I sogni di un visionario spiegati con la mimica della clinica cinica

Quanto leggerete di seguito è il frutto immaginario dell’autore. Ogni riferimento a fatti che accadranno è puramente casuale.

 

Anno duemilaquarantotto, revisione della decima edizione del DSM - Manuale Diagnostico e Statistico del Disordine Mentale (DSM-X-TR) - s’inserisce la diagnosi di Clinico Cinico. Da alcuni anni si è cominciato a inserire un nuovo asse chiamato diagnosi del diagnosta. Mancava. Quest’asse declina il quadro generale nell’atto clinico del clinico. Gli studi cominciarono negli anni Novanta del secolo scorso, quando un notissimo psicoterapeuta, scienziato romantico, scrisse un articolo, su una rivista di Milano, proponendo la diagnosi di Psicoterapeuta, declinandone le caratteristiche in perfetto stile DSM. Allora il testo fu letto in chiave ironica, tuttavia alcuni studiosi - con le carte in regola, s’intende! - presero il saggio seriamente. Invero altri due psicoanalisti anglosassoni avevano scritto Cent’anni di psicoanalisi e il mondo va sempre peggio.

 

Fu così che, nel tempo, verso gli anni Trenta del nostro secolo, la scienza romantica riottenne l’attenzione di numerosi clinici che avevano riscoperto l’opera dimenticata del neurologo Aleksandr Romanovič Lurija (1902-1977).

Lurija si era laureato nel 1921 in Scienze sociali e, quindici anni dopo, in Medicina. Negli anni Cinquanta il predominio delle idee della scuola di Ivan Pavlov (1849-1936) costò a Lurija l’allontanamento dall’Istituto di Neurochirurgia di Mosca, a dimostrazione che la scienza è immune alle ideologie perché neutrale.

Pavlov aveva inventato la scienza cinica, a base di saliva di cane. Lurija, aveva studiato a fondo la psicoanalisi, aveva connesso lo sguardo medico alla vita e alle relazioni, deviazione assai grave contro la linea di Stalin.

 

Negli anni a venire, secondo le congiunture economico-sociali, prevaleva, nella clinica, la posizione cinica o quella romantica. I cinici, poi chiamati anche analisti della salivazione, per via dell’esperimento di Pavlov, erano derisi dai loro oggetti sperimentali, come quel piccione che, incontrando un amico, gli rivela che da qualche tempo lavora con un clinico cinico: il clinico sta apprendendo a dargli da mangiare ogni volta che il piccione schiaccia un tasto rosso.

 

 

I romantici, detti anche analisti della conversazione, si occupavano di cose filosofiche perlopiù incomprensibili ai cinici, che li tacciavano di astruseria.

Nei periodi di vacche magre - sempre più numerosi - conducevano i cinici, grandi misuratori di quantità di saliva, di emozioni, di flussi. Grandi osservatori di schermi. I cinici avevano una fede assoluta negli schermi, guardando dentro gli schermi pensavano di vedere le malattie mentali, non capivano che volesse dire quel tal Marshall McLuhan (1911-1980) che aveva affermato: “il significato è il mezzo”.

Nei periodi di vacche grasse - sempre più rari - riemergevano i romantici e la qualità della vita delle persone migliorava. Invero non si capiva se le persone miglioravano e la clinica romantica riprendeva piede, oppure se non fosse la diffusione della clinica romantica a produrre un miglioramento generale nella vita quotidiana. Insomma durante i periodi buoni i medici ti ascoltavano, gli psicoterapeuti s’impegnavano a non ridurre i tuoi sogni ai sintomi dei loro quadri teorici, a conversare sul senso della vita.

 

Ci fu un periodo in cui i filosofi decisero di rendere pubbliche le opere dei cinici. Fu una catastrofe. Da quel momento i clinici cinici entrarono in confusione. Si accorsero che i cinici erano massimamente seguaci della virtù e ricercavano la felicità secondo natura, seguendo l’autarchia. Mentre i clinici cinici davano sempre per scontate tutte le ricerche che i loro predecessori avevano svolto, i filosofi cinici sembravano non accontentarsi mai di niente, di nessun dato acquisito, contestavano tutto.

Nacque così una netta distinzione tra filosofo cinico (V-IV secolo prima dell’era cristiana) e clinico cinico. In clinica la cinica nasce con la nascita della clinica: dialogare col corpo del paziente, non con la persona. Mimica della clinica cinica: sguardo altezzoso, ordini da eseguire (si spogli, si sdrai, dica trentatré), mugugni e soliloqui idiosincratici, come il meccanico che ti ripara la macchina, solo che alla tuta blu si alterna il camice bianco.

La clinica era diventata il luogo ove si usavano i principi dormitivi e i singoli pazienti erano trattati come malati immaginari, le definizioni delle sindromi mostravano, nell’interlinea dei discorsi cinici, ostilità verso il loro paziente. Spesso sulle cartelle cliniche si notava un refuso: valutazione cinica.

 

A dirla giusta, in ogni periodo c’era una certa convivenza delle due anime, anche una certa sovrapposizione. Buona parte dei clinici che apparivano cinici, avevano un animo romantico e viceversa. La conversazione non bastava più, neppure l’ascolto, ciò che li distingueva erano le pratiche. Tutti - cinici, romantici, borderline - rischiavano di condurre pratiche oppressive, ogni volta che i casi si complicavano. L’autismo, per esempio, era diventato campo di battaglia per dimostrare chi era più bravo.

 

Nel duemilatrenta, da molte parti, s’intrapresero nuove ricerche per inserire la diagnosi di clinico cinico in un asse speciale del DSM. L’asse indicava la probabilità, per un paziente con un certo disturbo, d’incontrare un clinico cinico, che avrebbe potuto migliorare, peggiorare o non aiutare la condizione del paziente. Si scoprì che il clinico cinico non era necessariamente chi misurava, bensì chi trattava i pazienti come cani. Si scoprì anche che il romantico non era necessariamente chi si dedicava alla qualità della vita, bensì chi creava un legame col soggetto senza cercare di spiegare in che modo si vive una vita.

 

Nel duemilaquarantotto furono indicati due tipi di criteri salienti del clinico cinico:

Criteri di tipo A. Fretta di concludere:

-        mimica cinica, come descritta sopra;

-        disattenzione al contenuto del discorso del paziente (esempi: se il paziente racconta di vedere una donna con la testa di serpente, non essere interessato al tipo di serpente, ma scrivere “allucinazione”; se il paziente dice di udire una voce che lo denigra, non essere interessato a come lo denigra, ma scrivere “delirio”);

-        Praecox Diagnosis Formulation (formulazione diagnostica dopo pochi minuti);

-        Praecox Pharmacon Subministration (somministrazione immediata di un farmaco, senza prendere il tempo per pensare).

Criteri tipo B. Disprezzo/Adulazione

-        pensieri sull’incapacità del paziente a elaborare (“non c’è stoffa”, “inadatto alla terapia”, ecc.);

-        pensieri sulla falsità delle dichiarazioni del paziente (ex: “dice che si sveglia sempre fresco e riposato, ma dice che ha il sonno disturbato”, sta imbrogliando);

-        eccesso di ossequio verso pazienti molto abbienti o intellettualmente superiori;

-        eccesso di aggressività nei confronti di pazienti “difficili” o “poco interessanti” (migranti, cameriere d’albergo molestate, escort arrabbiate col cliente, operai cinquantenni depressi per licenziamento).

Per la formulazione diagnostica è necessario rientrare in almeno due dei criteri A e due B.

 

Furono abolite le categorie di Malingering (simulazione di malattia), Factitous Disorder (finzione), Faking Good (cercare di mostrare di essere sani), Faking Bad (cercare di mostrare di essere malati). Fu dato un salario a tutti quelli che sentivano un disagio e ogni commissione d’invalidità credeva al paziente, si chiamasse Agnelli o Esposito, Rossi o Milovich.

 

Nessuno avrebbe potuto guadagnare più di 300 mila euro l’anno, valuta duemilaquarantotto. Con tecniche molto semplici erano individuati gli evasori e chi evadeva oltre diecimila euro era espropriato dei beni in sovrappiù, i suoi guadagni evasi devoluti per la cura della salute mentale, gli evasori divennero depressi. Poiché la salute mentale funzionava bene, ben curati, lasciarono le loro Porsche e iniziarono a comprare libri, riempire le sale cinematografiche e teatrali, la cultura rifioriva. Ogni sovrappiù era destinato alla clinica e alla scienza romantica. La risorsa più importante divenne la serotonina, autoprodotta a costo zero.

 

Poi arrivò un imprenditore cinico, dotato di Porsche.

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