Società

Il Sessantotto di chi non c'era / Sessantotto bifronte

A mezzo secolo dal ’68, sentiremo ricordare un po’ dappertutto gli opposti significati che gli vengono attribuiti. La sua cifra bifronte indica sia l’ultima rivolta imparentata con i moti ottonovecenteschi, sia l’affermazione di una società affluente dove la tendenza libertaria è indistinguibile dal consumismo; evoca un istinto ludico e anarchico che si rovescia in pratiche settarie; simboleggia un’estetizzazione della politica e una fame d’immaginazione che preparano l’aggressività pubblicitaria; ed è legata a un rifiuto della cultura che sfocia in un enorme abuso di gerghi teorici. Un tema che attraversa quasi tutte queste dialettiche è quello dell’autorità. Chi vede nel ’68 l’origine di un presunto lassismo lo confonde con l’andamento complessivo dello sviluppo, del quale i movimenti...

Il Sessantotto di chi non c'era / Caro Sessantotto cerca di volare basso

Ho pizzicato il Sessantotto a uno di quei virtuaveglioni paraselfie hashfree ultra tag orgon tre punto zero per noi giovani senza memoria violenti e dissoluti che odiamo la cultura, bastoniamo i professori e ce ne vantiamo su internet. C’era una pallosissima sfida di extreme social goldening quando me lo sono trovato di fronte: scarpe bianche glitterate, canotta, jeans tagliati e tatuaggio a pelle di serpente sul collo. Poverello. Un vecchietto che cerca di fare il gggiovane. Mi ha fatto tanta pena. E anche un po’ tanto schifo. Per fortuna che c’ho sempre tutti i bot delle app del mio telebiomidollullare a palle di pellet quantico aggiornati. Così io mi sono sparato una yage craftbeer DOP mentre aspettavo i raga, e il mio avatar si è lavorato il tizio.   Signor Sessantotto, che...

Fotografare le slide. Ritorno all’immagine? / Morte degli appunti

Ho cominciato da qualche settimana il mio ennesimo corso universitario. Da parecchi anni, si sa, non si può più fare a meno dei power point (sostituto attuale dei cari, vecchi lucidi da lavagna luminosa, a loro volta rimpiazzi di gessetti e grafite), che al di là della loro reale utilità, e ancor di più di quel che proiettano (definizioni, informazioni, parole, immagini, grafici..), connotano parecchio un qualsiasi speech come ‘lezione universitaria’, o comunque come ‘discorso serio’. Un discorso senza power point sa di fuffa. Una fuffa con power point sa di discorso serio. Così, se ti presenti a lezione a mani vuote gli studenti come minimo chiamano Tremonti (ieri) o Di Maio (oggi) al Messenger di Facebook per segnalare l’ennesimo barone universitario ciarlatano e fannullone.   È l’...

Settecento contemporaneo / Europa e globalizzazione: cosa ci mostra Brexit?

I paragoni tra le epoche storiche sono occasionali: quando studiamo un’epoca lo facciamo perché siamo attratti da un’inconsapevole rispecchiamento in essa e conseguentemente la rileggiamo attraverso quello che vorremmo capire di quello che siamo. In questo modo il passato ci aiuta a orientarci e per questa ragione non si finisce mai di studiarlo, perché nella misura in cui si sposta il nostro punto di vista mentre viviamo, anche il passato rivela aspetti che prima non ci erano visibili.   La crisi dei sistemi di governo, ieri di ducati come Parma e Piacenza, Guastalla, Toscana, le vecchie repubbliche di Genova e Venezia prima dell’arrivo di Napoleone, oggi l’inadeguatezza degli stati nazione alle domande della contemporaneità, che in gran parte li esauterano. Le nostalgie della...

Imprenditori gig / Giovani, mettete su una start up!

Ha riscosso successo il film Il vegetale di Gennaro Nunziante, una sorta di parabola rivolta ai giovani. Il film racconta le traversie di un giovane milanese che fa di tutto per farsi assumere da qualche grande azienda, ma che di fatto viene menato come un can per l’aia: stage che sono di fatto lavoro sottopagato, promesse mai mantenute, cavilli burocratici ed evasivi (delle tasse). Alla fine però il giovane mette su un’azienda che produce cibo biologico, e questo – si tratta di una favola edificante – senza ricorrere a lavoro nero, a braccianti sottopagati, ma tutto onestamente rendicontato. Messaggio lampante: giovani, smettetela di puntare al miraggio del posto fisso da dipendente in una Corporation, inventatevi voi un mestiere, mettete su una start up!   Il film illustra in modo...

Pendolarismo / In cattedra con la valigia

In una recente inchiesta «La Repubblica» ha documentato il pendolarismo Napoli–Roma cui quotidianamente si sottopongono tre docenti (donne) precarie e una lavoratrice del settore amministrativo. Sveglia alle 4 del mattino, 500 km di viaggio complessivi con Frecciarossa, treni locali, autobus, per una durata di circa 7 ore di viaggio tra andata e ritorno. Difficile dire se i giornalisti abbiano letto il volume In cattedra con la valigia. Gli insegnanti tra stabilizzazione e mobilità. Rapporto sulle migrazioni interne in Italia, opera che illustra la presenza di working poors anche nel settore della pubblica amministrazione, tradizionalmente associato a stabilità e garanzia di reddito.   Le indagini a disposizione documentano che il contesto migratorio italiano si trova in una fase di...

Il Sessantotto di chi non c'era / Ho incrociato il 1968 nel 1998

La prima volta che incrociai il 1968 fu nel 1998.  Avevo ventun’anni ed ero uno studente di Scienze della Comunicazione a Siena. Per un corso di multimedia qualcuno di noi insieme al suo professore progettò un CD-ROM interattivo, ormai consegnato all’archeologia dei dead media, che raccontava la cronologia del 68. Per il corso di Storia Contemporanea del professor Labanca, ognuno di noi doveva scrivere una tesina, un saggio di 3.000 parole, su un evento del novecento. Avevo una camicia a quadri da boscaiolo umbro e i miei gruppi preferiti erano i Nirvana e gli Smashing Pumpkins. Scelsi di fare ricerca su Pasolini, il 68, Valle Giulia. La tesina iniziava con le parole di PPP: “Smettetela di pensare ai vostri diritti, smettetela di chiedere il potere. Un borghese redento dovrebbe...

Modernità molle / Lavoretti. Perché la share economy ci rende più poveri

Il sociologo Zygmunt Bauman ha coniato anni fa un’etichetta che è riuscita ad ottenere un notevole successo mediatico e sociale: quella di «modernità liquida». Il successo di tale espressione può essere spiegato con la capacità del concetto di liquidità di rappresentare efficacemente quel processo di disgregazione progressiva che è in corso da tempo nelle società occidentali avanzate, le quali vedono indebolirsi e sciogliersi le strutture e le norme di funzionamento su cui avevano costruito la loro lunga storia. Parlare però di “modernità liquida” comporta di limitarsi semplicemente a descrivere un fenomeno, mentre la situazione attuale dei paesi occidentali impone invece di utilizzare un’etichetta che consenta anche di emettere un giudizio di valore. Si può pertanto parlare di «modernità...

Il Sessantotto di chi non c'era / Intervista a mia madre sul Sessantotto

Mentre mia sorella, mia moglie, mio cognato e i bambini mangiavano i bignè, a mia madre ho detto: “Sediamoci sul divano”. Glielo avevo preannunciato al telefono: “Ti farò due domande sul Sessantotto, mi racconterai quello che ricordi, niente di impegnativo”. Ma la sola idea l’aveva messa in apprensione. “È passato tanto tempo”, aveva sussurrato.  Mia madre non era nel movimento, non partecipò alla battaglia di Valle Giulia. Nel 1968 aveva diciotto anni, viveva in un paese a venti chilometri da Roma, aveva lasciato la scuola a quindici e non pensava alla Primavera di Praga né alla rivoluzione culturale cinese. Era l’ultima di sette fratelli, tre maschi e quattro femmine, figli di un fornaciaio e di una materassaia immigrati dall’Abruzzo.    A quel tempo lavorava in un...

Pluralismo di piattaforma / Facebook-Cambridge Analytica

Sul caso Facebook-Cambridge Analytica si è già scritto molto, anche qui su Doppiozero. Giovanni Boccia Artieri in particolare, è intervenuto con un contributo lucido e provocatorio:   “In questo senso il caso Facebook-Cambridge Analytica non ci dice che “il Re è nudo” ma ha piuttosto scoperchiato un vaso di Pandora da cui stanno uscendo i mostri che l’accelerazione della vita connessa associata a un’economia neo-liberale ha generato. Un insieme di problemi reali che abbiamo cominciato da poco a trattare come ossessioni collettive di cui parliamo molto ma che non si traducono in comportamenti comuni o in regolamentazioni applicabili”   Boccia Artieri coglie giustamente il nodo centrale di questa vicenda, ovvero “l’accelerazione della vita connessa associata ad un’economia neo-...

Dove va Grillo e i suoi blog / M5S e le tre direttrici

Quello di Beppe Grillo e della Casaleggio Associati è stato dal 2005 un affascinante laboratorio di marketing politico rivoluzionario. Il Movimento 5 Stelle sta sperimentando da anni forme innovative, in cui il nuovo medium della connessione digitale si intreccia con le forme tradizionali o arcaiche della comunicazione e della rappresentanza. È un terreno inesplorato, dove si possono fare (e si sono fatte) grandi scoperte, e si possono commettere gravi errori. Dalla parabola del Movimento 5 Stelle, come dalle parallele vicende di Wikileaks e Cambridge Analytica, abbiamo ancora molto da imparare sugli intrecci di politica e comunicazione. Il successo elettorale del 4 marzo 2018 ha radici antiche per i ritmi della rete e una storia brevissima se guardiamo all'orizzonte storico dei movimenti...

Trump, Re Lear e Re Giorgio / La pazzia di re Donald

“Thurlow: Sua Maestà sembra tornato se stesso. George III: Davvero? Sì, è vero. Sono sempre stato me stesso, anche quando ero malato. Solo che ora sembro me stesso. E questo è ciò che conta. Mi sono ricordato come devo sembrare.” Alan Bennett, La Pazzia di Re Giorgio   Il sovrano pazzo è uno dei grandi tropi letterari di tutti i tempi. Da Re Lear a Re Giorgio, ha fornito a drammaturghi e commediografi un’impalcatura per esplorare le relazioni fra razionalità e potere, carisma, fedeltà, politica e famiglia. Lo schema classico prevede un leader che mette in crisi l’ordine costituito cominciando a comportarsi in maniera bizzarra. Il dramma (o la commedia) segue da una parte l’evolversi della follia del re, fornendo indizi sulla sua psiche e le cause del malessere; dall’altra le reazioni...

Cambridge analytica e le responsabilità / Facebook: il Re (era già) nudo

Sono molte ormai le cose che pensiamo di sapere rispetto all’affaire Facebook-Cambridge Analytica. Sono certezze che derivano dall’avere letto sui quotidiani e ascoltato nei mass media, con una certa continuità lungo l’arco di tutta la scorsa settimana, approfondimenti e opinioni di diversa natura a partire dalle “rivelazioni” fatte dal whistleblower Christopher Wylie, un ex impiegato di Cambridge Analytica  all’Observer e al New York Times. Si tratta di certezze che hanno a che fare con la manipolazione elettorale, con il furto di dati e con la possibilità di una nostra sempre più elevata profilazione a causa dei contenuti, commenti ma soprattutto reazioni (i like) che lasciamo su Facebook. E sono molte le cose che vogliamo ancora sapere. Ad esempio come i regolatori nei diversi...

Io la riconosco / Maledetta passeggiata

Venezia Mestre – Verona, ore 15,30, andata.   Non ha fatto in tempo a sedersi di fronte a me che l'ho subito riconosciuta, lei non mi ha vista e neppure sfiorato con lo sguardo ma credo abbia riservato lo stesso trattamento a tutti i passeggeri del vagone. Il taglio dei capelli è diverso, ora sono più corti, forse il colore è meno luminoso ma una faccia così è difficile da dimenticare, – e proprio bella! – la stessa cosa che avevo pensato circa quindici anni fa quando la vidi entrare nella stanza dell'ospedale dove ero ricoverata da qualche giorno. Ricordo che la prima notte per lei non andò molto bene, aveva addosso una rabbia che non le dava pace, credo che avesse chiamato (imprecando) almeno una decina di volte l'infermiera, come vicina di letto era piuttosto impegnativa ma “per...

Officine grandi riparazioni (Torino) / Scintille

Inizia martedì 27 marzo la rassegna Scintille, dedicata al tema dell’innovazione tecnologica, e organizzata in collaborazione con Officine Grandi Riparazioni (Torino). Una serie d’incontri con un unico relatore che racconti una “scintilla”, ovvero una idea o un progetto o una invenzione che ha cambiato qualcosa nel nostro modo di vivere. Idee che hanno avuto una ricaduta nella vita quotidiana di tutti. Non solo grandi invenzioni o teoremi o formule, ma anche piccoli oggetti che hanno modificato qualcosa d’importante nella nostra esistenza nell’arco degli ultimi 70 anni. L’incontro è accessibile alle persone sorde e ipoudenti.   Martedì 27 marzo h 18 Codice a barre (Vittorio Marchis, Politecnico di Torino)   Martedì 24 aprile h 18 Algoritmo (Claudio Bartocci, Università di...

I molteplici corpi del compagno Presidente / Putin il Terribile

Penseremo al futuro della nostra grande patria, al futuro dei nostri figli e agendo così senza dubbio siamo condannati al successo (V. Putin, Commento alla vittoria, 18 marzo 2018).   Quella che segue non è un’analisi politica del recente risultato elettorale russo. Non ho le competenze e non dispongo degli strumenti per procedere in quella direzione. Molte sono le interpretazioni e i commenti disponibili sulla stampa e in rete per chi fosse interessato a documentarsi. Privilegio invece il tentativo di comprendere il successo del neo-rieletto Presidente, eventuali brogli e corruzioni comprese, attraverso un’indagine dell’immagine che ha creato di sé e che lo ha progressivamente portato a crescere nel gradimento della maggioranza della popolazione russa fino al plebiscito dei giorni...

Buoni e giusti / La campagna di Makkox per Coop

Qual è il sistema di interazione che oggi le catene della grande distribuzione realizzano con i propri acquirenti? Mentre Auchan tende a costituire il proprio rapporto con i clienti in termini abbastanza meccanici, con una forte zonizzazione dei propri spazi e una proliferazione di linee con preparazioni complesse già pronte (a Palermo, ad esempio, da qualche tempo è attiva un’area sushi con tanto di cuciniere orientale a prepararlo su richiesta e a impromptu), Lidl sceglie la via dell’imprevisto, proponendo i propri spazi commerciali come luogo della chine, di una passeggiata alla scoperta di beni non necessari e forse anche inutili (chi può dire di aver bisogno di una lampada da presa con proiettore?).   Esselunga punta su una forma di snobismo, legato all’esibizione di una certa...

Marca e consumatori / Pubblicità

Le società contemporanee sono invase da un’enorme quantità di messaggi pubblicitari in tutti i loro principali spazi. Negli Stati Uniti, è stato calcolato che le persone passano mediamente circa tre anni del loro tempo di vita a guardare degli spot sugli schermi televisivi. Eppure, di solito non ci si preoccupa di porre dei limiti alla costante crescita di tali messaggi, sebbene oggi siamo in grado di conoscere piuttosto bene gli effetti sociali che questi producono.  Le conoscenze disponibili sul funzionamento della pubblicità portano a ritenere che quest’ultima operi, più che determinando direttamente dei comportamenti d’acquisto, stimolando la nascita di una disposizione d’animo favorevole, che potrà successivamente tradursi nell’atto d’acquisto desiderato da parte delle imprese....

Spettri d'oltreoceano / Gun Show. Nella pancia dell’America

“Choose me, not guns”, invocano i liceali d’America urlando il loro no alle armi. La National Rifle Association li sbeffeggia, i politici insorgono. E il resto della storia va in scena senza clamore nella pancia profonda del Paese, dove le armi sono nel Dna e i Gun Show un’attrazione come una volta il circo. Vivo in Louisiana da cinque anni e non ne avevo mai visto uno. Domenica ho rimediato.  Ci si va a comprare pistole, fucili, memorabilia nazi, coltelli, tasers. Il biglietto a pagamento scoraggia ragazzini e perditempo, ma la sala del centro convegni trabocca. I tavoli carichi di armi si perdono a vista d’occhio. Il clima è allegro, le foto proibite. Basta la patente e porti a casa un arsenale. È uno di quei momenti in cui sbatti contro una realtà così altra da fare male. Al banco...

Godere senza limiti / Le cinque passioni del '68

Nel 1968 compii vent’anni. Ero da un anno studente alla Sorbona di Parigi, e quindi potetti partecipare al maggio 68 – da ossimorico militante individualista, non ero organico ad alcuna organizzazione politica. Ho ripercorso la mia esperienza all’epoca in un libro appena uscito, Godere senza limiti (Mimesis). Allora mi consideravo un comunista trotzkista, quindi in opposizione ai partiti comunisti pro-Unione Sovietica, il partito comunista italiano di Berlinguer e il partito comunista francese di Marchais. In quegli anni ho viaggiato molto tra Italia, Francia e Inghilterra, per cui ho potuto confrontare de visu i diversi “68”.  Che cosa è stato allora, il 68 francese? Lo chiamo francese, ma è evidente che quello italiano aveva molte affinità con esso. Rispondo che esso può essere...

Nel quarantennale del sequestro / Le tre foto di Moro

L’editore Guanda ripubblica il volume Da quella prigione. Moro, Warhol e le Brigate Rosse, di Marco Belpoliti, che analizza le fotografie scattate ad Aldo Moro dai brigatisti. Uscito otto anni fa, rilegge quelle immagini con cui ancora oggi ricordiamo l’avvenimento del sequestro del Presidente della Democrazia Cristiana, il più importante politico dell’epoca. Nella nuova edizione sono comprese nuove pagine. In occasione di questa uscita, nel quarantennale del sequestro di Moro, Marco Belpoliti discute con il fotografo Ferdinando Scianna di quegli scatti.    Scianna: Tu scrivi che nessuno degli autori, scrittori compresi, all’epoca del sequestro, e anche dopo, si sono occupati delle foto di Moro, non c’è stata un’analisi delle immagini. Tutti si sono occupati dei testi, delle...

L’uguaglianza dei diritti trascende qualsiasi diversità / L'antirazzismo scientifico e la Costituzione

È del 2016 l’appello al presidente della Repubblica Italiana per l’abolizione del termine razza nell’articolo 3 della Costituzione Italiana (Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…”). L’appello è stato di recente appoggiato dalla senatrice a vita Liliana Segre (sopravvissuta ad Auschwitz); e in piena campagna elettorale si sono detti favorevoli anche Silvio Berlusconi e Matteo Renzi. Nel 2013, l’allora presidente della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy, aveva annunciato con enfasi trionfale lo stesso provvedimento in Francia, sostenendo che l’eliminazione della parola “razza” dalla Costituzione francese era un passo fondamentale...