Scritture

L'ekfrasis degli scrittori / La felicità delle immagini, il peso delle parole

Alessandra Sarchi è una scrittrice ed è una studiosa di arte. Le sue due anime emergono esplicitamente nel titolo del suo ultimo libro, dove si parla di “felicità delle immagini” e di “peso delle parole”. Le due espressioni, se incrociate, possono spiegare il contenuto dei cinque esercizi di stile che Sarchi esegue con un tocco fermissimo e nello stesso tempo leggero, mettendo in fila cinque scrittori che costituiscono insieme una notevole sezione del canone letterario italiano novecentesco: Moravia, Volponi, Pasolini, Calvino, Celati. La premessa del libro fa emergere molte altre voci (Morante, Parise, Vittorini) tra cui primeggia quella di Roberto Longhi, lo storico dell’arte che in un certo senso è riuscito a impostare in modo nuovo la tradizione di quella che anticamente si definiva...

La biblioteca di Atlantide / Gustav René Hocke, Il mondo come labirinto

C’è un intero continente di saggi scomparsi che gli editori italiani non ristampano più. Eppure in mezzo a loro ci sono delle vere perle, libri che possono aiutarci a capire il mondo intorno a noi, anche se sono stati pubblicati quaranta o cinquanta anni fa; con questa serie di articoli proviamo a rileggere questi libri, a raccontarli e indicare l’aspetto paradigmatico che contengono per il nostro presente.   Quando è cominciata a diffondersi l’immagine del labirinto come metafora della condizione moderna? Nel corso dell’età barocca o prima? E perché a partire dalla metà degli anni Sessanta del XX secolo il labirinto è diventato una delle metafore del vincolo postmoderno? Gustav René Hocke, singolare scrittore e studioso di origine tedesca, pubblicava nel 1959 un libro intitolato Il...

Metafore / Architettura e fascismo

Più passa il tempo di sua vita, meno uno si trova in grado di confezionar nuove metafore. Questo gli accade per aver saccheggiato ogni metafora ereditata? Il mondo del reale sembra divenire sempre più diafano, si trasferisce dunque sull’arido altipiano del pensato? Se si potesse contare l’enorme quantità di metafore prodotte nel breve correre di due o tre secoli da profeti, tragedi, commediografi, filosofi, oratori, politici, si comprenderebbe perché le due sponde del Mediterraneo, l’Attica e la Mezzaluna “fertile”, sono state ridotte alle aride brughiere d’oggidì.   Fascismo e nazismo erano fratelli gemelli ma forse non omozigoti. Diversi soprattutto in un particolare: il nazismo si abbeverava di sangue e sofferenza come il fascismo, ma, a differenza di questi, rinviava la felicità...

Un volgo disperso / Contadini

Ho letto il libro di Adriano Prosperi (Un volgo disperso, Einaudi 2019, pp. 324) impiegandoci molto tempo perché ogni pagina mi sembrava degna di sottolineature, ogni citazione dalle relazioni dei medici, statistici o antropologi degna di nota, e soprattutto mi mettevo a ricordare. Il mezzadro che viveva nella casa accanto alla mia: aveva al piano terra la cucina in cui ovviamente c'era il focolare, una madia dove si faceva all'occorrenza la pasta per il pane e comunque si riponevano i cibi, e la macchina da cucire alla quale lavorava la figlia che faceva impermeabili per una ditta di confezioni di Empoli. (Aveva anche un figlio che rimase allettato per molto tempo per una malattia che fu diagnosticata come leucemia, e che io ho visto forse due volte.) Dalla cucina si andava in una...

Un: resto / Clarice Lispector. Un soffio di vita

Questo è un libro silenzioso, che parla piano, che esce dal nulla e va verso il nulla. È un libro accartocciato, un resto, un frammento. Un libro scritto “per fatalità di voce”, per un'urgenza di esistere, di essere corpo e parola, in un tempo che è adesso, non prima e non dopo. È un'implosione, come scrive Clarice Lispector, una bomba del non, che non urla, che non scalpita, che non ha una trama, che non si capisce; è un testo che si legge tutto d'un fiato, e non per l'attesa di un finale – che da subito risulta chiaro che non c'è – ma per la fame di parole impossibili, per quel desiderio “primitivo, grave e urgente” che traghettano.  Un soffio di vita (Adelphi, 2019) è il libro testamento di Clarice Lispector; iniziato nel 1974 e concluso nel 1977, uscito postumo a pochi mesi dalla...

Diario / José Saramago o prima le voci

Ho avuto la fortuna di incontrare José Saramago diverse volte tra il 1994 e il 2003. Ne è nato un lungo dialogo, tra Venezia, Parigi e la lontana Rejkyavík, rivisto dall’autore, tanto disponibile quanto scrupoloso in ogni cosa che scriveva. Saramago era dominato da una paziente responsabilità verso tutti coloro che lo leggevano con attenzione. Ricordo che a Rejkyavík, dove naturalmente era l’ospite più importante del festival letterario che si tiene ogni due anni nella capitale islandese, dopo una lunga relazione, si sottopose a un tour de force di più di un’ora rispondendo in modo dettagliato e semplice a non so quante domande che venivano dal pubblico. Finita la sessione, dedicò un’altra ora buona ai suoi lettori firmando le copie del suo ultimo libro. Ricordo che il suo volto, coperto...

Tecnico, oppure archistar? / L’architetto come intellettuale

Che l’architetto sia un intellettuale è stato palese fin da quando si è consolidata la sua figura di progettista nel Rinascimento, grazie all’Umanesimo che aveva sancito la superiorità dell’invenzione (intelletto chiaro) sulla perizia del mestiere, di fatto riscattandola dal “magisterio tecnico dell'artefice” in cui giaceva. E ciò a partire dai padri fondatori di questa disciplina in chiave moderna: Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti. Sebbene essi abbiano affrontato il tema del progetto in modi differenti, per non dire antitetici, progettista di cantiere il primo, progettista teorico il secondo, hanno entrambi messo in atto gli insegnamenti del maestro dei maestri, Marco Vitruvio Pollione, che nel Primo Libro del suo trattato, a proposito di chi vuol fare architettura scrive:...

Scrivere / Gianni Celati. Traduzione, tradizione e riscrittura

Nell’autunno dell’84 mi trovavo a Dublino con una borsa di studio per svolgere una ricerca sulle opere di Flann O’Brien, un autore che avevo scoperto da poco ma che mi aveva messo addosso una gran voglia di andare in Irlanda. Da tempo non ero più uno studente e avevo già avuto diverse esperienze di lavoro che poco o nulla c’entravano con quello che avevo studiato all’università, cioè la letteratura inglese e americana. Ma l’impatto della lettura di O’Brien — del suo romanzo At Swim-Two-Birds, tradotto in italiano col titolo bellissimo di Una pinta di inchiostro irlandese — era stato così forte da indurmi a lasciare la mia situazione di lavoro in Italia, peraltro precaria, per cercare di andare in Irlanda, cosa che poi mi sarebbe riuscita grazie a una borsa di studio assegnatami dal...

La biblioteca di Atlantide / Edward T. Hall Il linguaggio silenzioso

C’è un intero continente di saggi scomparsi che gli editori italiani non ristampano più. Eppure in mezzo a loro ci sono delle vere perle, libri che possono aiutarci a capire il mondo intorno a noi, anche se sono stati pubblicati quaranta o cinquanta anni fa; con questa serie di articoli proviamo a rileggere questi libri, a raccontarli e indicare l’aspetto paradigmatico che contengono per il nostro presente.   Chissà perché in tempi di conflitto interculturale e di multiculturalismo non si ristampa il libro di Edward T. Hall Il linguaggio silenzioso? Pubblicato alla fine degli anni Cinquanta, è stato tradotto in italiano per la prima volta nel 1969 da Gianni Celati per Bompiani e, dopo qualche ristampa nell’economica Garzanti, è scomparso. Eppure, per quanto siano passati sessant’anni...

Dizionario Levi / Bellezza

Il testimone, il chimico, lo scrittore, il narratore fantastico, l'etologo, l'antropologo, l'alpinista, il linguista, l'enigmista, e altro ancora. Primo Levi è un autore poliedrico la cui conoscenza è una scoperta continua. Nel centenario della sua nascita (31 luglio 1919) abbiamo pensato di costruire un Dizionario Levi con l'apporto dei nostri collaboratori per approfondire in una serie di brevi voci molti degli aspetti di questo fondamentale autore la cui opera è ancora da scoprire.     “Crying Girl on the Border”, John Moore, World Press Photo of the Year 2019   Cercarla sempre, la bellezza, ma non crederci mai, come è anche per la poesia. Riconoscere della bellezza la dimensione sodale con il terrore. Un fine pudore e la sottigliezza dell’ironia sembrano accompagnare...

9 agosto 1942 / Un ritratto di Edith Stein

«La vecchia cara Göttingen: io credo che solo chi ha frequentato l'università negli anni tra il 1905 e il 1914, il tempo della breve fioritura della scuola fenomenologica di Göttingen, può sapere che cosa questo nome significa per noi. Avevo 21 anni ed ero piena di speranze per ciò che mi aspettava. Il 27 aprile (1913) partii da Amburgo e Richard Courant mi venne a prendere alla stazione che era già sera». Così descriveva Edith Stein, filosofa fenomenologa, il suo arrivo da studentessa universitaria nella cittadina universitaria della Bassa Sassonia; «l'università e gli studenti erano il centro della vita della città: Göttingen era proprio una città universitaria, non una città che aveva anche un'università, come Breslau». È proprio così come scriveva Edith Stein, credetemi, io lo so. «Se...

Scompare la grande scrittrice premio Nobel / Addio Toni Morrison, regina d’America

Una delle immagini più belle di Toni Morrison la mostra di profilo. La pelle è increspata di rughe, la cascata di capelli grigi trattenuta da un fazzoletto a fiori. Gli occhi schivano l'obiettivo e fissano lontano. Non c'è traccia di sorriso su quel viso, composto in un'autera regalità. Il ritratto, scattato da Kathy Grannan, è apparso sulla copertina del New York Times, quattro anni fa. È una di quelle rare immagini che incollano il soggetto a se stesso, in questo caso a quel mix di intelligenza e impenetrabilità, durezza e civetteria che è stato la cifra della scrittrice scomparsa lunedì sera a 88 anni per le complicazioni di una polmonite. Nei ricordi che da giorni si rincorrono sui social si sfiora nella sua fine quella di un’epoca. “Toni Morrison era un tesoro nazionale”, ha twittato...

Un volgo disperso / I contadini, villani, terroni che siamo stati

Quanti di noi possono dire di non conoscere – senza timore di errore – che anche solo due, tre, quattro generazioni fa i propri avi fossero tutti o in parte contadini? È così per molti, moltissimi di noi, quasi tutti. Si salverebbe solo chi per nascita e censo avesse origini aristocratiche o borghesi... comunque sempre una minoranza. Siamo stati contadini, villani, rustici, bifolchi, terroni comunque lavoratori della terra includendo in questa denominazione anche tutti i mestieri in qualche modo affini come i pastori, gli ortolani, i vignaioli, gli allevatori, i mietitori, gli zappatori e anche solo tutta la vasta manovalanza che vendeva il proprio lavoro, il proprio tempo e alla lunga il proprio corpo in un’economia di sussistenza. Perché questa è stata la lunga stagione della società...

Supermercato Auschwitz / Come il capitalismo ha colonizzato la terra

C’è un filo diretto che parte dai campi di concentramento nazisti dove si sterminavano uomini e arriva direttamente nei supermercati di oggi dove si nutrono consumatori. I fornitori di materia prima sono gli stessi, il disinteresse per l’utente terminale è lo stesso. Nel 1927 la Standard Oil americana dei Rockfeller e la IG Farben tedesca, futuro pilastro economico del potere hitleriano, fondarono la Standard IG Farben e, quando i nazisti arrivarono al potere, collaborarono all’apertura del campo di concentramento di Auschwitz fornendo capitale e tecnologie. La IG Farben, che era in società con la Monsanto, e di cui faceva parte anche Bayer, produceva lo Zyklon B, un pesticida a base di cianuro usato per lo sterminio dei prigionieri nei campi di concentramento nazisti, considerato “arma...

Sciascia Trenta / L’affaire Moro

Sono trascorsi 30 anni da quel giorno di novembre in cui Leonardo Sciascia ci ha lasciati, trent'anni in cui il paese, che lui ha così bene descritto, è profondamente cambiato, eppure nel profondo è sempre lo stesso: conformismo, mafie, divisione tra Nord e Sud, arroganza del potere, l'eterno fascismo italiano. Possibile? Per ricordare Sciascia abbiamo pensato di farlo raccontare da uno dei suoi amici, il fotografo Ferdinando Scianna, con le sue immagini e le sue parole, e di rivisitare i suoi libri con l'aiuto dei collaboratori di doppiozero, libri che continuano a essere letti, che tuttavia ancora molti non conoscono, libri che raccontano il nostro paese e la sua storia. Una scoperta per chi non li ha ancora letti e una riscoperta e un suggerimento a rileggerli per chi lo ha già fatto....

Accendere le speranze / Gli alberi e le parole di Tiziano Fratus

Il primo articolo della Dichiarazione dei diritti dell’albero proclamata quest’anno al Parlamento francese recita: “L’albero è un essere vivente fisso che, in proporzioni comparabili, occupa due ambienti distinti, l’atmosfera e il suolo. Nel terreno si sviluppano le radici, che catturano l’acqua e i minerali. Nell’atmosfera cresce la corona, che cattura l’anidride carbonica e l’energia solare. Per questo, l’albero svolge un ruolo fondamentale nell’equilibrio ecologico del pianeta”. Di questo miracolo della natura è appassionato Tiziano Fratus, scrittore, fotografo, naturalista, cercatore d’alberi. Guardo le sue fotografie, tutte realizzate in un severo ma luminoso bianco e nero. In un mondo sull’orlo del precipizio di cambiamenti climatici forse irreparabili, i suoi alberi, i...

Elio Pagliarani? / La ragazza Carla

Date le brezze che spirano in Italia attorno alla poesia, è doveroso inchinarsi al coraggio di un editore (Il Saggiatore) che nel 2019 pubblica Tutte le poesie (1949-2011) di Elio Pagliarani (1927-2012), figura di spicco della neoavanguardia degli anni ’60, ma ormai da tempo un po’ in ombra.  Oltretutto il libro – curato da Andrea Cortellessa – non è nemmeno un morbido volumetto tascabile: è un ponderosissimo parallelepipedo formato 15x30, cartonato e spigoloso, di più di 500 pagine. Maneggiarlo – anche fisicamente – non è facile.  Ma il problema non riguarda solo le dita (anche loro “leggono”, però: bisognerà pure tenerne conto…): è che risfogliare oggi l’opera del poeta di Viserba chiama il lettore a uno sforzo non da poco.    Pagliarani è noto principalmente (e...

La biblioteca di Atlantide / David Efron, Gesto, razza e cultura

C’è un intero continente di saggi scomparsi che gli editori italiani non ristampano più. Eppure in mezzo a loro ci sono delle vere perle, libri che possono aiutarci a capire il mondo intorno a noi, anche se sono stati pubblicati quaranta o cinquanta anni fa; con questa serie di articoli proviamo a rileggere questi libri, a raccontarli e indicare l’aspetto paradigmatico che contengono per il nostro presente.   Copertina arancione, titolo: Gesto, razza e cultura. È il primo volume della collana Studi Bompiani, sezione “Campo semiotico”, diretta da Umberto Eco. L’autore si chiama David Efron. Il libro è uno studio pionieristico condotta sotto la guida dell’antropologo Franz Boas, pubblicato per la prima volta nel 1941 e ristampato nel 1971. Si tratta del saggio inaugurale di una...

Storie del futuro / Gli immortali

Immortale è ciò che esiste da sempre e per sempre. Immortali sono le storie e il mondo, le cose più antiche conosciute dall’uomo. Immortale è il futuro, il quale – poiché deve ancora avvenire – si colloca in un tempo dai confini indeterminati, e quindi infinito. Gli immortali, di Alberto Giuliani (il Saggiatore) ha come sottotitolo Storie dal mondo che verrà. È una raccolta di storie del futuro collocate in una cornice del passato. La cornice ha a che fare con una doppia profezia. La prima è stata pronunciata nel 1997 sulle rive del lago Bajkal in Siberia; la seconda due anni dopo, in India, nella città sacra di Vrindavan. Entrambe riguardavano il futuro di Giuliani; un futuro che sarebbe stato interrotto, a loro dire, da una morte prematura e violenta.  Ma alle profezie –...

3 agosto 2014 - 3 agosto 2019 / Come narrare le atrocità umane senza perpetuare il dolore?

“Sono venuti a Shingal per annientare tutti gli Yazidi. Quando sono arrivati a Shingal noi eravamo in Europa. Noi siamo quelli che non sono stati uccisi. Noi non viviamo. Dico, semplicemente, che non siamo stati uccisi.” (Ronja Othmann)   A Ronya Othmann, una ventisettenne yazida cresciuta in Germania, è stato conferito il “Premio del pubblico” alla 43esima edizione delle Giornate Letterarie di Klagenfurt, per il testo Vierundsiebzig. Ha dato voce a un avvenimento indescrivibile, le cui conseguenze sociali, politiche e psicologiche sono venute alla luce solo con il passare tempo. Nel 2018 le Nazioni Unite e il Consiglio d’Europa gli hanno dato un nome: genocidio.   Il 3 agosto 2014, gli Yazidi – popolazione del Nord dell’Irak che pratica una religione antichissima, con radici...

Il Re è Fuso / Velli macchiati, villi titillati. Il refuso e i suoi sensi

«[Anziché Machiavelli] La mia macchina da scrivere aveva scritto Pacchiavelli, e l'inaspettato accadimento della romanesca voce “pacchia”, così eloquente ed espressiva nel cognome del Segretario fiorentino, non me la sento di considerarlo fortuito. Il machiavellismo è la teoria del comodismo messa in buon toscano».  Fra macchia, pacchia e macchina, Alberto Savinio non solo teneva conto delle produzioni involontarie della sua dattilografia, non solo si proponeva di interessarne la psicoanalisi ma ne traeva anche alcune conseguenze logiche. Le trattava cioè come dati, premesse di ragionamento fra le altre. I loro lettori sanno che qui e là le opere di Savinio offrono sempre spunti del genere, per esempio nel saggio sulla Città del Sole di Tommaso Campanella dove l'autore menziona un «...

Diario cromatico / Michel Pastoureau. Il colore del camaleonte

«Il camaleonte ha il colore del camaleonte solo quando si posa su un altro camaleonte»: è uno dei tanti paradossi ed enigmi del nuovo libro di Michel Pastoureau, Un colore tira l’altro. Diario cromatico 2012-2016, tradotto da Cecilia Resio per Ponte alle Grazie. La frase è una citazione da François Cavanna, scrittore e disegnatore francese, tra i fondatori di “Charlie Hebdo”. L’autore l’affronta così: la scienza, dice, cerca di spiegare il colore dell’animale analizzando la luce che riceve, la sua posizione e il suo orientamento e attribuisce la mutazione non tanto all’esigenza di mimetizzarsi quanto al voler esprimere aggressività (tinte scure) o intenzioni pacifiche (tinte chiare) verso altri animali; la policromia significherebbe corteggiamento. Poco convinto della scientificità di...