Alfabeto Pasolini

Scritture

Tutti i racconti / Francesco Pecoraro, Camere e stanze

Uno degli scrittori che di recente hanno più suscitato l’interesse della critica italiana è Francesco Pecoraro. Pecoraro è nato nel 1945 e ha esordito tardi, negli anni zero, come autore di racconti, seguiti nello scorso decennio dai romanzi La vita in tempo di pace e Lo stradone. Oggi Ponte alle Grazie, che ha pubblicato quei romanzi, riunisce tutti i suoi racconti sotto il titolo di Camere e stanze.  È un caso curioso, quello di Pecoraro; così come curiosa è la sua ricezione. Il suo stile e la sua fantasia sono, verrebbe da dire, medii: di quella medietà che sembra fatta apposta per lo sviluppo di un romanzo tradizionale. E i suoi romanzi in parte lo sono; però vogliono funzionare anche da saggi, anzi vogliono proporsi come delle evidenti macrometafore, delle vaste interpretazioni...

Un libro di Menno Schiltuizen / Darwin va in città

“L’evoluzione urbana è ovunque”, ma “nessuno la nota”. Ovvero, siamo immersi in un mondo che sta cambiando a una velocità talmente alta i suoi ecosistemi che non ce ne accorgiamo. Perché si tratta di fenomeni difficilmente percepibili, che, oltretutto, vanno in direzione opposta ai consueti pattern culturali. È attorno a questi snodi che si sviluppa il ricco e ben scritto Darwin va in città (Raffaello Cortina Editore, traduzione di Allegra Panini) di Menno Schiltuizen, biologo evoluzionista ed ecologo olandese. Il presupposto è che le città “siano un fenomeno del tutto naturale”, al pari delle megastrutture costruite da altri “ingegneri megasistemici”, quali le formiche, i castori, le termiti, i coralli. L’unica e non irrilevante differenza è che “la scala degli interventi umani … è...

Un libro di Luca Doninelli / Tu credi che io dorma

L’ultimo libro di Luca Doninelli è articolato in cinque parti, intitolate rispettivamente Vita straordinaria di Jeremy Spencer, Turbamenti di un editore a Manhattan, La scuola francese, L’ultima casa prima della prateria, Il metropolita Konstantin. Non si tratta di cinque capitoli di un romanzo, perché Tu credi che io dorma (La Nave di Teseo, 2021) un romanzo sicuramente non è. Ma dire che è una raccolta di racconti non dà esattamente l’idea. Come a volte accade con i libri composti da testi distinti eppure coesi, o meglio, convergenti – quali ad esempio le Cinque storie ferraresi di Giorgio Bassani –, si vorrebbe parlare piuttosto di variazioni su un tema, o di episodi di una suite. Il protagonista del primo racconto è un bambino di otto anni, che con il padre parte in treno da Venezia...

Diario 8 / Variazioni sul figliol prodigo

Lunedì 21   Non saranno tutti d’accordo, ma mio zio Marcello era convinto che il male s’annida nella pretesa di convertire gli altri, una pretesa che gli suscitava antipatia, e c’era anche un’altra cosa che gli dava fastidio, cioè la cortesia borghese, diceva mio zio Marcello Ecco, Dario Camozzi, oltre a essere simpatico, è anche ruvido di natura e quando oggi l’ho intravisto mentre guardava la casa coi nani da giardino mi sono fermato volentieri a parlare con lui, perché sarà pur vero che la vita degli altri è interessante, ma la sua lo è ancora di più. Aveva il cane al guinzaglio, la barba bianca e un berretto di lana calato fino agli occhi. Sembrava uno squilibrato.  Dunque mi avvicino e gli chiedo come sta. Male, dice lui, m’ha steso il Covid. Si tira dietro l’asma da...

Giacinti, e asparagi

Tempo di asparagi e di giacinti. I primi vanno in pentola, i secondi nei vasi di casa o nelle aiuole del giardino, eppure appartengono alla medesima famiglia: le Asparagaceae (ex Liliaceae). Hanno entrambi un gambo spesso, carnoso, e il saporito turione quando sbuca da terra può ricordare la spiga dei bocci chiusi dei giacinti, però gli asparagi nascono da rizomi (o barbe), i fiori da bulbi. Benché Proust abbia dedicato un passo sublime alle iridescenti nuances dei celesti e dei malva di questi prodotti dell’orto, e Manet un paio di dipinti (Bouquet d’asperges e L’asperge, 1880); benché si possano coltivare asparagi ornamentali dalle fronde ricadenti e spumose (Asparagus Sprengeri), dedichiamoci agli olezzanti giacinti. Non se l’abbia a male Proust se all’«essenza preziosa» dell’ortaggio...

Cento anni di Nosferatu / Morto un vampiro se ne fa un altro

Forse vi sarà sfuggito (anche perché la stampa – travolta da ben altre notizie – non ne ha praticamente parlato) che qualche settimana fa, esattamente il 4 marzo, ricorreva il centenario della proiezione, al cinema Marmorsaal, all’interno dello zoo di Berlino, del film Nosferatu, del regista tedesco Friedrich Wilhelm Murnau, liberamente tratto dal romanzo Dracula di Abraham “Bram” Stoker (1847-1912). “Liberamente” perché, all’epoca, la produzione Prana-Film, non avendo ottenuto la cessione dei diritti, aveva cercato di modificare – per quanto possibile, ma non abbastanza – personaggi e storia, tanto che, portata in giudizio dalla vedova di Stoker, fu condannata per violazione del diritto d’autore e tutte le copie del film finirono al macero. Beh, non proprio tutte: per certo se ne salvò...

L’ampia produzione in un Meridiano / Nicola Chiaromonte, chi era? Chi è?

Nicola Chiaromonte, chi era? Chi è? Leggendo il corposo Meridiano che gli è stato recentemente (novembre 2021) dedicato – a cura di Raffaele Manica, autore anche del saggio introduttivo, appassionato e assai avvincente – si possono tentare varie risposte. Nicola Chiaromonte è stato un vero antifascista, esule e combattente nella Guerra di Spagna; è stato un pensatore, un filosofo, un letterato, un critico teatrale; è stato soprattutto uno spirito libero e un osservatore mai banale delle cose d'Italia, e non solo, visto che ha soggiornato diverso tempo all'estero, in Francia e negli Stati Uniti, per esempio. Ha fondato e diretto per anni la rivista “Tempo presente” (1956-1968); le sue cronache teatrali sono apparse sulle colonne del “Mondo” e poi, da ultimo, sull'“Espresso”, fino al...

Una spy story di alto livello / Tomás Nevinson di Javier Marías

Scrive Javier Marías in Tomás Nevinson (Einaudi 2022, traduzione di Maria Nicola): "Parlammo quindi di romanzi e di film, e di come i buoni autori, che allora secondo lei scarseggiavano, riuscissero 'magicamente' (usò questa parola kitsch) a farci credere e appassionare alle loro storie, pur giocando senza inganni e avvertendoci che erano false, frutto della loro immaginazione, inventate, inesistenti nella realtà che abitavamo, tanto loro, gli autori, quanto noi lettori". Una frase rivelatrice: l'abilità di Marías è infatti quella di portarci, nel 1997, in una cittadina spagnola, dove l'agente segreto Tomàs Nevinson deve scoprire e poi uccidere una persona che dieci anni prima aveva preso parte ad attacchi terroristici dell'Ira irlandese e dell'Eta spagnola, e farci credere che sia tutto...

Due / Diario russo. Razryv

Storie   La parola razryv in russo vuol dire rottura, ma anche lacerazione, strappo, separazione. E in questi giorni forse nessun vocabolo è in grado di spiegare così bene cosa sta accadendo nella società russa, nelle relazioni intime, negli affetti, nelle amicizie. Mi scrivono le mie ragazze e i miei ragazzi, mi chiedono come sto, alcune volte aggiungono di essere orgogliosi delle scelte che ho fatto. Alcuni di loro vivono in Italia, dove studiano nei corsi magistrali di alcuni atenei. Appena posso, in questi giorni dove l’orrore non conosce tregua, li incontro, ci parlo. E le storie che mi raccontano aggiungono ancor più dolore, perché sono giovani lacerati, tra la scelta etica di non accettare la guerra e la sua pornografica propaganda, e le loro famiglie. Alcuni genitori...

Saggi del grande urbanista / Rem Koolhaas. Testi sulla (non più) città

Classe 1944, Rem Koolhaas ama definirsi architetto e scrittore. Mi piace pensare che non tutti lo conoscano e ricordare che come architetto ha fondato lo studio OMA (Office for Metropolitan Architecture) e il suo alter ego e think tank AMO; quartiere generale a Rotterdam e basi a New York, Doha, Australia, Hong Kong. Ha vinto il Premio Pritzker nel 2000. Il suo lavoro è stato globalmente pubblicato e esibito, ultima in ordine di tempo nel 2020 la mostra Countryside, The Future al Guggenheim di New York. Come scrittore ha all'attivo più di 30 pubblicazioni, di cui alcune hanno fatto la storia dell'architettura contemporanea.  Insomma Koolhaas può essere a ragione definito la figura più iconica dell'architettura da più di quarant'anni. È una figura che non può mai essere pienamente...

Autobiografia / Amartya Sen: cittadino indiano nel mondo

Nel 1953, non ancora ventenne, si imbarca sulla SS Strathnaver, un transatlantico della P&O che svolge un regolare servizio passeggeri tra Brisbane nel Queensland australiano e Tilbury in Essex. La ragione del lungo viaggio via mare è strettamente economica: pur prevedendo una sistemazione confortevole – incluso il vino a pasto e perfino la possibilità di giocare tutte le sere a bingo, a condizione di essere disposti a svagarsi con “il gioco più noioso al mondo” – la crociera di quasi tre settimane costa molto meno del più economico dei voli operati dalla BOAC, la progenitrice della British Airways. Gli erano serviti due giorni di viaggio da Calcutta per raggiungere l’imbarco a Bombay, su un treno affollato il cui clima festoso gli aveva ricordato le scene iniziali di Riso Amaro, un...

Dizionario Meneghello / Il gineceo di Luigi Meneghello

“Lo so che siete fantasmi, voi donne” esclamò alzando gli occhi al soffitto, “ma che cosa ci posso fare io?” (L. Meneghello, Le Carte, vol.1)   Mi sono occupata più volte del gineceo di Luigi Meneghello, delle sue rappresentazioni di donne nelle sue tante opere, ma mi fa piacere tornare qui sull’argomento, rimandando il lettore curioso, per una trattazione sistematica, al libro che ho scritto a quattro mani con Luciano Zampese, Meneghello: solo donne, uscito per Marsilio nel 2016. Meneghello suggerì questo titolo, Solo donne, in  uno dei primi giorni di maggio del 2006, a Firenze, quando, dopo essere stati a vedere La deposizione del Pontormo in Santa Felicita, parlavamo, un po’ sul serio e un po’ per divertimento, dell’idea di fare un’antologia dei ritratti femminili presenti...

Dizionario Fenoglio / Beppe Fenoglio. Solitudine

Nel cimitero di Alba, “partigiano e scrittore” sono le due parole scolpite in ferro battuto sul marmo della lapide di Beppe Fenoglio, di cui ricorre il centenario della nascita. Sono un’endiadi, come “notte e ruina” della Ginestra leopardiana. Fenoglio fu difatti un partigiano-scrittore con la stessa intensità e pienezza con cui fu poi uno scrittore-partigiano, che diede vita a uno dei libri più belli dedicati alla resistenza italiana. Nel 1964, a un anno dalla scomparsa di Fenoglio, lo stesso Italo Calvino non stentò a riconoscere, malgrado un pizzico di invidia, che Una questione privata era a tutti gli effetti “il romanzo che tutti avevamo sognato, quando nessuno più se lo aspettava”. Morto nel pieno dei suoi quarant’anni, Fenoglio non ebbe però la possibilità di completare l’opera, né...

22 marzo 2022 / Giornata Mondiale dell’acqua

Antonella Anedda, Franco Arminio, Umberto Fiori, Gianni Montieri, Fabio Pusterla, Giuliano Scabia   Senza l’acqua non c’è vita sulla Terra. L’acqua è preziosa. Possiede poi tante declinazioni: acqua da bere, acqua per lavarsi, acqua in cui nuotare. L’acqua e le sue immaginazioni sono al centro dei sogni, delle attività oniriche e fantastiche di uomini e donne. In collaborazione con Valmora abbiamo dedicato uno speciale all’acqua pubblicando poesie, prose e scritti di autori italiani e stranieri. Ripresentiamo in questa sede 5 poesie di autori italiani.     Antonella Anedda, Bambina e acqua   Ferma come una biscia che si finge morta ma con gli occhi spalancati sul fondale guardava l’acqua in cui bere senza sale  senza la gola amara, solo la lingua liquida del fiume...

Diario 7 / La vita da elettrone del professore

Lunedì 14   Certe scuole tengono desti gli spiriti animali, è risaputo, istituti dove il professore è sempre in tensione, dove tutto è difficile. La popolazione studentesca ostile. La segreteria inospitale. Gli addetti alla custodia dei locali, un tempo chiamati bidelli, poco o niente collaborativi, o disposti alla delazione. Un insieme di fattori che tuttavia preservano dall’invecchiamento precoce. In fondo le asperità sono sempre vitali, dice Bruce Chatwin.  Ben diverso il caso in cui il professore non deve mai lottare per sopravvivere. Trova parcheggio nel cortile della scuola. In segreteria sono accoglienti. Non deve battersi per le fotocopie e al suo ingresso nell’aula gli alunni sono silenziosi e scattano in piedi, docili nell’affrontare il dialogo educativo.  Un...

20 marzo 2022 / Come si fa

Prima mi sono vergognata. Poi ero  incredula delusa. Come bocciata.  Tutta una specie ritornata indietro. Alle bastonate. Maschi al comando ancora, con i vecchi randelli trasformati in armate missili carri armati corazzate, tutta un’esibizione muscolare così evoluta – e le teste invece rimaste indietro, alla predazione, alla zampata feroce su qualcuno che trema.   Solo dopo è arrivata la pena. Solo dopo sono entrata dentro un gonfio di lacrime tenute. E il dolore dei miei umani casi si è fuso insieme al dolore per loro, i morti, gli scampati i feriti lasciati lì in un fosso, i rifugiati. E se adesso piango a volte – non so per chi o per che cosa, tanto sono confusa.   Un dolore non grave però, il mio,  spesso sospeso, un dolore che non mi toglie ancora l’appetito...

Paese che vai / Caratteri nazionali?

L’ora a cui mangiamo definisce la nostra appartenenza nazionale, perché, ci spiega ora Alessandro Barbero, gli italiani pranzano tra l’una e le due, i francesi all’una circa, gl’inglesi intorno a mezzogiorno e gli spagnoli oltre le due: paese che vai, usanza che trovi. Per gl’italiani il pranzo potrà anche essere una seconda colazione, per i francesi invece sarà spostato verso l’ora di cena (dîner), per gl’inglesi se sono workaholic si trattera di un brunch (breakfast+lunch) e se sono cafoni di una vera e propria cena (dinner): non è solo questione nazionale, allora, ma anche sociale, perché se l’ora del pranzo definisce l’appartenenza in termini di provenienza, il vocabolario con cui lo si designa è indice di una distinzione di classe. Glottolalico più che mai, Barbero si diverte e fa...

Un romanzo postumo da Einaudi / Il ciclista prodigioso di Giuliano Scabia

«La storia di Ercole è d’amore, violoncello, bicicletta e destino». Inizia così, dopo un prologo che si apre nel segno di due arcangeli ben noti al lettore, il rosso e il celeste, come sempre impegnati in un eterno scontro-incontro, gioco e lotta primordiali, il quarto romanzo pubblicato postumo da Einaudi del Ciclo dell’eterno andare di Giuliano Scabia, intitolato Il ciclista prodigioso. Dopo aver raccontato la storia di Lorenzo, magico violoncellista e incantatore di bestie nell’India misteriosa degli anni Venti, protagonista della prima prova narrativa dell’autore (In capo al mondo, 1990), quella di Cecilia, sua seconda sposa (raccolta, insieme al romanzo precedente, in Lorenzo e Cecilia, 2000), e della primogenita Sofia, donna d’amore e studiosa della mente (L’azione perfetta, 2016),...

Diario 6 / Sgomento del professore di lungo corso

Lunedì 7   Il professore di lungo corso, anche il più solido, il più corazzato, può essere preso da sgomento. Ancora qui? si chiede dopo decenni di servizio prestato dietro la cattedra. Ma davvero sto salendo di nuovo queste scale? È uno stato d’animo che sopraggiunge improvviso, e nel varcare la soglia dell’aula il professore sente un peso schiacciante sulle spalle. Per un momento indugia. Entro o non entro?  Ma poi si fa coraggio, lotta con questi pensieri ed entra in classe mascherando lo scoramento. Però, proprio sul punto d’iniziare l’appello, come ogni mattina, lo assale un ricordo fulminante. Ma là in fondo, a sinistra, là dove adesso c’è Bertolini, là c’ero io! Lo sapeva anche prima che in quella stessa aula aveva passato i suoi anni di studente, ma adesso è un sapere...

Vent’anni dopo / Postumo Carmelo Bene

Carmelo Bene è scomparso vent’anni fa, il 16 marzo 2002. Cosa rimane della sua opera, del suo togliere di scena, della sua di-scrittura, della sua phonè, della sua macchina attoriale, del suo in-cantare, dare corpo alla poesia, essere poesia? Della sua eccezione? Ce lo racconta innanzitutto un libro di Jean-Paul Manganaro, arrivato in libreria un mese prima del ventennale, Oratorio Carmelo Bene, comprendente anche alcuni interventi pubblicati in passato. Negli ultimi giorni sono usciti un numero di “il Verri” intitolato Bene non comune, e un’antologia di scritti di Piergiorgio Giacchè, Nota Bene. Vent’anni dopo…      Oratorio Carmelo Bene   È arduo il compito di raccontare Carmelo Bene, e Jean-Paul Manganaro, professore emerito di Letteratura contemporanea italiana...

Alfabeto Pasolini / Pasolini. Un sogno nato a Casarsa

L’avvento dell’agricoltura ha condannato i nostri antenati a una vita più faticosa e più povera di esperienza di quella dei loro predecessori in cambio della speranza di avere un pasto assicurato nel futuro e di difendersi meglio dai predatori.  Le carestie e l’inermità hanno in seguito esposto i nuovi agricoltori a falcidie e umiliazioni, ma non sono tornati indietro (per l’inermità, con il tempo, hanno provveduto costituendo gli eserciti, dove morivano e uccidevano, a volte credendo di sapere perché, altre volte senza nemmeno quella consolazione).  La stessa cosa si può dire del progresso industriale, a ogni strappo in avanti, sempre meno vita originale, maggiore dipendenza da fattori imprevedibili, crescente omologazione. Fino a quando il futuro produttivo ha preso il posto...

L'epistolario / Eugenio Montale e Sergio Solmi, una lunga amicizia

Ogni tanto arrivano nella casella della posta, come fossero relitti di un’epoca lontana, volumi di grandi dimensioni che raccolgono epistolari novecenteschi. È stato il caso nel 2020 del carteggio tra Gianfranco Contini e la casa editrice Einaudi, pubblicato, a cura di Maria Villano, dalle Edizioni del Galluzzo, mentre il 2021 si è chiuso con la pubblicazione dell’epistolario tra Eugenio Montale e Sergio Solmi, Ciò che è nostro non ci sarà tolto mai (Quodlibet), per le cure attente e sensibili di Francesca D’Alessandro e un’appendice di testi mai raccolti in volume a cura di Letizia Rossi. Si tratta di 338 lettere che i due si scambiarono tra il 1918 e il 1980, ma la parte più estesa dell’epistolario, la più interessante, riguarda gli anni Venti e Trenta. Mentre di Montale sono stati...