AUTORI
Giuseppe Mendicino
10.06.2019

Da fronti di guerra, boschi e montagne / Le lettere di Mario Rigoni Stern

Leggere gli epistolari degli scrittori a volte delude, specie quando dalla corrispondenza con le loro case editrici emergono rancori, piccolezze, avidità, che possono lasciare perplessi gli estimatori dei loro libri. Questo non avviene con Mario Rigoni Stern: ogni lettera ha la qualità narrativa e la velocità di un piccolo racconto, a volte aspro e sanguigno, altre volte elaborato e ricco di riflessioni. Le prime lettere di Rigoni che ho letto erano proprio dirette a me, un lettore appassionato che voleva saperne di più delle storie raccontate nei suoi libri e dei luoghi vissuti ed evocati, spesso montagne dell’arco alpino. Tante volte gli ho inviato foto di valli e montagne a lui care, lontane dall’altipiano dei 7 Comuni: le vette della Val Veny e Val Ferret, le cascate di Lillaz e i...

25.04.2019

Tra ferite senza rimedio e speranze di un’Italia migliore / L’ultimo anno di guerra di Nuto Revelli

L’8 settembre del 1943 Nuto Revelli, tenente del battaglione Tirano, si trovava in convalescenza a Cuneo, la licenza gli era stata concessa dall’Ospedale di Savigliano in conseguenza delle ferite subite in Russia e della pleurite contratta durante la ritirata. Era stato proposto per due medaglie d’argento meritate sul campo, ma si sentiva profondamente deluso ed esacerbato nell’animo. Dopo aver creduto nell’esercito e nelle ragioni del conflitto, aveva capito in Russia di essere stato trascinato insieme a migliaia di altri giovani in una assurda guerra di aggressione, voluta da uomini privi di umanità, di etica e anche di competenza. Aveva visto con i suoi occhi la ferocia degli alleati tedeschi, la corruzione e il caos nelle retrovie italiane, l’inadeguatezza di mezzi e di generali, la...

09.03.2019

Centenario / Alpinismo

Il testimone, il chimico, lo scrittore, il narratore fantastico, l'etologo, l'antropologo, l'alpinista, il linguista, l'enigmista, e altro ancora. Primo Levi è un autore poliedrico la cui conoscenza è una scoperta continua. Nel centenario della sua nascita (31 luglio 1919) abbiamo pensato di costruire un Dizionario Levi con l'apporto dei nostri collaboratori per approfondire in una serie di brevi voci molti degli aspetti di questo fondamentale autore la cui opera è ancora da scoprire.   Nel lager di Auschwitz a Primo Levi viene marchiato sul braccio il numero 174157. Trascorrerà un anno e mezzo in quel luogo pieno di freddo, fame, dolore e umiliazioni. Il mondo degli affetti, della cultura e dei monti diviene un rifugio dell’anima: un giorno prova a tradurre in francese la Divina...

02.03.2019

21 luglio 1919 / La guerra dei poveri di Nuto Revelli

L’agenda di Nuto Revelli ha una copertina rigida, in cartone marrone zigrinato, all’interno riporta la dicitura: Agenda per l’anno 1942, XX dell’era fascista. Le pagine sono fitte di una scrittura chiara, con poche correzioni. Ha accompagnato l’autore per tutti i mesi della guerra in Russia, registrandone con buona regolarità azioni e riflessioni. La prima data è 21 luglio 1942, il giorno della partenza per la Russia, dalla stazione di Rivoli, ore 3,05. Finita la guerra, l’agenda diviene un libro: Mai tardi. Diario di un alpino in Russia, pubblicato nel 1946, dall’editore Panfilo, pseudonimo dell’ex partigiano Arturo Felici. In copertina, un dipinto di Lalla Romano che ricalca una nota foto della ritirata.  L’editore-tipografo Felici era egli stesso un personaggio di rilievo della...

31.01.2019

Nuto Revelli e quel cavaliere di Marburg che non amava la guerra

Cent’anni fa, il 21 luglio 1919, nasceva Nuto Revelli: alpino, partigiano, scrittore di etica civile                       Il disperso di Marburg, pubblicato da Einaudi nel 1994, segue le fila di un’inchiesta condotta da Nuto Revelli nell’arco di ben otto anni e, come altri suoi libri, ha la struttura di un diario. Revelli aveva detestato per tanti anni i tedeschi, identificandoli con l’ideologia disumana che li aveva condotti in una guerra terribile. Tenente del battaglione Tirano, aveva conosciuto la durezza e la protervia dell’esercito germanico durante la ritirata di Russia, e poi durante la Resistenza, da comandante partigiano nelle fila di Giustizia e Libertà. Nell’ultima parte della sua vita era venuto a sapere di un...

28.01.2019

28 gennaio 1972 / Dino Buzzati, una vita tra libri e montagne

“Ricordiamoci che la natura sta diventando una autentica ricchezza. Di tale ricchezza le Dolomiti sono una miniera prodigiosa che il mondo sempre più ci invidierà. Ma se la si sfrutta ciecamente, per la smania di pomparne i soldi, un bel giorno non ne resterà una briciola. Sono montagne delicate, basta poco a deturparle, un giorno pagheremo il conto. Un giorno, quando le Dolomiti saranno tutte un autodromo, la loro poesia andrà a farsi benedire”. Così Dino Buzzati scriveva sul Corriere della sera il 5 agosto del 1952 nell’articolo Salvare dalle macchine le Tre Cime di Lavaredo, contribuendo a preservarle da uno scempio irreparabile. Qualche avido sciagurato, con la scusa delle Olimpiadi previste a Cortina nel ’56, aveva infatti proposto di realizzare una strada che collegasse il lago di...