Scritture

Periferica e Cinema Mattotti / Lorenzo Mattotti Underground

Curiosa la doppietta editoriale che Lorenzo Mattotti ci riserva in prossimità di Natale: Periferica e Cinema Mattotti, come dire: il Mattotti marginale e quello che ha sfondato, il Mattotti underground e il mainstream. Procediamo per gradi.   «Senza queste storie non avrei mai imparato cosa significa disegnare». Edito da Rizzoli Lizard, Periferica. Storie ai margini è un romanzo visuale di formazione dove la formazione è l’autoformazione artistica di Mattotti. Va da sé che si tratta di un’occasione ghiotta, anche considerato che le storie sono introdotte da testi scritti dall’autore ad hoc, tanto eloquenti dal punto di vista biografico quanto illuminanti sul piano dell’evoluzione stilistica, dai quali non mancherò di estrapolare sfiziose citazioni. Gli ancora non contagiati dalla...

Un libro di Laura Pigozzi / Sorelle: il mistero di un legame

“La sorella rappresenta per ognuna un limite ma anche la possibilità di capire cos’è un legame: ci spodesta dal trono dell’unicità, fa argine al nostro narcisismo, può provocare una sconfinata gelosia, ma senza di lei non impariamo a far coesistere differenza e uguaglianza, cioè gli assi cartesiani di ogni progetto di umanizzazione”: così Laura Pigozzi riassume l’intento che guida il suo ultimo libro, edito da Rizzoli, dal titolo già di per sé esplicativo, Sorelle. Il mistero di un legame tra conflitto e amore. Attraverso il dono di una scrittura sospesa a metà tra rigorosa riflessione di teoria psicoanalitica e pretesto narrativo, Pigozzi racconta alcune storie di sorellanza, storie “vere” e talvolta tremende che offrono all’autrice il pretesto per riflettere sulle ombre di un rapporto...

Un saggio di Schiavone e Galli della Loggia / Una profezia per l’Italia: ritorno al sud

Non sempre la fusione tra due soggetti ha un esito felice. In politica abbiamo più di un esempio di amalgama mal riuscito. E anche nella scrittura non è facile fondere due personalità, due intelligenze, due stili di pensiero diversi. Sono certo – conoscendoli bene – che un timore del genere lo abbiano avuto anche Galli della Loggia e Schiavone durante la stesura di Una profezia per l’Italia. Ritorno al sud (Mondadori, 2021). Ebbene, adesso posso dire che era un timore infondato. Non perché i due autori non siano diversi – lo sono, nelle competenze disciplinari, nella prospettiva analitica, nel carattere. Ma perché in questo caso le loro differenze, anziché stridere, hanno interagito positivamente, sommandosi in un saggio di grande qualità – solido, coraggioso, innovativo. I due tratti più...

Storia del creatore della Pléiade / Jacques Schiffrin. Un editore in esilio

Nel 1931 esce a Parigi il primo volume della “Bibliothèque de la Pléiade”. È identico a quelli che conosciamo oggi: copertina in pelle, decorazioni in oro, papier bible, caratteri Garamond, il fiore all’occhiello dell’editoria francese. Il suo fondatore però non è francese “de souche”, e neanche di prima generazione. La sua storia racconta gran parte del ‘900 e attraversa geograficamente il mondo di quel “secolo breve”. Jacques Schiffrin. Un éditeur en exil è infatti il titolo del volume di Amos Reichman pubblicato, con un’introduzione di Robert O. Paxton, dalle edizioni Seuil, nella bella collana “La librairie du XXIème siècle”. Jacques Schiffrin, Yacha all’epoca, era nato nel 1892 a Baku in Azerbaigian, negli anni della “corsa all’oro nero”. Suo padre, Saveli Schiffrin, arrivato dall’...

L’altra metà del cielo / 494 - Bauhaus al femminile

Leggere che tra le Bauhausmädels, le ragazze del Bauhaus, c’era anche una misteriosa italiana, addirittura allieva di Kandinskij, è stata un'autentica sorpresa. Autrice di questa scoperta è Anty Pansera, ce la rivela nel suo libro 494 – Bauhaus al femminile, recentemente pubblicato da Nomos Edizioni (pp. 302, € 24,90) che sarà presentato l'11 gennaio in Triennale. Quella fanciulla si chiamava Maria Grazia Rizzo ed era di Avellino. Su di lei, come su tutte le 494 donne del Bauhaus, in totale nel corso dei  suoi 14 anni di esistenza, da Weimar, a Dessau, a Berlino: 475 studentesse, 11 docenti, 6 donne intorno a Walter Gropius, 1 manager, 1 fotografa, Pansera ha condotto una ricerca archivistica mirata e inedita che ha finalmente disvelato le loro storie personali e messo l’accento...

12 dicembre 1960 – 7 gennaio 2022 / Vitaliano Trevisan. Un ponte, un crollo

Una volta Vitaliano Trevisan mi mise le mani addosso. Ad Asiago, il bellissimo altopiano che sovrasta la nostra città comune, Vicenza. All’ingresso di non so più che evento culturale. Forse una decina, o dozzina di anni fa. Sono un disastro con le date, e in generale la memoria funziona più a frammenti che con un approccio storico: ricordo quel che ricordo, quando capita. E poi sono benedetto da una sorta di oblio delle cose spiacevoli. Anche questo episodio me l’ero pressoché dimenticato. A ricordarmelo è stato proprio lui, pochi mesi fa. Con la prima di una serie di telefonate che ricucivano un rapporto sfilacciatosi tanti anni prima.    Può sembrare strano citare un fatto simile. Strano come commemorazione di un morto. Strano, ovviamente, il fatto in sé. E strano che sia...

Lettere dai manicomi / Artaud: sono nato dal mio dolore

Due nuovi libri ci riportano alla corrosiva e non dimenticabile voce di Antonin Artaud: L’ombelico dei limbi. Seguito dalla Corrispondenza con Jacques Rivière (I fiocchi, MC edizioni, Milano, 2021), e Sono nato dal mio dolore. Lettere dai manicomi 1937-1946 (Edizioni Medusa, Milano, 2021) entrambi curati da Pasquale di Palmo. Artaud nasce a Marsiglia nel 1896. Inventore di teorie teatrali (Il teatro e il suo doppio), viaggiatore (Messico e Irlanda), oppiomane, scrittore di prose surrealiste (L’arte e la morte, Il pesanervi), romanzi visionari (Eliogabalo), poesie (Poesie della crudeltà), attore teatrale e cinematografico (La passione di Giovanna d’Arco, La leggenda di Liliom, L’opera da tre soldi, Napoléon, La coquille et le clergyman). Teorico del teatro, partecipa al gruppo surrealista...

Nastassja Martin e il corpo umano-non umano / Incontrare l’orso

Sono una donna seduta sugli scalini a mangiare pane e bacon.  Quello è un orso.  Non un orsacchiotto di peluche, non l’orsetto dei cartoni animati,  non il koala della compagnia aerea.  Un orso vero. Marian Engel, Orso   25 agosto 2015, Ključi, penisola della Kamčatka, estremità orientale della Russia, zona inaccessibile che ospita una base segreta dell’esercito russo. Il paesaggio è vulcanico, la foschia va e viene, il freddo della tundra ad alta quota è intenso. Su un altopiano arido Nastassja Martin, una ragazza di ventinove anni, non si rende conto, a causa delle asperità del terreno, della presenza di un orso bruno. Non è in agguato, ed è sorpreso quanto lei di ritrovarsi faccia a faccia a due metri di distanza con un altro vivente, difficile ignorarsi. L’...

Un saggio del biologo Roland Ennos / L’età del legno

L’età del legno, il saggio del biologo britannico Roland Ennos, è il frutto di due tendenze problematiche dei nostri tempi: da un lato, la nuova religione della natura, cioè il tentativo sentimental-ormonale di “ricucire” la relazione con la “natura violata”, dall’altro, il ricorso a teorie tuttologiche, che culminano di recente negli insopportabili libri di Harari con la loro propensione a spiegare la storia dell’umanità tout court. In verità tali bestseller ritornano in modo ciclico, vedi il successo delle Kulturgeschichten di Egon Friedell negli anni Venti. Partendo dalla funzione e dalla storia degli alberi, Ennos ricostruisce quattro tragitti diversi: una prima tappa riguarda la storia animale della relazione con gli alberi, una seconda la nascita della civiltà, una terza l’epoca...

Petèl, dialetto, poesia / Zanzotto, la lingua che non si sa

Sostare sulle riflessioni di Andrea Zanzotto che riguardano il fatto linguistico, ovvero la facoltà e l’effettiva pratica dell’umano parlare, è sempre bello, all’inizio e poi – parafrasando Rilke con un sorriso – un po’ tremendo. C’è sempre in questi frangenti il passaggio, la frase, l’aggettivo che imprime nel discorso qualche avvio di vertigine. Zanzotto, insomma, ci fa “girare la testa”, in un senso, che è quello che ci fa rivolgere lo sguardo a qualcosa che non avevamo visto; in altro senso però ci lascia a volte “confusi e felici”, come gorgheggiava la cantautrice Carmen Consoli, e non proprio certi, però, alla fine, di aver compreso tutta la strada percorsa. Per fortuna questo “non capire tutto” è anche un forziere spalancato di altre domande, con le quali continuiamo il nostro...

Solitudini / Il paradigma del singolo

La pressione della realtà fa sì che le persone cambino o è la pressione degli uomini che trasforma la realtà? La domanda sappiamo che è inutile, lo scorrere dei due elementi uno sull’altro ha sempre fatto sì che le risposte fossero solo e soltanto funzionali a una qualche finalità specifica – culturale, politica, sociale, economica. Diciamo che ci sono momenti storici in cui ce la si prende con la realtà (che cosa voglia dire, peraltro, non è mai abbastanza chiaro) e altri con le inclinazioni umane, ma senza mai ottenere il quadro di una oggettiva descrizione dei fatti. La pandemia ne è un esempio perfetto. Questa dinamica macroscopica fa da sfondo all’avvicendarsi delle mutazioni antropologiche che caratterizzano le nostre esistenze; l’umanità si evolve introducendo delle varianti che a...

Dall’Urss: Molière e Arianna / Bulgakov e Cvetaeva: la distanza e la passione

L’Unione Sovietica negli anni venti e trenta diventò luogo ostile a scrittori e poeti. Qualcuno, come Marina Cvetaeva, era all’estero; qualcun altro, come Michail Bulgakov, dopo i successi dei suoi primi libri, fu sottoposto a feroce censura. Majakovskij si suiciderà nel 1930: in quella decade molti finiranno nei gulag o fucilati, oppure rimarranno oscurati.  Due libri, Arianna di Marina Cvetaeva, un testo teatrale uscito in autunno per Mimesis, e Vita del signor de Molière di Michail Bulgakov, in libreria il 10 gennaio per Feltrinelli, riportano all’attenzione la questione. In più ci ricordano quante possibilità abbia il teatro, oltre il momento della rappresentazione. Il primo, un testo drammatico, potremmo rubricarlo sotto la voce teatro di poesia, arduo da rappresentare, una...

Il libro dei disegni di William Jones / Meravigliose farfalle e falene

«La farfallina color zafferano che veniva ogni giorno a trovarmi al caffè, sulla piazza di Dinard, e mi portava (così mi pareva) tue notizie, sarà più tornata, dopo la mia partenza, in quella piazzetta fredda e ventosa?». Così s’interroga Montale a metà degli anni Cinquanta nella breve prosa intitolata La farfalla di Dinard, che mescola con poche pennellate fulminee ironia, amore, ricercatezza di stile attorno alla figura evanescente della “farfallina color zafferano”. Farfalle e falene, in effetti, sono da sempre fonte di ispirazione per la letteratura e per la poesia, nonché per le arti visive. Se è vero che una serie per lo più continua di riprese, rimodulazioni, rivisitazioni corre tra gli antichi miti classici dedicati a Psiche (farfalla/anima, in greco) e le numerose occorrenze di...

10 gennaio 1937 - 2 gennaio 2022 / Celati: esercizi per fronteggiare il vuoto

1. Non ricordo la prima volta che Gianni Celati è venuto al mio paese, ricordo benissimo la sua prima lettera in cui mi annunciava che avrebbe pubblicato sul Manifesto tre miei racconti per una sua rubrica. Le lettere che mi mandava mi piacevano più dei suoi libri dove racconta storie. Avevo da poco letto con partecipazione la frase di Zanzotto: io non narro quasi mai e non mi importa molto del narrare. Anche Zanzotto mi scriveva spesso, ma le lettere di Celati erano piccole opere, anche il semplice saluto per mio padre o per mia suocera aveva una sua grazia. Per me Celati è nelle lettere, nelle prefazioni, nelle interviste, nei film, a partire da quello con Ferrario, è nelle conversazioni. Ne ricordo una mentre andavamo verso la pianura campana, parlammo del mistero di avere dei fratelli...

Disabilità e liberazione animale / Bestie da soma

Scrivendo di Saartjie Baartman, la Venere nera, mi sono stupito di trovarla, unico umano, nella Histoire naturelle des mammifères: avec des figures originales, coloriées, dessinées d’après des animaux vivans di Etienne Geoffroy Saint-Hilaire e Frédéric Cuvier, individuata come femmina boscimane. A giustificare la sua presenza, due tratti fisici peculiari, il “cuscino posteriore delle Ottentotte”, come lo chiamava Cesare Lombroso, e il “grembiule” delle Ottentotte stesse, l’iperplasia delle piccole labbra. Il corpo non conforme relegava nel regno animale, evidentemente, mai ci sarebbe finito uno studioso di anatomia comparata francese, come gli autori.     Scorrendo le cartelle cliniche dell’ex ospedale psichiatrico di san Servolo a Venezia, per una ricerca sull’...

James Hillman, Silvia Ronchey / L’ultima immagine

Ci sono libri che possono essere ricapitolativi di tutta la vita, nei quali alcuni concetti chiave della produzione teoretica precedente giungono a una chiarificazione definitiva: è questo il caso di L’ultima immagine, il libro-dialogo di James Hillman e Silvia Ronchey (Rizzoli, pp. 258, euro 19), che racchiude colloqui avvenuti a Ravenna nel 2008, sotto la guida dell’esperta bizantinista e, nel 2011 a Thompson Connecticut, negli ultimi giorni di vita del padre della psicologia del “fare anima”, ormai costretto a letto dalla malattia in stadio terminale. Due temi, in particolare, s’intrecciano e si svelano meglio di quanto non fosse avvenuto in precedenza: “l’anima mundi”, che si rivela innanzitutto come una peculiarità dello sguardo psichico capace “di vedere per mezzo di immagini” e “il...

Ravenna 28/31 dicembre, 1 gennaio / Giorni felici

martedì   Ieri è finita la mia quarantena. Oggi è il primo giorno di libertà. «Un altro giorno divino. (Pausa. A bassa voce) Comincia, Winnie (Pausa). Comincia la tua giornata (Pausa)».  Rodolfo mi ha regalato Giorni felici, il nuovo fumetto di Zuzu da poco uscito per Coconino. «L’ho sfogliato e ho pensato che ti sarebbe piaciuto» ha detto. «La protagonista vuol fare l’attrice e sta preparando un provino, il monologo di Winnie da Giorni felici di Beckett».  Claudia è un personaggio sconcertante. Nella prima sequenza, in topless e mutandine, si staglia contro un mare di trattini celesti e strane scogliere e balza spericolata di pietra in pietra. Poi le capita qualcosa. «Claudia… ma sei tutta sporca di sangue… Hai le mestruazioni. Non te ne sei accorta?», le grida Guido, il...

10 gennaio 1937 – 2 gennaio 2022 / Per Gianni Celati

Davide Ferrario ci ha mandato questo filmato, le immagini sono tratte dal suo film, Mondonuovo, una biografia visiva di Gianni Celati attraverso i luoghi dello scrittore e il suo camminare.      

Parole per il futuro / Visioni

Da qualche tempo sono affascinato dalle esalazioni della parola visioni, al plurale perché a volte al singolare si combina con quanto emanano fissazione, ortodossia, costrizione, trasformando ciò che può essere un profumo in mefitici miasmi. Parlandone qui la userò anche al singolare, sempre considerando che è nella pluralità che esprime la sua capacità di incidere positivamente sul reale. E siamo subito alla contrapposizione più comune: visione/reale, dove, avvicinata a quello che potrebbe essere visto come il suo nemico naturale, emana immaginazione, progetto, utopia.    Nell’immaginario comune il visionario è qualcuno lontano dalla realtà quotidiana, quello che vive proiettato in un futuro che però vede solo lui, quindi un disadattato, spesso ai margini della società, quando...

Un libro-autoritratto / Michele Mari, Le maestose rovine di Sferopoli

Parlando all’ingrosso, i libri di racconti si dividono in due grandi categorie: le raccolte organiche e le raccolte eterogenee. Le prime sono caratterizzate da un’evidente coesione interna, dovuta a vari fattori: la ricorrenza del personaggio protagonista, la costanza dell’ambientazione, l’omogeneità tematica, il registro stilistico dominante. Le seconde presentano invece connotati programmaticamente variegati. Tanto per esemplificare dall’opera di Calvino, alla prima categoria appartengono Marcovaldo, le Cosmicomiche, Gli amori difficili, Palomar; alla seconda, Ultimo viene il corvo e Ti con zero.   Ovviamente la dicotomia non va assolutizzata: non è difficile immaginare casi intermedi, in cui gli elementi unitari e aggreganti, da un lato, e i fattori centrifughi, dall’altro,...

L’opera completa / Bassani poeta

A colpire il lettore quando legge, anche a distanza di anni, i libri di Giorgio Bassani, è l’apparente trasparenza della narrazione e delle intenzioni; tutto è racchiuso lì, nell’angusta cornice delle mura di Ferrara, negli anni compresi tra le leggi razziali e la fine della seconda guerra mondiale, e tutto è apparentemente in chiaro, esplicito, eppure niente lo è. Tutto è espresso, eppure resta misterioso, ambiguo, come il mezzo sorriso sornione di Bassani nelle foto. Cosa sappiamo veramente dei Finzi Contini? E cosa sappiamo veramente del narratore senza nome che attraversa in bicicletta una città che improvvisamente non lo vuole più, in cerca di solidarietà nei reietti come il medico omosessuale Fadigati?   Non è un caso che una nebbia improvvisa venga spesso a coprire la città,...

Una donna ancora segreta / Constance Mary Lloyd: la moglie di Oscar Wilde

Talvolta esistono figure che restano segrete anche nel corso dei secoli: una di queste è sicuramente Constance Mary Lloyd, moglie di Oscar Wilde e madre dei suoi due figli. La “costante” della vita affettiva eterosessuale di Oscar Wilde è stata proprio Constance. Laura Guglielmi ne compone il ritratto in prima persona, identificandosi direttamente con la propria eroina. Il libro, pubblicato nel 2021 dall’editore Morellini nella collana “Femminile singolare”, diretta da Sara Rattaro e giunta alla sua quinta pubblicazione, si chiama Lady Constance Lloyd. L’importanza di chiamarsi Wilde. Due sono le epigrafi al libro, una di Virginia Woolf: «In quanto donna non ho patria, in quanto donna non voglio patria alcuna, in quanto donna la mia patria è il mondo intero». La seconda di Alfred Tennyson...