Lavagna
Enrico Manera

Enrico Manera (Torino, 1973). Specializzato in Scienze della cultura e dottore di ricerca in filosofia, insegna filosofia e storia in un liceo torinese. Ha svolto coordinamento redazionale in area storico-filosofica, curato materiali per l’editoria scolastica e scrive su riviste scientifiche. I suoi interessi principali vertono sulle teorie del mito e della memoria culturale in età contemporanea e sulle intersezioni tra filosofia, antropologia e storia delle idee. http://arrigomalera.blogspot.com/

02.11.2019

Un linguaggio di «idee senza parole» / Cultura di destra di Furio Jesi

Il nome di Furio Jesi a quasi quarant'anni dalla scomparsa è sempre più spesso citato, non solo tra addetti ai lavori ma anche nelle pagine culturali e in molti ragionamenti diffusi. Un fatto dovuto al crescente interesse per la sua opera, tanto in forza di uno stile affascinante e al suo prezioso strumentario concettuale – penso alla “macchina mitologica” – quanto in relazione al bisogno di comprensione suscitato dall'affermazione globale di una stagione politica e culturale conservatrice, reazionaria, autoritaria, neo o post-fascista.   Questo è un ulteriore buon motivo dunque per rileggere Cultura di destra, uno dei libri più noti dello studioso di miti e germanista, pubblicato nel 1979 e ristampato più volte (è del 2011 la nuova edizione curata da Andrea Cavalletti con alcuni...

06.10.2019

“Corpi dogmatici, letali dettami di bellezza” / Sulla scultura nazista

In un testo poco noto di Furio Jesi, Sopravvivenze mitiche nell’esoterismo nazista (ora in Mito, Aragno, 2009) il critico torinese scrive: «nel suo discorso conclusivo di autodifesa dinanzi al Tribunale di Norimberga, il generale SS Otto Ohlendorf [...] giustificò il comportamento proprio e quello dei suoi compagni affermando che la sua generazione si era trovata nel vuoto causato dall’insterilirsi e dalla morte del cristianesimo, e aveva quindi visto nel nazismo un nuovo ordine salvatore, fondato su valori puramente spirituali, e garante di chiarezza, di legge di verità affermate senza esitazione». Non si insisterà mai abbastanza sul tratto sostitutivo della religiosità che l'ideologia nazista ha assunto, con un tratto paradossalmente iper-morale, redentivo e, in ultima istanza,...

16.04.2019

Disorientamento e disagio / Sul nuovo Esame di Stato

Dopo mesi di annunci e anticipazioni è stata pubblicata l’ordinanza ministeriale che disciplina i contenuti del nuovo Esame di Stato. Presentato dalla nuova direzione ministeriale è nei fatti la continuazione del lavoro iniziato negli anni precedenti e la conclusione della riforma che porta il nome della ministra Gelmini e della successiva “Buona scuola” della stagione renziana. Le novità sono significative rispetto alla precedente versione: nonostante l'attenzione alla comunicazione e la presenza di momenti di formazione del personale dirigente e docente, continuano a essere molte le perplessità sulle modalità operative di svolgimento dell'esame prima ancora che di ordine culturale, educativo e pedagogico. I lavori delle commissioni di esame inizieranno il 17 giugno: il 19 giugno si...

02.04.2019

Conversazione con Andrea Cavalletti / Attualità di Furio Jesi

La recente riedizione di Germania segreta (Nottetempo 2018) che arriva circa cinquant'anni dopo la sua uscita (Silva, 1967) e quasi venticinque dopo la prima ristampa (Feltrinelli 1995) è un'occasione per riflettere ulteriormente sulla figura di Furio Jesi – mitologo, germanista e critico militante – e per ragionare sulla sua eredità e sull'attualità con il curatore Andrea Cavalletti.   Perché ripubblicare ora questo libro? Si direbbe che Jesi ritorna quando si sente il bisogno di fare chiarezza sul rapporto tra cultura e politica e in relazione all'emergere di un clima conservatore, reazionario, neo o post-fascista.   È vero, in questo clima, che essendo da troppi anni lo stesso diventa ogni giorno più pericoloso, i libri di Jesi appaiono sempre più attuali. Vi è poi l'altro...

30.01.2019

Quattro libri per leggere il presente / Muri e venti

Muri, frontiere, confini sono quanto di più adatto a cogliere il nostro tempo si possa scegliere come temi di riflessione. Sono punti di osservazione, con-testi e talvolta pre-testi per affrontare gli stretti nodi delle storie che si radicano nella materialità del muro o nella mobilità del confine. In fondo, quasi non parliamo che di questo anche quando parliamo di altro: identità, relazione, nazione, inclusione, migrazione, limite sono addentellati di uno stesso discorso sul presente che ha le caratteristiche dell'urgenza e dell'emergenza. E se parliamo di altro è forse anche per non vedere le cose che girano attorno ai muri e non accettarne completamente le conseguenze. Tra le diverse strategie con cui il tema dei muri può essere affrontato scelgo qui di parlare di quattro libri recenti...

26.11.2018

Narrativa Working Class / You'll never walk alone. Conversazione con Alberto Prunetti

«La coscienza di classe proletaria, che è la più studiata, modifica radicalmente la struttura della massa proletaria. Il proletariato, dotato di coscienza di classe, forma una massa compatta solo dal di fuori, nella rappresentazione dei suoi oppressori. Nell'istante in cui inizia la sua lotta di liberazione, la sua apparente massa compatta si è in verità già allentata. Essa smette di essere dominata dalla semplice reazione; passa all'azione. L'allentamento della massa proletaria è l'opera della solidarietà. Nella solidarietà della lotta di classe proletaria viene soppressa la morta, adialettica contrapposizione tra individuo e massa; per il compagno essa non esiste».   In questo passo di Walter Benjamin da L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica (1936), una nota...

11.11.2018

Cento anni di appartenenza / Memoria dalla Grande guerra

Il 4 novembre 1918 l'armistizio di Villa Giusti, siglato il giorno prima da Italia e Austria-Ungheria, poneva fine alle ostilità fra i due Paesi. Una settimana dopo, la Prima Guerra Mondiale era finita. Evento cardine della modernità novecentesca, la Grande guerra gettava le basi per un equilibrio fragile, destinato a sfociare in un altro e ancora più sanguinoso conflitto. A un secolo esatto di distanza, che cosa rimane di quella terribile esperienza? Siamo stati davvero capaci di elaborare il trauma, o stiamo nuovamente cadendo preda di pulsioni revansciste, militariste e xenofobe? Con l'aiuto di storici, scrittori e studiosi, attraverso una serie di interventi - a questo link il primo, di Claudio Piersanti - cerchiamo di ricostruire l'impatto del primo conflitto mondiale sulla coscienza...

12.10.2018

Trent'anni dopo: 1988-2018 / Il pendolo di Foucault. La superstizione porta sfortuna

Difficile dire in poche parole quanto abbiano significato Umberto Eco e la sua produzione per la cultura italiana. Più facile è sottolineare l'impressionante magnitudo dell'intellettuale, che è stato anche scrittore dallo stile formidabile per intelligenza e gusto, dall'influenza capace di permeare l'immaginario di almeno una generazione. Per chi si avvicinava alla cultura negli anni Ottanta e Novanta la lettura dei suoi romanzi, forse più che dei suoi saggi, è stata una folgorazione letteraria, estetica e metodologica (senza dimenticare l'irresistibile bustina di Minerva per “l'Espresso, tenuta dal 1985 al 2016, capace di generare ogni volta cortocircuiti tra passato e presente). Eco ha praticato un uso ironico del passato che ne racconta le vicende e ne espone le interpretazioni,...

17.09.2018

Fare insieme / Ritorno a scuola. Ogni volta, l'inizio di un mondo

Per moltissime persone di diverse età che vivono e lavorano a scuola il vero capodanno è a settembre. Settembre ritorna sempre con la sua portata di novità. A volte radicale, come un cambio di ciclo scolastico o di sede di lavoro; a volte meno intensa, ma comunque con un anno in più sulle spalle – visto dalla parte dell'adulto – e una nuova stagione di vita che si dischiude – visto dal lato studente.   Ho iniziato a insegnare, ventisettenne e fresco di preparazione, nel 2001. Per essere più precisi il mio primo giorno di scuola è stato il 12 settembre 2001. Ricordo la camicia stirata e gli appunti per la Prima Grande Lezione di Filosofia, che provavo da tempo, e, come questa fosse diventata un'altra cosa, non senza sgomento, per quanto accaduto il giorno prima. Dopo aver visto...

31.05.2018

Di scuola, ignoranza e violenza tra realtà e rappresentazione

Nelle ultime settimane si è tornato a parlare di scuola con particolare enfasi su alcuni episodi di aggressione e violenza nei confronti di docenti, all'interno di un più generale discorso sul bullismo e sul degrado dell'educazione e dell'istruzione. Come spesso succede quando si parla di scuola, il dibattito ha assunto toni perentori e caratterizzati da petizioni di principio a mio avviso stereotipate, semplificate e ideologiche. Concordo con LeonardoTondelli e con Jacopo Rosatelli sull'idea che non esista una “guerra tra studenti e insegnanti” e che i problemi e le risposte possibili siano di altro ordine. L'attenzione per questa “emergenza” rientra in una concezione dell'educazione, ampiamente diffusa dai media, dai tratti apertamente o implicitamente nostalgici e conservatori che...

26.03.2018

Carlo Greppi Bruciare la frontiera / Oltre i confini, insieme

Da sempre gli umani si spostano. Da sempre anche le genti sedentarie hanno visto nel viaggio qualcosa di più che un semplice spostamento in termini materiali. Da sempre la letteratura è scrittura di un viaggio, reale e metaforico. Da sempre la lettura è un viaggio dentro e fuori di sé, nel tempo e nello spazio. La storia che Carlo Greppi racconta è un itinerario nella storia, del passato e del presente. Il percorso iniziatico, a lungo programmato e sognato di due amici che è anche un passaggio attraverso la linea d'ombra dei diciotto anni. Una traversata a piedi sulla frontiera tra Italia e Francia è la pista indicata dalla mappa di un tesoro, tracciata dai ricordi di un nonno – amato e scomparso – tramandati al giovane nipote.   Il nuovo romanzo di Greppi, storico e narratore, si...

22.12.2017

Insegnare le parole / La lettera sovversiva. Da don Milani a De Mauro

Come spesso avviene nel confronto con una figura importante, dalla vasta eco e dagli effetti di lungo periodo, è un libro di storia che può dipanare un groviglio discorsivo e polemico intricato. Il che è tanto più vero se i nodi sono la scuola, l'impegno personale e collettivo e la storia dell'emancipazione delle classi subalterne e se incrociano comunismo, cristianesimo e i processi di trasformazione della società dagli anni Sessanta in poi, per poi detonare con potenza in quel Sessantotto di cui ci apprestiamo a rammemorare il 50° anniversario. Così Vanessa Roghi, storica del tempo presente, della visualità e dell'immaginario, ha scritto La lettera sovversiva. Da don Milani a De Mauro, il potere delle parole (Laterza, 2015): «la storia di Lettera a una professoressa e della...

21.11.2017

File not found / Di burocrazia e digitale a scuola

Tra i tanti aspetti che la colonizzazione digitale della scuola comporta il settore della burocrazia e della comunicazione interna è uno dei più significativi per impatto e radicalità. Sempre più è esperienza comune che nella scuola la digitalizzazione della burocrazia e la smaterializzazione della documentalità si trasformino in eccesso informativo e assumano una curvatura verso l’aziendalizzazione, sia in termini di marketing e comunicazione verso l’esterno che di gestione del personale. Tali dinamiche tendono a sovrapporsi alla consuetudinaria comunicazione interna (preside-docenti; docenti-docenti; docenti-studenti; scuola-famiglia), il cui corretto funzionamento è parte sostanziale della democrazia interna alla scuola. La questione dell’aggravio di lavoro che questo comporta non è...

15.10.2017

Storia profonda / Neurostoria: un futuro del passato

  Un vascello attraversa il vasto oceano tra le colonne d'Ercole, visivamente figurate come colonne in stile classico. Al di sotto, in un riquadro, campeggia un passo del Libro di Daniele (XII, 4) divenuto molto celebre: Multi pertransibunt et augebitur scientia (Molti vi passeranno attraverso e la loro conoscenza sarà accresciuta). Così appare il frontespizio dell'edizione del 1620 dell'Instauratio Magna di Sir Francis Bacon, un'opera che si proponeva come fondazione del Novum Organum di una scienza moderna, anti-dogmatica e anti-aristotelica, sperimentale – benché non ancora matematizzante come quella galileiano-newtoniana alla quale Kant un secolo e mezzo dopo assegnerà una fondazione trascendentale. Questa la rappresentazione che la mia immaginazione ha...

03.10.2017

Primo Levi reloaded / La bella addormentata nel frigo multimediale

A trent’anni dalla scomparsa, tra le acquisizioni più importanti della “riscoperta” di Primo Levi vi è la piena consapevolezza che egli sia stato narratore di gran lunga eccedente la qualifica di “testimone”, sia pur d’eccezione, o di icona della memoria. Lo attestano importanti operazioni editoriali che hanno restituito la complessità della sua figura, come la nuova edizione delle Opere complete (Einaudi, 2016), quella in lingua inglese The Complete Works (Liveright 2015) e l’enciclopedia leviana scritta da Marco Belpoliti, Primo Levi di fronte e di profilo (Guanda, 2015). Emerge come la scrittura di Levi sia un reagente in grado di esprimere un’immagine sfaccettata e multidimensionale della condizione umana, tra esperienza quotidiana ed etica universale e tra gli...

26.09.2017

Il punto di vista degli insegnanti / Ancora sullo smartphone in classe

“Una commissione ministeriale s’insedierà per costruire le linee guida dell’utilizzo dello smartphone in aula. Entro breve tempo avrò le risposte e le passerò con una circolare agli istituti”. L’annuncio ministeriale, già commentato da Alessandro Banda, sta sollecitando diverse reazioni. Mentre nelle sale insegnanti e sui social network i commenti crescono ho sollecitato amici e amiche che lavorano a scuola, in diverse realtà territoriali, principalmente nella superiore, a condividere opinioni e esperienze sul tema. Quanto segue è il montaggio delle risposte, per le quali ringrazio tutti e tutte, da cui emerge qualche dato di realtà e un paesaggio comunque diverso da quello continuamente disegnato da chi non entra in una classe da decenni.   “A me sembra una follia per come è...

09.08.2017

Una favola sull'ingiustizia / Igiaba Scego. Prestami le ali

Settanta anni finiva, almeno in termini ufficiali, il colonialismo italiano. Il 31 maggio 1947 l’Assemblea Costituente ratificava il trattato di pace di Parigi con gli Alleati, in base al quale l'Italia lasciava la penisola istriana, Fiume e Zara in Dalmazia, l’Albania, le isole del Dodecaneso. Iniziava la decolonizzazione dei territori africani occupati tra Ottocento e Novecento: la Libia passava sotto amministrazione dell’ONU, la Somalia sarebbe rimasta sotto amministrazione fiduciaria italiana (fino al 1960). L'Eritrea veniva unita all’Etiopia, che nel 1941 aveva visto il rientro sul trono dell'imperatore, il negus Hailé Selassié, in seguito all'offensiva inglese che aveva messo fine all'Africa Orientale Italiana.   Il culmine del colonialismo italiano è da situare una decina...

08.06.2017

La storia di un partigiano e di chi gli sparò / Quando la nonna ha ucciso il nonno

«Non hanno perso quello che avevano trovato allora, e forse non lo perderanno per molto tempo. Sono vivi, attivi, tirano su muri diroccati, si sposano, fanno all’amore, cercano tutti i modi possibili, senza pigrizia e senza lamenti, di guadagnare la vita, di migliorarla e, con una incredibile rapidità, si sono dimenticati della guerra, della paura, del sangue, della servitù, del moralismo, della falsa santità, degli stati e delle leggi, e di tutte le menzogne e le atrocità degli anni passati».   Così Carlo Levi, ne L’orologio (1950), descrive l’esplosione di vita e attivismo febbrile seguito alla fine della guerra, che la liberazione aveva inoculato nel tessuto sociale della ricostruzione, nel tentativo di cancellare o esorcizzare le ferite inferte alle vite di uomini e donne. Di...

16.05.2017

Soggetti in movimento / Tash Aw, Stranieri su un molo

Sempre più il termine identità è entrato nel linguaggio comune in un'accezione rigida ed ideologica, che ignorando l'elaborazione scientifica del tema e delle sue molte declinazioni, finisce al centro dell'agone politico e della giustificazione di conflitti e di “scontri di civiltà”. Infatti, per quanto l'antropologia contemporanea abbia messo in discussione la concezione essenzialista dell’identità e abbia prodotto la smobilitazione del carattere fisso e deterministico delle culture, il dibattito pubblico ne è ossessionato, in particolare per quanto riguarda l'uso fattone dalle retoriche sovraniste e conservatrici, quelle dei nuovi nazionalismi “identitari”. Ma alla richiesta di identità non è estraneo nessun soggetto politico: tutti paiono concentrati sul bisogno di consolidare o...

06.05.2017

Un viaggio che non promettiamo breve / Wu Ming 1, partire e tornare insieme

Un viaggio che non promettiamo breve di Wu Ming 1 rientra nella categoria degli "oggetti narrativi non identificati” che il collettivo bolognese, diventato un power trio, ci ha fatto conoscere. Al centro del racconto ci sono i Venticinque anni di lotte No Tav (così il sottotitolo): una storia corale e collettiva del presente che si fa analisi più generale del rapporto con l'economia e la politica tra il 1991 e il 2016. È un libro che diventa romanzo in forza dell'interazione dinamica di trame discorsive diverse – diario, inchiesta, reportage, saggio storico, pamphlet – reso fluido dal montaggio che la voce narrante fa di documenti, testi di e-mail, stralci di interviste e conversazioni private. Non senza verticalizzazioni liriche e diramazioni che colorano a tinte vivaci il portato...

12.04.2017

Conversazione con Leonardo Ambasciano / L'eredità di Eliade

L’opera di Mircea Eliade (1907-1986), versatile poligrafo e icona culturale, è legata alle complesse vicende storiche e biografiche che lo riguardano, dalla giovinezza in Romania agli incarichi diplomatici a Londra e Lisbona, fino all’espatrio a Parigi e a Chicago, dove ha insegnato dal 1956 al 1986. Sono diverse le recenti proposte editoriali di opere dello storico delle religioni e scrittore: Tutto il teatro 1939-1970 (Bietti 2016), La psicologia della meditazione indiana (Mediterranee, 2016), Cosmologia e alchimia babilonesi (Lindau, 2017), e un romanzo, Gli huligani (Calabuig, 2016). Un’occasione per ragionare sulla ricezione della sua opera culturale, scientifica e letteraria, a trent’anni dalla scomparsa.  Dalla differenza di vedute tra studiosi su temi come la centralità dell’...

23.02.2017

Marco Rossi Doria e la lettera dei 600 / La lingua della vita

Il dibattito di questi giorni sullo stato della competenze linguistiche degli studenti universitari e sulla messa in stato di accusa della scuola italiana è l'occasione per ragionare insieme a Marco Rossi Doria, insegnante ed esperto di politiche educative e sociali e già sottosegretario all'Istruzione, sullo stato della questione ed è anche un modo per riprendere temi e problemi già affrontati da Doppiozero.   La “lettera dei 600” docenti universitari e intellettuali sulla crisi della formazione degli studenti italiani ha avuto una vasta eco. Mi sembra che non aggiunga nulla di nuovo in termini di analisi e piuttosto si concentri sulle responsabilità della scuola, in modo perfino poco intellettualmente onesto. La mia impressione è che manchi una riflessione più ampia sulla società...

27.01.2017

Digerire vetro / La deportazione raccontata ai bambini

Libri recenti e incontri nelle scuole con insegnanti e studenti sono l'occasione per ragionare su come parlare ai bambini e alle bambine di qualcosa di enormemente doloroso come persecuzione, deportazione e genocidio, tanto più smisurato quando si abbatte su soggetti come i bambini.    La violenza nei loro confronti distrugge anche la fiducia e la cura che ogni piccola esistenza chiede a quella adulta; e così la dimensione di futuro potenziale che ogni bambino o bambina ha in sé. Per i bambini, prendere atto di questo è di particolare impatto. Per gli educatori significa anche rischiare di minare la fiducia nel mondo, negli adulti, nel futuro appunto. La memoria della Shoah nella sua interezza è qualcosa che non può essere rovesciata addosso ai bambini ma che deve essere...

21.01.2017

Libera dalla misura / Scuola. Valutazione, meritocrazia e premialità

La riflessione sulla competizione di Beatrice Bonato, insegnante di scuola superiore e studiosa di filosofia, tocca tutti gli aspetti della realtà sociale: Sospendere la competizione, 2015 discute la presenza costante e inavvertita degli elementi agonici della sfida, del merito, della valutazione nelle trame sottili dei discorsi che orientano le nostre vite. La logica della competizione – guerra, sport, politica, mercato e su tutto educazione – è infatti stata naturalizzata ed ha assunto il ruolo di forza dinamica biologica fino a diventare un potente meccanismo di produzione di soggettività, che determina condotte individuali all'interno di scenari considerati socialmente desiderabili.  L’ideologia della valutazione oggi dominante è infatti strutturata come insieme di pratiche...