Società

Sotto il segno di Hiroshima / Tokyo, 1964

Chi si ricorda oggi di Yoshinori Sakai? Era il 10 ottobre 1964 e al Kokuritsu Kasumigaoka Rikujō Kyogijō, lo Stadio nazionale olimpico di Tokyo, si svolgeva la cerimonia di apertura delle XVIII Olimpiadi. A portare nell’ultima frazione la torcia olimpica che avrebbe acceso al tripode dello stadio la fiamma olimpica, toccò proprio a lui, a Yoshinori Sakai che aveva compiuto diciannove anni il precedente 6 agosto e che diciannove anni prima era nato a Hiroshima un’ora dopo lo scoppio della bomba atomica. Tutto questo aveva un significato in un certo modo sacrale. Il Giappone era il primo paese asiatico a ospitare un’Olimpiade e lo faceva finalmente dopo che già nel 1938 aveva dovuto rinunciare all’organizzazione dell’edizione prevista nel 1940, a causa delle pressioni internazionali...

Ricette immateriali / La piada

La piada riassume in sé vizi e virtù della cucina italiana o, vista la mitica relazione con le vicende marinaresche dell’Eneide, più genericamente della cucina mediterranea. Invenzioni narrative vecchie e nuove, utili a pericolose costruzioni identitarie e a lucrose produzioni alimentari. Ma la storia della piada, reale e fantastica come quella di tutte le tradizioni enogastronomiche, e soprattutto la pratica della piada, cioè il farla e condividerla, può essere anche una buona occasione per sperimentare nuove forme di socialità. Praticare ricette immateriali significa provare a riabitare l'Appennino. Riabitarlo oggi, ognuno con il suo lavoro e le sue (misurate) comodità, senza ipocriti rimpianti nostalgici, ma consapevoli della atavica necessità di selvatico che ci portiamo dentro....

Pantomima / Lewis Carroll e i concorsi scolastici

Mi sono laureata in filosofia nel 2009. A differenza, ad esempio, dei laureati in storia dell’arte o in beni culturali, che con esami integrativi potevano e possono insegnare italiano, storia e geografia nelle scuole superiori, chi si laurea in filosofia ha accesso a una sola classe di concorso per l’insegnamento: la a019, ex a037, ovvero storia e filosofia nel triennio dei licei. Se vuole insegnare italiano deve prendere una seconda laurea. Ho avuto la fortuna di entrare in una scuola di specializzazione dottorale, al San Carlo di Modena, che ho terminato nel 2013. Nel frattempo, non c’erano state forme di reclutamento per i docenti della scuola superiore di secondo grado. Nel 2012 è stato aperto un concorso per il TFA, ovvero il Tirocinio Formativo Attivo, che con esame di ammissione e...

Otto domande (3) / Università: contenuti e relazione

Gianfranco Marrone   La pandemia è stata affrontata facendo ricorso alle piattaforme digitali. Questo ha reso il tema della cosiddetta “fatica digitale” (digital fatigue) più che mai attuale. Il ritorno alla normalità eliminerà il problema o ne cambierà solo i termini? Come pensate che occorrerà affrontarlo?   Col buon senso, cosa peggio distribuita al mondo. Le piattaforme digitali hanno in un primo momento, diciamo nel 2020, scoraggiato gli incontri di tutti i tipi, dalle lezioni alle riunioni, dai seminari ai convegni. In un secondo tempo, più o meno col secondo lockdown del 2021, invece li ha fortemente incoraggiati, dato che, alla fin fine, è subentrato il fattore comodità ed economia. Faccio lezione, tengo la conferenza, partecipo alla riunione da casa, così appena finito...

I piccoli oggetti che raccontano le città / Frammenti di tessuto urbano

Chi ricorda l’albergo diurno? Luogo tanto utile quanto ambiguo, spesso sotterraneo o comunque defilato rispetto ai normali percorsi urbani, trionfava nelle stazioni ferroviarie, dove si recavano rappresentanti di commercio per bisogni igienici, viaggiatori a cui necessitavano servizi di barberia o coppiette clandestine in cerca di un paio d’ore di insperate carezze. Paolo Conte, che di quell’epoca è un cantore fenomenale, in una melodia intitolata al gelato ha additato i bagni diurni come abissi di tiepidità, offrendo alla donna che sta entrando nella sua vita una doccia proprio in posti così. Ne veniva fuori tutto un immaginario, forse una poetica, strettamente legati alla vita in città. Sempre Conte, nello stesso pezzo, ha parlato di oceani notturni in cui rimbombano le voci della città...

La telenovela triste di Britney Spears / Miss American Dream

Strano ma vero, stavolta non è questione di gossip. Se da mesi negli Stati Uniti siamo ossessionati da Britney Spears, è perché la telenovela triste della Pop Princess ha sollevato uno specchio in faccia al paese e l’immagine che rimanda è impietosa, a tratti intollerabile. Non per caso la storia è ormai traghettata dal far west dei social media all’ortodossia del mainstream con tanto di imprimatur del New York Times che le ha dedicato un documentario e perfino del New Yorker che sul tema ha di recente pubblicato un’inchiesta a firma di Ronan Farrow e Jia Tolentino. A leggerla in filigrana, nella sua vicenda si ritrovano gli snodi cruciali degli ultimi vent’anni in un arco che dalla cultura sessista dei tabloid approda al tempo dei social e del MeToo dopo essersi inabissato nel gorgo più...

Una nuova nomina / Trieste e l’eredità di Basaglia

Il lungo addio   Trieste è sottosopra. La notizia è che il nuovo direttore della psichiatria triestina è figura destinata a segnare una netta discontinuità rispetto alla storia del luogo. Storia prestigiosa, legata alla presenza di Franco Basaglia, alle battaglie che lo avevano visto protagonista negli anni sessanta e settanta. Legata alla chiusura dei manicomi da lui fortemente propugnata e realizzata, e alla creazione di un modello di gestione della salute mentale modernissimo. A quarant'anni di distanza, viene giudicato da vari osservatori internazionali tra i migliori al mondo.    Storia prestigiosa ma a quanto pare in via di dismissione. È l’ultimo atto di un lungo addio. Il recente concorso per il rinnovo della direzione di uno dei servizi chiave della psichiatria...

Italia campione d'Europa / Fino all'ultimo rigore

La notte più lunga di questa tumultuosa estate europea si conclude coi calci di rigore, ancora una volta. L’Inghilterra è entrata in campo col coltello fra i denti e ha sorpreso gli azzurri di Roberto Mancini dopo pochi secondi di gioco, con una rete di Shaw che ha fatto temere il peggio. Tuttavia, pur essendo iniziata con i peggiori auspici, la partita ha lentamente cambiato verso. L’Italia ha attaccato con pazienza e testardaggine, senza perdersi d’animo. Si è affidata al talento di Federico Chiesa per tenere gli inglesi nella loro metà campo. È stata premiata nel secondo tempo, quando il cronometro sembrava scorrere troppo veloce verso il novantesimo. Quello di Bonucci non è sembrato un goal, ma una meta da rugby, sudata e liberatoria. Da quel momento, la sfida è diventata una lenta e...

L'architettura dei nudge / Il fascino discreto della tecnocrazia

Quando si parla di tecnocrazia, l’immagine dominante è quella dello stato come macchina hi-tech che controlla le scelte dei cittadini, le prevede, le indirizza, e più recentemente le gestisce tramite il potere dei big data e degli analytics. Si tratta di una trasformazione epocale delle società̀ avanzate che, nella fase postindustriale, utilizzano la tecno-scienza per governare ma anche per semplificare la complessità del sociale. Insieme alle teorie della complessità, che hanno animato il dibattito nelle scienze della natura e nelle scienze umane nel corso del Novecento, la cibernetica di N. Wiener ha proposto una nuova utopia pragmatica in cui il concetto di informazione è misura inversa dell’entropia, ovvero del disordine di un sistema. Nell’utopia cibernetica e postindustriale, l’...

Tra politica e marketing / Influencer o testimonial?

In apparenza, abbiamo assistito nei giorni scorsi a uno scontro del tutto impari: da un lato degli influencer giovani, belli e simpatici (Ferragni e Fedez), dall’altro un politico ancora abbastanza giovane, ma di grande esperienza e soprattutto considerato poco simpatico (Renzi). Non si può evidentemente che tifare per i primi. Eppure c’è qualcosa che non quadra. I primi, come si diceva, sono degli influencer, ovvero dei testimonial pubblicitari. In poche parole, fanno soldi vendendo a varie aziende il proprio corpo e la propria immagine. Niente di male: da quando esistono i messaggi pubblicitari, operano al loro interno anche dei personaggi pagati per testimoniare la bontà di un prodotto. Dev’essere chiaro però che si tratta di testimonial che svolgono una precisa funzione commerciale,...

Usa e Regno Unito / Razzismo e five eyes

Lord Frost, il commissario inglese per gli affari europei, ha detto di essere sorpreso dall’ostilità europea nell’implementare il protocollo irlandese che fa parte dell’accordo Brexit. Schierato con i remainers, è stato incaricato dal primo ministro di tentare di mantenere una buona relazione con l’Europa. Frost non è Nigel Farage, che all’inno alla gioia di Beethoven si alzò in piedi e voltò le spalle al parlamento.  Ma per quanto numerose siano le ragioni che si mescolano nel Brexit, un segno lo ha certamente lasciato Farage. Per cercare di capire di quale segno si tratti e che problemi abbia oggi la Gran Bretagna, bisogna riflettere su quanto è complicato questo momento per loro.    Per semplificare possiamo distinguere due orizzonti: una nostalgia imperiale, sentita...

Otto domande (3) / Università: diffidare delle imitazioni

Tiziano Bonini   La pandemia è stata affrontata facendo ricorso alle piattaforme digitali. Questo ha reso il tema della cosiddetta “fatica digitale” (digital fatigue) più che mai attuale. Il ritorno alla normalità eliminerà il problema o ne cambierà solo i termini? Come pensate che occorrerà affrontarlo?   Non ci sarà un ritorno alla “normalità”. Molte riunioni, ricevimenti, seminari, continueranno a svolgersi tramite la mediazione di piattaforme, anche finita la pandemia, e questo può rappresentare un beneficio. Il rischio più grande invece lo corre la didattica: in molte università si vuole continuare con la didattica duale, sia in presenza che a distanza, che risulta in una didattica “diminuita” invece che “aumentata”. La mancanza di cultura digitale nelle università italiane...

Un libro del premio Nobel Esther Duflo / Mettere fine alla povertà

Il libro e il Nobel. Lottare contro la povertà, versione italiana della lezione inaugurale tenuta da Esther Duflo al Collegio di Francia nel 2009, è un testo polemico, scritto dieci anni prima che l’autrice ricevesse il premio Nobel per l’economia, insieme a Michael Kremer e a Abhijit Banerjee. I tre vincitori sono stati premiati per l'approccio sperimentale nella lotta alla povertà globale. Recita così la motivazione per il Nobel: "for their experimental approach to alleviating global poverty." Ma che cosa significa approccio sperimentale?    Gli avversari di Esther Duflo. Prima di rispondere alla domanda vediamo quali sono gli obiettivi polemici di Esther Duflo. Duflo se la prende prima di tutto con Jeffrey Sachs, autore nel 2005 del libro La fine della povertà. Secondo Sachs...

Portare la foresta nella città / L'ecologia di Hundertwasser

Nel 1931 a Vienna, quando Hundertwasser non ha ancora compiuto tre anni, muore Arthur Schnitzler. A volte sembra che le idee maturino lentamente, restando nascoste come semi nella terra, aspettando solo che intorno si faccia caldo, che il terreno sia pronto per non sbocciare inutilmente, l’humus deve essere stato preparato da altre idee che si sono appoggiate accanto e, impregnando il terreno, stratificandosi nel tempo, hanno pazientemente atteso il nascere di un nuovo albero, per nutrirlo e farlo crescere forte e pieno. Agli inizi del Novecento, a Vienna, il terreno è pronto per accogliere la scoperta che avrebbe colorato tutto il secolo: l’uomo mette il piede, per la prima volta da sveglio, sul terreno molle e infido dell’inconscio.    Succede nel cuore dell’Europa, dove i...

Otto domande (2) / Università: cosa significa insegnare?

Franco Nasi   La pandemia è stata affrontata facendo ricorso alle piattaforme digitali. Questo ha reso il tema della cosiddetta “fatica digitale” (digital fatigue) più che mai attuale. Il ritorno alla normalità eliminerà il problema o ne cambierà solo i termini? Come pensate che occorrerà affrontarlo?   È stato certo faticoso imparare in poco tempo ad usare bene le piattaforme digitali nella didattica “attiva”, cioè non solo come archivio per i materiali da dare agli studenti. Il loro utilizzo forzato ha costretto a riorganizzare abbastanza radicalmente le lezioni. Sarebbe un peccato non trarre vantaggio dalle esperienze fatte. La didattica in presenza è essenziale, ma un uso più efficiente delle piattaforme digitali porterebbe vantaggi certi alla didattica.    Uno...

La costruzione televisiva della memoria / L’eterno presente delle “Notti Magiche”

Sono le 11,30 di sera del 26 giugno 2021. L'Italia ha appena battuto l'Austria per 2-1 negli ottavi di finale dei campionati europei di calcio, dopo due tempi supplementari. È stata una sfida sofferta e l’euforia è tanta fra gli appassionati, compresi quelli impegnati a intrattenere il pubblico televisivo nella seconda serata di Raiuno. Cominciano i collegamenti in diretta dalle piazze delle più grandi città del paese. Sono ormai una consuetudine del post-partita: un giornalista è sommerso da una folla esultante e chiede qualche parere alle persone avvolte dalle bandiere tricolori. Si avvicina al microfono un ragazzo molto giovane. Ha forse meno di venti anni e urla senza risparmiare la voce: “È bellissimo vivere questa gioia, sembra di essere tornati all'atmosfera di Italia ’90”. La...

Una conversazione con Michele Zappella / Scuola: dislessia, autismo e bullismo

Dopo aver ascoltato Pietropolli Charmet e il suo sguardo rivolto all’adolescenza, mi è sembrata un’occasione preziosa quella di poter rivolgere le mie domande a Michele Zappella, uno dei massimi esperti e studiosi di neuropsichiatria infantile, in prima linea, negli anni Sessanta (è nato nel 1936), per l’abolizione delle classi differenziali. Ha lavorato a Londra, negli Stati Uniti e in diversi istituti psichiatrici italiani, prima di diventare primario del reparto di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Generale di Siena, incarico ricoperto per più di trent’anni. Continua a visitare bambini, a occuparsi di integrazione e proposte terapeutico-educative, e la sua voce sull’autismo è tra le più autorevoli del panorama contemporaneo. Tra i suoi libri vanno almeno citati: Il pesce bambino...

Otto domande (1) / L'università dopo lo scossone della pandemia

Alessandro Carrera   La pandemia è stata affrontata facendo ricorso alle piattaforme digitali. Questo ha reso il tema della cosiddetta “fatica digitale” (digital fatigue) più che mai attuale. Il ritorno alla normalità eliminerà il problema o ne cambierà solo i termini? Come pensate che occorrerà affrontarlo?   Ne cambierà solo i termini, perché delle piattaforme digitali non si farà più a meno. Anche stando in classe, sarà sempre più comune collegarsi con qualche studioso che si voleva invitare ma, o non ci sono i soldi per pagargli tutte le spese, oppure è lo studioso stesso che preferisce dare la sua lezione direttamente da casa. Si faceva anche prima, ma c’erano resistenze da entrambe le parti. Pareva che senza la presenza fisica non ci fosse davvero “l’evento”. Ora, quando...

Sociologia della catastrofe / Mottarone: il perché di un disastro

La tragedia della funivia del Mottarone ci ha scossi profondamente. Ci ha lasciati quasi increduli. È possibile che persone “normali” abbiano messo a rischio la vita di altre persone con tanta pertinacia, con tanto apparente disprezzo? Altre tragedie, vicine e lontane, hanno innescato studi approfonditi sui meccanismi che stanno alla base di eventi così sconcertanti.   Diane Vaughan insegna sociologia alla Columbia University di New York. Nel campo, alquanto specialistico, della sociologia dei disastri, si è fatta un nome grazie all’analisi, acuta e documentata, su come andarono le cose alla NASA negli anni precedenti il disastro del Challenger. I lettori meno giovani ricorderanno che nel gennaio del 1986 la navetta Challenger, lanciata da Cape Kennedy con sette astronauti a bordo (...

Un'intervista / David Grossman: la paura e la pace

David Grossman ha ricevuto il 19 giugno a Taormina il "Taobuk award 2021", un premio riservato ai grandi della letteratura mondiale, impegnati nella battaglia per i diritti umani e la democrazia e che, nel passato, è stato assegnato, tra gli altri, a Mario Vargas Llosa, Tahar Ben Jelloun, Luis Sepulveda. Lo incontro la mattina del giorno prima, a Bassano del Grappa, dove è in programma una conversazione con Mario Calabresi, organizzata dal Festival "Resistere" della Libreria di Palazzo Roberti. Non c'è nessuno scrittore che, come David Grossman, dedichi così tanto tempo a parlare della pace tra Israele e Palestina, nessuno come lui che prenda così sul serio il ruolo dell'intellettuale che crede nelle possibilità della parola e del dialogo per avvicinare gli uomini, anche quando sembrano...

Accademia Unidee / Quattro farmaci contro l’automatizzazione

In natura tutto è interconnesso e una variabile funge da contrappeso a un’altra.   Questa scienza del contrappeso, nella vita sociale dobbiamo svilupparla noi, perché la velocità dell’artificio che abbiamo costruito sfugge ai tempi che la natura si dà da sé. E se questo per lei può essere un trascurabile evento, per noi può significare un errore fatale.   Alla base di alcuni nostri mali contemporanei sta proprio lo squilibrio tra alcune dotazioni o inclinazioni naturali e i sistemi di contrappeso che abbiamo gradualmente portato ad aver sempre meno rilievo. In particolare, anche se può sembrare controintuitivo a chi associa alla modernità una maggiore consapevolezza, emancipazione e autonomia degli umani, stiamo progressivamente diventando sempre più proni all’automatizzazione...

Perché abolire le humanities? / Università: affamare la bestia

Sulla libertà accademica ha tenuto recentemente un magnifico discorso il presidente della Repubblica Irlandese, il poeta Michael Dennis Higgins.. Per capire i termini della questione a cui si rivolge è utile vedere un documentario Starving the beast   La posta in gioco è importante ed è destinata a diventare sempre più centrale, e non solo al sistema accademico: le università selezionano le classi dirigenti, ed è quindi quasi tautologico che il mondo anglosassone guidi le trasformazioni dei sistemi universitari che si fanno, come gli spostamenti di popolazioni, le comunicazioni, i commerci, i flussi di capitali e la stessa natura dei sistemi politici, progressivamente globali. Sarebbe piuttosto strano se le grandi potenze mercantili e militari del mondo selezionassero la loro classe...