Storia

Ernesto Guevara 1967-2017 / Che “icona”

Che cosa trasforma un’immagine, per esempio un dipinto, in un’icona?  La Gioconda di Leonardo da Vinci è un’icona, la Primavera di Botticelli, il Cristo di Mantegna. Insomma, un dipinto, un’opera che per scelta e tradizione viene indicato come esempio alto di un’arte e come tale è poi universalmente riconosciuto come icona di quell’arte. Ma che succede con una fotografia? Il vocabolario Devoto Oli per quanto riguarda il terreno che ci interessa recita: nel linguaggio dei semiologi, messaggio affidato all'immagine. E poi aggiunge, come esempio: figura emblematica o altamente rappresentativa: Mick Jagger è l'icona del rock anni Sessanta. Insomma, anche un personaggio, collegato a un’immagine, che universalmente viene riconosciuto come un’icona del suo tempo nella sua vicenda personale...

Storia profonda / Neurostoria: un futuro del passato

  Un vascello attraversa il vasto oceano tra le colonne d'Ercole, visivamente figurate come colonne in stile classico. Al di sotto, in un riquadro, campeggia un passo del Libro di Daniele (XII, 4) divenuto molto celebre: Multi pertransibunt et augebitur scientia (Molti vi passeranno attraverso e la loro conoscenza sarà accresciuta). Così appare il frontespizio dell'edizione del 1620 dell'Instauratio Magna di Sir Francis Bacon, un'opera che si proponeva come fondazione del Novum Organum di una scienza moderna, anti-dogmatica e anti-aristotelica, sperimentale – benché non ancora matematizzante come quella galileiano-newtoniana alla quale Kant un secolo e mezzo dopo assegnerà una fondazione trascendentale. Questa la rappresentazione che la mia immaginazione ha...

1917 - 2017 / Quattro letture intorno alla Rivoluzione d'Ottobre

Se ha ancora una storia di questo genere, vorremmo ascoltarla. Mi piacciono assai storie parallele. Una accenna all'altra e ne dichiara il senso meglio di molte aride parole. (J.W. Goethe, Conversazioni di emigrati tedeschi – 1795)   All'approssimarsi della scadenza del secolo quasi trascorso dalla Rivoluzione di Ottobre, vorrei condividere alcune letture sull'argomento che mi hanno accompagnato durante i primi mesi di questo centenario del 1917, non tanto per disegnare un quadro in termini di conoscenze storiche o letterarie da me acquisite nel corso delle suddette letture, quanto per porre sui piatti di una bilancia quel po' di libbre di eroismo e di tragedia, di utopia e di farsa che mi sembrano concernere il drammatico avvenimento storico e cercare in questo modo di mantenere in...

9 ottobre 1967 / Che Guevara cinquant'anni dopo

La morte di Che Guevara coincide per noi con la fotografia di Freddy Alborta che ritrae il suo corpo tra soldati, ufficiali, fotografi . È una foto-icona, si dice, e come tale è diventata celebre: è finita, ad esempio, sul Lodger Album di David Bowie (1979), oppure è stata parodiata (Zbigniew Libera, Che. Next Picture, 2003).     Non fu questa la foto distribuita alla stampa internazionale, almeno in un primo momento, ma un’altra presa più da vicino, con solo tre personaggi attorno al morto: un tecnico, un signore con macchina fotografica al collo, un ufficiale con un fazzoletto sul naso. In Italia, sulla prima pagina della “Stampa” (12 ottobre) ne compare un’altra, scattata da questo secondo fotografo, qualche istante dopo (i tre astanti vengono tagliati). Poi c’è una serie di...

Primo Levi reloaded / La bella addormentata nel frigo multimediale

A trent’anni dalla scomparsa, tra le acquisizioni più importanti della “riscoperta” di Primo Levi vi è la piena consapevolezza che egli sia stato narratore di gran lunga eccedente la qualifica di “testimone”, sia pur d’eccezione, o di icona della memoria. Lo attestano importanti operazioni editoriali che hanno restituito la complessità della sua figura, come la nuova edizione delle Opere complete (Einaudi, 2016), quella in lingua inglese The Complete Works (Liveright 2015) e l’enciclopedia leviana scritta da Marco Belpoliti, Primo Levi di fronte e di profilo (Guanda, 2015). Emerge come la scrittura di Levi sia un reagente in grado di esprimere un’immagine sfaccettata e multidimensionale della condizione umana, tra esperienza quotidiana ed etica universale e tra gli...

Restare o diventare bambini / In strada con il pallone

Pubblichiamo alcuni contributi sul tema dell'infanzia legati alla XIII edizione di Torino spiritualità (21-25 settembre 2017). Qui il programma. Riprendiamo oggi un testo di Franco Arminio su uno degli oggetti dell'infanzia di noi tutti, o quasi.   Giocavo a pallone. Era una cosa che facevano quasi tutti i bambini. La differenza che giocavo insieme agli altri e giocavo anche da solo. Anche questo accadeva a qualche altro bambino, ma il mio era un giocare a oltranza: quando il tempo era brutto giocavo in casa mia e la palla diventa un tappo di bottiglia. Giocavo tra la porta d’ingresso e quella della cucina, nella stanza dell’osteria dove mangiavano i clienti più intimi. Ce n’era uno a cui dava particolarmente fastidio la mia ossessione. Diceva che lo avevo fatto esaurire. Quando si...

Reportage n. 31 / Bergoglio. La scalata ai vertici

  È l'ora dell'inizio della liturgia nel Colegio Máximo di San José nella zona di San Miguel, ovest della Gran Buenos Aires, il gigantesco cordone operaio urbano che circonda la capitale argentina. L'edificio principale è classico, sobrio. Non ha lussi o decorazioni artificiose, però è bello e imponente. Si erge nel mezzo di un enorme parco di 50mila metri quadrati. Tra i grandi alberi, il prato curato e il rumore sommesso dell'acqua si sentono voci che cantano: "Un solo Signore, una sola fede, un solo spirito", un canto corale che va in crescendo. A guidare la cerimonia c'è il Rettore ed ex capo della Provincia argentina della Compagnia di Gesù, a cui piace moltissimo quel canto. Per molti di coloro che si trovano lì, il rettore è molto più di un semplice rettore. È il leader....

Quel pomeriggio sulla Rambla / Barcelona. Combate de Relatos

Come in tutti i luoghi nei quali si è appena consumata una tragedia, sugli accadimenti di Barcellona in questi giorni, si è prodotta una quantità estrema di racconti. Vivendo qui da quasi 10 anni si ha la sensazione – leggendoli – che pochi di essi tengano conto obbiettivamente del campo nel quale i fatti si sono svolti: la Catalunya. Quando si atterra a Barcellona, si atterra in Catalunya. Quando si sbarca a Barcellona, si sbarca in Catalunya. Quando si colpisce Barcellona si colpisce Catalunya. Una gran parte delle persone che stanno leggendo queste frasi, starà anche probabilmente rovesciando gli occhi al cielo, così come li rovesciavamo noi veneti negli anni '90, nell'ascoltare certi racconti che iniziavano a divulgare i leghisti. Spesso dall'Italia si procede a calcolare la seguente...

Il “brodo indiano” / Cioccolata e religione

La cioccolata è tutta una faccenda di religione. Dai Maya sino alle corti barocche europee questa sostanza chimicamente complessa, di color marrone scuro, gradevolmente amara, e che noi chiamiamo cioccolato, non avrebbe avuto successo senza uno stretto rapporto con le religioni che ha incontrato sulla sua strada. Senza i sacerdoti dei popoli che abitavano tanto tempo fa la regione del mondo che chiamiamo Centroamerica – Olmechi, Maya, Aztechi –, senza i frati francescani, le suore e i gesuiti in Spagna e in Italia nel Seicento, i semi del cacao, da cui si ricava la cioccolata, non avrebbero assunto l’importanza che hanno avuto per diciotto secoli.   Wolfgang Schivelbusch nella sua storia dei generi voluttuari sostiene non senza ragione che la cioccolata è strettamente legata al mondo...

Il settantasette compie quarant'anni / Una tomba per uno strano animale

Il Settantasette compie, quest'anno, quarant'anni. Scriverne non può servire a celebrare o svilire una data decisiva nella storia dell'Italia contemporanea, entrata nell'immaginario collettivo più di quanto sembri – basti pensare alla infinita e inutile letteratura scandalistica sugli anni di piombo, o anche al cinema in presa diretta di quegli anni, e quindi alla commedia di Luciano Salce Il... Belpaese, film uscito proprio nel 1977 e interpretato da Paolo Villaggio, quasi due ore di luogocomunismo sugli anni di piombo dal punto di vista della borghesia milanese, e poi anche Tutti a squola di Pingitore uscito nel 1979, protagonista Pippo Franco professore liceale alle prese con i giovani settantasettini drogati e delinquenti, deriva trash di una destra romana meno perbene ma più...

La bevanda della borghesia moderna / La scoperta del caffé

“Il caffè agisce sul diaframma e sui plessi dello stomaco, da cui raggiunge il cervello attraverso irradiazioni impercettibili che sfuggono a ogni analisi; nondimeno si può presumere che sia il fluido nervoso a fungere da conduttore dell’elettricità sprigionata dal caffè, o meglio trovata e messa in azione dentro di noi”.   Così scrive Balzac nel suo Trattato degli eccitanti moderni (1839). Lo scrittore ne fa un uso smodato come analgesico, per tenersi sveglio, come aiuto per l’immaginazione. Di fatto è un tossicodipendente, e hanno ragione due studiosi della caffeina, Bennett A. Weinberg e Bonnie K. Bealer, nel dire che l’alcaloide contenuto nel caffè è senza dubbio la droga più popolare del mondo, supera di larga misura nicotina e alcol. Eppure fino al 1650 era praticamente...

I nostri antenati? Sparta e Atene / Il nazismo e l'antichità

Mostrate a un ragazzino qualunque una svastica: senza esitare, dirà “Hitler” o “nazismo”, insomma riconoscerà il simbolo, magari senza sapere esattamente che cosa accadde ottant’anni fa. La cosa ci sembra ovvia, ma non lo è. Se a distanza di tanti decenni la croce uncinata è ancora così facilmente identificabile, è perché essa si è impressa come un marchio nella memoria collettiva. Ma se tutti associano immediatamente nazismo e svastica, pochi invece sanno che essa fu solo il dettaglio più appariscente di una grandiosa revisione della preistoria e della storia europee condotta nella Germania di inizio Novecento. Ben presto, infatti, i nazisti compresero che il loro progetto sul futuro della Germania sarebbe stato tanto più convincente se si fosse fondato su una totale revisione del...

Una storia complicata / Storia dello zucchero

Viviamo nell’epoca delle bustine. Quasi tutto quello che mangiamo ci raggiunge attraverso buste di diverse dimensioni. Lo zucchero, ad esempio. Sul bancone del bar ci sono almeno tre bustine: lo zucchero semolato bianco, lo zucchero bruno di pura canna e un dolcificante a base di saccarina sodica. Lo zucchero oggi costa poco. Se vogliamo comprarne un chilo basta entrare in un supermercato: 0,70 euro quello bianco raffinato, o 2,5 euro il bruno. La strada che lo zucchero ha percorso per arrivare sino a noi e raggiungere prezzi così contenuti, è stata lunga e complessa. Quello che usiamo è saccarosio estratto dalla canna da zucchero; può anche essere derivato dalla barbabietola, ma solo a partire dall’Ottocento.   Il saccarosio è un composto chimico organico della famiglia dei...

Viva Caporetto! A sessanta anni dalla morte / Curzio Malaparte, un secolo dalla disfatta

Quando, all’alba del 24 ottobre 1917, i soldati austro-tedeschi cominciarono ad avanzare in quel tratto del fiume Isonzo che lambisce Caporetto, l’esercito italiano era già provato dal violento bombardamento che a partire dalle due del mattino non aveva cessato un attimo di colpire le sue linee. Le truppe imperiali non trovarono una feroce resistenza, e alla sera del primo giorno di battaglia si contavano già 15.000 italiani catturati come prigionieri. La disfatta di Caporetto è uno shock per l’intero esercito e per tutta la nazione; è il crollo del sistema paese: in una ventina di giorni 10.000 km² di territorio vennero ceduti al nemico; circa 300.000 soldati furono presi prigionieri e 600.000 fra uomini, donne e bambini furono costretti a lasciare le loro case, formando – assieme alla...

27 aprile 1937 - 27 aprile 2017 / Antonio Gramsci: i veri intellettuali

Quando si distingue tra intellettuali e non intellettuali in realtà ci si riferisce solo alla immediata funzione sociale della categoria professionale degli intellettuali, cioè si tiene conto della direzione in cui grava il peso maggiore dell’attività specifica professionale, se nell’elaborazione intellettuale o nello sforzo muscolare-nervoso. Ciò significa che se si può parlare di intelettuali, non si puà parlare di non-intellettuali, perché non intellettuali non esistono. Ma lo stesso rapporto tra sforzo di elaborazione intellettuale cerebrale e sforzo muscolare-nervoso non è sempre uguale, quindi si hanno diversi gradi di attività specifica intellettuale. Non c’è attività umana da cui si possa escludere ogni intervento intellettuale, non si può separare l’homo faber dall’homo sapiens....

Ridateci il nostro futuro / Gabriele Del Grande: fermate le guerre, non le persone

"Sarà domani o sarà tra vent'anni, ma un giorno tutto finirà. Solo allora, poco a poco, a milioni ritorneranno nelle loro case da tutto il mondo. E noi rimarremo qui intrappolati nelle nostre mappe e nei nostri egoismi. Stretti tra i muri che abbiamo costruito per tenerci al sicuro e di cui capiremo il significato profondo soltanto quando dall'altra parte del filo spinato ci saranno i nostri figli. Perché la storia è una ruota che gira e non sempre perdona". Gabriele Del Grande, 14 aprile 2016   "Quando hai visto la guerra, non è facile convivere con quello che sai. Non parlo di segreti o di scoop. Parlo di storie, di emozioni, di dolore. Alla fine devi fare qualcosa, prendere posizione. Forse più per te stesso, per non rimanere schiacciato dal peso di quel dolore. A maggior ragione...

Artisti realisti / Alto là! Grigorij Šegal'. Il nuovo byt

Questa volta è una coppia di manifesti a essere protagonista. Entrambi dedicati alla condizione femminile in URSS e impostati sul didascalico accostamento di due realtà opposte, il bene da un lato e il male dall’altro, dunque esaminabili in parallelo. Il primo, realizzato nel 1929 dall’associazione degli artisti realisti, pone in primissimo piano una donna sovietica vista di spalle, sobriamente vestita come si comandava a una bolscevica responsabile ed esemplare.     Fazzoletto rosso rigorosamente annodato dietro la nuca per prendere le distanze dall’arcaico modello femminile contadino che lo legava sotto al mento, calze scure e pesanti, tacchi bassi, abito severo e braccio sinistro levato a indicare il monito che pare uscire dalla mano stessa della donna: Alto là! L’...

Milano, marzo 1977 / Coito Ergo Zoom

Tentativo empirico di rispolverare l’epos furibondo e sensuale di quel mese di quaranta anni fa. Oppure, più sobriamente, breve cronaca lombarda delle occasioni e dei nutrimenti di allora. Strumenti a disposizione, perfettamente conservati: un diario completo dell’intero 1977 su agenda foderata in similpelle, un quaderno ad anelli con le annotazioni maniacali di tutti i film visti e i libri letti quell’anno, una raccolta di lettere provenienti da Bologna spedite da amici coetanei iscritti a Filosofia. Antefatto: sabato sera 26 febbraio a Milano è carnevale, al Teatro Uomo c’è Ubu Re di Jarry, che come molti scoprivo in quei mesi. Per le strade, nugoli di indiani metropolitani spuntano da ogni angolo, in Piazzale Loreto improvvisano un falò e un girotondo, le macchine girano alla larga,...

Perché non si racconta che a Bologna vennero intellettuali da tutta l’Europa? / L'altro 1977

Quando entro in aula, dove ho insegnato tutta la vita, e vedo i ragazzi che finalmente liberi dalla disciplina della scuola sviluppano rapidamente e con competenza una visione del futuro che abiteranno con scienza e poesia, porto con me le splendide atmosfere intellettuali della mia giovinezza. Da Gianni Celati e Umberto Eco a Giuliano Scabia o Pietro Camporesi, i nostri cattivi maestri, come si diceva allora, o almeno quelli che sono stati i miei, riempivano le aule non solo di studenti, ma di idee e discussioni. Bologna era negli anni ’70 un’università-fucina straordinaria. Giornali, seminari, collettivi, radio. Invece si riparla sempre del ’77 bolognese a partire dalla violenza. Foto di fazzoletti tirati sopra il viso, i blindati che entrano la città universitaria come a Praga nel ’68...

Cent'anni sono passati dall'ottobre 1917 / D. Moor. Aiuta

Cent'anni sono passati dall'ottobre 1917, anniversario dei fatidici giorni che "sconvolsero il mondo" e non soltanto la Russia: la Rivoluzione Socialista d'ottobre. Il suo effetto, tra splendori e miserie, si è protratto per una settantina d'anni nel corso dei quali molteplici testi culturali, a fianco di eventi politici e rivolgimenti sociali, sono stati prodotti. Esamineremo ogni mese un'immagine particolarmente significativa per quel percorso commentandola, analizzandola, sistemandola nel tempo e nel discorso da cui era emersa. Questo sarà il nostro omaggio ai cent'anni di una delle utopie più grandi della terra e, inevitabilmente, al suo crollo.   Si chiamava Dmitrij Stachievič Orlov ma aveva scelto per i suoi disegni lo pseudonimo D. Moor. Nel 1921, sensibile come altri dediti...

La letteratura come volontà di potenza / Da Napoleone a Goebbels

Goebbels a comizio.    «Quando sento la parola cultura metto mano alla pistola». Dei tanti slogan ominosi del Secolo breve è questo, forse, il più rivelatorio. Non è un caso che, proprio commentando questa frase, uno degli intellettuali più brillanti e provocatori del nostro tempo, Boris Groys, abbia spiegato come certe dinamiche del potere culturale mutuino, più o meno simbolicamente, la volontà di potenza (o di sopravvivenza) del potere tout court – quello politico. Ricorda Groys come «Goebbels si sia sforzato soprattutto per ottenere un successo da scrittore. Per lui fucilare la gente era una deviazione per raggiungere un successo letterario». La frase in questione, secondo Groys, «esprime una reazione alla pretesa scandalosa della cultura, supponendo che tale pretesa...

Cent'anni sono passati dall'ottobre 1917 / Jurij Bondi. L'agitator

Cent'anni sono passati dall'ottobre 1917, anniversario dei fatidici giorni che "sconvolsero il mondo" e non soltanto la Russia: la Rivoluzione Socialista d'ottobre. Il suo effetto, tra splendori e miserie, si è protratto per una settantina d'anni nel corso dei quali molteplici testi culturali, a fianco di eventi politici e rivolgimenti sociali, sono stati prodotti. Esamineremo ogni mese un'immagine particolarmente significativa per quel percorso commentandola, analizzandola, sistemandola nel tempo e nel discorso da cui era emersa. Questo sarà il nostro omaggio ai cent'anni di una delle utopie più grandi della terra e, inevitabilmente, al suo crollo.    La prima immagine della serie dedicata alla rivoluzione d’ottobre del 1917, la Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre, per...