Mantide Religiosa

Quella mattina in periferia la mantide si aggirava sulla pista ciclabile. Accovacciatomi davanti ad essa, si bloccò immobile fissandomi. Poggiai la macchina fotografica a terra, tra noi c’era un metro di distanza esatto; l’ho potuto leggere nella scala metrica impressa sul pomellino che regola il movimento avanti-indietro dell’obiettivo. Un metro è la distanza minima che devo tenere tra la mia fotocamera e un qualsiasi soggetto affinché possa metterlo a fuoco.

Fu essa ad accorgersi dell’uomo sul fondo in arrivo verso di noi, girando la testa e rimanendo piantata col corpo nella posizione iniziale. La mantide lo seguì con lo sguardo, lo stavo sperimentando in quel momento. Fu allora che scattai l’ultima foto a disposizione nel rullo di pellicola. Riuscii anche a fotografarla tre volte mentre ancora fissava me.

 

Gli antichi diffidavano del suo sguardo. Rimando però a chi voglia, di leggere altrove le leggende su questo insetto.

Così come le letture sul Tang Lang Quan: lo stile del kung fu che prende ispirazione dalla sua postura e dal colpo micidiale che sferra con le zampe anteriori; così come rimando a propri approfondimenti le associazioni in campo psicanalitico tra essa e la vagina dentata (derivanti dal fatto che la mantide divori il maschio dopo o durante il coito).

Vorrei dire invece, offrendo al lettore qualche cenno di entomologia, che la mantide raggiunge l’età adulta in tre, quattro mesi dalla primavera. Dopo questa vita iniziale, la sua esistenza può durare per un periodo pari al primo ciclo di vita; al massimo arriva a ottobre il maschio e fino a novembre la femmina, dopo che ha deposto l’ultima ooteca. Rari i casi in cui protrae la vita fino a inverno inoltrato.

 

Ho scattato questa fotografia il 17 ottobre e pare che la mantide religiosa ritratta sia una femmina, ancora di un bel verde acceso. Perciò mentre scrivo starà vivendo il suo ultimo mese di esistenza in questa terra a sud di Milano. Quando uscirà questo pezzo su Fotogiornale, probabilmente di essa rimarrà soltanto l’istantanea che vi sto mostrando, più le altre tre nei provini del mio archivio.

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