AUTORI
Alberto Mittone
09.10.2019

Alcuni autori insospettabili dimenticati / Distopia giudiziaria

Ripescare testi che non meritano l’oblio, dimenticati ma degni di una nuova vita, è una iniziativa meritevole che può estendersi ai generi più diversi. Anche a quelli cosiddetti minori e troppo spesso confinati nella rassicurante categoria di evasione, come la fantascienza. Molto si è detto, molto si dice su questo spazio letterario multiforme (in questa rivista, Federica Arnoldi su Bolaño. Lo spirito della fantascienza) che ha come asse portante il racconto di futuri possibili, l’immagine dell’alterità attraverso mondi alieni. Nella provincia della ‘science fiction’ esiste poi la versione, fascinosa ed avvolgente, del binomio “utopia-distopia”, la narrazione da un lato di mondi e luoghi gioiosi, e dall’altro il racconto dei peggiori incubi e di scene infernali. Su questo versante, e in...

24.06.2019

Processo / Nina Berberova, Il caso Kravcenko

Viktor Kravcenko è un ingegnere agricolo ucraino. Ha combattuto sino al 1944 nell’Armata rossa con il grado di capitano, è iscritto al partito, si è distinto per qualità professionali ed è inviato a Washington con una «Commissione sovietica per gli acquisti». Nel 1946 esce in quel paese un libro autobiografico dal titolo “Ho scelto la libertà” in cui l’autore ripercorre la sua progressiva crisi morale di fronte alla degenerazione violenta e burocratica del regime sovietico, degenerazione che lo aveva portato nell’aprile 1944 a chiedere asilo politico negli Stati Uniti. Il momento storico è particolare: si stanno deteriorando i rapporti con l’Unione Sovietica allorché inizia il periodo di contrapposizione tra i blocchi, la ‘guerra fredda’. Le rivelazioni dell’autore sono sconvolgenti:...

16.05.2019

Autoritarismo, conformismo, deresponsabilizzazione / La normalità del male

In un mondo soffocato da libri dedicati al piacere, dall’estetico al gastronomico, riflettere sul male pare fuori luogo. Ad eccezione di occasioni programmate e rituali, la nostra società si presenta impegnata nella rimozione del male, al suo oblio grazie a dosi massicce di beni di consumo, pillole, creme, compendi tecnologici. Eppure il male è esistito ed esiste e rintanarlo all’inferno non risolve il problema. Il Novecento è stato il secolo del male assoluto e ogni giorno lo vediamo incarnato nel dolore, nella violenza, nella crudeltà dei rapporti, nelle nuove malattie sociali. Non è quindi un caso che molti, e questa rivista lo ha ben presente (da ultimo F. Bellusci, “Come fare del male e continuare a vivere bene”, e dello stesso autore, “Il male si espande nel mondo come un fungo”) si...

26.02.2019

Edmondo Bruti Liberati / Magistratura e società nell’Italia repubblicana

Magistratura e società nell’Italia repubblicana (Laterza, 2019) è un tema nevralgico, sempre ed ovunque. In particolare lo è in Italia per la storia della magistratura, per i suoi collegamenti complessi e obliqui con la società e con la politica. Ed è stato, anche tuttora, incandescente per il volano, esistente e spesso ignorato per ipocrisia, tra agire giudiziario e assetto politico, tra costruzione e applicazione delle leggi, tra visibilità dei protagonisti e la loro circolazione, presente e futura, nella vita collettiva. L’autore del saggio è persona di esperienza e prestigio, con esperienza presso la Procura delle Repubblica di Milano anche come procuratore capo, presso il Consiglio superiore della magistratura (1981-1986), presso l’Associazione nazionale magistrati come presidente (...

25.01.2019

Generazioni in guerra / Joan Sales, Incerta gloria

Nella letteratura sono esistiti ed esistono i cosiddetti "libri di una vita", quei libri cui gli autori hanno dedicato per l’intera esistenza energie, riflessioni, ripensamenti. Incerta gloria di Joan Sales (Nottetempo, 2018) è uno di questi, ma non solo per questo motivo. Esso è stato la "ragione di una vita" perché si occupa di quella Guerra Civile spagnola che ha riempito l’esistenza dell'autore, travolgendola. Ma chi era Joan Sales? Nato nel 1912 e morto nel 1983, è stato un nazionalista catalano, militante comunista ma su posizioni che politicamente si sono scolorite con il tempo. Al momento dello scoppio della guerra si arruolò a 24 anni, partì per il fronte di Madrid passando in quello d'Aragona. Combatté fino alla disfatta del 1939, attraversò le frontiere francesi ma fu arrestato...

10.12.2018

1948 - 2018 / Settant'anni di Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

La “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” fu proclamata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riunita a Parigi, Palais de Chaillot, il 10-12-1948 da 48 Stati usciti vincitori dalla guerra, nello stesso anno della nostra costituzione repubblicana. La discussione non fu facile. Si accesero discussioni sulle priorità dei principi, quali potevano essere dichiarati “inalienabili” o “universali” o “fondamentali”, se era necessario prospettare un loro fondamento teorico. Nacque il testo che si sviluppò in 30 articoli che delinearono diritti e principi, senza forza di legge ma di monito influente sul loro rispetto. E poi si infittirono studi, approfondimenti che condussero ai Patti internazionali del 1976, strutturati in due articolati, quelli sui “diritti economici, sociali e...

09.11.2018

Richard Eyre, Ian McEwan / Il verdetto. Amministrare la giustizia

Quando un romanzo diviene film è discussione obbligata se il primo sia preferibile al secondo o se il secondo sia fedele al primo. È questo uno dei possibili approcci a Il verdetto, da poco uscito al cinema con la regia di Richard Eyre e la sceneggiatura di Ian McEwan, autore del romanzo da cui la pellicola deriva, La ballata di Adam Henry (Einaudi, 2014). Ma un'altra prospettiva emerge, in linea con le intenzioni dell’autore: la difficoltà di amministrare la giustizia in un mondo sempre più complesso e soprattutto pluriculturale. Il giudice Fiona May, “My lady” per il ruolo di vertice ricoperto nella magistratura britannica, si occupa di diritto familiare e in particolare del diritto dei minori, tanto che il titolo inglese del romanzo è The children act. Mentre il romanzo si occupa di...

15.05.2018

Tu chiamale se vuoi emozioni / L'empatia e il processo invisibile

Nei momenti di grande trasformazione come l'attuale sembra che le urgenze strangolino e soffochino ogni spazio. I "saperi sul mondo" si evolvono drasticamente creando difficoltà serie alla conoscenza, i paradigmi consueti si fratturano di fronte a impreviste ‘scintille’, la vita individuale e le relazioni collettive sono sottoposte a stressanti torsioni.  Permangono però negli anni alcune invarianti, talora in auge e talora depresse, talora accettate e talora rifiutate, talora dimenticate e talora approfondite. Lo “stato affettivo” è tra queste: la sua presenza è millenaria, la fortuna oscillante a causa della 'narrazione convenzionale' spesso antagonistica alla ragione, il credito filosofico passato scarso mentre quello presente alto, l’attenzione letteraria-editoriale...

27.01.2018

Philippe Sands. La strada verso est / Gestire la memoria

Fare i 'conti con il passato' è un'operazione complessa e delicata, impostata in particolare su due momenti cruciali. Il primo è la ricostruzione di quanto avvenuto, il secondo è la risposta del presente rispetto al passato. Il saggio di Philippe Sands, professore di diritto, La strada verso est (Guanda 2017) affronta entrambi i profili con un taglio non consueto. L'accertamento del passato è il lavoro cruciale dello storico e del giudice. Essi devono 'vedere dietro', assumere la 'retrospettiva' come criterio fondante attraverso modalità tipiche, e cioè la testimonianza orale e i documenti, ora anche con le prove scientifiche (impronte digitali, DNA ad esempio). È che porta alla ricostruzione del tempo, che riannoda i fili perduti, che trasforma i ricordi in narrazione come osserva...

24.01.2018

Bisogno di sicurezza / P. Dick e il controllo del crimine

Come noto, alcuni termini ed espressioni linguistiche contrassegnano epoche e ne segnalano le ‘forme di vita’. Tra questi si collocano a pieno titolo i binomi “rischio-pericolo” e, connesso, “paura-insicurezza”.  In effetti la nostra società da qualche tempo si è lasciata alle spalle la serena aspettativa di un progresso scientifico globale e inarrestabile, in grado di dominare le insidie diffuse. Sia quelle naturali da cui si intravede il pericolo, sia quelle umane tecnologiche o conflittuali da cui nasce il rischio. Oggi si intravede un temibile paradosso: gli uomini divengono sempre più "dei" grazie al progresso, come ben ricorda Hariri (Da animali a dei, Bompiani, 2014) ma nel contempo si accorgono che l’ignoto è sterminato e non finisce mai. La natura talora è indomabile tra...

17.11.2017

Che cosa è reale? / I mondi di Philip K. Dick

Il mondo del cinema ha presentato alcune novità che non sono passate inosservate. A ottobre è arrivato sugli schermi italiani Blade Runner 2049 e proseguirà la programmazione della serie The Man in the High Castle, in italiano La svastica sul sole, visto il successo della prima. Non basta: la coppia Amazon–Channel 4 avvierà la realizzazione di una serie dal titolo Electric Dreams, il cui primo titolo sarà The Hood Maker, in italiano Il fabbricante di cappucci. Queste realizzazioni hanno un denominatore comune, l’ispiratore. Si tratta di Philip K. Dick che, pur essendo morto nel 1982, ha continuato e continua ad essere presente al cinema e alla tv con le sue opere complete o con semplici frammenti. Tra le più famose: il già citato Blade Runner del 1982, tratto dal racconto Ma gli androidi...

20.09.2017

Compulsion di Meyer Levin / Uccidere senza un perché

Sono innumerevoli le vicende processuali che hanno meritato e meritano anche oggi l’attenzione degli scrittori, da Buzzati e Moravia tra gli italiani, a Gide e Truman Capote per citare gli esempi più noti. Perché allora leggere questo libro? Meyer Levin non è uno scrittore affermato. Ha scritto alcuni libri poco noti tra cui Compulsion (Adelphi, 2017), uscito nel 1956 senza particolare successo. In Italia viene tradotto dopo qualche anno con il titolo Gli ossessi, ma poco se ne parla. È portato sullo schermo nel 1958 con il titolo Frenesia del delitto e con un titanico Orson Welles, ma rimane in bassa classifica. Nei primi anni novanta ispira il trascurabile Swoon.  In realtà il libro nasce per una casualità. Nel 1924 Levin ha avuto in sorte di seguire, come giornalista giovane e...

30.06.2017

La deposizione / L’intramontabile cronaca nera

Il romanzo La deposizione di Pascale Robert-Diard (Einaudi, Torino, 2017) riconferma, se fosse ancora necessario, quale serbatoio inesauribile di riflessioni siano le storie criminali. Esse hanno affascinato i ‘creatori’, cioè coloro che hanno impiegato la loro creatività per costruire intrecci, mostrare i modi per svelarli, delineare i caratteri dei protagonisti, per colorare di varie sfumature di giallo lo sfondo delle trame. La lista è inesauribile, tra i professionisti e gli occasionali, tra i dichiarati e gli insospettabili, tra gli eccellenti e i mediocri.   Esistono poi gli ‘osservatori’, cioè coloro che traggono spunto da fatti reali per reinventarli o li hanno riprodotti narrandoli. La loro squadra è nutrita di numero e ricca di qualità, basti ricordare Buzzati, Moravia,...

08.05.2017

Un mondo spopolato / Simenon e la giustizia

Sono passati più di cento anni dalla nascita di Georges Simenon e il fenomeno continua. Il successo di pubblico non ha conosciuto soste, anzi sembra incontrare rinnovate fortune. Tradotto in più di cento lingue, dal cinese all’islandese, dal russo al giapponese è stato venduto in oltre mezzo miliardo di copie.  Con ritmi maniacali, impulsivo nello scrivere quanto ricercato nei particolari, attento al pubblico quanto al denaro, curioso nel captare stimoli per le sue storie, Simenon ha prodotto qualcosa come quattrocento romanzi, per non parlare dei racconti, dei resoconti di viaggi, del lavoro come giornalista, con il proprio nome o con pseudonimi. Come egli stesso ha riconosciuto, sono “nato per scrivere”. Dopo il corpulento, solido, lento e rassicurante Maigret, il pubblico scopre i...

19.12.2016

Nuovi riti, nuovi miti / I colpevoli mediatici e i magistrati

Il cittadino distratto lo considera banale: il crimine, con la sua dimensione giudiziaria, fa parte della cronaca politica, riempie telegiornali, fornisce ossigeno a invitati a dibattiti. La partita processuale, strutturata con regole, recitata da giocatori incaricati di osservarle, scandita dal rituale, ha un suo doppio. Si tratta di una modalità espressiva diversa da quella istituzionale, legata alla potenza dei riflettori mediatici. Essa registra le mosse dei protagonisti, divulga con il suo personale linguaggio, discute con propri materiali e soprattutto invia messaggi alla collettività attraverso i suoi canali informativi. Il recente contributo dell’Unione Camere Penali Italiane dal titolo L’informazione giudiziaria in Italia: libro bianco (Pacini editore, 2016) è una lettura...

13.11.2016

Crimine e fotografia / James Ellroy e la scena del delitto

Il nome dell’autore, James Ellroy, potrebbe ingannare ma Un anno al vetriolo, Los Angeles Police Department 1953 (Contrasto, Roma, 2016) non è un romanzo. Non è il prolungamento di una scia narrativa, dal L. A. Quartet (Dalia nera, L.A. Confidential, White Jazz, Il grande nulla) alla trilogia Underworld USA (American Tabloid, Sei pezzi da mille, Sangue randagio) per citare solo qualche titolo.   È un libro in cui Ellroy non si smentisce, ma è altro. Non si smentisce perché ha commentato foto di archivio della LAPD (Los Angeles Police Department) appartenenti al 1953, anno particolarmente lacerato tra omicidi, stupri, suicidi, rapine. Sangue per le strade, case macchiate da delitti, corpi straziati, personaggi sradicati che rappresentano un passato che allora era il presente,...

18.09.2016

Per non essere vittime delle pulsioni collettive / Anatomia del crimine

Per lungo tempo si è pensato che il processo penale fosse esclusivamente l’occasione per applicare a un cittadino la legge concepita in astratto. Applicare uguale interpretare, e cioè leggerla secondo la volontà di chi l’ha costruita, secondo il tessuto linguistico, l’evoluzione storica, calandola in definitiva al caso concreto. Il positivismo ottocentesco ha impresso una formidabile spallata a questo modo di intendere il momento giudiziario, palestra dell’accademia e riserva esclusiva dei giuristi e delle loro costruzioni. Il diritto, si diceva, non può fare a meno della scienza in quanto la ricostruzione del fatto accaduto e la salute mentale dell’imputato non possono prescindere da conoscenze specialistiche. L’antico mito, che oggi ancora risuona nelle aule universitarie, del giudice...

16.08.2016

Un libro di Bruno Cavallone / Giustizia e letteratura

Parlare in questi anni di legge e di giustizia è come affrontare il tema del sole e della pioggia: non passa giorno che non se ne parli, che non se ne accenni, che non se ne sia colpiti. La cronaca giudiziaria è diventata cronaca politica e viceversa, la riforma del settore compare graniticamente ai primi posti dell’agenda del fare, le luci della ribalta illuminano a giorno il palcoscenico gremito di protagonisti e di tecnici, spesso dagli abiti intercambiabili. Quel gran discutere porta sì a maggiori sensibilità, ma non necessariamente produce approfondimenti ragionati. Quando sembra che nuovi temi scuotano la base delle grandi questioni, riemergono testarde le inquietudini antiche, le incertezze che da sempre hanno innervato la giustizia e turbato i giusti. Queste dinamiche hanno un...

20.06.2016

Insospettabili / Cinquanta sfumature di giallo

Il «giallo» e le sue tracce.    La tavolozza cromatica del «giallo» riserva continue sorprese.  I suoi confini, un tempo, erano considerati netti e rigidi, legati a una precisa epoca storica. Si parlava di un genere letterario sorto sulla scia dei feuilleton ottocenteschi, imperniato sul delitto e sulle indagini per rivelarne l'autore. La fede positivistica nella scienza conduceva a non avere dubbi sullo smascheramento del colpevole e nel ritenere inossidabili i collegamenti tra gli indizi perché essi non potevano che convergere nel successo dell'inchiesta. L'esigenza di sicurezza nel debellare la devianza criminosa, la vittoria dei buoni sui cattivi, la celebrazione di una società sana che subisce una ferita solo momentanea erano le ragioni, tra le molte, del suo successo...

26.04.2016

Il film di Christian Vincent vincitore della coppa Volpi / La corte. La giustizia al cinema

Vinta la Coppa Volpi dello scorso anno giunge ora nelle sale La corte, film francese di Christian Vincent.  Il titolo italiano, innovato rispetto all’originale L’hermine, cioè l’ermellino, sembra influenzato da ragioni pubblicitarie, quasi a voler evocare i classici duelli processuali in aula, ricordi di derivazione americana. Ma non è così, o meglio non solo.  Come propone Calvino in Palomar, un punto di avvio è la ‘descrizione’ del racconto.  Si tratta di una pellicola atipica che combina due generi narrativi diversi, come fossero strati che si sovrappongono. In altri termini l’apparenza immediata, cioè il titolo, le scene, i personaggi, la loro presentazione introducono nel mondo processuale, meglio in un’aula della Corte di Assise dove si discute un processo di omicidio...