Abitare

Tre centenari del design / Anna Castelli Ferrieri, la Regina della plastica

Se Milano e il mondo non avessero dovuto fare i conti con il distanziamento sociale e con le serrate imposte dal Covid-19, questo 2020 avrebbe visto degne celebrazioni per il centenario della nascita di Anna Castelli Ferrieri (1920 - 2006), designer di fama internazionale, tra le più autorevoli protagoniste del made in Italy e fra le prime donne del nostro paese ad avere svolto la professione di architetto.  O, almeno, ci piace pensare che ciò sarebbe potuto accadere. Figlia di Enzo Ferrieri, uomo di vasta cultura, tra l'altro, fondatore e direttore della rivista Convegno e degli omonimi teatro, circolo e casa editrice, Anna si laurea in Architettura al Politecnico di Milano, con una tesi su Giuseppe Mengoni e sulla sua Galleria Vittorio Emanuele. Ancora studentessa,...

Pandemia / Overtourism, ripensare le città

Le città italiane, gran parte delle città europee e molte metropoli globali, difficilmente reggeranno l’urto della violenta e improvvisa riduzione della domanda mondiale di turismo. Per quanto le politiche locali possano favorire o costringere il turismo interno, i flussi del turismo internazionale costituiscono il carburante atto ad alimentare il processo di valorizzazione dei capitali finanziari, trovando nella metropoli il luogo in cui scaricarsi e riprodursi. Rappresentano, questi flussi e l’economia che li istituisce, il cash flow in grado di materializzare capitali altrimenti virtuali. Non meno reali, forse, ma sicuramente più aleatori. Catene commerciali del food&beverage, hotellerie, edilizia e piattaforme digitali convergono in un unico movimento speculativo che, attraverso...

Design: tre centenari / Franca Helg, la gran dama dell’architettura

Seppure bisestile come l’attuale, il 1920 è stato un anno prolifico per la scuola di Milano di architettura. Ha infatti dato i natali a tre figure di rilievo internazionale, che si sono occupate anche di design: a Franca Helg, il 21 febbraio; ad Anna Castelli Ferrieri, il 6 agosto e a Vico Magistretti, il 6 settembre, tutti e tre allievi del Politecnico meneghino.    Franca Helg (1920 - 1986), "la gran Dama de la Arquitectura", come ebbe a definirla Vélez Catrain nel 1990 "doveva essere una donna molto disciplinata e rigorosa con se stessa. […] Discreta, sobria nella parola e nello sguardo; il suo portamento era deciso, il portamento di una persona che anticipa il passo con lo sguardo, l’udito e l’olfatto. E così era solita procedere nel suo lavoro." (idem, 2006) I collaboratori...

Case / Ripensare l'abitare

In queste ultime settimane (ormai siamo entrati nella sesta) si sono moltiplicate sui giornali e nell’infinita giungla dei social, le immagini, le parole, i suoni e le testimonianze provenienti dall’universo domestico in cui più di metà dell’umanità vivente è reclusa. Si tratta di un fenomeno planetario come mai era avvenuto nella nostra Storia: quattro miliardi di persone, distribuite lungo i cinque continenti, totalmente connesse, chiuse in casa. È un’esperienza di cui coglieremo la potenza simbolica ed emotiva solo nei prossimi tempi, quando ricominceremo a uscire per strada. Solo allora i risultati di questo trauma individuale e collettivo globale emergeranno, decretando un cambiamento d’uso e percezione dei luoghi che sarà tutto da comprendere, decifrare ed elaborare.   Per il...

Calpestare lo spazio pubblico / Controcanto per la città in attesa

Scrivo dalla città di Lorenzo Da Ponte, la mia, Vittorio Veneto.  Anche qui è ammutolente, biblica e fulminea questa transizione dalla febbre del nomadismo urbano a quella statuaria del coronavirus, e il paventato nesso causale tra inquinamento dell’aria e diffusione della pandemia mi inquieta. Siamo tutti bloccati sulla soglia di casa, o alla finestra sulla città. Negli occhi le immagini che da bambini fissavamo per ore sopra lo schienale del treno, quando ancora la fantasia superava la realtà e quegli scatti puliti di luoghi svuotati (non vuoti) sembravano figli della sola estetica fotografica. Quello era per noi un viaggio nel viaggio, sovrapposti com’eravamo tra la città di partenza, le tante “città del treno”, la città in transito fuori dal finestrino e la città di arrivo....

Un'officina del design / Il mondo di Poggi

La storia del design italiano, di quel good design apprezzato in tutto il mondo, come è noto, non è stata scritta soltanto negli studi degli architetti e dei designer, nei libri e nelle rassegne che ne hanno celebrato i progetti, ma anche nelle botteghe, nelle officine e nei laboratori di quei produttori lungimiranti e coraggiosi, tanto artigiani, quanto industriali, che hanno creduto nella bellezza e hanno investito nel futuro. Tra di essi, si annovera anche la ditta Poggi, sulla cui attività e sulla cui storia è da poco uscito il libro: Il mondo di Poggi. L’officina del design e delle arti, a cura di Roberto Dulio, Stefano Andrea Poli, Fabio Marino, Electaarchitettura (pp. 160, € 32,00). Preceduto dall'omonima mostra, curata nel 2016 dai medesimi autori e tenutasi negli spazi degli...

MAXXI / Gio Ponti. Tutto al mondo deve essere coloratissimo

A differenza dei fasti e del battage mediatico che hanno contrassegnato le commemorazioni parigine, al MAD, in onore del quarantesimo anniversario della morte di Gio Ponti (1891-1979), quelle italiane si sono invece celebrate con toni meno enfatici, il che non significa che esse non siano state di pari interesse, soltanto più discrete e magari anche un po' più raffinate ed esclusive e di conseguenza meno popolari. Se ciò costituisca un motivo di merito, non saprei dire. Personalmente, per non tradire lo spirito didattico del maestro milanese, anzi, il suo anelito divulgativo dell'amore per la bellezza, io preferirei che il suo messaggio venisse sbandierato con clamore ai quattro venti, in modo da raggiungere tutti, così come faceva lui dalle pagine delle sue riviste e come han fatto anche...

Un presepe laico / Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica

Meraviglia e malia suscitati dal connubio fra la regalità di Capodimonte e la magia della musica, dell’arte e del teatro: Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica, è una mostra empatica e stupefacente. Visitabile alla Reggia di Capodimonte fino al 21 giugno 2020, mette in scena la cultura come festa, presentando la vita di corte nella Napoli settecentesca e facendola artificiosamente rivivere ai visitatori/spettatori.  All the world is a stage: mai verso è stato più veritiero se attribuito alla città e alla gente di Napoli, allora come ora.   Ma non basta. Se fosse riferito a Napoli, In visceribus urbis, titolo di un capitolo della Storia di Venezia di Manfredo Tafuri, per parafrasi, suonerebbe invece: urbis viscera in urbe, le viscere della città nella città (e anche dentro...

Un'intervista / Enrico Morteo e il Grande Atlante del Design

“È stata una grande avventura questo entrar nella fabbrica e nel suo mondo”. La citazione di Marco Zanuso, uno dei padri pionieri di quel fenomeno che viene compreso sotto il nome “design italiano”, è una delle molte sintesi che si incontrano lungo il percorso di lettura che Enrico Morteo ha tracciato nella nuova edizione del suo Grande Atlante del Design, dal 1850 fino a oggi (Mondadori Electa, 2019, p. 440). Nell’individuare alcune storie minori da raccontare all’interno della storia magniloquente del Novecento, usa anche parte dell’Ottocento per fissare e far meglio comprendere l’evoluzione degli oggetti d’uso fin dal sorgere dell’industria nei suoi primordi, un fenomeno che non solo ha stravolto la vita degli uomini ma che ha cambiato in maniera irreversibile la vita del pianeta...

Dardi e Pasca; Corrado; La Pietra; Trini Castelli / Quattro libri di design

Due libri di Storia del Design   Quando, tra la metà degli anni settanta e gli ottanta del secolo scorso, insegnavo Storia del Design e della Comunicazione Visiva all’ Istituto Statale d’Arte Sperimentale di Monza, su quella disciplina non c’era ancora alcun manuale. Fortuna volle che molti dei protagonisti della sua recente vicenda insegnassero lì, portatori di esperienze e dispensatori di conoscenza, e che la realtà espositiva e quella produttiva milanesi offrissero ricche occasioni di studio in medias res: bastava coglierle e connetterle. Nella totale assenza di libri di testo, ciascuno degli studenti, poi, tesseva un proprio canovaccio che aveva il pregio dell'assoluta originalità, mentre per quel che concerneva la storicizzazione, il gruppo di docenti che faceva capo a questa...

Fatto ad Arte / Ugo La Pietra: Né arte né design

Nel mondo del design, Ugo La Pietra ha sempre rivestito un ruolo profetico – e del michelangiolesco Isaia, in gioventù, aveva financo l’aspetto, gigantismo a parte, il suo indubbiamente più intellettuale che fisico – sin da quando preconizzava l'avvento della comunicazione totale, quella stessa in cui oggi siamo immersi. Risale al settantadue infatti la sua “cellula abitativa della casa telematica", esposta al MoMA, nella famosa mostra curata da Emilio Ambasz “Italy: the new domestic landscape”, un “progetto dell'abitacolo con strumenti telematici e informatici che indagavano il costante scambio di informazioni tra il singolo nello spazio privato e la collettività nello spazio pubblico (ovvero l’avvento di internet).” Con forti anticipazioni nello “spazio audiovisivo" da lui presentato...

Cucine / Dalla massaia a masterchef

L’uomo è ciò che mangia. D’accordo, lo sappiamo: di cosa camperebbe altrimenti? Più utile ricordare semmai che l’uomo è l’unica bestia che cucina, che si adopera a trasformare un certo numero di sostanze del mondo rendendole al tempo stesso buone da mangiare e buone da pensare, facendone cioè manicaretti che sono segni, pietanze che parlano. S’è discusso a lungo, e si continua a farlo, circa le specificità della specie umana rispetto agli altri esseri viventi: i greci pensavano al logos (insieme linguaggio e ragione); i medievali al riso (nel senso del ridicolo); gli antropologi hanno indicato il tabù dell’incesto; i sociologi l’abito; i paleontologi gli strumenti.   Tutti argomenti interessanti e rivedibili. Da un po’ di tempo in qua ci si è resi conto che, a dispetto delle...

Da Picasso a Modigliani e oltre / Berthe Weill, la gallerista-talent scout

Sulle bancarelle dei bouquinistes, che si snodano lungo i quais della Senna, a volte si riesce a fare ancora qualche scoperta interessante. E non parlo delle edizioni rare che appassionano i bibliofili e neppure di rinvenimenti letterari di portata epocale, quanto, piuttosto, della piacevole sorpresa di incappare in un libro che narra una storia speciale, perché poco nota e che invece merita di essere letta e diffusa. È così che ho potuto apprezzare (e ora diffondere) quella di Berthe Weill, di cui sapevo a mala pena essere stata la prima gallerista ad aver venduto un quadro di Picasso e colei che aveva esposto per prima le opere di Modigliani. Il libro che ho trovato e che me ne ha svelato i meriti si intitola: Berthe Weill:1886-1951. La Petite Galeriste des Grands Artistes....

Memorie / Il Bauhaus: una scuola

Per il centenario della fondazione del Bauhaus, tra gli altri libri, ne è uscito uno che è soprattutto un libro di memorie. E, come nella maggior parte dei libri di memorie, vi si narra di una battaglia, sebbene si tratti di una battaglia piuttosto singolare, perché combattuta da una scuola in nome dell’utopia estetica e sociale di voler armonizzare l’arte con l’industria per migliorare la vita umana. Una battaglia tesa anche a demolire le barriere fra le singole arti, nella convinzione che esse hanno tutte radici comuni. Condotta in territorio tedesco, tra Weimar, Dessau e Berlino, nei primi decenni del novecento, la sua azione rivoluzionaria e le innovazioni da essa generate hanno però travalicato i confini nazionali per “invadere" (leggi: permeare, educare, convertire, arricchire) il...

Pensare gli oggetti / Il design prima del design

Inclassificabile. È questo l’aggettivo che viene in mente dopo aver letto Paleodesign di Matteo Meschiari e Maurizio Corrado (Milieu, 189 pagine, €16,90). Quando invece si tenta di scriverne, ne viene fuori un altro: irriassumibile. Ed è qui che cominciano i guai, almeno per chi, come me, voglia fare proprio questo. È un libro sul design primitivo mi chiederete? No, decisamente no. Casomai, marzullianamente parlando, sul primitivo del design. Parla di cose, questo è certo. Ma anche dire che “parla” non è esatto, visto che accompagna ognuna delle schede di cui è composto – una per ogni oggetto – con un disegno. Non una fotografia, un disegno: fatto che non solo lo differenzia dai soliti libri “di design” illustrati, ma fa sì che quei semplici tratti di matita proseguano e integrino il...

1927 - 2020 / Vittorio Gregotti, l’ostinazione per l’architettura

Si potrebbe considerare la perdita di Vittorio Gregotti in una certa misura “fatale”, nel senso che – al di là del morbo infuriante ai nostri giorni, che gli ha inferto il decisivo colpo di grazia – il suo stato di salute nell’ultimo periodo era già vacillante, tanto da non promettere di lasciargli a disposizione ancora molto tempo da vivere. E ancora di più: si potrebbe intendere la sua scomparsa come il triste epilogo di una vicenda – professionale e intellettuale – che, avendo egli raggiunto e superato il novantaduesimo anno d’età, si poteva tuttavia ritenere ormai conclusa da tempo. E invece così non è. Gregotti ha continuato fino all’ultimo a combattere la sua battaglia; una battaglia non soltanto per la propria sopravvivenza fisica, ma soprattutto – e innanzitutto – per la...

Tecnico, oppure archistar? / L’architetto come intellettuale

Che l’architetto sia un intellettuale è stato palese fin da quando si è consolidata la sua figura di progettista nel Rinascimento, grazie all’Umanesimo che aveva sancito la superiorità dell’invenzione (intelletto chiaro) sulla perizia del mestiere, di fatto riscattandola dal “magisterio tecnico dell'artefice” in cui giaceva. E ciò a partire dai padri fondatori di questa disciplina in chiave moderna: Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti. Sebbene essi abbiano affrontato il tema del progetto in modi differenti, per non dire antitetici, progettista di cantiere il primo, progettista teorico il secondo, hanno entrambi messo in atto gli insegnamenti del maestro dei maestri, Marco Vitruvio Pollione, che nel Primo Libro del suo trattato, a proposito di chi vuol fare architettura scrive:...

La Biblioteca del ghiaccio / Nancy Campbell nel fragile mondo dei grandi ghiacciai

Nell’immaginario comune il ghiaccio è spesso avvertito come un fenomeno naturale statico e quasi privo di ogni altra suggestione che non sia il freddo o la durezza. Ben altra e ampia prospettiva apre La biblioteca del ghiaccio, dell'inglese Nancy Campbell, pubblicato in Italia quest’anno da Bompiani. È un diario di viaggi nelle Alpi svizzere, in Groenlandia e in Islanda, in Canada e nel New England, tra libri antichi e moderni, tra incontri con cacciatori di foche e di narvali e con studiosi dei cambiamenti climatici, tra guide alpine, pattinatori e musicisti. Alla ricerca di quelli che i geologi chiamano “fiumi di ghiaccio dinamici”. La Campbell è una poetessa con una grande curiosità per la conoscenza scientifica. Leggere queste sue pagine significa apprendere informazioni, gustare...

Paesaggisti, architetti, artisti, botanici / Le città? Prendiamole a picconate

La nuova generazione di paesaggisti ha una soluzione estrema ed efficace per risolvere alcuni dei problemi delle città contemporanee: prenderle a picconate. Sono quelli cresciuti nell’influenza del pensiero di Gilles Clément e della sua idea di Terzo Paesaggio, che ha spostato drasticamente l’attenzione dai giardini per signora bene alla potenza della natura vegetale che s’insinua fra gli interstizi delle città, cresce fra le fessure delle materie desolatamente inerti di cui sono costituiti edifici, strade e ogni cosa che l’uomo appoggia alla terra, soffocandola. Ed è proprio questo il problema, quello che i tecnici chiamano sigillazione del suolo. Perché è un problema? Giusto per citare quello che è più evidente, è per la sigillazione del suolo che quando piove giusto un po’ più del...

Un’italiana in Brasile / Lina Bo Bardi, o dell’architettura mitopoietica

Se fosse ancora in vita, il 5 dicembre compirebbe centocinque anni, ma è soltanto da vent’anni o poco più che il mondo dell'architettura e del design è tornato ad occuparsi di lei. Si scrivono libri, si allestiscono mostre, si tengono convegni e conferenze: attorno alla figura di Lina Bo Bardi (1914 - 1992), una delle più significative del modernismo, anche se è riduttivo etichettarla così, l'interesse è in crescita esponenziale. Attualmente, nel mondo, ci sono ben tre eventi che la riguardano: il primo, a New York, è espositivo (suoi mobili sono in mostra fino al 15 giugno alla Gladstone Gallery, con la consulenza della galleria Nilufar di Milano, che ne ha messi in produzione alcuni); il secondo è una conferenza al Design Museum di Londra dedicata al design brasiliano che l'ha vista...

Triennale / Il “nuovo” museo del design italiano

Nella prima metà del Novecento, il modernismo ha avuto una notevole diffusione in Europa e negli Stati Uniti. Portava con sé l’idea di una forma e un’estetica degli oggetti strettamente legata alla funzione svolta. L’oggetto non era più un simbolo di appartenenza famigliare, ma si legava strettamente al suo valore d’uso. La Scuola del Bauhaus ha avuto un ruolo centrale nella messa a punto di tale concezione, ma è stata l’Italia ad applicarla sistematicamente, a partire dal secondo dopoguerra, attraverso una diffusa rete di piccole imprese capaci di trasformarla in prodotti industriali realizzati in serie. Come ha scritto il designer Ettore Sottsass nella recente raccolta di scritti Molto difficile da dire (Adelphi), era un’Italia dove “finito di fare cannoni bisognava pure far qualcosa”....

Costruzioni alternative / L’oleandro elettrico e l’architettura vegetale

È toccato a un oleandro diventare il primo albero che produce energia elettrica. Messo a punto dal Centro di Micro-Bio Robotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia a Pontedera, il nuovo ibrido ha foglie artificiali che oscillando al vento interagiscono con quelle naturali, e con un processo di elettrificazione a contatto trasmettono la carica elettrica al resto della pianta. Basta collegare una specie di presa al tronco e il gioco è fatto. Da qui a immaginare foreste con prese che spuntano ovunque e miriadi di smartphone attaccati a succhiare energia anche dagli alberi è un attimo, come sognare di illuminare la propria casa con l’oleandro sul terrazzo o usare i parchi per rifornire di energia elettrica le città.    Hundertwasser, Termal Village Blumau, Styria, Austria, 1993....