raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Scritture

Libri e viaggi, storia e letteratura / Alla ricerca del confine orientale

Da vent'anni ormai si fa un gran parlare di Confine orientale. Quasi sempre con toni da tragedia. Di solito infatti l'immagine di quel territorio è accostata alla vicenda delle foibe e quindi evoca terrore, stragi, fughe. E tuttavia anche curiosità per un mondo spesso sconosciuto, percepito come esotico, anche quando si parla di una parte d'Italia, ad esempio Trieste. A questo tipo di curiosità rispondono tre libri usciti di recente:  Senza salutare nessuno. Un ritorno in Istria, di Silvia Dai Pra' (Laterza); La frontiera spaesata. Un viaggio alle porte dei Balcani, di Giuseppe A. Samonà (Exorma); Trieste selvatica, di Luigi Nacci (Laterza). Pur con stili, metodi e fini differenti, questi tre volumi sono in qualche modo complementari e finiscono per evidenziare in maniera simile...

Diario 3 / Le forze di marea

Di nuovo domenica, di nuovo cerco un ordine necessario alle parole che sia il più isomorfo possibile con il tempo passato in questa settimana. Ci penso, al tempo, seduto per terra mentre ritaglio piccole etichette su cui scrivere le iniziali di AW per matite e pennarelli, segnaletica di confine per un nuovo mondo. Cerco di calcolare, da insegnante, quale sarà questo perimetro di salvezza, lo spazio di ogni bambino che è lo spazio di un’intera comunità. Anche i colori ordinatamente riposti nell’astuccio di mia figlia sembrano indicare un orizzonte di normalità di cui forse abbiamo tutti bisogno, a partire dagli adulti. Non è forse un necessario atto educativo costruire una serenità per figli e figlie? In classe e fuori? Con attenzione, rispettando la paura e la morte, anche con rigore...

Una conversazione con Mario Barenghi / Otto domande sui nostri Poetici primati

Il tuo libro ha come sottotitolo Letteratura e evoluzione, ma l’impressione è che parli molto più di evoluzione che non di letteratura, anzi qualcuno ti obiettato questo, che tu, nonostante sia un eccellente critico letterario, ti sia soffermato su un campo non tuo. Vero. Le ragioni sono diverse. In primo luogo, sentivo la necessità di mettere in chiaro alcuni problemi fondamentali riguardo a un terreno di studi, l’evoluzione appunto, che non rientra nelle mie competenze. Ci sono alcuni punti fermi raggiunti dalla paleontologia che mi pare abbiano un grande rilievo culturale, cioè che possano incidere sulla nostra visione del mondo, come il fatto che svariate specie ominidi siano coesistite fino a un passato relativamente recente. In particolare, poi, mi sembrava indispensabile mettere un...

Rodari 100 / Dove finiscono le favole senza fine

A un bambino dei nostri giorni il titolo Favole al telefono deve sembrare qualcosa di incredibilmente inattuale, quasi quanto quello delle Favole al telefonino con cui Fabian Negrin ha omaggiato il capolavoro rodariano nel 2010, a quasi cinquant’anni dalla sua uscita (1962). Oggi il termine telefonino è sempre meno utilizzato, forse perché chiunque si è reso conto che gli oggetti che teniamo con noi la maggior parte del tempo sono solo accidentalmente dei piccoli telefoni, e nonostante le inesauribili possibilità di comunicazione sembrano incapaci di restituire la strana sensazione di prossimità caratteristica di una telefonata. D’altro canto, non deve trarre in inganno il fatto che il telefono di cui parla Rodari sia in realtà una molteplicità di apparecchi pubblici, adoperati da un...

Il circo delle pulci

Uno dei più bei libri sui parassiti domestici l’ha scritto Karl von Frisch ed è stato pubblicato in Germania nel 1976 quando l’autore aveva già novant’anni, essendo nato nel 1886 a Vienna. S’intitola Dodici piccoli coinquilini; e con ogni probabilità fa il verso al famoso romanzo di Agatha Christie, Dieci piccoli indiani, uscito in volume nel 1939. Lo zoologo austriaco, vissuto gran parte della sua vita a Monaco, nel 1973 aveva vinto il Premio Nobel per le sue scoperte sul linguaggio delle api, e per questo è ricordato ancora oggi nei libri scolastici. Ma non è stato solo uno specialista di questo particolare insetto così amato per la produzione di miele e di cera. Nel 1923, quando aveva trentasette anni, von Frisch si era applicato allo studio dei pesci e aveva dimostrato che possiedono...

Lucca / Ganzo Bao

Riduttive le sue accezioni “ganzissimo”, “è veramente divertente”.  Sintetizza una lunga frase – tipo: ‘meglio non c’è per sentirsi bene insieme godendoci la vita’ – che spinge a diventare ganzo anche chi la dice. Vale per un gioco, un piatto, un viaggio, una lettura, un vernacolo.   “Parlà lucchese è ganzo bao” è il motto di un gruppo che si propone di tenere in vita usi e costumi della Lucchesia.  Ma, essendo “ganzo bao”, si ritrova anche in periodici appuntamenti dal vivo per godere delle tradizioni gastronomiche locali. “Ganzo”, utilizzato da solo – oltre alla versione peccaminosa di amante, in toscano – significa “intelligente, divertente, scafato, eccezionale, incredibile”. Bao è rafforzativo. Si impiega anche in modo generico, tipo “è caro bao” = “è carissimo”, “è...

Bifo, Fenomenologia della fine

Nell’autunno del 2018 ho contribuito a organizzare un incontro del FILL, il festival di letteratura italiana a Londra, intitolato The Hisotry of Now: i tre ospiti erano Walter Siti, Olivia Laing e Ali Smith e il tema era quello del rapporto tra scrittura e una realtà che già allora appariva in vorticosa trasformazione. Il programma descriveva l’evento così:   Literary writing works on a different time scale than the tumultuous flow of news that we live in. How can a literary story, taking months or years in the writing, try and reflect the turns and shocks of a world that seems to change radically day by day?   Gli ospiti erano stati scelti perché autori di una scrittura sperimentale che faceva del confronto con il presente la propria cifra stilistica: Ali Smith per il “seasonal...

Gianni Clerici / 2084 La dittatura delle donne

Gianni Clerici è considerato uno dei maggiori esperti di tennis del mondo. Tennista in gioventù, è diventato famoso come giornalista sportivo per vari quotidiani (i maggiori), e poi per molti anni come commentatore televisivo in coppia con Rino Tommasi. I suoi libri, anche quando sono narrativa, riguardano soprattutto lo sport. Con 2084 La dittatura delle donne, Baldini Castoldi 2020, però per la prima volta si dedica a tutt’altro genere, con un esordio che arriva in occasione del novantesimo compleanno, festeggiato a luglio di quest’anno.   Il titolo fornisce il segno chiaro del romanzo. Si tratta di distopia, con un influsso indiscusso da Orwell. Come nel caso dell’autore inglese 1984 era la combinazione numerica dell’anno in cui fu scritto (1948), così in Clerici “2084” vuol...

Carteggi amorosi / Simone de Beauvoir e Nelson Algren

Si potrebbe dire che a volte, o forse quasi sempre, le storie d’amore intreccino in modo periglioso e sorprendente un aspetto programmatorio e un anelito fusionale. Un po’ l’Altro lo si programma, lo si muove e ci si fa muovere allontanandosi e avvicinandosi; un po’ invece, su un versante talvolta stucchevole talvolta impetuoso, se ne viene assorbiti, si desidera indifferenziarsi, ci si unisce a lui o lei in un legame coesivo. In ogni corrispondenza, propria o altrui, meditata o sbrigativa, contemporanea o del passato, non è difficile rintracciare slanci di un tipo e dell’altro. E non sembra fare eccezione il corpus di trecentoquattro lettere che, nel corso di più di diciassette anni, dal 1947 al 1964, Simone de Beauvoir ha scritto a Nelson Algren. Di uno slancio del primo tipo: «Sei...

Idioletto famigliare / Barnasc

Le mie origini sono miste, ma come dico sempre io, sono austroungariche... I miei nonni: veneti al confine con il Trentino da parte di padre, friulana di Udine la nonna materna e milanese doc il nonno... Una parola a me cara è Barnasc... che era la paletta per raccogliere il carbone da mettere nella stufa. Un aneddoto a tal proposito riguarda mio nonno che parlava quasi solo milanese: un giorno disse a mia madre: "dam el barnasc" (dammi la paletta). Mia nonna lo apostrofò dicendo: " parla in italian cun la tus " e mio nonno... “Cina (chiamavano così mia mamma, diminutivo di Vincenzina) per piesè portami il" barnaccio".

Pasolini, Comisso, Parise / Nico Naldini e i suoi grandi amici

Il vero Nico Naldini si nascondeva più nelle risate che nei silenzi. Quando superava la sua ritrosia tutta friulana, quando si lasciava dominare da quella “corda pazza” individuata da Raffaele La Capria in Goffredo Parise e Giovanni Comisso, da quel lampo di follia creativa e umanissima tutta veneta, diventava il più straordinario narratore che si potesse incontrare. Perché lui, che non si è mai adagiato nel ruolo di cugino prediletto di Pier Paolo Pasolini, conosceva il dritto e il rovescio degli scrittori, dei registi, degli intellettuali che hanno attraversato il ‘900. E spesso, era proprio esplorando il versante segreto del personaggio raccontato che riusciva a scoprire la sua vera essenza. Accompagnando sempre ai ricordi quel ghigno che Dacia Maraini interpretava come una...

Mengaldo / Franco Fortini: il Super Io

Siccome quando discutono della poesia dell’ultimo mezzo secolo non sono d’accordo su nulla, e anzi nemmeno si capiscono, i letterati italiani continuano a raccontarsi come una favola rassicurante la storia del pieno Novecento, che magari giudicano in modi opposti, ma la cui trama sembra a tutti abbastanza chiara. E a forza di raccontarla, alcuni dei suoi protagonisti ne escono fuori stilizzati come i caratteri di un dramma. Tra i poeti che hanno avuto un ruolo pubblico rilevante dal dopoguerra agli anni Settanta, si potrebbe dire che Franco Fortini rappresenta il Super-Io, Pier Paolo Pasolini l’Es, e Vittorio Sereni l’Io. Super-Io ed Es appaiono imponenti, ma non provocano la partecipazione emotiva che i lettori dimostrano davanti al fragile Io sereniano, il cui fascino sta nella scelta...

The garden in the machine / Grattacieli e giardini

In un certo senso non esiste un’opposizione più marcata di quella tra grattacielo e giardino.  Il grattacielo rappresenta il punto culminante dell’architettura, uno slancio in alto più potente di qualsiasi verticalità di origine vegetale. In quanto iper-artefatto, il grattacielo si dà come simbolo vittorioso dell’uomo-costruttore. Un edificio di questo genere per reggere deve necessariamente essere artificio estremo, struttura, cemento armato, accumulo di materiali sapientemente assemblati.  Al contrario, il giardino, anche nei rari casi in cui assuma una forma prevalentemente minerale, è una metonimia della natura. Per essere considerato un giardino, deve rimanere vivo e capace di cambiare sostanza e forma, senza perdere la sua natura. I giardini evolvono incessantemente, e...

Diario di un insegnante 2 / La singolarità

Non credo di essere capace. Tenere un diario, misurare il tempo con le parole, ordinare eventi, incontri, persone; operazione difficile in tempi normali, impossibile in tempi confusi, almeno per me. Provo allora alla rovescia, parto dal fondo per ricordare gli ultimi giorni; come i mille cocci di porcellana che dal pavimento si ricompongono salendo verso l’alto in una tazza perfetta appoggiata in bilico sul tavolo, come una foglia che dall’erba torna in direzione contraria fino a risaldarsi al ramo d’origine, come dell’acqua sporca che improvvisamente torna limpida restituendo una goccia sferica di inchiostro. Risalire il tempo, ci racconta la termodinamica, non è cosa semplice, ma almeno qui è possibile.   Allora inizio dalla fine, da queste curve della strada che da Sauris mi...

Difficile fraternité / Massimo Recalcati, Il gesto di Caino

Nel suo ampio percorso di rilettura antropologica e sapienziale dei testi biblici, dopo La notte del Getsemani (Einaudi 2019) Massimo Recalcati risale ora alle origini. Con Il gesto di Caino (Einaudi 2020) si dedica ai racconti che aprono le Scritture bibliche, situando il primo omicidio-fratricidio della storia all’interno degli inesauribili capitoli iniziali del libro della Genesi.   L’istanza di fondo della sua ricerca è chiara fin dall’introduzione: “Potremmo pensare che l’amore per il prossimo si possa raggiungere solo passando necessariamente attraverso il gesto distruttivo di Caino? Quello che è certo è che nella narrazione biblica l’amore per il prossimo viene dopo l’esperienza originaria dell’odio. Essa non istituisce alcuna retorica altruistica, non racconta una...

Scarabocchi / Un indovinello di Lewis Carroll

Dal 18 al 20 settembre torniamo con Scarabocchi: distanti e cauti con il nostro festival a Novara. Lo abbiamo pensato con lezioni online e laboratori, per bimbi sopratutto, in presenza. Per esserci. con i corpi, che è il tema di questa edizione. Qui il programma. Chiara Lagani e Lewis Carroll saranno con noi per una conferenza-puzzle (per bambini dai 6 ai 100 anni) domenica 20 settembre alle ore 17, per la chiusura della terza edizione del festival!    Ditemi, se lo sapete, miei cari fanciulli Dove si trovano queste meraviglie: Un dente di leone e un occhio di bue, Un piede di gatto e una coda di volpe, Una lingua di cane e un’orecchia di topo, Infine una barba di capra tutti legati insieme… Dai capelli di Venere! 

Trevor Cox / La voce: da Neanderthal ad Alexa

Tradurre un titolo non è mai un’operazione banale. Trevor Cox, studioso di acustica, ha pubblicato nel 2019 Now You’re Talking: Human Conversation from the Neanderthals to Artificial Intelligence, un agile e accattivante studio sulla storia dell’oralità. Una versione letterale del titolo avrebbe potuto essere qualcosa come «Questo sì che è parlare», «Questo si chiama parlare». Nel presentare il libro ai lettori italiani la casa editrice Dedalo ha optato per una dicitura diversa, e peraltro non impropria: A ciascuno la sua voce. Come parliamo e ascoltiamo dai Neanderthal all’intelligenza artificiale (pp. 288, € 17). Come si vede, la rinuncia a rendere l’espressione idiomatica e la scelta di puntare sul tema fondamentale della voce si ripercuote sul sottotitolo, chiamato a mettere in...

Dialetto basso-mantovano / Sùfil

sùfil (ma che sùfil che sei!)   con questo termine veniva indicata una persona schizzinosa, oppure noiosa, ma sempre in termine dispregiativo. Deriva probabilmente dal termine “zu viel”, ampiamente orecchiato dai soldati tedeschi acquartierati nel paese durante la guerra.

Breve viaggio / Tra le montagne

In questa estate 2020 abbiamo avvertito ancora il disagio, la paura, il desiderio di distanza portati dal coronavirus. Anche il mondo delle librerie e delle case editrici è stato ferito dalla pandemia. Eppure in tanti è forte il desiderio di accostare libri e montagne, seguendo fili e temi diversi, inseguendo passioni, sogni e rimpianti.  L’ultimo libro di Marco Albino Ferrari, Mia sconosciuta, è sorprendente. Avevo letto le sue opere precedenti, parlato con lui tante volte, provando ammirazione per lo scrittore e per l’organizzatore di redazioni, avvertendo sempre un sottile distacco tra lui e le sue storie, tra lui e gli altri. Mi è parso sempre molto concentrato e attento nel misurare le parole. Questa vicenda è invece intima e personale, racconta il rapporto con Rosamaria, sua...

I lombrichi di Darwin e il mondo che sprofonda

Nell’estate del 1837 Charles Darwin accompagna lo zio Jos Wedgwood a passeggio nel giardino di Maer Hall. Il giovane scienziato ha ventisette anni ed è appena tornato dal viaggio intorno al mondo sulla Beagle; ora tra i suoi passatempi c’è il giardinaggio e la lettura di romanzi. Lo zio gli mostra un terreno incolto in cui anni prima erano state sparse calce e cenere, e che adesso non si vedono più. Si scorge solo uno strato argilloso. Jos spiega al nipote che probabilmente erano stati i lombrichi a compiere questa trasformazione. Come raccontano nella loro monumentale biografia di Darwin Adrian Desmond e James Moore (Darwin, Bollati Boringhieri), lo zio pensa che questi dettagli di giardinaggio non interessino molto a Charles, il quale sta lavorando alle proprie ricerche su scala...

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare / Come i funghi salveranno il mondo

“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”, che sia del padre di John F. Kennedy o di John Belushi, certamente la frase si applica alla perfezione al variegato universo che chiamiamo funghi. Con la complicità del senso di collasso immanente che ci pervade ormai da tempo, cerchiamo affannosamente soluzioni alla crisi guardando agli altri sistemi intelligenti che popolano il pianeta e dopo la grande “scoperta” delle piante ora pare sia arrivato il momento dei funghi. Sono esseri in grado di demolire rocce, petrolio, poliuretano, tritolo e non solo resistono alle radiazioni nucleari, ma pare siano in grado di sfruttarle, come dimostra la colonia di funghi che prolifera nel reattore di Chernobyl. Dopo la catastrofe di Hiroshima il primo essere vivente a spuntare dalle macerie...

Dialetto trentino / Strangossar

“L’è tutta la vita che strangosso”, “l’ha strangossà tutta la vita”. È il verbo del desiderare fortemente, talvolta del desiderio che non si riesce a soddisfare o del desiderio irrealizzabile. Composto da extra che dà il senso del superlativo o da trans, aldilà e da angossar che ricorda angosciare che viene dal latino angĕre, per stringere, essere in affanno, provare struggimento (ma anche dal tedesco Angst). Insomma, si può strangossar anche di un buon gelato o di una bella automobile ma quel che mi colpiva nell’ uso che ne facevano i miei nonni era lo strangossar senza oggetto, “senza frutto” direbbe Dante :”tutta la vita a strangossar…”