AUTORI
Giuseppe Mendicino
31.01.2019

Nuto Revelli e quel cavaliere di Marburg che non amava la guerra

Cent’anni fa, il 21 luglio 1919, nasceva Nuto Revelli: alpino, partigiano, scrittore di etica civile                       Il disperso di Marburg, pubblicato da Einaudi nel 1994, segue le fila di un’inchiesta condotta da Nuto Revelli nell’arco di ben otto anni e, come altri suoi libri, ha la struttura di un diario. Revelli aveva detestato per tanti anni i tedeschi, identificandoli con l’ideologia disumana che li aveva condotti in una guerra terribile. Tenente del battaglione Tirano, aveva conosciuto la durezza e la protervia dell’esercito germanico durante la ritirata di Russia, e poi durante la Resistenza, da comandante partigiano nelle fila di Giustizia e Libertà. Nell’ultima parte della sua vita era venuto a sapere di un...

28.01.2019

28 gennaio 1972 / Dino Buzzati, una vita tra libri e montagne

“Ricordiamoci che la natura sta diventando una autentica ricchezza. Di tale ricchezza le Dolomiti sono una miniera prodigiosa che il mondo sempre più ci invidierà. Ma se la si sfrutta ciecamente, per la smania di pomparne i soldi, un bel giorno non ne resterà una briciola. Sono montagne delicate, basta poco a deturparle, un giorno pagheremo il conto. Un giorno, quando le Dolomiti saranno tutte un autodromo, la loro poesia andrà a farsi benedire”. Così Dino Buzzati scriveva sul Corriere della sera il 5 agosto del 1952 nell’articolo Salvare dalle macchine le Tre Cime di Lavaredo, contribuendo a preservarle da uno scempio irreparabile. Qualche avido sciagurato, con la scusa delle Olimpiadi previste a Cortina nel ’56, aveva infatti proposto di realizzare una strada che collegasse il lago di...

25.11.2018

Nuto Revelli / La storia di quelle ultime lettere dall’orrore

L’ultimo fronte, pubblicato da Einaudi nel 1971, è un libro del tutto particolare, nella letteratura del nostro Novecento ma anche nella bibliografia di Nuto Revelli. In queste pagine, l’ex tenente degli alpini e comandante partigiano raccolse duecento epistolari di soldati in servizio sul fronte russo durante la seconda guerra mondiale.  Si tratta di un’opera molto importante perché fu per lui la prima occasione per accedere al mondo contadino di quei soldati, una vera e propria chiave di volta. Senza L’ultimo fronte non avrebbe poi potuto scrivere Il mondo dei vinti e L’anello forte.  Revelli ricevette dai famigliari circa seimila lettere, grazie alla fiducia che seppe conquistarsi. Aveva combattuto sul fronte russo, provato le sofferenze della ritirata nel gennaio del 1943, e...

26.10.2018

Antonio Bortoluzzi / I libri, le montagne basse e i paesi alti

Le montagne narrate da Bortoluzzi sono qualcosa di unico nel panorama letterario italiano. Spesso leghiamo la scrittura di montagna a un’idea di fuga senza fine, di ricerca di spazi liberi e orizzonti lontani, e di ricerca interiore. Gli esempi sono tanti e noti. I libri di Bortoluzzi raccontano invece una montagna dura, cime basse e povere, dove la solidarietà è una scelta ma anche una necessità. La solitudine e l’abbandono uccidono; la fratellanza, anche quando scandita da rivalità e screzi, garantisce sopravvivenza e speranza. Il suo talento narrativo è stato riconosciuto prima dal premio Calvino, che lo segnalò nel 2008 e 2010, poi nel 2016 dal Premio Gambrinus-Mazzotti per il libro Paesi alti. La scrittura è asciutta ed essenziale, anche dura, in linea con la tensione che...

25.09.2018

Anniversari / Giuseppe Pontiggia, uno sconfinato amore per la ragione e la letteratura

Giuseppe Pontiggia se ne è andato, quindici anni fa, lasciandoci pagine di rara profondità intellettuale, illuministica passione per la ragione, abilità di scrittura e cordiale fraternità. Tra i suoi libri più importanti: L’arte della fuga, Il giocatore invisibile, Il raggio d’ombra, La grande sera, Nati due volte, Prima persona. La sua biblioteca, 45.000 volumi, e le sue carte sono custodite dal 2004 a Mendrisio in Svizzera. Il Comune di Milano aveva sciaguratamente rinunciato alla possibilità di conservare e far conoscere gli strumenti di cultura e di lavoro di uno dei nostri maggiori scrittori, nato a Como il 25 settembre 1934 e scomparso a Milano, il 27 giugno del 2003.   Questo testo è la trascrizione di un nostro dialogo, avvenuto il 22 marzo del 2001, presso la biblioteca di...

07.08.2018

La valle di Champorcher dove sognavano di tornare insieme / Primo Levi e Mario Rigoni Stern. Una lunga amicizia

Primo Levi disse che lui, Mario Rigoni Stern e Nuto Revelli erano come tre petali di un trifoglio perché avevano attraversato le tragedie della Seconda Guerra mondiale, sofferto il freddo e la fame, visto e superato l’orrore, e poi scritto opere contigue per senso etico e nitore di stile.  Levi fu catturato il 13 dicembre 1943 sulle montagne della Val d’Aosta mentre con altri cercava di organizzare una piccola unità partigiana di Giustizia e Libertà; fu trasferito dapprima nel campo di concentramento di Fossoli, poi alla destinazione finale di Auschwitz. Lì gli venne marchiato sul braccio il numero 174157 e lì avrebbe trascorso un anno e mezzo di durissima prigionia, in un luogo pieno solo di freddo, fame, dolore e umiliazioni. Il pensiero di un mondo scomparso dall’orizzonte, quello...