Scritture

Diritto e letteratura / Il caso Balzac

Nel 1896, Léon Daudet pubblicò un romanzo intitolato Le voyage de Shakespeare. Immaginava che un giovanissimo Shakespeare percorresse l’Olanda e la Germania, sino a giungere in Danimarca, e che a ogni tappa gli accadesse di essere testimone di vicende sconvolgenti. Qui una coppia di giovani amanti approdava al suicidio; là un vecchio abbandonato dalle figlie vagava solo nella tempesta… Alla fine del viaggio, il futuro poeta aveva assistito, dal vero, a tutti i drammi che avrebbe poi trasfigurato sulla scena. La narrazione di Daudet, brillantissima, suggeriva ai lettori un’ipotesi tanto fascinosa quanto indimostrabile: all’origine di ogni capolavoro shakespeariano doveva esserci stato un fatto reale. Questo romanzo, ammirato da Proust ma oggi dimenticato, mi è tornato in mente riflettendo...

Decolonizzazione e studi classici / Was Athena black?

Nel mese di marzo del 2019 una cinquantina di studenti impedì al pubblico di accedere all’anfiteatro della Sorbona in cui avrebbe dovuto svolgersi una rappresentazione delle Supplici di Eschilo. I manifestanti della “Ligue de défense noire africaine” e di altre associazioni di studenti di colore protestavano contro la pratica razzista del blackface a cui era ricorso il regista, il grecista Philippe Brunet, dipingendo di nero il volto delle attrici bianche che impersonavano il coro delle Danaidi. Vi è una certa ironia nel fatto che la protesta degli studenti di Parigi fosse rivolta proprio contro la rappresentazione delle Supplici. La tragedia di Eschilo gioca infatti un ruolo chiave nel libro di Martin Bernal, Black Athena, che è un tentativo di provare le origini afroasiatiche della...

Giorgio Vallortigara / Pensieri della mosca con la testa storta

Un giovane ricercatore osserva al microscopio il comportamento di alcuni curiosi insetti chiamati formicaleoni. Un suo amico gli chiede il motivo del suo interesse. Il primo risponde “Psicologia”. Al che il secondo replica scetticamente “Ne avranno poca!”. Con questo aneddoto che racchiude in sé molti fattori positivi e negativi della scienza contemporanea, inizia una ricerca affascinante che cerca di rispondere a una serie di domande fondamentali su di noi (e sui formicaleoni!). Il primo studente rappresenta lo sguardo innocente dello scienziato che non ha risposte preconcette. Invece il secondo incarna lo sguardo miope della scienza conservatrice che cerca solo la conferma dei propri pregiudizi all’interno di confini disciplinari.   La scienza, però, odia i confini e, a lungo...

Thierry Ménissier / Filosofia della corruzione

I media ci aggiornano giorno dopo giorno sugli episodi di corruzione che attirano l'attenzione della magistratura: un inarrestabile saccheggio della cosa pubblica, che suscita indignazione e rabbia. Puntualmente si invocano le “mani pulite”, salvo poi beccare i moralizzatori con le mani nella marmellata, come dimostra l'esemplare parabola della Lega di Umberto Bossi e Matteo Salvini.  Ogni volta ci scandalizziamo come se fosse la prima volta, ma la corruzione e il suo uso strumentale non sono certo una novità. Alessandro Barbero focalizza il suo Dante (Laterza, 2020) sulle ragioni e sulle conseguenze del processo politico che nel 1302 condannò il poeta all'esilio perpetuo per baratteria, “il termine con cui genericamente si indicavano corruzione, concussione e peculato” (p. 155)....

Ironia, invettiva, malinconia / Il canto dei popoli in cammino

La pandemia non ce l’ha fatta a spegnerla. Infinite certezze sono andate in pezzi ma la musica no. La musica è rimasta. Anzi, nel mondo non se n’è mai ascoltata tanta. Non il silenzio, ma i cori dai balconi, i violini e le chitarre hanno accolto il primo lockdown. E quando gli spazi collettivi si sono chiusi e il bilancio delle morti è diventato inguardabile, i concerti sono fioriti online e le playlist personali si sono moltiplicate.  Non poteva andare altrimenti, come indica l’ultimo libro di Roberto Carretta Fuga – Il canto dei popoli in cammino e altre storie (Acquario, 165 pp.). A guardarla in prospettiva s’intuisce infatti una spinta che si muove nel profondo. Una trama ampia e delicata. Una costante dell’anima che ci riporta nel flusso della storia. Stiamo navigando acque...

Fotografie della Sardegna / Lettera a Lisetta Carmi

Cara Lisetta, ci siamo conosciuti nel 1974, quando sono venuto a Genova insieme a Luigi Nono e Marino Zuccheri per registrare dentro l’Italsider i suoni e le voci del cammino dell’acciaio dall’altoforno al tondino, voci, suoni e rumori che poi sarebbero entrati ne La fabbrica illuminata. Quell’anno, in un campo sulla riva del Tevere dove Quartucci aveva il suo anfiteatro di legno e tu documentavi Aspettando Godot mi hai fatto una foto i cui si vede un masso che mi sta cascando in capo. Il filo di ferro che lo regge a un pagliaio non si vede. Come Eschilo, – ho detto – che un’aquila gli ha mollato un pietrone vedendo luccicare al sole la sua zucca pelata, e l’ha fatto secco.      Non mi avevi parlato delle foto in Sardegna, dalla famiglia Piras, là a Orgosolo. Orgosolo che...

Ferdydurke ritradotto / Gombrowicz, la maturità non è tutto

Leggere Gombrowicz è una pratica di igiene mentale che andrebbe ripetuta periodicamente. Non sono state rilevate controindicazioni; solo benefici (a meno di considerare il sottoscritto, che lo fa da cinquant’anni, la smentita decisiva). Per cui dovremmo essere grati al Saggiatore che da qualche tempo sta riproponendo la sua opera, anche con inediti come il diario intimo Kronos di cui hanno già parlato su doppiozero chi qui scrive e Francesco M. Cataluccio, santo protettore di tutti i gombrowicziani d’Italia. Ora è la volta di Ferdydurke, uno dei libri più importanti della prima metà del ‘900, nella nuova splendida traduzione (o riscrittura, dato l’alto tasso di invenzione linguistica del libro) di Irene Salvatori e Michele Mari, corredato da un’introduzione dello stesso Mari e da una...

Due romanzi / Viet Thanh Nguyen. Niente e così sia

Si riemerge dalla lettura delle oltre mille pagine di Il simpatizzante (Neri Pozza, 2016) e Il Militante (Neri Pozza, 2021) di Viet Thanh Nguyen come da un viaggio esotico che, nel farci scoprire mondi nuovi, acuisce le nostre capacità di introspezione. Il protagonista, a metà tra un personaggio di Dostoevskij che ha visto Apocalipse now e uno di Quentin Tarantino che ha studiato filosofia, ci conduce in una storia dolorosa, implacabile come la lentezza delle torture che lui deve sopportare, nei due momenti clou dei due romanzi. Divorato da una sete di verità talmente estrema da non risparmiarsi nessun sacrificio per placarla, nemmeno quello di se stesso, il protagonista vive il suo delitto e castigo senza redenzione rivelandoci squarci di...

Il teatro della memoria / Sciascia, il caso Bruneri Canella

Un noto fatto di cronaca degli anni venti viene utilizzato da Leonardo Sciascia per riflettere sul rapporto verità-menzogna. Nasce il racconto Il teatro della memoria, scritto nel 1981 (Einaudi lo stesso anno 1981, poi Adelphi 2004) che prende le mosse da una vicenda che ebbe eclatanti conseguenze giudiziarie. Ad essa sembrò ispirarsi Pirandello nella commedia Come tu mi vuoi del 1930, anche se questi oppose che semmai era stata la realtà a copiarlo. In realtà infatti è precedente, del 1917, il testo Così è se vi pare incentrato sul dramma dell’identità negata, dell’essere una persona per uno e un’altra per gli altri personaggi durante la prima guerra mondiale. Questo è il tema sottostante, che ondeggia tra le suggestioni e gli inganni della memoria, tra le ambiguità e le...

Una conversazione con la First Lady del cinema israeliano / Gila Almagor: L'estate di Aviha

Gila Almagor nasce nel 1939 a Petah Tiqvah, villaggio rurale a nord di Tel Aviv. La madre Chayiah era fuggita dallo shtetl di Kashnow in Polonia, poco prima che tutta la famiglia fosse deportata ad Auschwitz. Il padre fu ucciso a Haifa da un cecchino arabo pochi mesi prima che lei nascesse.  Mentre la madre è ricoverata in istituti psichiatrici, Gila Almagor, salvo rari momenti, trascorre l’infanzia in collegio e l’adolescenza nel villaggio-scuola di Hadasim. A 15 anni si iscrive a un corso teatrale alla Habima, il teatro di Tel Aviv e da lì, sotto la guida di Ya’kov Agmon, inizia la sua folgorante carriera teatrale e cinematografica. Frequenterà anche i corsi di recitazione di Lee Strasberg e Uta Hagen a New York.   Ha recitato in una cinquantina di film, alcuni...

Immagini simboliche / La metafora viva dell’alchimia

Ernst Cassirer lo aveva colto perfettamente: l’essere umano non è un animale razionale ma un animale simbolico; per noi, cioè, non è in alcun modo possibile accedere al reale senza l’intermediazione del simbolico che ne organizza l’esperienza. Ma che succede se proprio la più peculiare delle nostre caratteristiche si atrofizza, sino a farci temere di vivere in un mondo caratterizzato da un analfabetismo simbolico figlio di una sempre più diffusa e pericolosa tendenza alla letteralizzazione? Si tratta di una condizione più volte denunciata da James Hillman che invocava come antidoto il recupero della visione alchemica, nella quale Jung riconosceva una protopsicologia del profondo.      Ecco perché il libro Jung e la metafora viva dell’alchima, curato da Simona Massa Ope,...

Bestiario / La sapienza del corvo

Tutta la storia della civiltà umana si è sviluppata sotto l’occhio attento dei corvi. Dovunque i nostri antenati sono andati, dall’Africa verso l’area continentale europea o varcando lo stretto di Bering per scendere in quelle terre poi chiamate America, i corvi erano già lì. Avevano seguito i carnivori e gli animali di cui questi si nutrivano. I corvi sono onnivori come gli uomini, e tuttavia manifestano una spiccata preferenza per la carne e, poiché non cacciano, seguono i cacciatori, animali o uomini che siano, per nutrirsi dei resti del pasto altrui. Cinque o sei milioni di anni fa, gli antenati dell’Homo sapiens, ancora molto simili alle scimmie, erigendosi in piedi attraversarono il territorio africano in cerca di nuovi spazi. Probabilmente seguivano grandi mammiferi oggi estinti,...

“Our dead bodies must tell the tale" / Ultimo parallelo di Filippo Tuena

Era il 2007 quando Rizzoli pubblicava Ultimo parallelo di Filippo Tuena, uno dei romanzi italiani più importanti degli anni Duemila. Oggi, il Saggiatore, che aveva già ristampato il libro nel 2013, lo riporta in libreria in una versione ‘accresciuta’, che affianca al testo originale una serie di frammenti inediti e una prefazione in cui Tuena spiega come ha lavorato, e soprattutto come ha gestito la «messe spaventosa di dati» accumulati nel tempo.   Per chi oggi lo prendesse in mano per la prima volta, Ultimo parallelo racconta una storia realmente accaduta, quella di Robert Falcon Scott e degli uomini che assieme a lui, fra 1911 e 1912, tentarono la conquista del Polo Sud. I dati storici sono a disposizione di chiunque li voglia consultare, per cui non si svela niente di decisivo...

Controparola / Donne al futuro

Da quando ho scoperto che nella grammatica esistono termini marcati e termini non marcati – me li ha spiegati un illustre linguista amico di tastiera – non dico che non dormo di notte ma quasi. I termini non marcati, se ho capito bene, sono dominanti e includenti: per esempio il termine «giorno», che comprende il giorno e la notte; notte invece è un termine marcato, giacché designa soltanto il tempo dell’oscurità. Non marcato è uomo (ci avviciniamo al tema) in quanto comprende se stesso e anche la donna, la quale invece, guardacaso, è marcata quale «soltanto» donna.   Dovevo ripensare a questa disparità grammaticale nel leggere Donne al futuro, raccolta di saggi di donne che parlano «soltanto» di altre donne, uscito per il Mulino a cura delle amiche di Controparola. Si tratta di un...

Una nuova consapevolezza / I diritti giuridici della natura

Dal fine vita alle nuove tecnologie, dall’emersione di nuove forme di famiglia ai cambiamenti climatici, passando per il virus. È la natura – che di questi temi costituisce parametro di riflessione, corollario, presupposto di discorso – la protagonista del dibattito contemporaneo. Se si è soliti pensare che il tema della natura sia appannaggio esclusivo della filosofia, in realtà, di recente, essa viene spesso chiamata in causa da una disciplina ad esso tradizionalmente considerata estranea: il diritto. La questione della protezione della natura a fronte dei cambiamenti climatici, ad esempio, ha visto una massiccia mobilitazione del diritto che, proprio in rapporto a questi temi, ha prodotto innovazioni importanti. Si pensi, in questo senso, all’ampio dibattito suscitato dall’introduzione...

Una vita coraggiosa / Lady Montagu e il vaccino del vaiolo

Milady Montagute, così la chiamava Pietro Verri, nel lungo saggio Sull'innesto del vaiuolo, che chiude l'ultimo numero del “Caffè” (1766). Montegù, semplicemente e senza articolo, così era invece per Giuseppe Parini, nella lirica dal titolo molto simile (L'innesto del vaiuolo, 1765) che apre la raccolta delle Odi, dove veniva paragonata addirittura a Cristoforo Colombo per analogo ardimento e sprezzo dei feroci critici. Lady Montagu: questo il suo vero nome. Anzi, per la precisione, Mary Wortley Montagu nata Pierrepoint, figlia del conte di Kingston.  È una rappresentante privilegiata del Settecento, questo secolo elegante, frivolo, spregiudicato, vivace e spiritoso – e destinato a terminare in una carneficina generalizzata di teste tagliate.  Era una donna nobile, intelligente...

Due libri sulla traduzione / Con gli occhi dell’altro

Che il tradurre testi letterari sia un atto complesso, che richiede competenza e infinita pazienza, umiltà e coraggio, ammirazione per l’opera che si traduce e rispetto per i lettori della traduzione, è cosa ovvia fra chi si occupa di traduzione. Lentezza, pudore, responsabilità, competenza, ascolto inventivo o passività attiva, apertura all’altro, collaborazione, sono tutti termini che ritornano nelle belle riflessioni sul tradurre di una dozzina fra i più autorevoli traduttori italiani, raccolte In L’arte di esitare curato da Stefano Arduini e Ilide Carmignani e pubblicato da Marcos y Marcos. Nell’agile volumetto sono riportati i “discorsi di accettazione” dei vincitori del Premio di traduzione letteraria conferito durante l’ormai canonico appuntamento annuale delle Giornate della...

storia del dolore / Byung-Chul-Han. La società senza dolore

“Il filosofo tedesco più letto nel mondo” (El Pais), “La punta di diamante di una nuova, accessibile filosofia tedesca” (The Guardian), “Uno dei più importanti filosofi contemporanei” (Avvenire). Byung-Chul Han è, senza dubbio, uno dei pensatori attualmente più apprezzati a livello internazionale. I suoi libri sono letti e studiati non solo dagli addetti ai lavori nel campo della filosofia, ma in ogni settore disciplinare intento a decifrare con lucidità le caratteristiche del presente. Addirittura, Der Spiegel usa il termine “gratitudine” per l’audacia con cui il filosofo sudcoreano cerca di interpretare quella complessità del reale che, quotidianamente, rischia di sopraffarci e di soffocarci.   Il segreto dell’universale entusiasmo nei confronti di Han è riconducibile, soprattutto...

Un verso, la poesia su doppiozero / T.S.Eliot. Il tempo che distrugge è il tempo che conserva

È un verso dei Quattro quartetti (Four Quartet) di Thomas Stearns Eliot (tolto dal terzo dei quartetti, quello intitolato al nome di un gruppo di scogli presenti al largo della costa del Massachussetts, The Dry Salvages). Il verso riprende il tema che trascorre, con le sue variazioni tonali e meditative, retoriche e argomentative, lungo tutto il testo. Dico tema riferendomi al linguaggio musicale: di fatto il componimento di Eliot, nelle sue quattro grandi partizioni e nei singoli interni movimenti, è del tutto conformato alla struttura di una composizione musicale.    Come unire meditazione e forma, teoresi e ritmo, suono del pensiero e immagine, come portare il fuoco della riflessione – con le sue domande ultime sull’intreccio tra il vivere e il morire – nel suono del verso,...

Uno scrittore appartato / Gilberto Severini: lettere, cartoline, canzonette

Ho scoperto Gilberto Severini in un sabato di maggio, durante quella che per alcune settimane del 2020 abbiamo chiamato “fase 2”: mi ero sintonizzato sulle frequenze di Radio Popolare per ascoltare la nota trasmissione Sabato Libri, condotta da Roberto Festa, che nella puntata di quel giorno avrebbe ospitato una commemorazione del critico letterario Vittorio Spinazzola, mancato circa tre mesi prima. Mentre aspettavo di ascoltare ciò per cui mi ero collegato, appresi dal palinsesto che nella puntata era previsto anche un dialogo con Gilberto Severini intorno alla raccolta di racconti Quando Chicco si spoglia sorride sempre, pubblicata per la prima volta da Rizzoli nel ’98 e recentemente riproposta da Playground, editore che da anni si occupa di diffondere i nuovi titoli dello scrittore...

Cina, Egitto / ‘Ala Al-Aswani, La sindrome della dittatura

Gli amici di Doppiozero mi segnalano un saggio di ‘Ala Al-Aswani, La dittatura. Racconto di una sindrome. Negli ultimi mesi ho usato spesso questo termine per definire il regime in Cina, e il volumetto per Feltrinelli è buona occasione per pensarci su. Al-Aswani è egiziano, e la dittatura in Egitto viene definita tale da qualunque organo di stampa in Italia che, al contrario, non lo fa quando racconta la Cina. Mi sono attirato antipatie di troppo per l’insistenza con la quale sottolineo l’incomprensibile difformità. Gli amici sinologi mi ricordano, non a torto, che il comparire sulla scena globale del gigante cinese è accompagnato in occidente da una diffidenza xenofoba, incomprensione per le naturali differenze tra culture lontane, e che noi che la Cina conosciamo e amiamo dovremmo...

Un libro di Francesco Stoppa / Adolescenza e vecchiaia nella società dell'eterna giovinezza

Forse fra giovani e vecchi è arrivata l’ora di fare i conti. L’aria che tira è piuttosto pesante, volano recriminazioni, e il setaccio pandemico fa sì che ogni cosa sia soppesata e valutata dal punto di vista assoluto della sopravvivenza, in un generalizzato mors tua vita mea. Sembra che i guai combinati dai nuovi vecchi (dopo li vedremo) stiano venendo a galla tutti d’un colpo e che i ragazzi ne stiano prendendo coscienza e comincino a reagire. La questione è divenuta ormai cruciale poiché intacca direttamente il farsi quotidiano dei rapporti umani in senso lato, e, se non focalizzata, rischia di manomettere le dinamiche più essenziali di un indispensabile equilibrio generale della società. Le indicazioni generiche di un malessere intergenerazionale si avvertono ormai da tempo, che i...