Dinamica della solitudine



Prospettiva, il progetto del Teatro Stabile di Torino curato da Mario Martone e Fabrizio Arcuri, è nel 150° dell’Unità d’Italia, e si è dato il tema “Stranieri in patria”. Ogni compagnia dice la sua, a richiesta, sul tema: i due veneziani Pathosformel, Daniel Blanga Gubbay e Paola Villani, dicono che essere stranieri in patria è “trovarsi di fronte a una serie di suoni a cui non abbiamo pieno accesso, e che ci rendono d’improvviso capaci – o forse ci costringono – ad inventare, più che capire, un senso ultimo contenuto nella parole altrui”.  Il loro dittico (prima parte An afternoon love, seconda parte Alcune primavere cadono d’inverno) parla di due corpi, senza parole e in mezzo ai suoni. Due atleti. Due corpi che danzano performance sportive, che Pathosformel smonta, per farne estetiche della solitudine. Il ragazzo di colore, Joseph Kundesila, palleggia in un allenamento di basket senza basket, ovvero senza senso, ovvero il senso di fare un canestro, un obbiettivo, un goal, dei punti; è tutto solo, palleggia, suda, si asciuga il sudore, si sdraia sulla schiena (la posizione del cadavere, shavasana nello yoga, la più rilassante, aprendo all’energia della Terra) accende una soundmachine da cui si eleva (assurdo contrasto sublime) uno dei Gurrelieder di Mahler.

 

Dopo, c’è Stefano Leone che su una pedana grigliata da cui soffiano vari ventilatori occultati, accenna, prova, svolazza notevole break dance; vicino a lui svolazza, come in una strada, come in American Beauty di Sam Mendes, un sacchetto di plastica vuoto, abbandonato e bello con la sua poetica di leggerezza (la nostra vita è fragile e banale così….). Le musiche elettroniche e struggenti di due port-royal (alla consolle) spalmano il tempo, avvolgono nel magma, dance nell’ambient.

 

Alla fine due gesti deprivati del loro contesto prendono il senso in un nuovo montaggio di solitudini, di corpi che ingaggiano solitarie sfide alla gravità, alla fatica statica di dare un codice di gesti dinamici a un corpo, per sfidare il buio che sempre ci circonda nei nostri tanti inverni senza amore.

 

 



Meet in Town. Pathosformel e Port Royal from videodrome-XL on Vimeo.

Video: 

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