Arcobaleno

A volte compare tra Messina e Reggio Calabria, per prendersi gioco di chi vorrebbe un brutto ponte, là in mezzo. Eccolo, il ponte, è dato in natura, fatto di sette colori: che poi, tutti e sette chi li ha visti mai? Io però una volta ho imbrogliato di sì, mi sentivo troppo stupida a dire sempre di no, come fosse un mio difetto della vista. Invece erano quattro, massimo cinque, ma brillavano molto.

A volte compare tra i palazzi brutti di Messina, dalle parti di Maregrosso, un quartiere della città che è poesia già nel nome.

 

A volte ripenso a quando mia nonna mi raccontava quella favola dove c'era una pentola d'oro ai piedi dell'arcobaleno, e mi chiedo dove sono i piedi, dove sono le scarpe. Dietro quali edifici, su quale delle due sponde. Mi chiedo se l'arcobaleno, almeno lui con le sue radici invisibili, unisce come uniscono le illusioni. È un'immagine imperfetta e sbiadita, lestissima nel suo scomparire magico - un po' imbrogliona, un po' antica. Dove sono i piedi? Prima o poi mi ci metto in cammino, mi ci metto d'impegno. 

@ Mara Cerri

Se continuiamo a tenere vivo questo spazio è grazie a te. Anche un solo euro per noi significa molto. Torna presto a leggerci e SOSTIENI DOPPIOZERO