raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Manuale
Marco Belpoliti

Marco Belpoliti insegna all'Università di Bergamo. Tra i suoi libri: L’occhio di Calvino (Einaudi 1996 e 2006), Settanta (Einaudi 2001 e 2010), Il corpo del Capo (Guanda 2009 e 2018), Pasolini in salsa piccante (Guanda 2010), Camera straniera. Alberto Giacometti e lo spazio (Johan & Levi 2012), L'età dell'estremismo (Guanda 2014), Primo Levi di fronte e di profilo (Guanda 2016). Ha curato per Einaudi l’edizione delle Opere di Primo Levi; per Quodlibet dirige con Elio Grazioli la rivista "Riga". Collabora con "la Repubblica" e "L'Espresso".

06.08.2020

Le atomiche sul Giappone, 75 anni dopo / Nagasaki, dimenticata dagli anniversari

La colonna di fumo che si è prodotta dopo l’immane esplosione a Beirut dell’altro ieri ha la medesima forma del fungo atomico generato dalla bomba sganciata dall’aereo americano su Hiroshima, e oggi è il settantacinquesimo anniversario di quell’evento tragico che ha segnato la storia del nostro Pianeta in questo lasso di tempo. Gli anniversari servono a ricordarci eventi lieti e eventi luttuosi, a consolarci e a metterci anche in allarme, questo in un momento in cui sembra che altre nazioni e paesi si stiano dotando di questo immane strumento di morte. Ne avevamo già parlato in occasione delle vicende legate all’atomica pakistana (qui) e il 16 luglio Riccardo Venturi ci ha rammentato l’anniversario della prima bomba nucleare fatta esplodere in un poligono in attesa di usarla direttamente...

03.07.2020

Incorruttibile / Plexiglass: dal Terzo Reich alle aule scolastiche

Se ancora non ci siamo impratichiti con il Plexiglass, tra poco lo dovremo fare, poiché sembra proprio che entreremo in contatto, se nel frattempo non è già avvenuto, con questo materiale plastico essenziale per garantire quel distanziamento sociale che ci difende dal Covid-19: fabbriche, negozi, bar, ristoranti, e presto anche le aule scolastiche. Il suo inventore è un chimico tedesco, che era anche farmacista, Otto Röhm. Nel 1901 creò un primo materiale cui diede nome di Acrylkautshuk partendo dalla sua dissertazione in cui discuteva il processo di polimerizzazione. Röhm è uno di quei chimici che interessavano a Primo Levi, non solo per via del medesimo mestiere, ma perché uomo dai mille talenti, un inventore che ottenne i suoi primi successi dedicandosi alla conceria. Isolò infatti gli...

27.06.2020

Terra Alta / Javier Cercas in noir

La letteratura genera letteratura. Questo è particolarmente vero per un autore come Javier Cercas, che sin dall’inizio della sua attività di scrittore s’aggira negli spazi che s’aprono dentro le pagine dei romanzi da lui letti e chiosati, dove ogni storia contiene in potenza altre storie, per cui l’autore finisce sovente per citarle e impiegarle nella propria narrazione. Forse non a caso il romanzo generativo della letteratura spagnola, e mondiale, è il Don Chisciotte, in cui il personaggio principale sembra partorito da uno sbadiglio dei libroni cavallereschi con cui il Cavaliere della Mancia s’è riempito il cervello, come ha scritto Michel Foucault. Il romanzo del romanzo non nasce con la postmodernità, ma è il risultato stesso dell’attività del narrare come dimostrano due capolavori...

07.06.2020

Francesco M. Cataluccio / In occasione dell’epidemia

Tutto comincia con un sogno. Un sogno dentro un sogno, che è però un incubo. Una cartoleria di Chinatown a Milano dove il narratore entra attratto dalle maschere e dai travestimenti esposti in vetrina; dentro ci sono pipistrelli appesi al soffitto e topi; l’uomo che la gestisce non è altro che uno spirito incagliato in quel negozio dell’aldilà. Poi tutto prende fuoco e fuggendo all’esterno il sognatore non trova più la bicicletta con cui è arrivato là; la città attorno è vuota: nemmeno una macchina, nessun passante. Seduto nella cucina della sua casa milanese Francesco M. Cataluccio tra un pasto e l’altro, che ha cucinato per la sua famiglia, s’è messo a scrivere un diario della pandemia che ha desertificato la città trasformandola per due mesi e passa in un lazzaretto di potenziali...

01.06.2020

1935 - 2020 / Christo: poesia ed economia

La foto l’ha scattata Ugo Mulas nel 1964. Ritrae Christo e Jeanne-Claude in una stanza dell’hotel Chelsea a New York. Lui è in primo piano, occhialuto, seduto sul bordo del letto, somiglia a uno dei Beatles, la mano destra sotto il mento nella caratteristica posa meditativa e melanconica dell’artista: orologio, cravatta e un paio di lucide scarpe a punta. Lei è invece arretrata, sdraiata sul letto: le gambe in primo piano inguainate in calze pop a motivo floreale, il viso bellissimo da adolescente morbosa. Sono arrivati da poco a New York e sembrano già parte dell’arredo della metropoli, perfettamente integrati nell’atmosfera dell’epoca, contro ogni infausta previsione di lei che durante la corsa nel taxi s’era accorta di non riuscire a capire una sola parola del guidatore nonostante i...

27.05.2020

Modello Paperino / Che fatica la pigrizia!

Allora come è andata questa lunghissima quarantena e il Lockdown?   Così così. Ho dormito molto; ho letto poco; sono stanco per il troppo lavoro on line; e poi ho mangiato troppo, così ho preso peso.   Insomma sei stato un pigrone, salvo il lavoro da remoto…   Non proprio. Ho lavorato senza muovermi da casa e per questo mi sono affaticato più di quando andavo in ufficio in autobus, in tram o in bicicletta.   Lo sai che sto leggendo un libro che mi sembra perfetto per descrivere la tua situazione, che poi è stata anche la mia in questi due mesi? Si intitola La fatica di essere pigri (Cortina Editore) e lo ha scritto un professore di semiotica di Palermo, Gianfranco Marrone. Si parla di tante cose tra cui anche di uno dei tuoi eroi preferiti: Paperino.  ...

14.05.2020

Riposo e lavoro / Una stanchezza senza fine?

L’ha detto bene Silvia Ballestra nel suo diario milanese del Lockdown: “all’improvviso questa immane stanchezza”. Lei l’attribuisce alla primavera incipiente che, uscendo di casa dopo due mesi di segregazione, scopre all’improvviso. Stare segregati rende stanchi? Una delle cose che più colpisce alla fine di questo lungo periodo di confino è proprio la stanchezza. Forse per via delle tante cose da fare: pulire la casa, fare la spesa, cercare le mascherine, telefonare a parenti e amici, guardare i social, e poi stare sempre insieme con moglie, marito, figli, compagna, compagno, eccetera. Così che all’improvviso si capisce che, nonostante il tanto tempo a disposizione, abbiamo combinato ben poco. I volumi allineati sulla libreria, che attendevano da anni, le opere in molteplici tomi, sono...

25.04.2020

Memoria e immaginazione / I tanti 25 aprile di Italo Calvino, partigiano

Ettore si reca insieme ai suoi compagni Bianco e Palmo a Valdivilla dove quel giorno scoprono un cippo dedicato ai partigiani caduti nello scontro nella località delle Langhe. In quel luogo hanno combattuto tutti e tre. Adesso, rientrati nella vita quotidiana dopo i venti mesi sulle colline a sparare a fascisti e tedeschi, non si sono trovati un lavoro normale come tutti gli altri; si sono messi invece a campare di traffici e estorsioni a ex fascisti. Bianco e Palmo appaiono emozionati e si muovono con scatti infantili, puntano il dito dappertutto e hanno “gli occhi piccoli e lustri”. Nei loro sguardi Ettore legge “il barbaro sentimento che quelli erano stati tempi felici e che il destino sarebbe stato ingiusto se non gliene riservava un altro pezzo prima di morire”.  Così comincia...

09.04.2020

Le cose che non si vedono / Il virus invisibile

La sua forma è seducente: un piccolo pianeta grigio su cui crescono alberelli dalla chioma rossa. Così l’hanno fotografato con un microscopio elettronico al Center for Disease Control and Prevention. In altre immagini invece, pubblicate da poco su Nature Medicine, appare come una sfera violacea coperta da piccole forme verdi dalle teste tondeggianti simili a piccoli chiodi. Da queste protuberanze deriva il nome, Coronavirus, poiché sembrano una corona attorno al virione. Questa è la forma che ha scatenato la pandemia. I virus hanno tutti delle forme affascinanti, spesso sono esagoni, perché questo è il modo migliore per impacchettare unità identiche minimizzando al contempo l’energia. Il tipico rivestimento esterno di un virus è costituito di molte coppie della stessa unità proteica...

30.03.2020

Eusocialità / Le origini profonde delle società umane

È venuto il momento dell’eusocialità, quello della “buona socialità”? In realtà noi umani eusociali lo siamo sempre stati, e non da ora, ma da moltissimo tempo, almeno da quando uno dei nostri predecessori, l’Homo habilis, è comparso nella savana africana separandosi da una linea di discendenza di australopitecine due o tre milioni di anni fa. La parola eusocialità, coniata alla metà degli anni Sessanta, è utilizzata da diversi decenni dall’etologia. L’ha messa in circolazione un importante entomologo e biologo, Edward O. Wilson, che negli anni Settanta aveva creato una nuova branca di studi, la sociobiologia, all’epoca molto discussa e criticata. Wilson, ancora in attività come studioso e come saggista, è stato docente per molti anni ad Harvard, titolare della cattedra di Biologia; la...

23.03.2020

1930 - 2020 / La frivolezza di Arbasino

Nella foto che gli aveva scattato Giulia Niccolai all’inizio degli anni Sessanta, Alberto Arbasino appare bellissimo. Di profilo con i capelli pettinati all’indietro, che ha poi conservato per il resto della sua vita, anche quando sono diventati bianchi, e poi la cravatta e l’impermeabile, anche quest’ultimo un compagno consueto portato nelle mezze stagioni di una volta, lui sempre così elegante e pieno di charme. Giulia Niccolai, allora una giovane e bravissima fotografa, prima di diventare una poetessa della neoavanguardia, l’aveva ritratto in un servizio di cui un altro scatto è poi finito sulla copertina del capolavoro di Arbasino allora in prima edizione, Fratelli d’Italia, anno 1963, il libro della sua vita. Qui si è appena girato, e ha metà del viso in ombra; nell’altra in luce...

05.03.2020

Sanlorenzo / Polene, le donne del mare

Polena è un termine abbastanza recente. Apparso verso la fine del Cinquecento, indica le immagini di animali o le figure umane che sono poste sulla prua delle imbarcazioni, nella parte arcata “di sotto dello sperone d’una nave”. Questa parte eminentemente decorativa, e perciò anche simbolica, trae il suo nome dalla parola poulaine per via della somiglianza che avrebbe con le scarpe dette “alla polacca”, souliers à la poulaine, le quali erano di forma molto allungata con il finale all’insù. Il nome le è stato assegnato in età Barocca nell’epoca in cui, tra il XVII e il XVIII secolo, si erano imposte per le navi che solcavano i mari. In quel periodo, come asseriscono i trattati di navigazione e marineria, le imbarcazioni di grossa stazza cambiano forma nella parte anteriore della prua: l’...

24.02.2020

Epidemie e pandemie / Il paziente zero: la Cina e la "spagnola"

Il paziente zero non si trova. Le notizie di questi giorni ci dicono che l’epidemia di coronavirus non ha ancora un paziente iniziale, quello che ha portato il virus in Italia e ha provocato questa diffusione in almeno due centri, in Lombardia e Veneto, che allo stato attuale non sembrano collegati. Non è stato, così pare, un uomo proveniente dalla Cina a diffonderlo, e i cinesi ritornati alla piccola nazione dopo un viaggio nel loro paese d’origine non sarebbero i portatori. Portatori sani? Così si dice: persone che hanno avuto una influenza a causa del virus, ma superata senza conseguenze e quindi senza ricoveri: saremmo già al terzo o quarto contagio? Tutto ora sembra partito da un piccolo ospedale di Codogno. Riusciremo a risalire al paziente zero? Non è solo un fatto importante per...

27.01.2020

Oreste Del Buono / Racconto d'Inverno. Un'altra deportazione

Nel mese di novembre del 1945 esce Racconto d’inverno, uno dei primi resoconti dei campi di prigionia tedeschi. L’ha scritto tra aprile e luglio un ventiduenne appena ritornato dai Lager nazisti. Si chiama Oreste Del Buono e, nonostante la giovane età, già inserito nei giri letterari milanesi. Alla fine degli anni Trenta è stato infatti un collaboratore del giornale satirico Bertoldo, inoltre ha scritto sui giornali degli universitari fascisti milanesi e lombardi. Nel 1943 insieme a Domenico Porzio e a Marco Valsecchi ha poi fondato una rivista, di cui sono usciti nove numeri, che si è intrecciata con il gruppo comasco animato da Renzo Cantoni, fratello del filosofo Remo, facente capo a una libreria dove gravitano Dino Buzzati, Antonio Banfi, Giuliano Gramigna, Carlo Bo, Luciano Anceschi...

16.01.2020

16 gennaio 1933 - 16 gennaio 2020 / Susan Sontag. La coscienza imbrigliata

5 maggio 1964: “La mano destra = la mano aggressiva, la mano che masturba. Perciò, preferire la mano sinistra!... Renderla romantica, sentimentale!”. Con questa frase si apre La coscienza imbrigliata al corpo. Diari e taccuini 1964-1980 di Susan Sontag, il secondo volume curato dal figlio David Rieff e tradotto ottimamente da Paolo Dilonardo, (Nottetempo, pp. 593), che renderà a breve in italiano le opere della autrice americana da Nottetempo. Il libro comprende gli anni centrali della sua attività di saggista e scrittrice, quelli più fervidi di idee e opere, ma anche quelli in cui si manifesta il tumore al seno. I diari sono una sorta di zibaldone, un palinsesto, un brogliaccio, in continuo bilico tra la sua vita privata e l’annotazione di pensieri, letture, film visti, incontri e frasi...

02.01.2020

Collodi visto da Garrone / Pinocchio, l’Italia

“Che Paese meraviglioso era l’Italia”, suona l’attacco della recensione che Pasolini dedica a Un po’ di febbre di Sandro Penna e poi raccoglie nei suoi Scritti corsari. È l’Italia in cui “I paesi avevano ancora la loro forma intatta, o sui pianori verdi, o sui cucuzzoli delle antiche colline, o di qua e di là dei piccoli fiumi”. Così appare sin dalle prime scene l’Italia nel film che Garrone ha dedicato al più famoso libro della nostra letteratura, fatta salva la Divina Commedia: Pinocchio di Carlo Collodi, di sicuro il libro più letto dai bambini sino a qualche anno fa. Un’Italia ottocentesca col suo baricentro in un piccolo paese della Toscana, un luogo e un tempo che precedono l’Italia orribilmente sporca descritta dal poeta friulano nell’ultimo decennio della sua vita e che Matteo...

20.12.2019

Incorruttibile / Plastica: un nuovo materiale

Il nome di John Wesley Hyatt non dice molto alla maggior parte delle persone, eppure senza questo americano, che lavorava in una baracca insieme al fratello, non avremmo le plastiche sintetiche.  Il termine “plastica” (“che ha molti parti”), coniato da un chimico svedese dell’inizio dell’Ottocento, Jöns Jacob Berzelius, indica una gamma molto vasta di materiali organici, ovvero formati da un gruppo di composti fondati sul carbonio, solidi e plasmabili. Come racconta un ingegnere dei materiali dall’indubbio talento narrativo, Mark Miodownik, in un libro godibile, La sostanza delle cose (tr.it. di A. Asioli, Bollati Boringhieri, pp. 249, € 20), tutto comincia con un annuncio pubblicitario sul “New York Times”: diecimila dollari a chi inventa un nuovo materiale per le palle di bigliardo...

16.12.2019

Domani, Galleria Nuages / Storie di Gabriella Giandelli

Gabriella Giandelli non illustra, racconta. Ogni volta che appare un suo disegno sul quotidiano “La Repubblica” è come se un altro testo s’affiancasse allo scritto dell’autore, un testo composto d’immagini e non di parole e frasi. Più che una disegnatrice Gabriella Giandelli è infatti una narratrice. Le sue tavole si compongono di elementi organizzati in forma di novella secondo una propria precisa sintassi.        Si osservi, ad esempio, la prima tavola di questo libro. C’è una casa di legno, con il tetto spiovente, di colore rosso e il camino che fuma. Si trova in una radura, intorno ci sono degli alberi, un muricciolo, sullo sfondo le montagne. Sul fianco della casa si nota anche un’apertura rabberciata con delle assi; davanti c’è una sedia, una sola sedia...

09.12.2019

Mediocri traditori di noi stessi / Domenico Starnone, Confidenza

La prima parola che compare nel nuovo romanzo di Domenico Starnone è “amore”. Segue la definizione di cosa sia per la voce narrante l’amore stesso: “una lava di vita grezza”. Una spiegazione che, per chi è nato ai piedi di un vulcano, come Pietro Vella (stesso cognome del personaggio di Sciascia nel Consiglio d’Egitto), napoletano emigrato a Roma, ha un preciso significato (di Napoli è anche Starnone), ed è una forma di stigma, anche se è da parecchio che il Vesuvio non erutta in modo pericoloso per gli abitanti posti alle sue falde. La lava è comunque un’immagine molto efficace per definire l’amore. La pagina di apertura del libro contiene l’indicazione della temperatura della materia narrativa, che il protagonista andrà a narrare nelle pagine seguenti, temperatura che però non toccherà...

15.11.2019

Omaggio a Calvino / Calvino tutto in un punto

Nel bel profilo dedicato a Italo Calvino da Arianna Marelli, e realizzato in occasione delle letture di questo scrittore al grattacielo di Intesa Sanpaolo a Torino, Italo Calvino: tutto in un punto (una realizzazione 3D Produzioni per Sky Arte HD e Intesa Sanpaolo), spiccano i brani di un’intervista che gli fece nel 1975 Valerio Riva per la Televisione Svizzera. Calvino viveva allora a Parigi in Square de Chatillon, nella periferia sud della capitale francese, e lì riceve la troupe che lo filmerà nel suo studio appollaiato sui tetti. La conversazione s’intitola: Calvino: l’uomo invisibile. Gioca ovviamente sul titolo del libro che ha pubblicato pochi anni prima, Le città invisibili, uno dei suoi più belli, il più poetico di tutti. Lo scrittore spiega a Riva che a Parigi lui ci sta molto...

07.11.2019

Buzzati secondo Mattotti / Un dolce gotico: “La famosa invasione degli orsi in Sicilia”

Un intrico di linee nere, così fitte che lasciano appena intravedere qualcosa là dietro, che si muove: animali, uomini oppure mostri? Siamo nel bosco, quello delle fiabe, degli incantesimi, degli incontri strani e paurosi, delle scoperte e delle improvvise agnizioni. Sarà il bosco di Pinocchio, quello che Lorenzo Mattotti ha evocato in una serie di indimenticabili tavole e disegni? Probabilmente sì. Ma è anche il bosco di tante altre sue storie, dove i personaggi invece di perdersi si ritrovano, quasi che il bosco sia la loro stessa condizione interiore, mentale, prima ancora che fisica. Comincia così la versione cinematografica di La famosa invasione degli orsi in Sicilia, dal libro di Dino Buzzati, scritto e illustrato dallo scrittore bellunese nel 1945, che questo straordinario...

22.10.2019

Una lettera inedita a Giovanni Falaschi / Calvino e la nuova sinistra

Parigi, 4 novembre 72   Caro Falaschi,   già da una decina di giorni ho letto con grande interesse il “ritratto”. Se ancora non le ho scritto è perché volevo dedicargli l’esame approfondito che il carattere filosofico del saggio richiede e finora sono stato sempre senza fiato, per mettere a punto il nuovo libro che uscirà nelle prossime settimane, altri impegni minori con le loro scadenze e il va e vieni tra l’Italia e Parigi. Mi pare che il Suo sia un saggio metodologico, al di là del tema Calvino, e come tale va letta tutta la prima parte con il rapporto tra opere e situazioni e con la teoria dei “due libri” che mi pare molto fruttuosa e degna d’essere sviluppata e generalizzata. E non minore impegno metodologico ha tutta l’ultima parte col confronto con la fenomenologia e l’...

18.10.2019

Fotografia / Naviganti. Un viaggio dentro i cantieri San Lorenzo

La prua della nave come il muso di un pescecane a bocca spalancata, la carena simile a un oggetto spaziale da issare sulla rampa di lancio, una finestrella verticale che ricorda un quadro di Fontana, un elemento triangolare sospeso nel vuoto simile a una scultura dell’arte povera, l’elica come un vortice futurista al fermo immagine. Si potrebbe continuare descrivendo altre immagini che le fotografie rigorosamente in bianco e nero di Silvano Pupella evocano nello spettatore della mostra ai Tre Oci di Venezia, Naviganti. Un viaggio dentro i cantieri San Lorenzo (Sale De Maria, sino al 2 novembre). Questo lavoro rigoroso e ricco d’evocazioni richiama analoghe opere che hanno documentato il lavoro umano negli anni Cinquanta e Sessanta, quando la modernità italiana stava affermandosi e la...

29.09.2019

Il silenzio dei mari / L'anguilla e l'antropocene

Tutti conoscono le anguille per averle viste almeno una volta in un acquario, oppure offerte sul banco di un pescivendolo o addirittura per averle mangiate. Le anguille sono pesci che non lasciano indifferenti per la loro forma e colore. Nessun animale è così misterioso come loro. Patrik Svensson, scrittore svedese, ha scritto sull’anguilla un intero libro, Nel segno dell’anguilla (tr. di Monica Corbetta, Guanda, pp.281), che unisce i suoi ricordi di giovane ragazzo iniziato alla pesca dell’anguilla dal padre con una approfondita ricerca intorno a questo animale, di cui si sono occupati molti scienziati e filosofi a partire da Aristotele, padre della scienza antica. Un libro con due passi narrativi diversi, in cui si alternano le storie del genitore ai capitoli in cui Svensson ci racconta...