Società

Cartoline / Censura e autocensura in Cina

Ho vissuto due anni e mezzo a Pechino. Ed ero affascinato, sì, dalle trasformazioni, dalla città che si espandeva all’esterno come una macchia d’olio costruendo quartieri moderni e fabbriche e dormitori per milioni di giovani immigrati dalle campagne, diventando loro operai da contadini poveri che erano, e tanti altri ceto medio in corsa verso nuove vite così simili alle nostre, oltre il terzo mondo e la subalternità all’occidente che durava da secoli. Il mondo multipolare, le nuove società, le grandi metropoli d’Oriente mi facevano gola, avevo voglia di vedere e di capire, di esserci. Ma da scrittore e editore che incontrava scrittori e editori in Cina non ho potuto fare a meno di incocciare la censura, la repressione furente delle idee, le lamentele di alcuni, la malinconia di chi...

Unione / Come si dice in ebraico “Che fare”?

Quest’anno sono rimasto in città tutto agosto per leggere, lavorare e far compagnia al gatto. Tutto mi immaginavo, ma non che sarebbe stato l’agosto più divertente della mia vita. Di crisi politiche ne ho viste ormai tantine, ma questa, con la trasformazione di “Giuseppe Conte” da trovatello politico a dominatore incontrastato, più gli sbandamenti, i deliqui, i colpi di scena, era proprio un film di Frank Capra che, alla fine, i buoni e gli oppressi vincono e i malvagi sono sbeffeggiati. Sei ore al giorno di TV per 39 giorni invece di un cinemino di periferia degli anni Cinquanta. Non è certo, questa la realtà dell’agosto di fuoco 2019, ma il frutto della mia immaginazione che conserva, riposto in qualche neurone, tutto in bianco e nero, Mr. Smith va a Washington. Quando lo vedrete,...

Cambiare casa, cambiare machina / Sostenibilità e scelte radicali

La nostra prossima automobile sarà elettrica. Un circolo virtuoso tecnologico-commerciale si sta per avviare, e creerà presto condizioni favorevoli alla diffusione di questo tipo di autoveicoli: prezzi accessibili, rete capillare di colonne per la ricarica veloce, ragionevole autonomia delle batterie. Con la nostra auto elettrica potremo andare a prendere i figli nelle scuole del centro con la coscienza tranquilla, finalmente, perché nei tre chilometri tra andata e ritorno non avremo emesso gas serra, né polveri sottili e nel complesso avremo utilizzato meno energia di quanta ne richiede il diesel euro 6.2 temp su cui viaggiamo adesso, perché i motori elettrici sono più efficienti di quelli a combustione interna. “Sì, però…”, ci dice il nostro amico a cena, “l’energia che carica la...

INDICATIVO PRESENTE 2 / 4. Alcune piccole donne crescono

Accogliere le ragazze e i ragazzi di origini non italiane in una classe di una scuola in un quartiere ad alta demografia di immigrati non è più il lavoro più difficile. Lo è ancora, facendo una statistica di questi miei anni di scuola, nelle classi terze; non lo è nelle classi prime. Probabilmente la ricaduta finale del Grande Bla Bla sull’immigrazione (che sappiamo enormemente più allarmato dei reali dati di afflusso) ha delle varianti locali; rilevo che in questo momento essere nati due anni dopo rende la coscienza “italiana” nelle classi molto più diffusa. Gli undicenni sono decisamente oltre i loro genitori: sia i figli di origini non italiane, sia i figli di italiani di modesta estrazione sociale che qui vivono si sentono tutti italiani. Quando spiego che invece esiste purtroppo una...

Il Bel Paese dove il dì suona / Un giorno di Dante che dirvi non so

Mi scusi Presidente non è per colpa mia ma questa nostra Patria non so che cosa sia. Può darsi che mi sbagli che sia una bella idea ma temo che diventi una brutta poesia. (Giorgio Gaber)   «Dì» è parola dantesca, dall’«ultimo dì» che Capaneo ricorda nel XIV canto dell’Inferno (v. 54: «onde l’ultimo dì percosso fui») al «sol dì» di un ipotetico miracoloso mese invernale nel XXV canto del Paradiso (v. 102: «l’inverno avrebbe un mese d’un sol dì»). Sembra più che legittimo allora intitolare a Dante un dì, come ha fatto il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini, proclamando il 25 marzo Dantedì, in coincidenza con quella che sembra la data più probabile per l’inizio del viaggio dantesco nell’aldilà. Di «dì»...

Satira e politicamente corretto / Ridere di Dio

Da quasi un mese una serie di Netflix sta infiammando l’opinione pubblica brasiliana, mettendo a dura prova la giurisprudenza, e addirittura provocando disordini di piazza. La prima tentazione di Cristo, del collettivo di comici Porta dos Fundos, ricostruisce in modo dissacrante la vita di Gesù, osando scherzare su una presunta relazione omosessuale del profeta di Nazareth. La scorsa settimana un giudice di Rio de Janeiro ha ordinato la rimozione della serie, con motivazioni che vanno dalla protezione dei minori a quella della religione cristiana. Nel giro di pochi giorni il Tribunale Superiore (la corte costituzionale brasiliana) ha risposto all’appello di Netflix invertendo la decisione e ordinando il ripristino della serie. Nella sentenza si legge che “non si deve presumere che una...

Etica estetica politica / Vacanze romane

C’è stato un tempo di grandi e piccoli poteri assoluti in cui il principe godeva del conforto di un consigliere spirituale, frate, prete o abate che fosse.  Il concetto era legare il tutto – governati e governanti – a un ordine superiore, era poter contaminare di giustizia e carità divina l’operare del signore assoluto.  Senza che la parola fosse neanche pronunciata era “impastare” il proprio operato e i propri pensieri di etica. Fosse etica o fosse la frequentazione di valori cristiani, è certo che secoli dopo, in tempi moderni e democratici, ancora diversi grandi della D.C. si avvalevano di assistenti spirituali, si intrattenevano, almeno saltuariamente, con un conforto religioso che aveva comunque come scopo una miglior gestione della cosa pubblica. Da sponde opposte, Enrico...

Fiducia e cultura nell’aree interne / Sicilia Immagina

L'indagine sulla qualità della vita delle Città Italiane di Il Sole 24 ORE anche quest'anno è arrivata inesorabile, mettendo in evidenza il divario tra Nord e Sud. È Milano ad aggiudicarsi, per il secondo anno consecutivo, il primo posto nella classifica, fanalino di coda della classifica è Caltanissetta (107°), che occupa l’ultimo posto della classifica per la quarta volta. Senza nulla togliere alla classifica del Sole, ma ho deciso di partire e andare a vedere con i miei occhi che aria tira in fondo alla classifica. Un gruppo di piccole organizzazioni culturali attive nelle aree interne della Sicilia – come il Collettivo SempliCittà, TrasFormAzioni e altre che citerò di volta in volta –   in modo completamente autonomo hanno organizzato un tour di presentazione del mio libro...

Lessico guerresco / La politica militare di Trump

Missili senza nome piombano sul deposito di munizioni della base K1di Kirkuk in Iraq, uccidendo un contractor americano e ferendo svariati soldati. A questi attacchi l’intelligence americana attribuisce un mittente e sceglie di bombardare alcune strutture, in Siria e in Iraq, riconducibili al gruppo paramilitare di Kata'ib Hezbollah. A questo punto, violente manifestazioni scoppiano presso la sede dell’ambasciata statunitense a Bagdad, ad opera di una folla inferocita ancora una volta senza nome. A questi disordini l’America risponde con un omicidio mirato, quello del generale iraniano Qasem Soleimani, a capo della Niru-ye Qods, l'unità delle Guardie della Rivoluzione responsabile per la diffusione dell'ideologia khomeinista fuori dalla Repubblica Islamica. Non sfugga il doppio movimento...

Radio / Dalla parte del suono: voci di un cambiamento

I suoni orientano, guidano e dirigono il senso degli eventi che caratterizzano la nostra società, trovando nell'ascolto, soprattutto quello clandestino, la spinta creativa e la forza generatrice del cambiamento. A partire da questa ipotesi, Giovanni Fiorentino si è messo dalla parte del suono, focalizzandosi su un modo e su uno spazio peculiari della sua produzione: la radio nel Meridione d'Italia, un connubio che ha significato libertà e protesta, sperimentazione e effervescenza comunicativa, elementi che hanno determinato le caratteristiche contemporanee del medium. Difatti, in “Dalla parte del suono. Radio, Sud e Mediterraneo. 1943-1978” (Sette Città 2019) Fiorentino evidenzia come, nel corso degli anni, clandestinità, polifonia, connettività e innovazione radicale siano unite a filo...

Modernità / Cina: storia e spazi

Ho trascorso qualche giorno a Pechino, ed era la prima volta che mettevo piede in Cina. Le mie impressioni sono quindi abbastanza banali e forse non meriterebbero nemmeno di essere registrate per iscritto. Salvo forse una, che dirò fra poco. Molte cose della Cina ovviamente colpiscono subito. Le dimensioni (degli edifici, delle vie, delle stazioni, degli aeroporti). L'efficienza dei trasporti (treni, metropolitana). La pulizia delle strade e degli ambienti (sui marciapiedi non c’è una cartaccia minima né un mozzicone di sigaretta, si raccolgono meticolosamente le foglie secche da ogni prato, aiuola, bordura, si puliscono perfino le superfici ghiacciate di fossati e corsi d'acqua). La rapidità della modernizzazione: un albergo di dieci anni fa è considerato quasi vecchio, ci sono tanti...

Due internet / Sorvegliati di tutto il mondo, unitevi!

Secondo Comscore, su internet la visualizzazione di una pagina dura in media 26 secondi. Il 99,8 per cento delle visualizzazioni dura meno di dieci minuti. Leggere questo articolo fino in fondo sarebbe un comportamento marginale, residuale. Per gli algoritmi è irrilevante, anomalo, forse addirittura patologico.  La logica dei signori della rete è impeccabile, efficientissima. Ma questa logica ci sta fregando, o forse ci ha già fregato. Perché accanto alla rete in cui navighiamo inconsapevoli, sono state create altre reti. Non le vediamo e proprio per questo sono ancora più importanti.   I due internet secondo Matthew Hindman   Esistono due internet, secondo Matthew Hindman, autore di La trappola di internet (traduzione di Daniele A. Gewurz, Einaudi, Torino, 2019, 286 pagine...

Miti d’origine / Gli spaghetti: ricostruzione storica di un simbolo

Il 26 luglio 1860, terminata l’impresa garibaldina in Sicilia, Cavour informa i suoi ambasciatori a Parigi: “Le arance sono già sulla nostra tavola e siamo decisi a mangiarle”. Il 7 settembre dello stesso anno i Mille entrano a Napoli, e Cavour manda una seconda missiva ai suoi uomini oltralpe: “I maccheroni sono cotti e noi li mangeremo”. Nell’immaginario dell’epoca le arance connotano insomma il territorio siciliano mentre i maccheroni sono lo stereotipo napoletano per eccellenza. E il Piemontese, apprestandosi a mangiarli, intende inglobare le sorti politiche del Meridione al resto della costituenda Italia.   È sempre stato così? Ovviamente no. Anche se troppo spesso si intende a pensare il contrario, dato che l’immaginario collettivo si nutre ingenuamente di simboli alimentari,...

Una relazione sorprendente / Cinema e pubblicità

Il cinema e la pubblicità moderna sono nati insieme alla fine dell’Ottocento. Certo, la pubblicità si esprimeva già da parecchio tempo attraverso gli annunci che comparivano sui giornali e soprattutto con i manifesti che riempivano le strade delle città. Ma è con le possibilità offerte dalla comunicazione di tipo audiovisivo, resa possibile dalla comparsa del cinema, che la pubblicità si è trasformata in quello che è ancora oggi: un linguaggio potente della modernità. Un linguaggio cioè che, esattamente come il cinema, fonde insieme la tradizione dello spettacolo con le tecnologie produttive dell’industria. Perciò, grazie ai fratelli Auguste e Louis Lumière e alla loro storica proiezione avvenuta il 28 dicembre 1895 al Grand Café di Boulevard des Capucines a Parigi, si è dato inizio allo...

Negazionismi / Riflessioni di un gretino

Come cultore della filosofia sono spesso affetto da ingenuità. L’ingenuità filosofica consiste nell’essere convinti che credenze e comportamenti umani, per quanto aberranti, siano in fin dei conti “logici”, razionalmente comprensibili. Per esempio, dettati da evidenti interessi economici. Mentre in realtà le isolette di umana razionalità emergono in un mare di “ragioni” puramente irrazionali. Per anni mi scervellavo per capire perché chi si dice di destra, o ha opinioni e riflessi che consideriamo di destra, sia quasi del tutto indifferente ai problemi ecologici. Peggio, molti di loro sono “negazionisti”, come Trump: negano che parte del riscaldamento del pianeta sia dovuto all’industria umana, che la terra sia sempre più inquinata, che l’uso del carbone e di altri fossili accorcerà i...

Divulgare / L’infinito in uno spot

In questi giorni, all’Infinito di Giacomo Leopardi tocca in sorte una reiterata epifania nella programmazione delle reti della televisione pubblica italiana, con il pretesto di una celebrazione bicentenaria. C’è ben più del rischio che, per quanto la poesia possa essere considerata un bene immateriale e quindi, in linea di principio, inattaccabile dal degrado, essa venga egualmente sfigurata dall’usura, come altre delicate e preziose opere radicate in un passato di ormai vertiginosa diversità. È del resto cominciata già qualche anno fa un’anamorfosi del pensatore, prosatore e poeta recanatese che ha avuto, come esito, la proiettiva creazione di un’icona pop. “Giovane favoloso”, creatura “fragile”, languido rimedio e innesco dolciastro per le turbe esistenziali e sentimentali dell’...

Letteratura, flash mob e studi critici su identità e violenza di genere / Non siamo mai stati femministi

“Com’è la casa dei tuoi sogni, bambina?”, “È tutta bianca e rosa!” Una famosa immobiliare ci ha bombardato per mesi, se non per anni, con questo spot in cui tutte le stereotipie di genere venivano confermate all’ennesima potenza. In questo periodo si vede continuamente, nella televisione cosiddetta generalista, lo spot di una marca di cioccolata italiana in cui bambino e papà, sullo sfondo, sono chini sui quaderni di scuola mentre la mamma, in edonistica solitudine, sgranocchia la sua tavoletta. Per non parlare della fastidiosa denominazione che viene data alle ragazze che coadiuvano Flavio Insinna nel popolare gioco a quiz L’eredità, tutte le sere su Rai Uno. Al gruppetto di giovanissime donne, selezionate chiaramente in base all’avvenenza, è dato come unico compito quello di leggere...

Individui e macchine / L’automazione della società e i suoi limiti

Ultimamente sono usciti diversi libri che hanno come fuoco i processi di automazione messi in moto dalle tecnologie digitali: automazione del gusto (gli algoritmi di Spotify che ci dicono cosa ascoltare e formano il nostro gusto musicale), automazione del lavoro (non solo la sostituzione dell’uomo con le macchine, ma anche la direzione del lavoro umano attraverso le macchine, come succede ai lavoratori di Amazon o a quelli della gig economy, il cui boss è incarnato negli algoritmi delle app che utilizzano per trovare clienti), automazione del consumo (siamo sempre più indirizzati da algoritmi di raccomandazione verso l’acquisto di una merce), automazione della cultura e della società più in generale. Solo quest’anno, in italiano, sono usciti due libri molto importanti: La società...

Uno strumento per pensare / Moneta. Dai buoi di Omero ai bitcoin

Ci voleva un libro così, perché le baggianate che si dicono sulla moneta sono talmente tante (e grosse) che rischiano veramente di farci andare a sbattere contro un muro. Tutti noi abbiamo sentito, magari più volte, almeno uno di questi slogan: torniamo all’oro, aboliamo le banche centrali, moneta del popolo, sovranismo monetario, dittatura dei banchieri. Forse ne ho dimenticato qualcuno.   Il libro che ci invita a ragionare su questi temi partendo da basi solide, e che vado a commentare, si intitola Moneta. Dai buoi di Omero ai Bitcoin. È edito dal Mulino ed è stato scritto da Riccardo De Bonis e Maria Iride Vangelisti. Questi due di moneta se ne intendono. Lavorano entrambi alla banca centrale, che poi sarebbe la Banca d’Italia, quella che stampa le banconote. Ah! Orrore! Sento le...

Moda e consumo / Sai quello che indossi?

Nel 2018 un parka – giacca di origine eschimese ormai multiculturale per il suo uso intensivo – assurge a simbolo del menefreghismo occidentale di stampo colonialista. Il capo firmato Zara, probabilmente confezionato a basso costo in Bangladesh o in Marocco, assurge agli onori delle cronache mondiali perché indossato dalla first Lady americana Melania Trump durante una visita al centro di detenzione per bimbi immigrati. Il punto non è la solita solfa su donne possidenti che indossano capi economici, bensì il messaggio stampato in maiuscolo sulla tela verde militare del parka, cioè la domanda retorica: «I REALLY DON’T CARE, DO U?». Un maiuscolo che perfora i timpani con le futili motivazioni accampate sulla scelta di quel capo, di certo non l’unico disponibile sul mercato. Non ci è dato...

Patrimonio Gastronomico / Le orecchiette delle origini

La scena del delitto è sotto i riflettori mondiali: una taverna a piano terra dal diffuso olezzo di umido. Tra crocifissi, immagini votive, e paccottiglia cinese, tutti appiattiti dalla gelida luce color neon, spicca un artefatto vernacolare, un segno di riconoscimento secondo gli inquirenti: si tratta di uno schermo piatto trentadue pollici, installato con la complicità dei nipoti. Emerge dall’inchiesta come le losche attività delle bandite avessero gioco facile nel quartiere, ammantate da una D’Urso implacabile e a volumi esplosivi. La prova decisiva: il centro del bunker è dominato un tavolone di legno grezzo, dove la mercanzia viene tagliata con movimenti esperti dalle signore. Il tavolo, perpendicolare alle orribili imposte di alluminio anodizzato, avanza sul marciapiede. La merce...

Consumato e finito / Dialetto ed economia circolare

Nel dialetto del mio paese non c’è parola per esprimere il concetto di consumato. O almeno c’è – la t che diventa d e la o finale che diventa e in consumade – ma è scarsamente utilizzata e forse è di introduzione recente, in epoca contemporanea.  Del resto, il consumo come la società dei consumi sono un humus nuovo in cui solo alcune generazioni sono nate e cresciute. Gli echi nel linguaggio non possono essere che recenti.    Prima, era stata un’economia povera ma sempre autosostenibile, all’interno di cicli naturali, dei quali oggi stiamo riscoprendo le necessarie positività. La riscopriamo nell’urgenza di darci nuovi modelli rispetto a una società dei consumi appunto ormai non più sostenibile. Qualcosa da reimparare con urgenza all’interno di uno sviluppo economico che in...