Alfabeto Pasolini

Abitare

In mostra all’ADI Design Museum / La strana coppia: Zanuso e Mendini

Non c'è modo più efficace per comprendere il linguaggio del design e le scelte culturali che lo sottendono che studiarne e analizzarne i prodotti, ovvero gli oggetti. Se poi se ne mettono a confronto due che abbiano la medesima destinazione d'uso, ma che siano frutto di autori diversi, appartenenti, per giunta, a scuole di pensiero storico-artistico diverse, sarà proprio il gioco delle loro differenze a renderne palese la comprensione. Esattamente come ci insegna a fare l'archeologia per la datazione e la classificazione dei manufatti, compariamo allora due poltrone, progettate a distanza di tempo da due designer che hanno in comune solamente l'area di formazione, Milano e il suo Politecnico, e una successiva carriera internazionale, portata avanti  da entrambi nella città meneghina...

Saggi del grande urbanista / Rem Koolhaas. Testi sulla (non più) città

Classe 1944, Rem Koolhaas ama definirsi architetto e scrittore. Mi piace pensare che non tutti lo conoscano e ricordare che come architetto ha fondato lo studio OMA (Office for Metropolitan Architecture) e il suo alter ego e think tank AMO; quartiere generale a Rotterdam e basi a New York, Doha, Australia, Hong Kong. Ha vinto il Premio Pritzker nel 2000. Il suo lavoro è stato globalmente pubblicato e esibito, ultima in ordine di tempo nel 2020 la mostra Countryside, The Future al Guggenheim di New York. Come scrittore ha all'attivo più di 30 pubblicazioni, di cui alcune hanno fatto la storia dell'architettura contemporanea.  Insomma Koolhaas può essere a ragione definito la figura più iconica dell'architettura da più di quarant'anni. È una figura che non può mai essere pienamente...

Zaha Hadid a Seul / Quando l’architettura diventa paesaggio

Mentre l’architettura riempie tradizionalmente il mondo con edifici, altre discipline, come l’architettura del paesaggio, favoriscono piuttosto la creazione di quegli spazi liberi che ci permettono di respirare in un ambiente iper-densificato. Architettura e paesaggio si oppongono quindi l’uno all’altro come pieno e vuoto, sfera meccanica e sfera organica, spazi delineati con precisione e spazi illimitati. Negli ultimi decenni queste antinomie hanno dato luogo però a una nuova situazione dialettica. L’architettura si è aperta al paesaggio, anzi, in certi casi, è diventata essa stessa paesaggio architettonico. Certo, Le Corbusier parlava già un secolo fa della “promenade architecturale” (messa in atto nella sua Villa Savoie). È soltanto di recente però che tale apertura si è trasformata in...

L’altra metà del cielo / 494 - Bauhaus al femminile

Leggere che tra le Bauhausmädels, le ragazze del Bauhaus, c’era anche una misteriosa italiana, addirittura allieva di Kandinskij, è stata un'autentica sorpresa. Autrice di questa scoperta è Anty Pansera, ce la rivela nel suo libro 494 – Bauhaus al femminile, recentemente pubblicato da Nomos Edizioni (pp. 302, € 24,90) che sarà presentato l'11 gennaio in Triennale. Quella fanciulla si chiamava Maria Grazia Rizzo ed era di Avellino. Su di lei, come su tutte le 494 donne del Bauhaus, in totale nel corso dei  suoi 14 anni di esistenza, da Weimar, a Dessau, a Berlino: 475 studentesse, 11 docenti, 6 donne intorno a Walter Gropius, 1 manager, 1 fotografa, Pansera ha condotto una ricerca archivistica mirata e inedita che ha finalmente disvelato le loro storie personali e messo l’accento...

La città esperienziale / Stadi di alterazione

Sebbene in ritardo, anche l’Italia si vedrà sempre più investita dal vasto processo di privatizzazione degli impianti sportivi, soprattutto legati al calcio. Oggi il nostro paese sconta una condizione di evidente alterità rispetto ai principali mercati sportivi europei: solo quattro stadi in serie A, ovvero il 20% del totale, sono di proprietà dei rispettivi club; in Spagna la percentuale sale al 40%, in Germania al 61%, per finire con l’80% in Inghilterra. La proprietà pubblica è dunque, nel nostro paese, ancora la forma consueta del rapporto tra squadra di calcio e impianto di gioco, proprietà che è generalmente del Comune di riferimento, e solo in un caso (lo stadio Olimpico di Roma) di proprietà di un ente statale, il Coni. La transizione in atto comporta notevoli problemi, che però...

Chiude la Biennale di Architettura / L’assenza del passato e il principio di precauzione

Si è appena conclusa la XVII Mostra internazionale di Architettura di Venezia, con un incremento del numero di visitatori rispetto al 2018 che da una parte conferma la tendenza delle ultime edizioni, dall’altra il successo di molti altri eventi e mostre di questa estate. Emerge un diffuso desiderio di prossimità, normalità, e di certi riti, rassicuranti, come ad esempio suggerisce il caso del Salone del libro di Torino dello scorso ottobre.   Le istituzioni culturali non sono state le uniche a beneficiare del ritorno alla apparente normalità che ha contrassegnato l’estate scorsa. Negli stessi mesi della Biennale di Architettura, ad esempio, l’Architecture Billings Index (ABI), un indicatore economico che misura l’attività edilizia nel settore non residenziale negli Stati Uniti,...

Una mostra a Milano / Carlo Mollino. Allusioni iperformali

Il dado di Mollino. Ci sono casi in cui l’eleganza di una forma, il suo ardito svettare, oppure il sinuoso intrecciarsi di alcune sue parti è reso possibile da un dado. Così come risiede in un dado il segreto dello slancio verticale (e della grazia) delle colonne della chiesa fiorentina di San Lorenzo, opera di Brunelleschi, è racchiuso in un dado anche il magico connubio fra le parti che compongono la sedia progettata da Carlo Mollino (1905 - 1973) per Casa Albonico di Torino.   Carlo Mollino, sedie per casa Albonico, 1944-46. In dettaglio, il dado bronzeo che funge da giunto fra le parti lignee. Alla Triennale di Milano è in corso la mostra Carlo Mollino. Allusioni Iperformali  (fino al 7 novembre 2021), in cui per la prima volta sono esposti al pubblico i mobili 'albonici...

Cultura del dar forma / Trix & Robert Haussmann: specie di spazi

Quando a un famoso architetto, durante il colloquio per diventare professore ordinario al Politecnico di Zurigo, fu chiesto, tra le altre cose, quale fosse l'edificio più bello che ci fosse in città e lui rispose il Kronenhalle Bar, il Presidente del Politecnico per un attimo trasalì. Ma la risposta dipanò con arguzia il filo di quella che sembrava sulle prime una matassa ingarbugliata. "È un posto in cui si può andare molte volte e imparare ogni volta qualcosa di nuovo grazie alla sapienza dell'architetto. Beh ovviamente si potrebbe, o forse è giusto dire dovrebbe, perdersi nei dettagli dello straordinario progetto di arredo di Robert Haussmann, che da solo prenderebbe persino più tempo di una sola serata.   Poi a una visita successiva si potrebbero ammirare le opere in bronzo che...

Le tesi di dieci urbanisti / Le città dopo il Covid-19

I vari contributi presenti in questo veloce libretto sono stati scritti tra l’estate e l’autunno del 2020. Già solo questo fatto suscita una qualche curiosità: come vedevamo il mondo nel vortice dell’epidemia, ancora concentrati sul numero di contagiati, degli intubati e dei morti, impauriti dal virus e dalle strategie di contenimento? Sebbene ancora in presenza di una forte circolazione del virus, il contesto appare oggi completamente mutato: la conta giornaliera ha perso il suo appeal apocalittico, persino il numero di vaccinati, prima ossessivamente consultato e commentato, ha oggi lasciato il campo unicamente alle polemiche (sempre più residuali) sul green pass. Insomma, la quotidianità sembra essersi ripresa definitivamente la scena dopo qualche mese di stralunata e drammatica...

In mostra a Roma / Dino Gavina, illuminato e sovversivo

Per uno come lui, che l'amore per le cose dell'arte l’aveva nel sangue, una mostra dei suoi pezzi alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma è quasi un atto dovuto e Dino Gavina (1922 – 2007) vi sta, insieme agli artisti che ne animano le prestigiose sale, da ‘inter pares'. Egli, infatti, non è stato soltanto un industriale illuminato, vulcanico e poliedrico, nell'allora nascente mondo del design, ma è stato anche quanto di più simile si possa paragonare a un mecenate. Sebbene gli piacesse definirsi un sovversivo, la sua sovversione ci appare invece oggi, con la prospettiva che gli conferisce la storia, piuttosto un pionierismo, per quella sua straordinaria capacità, poi emulata da alcuni, di mettere in produzione gli oggetti di design progettati dai maestri, taluni...

Degrado e gentrificazione / La città vecchia di Taranto

Quando sulla statale da Brindisi arrivo nei pressi di Taranto, lunghe colonne di fumo si ergono sui campi di grano. Bruciano le stoppie, una pratica arcaica vietata per legge ma che secondo i contadini sterilizza i terreni da infestanti e parassiti, elimina i residui colturali dei cereali e fertilizza ogni cosa con uno strato di cenere. È così che nell’aria in Puglia s’avverte un po’ dappertutto, generalmente al tramonto, quest’odore di terra bruciata, per cui il giorno dopo quei quadrati gialli abbacinanti divengono fazzoletti neri, come se fosse avvenuta una guerra o un saccheggio. Volgendo a Taranto queste immagini evocano molteplici significati, soprattutto allungando lo sguardo verso altre colonne di fumo, quelle imperturbabili e lente delle ciminiere. Durante la seconda guerra...

Due maestri a confronto / Vico Magistretti e Carlo Aymonino, Milano e Roma

Da qualche tempo, l'architettura italiana della seconda metà del XX secolo è tornata ad essere protagonista delle rassegne espositive di Triennale, luogo di studio e di ricerca sulla cultura del progetto, grazie al programma che ne ripercorre la storia con retrospettive dedicate ad alcuni dei suoi grande maestri. E così, dopo Ettore Sottsass, Mario Bellini, Osvaldo Borsani, Achille Castiglioni, Giancarlo De Carlo, Enzo Mari, ecco due mostre dedicate l'una al milanese Vico Magistretti (1920 - 2006) e l'altra al romano Carlo Aymonino (1926 - 2010), entrambi tra i maggiori esponenti della cultura architettonica del novecento.   Vico Magistretti Architetto milanese    Con il ritardo di un anno dal centenario della sua nascita, causa emergenza sanitaria, Milano celebra dunque...

Una mostra al MAXXI / Aldo Rossi, il più classico dei moderni

Capita, a volte, che qui da noi si generino antinomie tra due contendenti, reali o presunti tali, e che si creino di conseguenza schieramenti contrapposti (o supposti) di sostenitori dell'uno o dell'altro. E questo accade ab antiquo. Senza retrocedere eccessivamente, si constata un simile costume già dai tempi dei (consapevoli) Guelfi e Ghibellini e dei letterari Montecchi e Capuleti. Poi, con qualche salto temporale, ecco la volta dei verdiani e dei wagneriani (all'insaputa tanto di Verdi, quanto di Wagner). Segue quindi il caso delle guareschiane figure di Don Camillo e Peppone (così prossime alla quotidianità della provincia italiana post bellica e oltre). E come tralasciare, tra i reali competitor sportivi, le tifoserie di Coppi e di Bartali o dei meneghini Inter e Milan e di tutti i...

1600 anni / Se Venezia vive, di Mario Isnenghi

Venezia è senza dubbio la città italiana più famosa al mondo, mito che ingloba pure quello della sua fine. Il lockdown, che lo scorso anno ne ha svuotato le strade, pareva realizzare l’apocalisse universale spesso coniugata alla Serenissima nel moderno. Contro tale identificazione mortuaria insorge adesso con foga caparbia Mario Isnenghi in Se Venezia vive, da poco in libreria. Lo storico ritratta le proprie posizioni di adolescente vicino a Pompeo Molmenti, strenuo difensore tra il secondo ‘800 e gli inizi del ‘900 della Venezia d’antan.  Il partito degli esteti, tra struggimento e malinconia, si fa paladino del rovinismo e della fatiscenza, nell’ossessione del “com’era, dov’era”. Da qui le bocciature ai progetti architettonici pur prestigiosi come quelli di Wright nel 1953 e di Le...

Milano capitale della cultura del progetto / ADI Design Museum Compasso d’Oro

Dopo decenni di riunioni, dibattiti e vicissitudini più o meno travagliate, il 25 maggio 2021 si è finalmente inaugurato il nuovo ADI Design Museum, che ospita la Collezione del Compasso d'Oro.    Il Premio Compasso d'oro   Il Premio Compasso d'Oro, curato dall’ADI (Associazione Design Industriale, fondata a Milano nel 1956) è il più antico e il più prestigioso premio per il disegno industriale al mondo. Nato nel 1954 in seno a La Rinascente, per merito di Gio Ponti e di Alberto Rosselli, esso raccoglie e amplia un'idea di Augusto Morello.  Mentre tutti sanno chi è stato Gio Ponti (se ne legga qui), la figura di Augusto Morello (1928 - 2002), purtroppo, è ricordata soltanto dagli addetti ai lavori. Torinese di nascita, con una laurea in chimica, dopo una formativa...

Altri immaginari urbani / La città profonda

Alessandro il Grande a 24 anni traccia con la farina i limiti di quella che sarà Alessandria d’Egitto. Usare la farina per tracciare il limite fra spazio degli uomini e il resto del mondo, fra la Civiltà e il Selvatico, è una metafora perfetta per definire il passaggio dalle prime forme di città a quelle che conosciamo ora. Proviamo a guardare la città dal punto di vista del tempo profondo, partendo dall’inizio della nostra storia di homo sapiens, almeno trecentomila anni fa. In questa prospettiva diventa chiaro che la prima forma di città è il gruppo. Prima di essere uno spazio, la città è formata da un gruppo di umani che si riconoscono in un insieme. Noi Sapiens e prima di noi quelli che ci hanno preceduto, siamo animali sociali, il nucleo generatore delle città si trova nei gruppi che...

Il filo e il fiume / Po, fiume della sofferenza e dell'abbondanza

  Alcuni anni fa, nel 2002, apparve su un numero della rivista National Geographic un articolo dedicato al fiume Po, intitolato Po. River of pain and plenty. Quando me ne accorsi, a partire dalla copertina (la modalità di far convivere in prima pagina la celeberrima cornice gialla e l’indice sommario dei contenuti è un aspetto rotocalchesco non secondario nel fascino della patinata rivista statunitense di geografia divulgativa), subito mi prese la curiosità di vedere come era stato ritratto il grande fiume. «Caspita», mi dicevo, «chissà come lo stile visuale di una rivista in grado di segnare uno scarto fondamentale non solo nel modo di fare reportages giornalistici di viaggi, ma nelle modalità stesse di “pensare” il mondo, attivando una dimensione di spettacolarità grandangolare e...

Architettura come paesaggio / Il Crematorio di Aalst

Uno dei paradossi dell’architettura del paesaggio sta nel fatto che i progetti di maggior successo sono anche quelli che saranno meno visibili. Laddove un sito accoglie le persone in modo apparentemente “naturale”, le difficoltà e gli interventi che hanno portato a questo risultato lasciano il posto a una realtà che viene accettata come tale. Mentre l’oggetto architettonico esibirà sempre l’artificialità del gesto a cui è dovuto (l’architettura porta con sé l’iscrizione: “I am a Monument”), ciò che si impone come risultato dell’architettura del paesaggio tenderà a far dimenticare l’intervento stesso. Una delle conseguenze di questa differenza (all’interno delle discipline di progetto) è proprio la non comprensione dell’architettura del paesaggio in quanto tale, l’idea che ciò che avviene...

Terre mobili / L’estate è finita, racconto corale di un territorio che muore

L’estate è finita è un titolo che si associa alla tristezza infantile della fine delle vacanze, della libertà, del sogno e al brusco ritorno alla realtà. Ma quale estate è finita sul litorale domizio cui l’architetto urbanista e analista sociale Salvatore Porcaro ha dedicato il suo libro recente (Monitor Edizioni, Napoli 2021), frutto di circa quindici anni di ricerca sul posto? E di chi è l’estate che l’autore/testimone attesta ‘finita’? Per avere risposta a queste domande bisogna tuffarsi nelle duecentosettantotto pagine di questo ‘racconto corale’ e tenere ben salda la barra, perché le acque limpidamente limacciose in cui Porcaro ci invita a navigare ci rimandano come uno specchio l’immagine di ciò che il nostro paese e noi che lo abitiamo ci siamo abituati a essere.   Si tratta...

Silvano Fuso e Nathalie Gontard / Cozze, gechi e altri nanomateriali

Cosa sia la materia è una di quelle domande che hanno a che fare con altre curiosità che probabilmente abbiamo sempre avuto, vicina a domande come: cos’è il mondo, di cosa è fatto, che forma ha, perché una pietra è più dura di un ramo, perché l’acqua scorre e il sole scalda. Tutti quesiti che vengono necessariamente dopo che rami, terra, pietre, acqua e sole li abbiamo usati senza porci troppe domande sulla loro natura intrinseca. Prima usiamo, poi ci domandiamo cosa stiamo usando. Che la progressione sia questa e non il contrario ce lo mostra il fatto che non siamo la sola materia vivente che usa le cose del mondo, la maggior parte degli altri animali utilizza rami, terra, pietre, acqua e tutto ciò che trova e cerca per rendersi la vita migliore. Noi umani abbiamo preso l’abitudine,...

Architettura come poema civile / La rivolta di Aldo Rossi e Guido Canella

La bella mostra Aldo Rossi. L’architetto e le città dedicata dal Maxxi di Roma ad Aldo Rossi è stata per me un appassionato incontro con la poetica di un maestro amato fin dai miei primi anni di formazione, alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, dove frequentavo il laboratorio di progettazione di un altro grande maestro: Guido Canella. Aldo Rossi e Guido Canella: a ragione ritenuti gli ultimi esponenti della “Scuola di Milano”, che dagli inizi del secolo scorso vanta straordinarie poetiche (Ponti, Muzio, Asnago e Vender, Bottoni, Figini e Pollini, Terragni, Gardella, Albini, BBPR e molti altri). Due personalità molto diverse, unite da un’amicizia durata tutta la vita e dal comune giovanile impegno; divergenti nelle poetiche e negli intendimenti che le sorressero. ...

Gadget / Gaudisney a Milano

Il gadget: oggetto sovrannumerario che vanta eredità di un certo rilievo (il feticcio) e che esclude o elude il valor d’uso (“non serve”), ma che produce forme forti o deboli di affezione (feeling) o di piacere. A volte non se ne può fare a meno (godimento). In ogni caso, aggregato alla merce come interessato “regalo”, quando non merce esso stesso. In tal caso, supplemento assoluto, portatore di una enigmatica quota di plus-valore o di plus-godere. Di incerto statuto istituzionale e formale (arte? design? semplice divertimento?) passa al di sotto di ogni forma di classificazione. Pare che oggi questa specie di oggetti proliferi, e che se ne possano trovare a ordini di grandezza assai diversi, dal minimo del pupazzetto di IKEA al massimo del Museo. Eccone un esempio.   C’è la facciata...