Il favoloso reverendo Coles

3 Gennaio 2026

Il Reverendo Richard Coles è un gran bel personaggio davvero. Musicista (negli anni ottanta fece parte del gruppo “The Communards”), intrattenitore radiofonico e giallista di successo, quando era studente di teologia presso l’Università londinese di King’s College (che nel 2017 lo ha omaggiato del titolo di docente onorario) si convertì al cattolicesimo, per ritornare dopo pochi anni nel grembo della Chiesa Anglicana, di cui divenne sacerdote. È stato vice parroco e parroco in diverse sedi, poi, nel 2011 è stato nominato vicario della chiesa di Finedon, cittadina di 4000 abitanti non lontana da Cambridge; ma nel 2022 ha dato le dimissioni, spiegando che la sua scelta era motivata dall’atteggiamento negativo della Chiesa anglicana nei confronti delle coppie omosessuali (il reverendo Coles è omosessuale e in parrocchia conviveva con un sacerdote).

Il suo primo giallo, Delitto all’ora del vespro, che è stato pubblicato nel 2022, si colloca all’interno di quel genere di giallo che è stato battezzato “cosy crime”, cioè un thriller dal tono leggero, rassicurante, attento a non turbare il lettore intrattenendolo con le indagini che si svolgono in una cittadina, o meglio ancora, in un villaggio della campagna inglese, improbabilmente colpito dal verificarsi di misteriosi assassinii. Due anni prima, nel 2020, Richard Osman aveva aperto la strada al Reverendo Coles con il suo giallo Il club dei delitti del giovedì (di cui c’è un brillante adattamento televisivo), nel quale il crimine non alberga però in un villaggio ma dalle parti di una bella residenza per anziani. A Richard Osman, a sua volta, la strada l’avevano aperta i gialli di Agatha Christie che hanno come protagonista non Poirot ma l’ineffabile Miss Marple, che fece il suo esordio sulla pagina quasi un secolo fa e che chiuse la sua carriera di investigatrice dilettante e infallibile nel 1971, nel romanzo intitolato Nemesi. Negli anni settanta del secolo scorso Miss Marple (e Agatha Christie) avevano appena fatto in tempo ad andare fuori moda, incompatibili entrambe con i cambiamenti che si erano verificati nella società inglese a partire dagli anni immediatamente precedenti, che, nel 1984, la BBC mandò in onda la prima puntata di una serie televisiva di grandissimo successo che portò sul piccolo schermo tutti i romanzi di Miss Marple. L’ultima puntata fu trasmessa nel 1992. Ma una dozzina d’anni dopo prese il via una nuova serie televisiva, con Marple protagonista, che, con i suoi 32 episodi distribuiti in sei stagioni, intrattenne i telespettatori inglesi fino al 2014.

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E qui torniamo a Richard Osman, uomo di televisione e quindi attento ai successi televisivi, che, come si diceva, pochi anni dopo rivisitò il meccanismo e l’ambientazione dei gialli con Miss Marple, nel suo Club dei delitti del giovedì. E, tornati a Osman, torniamo adesso al suo discepolo, se tale possiamo definirlo, l’uomo di chiesa Richard Coles, che si è inventato come protagonista delle indagini nel villaggio il mite sacerdote Daniel Clement. Il buon Daniel è il vicario della St Mary’s Church di Champton, un paesino immerso nella verde e amena campagna inglese (per dirla con il poeta William Blake). Nel giallo d’esordio, Delitto all’ora del vespro (che ha dato origine a una serie televisiva andata in onda a partire dall’ottobre 2025), ambientato negli anni ottanta della trionfante Mrs Thatcher, troviamo alcuni dei personaggi che verranno riproposti nei gialli successivi. Innanzitutto la madre di Daniel, Audrey, donna intelligente e arguta (come quando gli fa notare che Pio IX rispose alla perdita del potere temporale proclamandosi infallibile) e che è in parte una Miss Marple; poi c’è Bernard de Floures, aristocratico proprietario terriero, che forte di quel cognome, fa notare come la sua casata risalga ai tempi della conquista normanna (e che quindi è doveroso preoccuparsi di come farla continuare ad esistere più o meno gloriosamente); poi ancora c’è Ned Thwaite, direttore scolastico in pensione, e le fioriste Stella Harper e Anna Dollinger – ma Stella uscirà di scena. Quando Daniel annuncia la sua intenzione di far mettere un gabinetto sul retro della chiesa i fedeli della parrocchia insorgono indignati: ogni cambiamento, in quella campagna amena, è visto con diffidenza, se non con ostilità. Daniel, tuttavia, si vede costretto ad affrontare un problema ben più delicato: i suoi due bassotti scoprono, dentro la chiesa, il cadavere del sacrestano, pugnalato con un paio di cesoie. Ad aiutarlo a trovare il colpevole sarà Neil Vanloo, sergente della Polizia locale, con il quale, a differenza di quanto avveniva con Miss Marple, la collaborazione è più che positiva.

Il giallo ci mette un po’ a carburare: la parte iniziale è appesantita da una serie di osservazioni, episodi, discorsi, che indubbiamente servono a creare il ritratto d’ambiente e a presentare i personaggi, ma che, forse, necessiterebbero di un bravo editor. La stessa piccola riserva la si può fare a proposito di Omicidio in parrocchia, che è il sequel del romanzo d’esordio. Il paesaggio nei dintorni del villaggio continua ad essere deliziosamente ameno, sebbene non più del tutto verde, perché sta arrivando l’autunno; ma i mutati colori delle foglie conferiscono un nuovo motivo di piacevolezza alla sua amenità. Mentre il lettore si interroga su quando si verificherà l’avvenimento annunciato nel titolo, il buon Clement trova il modo (come nel romanzo precedente) di fornirgli diverse osservazioni di carattere religioso, ma i contenuti teologici sono affidati a un accattivante tono divulgativo, tanto più che hanno un aggancio diretto nella figura del pastore evangelico Chris Biddle, che dovrà gestire la chiesa che si trova nel paesino confinante con quello di Champton. Biddle è un calvinista rigoroso, che mette leggermente a disagio Daniel Clement; e che verso la fine del libro si rivelerà essere un fondamentalista fanatico.

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Le novità sono rappresentate dall’incontro di Daniel con Miss March, che ha preso in gestione il negozio di Stella (che è stata uccisa nel giallo precedente), e dall’arrivo dal Canada con fidanzata di Hugh de Floures, primogenito e futuro erede di Bernard. La fidanzata di Hugh, una veterinaria, è una nativa canadese (una pellerossa) e la cosa turba alquanto l’aristocratico Bernard. Ciò che turba invece Daniel, e non soltanto lui, sono le manovre dei subdoli coniugi Trailby, che già hanno incassato una buona eredità, in successione, dalle due anziane signore presso le quali si erano insediati, e che ora si accingono a circuire la vecchia e malatissima Mrs Hawkins.

La notizia dell’omicidio arriva al poliziotto durante una partita di calcio. Ma non è quello dell’anziana signora, bensì del figlio di Chris Biddle, ucciso con una procedura che fa pensare a un omicidio rituale. In effetti si scoprirà che era proprio così, ma non si trattava affatto del tipo di riti a cui era lecito pensare. La vicenda si sviluppa secondo un modo di procedere e di circostanze degne di un giallo di Miss Marple. Mrs Braines, impiegata dell’ufficio postale “preziosa fonte di notizie” lo dice esplicitamente: “mi sembra tanto che ci stiamo trasformando in quel villaggio dei libri di Agatha Christie”. Nel finale, dopo avere abilmente portato avanti la vicenda su diversi fronti fino alla scoperta del colpevole, il reverendo Coles lascia da parte il suo ruolo di giallista per indossare i panni del teologo; ma in modo tutto sommato coerente con la storia raccontata. Ed è così anche nel romanzo breve confezionato per Natale, Assassinio sotto il vischio. Ma sotto il vischio ci si bacia, non si uccide. E poi il titolo parla di “assassinio”, mentre invece si trattava di infarto. O invece no?

Il contesto, come si è accennato, è quello degli anni ottanta del secolo scorso con la Thatcher e la sua promozione della finanza d’assalto che ricevevano grandi consensi e plausi. Non da parte di Audrey, la madre di Daniel, preoccupata per come arrivare alla fine del mese. Il villaggio, seppur simile a quello di Christie, non è un’Arcadia turbata da un qualche delitto: almeno non lo è agli occhi di Audrey, il personaggio forse più riuscito e convincente dei gialli di Coles. La vecchia signora è l’incarnazione del buon senso (da non confondersi assolutamente con il senso comune, che è un concentrato di pregiudizi); ed è la dispensatrice di perle di saggezza che il lettore può utilmente segnarsi sull’agenda. Forse è proprio questo personaggio ad essere la perla della fiction di Coles, che intanto continua ad arricchire la serie dei delitti nel villaggio; o meglio, preferibilmente in luoghi di culto, come il monastero che compare nel titolo del suo libro uscito nel 2024, Murder at the Monastery. E tuttavia il giallo pubblicato nel 2025, Death on location, sposta l’attenzione (sarà una svolta?) sulla magione di Bernard de Floures: siamo nella primavera del 1990, Mrs Thatcher sta per essere silurata dal suo partito e uscire di scena. Quello che a Champton non esce di scena è il delitto.

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