Società

Diario di un'insegnante / Scuola: un aprile che sembra giugno

L’atmosfera è più o meno quella degli ultimi giorni di maggio di un anno ordinario: la luce della primavera; le finestre aperte e i rumori dall’esterno; le aule deserte a metà, o al 75%, con il loro senso di precarietà.   È difficile restare concentrati, è difficile “fare sul serio”. Per loro come per noi.  Ma che cosa è "fare sul serio"?  Insegno da più di dieci anni, dalla filosofia al sostegno, frequento gli adolescenti come psicologa nel lavoro di ascolto, e non sono mai stata così in difficoltà come in questo anno che mi sembra finito anche se finito non è.     Ada, l’ultima volta che l’ho vista, ha avuto tre attacchi di panico in una settimana. Era un mese fa. Poi la Dad. Ada non ha mancato nemmeno una lezione on line; interveniva; i...

Dall'autore al lettore / Come funziona l'editoria

Nelle 266 pagine fitte fitte di I meccanismi dell'editoria. Il mondo dei libri dall'autore al lettore (Il Mulino, 2021), Roberto Cicala racconta le meraviglie e le trappole dell'editoria libraria, guidandoci alla scoperta delle regole e delle eccezioni nel processo che porta alla produzione di quell'oggetto che chiamiamo libro.  La regola è la struttura industriale della filiera del libro, nelle varie fasi della ricerca, della produzione, della promozione, della distribuzione, della commercializzazione. Sono le tecniche, le norme, gli standard affinati nei secoli che ci separano dalla Bibbia di Gutenberg e dalle rivoluzionarie intuizioni di Aldo Manuzio (le racconta Alessandro Marzo Magno, L'inventore di libri. Aldo Manuzio, Venezia e il suo tempo, Laterza, 2020).  Cicala...

La terza via / Dad. Life on Mars?

È uno dei capolavori di David Bowie: una ragazzina triste e sola che si lascia catturare da uno schermo argentato e dal freakiest show di una successione demenziale di immagini che scorrono davanti ai suoi occhi – un film noioso, che lei ha già vissuto dieci volte; finché da spettatrice, diventa lei stessa creatrice di immagini allucinatorie: che si susseguono demenziali come le precedenti, perché questo film lo ha già scritto dieci volte. Chissà se lo sa che è il suo, il best selling show? Sarà forse su Life on Mars? Reso più saggio e triste dalla maturità, Bowie ricordò questa canzone come una piccola storia di alienazione quotidiana: credo che oggi la troverei piuttosto triste, concluse il Duca Bianco. È quello che accade anche a me: questa canzone che mi accompagna da quarant'anni,...

Polo del Novecento / Dove portano i Venti

Questo il titolo della programmazione culturale 2021 del Polo del ‘900 e dei suoi 22 enti partner. La scelta dei Venti, che gioca a confondere meteorologia e cronologia, deriva dalla constatazione che si sta aprendo un decennio cruciale per le incognite, le sfide, le questioni aperte a cui sarà fondamentale trovare risposte collettive, lungimiranti e probabilmente piuttosto scomode. Tra queste, quella ecologica è sicuramente emblematica della necessità di aggiornare radicalmente i nostri paradigmi e le nostre priorità, ma non si può non constatare come il bisogno di ripensare modelli e strutture a livello politico, sociale ed economico riguardi anche molti altri aspetti (dal sistema dei diritti al concetto di democrazia, dagli sviluppi dell’ingegneria genetica e dell’intelligenza...

Intervista a Sergio Bologna / L’incidente di Suez e la fabbrica del mondo

La conclusione della crisi di Suez con la ripresa dei flussi marittimi non significa necessariamente il ritorno al business as usual, come si affrettano a cantare gli osservatori economici mondiali. Come nelle crisi finanziarie e in quelle ecologiche e pandemiche, si è trattato di un preciso segnale di fallimento del mercato e del necessario ripensamento del modello di trasporti mondiali delle merci sin qui invalso (gigantismo navale, importazione dall’Asia di gran parte dei prodotti, anche quelli essenziali e strategici, perdita di capacità produttiva dei sistemi locali in agricoltura e nell’industria, danni all’ambiente e inquinamento) i cui costi ambientali, sociali ed economici sono crescenti.   Sulla crisi del trasporto marittimo mondiale di questi giorni abbiamo intervistato...

Integrazione e contrapposizione / Un elogio della DAD

Ribadiamo subito un punto fuori discussione. La didattica in presenza è insostituibile, non solo per la sua efficacia nella trasmissione del sapere ma anche, forse soprattutto, per via delle forme di socialità che solo la scuola in quanto luogo fisico rende possibili. Il fatto che la didattica in presenza sia insostituibile, tuttavia, non significa che quella a distanza sia una cosa indecente, come si sente dire tutti i giorni da un coro di voci critiche, talora indignate, che va dalla destra sovranista alla sinistra radicale. Proviamo allora  a metterla così: la didattica in presenza è insostituibile, è vero, ma è anche integrabile con la DAD, senza danno e forse con molti vantaggi. Non foss’altro perché la DAD è una modalità di trasmissione del sapere destinata a confermarsi e a...

Una nuova consapevolezza / I diritti giuridici della natura

Dal fine vita alle nuove tecnologie, dall’emersione di nuove forme di famiglia ai cambiamenti climatici, passando per il virus. È la natura – che di questi temi costituisce parametro di riflessione, corollario, presupposto di discorso – la protagonista del dibattito contemporaneo. Se si è soliti pensare che il tema della natura sia appannaggio esclusivo della filosofia, in realtà, di recente, essa viene spesso chiamata in causa da una disciplina ad esso tradizionalmente considerata estranea: il diritto. La questione della protezione della natura a fronte dei cambiamenti climatici, ad esempio, ha visto una massiccia mobilitazione del diritto che, proprio in rapporto a questi temi, ha prodotto innovazioni importanti. Si pensi, in questo senso, all’ampio dibattito suscitato dall’introduzione...

I limiti dell'immaginazione / E se Anna Bolena fosse nera?

Durante la discussione della mia tesi di laurea, il presidente della commissione interruppe con un sorriso compiacente la mia disquisizione sull'influenza delle sorelle Brontë negli scritti femministi di Virginia Woolf, per dirmi che no, mi scusi, ma Heathcliff non è certo nero.    Io rimasi interdetta. Ero molto nervosa, e mi tremavano le mani. Avrei voluto dire: che importa? Il colore della pelle di Heathcliff cambiava forse il senso del mio discorso? Ma soprattutto: perché no? Il romanzo è ambientato nella brughiera dello Yorkshire, non troppo lontano da Liverpool, che nel 1801 era il centro della tratta degli schiavi da e per le colonie. Heathcliff è un trovatello e viene più volte descritto nel romanzo come "dark-skinned".    Dopo lunghi secondi di imbarazzo,...

Cina, Egitto / ‘Ala Al-Aswani, La sindrome della dittatura

Gli amici di Doppiozero mi segnalano un saggio di ‘Ala Al-Aswani, La dittatura. Racconto di una sindrome. Negli ultimi mesi ho usato spesso questo termine per definire il regime in Cina, e il volumetto per Feltrinelli è buona occasione per pensarci su. Al-Aswani è egiziano, e la dittatura in Egitto viene definita tale da qualunque organo di stampa in Italia che, al contrario, non lo fa quando racconta la Cina. Mi sono attirato antipatie di troppo per l’insistenza con la quale sottolineo l’incomprensibile difformità. Gli amici sinologi mi ricordano, non a torto, che il comparire sulla scena globale del gigante cinese è accompagnato in occidente da una diffidenza xenofoba, incomprensione per le naturali differenze tra culture lontane, e che noi che la Cina conosciamo e amiamo dovremmo...

Un libro di Francesco Stoppa / Adolescenza e vecchiaia nella società dell'eterna giovinezza

Forse fra giovani e vecchi è arrivata l’ora di fare i conti. L’aria che tira è piuttosto pesante, volano recriminazioni, e il setaccio pandemico fa sì che ogni cosa sia soppesata e valutata dal punto di vista assoluto della sopravvivenza, in un generalizzato mors tua vita mea. Sembra che i guai combinati dai nuovi vecchi (dopo li vedremo) stiano venendo a galla tutti d’un colpo e che i ragazzi ne stiano prendendo coscienza e comincino a reagire. La questione è divenuta ormai cruciale poiché intacca direttamente il farsi quotidiano dei rapporti umani in senso lato, e, se non focalizzata, rischia di manomettere le dinamiche più essenziali di un indispensabile equilibrio generale della società. Le indicazioni generiche di un malessere intergenerazionale si avvertono ormai da tempo, che i...

AstraZeneca & co. / Le incertezze dei vaccini

La Commissione europea sostiene la scelta dell’Italia di bloccare l’esportazione di forniture di vaccini AstraZeneca verso l’Australia. Lo ha annunciato l’8 marzo Ursula Vor der Leyen, spiegando che la casa farmaceutica anglo-svedese sta distribuendo nel continente meno del 10% delle dosi pattuite. In altre parole, se un’azienda non onora i propri impegni, non ha il diritto di vendere i propri prodotti ad altri interlocutori. È inoltre necessario che la produzione venga avviata prima di avere le autorizzazioni al commercio per essere sicuri di soddisfare adeguatamente la domanda.    Il conflitto fra ragioni economiche e ragioni sanitarie diventa quindi sempre più forte. Ormai si è rivelato decisivo nel far saltare i piani vaccinali dei paesi dell’Unione, che fronteggiano la...

I 100000 morti per covid / Il memoriale portatile

Superata la soglia dei 100.000 morti per Covid, nei giorni scorsi alcuni giornali nazionali, riprendendo quanto già proposto per analoghe ragioni da testate illustri come il New York Times, hanno pubblicato pagine e pagine di piccole fotografie dei defunti con tanto di nomi e cognomi. Una specie di catalogo illustrato delle vittime del virus, il cui effetto, apparentemente incoerente, era duplice: da una parte ricordare la realtà concreta, l’individualità esistenziale delle vittime della pandemia: amici, parenti, colleghi, vicini di casa, conoscenti o sconosciuti, ciascuno con vita, desideri e affetti che, a causa di un avversario invisibile e spietato, si sono dissolti; dall’altra parte, il fatto stesso di riprodurne a decine le fattezze in quei piccoli ritratti a metà fra un documento...

L’assalto a Capitol Hill e la didattica a distanza

Le immagini dell’assalto a Capitol Hill, il 6 gennaio scorso, hanno fatto il giro del mondo. E hanno inquietato un po’ tutti, in Europa. Quel che succede negli Stati Uniti riguarda da vicino il cosiddetto mondo occidentale, il quale resta legato da tanti fili, militari, economici e culturali alle sorti di quella che è, per ora, l’unica potenza egemone. Quelle immagini ci hanno ricordato quanto può essere fragile la democrazia. Nei volti dei manifestanti americani, ultimi difensori del Presidente sconfitto, si è visto il riflesso di quello spettro che agita tutte le democrazie occidentali: il populismo. Espressione vaga, quest’ultima, ma altamente evocativa, con cui il discorso politico e mediatico mainstream indica la galassia composta da tutte quelle voci che protestano contro la...

La mamma dei Måneskin

Il giorno dopo la proclamazione a sorpresa dei Måneskin come vincitori del festival di Sanremo non è il momento migliore per trarre conclusioni generali sullo stato dell’arte di questa manifestazione così importante nell’immaginario italiano. Ragion per cui propongo di rimandare ogni considerazione a quando le bocce saranno ferme, scegliendo di restare, piuttosto, sul pezzo. Ovvero sul pezzo – Zitti e buoni – del gruppo vincitore, provando a leggerlo criticamente. Si può cominciare con l’interrogarsi su quale possa essere il posizionamento propriamente musicale del brano. È chiara la ripresa di alcuni stilemi, a metà fra punk e glam, che mi ricordano, per il potente drumming, gli Smashing Pumkins. Anche l’esibizione porta a riconoscere il medesimo riferimento, da una parte, all’idea del...

Parlare davanti al mare / Otto marzo

Le donne dovrebbero sempre esercitarsi a parlare in riva al mare. C’è un aneddoto che a me, come credo a tanti, è rimasto impresso dal liceo. L’aneddoto riguarda Demostene, il grande oratore greco: si racconta che fosse balbuziente, e che avesse una voce non particolarmente stentorea, motivo per cui era solito declamare le sue orazioni sulla spiaggia, per esercitarsi a vincere con la voce il clamore delle onde. Ecco, le donne, per farsi sentire, dovrebbero fare come Demostene. Non perché siano balbuzienti, affatto, non lo sono mai state. Ma perché le donne, per parlare, devono sovrastare due rumori: quello dei cavalloni patriarcali, e quello della risacca del lamento. Tra i due, i primi sono i più facili da vedere, sebbene siano forse i più difficili da sovrastare. Fanno un gran rumore,...

Modi del sentire / La solitudine del tampax positivo

Qualcuno, infine, me lo aveva gentilmente spiegato. In francese “tampon” è il tampax. Per riferirsi all’analisi del Covid-19 si usa soltanto la parola “test”: se faire tester, faire le test. A quel punto ho realizzato che da mesi stavo evocando un fantastico tampone vaginale-virale, senza che nessuno avesse avuto il coraggio di farmelo notare. Un grottesco tampòn, che sdrucciolava insieme al suo accento verso qualcosa di molto intimo.  C’è una solitudine tutta femminile dei giorni in cui il tampone si occupa della fuoriuscita del nostro sangue mestruale, della quale nessuno parla. Di quella solitudine mi sono ricordata quando è arrivato anche per me il giorno del tampax positivo. “Votre test est positif (année de naissance 1970). Si c’est votre premier test positif dans les 3 mois,...

Cooperazione a Zurigo / Kalkbreite: una nuova frontiera dell'abitare

Nell'estate del 2014 ci siamo trasferiti dall'Italia a Zurigo e, complice la notizia di un nuovo figlio in arrivo, abbiamo iniziato a cercare una casa più grande, un'esperienza che, specialmente in questa città, può essere molto lunga e a tratti deprimente, se non si è foraggiati da redditi copiosi. Un'offerta risicata di case, prezzi costantemente in aumento e operazioni di gentrification sulle aree centrali ancora abbordabili sono tutti fattori che spingono fuori città, verso le aree più periferiche o i piccoli comuni del cantone, gli abitanti in genere e le famiglie con bambini, che necessitano di più spazio, in particolare. Io non conoscevo nessuno e vivere in centro, come ero abituata in Italia, mi avrebbe fatto sentire meno sola. Questo rendeva però la ricerca ancora più difficile...

Lavorare da casa stanca / La vita frictionless

«Ritorniamo però all’automobile. Forse abbiamo già la forma che la sostituirà: lavorare in casa, senza più bisogno di dover andare al posto di lavoro. Quando la gente potrà lavorare, o dirigere un’azienda, o concludere gli affari stando in casa, l’auto sarà finita. L’auto attuale non sarà dunque sostituita da un nuovo tipo di veicolo, ma da un nuovo tipo di lavoro». È il 1972 e Marshall McLuhan rilascia un’intervista al giornalista Rai Empedocle Maffia (ora in Gianpiero Gamaleri, Marshall aveva ragione, Armando, Roma, 2021). Quasi cinquanta anni fa il “guru dei media” si lanciava in una previsione sperticata del futuro prossimo. Ma è oggi, è quanto sta accadendo in questi ultimi mesi di convivenza con la pandemia e di convivenza con il lavoro. Perché abbiamo sperimentato un nuovo abitante...

febbraio - maggio 2020 / Covid 19. Diario minimo

Ero a Parma la mattina del 21 febbraio 2020 e tornavo a Milano la mattina presto. L’altoparlante ha annunciato che il treno in arrivo da Bologna non si sarebbe fermato nella stazione di Codogno. Non avevo mai sentito prima di allora che una stazione era stata chiusa ai viaggiatori in arrivo. Dopo poco è giunto il mio treno. Quando siamo passati per Codogno ho fatto in tempo a vedere il cartello che indicava la cittadina lombarda. Un cartello fantasma, come l’intera stazione. Arrivato in Centrale mi sono fermato a comprare il giornale e una ragazza in fila prima di me ha chiesto all’edicolante un biglietto per Codogno. Lui l’ha stampato e consegnato. La ragazza è corsa via di fretta. Sarà mai arrivata?   Le note che seguono sono una sorta di diario minimo di quanto è accaduto dopo...

Semiotica del gusto / Perché anche la cucina è politica

Le cronache dell’epoca ci raccontano di come i re barbari si facessero un vanto del fatto di mangiare moltissimo, soprattutto cacciagione, e di bere molto vino, perché questo regime alimentare esaltava il loro statuto nomade e guerriero. Di contro, nell’antica Roma, la nobiltà d’animo e di censo era collegata all’essere parco e dedito a una dieta di verdure e cereali che testimoniavano di una civiltà superiore, avanzata, di tipo stanziale e dedita all’agricoltura. Pane e vino non esistono infatti in natura mentre i “barbari” avrebbero basato la loro dieta su selvaggina, bacche selvatiche e latte acido in quanto ancora vicini allo stato ferino. Si trova quindi in grande difficoltà il fedele biografo di Carlo Magno, Eginardo (Vita Karoli, IX sec.) il quale, come si direbbe oggi, deve...

Il dissenso come gesto etico / Geel, la città dei matti

Il libro di Renzo Villa – Geel la città dei matti, uscito per Carocci – è un’opera straordinaria. Riapre la riflessione su pratiche sociali che durano da centinaia d’anni. Si tratta della vicenda di una città belga che dà ospitalità ai matti – qualsiasi cosa voglia dire ciò in occidente, dai tempi dell’Aiace omerico, fino agli ultra-moderni antipsicotici atipici.    L’autore è studioso di storia della psichiatria, antropologia criminale, ma anche di iconografia fiamminga, e questo libro sembra ricoprire un crinale inedito, una sovrapposizione tra queste competenze. Uno studio interdisciplinare in un’epoca, la nostra, in cui prevale la sorda disciplina. Villa rende il testo vivo e appassionante, il suo stile letterario è estraneo alle regole del mercato, agli ammiccamenti della...

Indicativo presente 3 / 1. Chi prende la parola?

Samar, ora che con le file di banchi singoli il distanziamento carcerario è ancora più marcato, è tutta sola, al centro della classe. Non è in prima fila, perché non ha particolari problemi cognitivi, e non deve essere seguita dagli insegnanti di sostegno. Nemmeno è di quelle chiacchierone che vogliono intervenire sulla parola del prof una, tre, cinque volte all’ora, per dimostrare che loro sanno; di quegli egocentrici con la parlantina compulsiva, che ti fanno la domanda, e mentre cominci a rispondere si girano e continuano a parlare con altri tre, cinque compagni contemporaneamente, come un giapponese a Okinawa, che combatte contro soverchianti nemici sino alla morte, senza mollare la postazione da cui spara a raffica parole. No, Samar non è neanche una di quei due o tre che a inizio...