e che ora ne hanno assunti di completamente diversi, o addirittura sono stati sostituiti da differenti realtà urbane, in uscita per Sironi Editore.     Очередь – Očered’ – Coda   Cominciamo con un paradosso. I cittadini sovietici, ed è stata un’amica russa a darmi questa lezione alcuni decenni fa, erano contenti quando, uscendo per la spesa, vedevano le code davanti ai negozi. Nell’ambito di quell’economia così particolare, coda significava prodotti disponibili, a costo...

Borges antologista e il gioco dei sogni

Università dell’Indiana, marzo 1976. Conversando con Willis Barnstone, Jorge Luis Borges, stimolato dall’interlocutore a dar conto di quale sia per lui la differenza tra il sogno e la veglia, dichiara: «Nel caso del sogno si sa che tutto viene creato da noi stessi, mentre nello stato di veglia molte delle cose che vi accadono non vengono da voi, a meno che non crediate perdutamente nel solipsismo. […] La differenza fondamentale tra lo stato di veglia e il sonno, o il sogno, risiede nel fatto che l’esperienza onirica è qualcosa che può essere generato, creato, da noi […]. Quando si sta creando una poesia, c’è poca differenza fra essere svegli ed essere addormentati, […] è come se fossero la stessa cosa» (Jorge Luis Borges, “Quando mi sveglio”, in Conversazioni americane, trad. it. di...

Lévi-Strauss e il Giappone

Nel 1993, Claude Lévi-Strauss rilasciava un’intervista a Junzo Kawada per la televisione nazionale giapponese (NHK). La prima parte, relativa principalmente all’antropologia americanista, era seguita da considerazioni sul Giappone. Viene qui trascritta la seconda parte, di cui è stato mantenuto il tono di conversazione a ruota libera, senza cancellare le ripetizioni né i tratti di oralità che caratterizzano questo tipo di incontri.         C. LÉVI-STRAUSS: Mio padre, come tutti gli artisti della sua generazione, amava le stampe giapponesi e me ne ha fatto dono... La prima l’ho ricevuta all’età di sei anni, e ne sono rimasto immediatamente affascinato. Per tutta la mia infanzia, i voti buoni che prendevo a scuola venivano...

Giancarlo Lunati, un manager

Giancarlo Lunati accoglieva il visitatore nel salotto della sua abitazione milanese dalle parti del Tribunale mostrandogli le foto di Benedetto Croce e Adriano Olivetti, insieme a una targa che celebrava la tiratura record raggiunta da «Il Sole 24 ore» negli anni della sua gestione. Tre simboli a ricordare le principali tappe di una vita ricca di impegni professionali e di occasioni culturali. Dichiarava che «un manager deve avere curiosità intellettuali, deve cercare di non essere mai troppo settoriale». Una certa bruschezza monferrina (era nato a Rivarone nel 1928) lo induceva ad andare al nocciolo delle questioni che riguardavano il suo passato olivettiano, affermando che quello che aveva da dire lo aveva scritto in Con Adriano Olivetti alle elezioni del...

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