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AUTORI
Paolo Landi

Paolo Landi lavora professionalmente nella comunicazione da molti anni, dopo un'esperienza significativa in Benetton Group e a Fabrica.Ha pubblicato vari libri sull'uso consapevole dei media (da Lupetti, Sperling & Kupfer, Einaudi, Bompiani, La Scuola). Il suo ultimo libro è "Instagram al tramonto" (La Nave di Teseo, 2019).

07.05.2022

Una storia della Germania / Gli Effinger

“È lo storicismo dell'occidentale che Dostoevskij odia. Per lui ogni uomo ricomincia da capo, ognuno torna a porsi gli stessi problemi”, scrive Gabriele Tergit a un certo punto (pag. 663) del suo romanzo Gli Effinger (traduzione di Isabella Amico di Meane e Marina Pugliano, Einaudi 2022). In questa frase è racchiuso il senso di questo libro straordinario, che attraversa la storia della Germania dal 1878 fino al 1948 e che, incredibilmente, si può leggere con un occhio all'attualità, dove l'inizio di una nuova epoca che vede nascere la fabbrica di motori degli Effinger, impiantata tra mille dubbi da Paul, soffre delle stesse incertezze pionieristiche di questa nostra era digitale, la Russia ha le stesse mire imperialistiche di oggi, un personaggio – la dottoressa Koch –...

11.04.2022

Raccolta di Saggi / Don DeLillo. Nelle rovine del futuro

Marotta & Cafiero, "una casa editrice terrona made in Scampia" (come si autodefinisce) pubblica una raccolta di saggi di Don DeLillo: con un linguaggio immaginifico mutuato dal retroterra di quel quartiere violento e violentato di Napoli, i giovani editori "hanno eruttato, all'ombra del Vesuvio" libri di Daniel Pennac, di Stephen King, di Osvaldo Soriano, di Raffaele La Capria, di Gunter Grass e di altre celebri firme del panorama letterario mondiale, "spacciando narrativa stupefacente, civile, storie dei Sud del mondo". Le bozze che ci hanno cortesemente inviato di Nelle rovine del futuro sono arricchite da un extratesto meticoloso: ci danno informazioni su chi ha tradotto (Ercole Leo, 21 anni), sul Typedesigner (Joshua Darden, 43), sui crediti fotografici (il...

26.03.2022

Una spy story di alto livello / Tomás Nevinson di Javier Marías

Scrive Javier Marías in Tomás Nevinson (Einaudi 2022, traduzione di Maria Nicola): "Parlammo quindi di romanzi e di film, e di come i buoni autori, che allora secondo lei scarseggiavano, riuscissero 'magicamente' (usò questa parola kitsch) a farci credere e appassionare alle loro storie, pur giocando senza inganni e avvertendoci che erano false, frutto della loro immaginazione, inventate, inesistenti nella realtà che abitavamo, tanto loro, gli autori, quanto noi lettori". Una frase rivelatrice: l'abilità di Marías è infatti quella di portarci, nel 1997, in una cittadina spagnola, dove l'agente segreto Tomàs Nevinson deve scoprire e poi uccidere una persona che dieci anni prima aveva preso parte ad attacchi terroristici dell'Ira irlandese e dell'Eta spagnola, e farci credere che sia tutto...

07.03.2022

Un romanzo di Inès Cagnati / Génie la matta

In una delle rare interviste rilasciate da Inès Cagnati, l'autrice di Génie la matta (Adelphi 2022, traduzione di Ena Marchi) risponde seccamente al giornalista Pierre-Pascal Rossi della tv svizzera (Hotel, 23 novembre 1989) che le chiede "È un conforto scrivere?": "No, scrivere è terribile". La scrittrice dei bambini, dei vecchi e dei pazzi che la povertà rende muti, della natura e degli animali, autrice di tre romanzi e di un libro di racconti, vive in campagna, dice in quell'intervista, perché è infelice in città, "infelice con le persone". "Con tutti?" chiede l'intervistatore, e ottiene un altro secco "sì".   L'intervista è reperibile in rete ma la riporta anche l'americana The Paris Review che ha dedicato, due anni fa, un lungo articolo a questa...

03.02.2022

Hanya Yanagihara / Verso il paradiso

Leggere Hanya Yanagihara in Italia è come leggere Lolita a Teheran: gli universi di cui si parla in quei libri non combaciano perfettamente con la cultura cattolica romana né con quella islamica. Sarà per questo che alla fine delle 768 pagine di Verso il paradiso (Feltrinelli 2022, traduzione di Francesco Pacifico), pur ammirati per l'accortezza con cui la scrittrice americana ha dipanato le tre storie che formano il volume (Washington Square, Lipo-wao-nahele e Zona Otto), si resta perplessi. Un romanzo dove il matrimonio tra omosessuali è "normale" fin dalla fine dell'800 (anzi, da prima: "Ecco un'incisione del 1793, che ritrae il matrimonio di Edmund con l'uomo con cui aveva vissuto fin dalla morte per parto di sua moglie, tre anni prima"), dove non esistono madri ma solo nonni, dove le...

20.01.2022

Damon Galgut / Quattro funerali e una promessa

Mentre leggo La promessa di Damon Galgut (e/o, 2021, traduzione di Tiziana Lo Porto) mi rivedo a Johannesburg, nel 1994, quando con Oliviero Toscani e Fabrica organizzammo al Market Theatre un festival di sostegno a Nelson Mandela. Erano le prime elezioni democratiche in quel Paese e Mandela, tornato libero cittadino e alla testa dell'ANC (African National Congress) dopo quasi trent'anni di prigione, sfidava Frederick de Klerk per la nuova carica di presidente: il primo presidente nero della storia del Sudafrica, proclamato da elezioni libere aperte a tutta la popolazione, e non solo alla minoranza bianca che dominava il National Party. L'apartheid, il sistema legalizzato di discriminazione razziale, era in vigore dal 1948: ai neri non era consentito partecipare alla vita civile, erano...

01.01.2022

Un libro non pubblicato / Seminario sul postmortem di Aldo Busi

Un romanzo non pubblicato sarà un sacco di preliminari e niente orgasmo, dice Woody Allen, mentre Federico Fellini piantò dopo quasi trent’anni la sceneggiatura del mai realizzato Viaggio di G. Mastorna preso da un attacco di superstizione: il film parlava dell’aldilà, meglio non sfidare la sorte. Il buonumore di Aldo Busi mentre si concede per pochi minuti al telefono fa pensare che questo Seminario sul postmortem (iniziato nel 2010 e terminato nell’autunno del 2020, con un incessante lavoro di limatura che continua tuttora) sia destinato a rimanere natura morta, stampato in ottocentocinquanta pagine circa ordinatamente impilate su un tavolo da lavoro, e in versione digitale in un file archiviato, dice Busi, sotto la dicitura “Romanzo senza neppure i posteri”. Lui di certo non lo propone...

16.12.2021

A trent’anni dalla morte di Pier Vittorio Tondelli / Pier a Novembre

Il podcast è un progetto Teatro delle Albe-Ravenna Teatro e doppiozero. Voci di Alessandro Argnani, Roberto Magnani, Laura Redaelli. Ideazione di Marco Martinelli e Ermanna Montanari. Regia di Marco Martinelli. Musiche di Daniele Nasi. Regia del suono di Marco Olivieri.   Non dimenticherò le domeniche di fine ottobre e di novembre 1991 quando, viaggiando da Firenze verso Treviso, dove avevo iniziato un nuovo lavoro, deviavo e mi fermavo all'Ospedale di Reggio Emilia. Lì, nel reparto Infettivi, era ricoverato il mio amico Pier Vittorio.  Quei viaggi in solitudine nella nebbia della pianura, con la mente dominata da pensieri cupi, domande senza risposte, furono il mio primo contatto con il dolore. Un dolore duro, che colpiva in modo diverso due persone, amici in quel modo...

27.11.2021

Diario 1990 / Ricordo di Pier Vittorio Tondelli

Ho conosciuto Pier Vittorio Tondelli nel 1983, un anno dopo la pubblicazione del suo secondo romanzo, Pao Pao. Allora gestivo la programmazione del Teatro Affratellamento di Firenze e, come attività collaterali, organizzavamo presentazioni di libri. Chiamai Franco Cordelli, che fece una lettura affettuosa del libro, davanti a un pubblico giovane: in quegli anni il teatro aveva spettatori under 30, Pier Vittorio nell’83 aveva appena 28 anni. Diventammo amici e Firenze la sua città elettiva. Gli presentai, nel corso del tempo, protagonisti e comparse della scena culturale fiorentina: Federico Tiezzi, Sandro Lombardi e Marion D’Amburgo che allora si chiamavano Magazzini Criminali, Giovanni Agosti, Aldo Rostagno, Paolo Isidori, Giancarlo Cauteruccio che aveva fondato Il Marchingegno, che poi...

17.11.2021

Il nuovo romanzo dello scrittore spagnolo / I Rondoni di Fernando Aramburu

Capita che un romanzo entri intimamente nel lettore, che sia insopportabile nella narrazione lo stillicidio dei giorni che passano e che avvicinano il protagonista alla morte ma che si vorrebbe continuassero invece all'infinito, perché la storia raccontata è un miracolo raro di bellezza e perfezione.  I rondoni di Fernando Aramburu (Guanda, 2021, traduzione di Bruno Arpaia) è uno di questi. I ricordi dominano la vita di Toni, un professore di liceo che ha scelto una data precisa per togliersi la vita, il 31 luglio del 2019, e lo portano a ripercorrere un'esistenza dove l'amore e gli affetti familiari, la consuetudine con i libri e l'arte si dimostrano incapaci di colmare un vuoto esistenziale profondo che non gli ha mai dato "risposte a nulla. A nulla". I rondoni è una rilettura...

04.11.2021

Immortalità / Mathias Enard e la confraternita dei becchini

Roland Barthes, semplificando, separava il piacere del testo dal godimento di un testo. Il piacere, nella sua ambiguità, rimanda a una pratica confortevole della lettura, che appaga, soddisfa, dà euforia. Secondo Barthes il godimento porta a uno stato di perdita che fa vacillare i presupposti culturali, psicologici e storici fino a far perdere al lettore la consapevolezza del suo io. Il libro di Mathias Enard, Il banchetto annuale della confraternita dei becchini (E/O, 2021, traduzione di Yasmina Melaouah), così profondamente intriso di cultura francese, rinvia a quel saggio illuminante che invitava a riflettere sul fatto che, in un libro "riuscito", è l'avidità di conoscenza che spinge il lettore ad accelerare il percorso di lettura, per giungere allo svelamento della storia, sorvolando...

12.10.2021

Credo religioso e deragliamenti familiari / Crossroads di Jonathan Franzen

Norman Rockwell fa capolino a pagina 305, in Crossroads di Jonathan Franzen (Einaudi 2021, traduzione di Silvia Pareschi): "Quando gli Hildebrand erano arrivati in città, la vecchia drogheria all'angolo sembrava uscita da un quadro di Rockwell" scrive Franzen, evocando le celebri immagini dell'illustratore americano (1894-1978); "... ma poi il proprietario l'aveva rimodernata con orrendi laminati, aveva coperto di linoleum il pavimento di legno e installato luci fluorescenti. Nello stesso spirito di miglioramento l'albero di Natale all'interno del negozio era artificiale, con gli aghi argentei, neppure finto-verdi. Dietro il banco, chino sul cruciverba del Sun-Times, con una matita in mano, c'era un uomo sulla trentina dalle grandi orecchie...". Crossroads è un compendio dello spirito...

30.09.2021

Una nuova solitudine / Facebook: l'inchiesta finale

Due libri, di cui si consiglia una proficua lettura parallela, conducono nello strapotere di Facebook e ne analizzano l'influenza, fino a qualificare questa app, rappresentativa perché nata prima degli altri social network, come uno dei responsabili di un risvolto sociologico, la solitudine, che sta diventando un preoccupante problema della nostra epoca. Facebook: l'inchiesta finale (Einaudi, 2021) è il libro di Sheera Frenkel e Cecilia Kang che riunisce i reportage delle due giornaliste statunitensi, scritti per il New York Times, sull'ingerenza della Russia nelle elezioni americane del trionfo trumpiano. Il secolo della solitudine, dell'inglese Noreena Hertz (Il Saggiatore, 2021), è invece l'analisi dettagliata dell'isolamento a tutti i livelli creato dal nuovo capitalismo digitale, che...

13.09.2021

Un libro di Namwali Serpell / Capelli, lacrime e zanzare

Namwali Serpell, scrittrice dello Zambia, quarant'anni, sembra riuscire dove nemmeno Philip Roth ce l'ha fatta: se siamo ancora in attesa del "grande romanzo americano", salutiamo con meravigliata sorpresa "il grande romanzo africano" che la Serpell ci consegna con Capelli, lacrime e zanzare (Fazi, 2021, traduzione di Enrica Budetta): una narrazione ampia e avvincente di gesta quotidiane e imprese eroiche, commisurate alla difficoltà del vivere nella povertà endemica di un Paese che diventa paradigma di un intero continente, attraverso la storia di tre famiglie e di cinque donne: Sibilla, Agnes, Matha, Sylvia e Naila e di almeno una trentina di altri personaggi.   Le loro vicende si intrecciano, ricongiungendosi nelle oltre ottocento pagine in nodi che si sciolgono come...

11.09.2021

Vent'anni dopo / L’11 settembre di Google

Oggi che con Google e i social non dobbiamo più ricordare, poiché basta cercare quel che sfugge alla nostra memoria su un motore di ricerca, cosa ricordiamo dell'11 settembre? Su Instagram appaiono centinaia di profili: September 11, 2001, Twin Towers 11/9, Investigate September 2001, We will never forget, No Fear all Glory, Forever in our Heart. Su Facebook sono infiniti i rimandi a quel giorno, come su Twitter. Su Tik Tok i video dell'attacco alle Torri Gemelle sono innumerevoli e quelli dei broadcast televisivi si mischiano alle testimonianze personali. Ogni avanzamento tecnologico cambia la nostra memoria, e il processo di sintesi a cui la memoria analogica ci aveva abituati si trasforma in archiviazione nella memoria digitale: una comprensione più profonda di quanto ricordavamo,...

05.08.2021

Un'arte della complessità / Edgar Morin e il cinema

"Da ogni spettacolo cinematografico mi accorgo di ritornare, nonostante ogni vigilanza, più stupido e più cattivo" scriveva Theodor W. Adorno. Nella sua critica radicale alla società e al capitalismo il sociologo tedesco invitava a diffidare di tutto ciò che è "leggero e spensierato, di tutto ciò che si lascia andare e implica indulgenza verso la strapotenza dell'esistente" (Minima moralia, 1954). Quando Edgar Morin, il filosofo francese oggi centenario (è nato nel 1921) scriveva i suoi articoli sul cinema, tra il 1954 e il 1960, ora raccolti in Sul cinema. Un'arte della complessità, a cura di Monique Peyrière e Chiara Simonigh, Raffaello Cortina editore, 2021), Marshall McLuhan non aveva ancora pubblicato Gli strumenti del comunicare, che uscirà in America nel 1964.   Ed è singolare...

02.08.2021

Un classico, ormai / Tutte le identità, e le donne, di Romain Gary

Georges Simenon confessa in Lettera a mia madre (1974) che non l'aveva mai capita. Soprattutto non accettava che lei avesse sempre voluto appartenere al mondo della "piccola gente", lui che aveva imparato a descriverlo così bene, quel mondo, ma dal quale aveva fatto di tutto per affrancarsi. Aldo Busi invece la capiva, sua madre, fino a ritrarla nei vari libri in pagine di sconvolgente bellezza. Walter Siti ha provato a ucciderla, letterariamente, in un paio di romanzi. Peter Handke ha ricomposto l'esistenza mancata della madre suicida nel suo libro più bello, Infelicità senza desideri (1988). Gli scrittori che parlano della madre si misurano con una narrazione tra verità e artificio, perché le vite raccontate non sono quelle dei personaggi di invenzione....

17.07.2021

“La sposa del mare” e “Notti insonni” / Amity Gaige e Elizabeth Hardwick, scrittrici indefinibili

C'è una frase in Notti insonni di Elizabeth Hardwick (Blackie edizioni, 2021) che rinvia a un altro libro, di un'altra americana, Amity Gaige, La sposa del mare (NN Edizioni, 2021) e che sollecita riflessioni sulla scrittura delle donne. La Hardwick, a un certo punto, dice: "Biglietti, migrazioni, preoccupazioni, proprietà, debiti, cambi di nome... e così dal Kentucky a New York, poi a Boston, fino al Maine... certo, non ha la stessa enfasi di: 'ho avvistato il vecchio nostromo dalla barba bianca sul ponte e mi sono arruolata per il viaggio'. In fin dei conti sono una donna, io!", rimpiangendo che alle donne non sia consentito scrivere un romanzo di avventura, condannate come sono a raccontare la quotidianità. Nel suo libro niente nostromi, navi o imprese oceaniche. La...

21.06.2021

Un'intervista / David Grossman: la paura e la pace

David Grossman ha ricevuto il 19 giugno a Taormina il "Taobuk award 2021", un premio riservato ai grandi della letteratura mondiale, impegnati nella battaglia per i diritti umani e la democrazia e che, nel passato, è stato assegnato, tra gli altri, a Mario Vargas Llosa, Tahar Ben Jelloun, Luis Sepulveda. Lo incontro la mattina del giorno prima, a Bassano del Grappa, dove è in programma una conversazione con Mario Calabresi, organizzata dal Festival "Resistere" della Libreria di Palazzo Roberti. Non c'è nessuno scrittore che, come David Grossman, dedichi così tanto tempo a parlare della pace tra Israele e Palestina, nessuno come lui che prenda così sul serio il ruolo dell'intellettuale che crede nelle possibilità della parola e del dialogo per avvicinare gli uomini, anche quando sembrano...

15.06.2021

Un'autobiografia psichica / Emmanuel Carrère, Yoga

In Yoga (Adelphi, 2021), Emmanuel Carrère è preoccupato di farci sapere che quello che racconta in questo suo ultimo libro "è tutto vero". Quando pensa al genere di letteratura che fa, Carrère è fermamente convinto di una cosa: "la letteratura è il luogo in cui non si mente" (corsivo dell'autore), "le cose che scrivo forse sono narcisistiche e vane, ma non sono false". E si premura di spargere, nel corso del romanzo, indizi che avvalorano questa sua, non si sa fino a che punto sincera, presa di posizione: cita i nomi di alcune persone assassinate durante l'attentato terroristico a Charlie Hebdo (uno era davvero un suo amico); incontrando Jean-François Revel (vero padre di Matthieu Ricard, braccio destro del Dalai Lama in Francia) al supermercato, nota che ha il carrello pieno di...

28.05.2021

Un grande scrittore / Mircea Cartarescu, evadere dalla realtà

"Ci siamo ripresi lentamente, come da un viaggio mistico o eroinico, siamo crollati in noi stessi (...) consunti e devastati": potrebbe essere questa, rubata a Mircea Cartarescu, l'espressione giusta per descrivere il senso di stordimento che si prova alla fine delle novecentotrentasette pagine del suo romanzo Solenoide (Il Saggiatore, 2021). Lui la scrive quasi in fondo, dopo nove pagine scioccanti, che riportano solo la parola "aiuto!". Un grido unanime che sembrava "essere esploso da un milione di trachee, come dalle canne d'organo della sofferenza umana". Sfogliarle nove volte e leggere solo questa invocazione "aiuto!" fa l'effetto paradossale di un intervallo che, invece di dare tregua all'angoscia che il protagonista trasferisce implacabile sui lettori, la rende materiale, ripetendo...

27.04.2021

Un libello / Walter Siti, la letteratura fa bene quando fa male

Avvicinarsi all'immensità di un tema come il Bene e il Male in letteratura rende subito chiaro a Walter Siti che poteva farlo solo affidandosi alla sua curiosità o alle sue incazzature, o al suo scoraggiamento. Avendo dedicato proprio alla letteratura la sua vita, prima studiandola alla Scuola Normale, poi insegnandola all'Università, poi pubblicando romanzi, non poteva scrivere questo avvincente saggio (Contro l'impegno – Riflessioni sul Bene in letteratura, Rizzoli 2021) altro che componendo un mosaico con la tecnica dell'accostamento di fiction, saggi, programmi tv, incursioni nel linguaggio dei social, su testi che lo hanno di volta in volta incuriosito, innervosito, demoralizzato. Ma la pazienza e la lucidità con cui demolisce alcuni libri spesso primi in classifica, per poterci...

19.04.2021

Uomini e robot / Kazuo Ishiguro, Klara and the Sun

Nell'ultimo, commovente romanzo di Kazuo Ishiguro, Klara and the Sun (Faber & Faber, 2021) un AF, cioè un robot, un androide di nome Klara, condivide pensieri e sentimenti con una ragazzina, Josie, che lo sceglie come "Artificial Friend". La bellezza e la perfezione di questa storia non stanno solo nelle descrizioni dei cieli arancioni dei tramonti o neri di nuvole, come quello di una mattina cruciale; nell'erba verde o gialla di un campo che Klara attraversa due volte per compiere l'eroica missione della sua vita artificiale; nella luce o nelle tenebre che lo illuminano, facendone un romanzo "a colori", come se fosse già un film. Stanno anche, in questa vicenda senza Dio, nella spiritualità che lo pervade, nell'attività di pensiero di un robot alla ricerca del nutrimento...

30.03.2021

Due libri, di Mark O' Connell e Benjamin Labatut / Paura dell'apocalisse

"Dobbiamo sradicare dall'anima la paura di un futuro sconosciuto, perché questa paura non ci aiuterà a cambiarlo. Dobbiamo aspettarlo con serenità, perché attraverso paura e timore, noi blocchiamo la nostra evoluzione". Questa frase, tratta da una preghiera laica (Per l'epoca di Michele, 1924) di Rudolf Steiner sarebbe stata bene in esergo al libro dell'irlandese Mark O'Connell, Appunti da un'Apocalisse – Viaggio alla fine del mondo e ritorno (Il Saggiatore, 2021). Lui invece, obbedendo alle esortazioni di Greta Thunberg, sceglie questa: "...Voglio che proviate la paura che io provo ogni giorno. E poi voglio che agiate. Voglio che agiate come fareste in un'emergenza. Voglio che agiate come se la nostra casa fosse in fiamme. Perché lo è". Bisogna arrivare alla fine, a pagina 231...