Scritture

Una rilettura di “Delitto e castigo” / La terapia della grazia

In Nicodemo a Pietroburgo, (Mimesis, Milano-Udine, 2021, pp. 96, euro 10) Lorenzo Gobbi, rilegge Delitto e Castigo di Dostoevskij alla luce della categoria della grazia che illumina e trasfigura improvvisamente la vita dei maledetti, dei reietti, degli ultimi, nella quale scorge la possibilità di una terapia esistenziale per quanti sono sopraffatti dallo spirito di risentimento nei confronti della vita – sentimento ben illuminato da Nietzsche – come Raskol’nikov, il protagonista del romanzo. Ad incarnarla è Sonja, una sventurata costretta dai genitori a prostituirsi appena diciottenne per mantenere la famiglia caduta in miseria per colpa dei debiti contratti dal padre alcolizzato, nella quale l’autore scorge una figura cristica, ispirata, in particolare, al Vangelo di Giovanni. Una...

Il nuovo libro di Wolfram Eilenberger / Arendt, Weil, De Beauvoir e Rand: Le visionarie

A distanza di quattro anni da Il tempo degli stregoni, Wolfram Eilenberger torna in pista per Feltrinelli con Le visionarie, una biografia intrecciata di Hannah Arendt, Simone Weil, Simone De Beauvoir e Ayn Rand – quest’ultima, per noi europei, è certamente la meno canonica del gruppo (ma vedi su doppiozero l’articolo di Alberto Mittone). Quando aveva condotto la stessa operazione con Heidegger, Benjamin, Wittgenstein e Cassirer, in copertina c’era un mare in tempesta, ora svetta un vulcano in eruzione, in entrambi i casi il punto di forza del lavoro non è un particolare scrupolo di ricerca o lo scavo biografico, ma una sequenza di accostamenti suggestivi da cui emerge forte un ritratto del tempo e di loro: le ragazze degli anni Trenta, di natura impetuosa.   Il montaggio inizia con...

Clorofilla / Dalie, gli ultimi fuochi d’agosto

Che si diano casi di body shaming pure per i fiori? State a sentire:   Cortigiana dal seno duro, dall'occhio opaco e bruno che lentamente si apre come quello di un bue, il tuo gran torso splende come un marmo nuovo. Fiore grasso e ricco, nessun aroma fluttua intorno a te, e la serena bellezza del tuo corpo svolge, opaca, i suoi accordi impeccabili. Non odori neppure di carne, quel sapore che almeno emanano le donne che rivoltano il fieno, e troneggi, Idolo insensibile all'incenso. – Così la Dalia, regina vestita di splendore, solleva senza orgoglio la sua testa inodore, irritante tra i provocanti gelsomini!   Non proprio dei complimenti. Se fossi una dalia mi offenderei. Questo Verlaine screanzato, che le dà della grassa cortigiana, poteva almeno apprezzare il suo contributo ai...

Coleotteri ipogei / La vita sottoterra (II)

MILIEU SOUTERRAIN SUPERFICIEL – Io sto creando tutto ciò, questa che è sul punto di diventare una lotta tra me e fantasmi e proiezioni di me, in una sovrapposizione di piani percettivi, mentre leggo sullo schermo illuminato la descrizione che del Catopide trovo su Wikipedia, e contemporaneamente ascolto le parole del mio mentore il quale intanto mi volta le spalle e s’affanna cercando qualcosa nella sua libreria. Afferma, lievemente ansimando, che la principale ripartizione delle tipologie di ambiente – e se trova il libro, accidenti, che è proprio divulgativo e farebbe al caso nostro, me lo presta volentieri – si è usi farla tra epigeo (ossia superficiale), ipogeo (delle profondità più recondite) ed endogeo (o genericamente “sotterraneo”, una via di mezzo tra i due) e … può anche sembrar...

I rivoluzionari marginalisti / La strana storia della scuola austriaca di economia

Esattamente centocinquanta anni or sono apparivano a Vienna i Principi fondamentali di economia politica, opera di un oscuro giornalista di nome Carl Menger. Gli storici considerano la pubblicazione dei Principi un evento fondamentale per la nascita della teoria neoclassica — il paradigma teorico che, riveduto e ampliato, viene ancora insegnato nelle università di tutto il mondo. La ricezione del libro di Menger per la verità fu inizialmente poco entusiasta e il suo impatto limitato. Yanek Wasserman (I rivoluzionari marginalisti: come gli economisti austriaci vinsero la battaglia delle idee, Neri Pozza, 2019) attribuisce questa resistenza alla relativa arretratezza e isolamento dell’università austriaca di fine Ottocento: nella capitale del più grande impero d’Europa gli scienziati...

Un libro di Giuseppe Mendicino / Storia di Mario Rigoni Stern

In questo inizio di anni Venti, l’affollarsi di scadenze centenarie illustri – Levi, Sciascia, Fenoglio, Pasolini, Calvino – rischia di lasciare un po’ in ombra gli anniversari di scrittori meno celebri, ma altrettanto fondamentali per la comprensione della storia non solo culturale del Novecento italiano. Fra questi va annoverato innanzi tutto Mario Rigoni Stern (1921-2008), autore di un libro – Il sergente nella neve. Ricordi della ritirata di Russia – uscito nei «Gettoni» di Vittorini nel 1953, che intere generazioni di studenti conobbero nell’edizione einaudiana «Letture per la scuola media» (secondo titolo della collana, dopo Il taglio del bosco di Carlo Cassola).   Ma Rigoni Stern ha scritto anche altro – molto altro. È stato senza dubbio il più grande scrittore italiano di...

Un classico di Antonio Prete / Il pensiero poetante di Leopardi

Presentandosi al pubblico all’inizio dell’Enrico IV (Parte seconda, scena 2) Falstaff dice di essere il più arguto di tutti perché non è soltanto arguto in se stesso, ma provoca arguzia negli altri. Rispondere e riprendere Leopardi è partecipare alle sue idee che, come quelle dell’eroe shakespeariano, si articolano attraverso quello che siamo noi. Il libro di Antonio Prete sul pensiero poetante, parte da qui, dal modo in cui le sue idee continuano a moltiplicarsi in noi. Antonio Prete è poeta, scrittore, ma soprattutto accoglie la compagnia di Falstaff, è un buon amico di Leopardi. La grande qualità di Il pensiero poetante (riedito da Mimesis, consolidando un suo luogo nel discorso leopardiano che è iniziato per questo libro nel 1979) è di tenere presente quanto sia facile sconfinare,...

Com'è nato il capolavoro di Primo Levi / I sommersi e i salvati. Storia di un libro

In I sommersi e i salvati del 1986 (un anno prima della morte), Primo Levi definisce Se questo è un uomo, il suo libro-matrice, una sorta di “animale nomade” che ormai da quarant’anni “si lascia dietro una traccia lunga e intricata”. Nel suo vagare, il testo ha mutato pelle, si è rivestito di una stratificazione composita il cui precipitato finale sarà appunto I sommersi e i salvati: titolo che Levi avrebbe voluto per SQU, conservato per il capitolo più riflessivo, prima di accogliere la proposta di Franco Antonicelli, fondatore delle edizioni De Silva, di riprendere un verso di “Shemà”, la poesia posta in apertura. Di quella prima edizione del ’47, passata quasi inosservata al di fuori dell’ambiente torinese, le copie rimaste finiranno “sommerse” nell’alluvione di Firenze del ’66. Il...

Poesie e racconti di Kolyma / Varlam Šalamov: scrivere dai gulag, scrivere nei gulag

Varlam Šalamov (1907-1982) viene arrestato il 19 febbraio del 1929, a soli ventidue anni, per i suoi rapporti con alcuni attivisti politici dell’opposizione leninista-trockista e per avere scritto e diffuso il Testamento di Lenin, una lettera apocrifa in cui l’ormai defunto padre della Rivoluzione russa esprime, con la voce dello scrittore, pesanti riserve sulla successione di Stalin. Lo scrittore è incriminato in base a un articolo del Codice penale della Repubblica socialista che punisce la propaganda sovversiva di appelli destinati a danneggiare o indebolire il potere sovietico. Viene rinchiuso per tre anni nel carcere giudiziario di Butirki, sugli Urali. Scontata la pena, nel 1931 torna a Mosca.   Scrive su alcune riviste, si sposa, ha una figlia, ma su di lui pende una condanna...

Teatro VI / Thomas Bernhard: assenze e smascheramenti

Torna finalmente Piazza degli eroi di Thomas Bernhard, nel VI volume del Teatro. La Ubulibri aveva iniziato a pubblicare le opere per la scena dello scrittore austriaco nel 1982, dodici anni dopo il debutto della prima pièce, Una festa per Boris, messo in scena ad Amburgo dal fedelissimo Claus Peymann, che firmerà molte delle messinscene delle sue commedie. La casa editrice del Patalogo era arrivata a dare alle stampe il quinto volume. Poi il fondatore Franco Quadri è morto e le pubblicazioni si sono arrestate. Mancava appunto il sesto, che ora Einaudi pubblica con due inediti, con Heldenplatz /Piazza degli eroi già apparsa in un’edizione Garzanti nel 1992, e con i Dramoletti, brevi drammi da consumarsi velocemente come omelette, usciti nella Collanina Ubulibri nel 1990. In questi ultimi...

Cosa chiediamo a un poeta? / Kae Tempest: sopravvivere all’amore

Cosa chiediamo a un poeta? Maestria letteraria, certo. Ma se non si spende nella sua verità, se non si spoglia di ogni dissimulazione, se si nasconde come un romanziere dietro una storia ben strutturata, ci delude. La “lirica” sarebbe il “canto”, un gorgheggiare di sentimenti condivisibili, una lettura, un ascolto in cui il poeta è capace di relazionare, di affabulare ciò che il lettore non sa dirsi. Alla poesia si chiede molto, e richiede molto, in un’era in cui la lettura stessa diventa una opzione sempre più difficile, lontana dalla frammentazione dell’attenzione digitale. Uscendo dalla parola muta, negli anni Sessanta la Beat Generation ha gettato il corpo del poeta nei reading dei club di San Francisco, nel sudore di ormoni astanti, spesso contrastanti, tracciando l’unica strada...

Due libri / Simone De Beauvoir e la trappola della femminilità

Del Secondo Sesso Julia Kristeva disse che si trattava di un’opera “in preparazione dalla notte dei tempi; covava sotto le ceneri dei focolari: sfrigolava nei pentoloni; esplodeva nelle camere da letto; si diceva e non si diceva” (traduzione di Alda Arduini). Tuttavia, quando Madeleine Chapsal fu mandata a intervistare Simone de Beauvoir e le chiese di parlare della genesi dell’opera, l’intellettuale parigina rispose che l’idea le era “venuta tardissimo. Uomini o donne, pensavo che ciascuno può cavarsela; non mi rendevo conto che la femminilità fosse una situazione. Ho scritto tre romanzi, dei saggi, senza preoccuparmi della mia condizione di donna. Un giorno mi è venuta voglia di dare una spiegazione su me stessa. Ho cominciato a riflettere e mi sono accorta con una specie di sorpresa...

Scoiattoli e topo / Roditori ovunque

Cip e Ciop, Squitto, Alvin, Rodney, eccetera. Perché gli scoiattoli piacciono così tanto a grandi e piccini? Per la loro coda? Per la rapidità dei loro movimenti? Perché saltano di ramo in ramo? Perché salgono e scendono dagli alberi con grande agilità e eleganza? Gli scoiattoli hanno senza dubbio qualcosa di speciale, tanto speciale che ci rifiutiamo di considerarli semplici roditori affini ai topi e ai ratti, così che quando li incontriamo nei parchi cittadini ci diamo da fare per cercare di farli avvicinare fino a prendere il cibo dalle nostre mani. Perché? Da molti anni gli scoiattoli vivono accanto a noi e non più nelle foreste. Nei grandi giardini e negli spazi alberati delle città sono così abituali e consueti da essere oramai parte della fauna stanziale, mentre, come scrive il...

Coleotteri ipogei / La vita sottoterra

In fondo non amo queste piccole elitre esili e diafane ma le sembianze scheletriche di tali insetti, talvolta filiformi, suscitano tuttavia un fascino magnetico. Fremono le membra al primo sguardo rivolto ai millimetrici coleotteri stesi in fitte file sui cartellini di cartone bianco, tra molteplici spilli infitti dentro le scatole entomologiche, le teche pavimentate di poliuretano espanso rigido, sigillate dal coperchio di cristallo come un quadro a olio, che emanano odori di essenze stravaganti, dal piretro alla canfora. È un test oftalmico, un difficile esercizio composto da segni sottili, grafi simmetrici, apostrofi indecifrabili, frementi in maniera quasi erotica, come spesso accade quando la materia biologica si raffina slanciandosi in forme di design astratto. Ecco le linee polite...

Un libro ballata / I gatti di Bohumil Hrabal

Gioca molto sul doppio piano realtà/immaginazione, materia/visione, gatti veri/gatti inventati, questo libro/ballata Io e i miei gatti di Bohumil Hrabal (Guanda, 16.00 euro, pag. 170, titolo originale Autičko). Da una parte lo scrittore, dall'altra una quantità di gatti. Gatti che continuano a riprodursi, proliferare, mettendo in crisi la moglie. “Cosa faremo con tutti questi gatti?”, sospira, piange, si angoscia, lei, come in un ritornello ossessivo e preoccupatissimo, lungo tutto il testo. Già, cosa ne sarà di questi gatti. Dapprima, c'è una casa. Fuori Praga, a Kersko, in mezzo ai boschi, in un luogo che gli amici di Hrabal immaginano idilliaco, acquistata da Hrabal nel 1965 per andare a scrivere nel fine settimana. Ci sono una stufa, un letto caldo, ciotole di latte. E tanti,...

Polo del ‘900 / 1944: l’estate partigiana di Nuto Revelli

Nell’ambito della programmazione culturale 2021 del Polo del ‘900 Dove portano i Venti. Crisi, transizioni, opportunità del nuovo decennio, la Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci propone e coordina il progetto integrato Archivi con-nessi. Un progetto di valorizzazione dello straordinario patrimonio archivistico e bibliografico degli enti partner del Polo del ‘900, che prevede la pubblicazione sull’Hub 9centRo di percorsi tematici multimediali connessi. Le risorse presenti sull’Hub, le pubblicazioni disponibili sul Catalogo del Polo Bibliografico della ricerca, le fonti esterne di approfondimento (voci di Wikipedia, bibliografie online, video), con l’aiuto di storici, archivisti, bibliotecari e ricercatori confluiranno in un ecosistema...

Una narrazione distopica / Ayn Rand e il fascismo eterno

La distopia, cioè la narrazione di un futuro disapprovabile e negativo, ha radici profonde e si è declinato in vari modi, dall’urbanistica, alla giustizia, al potere. Si ritorna ora sull’argomento (vedi Distopia giudiziaria, Doppiozero) perché un recente studio ha recuperato un’autrice del recente passato, Ayn Rand, nota ed impegnata anche e non solo in questo filone (Diana Thermes, Ayn Rand e il fascismo eterno- Una narrazione distopica, Istituto Bruno Leoni, 2021). Intanto chi è Ayn Rand. Nata nel 1905 a San Pietroburgo, laureata durante la rivoluzione russa, raggiunti gli Stati Uniti, variato il nome in quello attuale, scrive e lavora anche nel mondo hollywoodiano, si sposa ottenendo la cittadinanza americana. Dopo alcuni romanzi giunge al successo con La fonte meravigliosa (Corbaccio...

Due libri di Vanni Codeluppi / La pubblicità (e Fellini)

Per chi studia pubblicità, prima o poi, una domanda arriva. Questa, più o meno: com’è possibile che un linguaggio a tal punto pervasivo e ricco di implicazioni sia così poco studiato e affrontato tanto superficialmente? La sproporzione è fortissima e giustifica lo stupore. Da un lato una presenza molto più che quotidiana, spesso detestata, certamente innegabile. Dall’altro poco, pochissimo pensiero, fatte salve le ricerche degli specialisti.    Che un lavoro intellettuale sia possibile è dimostrato. Vanni Codeluppi raccolse a suo tempo (1994) le non moltissime analisi colte sull’argomento nell’antologia La sfida della pubblicità – da Horkheimer e Adorno fino a Barthes, Lash e Morin, e per l’Italia da Eco ad Abruzzese. Nell’introduzione al testo, tuttavia, anche lui si...

Storia, esilio, terrore / Charles Simic, un poeta fortunato

Non so come uomo, ma come poeta, Charles Simic è fortunato. Sono pochi i riconoscimenti che non ha ancora avuto. Nato a Belgrado nel 1938, emigrato a Parigi nei primi anni ’60 insieme alla famiglia, e da lì negli Stati Uniti, a Chicago, ha scelto l’inglese come lingua della sua poesia, ma ha anche tradotto assiduamente i poeti dell’allora Jugoslavia. Ha pubblicato la prima raccolta nel 1967, destando quasi subito l’attenzione della critica, che da allora non gli è mai mancata. Anche in Italia ha trovato un’accoglienza superiore a quella di molti suoi contemporanei, con testi e antologie ottimamente tradotti e usciti per Adelphi, Donzelli ed Elliot. A questi ora si aggiunge il recente Come Closer and Listen (2019), pubblicato in italiano come Avvicinati e ascolta (Tlon, 184 pagine),...

Un racconto olimpico / Jesse Owens e l'amico ritrovato

Mio caro Hans, ti scrivo questa lettera dalla prigione di Spandau il 10 settembre 1944, tre giorni prima di essere assassinato come i miei amici: Schulenburg, Stauffenberg, Moltke che, come me, hanno preso parte al complotto per uccidere Hitler. Non so se riceverai mai questa lettera. Mi aiuterebbe in un certo senso a morire; perché affronterei la morte con la coscienza più leggera, sapendo che essa può aiutarti a perdonarmi e a capire perché ho trattato te, l'unico vero amico, che abbia mai avuto e amato, in modo così sleale e vigliacco. Da Fred Uhlman, L’amico ritrovato (1971)   Gela, Sicilia, 13 luglio 1943   Jesse, amico mio,  qui intorno a me sembra non esserci altro che sabbia, polvere e sangue.  Ho paura, Jesse, ho paura di morire. Non rivedrò più mia moglie e...

Linguaggi animali / Miao, bau, cip cip

Pur essendo fortemente controintuitivo, il percorso che è stato intrapreso nell’analisi della relazione tra uomo e animale va in una direzione delineata con forza. Gli animali stanno progressivamente acquisendo una fisionomia autonoma, slegata dal ruolo di strumenti al servizio dell’uomo, a cui dovrebbero essere “secondo natura” subordinati per la loro presunta insufficienza cognitiva. La gerarchizzazione aristotelica delle specie, assolutamente antropocentrica e fondata sulla convinzione che gli animali non abbiano ragione, intelletto, opinioni – teoria resa ancora più rigida dall’antropologia cristiana attraverso la riflessione di Tommaso d’Aquino – sta cedendo il passo, anche a livello di senso comune. Due libri ci guidano a cogliere la portata del fenomeno. Il primo è la densa...

Un libro di Andrea Inglese / La vita adulta

Se si osserva l’intera opera di Andrea Inglese, perciò la ricca scrittura poetica, la più recente focalizzazione narrativa e, infine, l’acuta attività saggistica, ci si accorge che si è sempre occupato di precarietà, di una tensione (e una deriva) che s’aggrappa e scivola sul confine del nostro tempo. Da una parte le relazioni sentimentali, la crisi dei trentenni, poi quarantenni, poi cinquantenni, e quindi la confusione, i viaggi, i trasferimenti, le città che bruciano di caldo e asfalto e ci consumano, ci confondono, ci perdono; dall’altra gli andirivieni, la ricerca di un lavoro, il mondo culturale che non accoglie mai per davvero, la voglia e la difficoltà di scegliere, il senso di perdita, i timori, la sperimentazione linguistica, la ricerca di un posto nel mondo e la fuga da quello...