Società

Venezia / Riavvolgendo il nastro dell’acqua

Piove senza sosta in questo lunedì notte e la luna non è più piena, le maree si stanno normalizzando, la nostra casa pure si sta normalizzando con grande lentezza e fatica, Venezia ancora in ginocchio prova a rialzarsi. Abbiamo imparato tanto, abbiamo imparato a stare in due con cane in un letto stretto e la marea attorno a 187 cm, abbiamo toccato con mano una grande solidarietà ed empatia con amici e conoscenti, abbiamo capito che spalare acqua cantando con amiche e amici è un evento di bellezza eccezionale altro che marea, che prima dopo e durante c’è sempre chi allunga un sorriso o una torta. Che non sappiamo quante energie ci restano, ma sappiamo che a Venezia restiamo.   Oggi è lunedì, siamo tornati ognuno al rispettivo lavoro per poi correre a casa a continuare a pulire e...

Cile, Turchia e oltre / La guerra contro le donne. Ultime notizie

In Cile   Riceviamo un medium vocale:   “Desidero inviarvi questo comunicato che spiega la situazione in Cile, che non stanno comunicando nei mezzi di comunicazione ufficiale: i militari, a Santiago, senza controllo, hanno sparato a civili, a giovani manifestanti. In maniera illegale, stanno torturando diverse persone, in luoghi provvisori, nelle stazioni metropolitane che sono state attaccate e incendiate. Sono scomparse molte persone, sono state violentate donne, senza controllo. È una cosa programmata dal governo per mettere in ginocchio questo paese… i disordini sono stati fatti da professionisti, organizzati dal governo. C’è un programma forte di prova, su una nazione come il Cile, che ha enormi risorse ed è in pieno sviluppo, per mettere in ginocchio il popolo, ma il...

La scuola al tempo della paura / "La scuola è politica”

Ventuno voci ordinate secondo le lettere dell’alfabeto, da Adulti a Zero, lunghe non più di cinque pagine, formano l’opera collettanea La scuola è politica. Abbecedario laico, popolare e democratico. Il testo non intende essere un dizionario ragionato sull’istruzione, come si evince anche dalla scelta di non produrre alcuna bibliografia al termine di ciascun lemma. Piuttosto gli autori propongono una tesi forte sul compito e la funzione della scuola nella società ipercomunicativa attraverso la selezione di cosa sia urgente discutere. Alternando scrittura saggistica e narrativa, riflessione teorica e esperienze personali vissute sul campo, Simone Giusti e Giusi Marchetta (in qualità di docenti) e Federico Batini e Vanessa Roghi (in qualità dei loro percorsi professionali aventi come...

Fotografare e guardare / Turismo

La cultura moderna si è da sempre caratterizzata per un forte orientamento verso il movimento. Cioè per la sua ferma volontà di promuovere gli spostamenti delle persone in tutte le loro forme. Anzi, come ha sostenuto il sociologo francese Rodolphe Christin nel recente volume Turismo di massa e usura del mondo (Elèuthera), nelle società contemporanee la mobilità viene addirittura considerata una garanzia di soddisfazione psicologica, un obbligo senza il quale non si può aspirare ad essere pienamente realizzati come esseri umani. Vale a dire che «la mobilità è diventata un fattore che dà efficacia alla propria performance esistenziale, è un modo per riempire la propria vita e realizzarne gli obiettivi, è un mezzo per conseguire la felicità personale e sociale e per materializzare i propri...

Cronaca di un’estinzione annunciata / Naomi Klein, Il mondo in fiamme

Fra tutti gli scenari possibili che ci aspettano da qui ai prossimi anni, il più improbabile, quello veramente fantascientifico, è che i pochi potenti della terra improvvisamente cambino atteggiamento e decidano di perdere potere e denaro in favore del resto dell’umanità. Nei fatti, questa è l’unica possibilità reale che la specie chiamata Homo Sapiens ha di evitare l’estinzione. Eppure è proprio questo lo scenario che spera di raggiungere chi da decenni si occupa e preoccupa delle magnifiche sorti e progressive dei Sapiens. Fra questi, una figura ben nota internazionalmente è Naomi Klein, autrice del best seller No logo che tanto scompiglio portò fra le agenzie di comunicazione nel 2000 e che ora esce con Il mondo in fiamme, contro il capitalismo per salvare il clima, uscito nel 2019 e...

La tomba di Franco / Scappare da Cuelgamuros

Era l'anno 1948 e due giovanissime nordamericane, neanche ventenni, Barbara Probst Solomon e Barbara Mailer, sorella di Norman Mailer (che aveva appena pubblicato Il nudo e il morto) aspettano in una macchina prestata dallo stesso scrittore nei pressi del Monastero dell'Escorial. Fuori c'è Paco Benet, il giovane antropologo fratello di Juan, l'autore fondativo che vent'anni dopo darà inizio alla nuova narrativa spagnola con Ritornerai a Región. Tutti e tre sono arrivati da Parigi, dove abitano e sono stati ingaggiati dalla antifranchista FUE (Federación Universitaria Escolar), organizzazione universitaria che era nata alla fine degli anni '20 contro la dittatura di Primo di Rivera e ora si stava riorganizzando, clandestina, a Madrid.   I tre giovani aspettano due studenti prigionieri...

Linguaggi, narrazioni e dinamiche interculturali / Un italiano a Seul

Oppa Gangnam style   Si chiama “mitopoiesi”, esiste da millenni come forma di affermazione dell’identità di culture e società: il modo migliore per contrastare un modello culturale egemone, una narrazione dominante, è con una storia che proponga un modello differente, ma soprattutto che sia una storia ancora più efficace del modello esistente (cfr. Furio Jesi). Se però le storie sono generate all’interno della medesima società, c’è il rischio che tutto rimanga bloccato in una dinamica fra cultura dominante, culture alternative e culture di opposizione (cfr. Raymond Williams). Il cambiamento è quindi solo illusorio, una apparente libertà che consente all’ideologia dominante di reprimere le idee veramente rivoluzionarie che potrebbero sovvertirne l’egemonia. Cosa c’entra questo con la...

Giappone / Kodoku-shi, la morte solitaria

Un settore di grande successo   Nell’estate del 2018 si è registrato in Giappone un caldo record, con temperature di oltre 40 gradi in diverse città. Mai così caldo da quando la nazione nipponica ha cominciato a farne statistiche nel 1946. Sotto quel clima rovente, però, c’è stato un settore che non si è mai fermato in tutta l’estate.    Questa professione si chiama in giapponese tokushu-seisō-gyōsha, detta per brevità tokusō, ovvero impresa di pulizia speciale. Si tratta di ripulire luoghi che sono stati teatro di incidenti o persino di omicidi. Ultimamente però la tokusō è molto richiesta per pulire case e appartamenti dove è avvenuta la cosiddetta kodoku-shi, la morte solitaria: i cadaveri vengono trovati, in genere molto tempo dopo il decesso, in condizioni inenarrabili...

Gilles Kepel / Caos in Medio Oriente: e l’Occidente?

L’arabista Gilles Kepel con il volume Uscire dal caos (Raffaello Cortina, 2019) ci spiega con ricco e informato dettaglio quanto sta accadendo ormai da quarant’anni in quel pezzo decisivo di mondo che sta tra Algeria e Pakistan, tra Yemen e Turchia giusto per dare le coordinate geografiche della grande estensione bellica che esso racchiude. Un bellum omnium contra omnes in cui tutti si combattono: all’inizio ormai lontano (tanto da sembrare un conflitto “locale”) arabi e israeliani, ma poi sunniti contro sciiti (la grande divisione di quel pezzo di mondo), e poi sunniti contro sunniti, monarchie del petrolio contro regime iraniano, infine jihad contro tutti – ma con il sostegno di molti tra gli attori in campo. E non sullo sfondo ma direttamente in scena le grandi potenze: gli Stati Uniti...

Indicativo presente / Infiltrarsi nell’opposizione

La sezione medie l’anno scorso apparteneva a un altro Istituto Comprensivo: alcune classi in un plesso, altre in un altro. Quest’anno hanno verticalizzato una scuola dell’infanzia e una primaria e ci ritroviamo in un quadrilatero imponente, in ristrutturazione, con un bellissimo giardino per ora interdetto da un cantiere aperto durante l’anno scolastico. Stanno rifacendo tetto e facciata. Durante le lezioni ogni tanto il gruista ha la mano pesante e sgancia i carichi di tonnellate invece di appoggiarli delicatamente sulla soletta. Sulla testa boati spaventosi. Una volta o due i ragazzi sono fuggiti fuori dall’aula, e non li ho rimproverati. All’ennesima ho segnalato al referente Sicurezza di chiedere al capocantiere di raccomandare al gruista uno sgancio più morbido, e le cose non sono...

Ricette immateriali / Erba cultura e paesaggio. Preboggion

La ricchezza e la varietà della cucina di Genova e del Levante ligure, cui la ricetta della quale parliamo appartiene, si basa generalmente su pochi o semplici ingredienti, spesso vegetali e “poveri”, ma nobilitati da una grande arte combinatoria. Non esiste una ricetta obbligata del preboggion, che con questo nome o sue varianti è diffuso perlomeno da Genova alla Riviera di Levante, ma anche in alcune zone dell’appenino parmense che con quest’ultima hanno una lunga storia di scambi, di migrazioni interne e stagionali. Mentre a Levante il termine indica «un misto di erbe di campo ove entrano anche rosolacci ancora non vegetativi, oltre a varietà d’insalate selvatiche» (come riportato nel dizionarietto genovese-italiano di A. Sismondi, in  G. Battista, G. Ratto, Cuciniera genovese,...

Viaggio in un paese diverso / L'Italia che resiste

C’è un’Italia che resiste, che resiste lungo la dorsale appenninica, nelle valli alpine, nei quartieri degradati delle città o nelle sue periferie indistinte. Sono piccoli esempi virtuosi che devono combattere contro la burocrazia di Stato, a volte contro la malapianta della criminalità, ma soprattutto sono nuclei vitali perché trasmettono un’idea di futuro possibile, un germe di speranza. Francesco Erbani, napoletano, cronista di lungo corso di ‘la Repubblica’, erede di una tradizione gloriosa del nostro giornalismo d’inchiesta e di denuncia (Antonio Cederna, Nello Ajello, Giovanni Russo, per citare i nomi più noti e affini), ha intitolato il suo libro L’Italia che non ci sta. Viaggio in un paese diverso (Einaudi). Nelle prime pagine, dopo aver sciorinato il pantheon di chi ha ispirato...

Umanimali / Sacrificio in regime mediatico

Esterno giorno. Campagna. La telecamera inquadra in primo piano un gruppo di oche paffute, sanitariamente impeccabili. Starnazzano felici, da quel che sembra. Giorgione, al di là della recinzione da pollaio, le indica soddisfatto, chiamandole per nome: Giuseppina, Ada, Francesca.... Racconta quel che hanno mangiato, in che modo hanno vissuto, come e quando si sono accoppiate, le amicizie, gli amori. E ancora: come lui stesso le ha nutrite, che cosa hanno mangiato, che aria hanno respirato. Insomma: tutto. La relazione affettiva fra oche e padrone è forte, si capisce subito. E commuove. Anche perché, poi, Giorgione ne sceglie una in particolare, Ada, e ne decanta le lodi. Stacco.  Interno giorno. Cucina. Giorgione indossa il grembiule da cuoco, guarda in camera, indicando, accanto a...

Arte, cultura, storia / La musica di Komitas e l'Armenia

A Yerevan si festeggiano i 150 anni dalla nascita di Komitas e gli sono dedicati concerti ovunque. Ho sentito la sua musica per la prima volta a Tbilisi una decina di anni fa e per una serie di coincidenze fortunate riuscimmo a portare a Venezia lo stesso quartetto qualche anno dopo, a Ca’ Rezzonico. Padre Komitas era un orfano (di madre a un anno, di padre a 11), che venne affidato presto alla chiesa Armena ad Echmiadzin, la città sacra della chiesa Armena. Lì vicino il re Tiridate era stato toccato da Gregorio l’armeno (l’illuminatore) che in questo modo aveva invertito la trasformazione del sovrano in cinghiale, iniziata dopo che aveva violentato alcune monache sfuggite a Diocleziano (la storia è ben descritta dallo storico Agatangelo, che parla di 40 suore, di cui Gayane – la badessa...

Ambienti di benessere / Torino fa scuola

Nei giorni scorsi ho visitato due rinnovate architetture scolastiche inaugurate il 12 settembre, due scuole secondarie di primo grado (le “medie”): la Compagnia di San Paolo e la Fondazione Giovanni Agnelli hanno scelto due edifici (uno profondamente ricostruibile, l’altro storico da ripensare nei suoi spazi interni), in collaborazione con la Città di Torino e con un prezioso aiuto dell’Ufficio Scolastico regionale del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca; hanno creato un team guidato in ciascuna scuola da un pedagogista e un architetto (Beate Weyland e Sandy Attia alla scuola Fermi; Mario Castoldi e Luisa Ingaramo alla scuola Pascoli);  hanno fatto un bando per i progetti architettonici e hanno dato vita al progetto “Torino fa scuola” (torinofascuola.it)...

Testimonianze / Il superstite, lo storico, il giudice

La posizione del testimone, soprattutto dell’“ultimo”, cioè del reduce dallo sterminio o dalle gravissime vessazioni subite che sta consumando ora l’ultima parte della vita, è una questione ultimamente molto dibattuta. Walter Barberis, nel suo recente Storia senza perdono (Einaudi, Torino, 2019) di cui ha già parlato su doppiozero David Bidussa, tra i molti temi affrontati ha approfondito la ‘qualità’ della memoria di quella persona rispetto alle spaventose nefandezze subite e la cedevolezza dei ricordi di fronte alle esigenze della ricostruzione storica. Non a caso l’autore esordisce citando la consapevole considerazione di Primo Levi secondo cui la ‘memoria è uno strumento meraviglioso ma fallace”.  Quel particolare testimone suscita un altro motivo di interesse: la sua posizione...

Palermo

Tanti anni fa andai a Palermo e provai una grande eccitazione mista ad ansia mano a mano che mi avvicinavo al punto della Strage; pensavo che a breve sarei passato sotto quei due cartelli che indicavano Palermo diritto e Capaci a destra. Rimasi subito sorpreso perché l’autostrada era piccola. Dalle immagini che avevo visto in tv e nei giornali i cartelli verdi con la scritta bianca erano proprio come quelli uguali a tutte le autostrade, ma sotto c’era una doppia corsia stretta, sembrava una statale con i guardavia. Era tutto più angusto, più dimesso, anche le due steli dello Stato erano modeste. Subito dopo la Strage qualcuno dipinse il guardavia di rosso. 

Entusiasmo o riflessione? / Berlino, 9/11/19, trent’anni dopo il Muro

Sono già passati trent’anni dalla sera del 9 novembre 1989 quando alle 18,53 il corrispondente ANSA da Berlino Est, Riccardo Ehrman, chiese a Günter Schabowski, ministro della Propaganda della DDR, da quando le nuove Reiseregelungen (regole di viaggio) che avrebbero permesso ai cittadini orientali di varcare il confine con la Germania Federale sarebbero entrate in vigore. Schabowski, preso alla sprovvista e non avendo un’idea precisa, improvvisò: “Per accontentare i nostri alleati, è stata presa la decisione di aprire i posti di blocco. [...] Se sono stato informato correttamente quest’ordine diventa efficace immediatamente!” Il simbolo per antonomasia della guerra fredda, il Muro che per 28 anni aveva diviso in due Berlino, costringendo la Germania Ovest a spostare a Bonn la capitale e...

Torino, 7 - 14 - 21 novembre / Quando l'economia cambia la storia

Venti o trent'anni fa, quando facevo lezione all'università sulla crisi del Trecento, cominciavo evocando l'unica grande crisi che a memoria d'uomo avesse investito il mondo in tempi relativamente recenti, la crisi del '29. Oggi, naturalmente, evoco la crisi che stiamo tuttora vivendo, e in cui i miei studenti in pratica sono nati, dato che dura da quando erano bambini. Dopo aver ricordato che è cominciata nel 2008 e non accenna a finire, nonostante le menzognere rassicurazioni di economisti e politici, li avverto che non bisogna illudersi, perché ci sono state in passato crisi anche più lunghe: quella del Trecento è durata un secolo! A questo punto, di solito, gli studenti si mettono a ridere, anche se magari fanno di nascosto gli scongiuri: l'idea di una crisi come quella attuale che si...

Reportage numero 40 (ottobre-dicembre 2019) / Cile, anatomia di una protesta

C'è un episodio che racconta più di altri le proteste in Cile e le sue cause. È la telefonata intercettata e apparsa sui media in cui la primera dama Cecilia Morel si sfoga con un'amica per quelle marce e le violenze, l'ostilità di tante gente che non si spiega, non capisce. “È come se ci fosse una invasione di alieni”, dice con voce rotta, e la frase pur nella tragedia degli eventi diventa meme, la signora irrisa, eletta a simbolo dello scollamento tra chi governa il Cile e la realtà. Alieni? Gente che scende in strada a protestare contro il miserabile stipendio minimo di 301milapesos (425 dollari) e una pensione media che si aggira intorno ai 260 dollari grazie alla legge sulle Afp, le  assicurazioni obbligatorie varate da Pinochet e appena ritoccate dai governi democratici, che...

Franco / Valle de los Caidos

La visita a un luogo rilevante esige, a un certo punto, una sua teoria specifica. Il fatto di spostarsi per scoprire un sito si iscrive in un orizzonte ermeneutico che espone il viaggiatore a domande del tipo: “qual è il senso di una visita proprio a questo luogo?”, “dove ti porta – e in che modo – un viaggio di questo genere?”  Visitare posti “inconsueti” impone un atteggiamento critico, e ciò sia in una prospettiva individuale (“chi mi ha portato qui?”) che intersoggettiva (“per quale motivo vorrei proporre questa visita ad altri?”).  Tali considerazioni affiorano con prepotenza alla mente in un luogo molto particolare: la “Valle de los Caídos”, nella Sierra de Guadarrama. Innanzitutto: è utile andarci ora che la stampa, anche internazionale, parla della decisione di...

Un viaggio estone / Patarei e le diverse memorie d'Europa

Il 19 settembre scorso il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sull’“importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa”. Alcuni passaggi del documento hanno suscitato in Italia forti polemiche, in particolare quello in cui si afferma che il patto “Molotov-Ribbentrop e i suoi protocolli segreti, dividendo l'Europa e i territori di Stati indipendenti tra i due regimi totalitari e raggruppandoli in sfere di interesse (…) ha spianato la strada allo scoppio della Seconda guerra mondiale”. Molti a sinistra vi hanno visto l’espressione della tesi revisionista che tende ad assimilare le responsabilità della Germania nazista e della Russia sovietica nello scoppio della Seconda guerra mondiale, a sottovalutare quelle delle potenze occidentali e, finalmente, ad equiparare nazismo...