Società

Modernità, epidemia, e il corpo inaccessibile / Senza mano nella tua mano

E d’un tratto un gesto è venuto a mancare nel nostro lessico quotidiano. Disperso nello spazio tra i corpi, non ne resta che una traccia sospesa. Non si stringono più le mani, incontrandosi. Sebbene di rado, fuori ci si incontra ancora, chi per lavoro, per quei lavori rimasti aperti, chi nelle uscite fugaci dalla tana, per le provviste e le necessità. Ma il movimento della mano, che pure si protende in saluto verso l’altro come per moto proprio, si frena a mezz’aria, esita, poi si prolunga solo nell’intenzione, e fisicamente recede.   Umberto Boccioni, Stati d'animo - quelli che vanno (1911)   La stretta di mano è il primo ingresso nella sfera di un altro corpo, in quell’involucro invisibile ma pulsante che lo circonda, in certi casi appena più trasparente, soffuso di luce...

Fenomenologie / Cronache culinarie in domicili coatti

L’assalto ai forni, sospirata rimembranza scolastica, non c’è stato. C’è stato in compenso quello ai supermercati. Ingiustificato, dicevano, sul piano della razionalità economica; comprensibilissimo su quello dell’emozione collettiva. Non tanto per paura di veder esauriti i famigerati beni di prima necessità (tutti comunque da classificare), ma per una specie di sudata coazione a replicare scene d’antan (le scorte in periodo di guerra), dunque per il gusto po’ vintage, e totalmente intransitivo, di stipare derrate pantagueliche nella dispensa di casa. Più che da un “non si sa mai”, l'invasione – prima scomposta, poi organizzatissima – ai templi moderni del consumo alimentare sembrava dettata da un “fanno tutti così”. L’epoca in cui il manovale Marcovaldo andava al supermarket per...

Louisiana / L’epicentro della pandemia

Siamo nel cuore della tempesta perfetta. Il nuovo punto caldo della pandemia è quaggiù in Louisiana e da settimane gli occhi dell’America sono puntati su di noi. Siamo la prova generale del disastro che minaccia di allargarsi all’intero Sud.  L’epicentro è New Orleans dove la mortalità sfiora quella di New York e gli ospedali sono ormai allo stremo. Il contagio è figlio delle parate di Mardi Gras che a febbraio richiamano in città un milione e mezzo di persone. Da lì è risalito verso il nord dello stato fino a Shreveport, la città dove vivo.  Pochi l’avevano sentita nominare. Finché di recente è balzata alle cronache nazionali come il test che gli Stati Uniti aspettavano. Shreveport non è una meta turistica né una bellezza nascosta. Ha avuto il suo momento di gloria a fine...

Radiogenie / Quando la radio faceva scuola

In mezzo alle tante emergenze suscitate dal Coronavirus la chiusura delle scuole è arrivata abbastanza all’improvviso e si prospetta molto lunga. Allora come mandare avanti le lezioni alle elementari, alle medie, alle superiori, all’Università senza la compresenza in classe di docenti e studenti? Quali tecnologie e piattaforme utilizzare? Non è la prima volta che in Italia, nell’epoca della riproducibilità tecnica, le lezioni vengono sospese così a lungo e su tutto il territorio nazionale, per causa di forza maggiore. C’è almeno un precedente, seppur di natura assai diversa, e anche in quel caso ci si interrogò sui possibili rimedi.   Nell’inverno del 1942-43, in conseguenza delle difficoltà della guerra, furono chiuse le scuole. Il ministro Bottai, sotto il cui controllo era...

Virus e anziani / Non senza mio padre

Al Pio Albergo Trivulzio di Milano, storica casa di cura per gli anziani meno abbienti, si rincorrono le cifre dei decessi avvenuti tra marzo e questi primi giorni di aprile: a oggi si parla di 110 morti, un numero, già molto alto, che pare destinato a crescere rapidamente visti i ritardi con cui la gestione ha messo in moto l’intervento straordinario per fronteggiare la virulenza del Covid-19. I dirigenti si rimpallano le responsabilità, il personale denuncia le numerose negligenze, e la procura di Milano ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di “diffusione colposa di epidemie e omicidio colposo”. È legittimo pensare che l’impreparazione al coronavirus abbia esaltato i difetti organizzativi di tutte le strutture di accoglienza degli anziani, di cui quella di Milano è solo un clamoroso...

Hong Kong / Noi siamo la rivoluzione

Il libro di Joshua Wong, Noi siamo la rivoluzione, pubblicato da Feltrinelli, è un bigino utile a capire cosa è successo e cosa potrebbe succedere a Hong Kong (e di converso a capire la Cina, di cui in tempi di coronavirus si esalta la capacità di risposta all’emergenza dimenticando che l’emergenza è stata negata per più di un mese grazie al fatto che le voci dissidenti venivano censurate). Il Porto dei Profumi fu colonia britannica fino al 1997 e poi, a seguito degli accordi tra Regno Unito e Cina, fu ricongiunto alla madre terra con la definizione “un paese due sistemi”. Gli accordi prevedono un periodo quasi infinito, cinquant’anni, per completare il ricongiungimento.   Fino al 2047 Hong Kong godrà di uno statuto differente da quello della Cina, e quindi sono previste elezioni a...

Rancore / I russi in Val Seriana

In queste settimane mi capita spesso di provare un senso di vertigine e l’abisso su cui mi sento affacciato non consiste tanto nell’epidemia che sta travolgendo le nostre comunità quanto nella cronaca che ne accompagna il dilagare. E’ come se la Storia che si sta svolgendo fuori casa nostra, raccontata ogni giorno in ogni dove, abbia finito per riguardarci sempre meno. Sentirsi fuori dalla Storia in cui – noi per primi – siamo immersi: altro che vertigini. Il 27 marzo, il sito del New York Times pubblica un lungo reportage con fotografie riportate anche dall'Espresso di domenica, sulla lezione che l’epidemia nella bergamasca può e deve rappresentare per il mondo intero. Lo sfondo nero di quelle pagine è un pugno nello stomaco: i giornalisti e i fotografi del NYT sono entrati negli...

I / Cinque domande sullo scenario futuro

Con queste cinque domande ci prefiggiamo di individuare i nodi che la crisi sanitaria del Covid-19 con le sue conseguenze ha provocato a livello mondiale, con l’idea che, come disse anni fa un economista americano, la crisi, per quanto terribile, è un’occasione da non perdere.   Walter Siti, scrittore   1. Quali saranno a tuo parere i principali cambiamenti che la pandemia del coronavirus ha prodotto? Provando a differenziare tra aspetti sociali, economici e culturali.   Il cambiamento principale si è registrato nella vita quotidiana: abbiamo capito quanto, nell’equilibrio delle masse, fosse legato all’uscire. Uscire di casa per evadere da se stessi. Tutte le chiacchiere vane, da cui non si impara niente, avevano una potente funzione rassicurante; uscire era la vera arma di...

Come i bambini che l'hanno fatta grossa / I tempi del virus

S’è detto spesso che la nostra è l’epoca del presentismo, dove tutto è vissuto nell’istante che fugge, nell’attimo che si espande sino a inglobare qualsiasi dimensione del tempo. Ma il tempo dell’attuale pandemia è un altro: o guardiamo al passato, in una specie di accelerata nostalgia di quanto tutto ci sembrava normale; oppure ci rivolgiamo al futuro, aspettando ansiosamente il momento in cui tutto sarà finito. Il resto è fermo immagine, un blocco nel quale non sappiamo né vogliamo far nulla. Questo ebook di doppiozero, che può essere scaricato qui, prova a seguire una strada diversa, scommettendo sul fatto che l’attuale è – per ora e chissà ancora per quanto – il nostro vero tempo. Sul quale abbiamo la necessità e l’obbligo di scommettere: in vario modo, con diversi...

Dalla finestra / Quaranta dì, quaranta nott

31 marzo – Oggi si comincia a parlare di quando riaprire. Compare una data: 18 aprile. Perché è la prima data utile dopo Pasqua. Facendo i conti dalla chiusura generale, in quella data saremmo a quaranta giorni. Quaranta giorni esatti, esattamente come le vecchie quarantene. Dopo tutti i discorsi sul tracciamento digitale, sulle nuove tecnologie, sul formidabile progresso, colpisce che a valere sia la vecchia, cara, antichissima regola della Venezia del 1347, della peste nera, della lebbra, del colera. E, poiché siamo a Milano, è subito Lazzaretto. E, poiché siamo a Milano, è anche “quaranta dì, quaranta nott”, ché un po' in galera adesso ci siamo tutti. Ma sarà così? Sarà il 18? O sarà dopo il 25 aprile, dopo il 1 maggio, quando non ci sarà più il pericolo di dilagare nei prati con il...

Esseri umani in difficoltà / Didattica al serale

«Un giorno non avrai le ragazze, un giorno i ragazzi, e un altro giorno ancora quello che aveva fatto così bene la verifica di matematica è andato e non tornerà più.» (Valeria Parrella, Almarina)   Mauro, lo chiamerò così, ha diciotto anni e lavora in un piccolo supermercato vicino casa mia. Spazza i pavimenti, fa le consegne, si spacca la schiena nel magazzino.  È un mio studente e prima della quarantena ci siamo incontrati qualche volta, quando andavo a fare la spesa, e ci fermavamo a chiacchierare. Ha smesso di venire a lezione da un po’, eppure è uno dei più bravi, almeno nelle mie materie. In più è un rapper bravissimo, un giorno gli ho fatto spiegare la musicalità del verso in classe facendogli cantare uno dei suoi pezzi, c’è stata una standing ovation. È sottile, Mauro,...

Scenari / Libri, lettori, editori e librai alla stretta del Coronavirus

Per l'editoria italiana la crisi è esplosa prima del lockdown: “Nell'ultima settimana, quella dell'esplosione dell'emergenza, si registra un –23% sul mercato nazionale dei libri e addirittura un –55% su quello milanese” (Raffaella De Santis, E l'editoria italiana teme il contagio, in “la Repubblica”, 6 marzo 2020).  Questo calo è stato poi accelerato dalla chiusura delle librerie in tutto il paese, decretata il 9 marzo. Un'ulteriore difficoltà l'hanno segnalata alcuni “lettori forti” come Michela Marzano, che il 14 marzo ha twittato: “Scusate, ma capita solo a me (che leggo sempre, da sempre, tantissimo, sin da bambina i libri sono stati la mia ancora di salvezza) di non riuscire a leggere in questi giorni?” Una disaffezione dovuta anche alla bulimia di informazioni sull'attualità,...

Due appelli dalla Germania / Ancora uno sforzo europeo

La notizia di un fronte a guida tedesco-olandese contro il progetto francese, italiano e spagnolo di un fondo comune europeo per reagire alla pandemia ha scatenato in Italia, e non solo in Italia, una vigorosa reazione dell’opinione pubblica. È sembrata nuovamente delinearsi una linea di frattura geografica che vede i paesi del nord dell’Europa contrapposti a quelli del sud. Da un lato la difesa del rigore economico dall’altra le necessità della spesa pubblica.   In quest’ottica sono state rispolverate le interpretazioni che erano già affiorate durante la crisi dell’Euro dopo il 2008, imperniate su una supposta differenza culturale tra paesi del sud e paesi del nord. Questi ultimi, si sente dire, sono intrappolati in una concezione morale del debito economico, o addirittura in una...

Negantropocene / Il virus è il messaggio della società automatica

La potenza comunicativa di questo virus, di certo il più mediatico della storia, va ben oltre la sua capacità di tenere in ostaggio le routine produttive dei media. Esso modifica progressivamente la percezione dello spazio-tempo, creando un effetto di sospensione in cui tutto può accadere e difatti tutto accade. Un processo in cui persino le categorie fondamentali di spazio/tempo si modificano all'avanzare dell'infezione. Da ciò deriva l’oscillazione inaudita dell’essere dinnanzi alla sua avanzata, quell’apriamo tutto o chiudiamo tutto che ha caratterizzato il punto di vista della politica e del cittadino comune, alle prese con un insostenibile e continuo riadattamento cognitivo. Questa capacità del virus di plasmare e riplasmare l'intera sostanza del sociale, lo avvicina a...

Tempo / Vita di quarantena in città

Dall’alto del quinto piano per la prima volta vedo la vita dei vicini, come sono le loro finestre, le piante sui balconi, le piastrelle sui terrazzini, l’invecchiamento delle imposte. Mentre la palla nella sua parabola inciampa sul filo dei panni e mia figlia corre a recuperarla, capisco con un’occhiata dove dormono i ragazzi degli altri: sui vetri delle finestre hanno appeso dall’interno sempre qualcosa di colorato che appare sfumato alla vista, ma dà calore. La quarantena mi ha fatto scoprire il terrazzo condominiale, dove un secolo fa stendevano i panni e oggi ci sono i segni colorati dei gessetti che le bimbe dei vicini tracciano a terra quando salgono, come noi, a prendere aria.    Noi giochiamo a palla asino, ogni volta che uno sbaglia prende una lettera, A, S, I, N, O;...

Navigazione locale di cabotaggio a vista con nebbia intensa / A scuola a distanza, in contatto

Tenuto conto delle vacanze di Carnevale, che in Piemonte iniziavano il 21 febbraio, è passato oltre un mese da quando la scuola è stata chiusa per l'emergenza Covid-19 (e io ho iniziato a scrivere queste righe). Prima ancora delle successive chiusure di parti del sistema economico produttivo e delle relative riorganizzazione dell'attività il sistema scuola ha dovuto reagire a un'emergenza inedita, sostanzialmente in base all'autonomia e in base alle indicazioni di orientamento del Miur (questa la nota del 17 marzo).   Non c'è al momento notizia ufficiale, ma è altamente plausibile che non si rientri a scuola prima di maggio; oppure che si prevedano le sole attività di conclusione dell’anno scolastico, cioè scrutini ed esami di Stato; questi ultimi potrebbero avere commissioni...

Bergamo / Il virus visto da dentro

Ho attraversato l’esperienza del virus, proprio questo virus, a Bergamo, in questi giorni. Chissà quanti l’hanno attraversata senza neppure averne consapevolezza, alcuni, i più giovani, senza conseguenze, altri morendo senza causa efficiente, senza che il tampone fornisse loro il sigillo di morte “autentica”. Le pagine dei necrologi sono lievitate da una a dodici, le notizie degli amici, dei conoscenti, dei giornali si diffondono, senza remissione. Io sto meglio, ma non è questo il punto. Chi, come me, il virus lo sta attraversando ha fatto un’esperienza sui generis. La descriverò qui con parole mie, che voglio condividere con il lettore.  Per la mia esperienza – sto attraversando il virus e sto sopravvivendo – non è tanto il fatto di essere stato inserito in una sala d’emergenza...

Tanto dimenticano? / Bambini senza soluzioni

Vivo in campagna e ho la fortuna di avere uno spazio esterno. Ho anche due figli e qualche mattina fa, il piccolo di un anno e mezzo, dopo oltre venti giorni di questa nuova vita ha iniziato a urlare e usare alcune delle poche parole che sa pronunciare. “Chiavi”, battendo le mani sul cancello per aprirlo e uscire in strada, “spesa” perché voleva salire in auto, e pur di uscire sarebbe andato benissimo il supermercato, cercando anche di arrampicarsi fino alla maniglia dello sportello. Tra le fortune ascrivibili anche quella di vivere in un paesino lontano dalle zone più colpite dal Coronavirus. Mia figlia più grande ha quasi 6 anni, la notte ha degli incubi ed i sogni migliori sono quelli in cui incontra nuovamente i nonni e i suoi coetanei. Da un paio di settimane sta organizzando un...

Rischi e opportunità del Covid-19 / Un umanesimo rigenerato

Con l'esplosione del Coronavirus siamo assoggettati a un isolamento fisico ma disponiamo di mezzi di comunicazione in parole (telefono), immagini (i video su Whatsapp e sui social, Skype), testi (email) e disponiamo di radio e TV che ci mettono in comunicazione con gli altri e con il mondo; allo stadio attuale, in risposta alla segregazione, ci siamo aperti e siamo diventati più attenti e solidali gli uni con gli altri. La vita di coppia o di famiglia migliora, a parte le coppie infernali. Sono i solitari senza telefono né televisore, e soprattutto i non confinati, vale a dire i senzatetto, a essere le vittime assolute dell'isolamento, tanto più che sono dimenticati dal potere e dai media.   Per quanto mi riguarda, pur subendo l'isolamento fisico, mi sono sentito...

Colpiti nel cuore / La morte non doveva raggiungerci

Questa volta siamo stati colpiti nel cuore. Temiamo di non riuscire a respirare. Al mattino ci schiariamo la gola, sperando che il leggero mal di gola di ieri sia sparito. Gli eventi ci hanno travolti e ripetiamo parole come: “improvvisamente”, “di colpo” “dall’oggi al domani”. Negli ultimi decenni avevamo letto le riflessioni sociologiche sull'accelerazione nella nostra società. In mezzo secolo le parole dette in un minuto di televisione si sono raddoppiate. Ci riconoscevamo nella descrizione della nostra vita fatta da Hartmut Rosa in Accelerazione e alienazione. Per una teoria critica del tempo nella tarda modernità (Piccola biblioteca Einaudi). Secondo il sociologo tedesco, sia gli aspetti strutturali che culturali delle nostre istituzioni sono contrassegnati da un "restringimento del...

W la radio / Diario di un’autrice radiofonica in quarantena

La sveglia è sempre alla stessa ora, sei del mattino. Quindici minuti di esercizi sul tappetino viola, colazione, bagno, vestiti, giacca e poi fuori. Le bambine salutano e mi augurano buon lavoro, io chiudo la porta, sfilo le scarpe e in punta di piedi salgo in soffitta, nascondiglio perfetto per lavorare qualche ora in santa pace. Lo studio approntato non è male – portatile, cuffia, casse, microfono, registratore – tradiscono solo la tuta, i capelli spettinati e lo stendino accanto al tavolo. Alle 7,30 arriva puntuale il messaggio di Nicola Lagioia, in conduzione a Pagina3, la rassegna stampa culturale di Radio Rai Tre di cui curo la redazione. Qualche giorno fa hanno montato nel suo salone un apparecchio che consente di registrare con una qualità superiore a quella di un collegamento...

Alcune considerazioni sul coronavirus / La violenza, il sacro – e poi?

Friedrich Hölderlin, forse il più grande poeta di lingua tedesca e uno dei maggiori pensatori moderni parlò, intorno agli anni 1800, della necessità di elaborare una “nuova mitologia”. Quest’ultima prese in qualche modo forma nel secolo XX quando i surrealisti identificarono la città moderna come, appunto, un territorio “mitologico” (Le paysan de Paris di Louis Aragon, romanzo-chiave anche per la lettura benjaminiana di Parigi, capitale del mondo, fornisce un esempio di tale mitologizzazione). Sempre nel Novecento, Roland Barthes fornì con la sua serie di articoli riuniti sotto il titolo Mythologies un ulteriore esempio per la possibile rinascita del pensiero mitologico. Barthes analizzò fra l’altro il modo in cui per noi moderni il latte o il vino oppure la carne rossa facciano parte di...