raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Scritture

Diario di un insegnante 1 / Lunedì sono tornato a scuola

Lunedì sono tornato a scuola. I corridoi, le scale, le aule, le foto alle pareti, persino le cose fuori posto erano al loro posto, un edificio intero in silenziosa attesa di piedi e voci. Dagli esami di luglio poco è cambiato; in un contrasto a volte stridente (ma non inatteso) con il resto del mondo, la scuola rimane un piccolo santuario silenzioso, un’oasi distante e distanziata di rumori ovattati, di luci mai forti, di saluti discreti, quasi un leggero brusio. La quiete di un edificio normalmente chiassoso è naturale per una scuola durante i mesi estivi, ma l’emergenza di questo strano anno ha amplificato tutto. La sala insegnanti, come a luglio, è ancora vuota. I cassetti con le loro targhette gialle, testimonianza di una corrispondenza biunivoca con noi esiliati, custodiscono le...

Cecità / Il mondo secondo Paul Shepard

Jared Diamond, in Armi, acciaio, malattie (Guns, Germs, and Steel, 1997), utilizza un frame interpretativo, quello dell’antitesi tra Paleolitico “felice” e Neolitico “problematico”, che dal best seller in poi è diventato un modello socio-culturale abbastanza popolare, molto frainteso e troppo politicizzato. Da un lato ci sarebbe il cacciatore-raccoglitore paleolitico in armonia perfetta con il proprio ecosistema, organizzato in gruppi antiautoritari ed egualitari, consumatore responsabile, sano, tendenzialmente pacifico, dall’altro c’è l’agricoltore neolitico, razziatore di terre, bestiame e schiavi, gerarchico e maschilista, guerrafondaio e vulnerabile alle epidemie.   Jared Diamond fa un discorso molto serio, documentato, complesso, attento alle sfumature ma, come spesso accade, la...

Diario 12 / Deprimere il mare

Ho rimesso piede su una spiaggia dopo tre anni. Il mare in estate non ha mai avuto una buona influenza sulla mia salute. Se voglio rendere il modo in cui percepisco il mare devo ricorrere a Pascal: “Il re è attorniato da persone che non pensano che a divertirlo e a impedirgli di pensare a se stesso. Perché diventa infelice, per quanto sia re, se vi pensa”. L’uomo ha il potere sugli elementi della natura. Questo potere non è tale solo quando ne condiziona materialmente gli effetti, è un potere che esercita con la sua sola presenza, col modo di pensare a quegli elementi. Così il mare, all’apparenza, non basta a se stesso, ma è in relazione a noi che lo contempliamo. Ovviamente è un inganno che ci autoinfliggiamo in quanto uomini, perché il mare basta a se stesso in ogni momento del tempo,...

Fantasia / Rodari, Munari e il binomio fantastico

Diciamolo subito: lo scopo di Grammatica della fantasia, celebre saggio di Gianni Rodari del 1973, è quello di comprovare che il suo titolo non è un ossimoro. Generalmente si pensa la grammatica come un arido insieme di regole da mandare a memoria, e la fantasia come la capacità umana di creare senza alcuna direttiva prestabilita, un capriccio fine a se stesso. Da una parte ci sarebbe l’ordine pregresso delle norme comunicative, le abitudini linguistiche, le poetiche prescrittive, le leggi. Dall’altra la creatività, l’estro della genialità che rompe gli schemi, la fantasticheria più o meno trasognata, l’originalità. Si tratta, come è noto, dell’ideologia del senso comune, nutrito per decenni di quell’idealismo e neoidealismo, romanticismo e spiritualismo, storicismo e sentimentalismo...

Un libro di Gino Roncaglia / Il settembre caldo della scuola digitale

Con Cosa succede a settembre? Scuola e didattica a distanza ai tempi del COVID-19 (Laterza 2020, 74 pp.) Gino Roncaglia si inserisce in un dibattito già ricco tracciando un bilancio dell’esperienza della scuola italiana durante la chiusura e indicando alcune direzioni per il futuro, ed è un contributo che merita attenzione sia per la sua sistematicità, sia perché l’autore è da tempo una delle voci più equilibrate e ascoltate per l’ambito delle tecnologie digitali applicate all’insegnamento-apprendimento (si tratta in realtà di una anticipazione: questo breve scritto entrerà a far parte della nuova edizione, prevista per settembre, dell’Età della frammentazione: cultura del libro e scuola digitale, pubblicato per Laterza nel 2018). Roncaglia considera il COVID-19 uno spartiacque epocale:...

Sub tegmine fagi / Lode al faggio

Non so voi, ma quando lo vedo mi sovviene immediato l’attacco martellante della prima ecloga virgiliana, con il fortunato Titiro, disteso sotto la grande ombra del faggio, zufolante il nome della bella Amarillide, alla faccia del misero Melibeo costretto ad abbandonare le proprie terre per un’iniqua decisione politica: Tytire, tu patulae recubans sub tegmine fagi … Potere della poesia mandata a memoria e oggi, ahinoi, cenerentola della didattica scolastica.   Ben scelto da Virgilio per il rezzo della sua folta chioma globosa, il Fagus sylvatica è un’essenza importante della nostra vegetazione boschiva. Mario Rigoni Stern dice di lui che «si costruisce e conserva la foresta» perché corrobora il terreno di nutrienti, terreno che predilige fresco e sciolto. Un albero di grande impatto...

La metamorfosi sbagliata / Lo scarafaggio di McEwan e i coleotteri di Nabokov e Levi

L’ultimo romanzo di Ian McEwan reca come titolo: Lo scarafaggio (tr. it. di Susanna Basso, Einaudi), Cockroach in originale. Si tratta di un’opera d’invenzione alla maniera di Jonathan Swift, in cui l’autore immagina che uno scarafaggio si trasformi in uomo assumendo le fattezze del Primo Ministro di uno stato contemporaneo, la Gran Bretagna, paese dove vive l’autore. Così nelle prime pagine del libro Jim Sams, questo il nome dell’insetto-uomo, si muta da scarafaggio in un essere umano in carne e ossa. La descrizione della metamorfosi riscrive le pagine iniziali del racconto di Franz Kafka, intitolato appunto La metamorfosi, dove, come sanno oramai tutti, un rappresentante di commercio di nome Gregor Samsa si sveglia un bel mattino nel suo letto mutato in un insetto, uno dei racconti più...

La corrispondenza di una vita / Camille Claudel e Auguste Rodin: parole come pietre

“Monsieur Rodin, ho appena iniziato un appunto per M. Gauchez, impantanandomi totalmente, come può vedere, e mi pare senza alcun dubbio il più stupido del mondo. Voglia usarmi la cortesia di correggerlo e di aggiungervi una bella tiritera sul movimento e sulla ricerca della natura, ecc. mi è stato impossibile trarmi d’impaccio. Mi rimandi l’appunto corretto al più presto, altrimenti M. Gauchez mi sgriderà di nuovo, lei lo sa.”   Questa sembrerebbe la prima lettera inviata da Camille Claudel ad Auguste Rodin, o almeno la prima a noi pervenuta, risale al maggio o giugno del 1886. Claudel e Rodin si sono incontrati cinque anni prima quando lei aveva 17 anni e lui 45: lei piena di passione per la scultura da poco trasferita a Parigi con la famiglia, lui ormai riconosciuto come scultore...

29 agosto 1980 - 29 agosto 2020 / Franco Basaglia. “E mi no firmo”

Massimo: Alcune cose le sappiamo. uno dei primissimi giorni succede che l’ispettore capo dell’ospedale psichiatrico di Gorizia – una figura importante, si chiama Michele Pecorari – porta al nuovo direttore il registro delle contenzioni. È il librone su cui vengono scritti i nomi di chi la notte prima è stato legato al letto. Il direttore deve vistarlo, apponendovi una semplice firma. Si è sempre fatto così. Prassi vuole che adesso tocchi a Basaglia. L’ispettore gli consegna il libro e gli porge con molta deferenza la stilografica. lui toglie il cappuccio e si blocca. Passa un attimo, chi è presente nella stanza dirà poi che è sembrato un tempo lunghissimo. Un attimo e Basaglia, semplicemente, rimette la stilografica nel cappuccio. Alza lo sguardo e dice nitidamente: «E mi no firmo». Un...

27 agosto 1950 / Pavese: Walt Whitman primo amore

I. Il 20 giugno 1930, ancora ventunenne, Cesare Pavese si laureò in lettere all’Università di Torino con una tesi intitolata Interpretazione della poesia di Walt Whitman. L’incontro con le Leaves of Grass risaliva agli ultimi anni del liceo, come dimostrano alcune lettere a Tullio Pinelli. In una missiva del 1° agosto 1926, leggiamo per esempio: «Io, in questi boschi, mi esalto di Walt Whitman», mentre un’altra, del 19 settembre successivo, recita: «Ora io, non so se sia l’influenza di Walt Whitman, ma darei 27 campagne per una città come Torino» (Lettere 1924-1944, Einaudi, Torino 1966). Ciò spiega perché, sebbene il giovane studioso restasse profondamente colpito dal corso biennale di letterature e lingue classiche comparate tenuto da Augusto Rostagni, le sue preferenze si volsero ben...

Un ritratto / I 107 anni di Boris Pahor

Per festeggiare i suoi 107 anni, lucidi e combattivi, il 26 agosto, Boris Pahor toglierà a pranzo la sua coppola beige, che gli tiene riparata la testa e da cui non si separa mai. Se ne spoglia poche volte in pubblico, in occasioni speciali, come quando, il 13 luglio scorso, ha ricevuto nella prefettura della sua Trieste dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella la Gran Croce al merito, e un’onorificenza omologa dal Capo dello Stato sloveno, Borut Pahor, nel rispetto della sua duplice identità di cittadino triestino di nazionalità slovena, come tiene ossessivamente a precisare. Per lui, infatti, l’identità nazionale è ed è stata questione di vita e di morte.  Un copricapo simile, ma verde, lo indossa anche d’inverno per difendersi dalla bora, con una sciarpa rossa, altro...

Diario 11 / Assomigliare alla pietra

Mi trovo tra le montagne della Valsugana, il giorno di Ferragosto, all’ora del tramonto. C’è un gruppo di amici in un giardino, siamo seduti ad ascoltare musica. Una luce ardente si posa sui boschi circostanti, sulla parete di rocce che delimita il confine del giardino, sulla vigna del terreno adiacente, sui cani che giocano a rincorrersi nel prato. In un istante i colori del cielo mi appaiono in tutta la loro irrealtà, il cielo è effettivamente un altro luogo rispetto alla terra, un gigantesco varco su altri mondi irraggiungibili, come le fauci spalancate di un grosso cane. La padrona di casa canta con gli occhi chiusi in una sorta di beatitudine misteriosa. Distendo le gambe e stringo appena le palpebre per mettere meglio a fuoco l’istante che sto vivendo. Il tempo è rallentato, non...

Davanti all'acqua / Nuotare

Molto tempo fa, avrò avuto sei o sette anni, eravamo in spiaggia, in uno dei numerosi stabilimenti balneari che si sono presi il litorale domizio, e che lo dominano senza soluzione di continuità, da Licola e Varcaturo fino al fiume Garigliano, al confine con il Lazio. Era un pomeriggio di brutto tempo, nubi scurissime e un forte vento annunciavano un temporale da lì a poco, nessuno di noi bambini doveva azzardarsi a entrare in acqua. Nessuno, nemmeno tra gli adulti ci avrebbe dovuto provare. Eppure ricordo molto bene la grande agitazione, le corse concitate verso la riva dei bagnini che richiamavano qualcuno, gli adulti che urlavano cose come “ma quello è pazzo”, “ma cosa fa”, “che qualcuno lo aiuti”. Fino a che un signore molto anziano esclamò: “Non vedete che quello è un nuotatore”. Si...

Una socialità inedita / Una nuova semplicità

Credo che Matt Haig sia un buon testimone del suo tempo. Si muove nella realtà con una videocamerina fissata sul suo caschetto, come fanno certi ciclisti, e ti fa vedere ogni cosa, ma senza stare lì sempre a spiegarti il perché e il percome, è in presa diretta, lui va in giro per il nostro mondo e senza particolari filtri te lo mostra con istintività, con le ingenuità e le scaltrezze di un avido osservatore. Questa è la sensazione che si prova e che non ti abbandona mai leggendo i libri di Haig, Ragioni per continuare a vivere e Vita su un pianeta nervoso, (entrambi editi da E/O 2020). E per questo credo che possano essere una bella testimonianza antropologica di come sia oggi l’effettiva sensibilità collettiva. Tutto è in prima persona, singolare o plurale. Non c’è nessun diaframma tra...

James Romm / Alessandro Magno e il fantasma sul trono

Che differenza c'è tra Alessandro (Magno) e un pirata?  Quasi nessuna, almeno a giudizio del pirata, il quale infatti così rispose ad Alessandro che gli chiedeva come mai gli fosse venuto in mente di infestare i mari: facciamo lo stesso mestiere io e te, Alessandro; solo che io lo faccio con una piccola imbarcazione e perciò mi chiamano “pirata”, tu invece lo fai con una grande flotta e sei definito per questo “condottiero”.   Questo celebre aneddoto è riferito da Sant'Agostino nel quarto capitolo del quarto libro del De civitate Dei, ed è ricavato a sua volta dal terzo libro del De re publica di Cicerone. Lo menziona anche James Romm, professore di Classics al Bard College di Annandale-on-Hudson, nel suo Il fantasma sul trono (a pagina 281), appena uscito per i tipi di Keller....

Dialetto lombardo / Balabiótt

Balordo, perdigiorno, lazzarone. Etimologicamente: ‘colui che si mette in ridicolo ballando nudo’.   Una storia milanese: Nel 1820 Villa Simonetta, costruita da Gualtiero Bascapè, camerario di Ludovico il Moro, alla fine del 1400, poi passata a Ferrante Gonzaga e quindi alla famiglia Simonetta, venne ribattezzata la "Villa dei balabiott". Era lì, infatti, che il ricchissimo barone Gaetano Ciani, alias Baron Bontempo, capo della celebre "Compagnia della Teppa", organizzava le gozzoviglie della sua banda, che, secondo la leggenda, spesso degeneravano in orge e persino in omicidi. Quella della Teppa era "una compagnia di giovinastri, prepotenti e crudeli che fanno il male per amore del male e per smania di sbevazzare" (F. Angiolini, Vocabolario Milanese-Italiano, 1897). Costoro, quasi...

Ricordi di un entomologo / Jean-Henri Fabre, La passione degli insetti

Jean-Henri Fabre è stato il principe degli entomologi, il fondatore di questo mestiere, così strano, curioso ed emozionante. Ma prima di tutto è stato uno scrittore, e che scrittore! Chi legge Ricordi di un entomologo (tr. it. di Laura Frausin Guarino, Adelphi), capisce al volo cosa significa saper descrivere, raccontare e commentare. Basta una sola riga d’avvio d’un capitolo di quel libro pubblicato in originale in dieci volumi tra il 1879 e il 1907, per capire cosa vuol dire esporre una materia così splendida, eppure anche ostica, com’è la vita degli insetti. “Ecco come andarono le cose”, così principia Lo scarabeo d’oro, primo capitolo del primo volume dei Ricordi, per poi proseguire: “Eravamo cinque o sei, io il più vecchio, il maestro, ma soprattutto il compagno e l’amico; loro...

Carteggi d'amore / Gozzano e Guglielminetti. L'ansiomania inesplicabile del Signorino Infelicito

Il carteggio d’amore più commovente e utile sarebbe quello che racconta la resistenza nel tempo, di un amore: sappiamo come fare innamorare, innamorarci, ma quel che è difficile è rimanere accanto a qualcuno, sostenerlo, rispettarlo, desiderarlo, volerlo ogni giorno per anni. Ci incuriosisce comunque leggere di fiammate, ci entusiasma il plateau in cui sia lui che lei sono innamorati, ci rattrista l’intiepidirsi dell’ardore, assistere al distacco di uno dei due, alla disperazione e poi alla tristezza di chi amava e resta solo con la torcia della passione tra le mani. L’amore tra Amalia Guglielminetti e Guido Gozzano è tra i più malinconici possibili. L’era delle lettere ci permette di scrutare dalla serratura, post mortem, il diagramma che dalla pianura dell’indifferenza si innalza al...

22 agosto 1920 – 22 agosto 2020 / Bradbury: quando i marziani abitavano al 10265 di Cheviot Drive

Cento anni fa, il 22 agosto 1920, nasceva a Waukegan, Illinois, lo scrittore Ray Bradbury. Lo celebriamo con questa intervista inedita tratta dal libro di Claudio Castellacci Los Angeles: alle radici della cultura pop, di prossima pubblicazione.   «Vuole parlare di futuro? Di città? Di Los Angeles? Le città sono il mio argomento preferito». Raymond Douglas Bradbury, meglio conosciuto come Ray Bradbury, guardò scettico il registratore. «Funziona?». Sì, funziona. «Bene». Si alzò dalla poltrona in soggiorno e si avviò verso una porta che, scoprirò, conduceva in un altro mondo, sorta di interno di astronave da dove potevi partire per un viaggio tra le stelle.  L’accesso al sancta sanctorum del più eclettico fra gli scrittori di fantascienza di tutti i tempi (o come diceva lui “...

Diario 10 / Il fruscio di settantamila pensieri

Ho visto un documentario in tv sui due più veloci risolutori al mondo del cubo di Rubik: un ragazzo australiano e uno americano. L’australiano si chiama Feliks Zemdegs ed è stato il più longevo campione di Speedcubing. Il suo trono ora però è insidiato da Max Park, il nuovo fenomeno della specialità. Max è autistico, e nel documentario conosciamo la sua storia e quella dei suoi genitori. Tra Feliks e Max nasce un’amicizia profonda che trascende la rivalità. I due sono capaci di risolvere il cubo di Rubik in poco più di quattro secondi, muovendo le mani e la mente a una velocità inconcepibile. Riescono a manipolare il cubo anche con una mano sola, e dopo aver memorizzato la posizione iniziale delle varie facciate sono in grado di risolverlo bendati, nel tempo che io di solito impiego per...

Footprints, In Search of Future Fossils / Cosa resterà degli umani

In questi ultimi anni, dominati dall’immaginario dell’Antropocene, noi umani ci interroghiamo sulla nostra permanenza sul pianeta iniziando a vederla come effimera e a prendere in considerazione l’idea della morte della specie come un’ipotesi più che concreta. L’estinzione di massa è entrata stabilmente nel nostro quotidiano e abbiamo iniziato a convivere con l’idea della nostra scomparsa dall’orizzonte della storia del pianeta Terra. Quanto di tutto ciò è legato al fascino dell’eternità che almeno da Parmenide in poi ha impregnato tutto il mondo occidentale? Il pensiero greco fin dalle origini si è contrapposto al fluido universo del mito e nell’affannoso tentativo di fondare un metodo razionale, si è incamminato su di un sentiero dove il divenire e la trasformazione sono volentieri...

Generazioni / Giovanni Mastrangelo, I padri e i vinti

Nella Parte decima di I padri e i vinti (Epilogo e ringraziamenti), Giovanni Mastrangelo annuncia la prossima uscita di un altro romanzo, intitolato Il sistema di Gordon, che sarà insieme «un seguito e un inizio» di quello appena concluso; ed entrambi faranno parte di una tetralogia in corso d’opera, Soundtrack, «che vuole raccontare la storia di un uomo attraverso le persone che lo hanno influenzato durante la vita», sulla base della «convinzione profonda che ognuno di noi esiste solo e unicamente in relazione agli altri, così come le cellule del nostro corpo esistono solo ed esclusivamente in stretto rapporto con la propria collettività».  Un progetto ambizioso, al quale non si può certo rimproverare la mancanza di chiarezza. Si può invece avanzare una piccola riserva sull’uso del...