Scritture

Parigi Danilo Kiš / Homo poeticus, malgrado tutto

Il 15 ottobre del 1989, all’età di cinquantaquattro anni, moriva a Parigi Danilo Kiš, romanziere yugoslavo e europeo, uno degli autori fondamentali della seconda metà del XX secolo. Era nato a Subotica, da padre ebreo ungherese e madre montenegrina. Nel 1942, in seguito al massacro avvenuto a Novi Sad degli ebrei e dei serbi ad opera dei fascisti ungheresi e alla deportazione del padre, si installa in Ungheria, dove compone le sue prime poesie. Poi, dal 1947 al 1954, è in Montenegro, a Cetinje, il villaggio natale della madre. Qui frequenta il liceo, apprende a suonare il violino e comincia a tradurre versi dall’ungherese, dal russo, dal francese. Dopo il diploma va a vivere a Belgrado, dove ottiene la laurea in letterature comparate. Il suo primo viaggio a Parigi, di cui ci ha lasciato...

Intervista a Giorgio Samorini / Sostanze, e terapie, psichedeliche

Le cosiddette droghe psichedeliche hanno conosciuto, nell’arco del novecento, fortune alterne. Dopo un primo periodo di grande sperimentazione medica e, poi, di largo consumo si è passati alla loro stigmatizzazione da parte dell’opinione pubblica e alla loro messa fuori legge da parte della classe politica. Per quasi trent’anni, dai primi anni settanta fino alla fine degli anni novanta, sono quasi scomparse dal dibattito pubblico. Da quasi un ventennio, invece, stanno conoscendo una nuova fortuna, soprattutto, nel settore della ricerca scientifica e terapeutica. Giorgio Samorini, nato nel 1957, è un ricercatore specializzato sui funghi e le piante psicoattive, di cui è uno dei massimi esperti mondiali, fondatore e presidente della Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza e...

Quest’irta pianta / Ponciro

Mi ha trafitto in piena fronte. Con una frustata di rimbalzo mi ha conficcato una spina degna della corona della Passione. Fortuna vuole che non sia impressionabile, mantengo il sangue freddo anche se mi zampilla in mezzo agli occhi. Devo quest’esordio splatter a un individuo assai permaloso, che non ama farsi mettere le mani addosso. Sono incidenti che possono capitare in giardino quando non consideri con chi hai a che fare. Volevo solo raddrizzarlo un poco, convincerlo con un tutore a salire più in verticale invece che, stortignaccolo, lasciarlo protendere in avanti. Ma si è ribellato, e il mio tentativo di rimetterlo in riga mi si è ritorto contro.     Il soggetto in questione è un Poncirus trifoliata (o Citrus triptera) desiderato fin da quand’ero ragazzina: ne aveva un...

RADIOGENIE / Andrea Camilleri e la radio: un’ipotesi di radio futura

Inizia oggi "Radiogenie", una nuova rubrica a cura di Tiziano Bonini e Rodolfo Sacchettini, uno spazio dedicato alla cultura dell'ascolto, ai suoi autori, alla rinascita dei contenuti sonori e dei generi radiofonici su altri supporti (smartphone, podcasting).   Dai microfoni di Radio Uno le parole di Andrea Camilleri rivolte al pubblico hanno più la durezza dell’ammonimento che la cordialità dell’invito: «Da troppo tempo gli addetti ai lavori della Rai sono condizionati dalla routine e sono poco aperti alle proposte degli ascoltatori… d’altronde si rischia di cadere nella demagogia. La piazza, manipolata dalla società di massa, quando ha fatto richieste giuste? (…) Teniamo presente che la Rai, quando è diventata più democratica, non è stata mai superficiale (…). Il problema di fare...

Archeologia / Heinrich Schliemann: dall'isola di Texel alla scoperta di Troia

Sull’acropoli del parco archeologico di Baratti e Populonia è in corso una campagna di scavi inaugurata lo scorso sedici settembre e nata dalla collaborazione tra Parchi Val di Cornia SpA, Soprintendenza e le Università di Siena e di Toronto. Lo scavo interessa soprattutto un edificio termale datato tra il II e il I secolo a. C., al momento visitabile solo dall’esterno.  Si tratta di uno degli edifici termali più antichi dell’Etruria romana – dunque di un’acquisizione molto importante per il parco archeologico – che potrà, a lavori ultimati, venire visitato anche internamente. È situato a fianco degli ambienti in cui nel 1841 fu trovato il mosaico con fondo marino, oggi esposto al museo archeologico di Piombino. La scena descritta nel mosaico è un naufragio: tre uomini nudi, con le...

La scrittura, atto di speranza / Margaret Atwood, I testamenti

Il romanzo più celebre di Margaret Atwood, Il racconto dell’ancella, pubblicato nell’85, finiva con la protagonista, Difred, prelevata da un furgone nero, al cui interno c’erano degli uomini; il custode con cui Difred aveva una relazione, Nick, le sussurrava di non temere e di seguirli. Il finale, tuttavia, rimaneva volutamente ambiguo; non sappiamo e non sapremo mai se ciò che aspettava Difred fosse la salvezza o una condanna a morte. Ho provato in questi giorni a immaginare l’effetto che può aver fatto il racconto distopico dell’85 ai lettori del tempo. Era prima della caduta del muro, prima di Trump, prima dell’offensiva mondiale delle destre; diventò presto un classico, anche se non frequentatissimo. Nel ‘98, quando me lo regalarono, era fuori commercio; ha riacquistato una nuova vita...

Tenere i tesori / I diari inediti di Jo van Gogh-Bonger

‘Oggi inizio il mio diario. Ridevo di quelli che ne tengono uno, è sciocco, sentimentale, così pensavo […]. Ma nella routine di tutti i giorni c’è così poco tempo per riflettere, e a volte i giorni passano senza che io li abbia vissuti veramente, giorni in cui la vita mi succede, questa cosa è terribile. Sarebbe tremendo dire alla fine della mia vita: “Ho vissuto invano, non ho raggiunto niente di grande o di nobile”’. È il 26 Marzo 1880, siamo ad Amsterdam, Jo Bonger ha diciassette anni e mezzo. Questa è la prima pagina del suo diario ‘Mijn Dagboek’, al quale affiderà i suoi pensieri, con varie interruzioni, fino al 1897. Per il frontespizio del primo quaderno sceglie e trascrive in inglese le parole del poeta americano Henry Wadsworth Longfellow, ‘agire e che ogni domani / ci trovi più...

Eric Chévillard / Il coraggio dello scrittore

Gregor Samsa nel celebre racconto kafkiano si svegliava trasformato in uno scarafaggio, il carapace convesso, le antenne tremolanti; per poi ritrovarsi, conficcate sul dorso, le mele che i suoi parenti, raggelati dallo spavento, gli scaglieranno contro appena sarà scivolato fuori dalla sua stanza, dando corpo a una delle scene più narrativamente incisive dello scrittore praghese. L’autore di Sul riccio non riemerge dal sonno in qualche grottesca trasfigurazione, ma si ritrova davanti, in piena crisi creativa, come personificazione della pagina bianca, un riccio «naïf e globuloso». Ho avuto la fortuna di incontrare Eric Chévillard al Festival della Lettura di Mantova e di intervistarlo il giorno prima del suo intervento di sabato 7 settembre, mediato da Marcello Fois. Il suo nuovo libro,...

Il pane miracoloso

Il pane è buono, c’è poco da dire. E inoltre il pane si presta ad essere moltiplicato; infatti nei testi sacri si parla di ripetute miracolose moltiplicazioni del pane. Quel giorno vicino al lago di Tiberiade c’era molta folla ad ascoltare un sermone; era uso dopo ogni sermone distribuire del pane; la turba era affamata, perché dopo il cibo spirituale ci si aspettava quello reale, e tutti erano di buon umore pensando alla prossima distribuzione di pane. Il pane allora non era preconfezionato, ma lo si cuoceva poco prima. Per questo i sermoni erano sempre accompagnati da una cucina da campo. Ma quella volta, con costernazione, di pane erano rimasti senza. Se non c’era pane in genere davano pesci, ma anche di pesci niente. In cucina erano disperati. Lo dice chiaro e tondo il Vangelo: il...

Una lettera inedita a Giovanni Falaschi / Calvino e la nuova sinistra

Parigi, 4 novembre 72   Caro Falaschi,   già da una decina di giorni ho letto con grande interesse il “ritratto”. Se ancora non le ho scritto è perché volevo dedicargli l’esame approfondito che il carattere filosofico del saggio richiede e finora sono stato sempre senza fiato, per mettere a punto il nuovo libro che uscirà nelle prossime settimane, altri impegni minori con le loro scadenze e il va e vieni tra l’Italia e Parigi. Mi pare che il Suo sia un saggio metodologico, al di là del tema Calvino, e come tale va letta tutta la prima parte con il rapporto tra opere e situazioni e con la teoria dei “due libri” che mi pare molto fruttuosa e degna d’essere sviluppata e generalizzata. E non minore impegno metodologico ha tutta l’ultima parte col confronto con la fenomenologia e l’...

Umanimali / Sacrificio in regime mediatico

Esterno giorno. Campagna. La telecamera inquadra in primo piano un gruppo di oche paffute, sanitariamente impeccabili. Starnazzano felici, da quel che sembra. Giorgione, al di là della recinzione da pollaio, le indica soddisfatto, chiamandole per nome: Giuseppina, Ada, Francesca.... Racconta quel che hanno mangiato, in che modo hanno vissuto, come e quando si sono accoppiate, le amicizie, gli amori. E ancora: come lui stesso le ha nutrite, che cosa hanno mangiato, che aria hanno respirato. Insomma: tutto. La relazione affettiva fra oche e padrone è forte, si capisce subito. E commuove. Anche perché, poi, Giorgione ne sceglie una in particolare, Ada, e ne decanta le lodi. Stacco.  Interno giorno. Cucina. Giorgione indossa il grembiule da cuoco, guarda in camera, indicando, accanto a...

Viaggio in un paese diverso / L'Italia che resiste

C’è un’Italia che resiste, che resiste lungo la dorsale appenninica, nelle valli alpine, nei quartieri degradati delle città o nelle sue periferie indistinte. Sono piccoli esempi virtuosi che devono combattere contro la burocrazia di Stato, a volte contro la malapianta della criminalità, ma soprattutto sono nuclei vitali perché trasmettono un’idea di futuro possibile, un germe di speranza. Francesco Erbani, napoletano, cronista di lungo corso di ‘la Repubblica’, erede di una tradizione gloriosa del nostro giornalismo d’inchiesta e di denuncia (Antonio Cederna, Nello Ajello, Giovanni Russo, per citare i nomi più noti e affini), ha intitolato il suo libro L’Italia che non ci sta. Viaggio in un paese diverso (Einaudi). Nelle prime pagine, dopo aver sciorinato il pantheon di chi ha ispirato...

Sciascia Trenta / Todo modo

Sono trascorsi 30 anni da quel giorno di novembre in cui Leonardo Sciascia ci ha lasciati, trent'anni in cui il paese, che lui ha così bene descritto, è profondamente cambiato, eppure nel profondo è sempre lo stesso: conformismo, mafie, divisione tra Nord e Sud, arroganza del potere, l'eterno fascismo italiano. Possibile? Per ricordare Sciascia abbiamo pensato di farlo raccontare da uno dei suoi amici, il fotografo Ferdinando Scianna, con le sue immagini e le sue parole, e di rivisitare i suoi libri con l'aiuto dei collaboratori di doppiozero, libri che continuano a essere letti, che tuttavia ancora molti non conoscono, libri che raccontano il nostro paese e la sua storia. Una scoperta per chi non li ha ancora letti e una riscoperta e un suggerimento a rileggerli per chi lo ha già fatto....

Tutti a guardare / Finestre

Per tentare di far capir bene il colore rosso a chi è cieco dalla nascita, ci vogliono similitudini azzardate: il rosso è quel calore che arroventa le guance dei bambini nel mentre che gli si agghiaccia il sangue, per esser cascati in una figuraccia. Le rose rosse hanno un profumo rosso che se lo si annusa, se ne sente il colore nell’area degli incanti del cervello. Terminate le similitudini, si può passare perfino alla dialettica degli opposti: il verde è la tinta dei prati (non a Roma) e della paura (dappertutto); il blu è quello del cielo sereno e del freddo bestiale; il giallo è il colore della cultura ebraica, e delle faccette dei cinesi… “La vita è sogno” dice il poeta spagnolo. E poi, perbacco, c’è il teatro: il palcoscenico è l’unità di luogo e di tempo dell’essere (pardon, dell’...

Ipotiposi / Foresta

“E dire che anche questo […] è stato uno dei luoghi più tenebrosi della terra!”. All’inizio di Cuore di tenebra (1899), mentre l’ombra del tramonto cade sull’estuario del Tamigi, Marlow evoca i tempi lontani della conquista delle terre britanniche, quando la civiltà romana portava la fiaccola dell’Impero “ai più remoti confini delle terra”, nel mondo oscuro delle selve. Era il tempo, prosegue Marlow, in cui le “razze occidentali” sapevano domare le foreste, forti della luce della ragione e delle virtù morali, eroismo, abnegazione, di cui erano portatori. “Sbarcare in una palude, marciare nei boschi, e in qualche posto dell’interno sentirsi circondato da una natura selvaggia, assolutamente selvaggia – tutta quella vita misteriosa della landa selvaggia che si agita nella foresta, nella...

Parole nuove / Perpetua e Il Gattopardo

Le opere di invenzione arricchiscono talvolta la lingua di parole nuove. Succede di norma per vie affatto accidentali e senza intenzione degli autori. Un caso esemplare: non c’era una parola che designasse un’attempata persona di sesso femminile al servizio d’un sacerdote (c’è motivo di credere sia mestiere con poche addette, oggidì). A metà dell’Ottocento, la lacuna, fino ad allora inosservata, fu colmata. Si trasse un nome comune dal proprio assegnato da Manzoni a una figura minore, ma ben caratterizzata dei “Promessi Sposi”. Del perpetua venuto così fuori, lo scrittore non porta ovviamente nessuna responsabilità. Per parte sua, egli aveva solo inteso dar nome a un personaggio, non proporre la designazione d’una figura sociale. In proposito, l’incidenza del caso è peraltro ancora...

Dizionario Levi / Fantasia

Il testimone, il chimico, lo scrittore, il narratore fantastico, l'etologo, l'antropologo, l'alpinista, il linguista, l'enigmista, e altro ancora. Primo Levi è un autore poliedrico la cui conoscenza è una scoperta continua. Nel centenario della sua nascita (31 luglio 1919) abbiamo pensato di costruire un Dizionario Levi con l'apporto dei nostri collaboratori per approfondire in una serie di brevi voci molti degli aspetti di questo fondamentale autore la cui opera è ancora da scoprire.   Nel ragionare sulla fantasia, come avviene di solito quando ci confrontiamo con il pensiero di Primo Levi, ciò che troviamo non è ciò che ci aspetteremmo da un autore di letteratura. La “fantasia” che troviamo menzionata esplicitamente nei suoi racconti, saggi e romanzi non ha a che fare con l’...

Sarah Gainsforth, Airbnb città merce. Storie di resistenza alla gentrificazione digitale

Il libro di Sarah Gainsforth Airbnb città merce ha a prima vista un’aria molto interessante, su un tema di attualità, quello dell’effetto negativo degli airbnb sulle città. Nasce da un approccio che affronta la sharing economy come una mitologia insieme ad altre, le start up, il turismo “dal basso”, il mondo dei dot.com e un’altra serie di miti definiti con sicurezza dalla Gainsworth come tipicamente americani, anzi californiani. Le analisi che ne conseguono sono coerenti, i b&b insieme al turismo sono la causa prima della gentrification delle città e quindi dell’espulsione da essa dei veri abitanti. L’economia mossa dai b&b eleva i prezzi delle case, falsa il mercato immobiliare e trasforma le città in “risorse” economiche.   I verbi che la Gainsworth usa per descrivere...

1930-2019 / Harold Bloom: influenza, canone e risentimento

A chi suscita grandi odi e grandi amori non si può che riservare tutta la nostra considerazione: Harold Bloom appartiene a questa schiera, insieme a pochi altri intellettuali del Novecento. Chi lo ritiene il più grande critico apparso sulla faccia della terra, punto e basta. Chi un trombone, che adorava giganteschi feticci, rigorosamente maschi e bianchi, per farne un monumento a se stesso. Esisterà una via di mezzo? No. Altrimenti Harold Bloom non sarebbe stato quello che è stato.   Le mezze misure non si applicano neppure alle ragioni dell'apocalissi accademica e culturale che sta travolgendo tutti coloro che si occupano di letteratura, essendo lo studio di quest'ultima diventato una specie di oggetto desueto che galleggia dentro il ventre di una balena, dove il buio dilaga....

Otto autoritratti / In cattedra. Il docente universitario

Pochi secondi dopo l’accensione dello schermo, il doodle di Google – saluto mattutino per gli internauti di buona parte del globo – mi notifica che il 5 ottobre è la Giornata mondiale degli insegnanti. Di insegnamento l’Unesco si occupa da molto tempo, potremmo dire da sempre; la Recommendation concerning the Status of Teachers risale addirittura al 1966. Ma il tema sta acquistando una crescente attualità. La ragione è semplice. I progressi della tecnologia e le trasformazioni sociali che ne discendono sono più rapidi di qualunque previsione: nessuno può garantire quindi che fra qualche decennio, o qualche lustro, gli studenti universitari incontreranno in aula una persona in carne ed ossa – ammesso e non concesso che sarà sopravvissuta la prassi di recarsi in un’aula. In cattedra, o...

Cinquant'anni di Piazza Fontana / Enrico Deaglio, l'eco della bomba

Chi si aspetta una lettura storica come le altre si sbaglia. La bomba. Cinquant’anni di piazza Fontana, edito da Feltrinelli, non è soltanto un libro di storia, perché quella storia non ha ancora avuto una fine. La bomba di piazza Fontana, che causa la morte di diciassette persone e novanta feriti, con tutte le bombe che seguiranno e con quelle che l’avevano preceduta, mette in discussione la storia stessa del nostro Paese, la sua stessa fragilissima natura democratica. Il contesto politico è conflittuale: l’autunno caldo, come fu chiamato, aveva portato in piazza enormi folle operaie esasperate. Nascono i primi gruppi di estrema sinistra, che raccolgono vasti consensi, nelle scuole ma anche in alcune fabbriche, soprattutto nel nord. La bomba dialoga con quel clima. In Grecia, due anni...

Una nuova collana di poesia / Capoversi. John Ashbery

La nuova collana di Bompiani “Capoversi” esce con tre importanti libri di poesia: L’ultimo spegne la luce del cileno Nicanor Parra; Non è tempo di esistere del russo Vladislav Chodasevič, e Autoritratto entro uno specchio convesso (Self-portait in a convex mirror) dello statunitense John Ashbery, in una nuova e bella traduzione di Damiano Abeni introdotta da uno scritto di Harold Bloom, arduo non solo per la densità concettuale, ma anche per essere parte di un discorso critico più ampio e denso di implicazioni, contenuta nel noto saggio Deconstruction and Criticism del 1979 La raccolta del 1972 di Ashbery (1927-2017, Pulitzer Price per la poesia nel 1976) comprende una settantina di poesie, ma prende il titolo dal lungo testo, un poemetto di oltre 500 versi, che la conclude e che è senza...