Scritture

Viaggio a Tokyo

Dopo l'intervista con Edo Chieregato, torniamo a parlare della casa editrice bolognese Canicola. A loro si deve infatti l'uscita di Viaggio a Tokyo, folgorante esordio sulla lunga distanza di Vincenzo Filosa. Un’opera prima dalla lunga gestazione che impone l'autore calabrese come una delle voci più interessanti del panorama fumettistico italiano. Abbiamo colto l'occasione dunque per parlare con lui del suo particolarissimo universo narrativo, esplorando la storia del fumetto giapponese, l'ossessione per il racconto sequenziale e il travaglio che accompagna ogni processo creativo degno di essere considerato tale.     Visto che il tuo libro gioca con elementi autobiografici, rimescolati e traditi come nella migliore tradizione dei mangaka ai...

Renzi, il divo

  Un’anticipazione dal volume di Vanni Codeluppi Mi metto in vetrina. Selfie, Facebook, Apple, Hello Kitty, Renzi e altre “vetrinizzazioni”, in uscita presso l’editore Mimesis.     Francesco Alberoni ha operato diversi decenni fa nel volume L’élite senza potere una precisa distinzione tra l’«élite senza potere» e l’«élite dotata di potere», cioè tra i divi e i politici. A suo avviso, la società consente ai primi di trasgredire la morale corrente, purché ciò avvenga all’interno dello spazio privato. Non permette però questi comportamenti ai politici a causa del fatto che ad essi è affidata la responsabilità della gestione effettiva...

Prendere il volo

5 « I have the field in sight! » L’aereo tesse fili telegrafici. PHILIPPE SOUPAULT, Dimanche   Sull’aereo, il personale di bordo si prepara a svegliare i passeggeri che dormono nelle cuccette, sono le due del mattino e secondo il piano di volo in tre quarti d’ora l’F-BAZN si poserà sulla pista di Santa Maria per uno scalo di rifornimento. Salvo qualche perturbazione, è un volo tranquillo, senza difficoltà. Roger Pierre trasmette all’aeroporto l’ora di atterraggio prevista: 2.45. Pochi minuti dopo, la torre di controllo portoghese conferma l’autorizzazione alla discesa. Ai comandi, Jean de La Noüe spinge la cloche e stabilizza l’aereo a duemilasettecento metri sul livello del mare. È solo...

Il canguro Rock

L’abitante più bizzarro della fattoria comunale è senz’altro un canguro a cui diedero il nome di Balzato. Era capitato lì quattro anni prima: una mattina Ostinato se lo trovò davanti all’ingresso della fattoria. Il canguro faceva dei grandi salti dentro e fuori il cancello continuando a uscire e rientrare (evidentemente era incuriosito dagli altri animali, che a loro volta lo guardavano molto stupiti). Sul momento Ostinato non sapeva bene che cosa fare, poi si ricordò che la mucca Solfeggina se n’era appena andata in pensione, lasciando un posto libero, e decise di tenerlo lì nella speranza che qualcuno venisse a reclamarlo. Poi però nessuno venne a chiedere sue notizie e Balzato ormai è entrato a far parte stabilmente della famiglia di animali della...

Mauro Libertella: scrivere sulla terra del padre

“Prendine ancora un po’, prendine ancora un po’, gli chiedevamo ostinati, ripetendolo come una supplica. L’ultimo sorso gli spezzò il respiro, che già era un filo tenue e fragile. Così lo vidi morire, con la testa appoggiata al cuscino e gli occhi chiusi. Immagino che sia stato un bel modo per andarsene, in mezzo ai suoi libri e nella sua casa, dove negli ultimi anni aveva cominciato a morire poco a poco” (p. 10).   Mauro Libertella descrive così, in una delle prime pagine del suo libro, gli istanti che precedono la morte del padre. Per anni perseguitato dalla bestia del confronto con il suo giudizio, ha saputo elaborare una scrittura autobiografica la cui pacatezza è frutto di un lungo periodo di elaborazione del...

Confusione

È difficile saper raccontare la contemporaneità. Balzac l’‘800 lo aveva descritto con monumentali cicli di narrazioni. La chiave del contemporaneo era nel milieu. Se si pensa al celebre Père Goriot non potrà non tornare alla mente l’acuta osservazione di Erich Auerbach sull’interrelazione tra Madame Vaquer e la sua sudicia pensione. Secondo il noto studioso infatti: “toute sa personne explique la pension, comme la pension implique sa personne”. Il mondo con i suoi “tipi umani” si rispecchia nell’ambiente in un gioco di complementarietà con cui Balzac rese esaustivamente esplorabile anche il più inaccessibile fenomeno della sua epoca. Anche oggi c’è chi tenta di dare voce al contemporaneo. Sono scomparsi i progetti enciclopedici, epici, le cosiddette opere mondo e sono apparsi invece...

Atlante del contemporaneo. Doppiozero a Bookcity

Per l’edizione Bookcity 2015 Doppiozero organizza, presso l’Area Ex Ansaldo in via Tortona 56, Atlante del contemporaneo:     Sabato 24 ottobre   12:30 - 14:30 Atlante del contemporaneo. Remix. Le forme comunicative del web Vito Campanelli, autore dell'ebook Remix (edizioni doppiozero), dialoga con Marco Belpoliti.   16:30 - 18:30 Atlante del contemporaneo. Lo straniero. Roberto Bolaño come narratore Federica Arnoldi, autrice di Roberto Bolaño (edizioni doppiozero), dialoga con Luigi Grazioli.     Domenica 25 ottobre   12:30 - 14:30 Atlante del contemporaneo. Vintage. L’estetica del contemporaneo Daniela Panosetti, autrice dell'ebook Vintage (edizioni doppiozero), dialoga con Marco Belpoliti....

Gëzim Hajdari. Il cantore del XXI secolo

«Tragedia e grandezza sono elementi indissolubili del Kanûn. È una delle costituzioni più imponenti che vi siano al mondo, con conseguenze tragiche. Il Kanûn non è soltanto una costituzione, ma anche un mito che ha assunto la forma di una costituzione.» G. Hajdari   Gëzim Hajdari   L’Albania di oggi richiama alla mente una nazione in faticosa ripresa, dopo gli anni oscuri del comunismo e quelli dell’emigrazione clandestina verso le coste pugliesi, un paese di traffici più o meno leciti e di mete turistiche a basso costo. Ben poco si sa della sua storia e della sua cultura tradizionale, fondata sull’ospitalità, l’onore, la vendetta di sangue e la besa, la parola data. Sono i principi...

Roberto Arlt, figlio e padre di Buenos Aires

«Tutti i giorni, alle cinque del pomeriggio, m’imbatto in ragazze che vengono a prendere il cucito. Magre, afflosciate, sofferenti. La polvere di riso, usata come cipria, non basta a coprire il collo dove si scoprono i tendini, e tutte camminano col corpo piegato su un lato, per l’abitudine di portare sempre il pacco con l’altro braccio. E i pacchi sono grossi, pesanti: danno la sensazione di contenere piombo, stancano la mano nello sforzo. Non si tratta di sentimentalismo da quattro soldi. No. Ma più di una volta mi sono messo a pensare a queste vite così, quasi interamente dedicate al lavoro» (“La ragazza del pacco”, in Acqueforti di Buenos Aires, tr. it. di Marino Magliani e Alberto Prunetti, Del Vecchio 2014, p. 76).  ...

Dente. Favole per bimbi molto stanchi

Sotto un temporale che pareva interminabile, la scorsa estate, pensai all'improvviso che il mio cantante preferito del momento era Dente. O era stato in tram mentre guardavo fuori dal finestrino la città? E il disco che preferivo era L'amore non è bello e i pezzi A me piace lei, Buon appetito, Solo andata (per uccidersi allegramente, fischiettando).     Dicono che Dente sia un appassionato di enigmistica, oltre che di giochi di parole; di certo è un autore di canzoni palindrome. Per lo meno dal punto di vista delle situazioni e dei sentimenti cantati. Sono tutte e sempre canzoni d'amore, e di disamore: L'amore non è bello è come pensare immediatamente che l'amore è bello, come è impossibile non pensare all...

Campioni # 12. Massimo Gezzi

Resistono negli occhi, oppure nella mente, le lamelle di luce che stamattina incidevano losanghe sul pavimento della camera. Sopra il letto gli ammennicoli di sempre: valigia, vestito, zaino, per un percorso che ricomincia tutti i giorni, a ogni svolta di corridoio. Ma dopo, quando nell’atrio qualcuno ti incrocia o ti fa cenno, ancora confidi che i colori più accesi del mattino o il fondale di una finestra sappiano stringerti le spalle, a te e ai tuoi compagni innominati di viaggio: «Perde il lavoro e si getta dal cavalcavia», avete letto poco fa sul giornale che uno compitava a pagine spiegate, sbadigliando per il sonno. Rimandi uno sguardo al paesaggio, alla luce del primo giugno, alle stazioni. La vostra dimenticanza è gentile: non...

Manu Larcenet. Blast

Le grandi opere a fumetti scontano spesso un curioso destino. In molti casi, quando ci si trova di fronte a un lavoro fuori dal comune in grado di stagliarsi sopra la sterminata produzione annuale di tavole e baloon, si finisce per ricorrere a parallelismi con altre forme espressive di matrice letteraria, quasi che riconoscere la grandezza di un fumetto non possa che coincidere con una sorta di “promozione” all'alveo del romanzo. Questo curioso processo di nobilitazione rischia chiaramente di far venire meno il carattere unico di quei libri che sanno cristallizzare lo specifico della nona arte e del suo essere amalgama assolutamente peculiare in cui la narrazione è alchimia perfetta fra disegno e parola. BLAST (Dargaud 2009) di Manu Larcenet è da annoverare...

Javier Cercas. L’impostore

Di impostori, che impastano di menzogne la verità sino a costruirci sopra un nuovo abito da indossare, anzi una nuova vita da affiancare o sostituire alla precedente, sono pieni i secoli e i libri. Dal Miles gloriosus di Plauto in poi non c’è epoca che non abbia avuto i suoi millantatori e impostori che suddivisi nelle variegate e affollate categorie di riferimento erano e sono ben decisi a turlupinare il mondo. Chi non ricorda, in una pagina de Il nome della rosa il lungo elenco che ne viene fatto? “bari, birboni, baroni, bricconi, gaglioffi, guidoni, trucconi… e barattieri e gente che viveva sulla credulità altrui”.   Tra le figure più diffuse c’è indubbiamente quella del falso cospiratore che mai, sino alla caduta...

La fedeltà del traduttore

Si è appena concluso Babel Bellinzona 2015, festival di letteratura e traduzione che quest’anno ha avuto tra i suoi ospiti anche Maurizia Balmelli, traduttrice tra le più autorevoli oggi e in cui sarà a tutti noi capitato di imbatterci, dal momento che ha firmato i testi italiani di molti tra gli autori più significativi della nostra contemporaneità. Abbiamo approfittato della sua presenza al festival per rivolgerle qualche domanda.         Tu sei la voce italiana di Cormac McCarthy, Àgota Kristòf, Emmanuel Carrère, Aleksandar Hemon, J.M.G. Le Clézio, per citare soltanto alcuni tra gli autori che hai tradotto. Qual è il tuo rapporto con uno scrittore al di là del suo testo?...

Lo studio del mito nel Novecento

Per gentile concessione dell'editore pubblichiamo un estratto dall'introduzione e l'indice del volume collettivo Filosofie del mito del Novecento, Carocci 2015 (a cura di Giovanni Leghissa ed Enrico Manera): il volume si propone come strumento di sintesi e confronto delle principali linee di studio emerse nel Novecento, tra gli estremi segnati da Freud e Sloterdijk, e intende mostrare, attraverso gli studi di filosofi, psicologi, antropologi, sociologi, storici delle religioni e delle idee, il nesso tra il 'mito' e gli ambiti delle pratiche sociali con cui i vincoli collettivi trovano stabilità e fondamento.       Dall'introduzione dei curatori   Un’esposizione storico-critica delle principali linee teoriche di riflessione sul...

Blablacar: da Milano a Affori senza perder forza

Ho prenotato un Blablacar Lo sapete che cos'è un Blablacar? È una piattaforma on line di ride sharing che opera in 14 Paesi e con oltre 20 milioni di utenti verificati e più di 3 miliardi di chilometri condivisi È nata in Francia, ma in Italia è arrivata nel 2012 La persona che l'ha inventata si chiama Frédéric Mazzella L'applicazione per Ios e Android è stata scaricata 15 milioni di volte Ogni trimestre più di 10 milioni di viaggiatori usano Blablacar Funziona in questo modo: devi fare un viaggio in macchina, hai dei posti liberi, metti un annuncio su Internet, chi è interessato si aggrega e così condividete le spese     Ho usato Blablacar decine di volte Le persone che ho...

Svizzera, mostrare la lingua

Ancora la Svizzera, dunque? Di nuovo la consueta litania di proporzionalità linguistiche e culturali, con tutto il suo corredo di problematiche identitarie? Perché di questo sembra inevitabile ragionare quando si parla di letteratura e di Svizzera; e un simile discorso, che forse non potrà mai davvero esaurirsi, destinato com’è a essere costantemente rivisitato, interrogato e messo alla prova nei tempi mutevoli e nelle ottiche divergenti, risulta a tratti stantìo, ripetitivo. Il rapporto spesso polemico degli scrittori con uno stato tanto solido finanziariamente e politicamente quanto complesso, e secondo alcuni indefinibile o comunque troppo variegato, sul piano culturale; l’altro rapporto, non di rado contraddittorio, che ogni regione...

Epica e fotografia

È in uscita da DeriveApprodi il volume Etica e fotografia. Potere, ideologia, violenza dell’immagine fotografica, a cura di Raffaella Perna e Ilaria Schiaffini, che raccoglie gli atti del convegno omonimo tenutosi lo scorso novembre all’Università di Roma «La Sapienza» e comprende interventi di Andrea Cortellessa, Antonello Frongia, Adolfo Mignemi, Lucia Miodini, Federica Muzzarelli, Raffaella Perna, Antonello Ricci, Ilaria Schiaffini e Michele Smargiassi. Anticipiamo qui il saggio di Andrea Cortellessa sul lavoro di Giorgio Falco e Sabrina Ragucci.     Cosa sia l’epica nel mondo moderno, e perché tanta nostalgia essa continui a ispirarci, non è facile dire. Com’è ben noto, Hegel nell’Estetica...

Il lamento dell'insegnante

Dovendo una buona volta tirare le somme di tutto il nostro percorso, cercando di esporre la conclusione delle conclusioni, per parafrasare la Bibbia, o la madre di tutte le conclusioni, per parafrasare il Corano, potremmo ben dire che aveva ragione Hans Magnus.   Hans Magnus chi? Hans Magnus Enzensberger, poeta, professore, traduttore, saggista tedesco e innamorato dell’Italia. Era già piuttosto noto, in Italia, quando una ventina di anni or sono un film, e che film!, contribuì al sensibile incremento della sua popolarità qui da noi.   Si tratta di Caro diario di Nanni Moretti, per la precisione del secondo degli episodi di quel film, «Isole», in cui è narrata l’imprevedibile metamorfosi di un austero professore: costui,...

Campioni # 11. Vito M. Bonito

da bambina seduta nel sangue volevo sapere cosa resta dei morti   alle manine che uccido ora chiedo   cosa resta di me che cosa non torna mai più   (da Soffiati via, p. 15)   Vito M. Bonito   I perduti, «i volati», i Soffiati via, non sono (soltanto) sottratti, sono presenze, palpabili e brucianti, della sottrazione inevitabile, immedicabile. Pagina e vita sono senza conforto. E senza conforto i resti, «cosa resta dei morti», e l’impossibile canto. Il «mai più» semplice e inespugnato come sentenza capitale. Non soccorre neanche l’interpunzione: l’interrogativo, forse pietoso, che potremmo attenderci è scomparso, cancellato, negato, e più avanti «chi rimane...

La polifresa. Ticinocittà

Babel 2015 (Bellinzona, 17-20 settembre) Le letterature della Svizzera   Nel 2015 il festival Babel è svizzero: dieci anni di viaggio attraverso le lingue e le letterature mondiali ci portano sulla soglia di casa e, come dopo ogni viaggio, quella soglia è diversa. Entriamo. C’è una forte tensione tra le lingue, tra lingua e dialetti, tra oralità e scrittura, che sta dando risultati letterari senza precedenti. Perché la lingua della Svizzera è la traduzione, e per essere viva deve ascoltare e farsi interprete delle voci della sua confederazione di culture: il tedesco e i suoi dialetti svizzeri, l’italiano e il francese, il romancio e le lingue dell’immigrazione, le varie ibridazioni del parlato – tutte chiavi per...

Doppiozero al Festival della mente

Sembriamo ormai capaci soltanto di quella pigrizia che Roland Barthes definisce «imbronciata», carica cioè di tutto il senso di colpa di cui è permeato il nostro vivere. Vogliamo essere competitivi e al passo con il correre del mondo. Ma dove stiamo andando? Siamo ancora capaci di sostare senza percepire la sosta come una resa? Cosa abbiamo perso dopo aver abbandonato il piacere della dissipazione, del tempo e forse non soltanto di quello? Partendo da Roland Barthes, che ci descrive la delizia della pigrizia, e attraverso le parole di Peter Handke e le riflessioni che il filosofo sudcoreano Byung-Chul Han dedica al tema della stanchezza, proviamo a ragionare su questi temi nella società contemporanea: il tempo e la pigrizia, l’indugio e la stanchezza...