Scienze

Gli umili fiori dei boschi / Il trasformismo dei ciclamini

Come le viole dei campi, i ciclamini sono gli umili fiori dei boschi. Come quelle, reclinano il capo, non per modestia ma per diffidenza: almeno così azzarda la simbologia applicata al regno vegetale, forse per via del tubero velenosetto, saturo di saponine ma ghiotto boccone per i grifi suini, donde il didascalico nome popolare di panporcino. Anch’essi han battezzato un colore che, ciclicamente (l’avverbio è quanto mai pertinente), torna a tingere gli outfit femminili, specie d’estate quando il più profumato della famiglia, il Cyclamen purpurascens o Ciclamino delle Alpi, accende l’ombra del sottobosco.      Quel che più mi sorprende di questa piccola erbacea perenne, imparentata con le Primule, è il miracolo di trasformismo e d’ingegneria botanica di cui è capace. Chi...

Salvus / Salvia, salvatrice!

Non preserva dalla peste bubbonica, benché probabile protagonista del bouquet di «erbe odorifere» che alcuni fiorentini portavano sotto il naso per cercare scampo alla «pestifera mortalità» del 1348: «andavano attorno, portando nelle mani chi fiori, chi erbe odorifere e chi diverse maniere di spezierie, estimando essere ottima cosa il cerebro con cotali odori confortare» (Decameron, Introduzione, 24).  Certo è che della salvia Boccaccio fa materia di novella per la giornata degli amori infelici dove, per paradosso, è causa di morte:   Era in quella parte del giardino, dove Pasquino e la Simona andati se ne erano, un grandissimo e bel cesto di salvia; a piè della quale postisi a sedere e gran pezza sollazzatosi insieme, e molto avendo ragionato d’una merenda che in quello orto ad...

Blu in giardino / Ceanothus

Ah, che noia la mania del bianco assoluto! Negli arredi di casa: bianchi i divani, le lampade, i piatti; anche i libri, se mai ce ne fossero, solo con la costola bianca. E nei fiori: sul terrazzo bianchi i lillà, le ortensie e gli agapanto; recisi, nei vasi gli iris, le rose, i tulipani, i gigli sempre in candida livrea. Da quando Vita Sackwille-West, con il marito Sir Harold Nicolson, realizzò nel giardino del Castello di Sissinghurst nel Kent la room del suo White Garden, le essenze color latte sono divenute segno distintivo di eleganza e raffinatezza. E di snobismo floreale. Ma a Sissinghurst molte sono le stanze a tema, e quella bianca trova il suo senso, oltre che nella varietà dei verdi, nel dialogo con le adiacenti dai colori anche accesi, accostati con sapienza....

Non vuole eccessi / Aglio

Come in cucina anche in giardino c’è chi dell’aglio non ne vuol sapere. Il suo potere anti vampiri non basta a renderlo amico, nemmeno quando si tratta delle più comuni zanzare, succhia sangue estive. Le sue salutifere virtù non sempre gli conquistano un posto d’onore sulle mense: si sa, non favorisce i tête à tête. Già Orazio nel terzo Epodo, dopo averlo definito «più terribile della cicuta», augura al «burlone» Mecenate, qualora imbandisca un’altra volta la mefitica focaccia, che la ragazza ripari il suo bacio con la mano, e vada a sedersi all’altro capo del letto: «manum puella savio opponat tuo, / extrema et in sponda cubet».    Dunque, perché un elogio dell’Allium come presenza irrinunciabile nelle nostre aiuole (e nelle nostre ricette)? Potremmo cavarcela con l’...

Il sole / Biografia di una stella speciale

La nostra galassia, la Via Lattea, contiene centinaia di miliardi di stelle, e nell'Universo ci sono centinaia di miliardi di galassie. È ragionevole credere che il Sole sia una stella speciale? Lucie Green, fisica e divulgatrice scientifica, già ricercatrice presso il Mullard Space Science Laboratory dell'University College di Londra, ne è sicura e spiega perché nel saggio Viaggio al centro del Sole (il Saggiatore), e riesce a tenere avvinto il lettore fino alla fine delle sue quasi trecento pagine, nonostante la complessità dell'argomento.  Non c'è dubbio che per noi il Sole sia una stella speciale e unica. Se fosse anche solo di poco diverso da come è, o se fosse soltanto un poco più vicino o più lontano, non saremmo neppure comparsi; viviamo grazie a lui. Lo avevamo capito ben...

La morte del grande astrofisico britannico / Stephen Hawking e l’intelligenza artificiale

La morte del grande astrofisico britannico Stephen Hawking ha avuto una vastissima eco anche sulla stampa non specializzata, che ha ricordato, in termini generici ma suggestivi, le conquiste scientifiche del grande studioso. Non c’è dubbio che alla sua eccezionale popolarità abbia contribuito anche la gravissima invalidità, che da un certo momento in poi gli ha impedito di muovere tutti i muscoli del corpo e perfino di parlare. Hawking riusciva a comunicare con l’esterno grazie a un raffinato software, dunque grazie all’intelligenza artificiale (IA). Tuttavia, nonostante il beneficio decisivo ottenuto da questa tecnologia, lo scienziato aveva una visione lucidissima non solo dei vantaggi ma anche dei rischi che potrebbe comportare uno sviluppo eccessivo dell’IA.    Già settant’...

François Xavier Bon de Saint Hilaire Ferdinando Marsili / Coralli e rinunce

Coralli policromi. Ci sono due modi di darsi alla scienza: esaminando i suoi enunciati, oppure guardando alla vita delle persone che li hanno pensati. Nel primo caso avremo accesso al dietro le quinte di quel grande teatro che chiamiamo “Natura”, nel secondo potremo scoprire verità sconcertanti su noi stessi.  Ricco di disadattati, lunatici, figli di streghe, parenti di eretici, e ancora di entusiasti, perseguitati, oltraggiati e perdenti, il vasto almanacco di uomini e donne che hanno fatto la scienza si presta a offrire casi illuminanti di vite insospettabili: esempi autorevoli da cui prendere le mosse per esaminare qualcosa di quel vasto mondo che costituisce il nostro io profondo.  Vi sono storie per ogni eventualità. Ognuno potrà trovare quelle a sé più congeniali. Geni...

Galanthus e Leucojum su un prato umido per il disgelo / I gemelli della neve

Intirizziti e tremuli i bucaneve hanno in natura la grazia speciale dei piccoli intrepidi. Tra gennaio e febbraio spuntano candidi, e paiono giocare coi fiocchi mulinanti del nevischio, rafforzarsi al vento di tramontana, trarre linfa dal gelo che ai crochi intempestivi strazia le corolle.     I Galanthus nivalis, questo il loro nome scientifico, sono bulbose appartenenti alla famiglia delle Amaryllidaceae, che ogni anno si profondono in coppie fogliari nastriformi alla base di un breve scapo dal fiore solitario, il cui peduncolo ricurvo è avvolto in una spata traslucida. Il perigonio (cioè l’involucro floreale senza distinzione tra calice e corolla) è formato da sei tepali bianchi, i tre esterni hanno forma ovata e sono lunghi il doppio dei tre interni, differenziati anche dal...

Processi creativi e basi cognitive / Biologia della letteratura

Nella breve ma intensa storia della teoria della letteratura coesistono – ora fronteggiandosi, ora avvicendandosi – spinte verso l’astrazione e spinte verso la concretezza. Con ogni evidenza, nella fase attuale sono queste ultime a prevalere. In uno dei più importanti contributi recenti alla ricerca narratologica, Marco Caracciolo ha parlato di un «approccio E» (E-approach), dove «E» sta per embodied, enactive, embedded, engaged (The Experientiality of Narrative, De Gruyter, Berlin 2014). L’esperienza letteraria si cala nella realtà corporea: s’incarna, s’incastona nell’empiria, s’intreccia con l’azione; si vuole implicata, interessata, coinvolta. A seconda dei casi gli studiosi possono proporre orizzonti relazionali diversi, ma le varie prospettive convergono nella dimensione del...

La dorata parmelia / Licheni

Forse per un residuale tic scolastico della biologia mandata a memoria, li nominiamo sempre insieme: muschi e licheni. È vero, fanno parte dei vegetali cosiddetti inferiori, i più primitivi. Sono privi di organi riproduttivi visibili, quindi di fiori, tanto che Linneo li classificò tra le Crittògame; non hanno fusti, né vere foglie e radici, ma una struttura indifferenziata detta tallo, che li immette di diritto tra le Tallòfite, tassonomia oggi preferita. Da come il tallo aderisce al supporto che s’è scelto vengono anche le distinzioni morfologiche: licheni crostosi, fogliosi, fruticosi, composti. Ma, per il ripasso didattico basta così.     Va solo aggiunto che i licheni non hanno alcun bisogno di accompagnarsi ai muschi, anzi. Sono già una coppia di fatto, e ben consolidata...

Riduzionismo / Un ponte tra arte e neuroscienze

Il mai del tutto superato dibattito sulle presunte differenze che intercorrono tra l’arte e la scienza, inerenti tanto le loro pratiche metodologiche quanto le loro finalità conoscitive, viene riproposto ogni qualvolta nuove conoscenze (in ambito scientifico) o nuove forme d’espressione (in ambito artistico) ne sollecitano l’attualità. Inopinatamente, in molti dibattiti, si prescinde dalla inconfutabile evidenza che il sapere è uno e che l’istituzione di un’incessante frammentazione della nostra conoscenza in una miriade di discipline sempre più specifiche è stata resa necessaria, da un lato, dai nostri limiti cognitivi e teoretici, e dall’altro lato dall’esigenza di poter esercitare un controllo sulla diffusione e l’efficacia delle conoscenze e delle competenze. Lo spiegava molto bene il...

Apprendimento, memoria, danza / L'intelligenza delle api

In questo volume, impegnativo ma appassionante (L’intelligenza delle api. Cosa possiamo imparare da loro, Cortina editore, p. 328, € 29), Menzel e il suo amico filosofo Eckoldt, raccontano le straordinarie capacità intellettive delle api attraverso la storia delle ricerche di Menzel e i suoi collaboratori: “L’obiettivo di questo libro è aprire le porte del laboratorio e rendere visibili (…) i processi che si svolgono nell’organismo delle api. (Getteremo inoltre)… uno sguardo sui modi di procedere delle scienze naturali”. Nota bene, scienze naturali e non, riduttivamente, biologia o neurobiologia. Dopotutto il procedere sperimentale di Menzel è riduzionista, ma le “domande giuste”, alla base di ogni sperimentazione, scaturiscono da una visione ampia dell’organismo studiato, posto in...

Custodi / Muschi: non raccogliamoli!

Gli inglesi han fatto di necessità virtù, li conoscono e catalogano, e con l’umido velluto dei muschi creano beautiful garden corners di grande suggestione. I giapponesi, con centoventi specie diverse, han reso l’antico giardino di Saihoij a Kyoto il «tempio dei muschi».     Qui molli tappeti si stendono ai piedi degli aceri e dei bambù, coprono rocce sassi sentieri, e assecondano la quieta meditazione dei monaci. Noi invece ci ricordiamo dei muschi solo a Natale, per il presepe. O li pigliamo imbalsamati. Son di gran moda i muschi stabilizzati per decorare di soffice verde pareti di case e uffici. Lo chiamano green design, perfetto per chi, sempre di corsa, non ha tempo da dedicare alle piante. E poi, a chi affidarle durante le vacanze? La soluzione è chimica: glicerina al...

Quantità e qualità / Come pensano i chimici

Un giovane ingegnere di origine indiana, Guru Madhavan, che lavora per vari enti internazionali, ha pubblicato di recente un libro intitolato: Come pensano gli ingegneri, tradotto in italiano da Cortina. La cosa è particolarmente interessante anche dal momento che, come hanno scritto due docenti inglesi, Diego Gabetta e Steffen Hertog, autori di Ingegneri della Jihad (Università Bocconi Editore), i gruppi di fondamentalisti islamici sono composti in maggior parte da ingegneri e da personale di formazione tecnica (ne ho parlato qui). Gli ingegneri, sostiene Madhavan, “sono integratori capaci di prelevare idee da flussi di sapere e combinarli tra loro”.   Detto altrimenti, non esiste una cosa chiamata “ingegneria” senza l’aggettivo che la definisce – almeno cinquanta a stare stretti –...

Mindscapes / Psiche direzione mondo

È straordinario: mari e montagne, vallate e colline, spiagge e pianure… Quanti paesaggi in uno stesso sogno e quanti sconosciuti! Ci stupiamo della nostra capacità di creare mondi, scopriamo di avere una mente fantasmagorica che permette di viaggiare in lungo e in largo, la notte nella dimensione onirica, di giorno con l’immaginazione.   Se lo spazio del dentro “è lo spazio della nostra percezione primaria, quello delle nostre fantasticherie, delle nostre passioni” e appartiene a ognuno di noi, quello di fuori è comune a tutti, “è lo spazio in cui viviamo, per mezzo del quale siamo attirati al di fuori di noi stessi, quello in cui appunto si compie l’erosione della nostra vita, del nostro tempo e della nostra storia” ci dice Foucault. Ma lo spazio esterno, che pure possiede una sua...

Il racconto dei nostri geni / Breve storia di chiunque sia mai vissuto

Sono sempre stato affascinato dagli uomini di Neanderthal e tra letture e fantasie questi antichi abitatori della Terra mi hanno accompagnato negli anni. Ora, in questo libro, ho trovato una tale dovizia di informazioni su quelle enigmatiche creature che non mi stanco di leggerlo e rileggerlo. Nel 1856 furono scoperte nella valle di Neander, in Germania, alcune ossa fossilizzate che furono attribuite a un ominide non Homo sapiens, e questa identificazione segnò l’inizio effettivo della paleantropologia. Molti anni più tardi, nel 1997, si riuscì a estrarre da queste ossa quantità esigue di DNA, un DNA vecchio di decine di migliaia di anni: ebbe così inizio la paleogenetica, lo studio del DNA attraverso i millenni. Da questi studi si è potuto vedere ciò che era accaduto all’umanità durante...

Mark L. Winston, Il tempo delle api / Lezioni di vita dall’alveare

Di libri sulle api e sull’apicultura sono pieni gli scaffali delle biblioteche e non potrebbe essere diversamente perché sia l’insetto in sé, sia le sue società hanno sempre attratto l’attenzione dell’uomo. Il rapporto con le api e l’utilizzo dei suoi prodotti risalgono dalla notte dei tempi: già le figure sulle pareti delle grotte preistoriche dimostrano che le pratiche per sfruttare questi insetti non erano poi così diverse da quelle usate oggi dalle varie popolazioni. Cosa quindi può aggiungere di nuovo un altro libro su questo insetto?    10.000 anni fa, nello Zimbawe, era già in uso il sistema della fumigazione dell’arnia. Cueva de la Arana, Bicorp, Spagna. Pittura rupestre di 8000 anni fa. Un uomo raccoglie il miele. Mark Winston è un ricercatore canadese, professore...

Esperimenti / Scienziati pazzi

C’è un passo nel secondo libro del De divinatione in cui Cicerone scrive nihil tam absurde dici potest quod non dicatur ab aliquo philosophorum, ossia non esiste niente di così assurdo che non sia stato detto da un filosofo. È una frase che mi è venuta in mente leggendo questo gustoso Scienziati pazzi di Luigi Garlaschelli e Alessandra Carrer, una carrellata mozzafiato che passa in rassegna “un numero sterminato di esperimenti davvero folli, divertenti e incredibili” lunga centottantatré pagine. La figura dello scienziato pazzo, il maniaco perennemente chiuso nel suo laboratorio, tra macchinari misteriosi e sinistri, con la chioma scarmigliata e gli occhi allucinati, non è solo un personaggio da film, ma gode di esistenza reale. Forse oggi nell’immaginario collettivo la sua figura è...

Archiearis parthenias / Una rara falena a volo diurno

Era stato, come sempre, un inverno freddo, ma non gelido e, come sempre, si attendevano con ansia le gradevoli giornate del mese di marzo per le prime sortite sotto il sole tiepido di fine inverno alla ricerca di qualche insetto e soprattutto delle vanesse che svernano dove possono e, non appena la temperatura sale a livelli accettabili, escono felici con il loro volo planante ed elegantissimo. Ogni anno si seguiva questa routine che serviva anche a sgranchire gli arti dopo il letargo tanto detestato e a sferrare qualche volée con il retino riacquisendo quella dimestichezza perduta al freddo del grigio inverno. Si saliva a volte sui colli vicini, nella zona detta “Terre rosse”, un ambiente incontaminato e silenzioso dove il rosso e l’ocra del suolo argilloso si confondono e si mescolano...

I progressi della cosmologia ci lasciano senza ormeggi / Mappare l'universo per resistere al nulla

Come nasce una nuova teoria scientifica? In che modo si sviluppa e si diffonde fino a essere accolta dalla comunità scientifica anche quando scardina certezze e visioni consolidate del mondo? Sono questi gli interrogativi a cui vuole rispondere l'astrofisica e cosmologa Priyamvada Natarajan, nel saggio L'esplorazione dell'universo (Bollati Boringhieri). Lo fa, avverte, partendo da due osservazioni: la prima è che la più antica tra le discipline scientifiche, la cosmologia, dà forma alla nostra idea del mondo e del posto che occupiamo nell'Universo; la seconda è che, come ogni attività umana, la scienza «non è priva di soggettività», pertanto è soggetta a errori, pregiudizi, ambizioni personali, amicizie e inimicizie. Richard Feynman, Nobel per la fisica nel 1965, affermava che ogni grande...

Con il tempo e con la paglia... / Nespolo

«Poi quando viene l’autunno, l’ultimo profumo è quello dolce e amaro dei nespoli giapponesi» ricorda Giulia, la protagonista femminile del romanzo di Riccardo Bacchelli Una passione coniugale (1930). Chi ha un nespolo del Giappone in giardino (Eriobotrya japonica) sa che questa è una memoria stagionale e olfattiva netta, definita. È quel sentore amarognolo di mandorle che guida le api all’ultimo ricco bottino.  Quando per i fruttiferi è tempo di raccolto, il nespolo giapponese fiorisce: rigide, bronzee pannocchie lanose e dense di piccoli fiori chiari si ergono all’apice dei rami, spiccano sulle lunghe lance delle foglie, lucide, coriacee e persistenti, tomentose anch’esse nel verso e nel picciolo breve. I gialli pomi maturano in primavera: poco meno grandi di un uovo, contengono tre...

7 novembre 1867 - 7 novembre 2017 / Marie Curie. Radio e Polonio

Una volta un'amica mi raccontò di un collega (maschio) che entrato in una stanza dove si trovavano sei colleghe (femmine) domandò: "Ah siete sole?". "No", rispose una di loro, "te sei solo, noi siamo sei". L'aneddoto mi è sempre sembrato esilarante. E tragico: per lui intendo, poveretto. Come un ventriloquo che si ascolti uscire di bocca cose turche, quanto si sarà sentito stupido da uno a cento? Eppure facevano tutti e sette parte di una categoria composta non certo di stupidi ma anzi di cervelloni: erano infatti degli studiosi di fisica. Gente che avrà magari la testa tra le nuvole, ma dovrebbe saper contare. Invece il protagonista di questa scena, spinto da forze collettive a lui superiori, aveva cancellato perfino il ricordo del pallottoliere di fronte alle sei donne sole che lo...