AUTORI
Ugo Morelli
08.01.2019

Cosa significa essere umani / Uno, nessuno, centomila

Ma non eravamo uno, unitario, stabile e immodificabile? No, pare che ci siamo moltiplicati? Ma dov’è, o meglio dove sono, allora? Ma chi, di cosa parli? Di me, di te, di cosa vuoi che parli. Beh! Te, me, non è poi così facile stabilire dove finisci tu e comincio io. E il contesto, poi dove lo metti? E dove metti quello che siamo e facciamo senza esserne coscienti? Mi confondi e non ti seguo, mi inquieti! Smettila! Vedi, basterebbe che ti chiedessi da dove viene la tua inquietudine: da te, da me che ti parlo di queste cose, dal tuo inconscio. E dov’è l’inconscio? Non è mai stato possibile localizzarlo o localizzarli, perché di questi tempi c’è chi dice che ne abbiamo più di uno. Eh! Ma questo è un problema. E poi di cosa è fatto o sono fatti? Niente di materiale, pare. Accidenti, sempre...

29.11.2018

Eppur si crea / La Bellezza è una domanda

È la sua fragilità che rende possibile la bellezza. Una parte, quella generativa ed essenziale, della particolare esperienza di bellezza cui accediamo, consiste nella sua vulnerabilità. Non nel senso che il vulnus è un difetto all’origine della bellezza, ma in quanto ne è la condizione costitutiva. Il mondo della bellezza, quel mondo in cui accediamo alla possibilità di connettere in maniera sufficientemente buona il nostro mondo interno con il mondo esterno attraverso l’immaginazione, non è un mondo “perfetto”, “completo”, “definito”: appare piuttosto, ed emerge, dalla imperfezione, dalla fragilità, dalla finitudine, dall’incompletezza. E ci sarebbe da riflettere sugli “in” privativi cui è necessario ricorrere per indicare le condizioni della bellezza; quegli “in” parlano forse della...

08.11.2018

Multitasking / Tempo, esserci e cose

Il rapporto col tempo e con le cose, oggi, ci vede particolarmente impegnati come umani, a usare la nostra distinzione per alienarla. A impegnare l’esserci per regredire allo stadio delle cose. È come se non sopportassimo di sentire il tempo e la riflessione, e allora tendiamo a neutralizzarli in un eterno presente. Parliamo, infatti, con orgoglio, di tempo reale e di multitasking. È come se non tollerassimo l’indugio della riflessione e la ricerca di significato. Passiamo, infatti, da una cosa all’altra, senza concederci, anzi evitando, di farne esperienza. Per vivere qualsiasi cosa non riusciamo a contenere l’impegno per cercare il nostro modo specifico e la nostra via, ma abbiamo un ossessivo bisogno di modelli già pronti: per gli acquisti, oltre alla pubblicità che già satura le...

21.10.2018

Essere umani / Da dove viene e dove va la mente senza il corpo?

Termitaio australiano e la Sagrada Familia, Gaudì [Dennett, , p. 456]. - Sono io l’artefice del mio essere. - Mi dispiace per te, ma staresti meglio se ti riconoscessi come una manifestazione provvisoria del divenire. - Parla per te, per quanto mi riguarda sono io che scelgo quello che voglio e cosa faccio. - Secondo te, quindi, tutto comincerebbe con te. - Certo, ci sono io che decido di relazionarmi a te se mi va, o di fare una cosa o un’altra. - E come lo faresti? - Che discorsi! Lo sanno tutti che siamo gli esseri razionali che sanno quello che fanno. - Eppure spesso facciamo cose delle quali poi ci pentiamo, accorgendoci di aver sbagliato. - Può succedere, ma è un caso. - Non direi, a me capita spesso. - E come te lo spieghi? - Mi pare che gli altri e le situazioni, la nostra...

07.09.2018

Legami sociali / Gratuità e prendersi cura

“Vivere un’esistenza umana significa innanzitutto riceverla a partire da un riconoscimento che proviene dai propri coesistenti”. [Jean-Luc Nancy]   Aveva sentito le porte del metrò chiudersi come tenaglia sul suo polso mentre il treno ripartiva. Nel tentativo di non perdere la corsa aveva allungato il braccio infilandolo nella porta socchiusa, tenendo per mano la borsa da lavoro. Il meccanismo automatico non aveva funzionato e si era ritrovato con la borsa all’interno del vagone, lui sul marciapiede e il braccio nelle guaine di gomma della porta mentre il treno ripartiva. Per qualche passo aveva corso col treno nel tentativo di riaprire e riprendersi la borsa, ma aveva dovuto mollare la presa e salvarsi, rinunciando alla borsa che era caduta all’interno del treno. Dall’interno del...

04.09.2018

Speciale Aqua / Elogio dell’acqua

Trono Ludovisi, Afrodite sollevata dalle acque (Roma, Palazzo Altemps). Siamo “della razza di chi rimane a terra”, come canta Eugenio Montale in Ossi di seppia. Pur se il poeta dice di Esterina: “L’acqua è la forza che ti tempra,/ nell’acqua ti ritrovi e ti rinnovi:/ noi ti pensiamo come un’alga, un ciottolo/ come un’equorea creatura/ che la salsedine non intacca/ ma torna al lito più pura”, poi conclude: “Ti guardiamo noi della razza/ di chi rimane a terra”. Strana genìa quella di homo sapiens sapiens: non solo sappiamo, ma sappiamo di sapere, eppure una volta sulla terra, dimentichiamo due volte le nostre origini. Veniamo dall’acqua come specie e ogni individuo della specie inizia la propria esistenza nel liquido amniotico, dove rimaniamo per nove mesi. La quantità di liquido...