AUTORI
Pietro Bianchi

Pietro Bianchi è PhD candidate al Dipartimento di Romance Studies della Duke University. Ha scritto Jacques Lacan and Cinema. Imaginary, Gaze, Formalisation (di prossima pubblicazione per Karnac Books) e diversi articoli di psicoanalisi, filosofia e cinema. È critico cinematografico della rivista Cineforum e collaboratore del sito web Le parole e le cose.

28.09.2018

La Legge del desiderio / Un affare di famiglia di Hirokazu Kore’eda

Siamo nel Giappone di oggi: Osamu e Shota, un padre e un figlio di una decina d’anni, entrano in un supermercato e iniziano a girare tra gli scaffali. È una scena di vita quotidiana, come ce ne potrebbero essere tante e come spesso siamo stati abituati a vedere nei film di Hirokazu Kore’eda. A un certo punto il padre fa un cenno con le mani e il bambino si sfila lo zaino dalla schiena e lo appoggia per terra e inizia far cadere dentro alcuni prodotti alimentari cercando di non essere visto. Dopo essere usciti senza pagare ed essersi messi a trangugiare delle crocchette comprate in mezzo alla strada per festeggiare il colpo, il padre si rivolge al figlio con aria complice e gli dice che ha appena visto un martello rompivetro che vorrebbe avere, probabilmente per mettere a segno altri furti...

27.09.2018

“Il flauto magico” a Bruxelles / Romeo Castellucci: toccare la luce

Non ci volle molto, dopo la sua prima rappresentazione a Vienna nel 1791, perché Il flauto magico divenisse una delle opere più celebri e rappresentate in tutta la tradizione operistica europea, fama che giustamente è continuata ininterrotta fino ai giorni nostri. Tra i suoi estimatori ci fu niente meno che il giovane Hegel, e una traccia di questo suo apprezzamento la si trova ancora nelle più tarde lezioni di Estetica dove viene lodata non solo la straordinaria parte orchestrale mozartiana ma anche il libretto di Schikaneder, che sarebbe da annoverare fra i più notevoli libretti d’opera fino ad allora mai realizzati: “il regno della notte, la regina, il regno del sole, i misteri, le iniziazioni, la saggezza, l’amore, le prove e, insieme a ciò, una moralità media che è eccellente nella...

20.05.2018

Una meritatissima Palma d'Oro / Cannes 71: "Shoplifters" di Hirokazu Kore’eda

È nota l’interpretazione che Slavoj Žižek diede di Titanic di James Cameron in The Pervert’s Guide to Ideology: quando la sera prima del naufragio Rose (Kate Winslet) dichiara finalmente il suo amore a Jack (Leonardo Di Caprio) e decide, non appena la nave attraccherà a New York, di sciogliere il suo fidanzamento con il ricco Caledon e di iniziare una vita con lui, l’iceberg arriva proprio al momento giusto. È la tragedia del Titanic che impedisce il compiersi di un naufragio ben peggiore, quella della loro vita di coppia insieme (che, dice Žižek, sarebbe finita come quella di una mediocre coppia qualsiasi). Per riuscire a preservare l’eccezionalità di una delle storie d’amore più celebrate da generazioni di innamorati c’è bisogno che la loro realtà venga soppiantata da un’immagine: per...

15.05.2018

Festival del cinema di Cannes / La spada di Lazzaro

Goffredo Fofi cita spesso una risposta di Elsa Morante a Pasolini in cui si sostiene che l’Italia negli anni del dopoguerra era uscita da un Medioevo per entrare in un altro. La modernizzazione, l’industrializzazione, lo sviluppo capitalistico non avevano avuto alcun effetto emancipativo, in particolare per i contadini e le ancora ampissime zone rurali del nostro paese, ma avevano semplicemente rinnovato – dandogli una forma nuova, ben più subdola – un rapporto di subordinazione antico. L’idea dello sviluppo capitalistico come una barbarie monocolore e del processo di modernizzazione italiana come inizio di una “mutazione antropologica” che ha tolto ai subalterni anche l’ultimo residuo di sapere tradizionale e ancestrale per integrarli in modo definitivo alla società dei consumi, è una...

08.05.2018

Festival del cinema / Il Sessantotto di Cannes

Qualche mese fa iniziò a girare voce che persino Emmanuel Macron avesse deciso di celebrare il ’68 francese all’Eliseo. Il primo Presidente nato dopo il “maggio francese” si presentava alla nazione come colui che sarebbe potuto ritornare su questa ricorrenza per la prima volta senza dogmi o pregiudizi, e “riflettere su quel momento storico per trarne insegnamenti non partigiani e per interessarsi agli impatti che il ‘68 aveva avuto sulla mentalità attuale”, come disse il suo collega Christophe Castaner, uno di quegli ex del Partito Socialista che sono spavaldamente saltati sul carro della modernizzazione neo-liberista in salsa francese di En marche!   Ma qual è il Sessantotto di cui parla Macron? Qual è il Sessantotto che oggi in Francia viene celebrato dalle più svariate istituzioni...

23.02.2018

Berlinale 2018 / A volte (i traumi) ritornano

È da qualche tempo a questa parte che ricorre sempre più spesso nel dibattito pubblico il termine di “trauma”. Eppure è raro che a una parola così gravida di conseguenze venga dato tutto il peso concettuale che meriterebbe. Quello che infatti non viene mai abbastanza sottolineato è che il trauma non è solo un’esperienza scioccante e violenta i cui segni permangono in modo indelebile nell’esperienza del soggetto, ma riguarda anche, e forse ancora di più, il modo in cui questi stessi segni si iscrivono, con degli esiti spesso paradossali e tutt’altro che prevedibili.      Gira una storia ad esempio, davvero agghiacciante, riguardo agli eventi di Parigi del 13 novembre 2015 su una giovane donna sopravvissuta al massacro del Bataclan. Madre dalla condotta di vita priva di...