Società

KUM! Festival ad Ancona / Metafisica dei vaccini

Un vaccino è un pezzetto di un certo vivente, inoculato in un altro vivente. Talvolta è un pezzetto di un essere che non sappiamo neppure se definire propriamente vivente o no. Come nel caso dei virus, che com’è noto detengono solo alcune delle caratteristiche che i biologi attribuiscono alla vita. In quel caso, un pezzetto di un essere che è situato ai confini tra il vivente e il non vivente viene inoculato in un vivente che invece tendiamo a pensare, simmetricamente, come il paradigma di ogni vivente, cioè noi stessi. Anche perché raramente vacciniamo essere viventi diversi da noi stessi, e vacciniamo cani, gatti, mucche, maiali, solo perché fanno parte della sfera dell’umano, e sono in qualche modo organi di quell’organismo più ampio che è l’organismo dell’umanità, o almeno di quel...

Arsan di Luciano Pantaleoni / Teste quadrate: paesaggio e carattere

Perché gli abitanti della provincia di Reggio Emilia, sono chiamati “teste quadre”? In dialetto: “Testi quedri”. Se lo chiede Luciano Pantaleoni in questo libro stretto e lungo, Arsan (Incontri Editrice, 2021), che indaga i reggiani attraverso proverbi, modi di dire, storie, canzoni e filastrocche. L’origine letteraria dell’espressione si troverebbe nel poema eroicomico La secchia rapita di Alessandro Tassoni, nel canto IV, dove si narra che i soldati reggiani catturati nel castello di Rubiera, terra di confine, sarebbero stati liberati solo dopo essere stati percossi con l’asta di Marte, ragione per cui la loro testa avrebbe assunto la forma quadrata. Il tutto risulta un dileggio sullo sfondo di un conflitto che oppose reggiani e modenesi intorno al 1201 riguardo l’uso delle acque del...

Un libro di Sabino Cassese / Intellettuali: quanto durerà la notte?

“L’Intellettuale può essere tragico perché, non lavorando, assomiglia al Signore. Però, nemmeno lotta e in questo assomiglia al Servo.” La frase hegeliana di Alexandre Kojève (tratta dalla sua Introduzione alla lettura di Hegel, le famose lezioni che egli tenne tra 1933 e 1939 davanti al tout Paris intellettuale dell’epoca) potrebbe essere utile introduzione al denso volumetto, Intellettuali, che Sabino Cassese ha scritto per Il Mulino nella bella collana ‘Parole controtempo’. Infatti potremmo dire con parole di oggi che l’intellettuale sta a metà strada tra l’élite del potere e la neoplebe lavorativa, in una condizione particolare di privilegio e insieme di subalternità. Ma anche di responsabilità. A inizio Novecento Simmel ne evidenziava la terzietà e l’imparzialità, e Weber...

Rapporto Coop 2021 / Gli italiani della post-pandemia

Da alcuni decenni, sono cresciute le nostre difficoltà di comprensione delle dinamiche di evoluzione della società. Lo sviluppo ipertrofico dei processi di globalizzazione e comunicazione ha reso infatti il mondo culturale e sociale contemporaneo sempre più complesso e difficile da capire. Così, le società occidentali contemporanee evidenziano spesso ai nostri occhi una natura incomprensibile e le persone che le abitano incontrano delle notevoli difficoltà nell’attribuire loro dei significati. Ma è possibile comunque mettere a punto e perfezionare degli strumenti in grado di consentirci d’illuminare almeno in parte i processi di cambiamento in corso. Degli strumenti d’analisi cioè, i quali possano consentire alle persone di orientarsi in maniera efficace rispetto alle dinamiche evolutive...

Parisi: la fisica per salvare il Pianeta

Prima che il conferimento del premio Nobel lo portasse alla ribalta, Giorgio Parisi aveva ricevuto nel 1992 un altro premio, per alcuni versi ancor più significativo, quello dedicato a Ludwig Boltzmann, il fisico tedesco strenuo difensore dell’atomismo, morto suicida nel 1906. Oltre ad aver dato fondamentali contributi nell’ambito della termodinamica, Boltzmann aveva aperto promosso, insieme a J. W. Gibbs, lo sviluppo della meccanica statistica, lo studio cioè dei fenomeni che coinvolgono grandi numeri, insiemi composti da una molteplicità di elementi in interazione, come le molecole di un gas. Non potendo determinare le singole traiettorie delle molteplici particelle che formano un sistema complesso, si deve ricorrere a metodi probabilistici, un lavoro che ha ricevuto contributi...

Lavoro culturale e occupazione / Papa Francesco, Maggiani e i lavoratori della cultura

Il papa e lo scrittore   “Vale la pena di produrre la bellezza grazie agli schiavi?” Se lo è chiesto Maurizio Maggiani il 27 luglio 2021 su “la Repubblica”, interrogandosi sulla filiera produttiva dei suoi libri. Al “gentile signor Maggiani” ha risposto con una lettera aperta Papa Francesco, il 12 agosto: “Lo avevamo visto durante il lockdown, quando tanti di noi hanno scoperto che dietro il cibo che continuava ad arrivare sulle nostre tavole c'erano centinaia di migliaia di braccianti privi di diritti: invisibili e ultimi – benché primi! – gradini di una filiera che per procurare cibo privava molti del pane di un lavoro degno”.  Nella sua autocritica, lo scrittore introduceva un’aggravante a proprio carico: “Magari sono stati degli schiavi a stampare tutti quanti i miei...

Un sistema scolastico per il XXI secolo / Una scuola di prima classe

Il rapporto scritto da Jacques Delors (1996) e Education at glance dell’OCSE (2002) costituiscono due tappe significative dell’interesse maturato da una corposa letteratura economica nei confronti dei sistemi educativi. All’istruzione è attribuita, infatti, una lunga serie di benefici sociali ed economici sulla base di numerose ricerche che hanno documentato come un buon livello di alfabetizzazione rafforzi la coesione sociale e la partecipazione democratica (vedi qui) nonché l’assimilazione delle tecnologie, l’adattamento ai processi produttivi e lo sviluppo delle abilità tecniche che contribuiscono alla crescita dell’economia. Non sorprende – osserva Federica Cornali – che le raccomandazioni per il miglioramento dei sistemi d’istruzione, il rafforzamento dell’inclusione scolastica e l’...

Il nuovo libro di Lawrence Wright / Covid: potevamo evitarlo?

La storia si sa come va perché ci siamo dentro. Eppure questo è un libro che fa male al cuore. L’anno della peste, il nuovo lavoro di Lawrence Wright, è un racconto appassionato della pandemia e dei suoi retroscena che fin dalle prime pagine si presenta per ciò che è: un catalogo di occasioni mancate, incompetenze, lutti. Il resoconto di un fallimento che in retrospettiva appare ancora più incredibile perché era già tutto scritto – nel senso più letterale del termine.  È impossibile leggere L’anno della peste – L'America, il mondo e la tragedia Covid, da poco in traduzione italiana a ridosso dall’uscita negli Stati Uniti (NR edizioni, trad. Paola Peduzzi, 349 pp.), senza ricordare che proprio Wright, uno dei migliori giornalisti d’inchiesta statunitensi, aveva dedicato il suo ultimo...

Una nuova solitudine / Facebook: l'inchiesta finale

Due libri, di cui si consiglia una proficua lettura parallela, conducono nello strapotere di Facebook e ne analizzano l'influenza, fino a qualificare questa app, rappresentativa perché nata prima degli altri social network, come uno dei responsabili di un risvolto sociologico, la solitudine, che sta diventando un preoccupante problema della nostra epoca. Facebook: l'inchiesta finale (Einaudi, 2021) è il libro di Sheera Frenkel e Cecilia Kang che riunisce i reportage delle due giornaliste statunitensi, scritti per il New York Times, sull'ingerenza della Russia nelle elezioni americane del trionfo trumpiano. Il secolo della solitudine, dell'inglese Noreena Hertz (Il Saggiatore, 2021), è invece l'analisi dettagliata dell'isolamento a tutti i livelli creato dal nuovo capitalismo digitale, che...

Ottant'anni / Bossi: la solitudine del vitellone

Nel 1991 Umberto Bossi è stato eletto da quattro anni senatore della Repubblica quando oltre Manica, forse memori dell’indipendentismo irlandese, s’accorgono di questo cinquantenne che si è già fatto notare per i suoi modi inusuali e per le sue espressioni verbali accese in comizi vari. Così un giornale inglese chiede al fotografo della Magnum Ferdinando Scianna di realizzare un servizio sul Senatùr di Varese. Scianna va nella città lombarda per incontrarlo nella sede del movimento autonomista. È nato a Bagheria e da anni vive in Lombardia, a Milano. Niente di più lontano dalla sua cultura di questo esagitato politico dai toni irriguardosi e provocatori: “Roma ladrona”, “Forza Etna” scrivono i militanti leghisti sui viadotti e sui piloni delle autostrade e superstrade. Allora la Lega, che...

Volta per volta, caso per caso / Principianti, competenti, esperti

La competenza, questa sconosciuta. Se si tratta, con buona probabilità, di una delle questioni più discusse negli ultimi anni – in campo scientifico come politico, medico e mediatico, artistico e tecnologico – è proprio perché, alla fine, non abbiamo le idee chiare su che cosa essa effettivamente sia, come funzioni, che cosa significhi, come la si acquisisca. Sappiamo che l’expertise è uno strumento simbolico di potere, rimpallato fra forze opposte in campo, rivendicato di continuo dagli uni e parallelamente dileggiato dagli altri. Ma non sappiamo esattamente perché lo sia, né dunque come poter sedare gli animi, dando agli esperti quel che è degli esperti e ai dilettanti il brio per dilettarsi ancora.   Certo è che, in ogni caso, la pandemia non ha fatto che accentuare i conflitti in...

Covid-19 / Leggere in carcere

Ho sempre pensato che il carcere fosse un luogo molto compatibile con la lettura, visto il molto tempo a disposizione e le poche distrazioni. Ho capito che non è esattamente così quando ho cominciato a lavorarci. Di tempo ce n’è effettivamente tanto, tantissimo, addirittura troppo, ma mentre nella vita quotidiana è spesso la mancanza di tempo a impedire o rallentare le nostre letture, in carcere sono altre le cose che mancano. Innanzitutto il silenzio, sia dentro le celle, dove i detenuti vivono perlopiù insieme, in spazi angusti, spesso con il televisore sempre acceso e con ritmi imposti da una convivenza forzata che livella le esigenze di ciascuno; sia fuori, nei bracci delle sezioni, dove sbattono porte e blindi, rimbombano i carrelli metallici che trasportano il cibo o la biancheria...

Il caso Potenzoni / Un uomo vago

Nell’anamnesi di persone mentalmente disturbate esiste sempre la possibilità di una fuga concreta, di una sparizione dalla vita quotidiana. A volte succede per periodi brevi, a causa di un’amnesia dissociativa; a volte per intervalli più lunghi, se subentrano disturbi degenerativi. In certi casi la persona viene ritrovata, smarrita e confusa, in luoghi pubblici come stazioni, metrò, supermercati, e internata in qualche struttura psichiatrica; non sono infrequenti fughe psicogene dove il fuggitivo segue ossessivamente le figure del suo delirio e si ritrova in posti che ha solo immaginato e che simboleggiano un sogno utopico di libertà; oppure, in alcuni disturbi dell’identità, perde i suoi documenti, cercando in modo paradossale un io alternativo. Sparire non è un atto volontario, ma un...

TOCATÌ / Tocatì. Tutti in gioco

Tutti gli anni, a settembre, per alcuni giorni, un’intera città, Verona, si mette a giocare. Per strada, lungo il fiume, in slarghi e piazze, sui marciapiedi, decine di migliaia di persone, piccole e grandi, convergono nella città scaligera per partecipare a Tocatì, Festival Internazionale dei Giochi in Strada (quest’anno dal 17 al 19 settembre). Tutti a giocare, tutti in gioco. E tutti i giochi, tutti per gioco. E non solo giochi, ma anche spettacoli, convegni, presentazione di libri, esposizioni, incontri, musiche e danze.   Nato nel 2003 da un progetto dell’“Associazione Giochi Antichi” con lo scopo di valorizzare il gioco tradizionale e trasmettere le tradizioni millenarie che caratterizzano i popoli, nel corso degli anni è divento un punto di riferimento mondiale per tutti...

TOCATÌ / Cibo e gioco: dilettanti in cucina

Mai giocare col cibo, dileggiarlo, riderci su. Mangiare – e men che meno cucinare – è una faccenda tanto vitale per il corpo quanto corroborante per la mente, la cognizione, la cultura. Dunque sacra. Ingoiamo – e ancor prima prepariamo – bocconi e pietanze, calorie e manicaretti, e con essi altrettanti segni, simboli, significati: cose che, costituendoci nel fisico, e trasformandoci nello spirito, parlano di noi, ci rappresentano, ci danno una prima basilare idea di quella che è la nostra più intima autocoscienza, individuale come sociale. Nulla di più lontano, dunque, dall’attività ludica, da quel fare disinteressato che è lo spasso fine a se stesso.  Quante volte lo abbiamo sentito ripetere, silenziosamente suggerire, pensosamente declamare? Si tratta, difatti, del più trito luogo...

Il Nobel per la letteratura 2021 / Abdulrazak Gurnah o delle memorie fluttuanti

Tra il 1995 e il 2005, Garzanti ha pubblicato tre romanzi di Abdulrazak Gurnah. La casa editrice, prima che ci arrivassimo Gianandrea Piccioli e io, aveva pubblicato tra l'altro I figli della mezzanotte di Salman Rushdie (1984) e i romanzi di Michael Ondaatje, ma anche Io venditore di elefanti (1990), in cui Pap Khouma racconta il suo approdo dal Senegal alla Francia all'Italia (di recente Pap ha tradotto la Divina Commedia in wolof...). Nel 1994 Paradise era stato selezionato per il Booker Prize e per il Whitbread Prize; in Inghilterra Gurnah aveva un ottimo agente, oltre a insegnare letteratura inglese e postcoloniale all'Università del Kent. A ispirare la sua narrativa c'erano un'esperienza e una motivazione autobiografiche: anche lui aveva un passato da rifugiato, come decine e decine...

Giorgio Parisi e la complessità dell’ordine

Nello studio della fisica classica il ricorso ad esempi conta su uno spettro limitato: la caduta di un grave, lo scontro tra palle sulla tavola da biliardo, la pallina da tennis che colpisce il muro. Al netto di una fantasia ridotta, che risponde in primo luogo al bisogno immediato di una scena di vita minima cui possano associarsi informazioni complicate, questi esempi raffigurano con efficacia le caratteristiche di un sistema semplice: date certe condizioni iniziali, il sistema composto da quell’unica entità evolve secondo una data traiettoria. La fisica è lo strumento che consente di predire quella traiettoria mediante equazioni differenziali. A tal fine, gli elementi richiesti sono la posizione e la velocità iniziali del sistema d’interesse, oltre alla risultante delle forze che su di...

Fabriano Fabbri: arte e stile / La carta astrale della moda

La moda è un universo di senso complesso, basato su un modello ciclico che oscilla tra espansioni e ritrazioni. Così come nell'universo comunemente inteso, la moda ingloba diverse materie, energie e corpi che percorrono traiettorie differenti, anche se vicine nello spazio e nel tempo. In La moda contemporanea II. Arte e stile dagli anni Sessanta alle ultime tendenze (Einaudi 2021), Fabriano Fabbri sostanzia questa metafora cosmologica asservendola a un metodo di analisi strutturato sullo “strumento della generazione” ideato dal suo maestro Renato Barilli (cfr. Intervista a D.it - la Repubblica).    Per srotolare, spiegare, il tutt’uno della moda contemporanea ‒ attorcigliatasi su sé stessa nel corso dei decenni ‒ Fabbri propone una classificazione kepleriana degli stilisti a...

Musei dell'Est (2) / Lo charme della Repubblica Popolare Polacca

Così recita uno degli appellativi che hanno caratterizzato nei suoi non molti anni di vita l’attuale Muzeum Życia w PRL (Museo della vita nella RPP), altrimenti noto (per il pubblico anglofono di turisti) come Museum of Communism. Ma arriveremo gradualmente a dissertare delle sue denominazioni. Il caso mi ha portato in Polonia per visitare questo museo di domenica, domenica 1° agosto 2021, per la precisione. Sei ore di treno diretto (ferrovie polacche) che separano Berlino da Varsavia e poi il primo impatto con la città. Appena fuori dalla stazione centrale il benvenuto mi fu dato proprio dalla gigantesca mole “comunista” di un grattacielo staliniano, il Pałac Kultury i Nauki imienia Józefa Stalina (Palazzo della cultura e della scienza intitolato a Iosif Stalin). Costruito tra il 1952 e...

Storia d'Italia attraverso i sentimenti (16) / Molti sogni per le strade

Accade talvolta che poche parole, e le immagini che quelle parole evocano, stringano in sintesi un’intera epoca. È il caso del titolo del film di Mario Camerini del 1948: “Molti sogni per le strade”. Dopo le fonde notti degli anni di guerra, e i neri incubi che le hanno inquietate, gli italiani ricominciano a sognare. Dino Buzzati rievoca l’euforia travolgente, l’onirico visibilio, dei giorni che seguono alla Liberazione: “Tutti sono diventati pazzi, ridono, si abbracciano. Ricominciamo a dire domani, a dimenticare la morte”.  Questo è lo stato del Paese, e il subbuglio dei suoi sentimenti. Larve di desideri attraversano le strade, prendendo d’assedio le mura dell’indigenza quotidianamente sofferta. Le incrinano. L’Italia è ancora inchiodata al cumulo delle sue rovine, i corpi si...

Giochi / "Falli di gioco" e "fallacci"

"Bisogna saper perdere"   "Competition is competition": la maliziosa tautologia raggiunse il microfono teso da un telecronista dopo essere passata dalla fenditura del largo sorriso di Romano Prodi. L'occasione era elettorale: una lista prodiana avrebbe fatto concorrenza a certi suoi tradizionali alleati e con quella dichiarazione Prodi ricordava che nella circostanza della gara non si conoscono fratelli e sorelle, le amicizie si sospendono, l'unica deroga è ammessa per chi affronta qualcuno che è tanto debole nel gioco e fragile nell'equilibrio psicologico da rendere opportuno favorirlo surrettiziamente. Ma si sta parlando di bambini piccoli.  Sono stato bambino ma non ho mai potuto sospettare che in quegli stessi anni in cui io lo ero nuove tendenze pedagogiche (rimaste poi...

Vent'anni dopo / Tempo penultimo

Sedici anni fa ho pubblicato un piccolo libretto intitolato Crolli presso l’editore Einaudi. Riguardava la lettura di quanto era accaduto nell’arte e nella letteratura tra il 1989 e il 2001, anno dell’attacco alla Twin Towers di New York. Buona parte di quel testo è stato poi incluso in un volume più ampio, L’età dell’estremismo, pubblicato da Guanda nel 2014, che conteneva una riflessione ulteriore su quanto era accaduto dopo il crollo delle Torri; ricercava le cause degli eventi accaduti allora nel periodo anteriore agli anni Ottanta sempre ponendo attenzione alla letteratura, all’arte e alla filosofia. Poi è venuto un piccolo libro intitolato Chi sono i terroristi suicidi? (2017), che analizzava le vicende del terrorismo islamico, una raccolta di brevi interventi apparsi sulle pagine...