Scritture

Un libro intervista / Thomas Bernhard, Una conversazione notturna

Una conversazione notturna (Portatori d’acqua, 2020) è la trascrizione dell’intervista rilasciata da Thomas Bernhard al critico Peter Hamm nel 1977, dopo una serata trascorsa in una trattoria poco invitante e caratterizzata da un discreto consumo di vino. Ai tempi, dopo averne letta la trascrizione, Bernhard ne aveva impedito la pubblicazione, essendosi reso conto che «ciò che era disposto a dire sulla sua infanzia, sulla sua adolescenza e sul suo apprendistato poetico, non doveva essere diffuso sotto forma di una chiacchierata notturna troppo informale, bensì come testo letterario compiuto», ovvero quell’Autobiografia della quale aveva già pubblicato i primi due volumi. Bernhard d’altronde ha sempre giocato con i confini tra fiction, biografia e autofiction, dissociandosi dalle...

Sulla soglia della trascendenza / Barlumi d'altrove: racconti spirituali

«Una piccola figura umana si trova al cospetto di un'enormità indefinita dove terra, mare e cielo si fondono: da una parte l'ordinaria misura dell'uomo e, tutt'intorno a lui, una dismisura senza appigli». Nella nota introduttiva alla raccolta Racconti spirituali (Einaudi) il curatore, Armando Buonaiuto, descrive l'immagine di copertina del libro da lui voluta perché vi si ritrova l'atmosfera del dipinto di Caspar David Friedrich Monaco in riva al mare. Si tratta di una fotografia di Philip Mckay perfetta allo scopo, perché evoca molto bene il senso della parola spirituale. Un uomo, tanto piccolo da distinguersi appena, fronteggia un'immensità vuota, da cui proviene un vago senso di pericolo, qualcosa che inquieta, ma che ancora di più affascina e attira. L'uomo piccolissimo ci si...

Monet, Finley, Jencks, Cisler e Tej / Quattro ponti

Il ponte non è soltanto il collegamento territoriale che conosciamo: senza ponti anche la storia della pittura e la storia del paesaggio sarebbero diverse. Il percorso filosofico-poetico del ponte è stato in parte ricostruito da Michel Serres nel suo L’art des ponts, in cui l’essere umano viene definito addirittura homo pontifex. L’importanza del motivo nel campo della pittura europea e degli effetti della rappresentazione di ponti iconici nelle opere d’arte resta da scrivere. Pensiamo al bellissimo ponte di stile antico nell’allegoria del Buongoverno e del Malgoverno senese (lo stesso ponte si vede sia nel paesaggio produttivo e pacificato del contado ben governato, che nel locus terribilis del paesaggio mortifero come risultato del territorio mal amministrato), un oggetto che riapparirà...

Modi del sentire / La complicata intimità degli adulti

Un neonato piange. Il genitore lo tira su dalla culla, lo tiene in braccio, lo dondola e canta una ninna nanna, gli va incontro con la voce, le carezze, lo trova, lo calma. Si chiede cos’ha? Ha sete? Ha fame? O ha fatto un brutto sogno? Il neonato si calma, forse voleva solo essere preso in braccio, si riaddormenta, lo si può posare con attenzione di nuovo nel suo giaciglio, riconciliato con il proprio riposo. Da adulti l’intimità è più complicata. Colui che piange, ha fame, sete, sonno, desiderio di essere trovato e carezzato, è uno straniero interno che ci si mostra per la fame della sua anima. Si risveglia improvviso una sera al ristorante, mentre stiamo parlando con qualcuno e la sua voce, il suo sguardo ci trovano. Eravamo perduti in una conversazione superficiale, qualunque, e...

Bestiario / Farfalle

Primo Levi visita nel 1981 una mostra dedicata alle farfalle a Torino nel Museo Regionale di Storia Naturale e ne scrive su un quotidiano (Le farfalle in L’altrui mestiere). I colori dei lepidotteri lo catturano. Si chiede: perché sono belle le farfalle? Non certo per piacere all’uomo, come ritenevano gli avversari di Darwin all’epoca delle pubblicazioni delle opere sull’evoluzione. S’interroga perciò sul concetto di bellezza che riconosce immediatamente come relativo e culturale, modellato nei secoli sulle farfalle, oltre che sulle montagne, sul mare e sulle stelle. Osserva che nella nostra civiltà sono “belli” i colori vivaci e la simmetria, al contrario di quanto avviene in altre culture: per questa ragione le farfalle ci colpiscono così tanto. La farfalla è una fabbrica di colori,...

L'arte senza arte / L’estetica dei meme

Nella scena di apertura dell’episodio IX della terza stagione di X Files (andata in onda per la prima volta in America nel 1995), l’agente Fox Mulder – alias David Duchovny – sempre all’inseguimento di una verità fuggevole e indecidibile, è alle prese con un nastro rubato contenete la “vera” autopsia di un alieno: plausibilità che viene dedotta dal carattere amatoriale del video e dalla conseguente assenza di dettagli perché, si sa, l’esattezza e il dettaglio appartengono alla finzione e, laddove l’eccesso di definizione reca con sé sempre lo spettro di un’adulterazione, l’imperfezione indica l’appartenenza delle cose alla genuinità del mondo sulblunare.    È questo uno dei temi che ricorrono e corrono nel testo di Valentina Tanni, Memestetica. Il settembre eterno dell’arte –...

Un libro di Pietro De Marchi / Con il foglio sulle ginocchia

Le raccolte di scritti sono, per così dire, libri postumi, anche nel caso in cui l’autore è in vita e gode di buona salute. Vale anche Con il foglio sulle ginocchia (Edizioni Casagrande) di Pietro De Marchi che mette insieme una serie di saggi e divagazioni, editi e inediti, degli ultimi vent’anni. Docente di letteratura italiana nelle università di Zurigo e Berna, autore di libri di poesia, in ultimo Le carte delle arance (Casagrande, 2016), De Marchi è meno noto come autore di prosa ma, quando avviene, la singola parola ha un peso specifico elevato e De Marchi si iscrive nella tradizione dei tanti poeti italiani che sono stati ottimi prosatori e critici letterari. L’autore appartiene a una geografia letteraria che ha i suoi estremi tra Zurigo, a nord, e Pavia, a sud, e un possibile...

Modi del sentire / Solitudine

Il 9 febbraio 1821 Leopardi nel suo Zibaldone di pensieri annota: “L’anima, i desideri, i pensieri, i trattenimenti dell’uomo felice, sono tutti al di fuori, e la solitudine non è fatta per lui: dico la solitudine o fisica, o morale e del pensiero. Vale a dire che se anche egli si compiace della solitudine, questo piacere, e i suoi pensieri e trattenimenti in quello stato, sono tutti in relazione con le cose esteriori, e dipendenti dagli altri, non mai con quelle riposte in lui solo”. Quando inizio a scrivere questo pezzo sono le dieci di domenica 24 gennaio 2021 e mi trovo in una quasi perfetta congiuntura temporale: tra pochi giorni infatti saranno passati duecento anni da quando Giacomo Leopardi ha formulato e messo per iscritto il suo pensiero sulla solitudine umana. Nel mio giardino...

Elio Grazioli / Telepatia: arte o solo fantascienza?

«Ciò che veramente mi interessa (…) non è l’interdisciplinarietà, ma piuttosto le forme “indisciplinate”, turbolente e incoerenti che si situano all’interno e all’esterno dei confini delle discipline (…) La grande virtù della cultura visuale come concetto è che tende ad essere “indisciplinata”». Ebbene, questa frase di W.J.T. Mitchell (ripresa di recente da Michele Cometa nel suo recente libro Cultura visuale, Cortina, 2020, p. 1) potrebbe essere, per certi versi, sposata anche da Elio Grazioli. Prolifico critico d’arte contemporanea e fotografia, molti suoi libri indagano infatti quegli aspetti dell’arte che giocano sull’ambivalenza, che si sporgono in modo sottile oltre i limiti dei generi e del senso, e sfuggono indisciplinati a un pensiero o uno sguardo protesi ad afferrarli. Attratto...

“Piccole storie dal centro” / Shaun Tan, il sasso degli sguardi

In Primavera, estate, autunno, inverno, e ancora primavera… il regista Kim Ki-Duk, recentemente scomparso, mette in scena il ciclo delle stagioni e della vita – della via – per la saggezza. Sullo schermo guardiamo un bambino che viene affidato al Maestro (prima di divenire, un giorno, egli stesso un Maestro) mentre si diverte a maltrattare alcuni minuti animali. Cattura dapprima un pesce di piccola taglia, grande come una sua mano, gli lega attorno al corpo una corda sottile cui è appeso un sassolino e poi, ridendone, lo guarda tentare di riguadagnare il suo ambiente, nuotando ovviamente con estrema goffaggine. Il bambino poi fa lo stesso con altri due animali, una rana e un serpentello, e ancora li osserva divertito camminare, strisciare, fendere l’acqua con addosso quel peso. Il mattino...

Fumetto italiano / Magnus e Bonvi, 25 anni dopo

“Qualcosa mi toccò dentro, nel profondo, il giorno in cui la musica morì”. Così cantava nel 1971 il cantautore statunitense Don McLean nella sua celebre American Pie. Il giorno in cui morì la musica è il 3 febbraio del 1959, quando l’aereo su cui viaggiavano Buddy Holly, Ritchie Valens e The Big Popper, leggende del rock’n’roll, precipitò in un campo di mais. Qualcosa del genere è accaduto anche nel fumetto italiano, non in un singolo giorno, ma in un periodo di pochi mesi di 25 anni fa. Uno dopo l’altro se ne andarono Hugo Pratt (il 20 agosto 1995), Bonvi (il 10 dicembre 1995) e infine Magnus (il 5 febbraio 1996). Nel giro di pochissimo tempo scomparivano il creatore di Corto Maltese, l’inventore delle Sturmtruppen e di Nick Carter, il disegnatore di Alan Ford e autore de Lo sconosciuto...

L’ultimo libro / De Lillo: i paradisi della purezza e del silenzio

Se sei un grande scrittore americano devi odiare la tecnologia. Così sembra, leggendo Jonathan Franzen e l'ultimo Don De Lillo. La purezza e il silenzio sono le metafore evocate nei titoli di due libri, editi da Einaudi, Purity (di Franzen, 2015) e Il silenzio (di De Lillo, 2021, appena uscito), affinché il lettore non abbia dubbi: la nostra estatica sottomissione al sistema digitale dominante va incontro all'incertezza di un futuro che è già qui, come ci raccontano De Lillo, con il minaccioso silenzio provocato da un blackout, e Franzen, con la purezza perduta di una ragazza di provincia, che la madre aveva eroicamente cresciuto senza tv. Nel perfetto racconto di De Lillo, una specie di pièce teatrale ambientata in due luoghi claustrofobici, la business class di un aereo di linea e il...

Sono apparse in mezzo ai viburni/ le farfalle crepuscolari. / Viburni d’inverno

Buona la neve, perfetta la neve. Così la canta Zanzotto nella Beltà (La perfezione della neve). Ma.  Persino il poeta si chiedeva «che sarà del giardino»? E, ancora, se stessero bene i pini «tutti uscenti dalla neve»: «i pini come stanno, stanno bene?» (Sì, ancora la neve). Qui in collina, la gran nevicata di metà dicembre, più che per i miei pini neri sostegno delle rose Banksia, mi ha impensierito per come stessero gli arbusti che tendo a non potare un po’ per poetica giardinieresca, un po’ per negligenza. Danni, la neve, ne ha fatti, per lo più rimediabili. Eccetto che per il Loropetalo (Loropetalum chinense): me l’ha scalcagnato per bene e dovrò tagliarlo pressoché al piede: la prossima estate, niente rosa acceso tra le foglie brune. Temevo anche per il Viburno Tino (Viburnum...

Origini e futuro dei quattrozampe / Attenti ai cani

Quanta storia ha alle spalle il cane. Il nostro cane, quello con cui condividiamo ogni spazio della casa? E, soprattutto, che storia ha alle spalle questo vivente che fa sempre più parte della nostra vita?  Alle domande non è facile dare risposta. O meglio, come dimostra l’etologa Paola Valsecchi in Attenti ai cani (Il Mulino), è possibile dare più risposte, fondate spesso su ipotesi destinate ad essere continuamente aggiornate.  Partiamo da quanto è sicuro. Il primo elemento è relativo all’ascendenza del cane, che è interamente da attribuire al lupo, con cui condivide il 98% del DNA mitocondriale, come ha dimostrato nel 1997 un gruppo di genetisti guidati da Carles Vilà. Ma il lupo in questione non ha nulla da spartire con il lupo moderno. Si tratta infatti del lupo ancestrale...

Racconti sentimentali e satirici / Zoščenko e il riso che fa paura

Può succedere che ci si avvicini a un testo e si pratichi la traduzione scegliendo liberamente un autore che amiamo e il cui mondo desideriamo far conoscere agli altri, e che questo autore ci tenga compagnia a lungo, senza vincoli temporali o scadenze di consegna. E così la traduzione matura, lasciando al traduttore il tempo per riflettere e rispondere agli infiniti quesiti che spesso si affacciano alla mente quando ci si muove fra due lingue e due culture, passando da un mondo artistico all’altro, prima di scegliere di percorrere le strade che, pur non potendosi mai considerare definitive, ci appaiono le più convincenti: come in una scacchiera, dove ogni scelta vincola l’altra, in un continuo spostamento mirato e ragionato in avanti, indietro, di lato, con movimenti di avvicinamento...

Lionni tutto intero

Nonni che raccontano storie ai nipoti ce ne sono milioni. Nonni che in questo modo hanno rivoluzionato la narrativa per l'infanzia, solo uno: Leo Lionni. Perché fu così, sul treno per Greenwich e a beneficio di due piccole pesti, che nacque il suo capolavoro. Oggi si chiama Piccolo blu e piccolo giallo ed è un classico amato in tutto il mondo, ma quel giorno era stato soprattutto la soluzione per riportare la calma nel vagone. In cerca di un'idea che ipnotizzasse gli scatenati nipoti, Lionni aveva strappato da una rivista una pagina colorata per sminuzzarla in tanti piccoli pezzetti. Guardate, disse muovendoli con le dita, questo piccolo pezzetto blu ha fatto amicizia con quest’altro che è giallo ma ecco, quando si abbracciano, i due diventano un'unica macchia verde, e nessuno li...

Maleducazione / Insultare gli altri: perché?

Gadda insultava Mussolini definendolo “sanguinolento porcello”, “fezzone”, “super balano”, “naticone ottimo massimo”. Era il suo vertiginoso modo di ingiuriare il dittatore e, come spregio ulteriore, lo faceva senza nominarlo mai. Un maestro, anche in questo. D’altro canto chi meglio di lui: l’insulto, come ogni oggetto d’invenzione umana, non ha, perché non può avere, limiti di sorta. Noi siamo fatti anche di insulti, questo è il punto. Le nostre relazioni sociali sono “condite” dagli insulti, più o meno intenzionali. Sono un ingrediente della gastronomia sociale, linguistica e non, che si realizza in circostanze particolari, e riesce tanto meglio quanto maggiore è l’abilità inventiva di chi lo prepara. Non solo, la pratica dell’insulto ci è famigliare fin da bambini, e ciò che va...

L’eredità di Jakob Bindel / Bernice Rubens: vivete senza principi

In When I grow up (2005), i mémoires terminati poche settimane prima di morire, Bernice Rubens ricorda che stava scrivendo L’eredità di Jakob Bindel (uscito nel 2020 per i tipi di astoria nella mirabile traduzione di Irene Abigail Piccinini), quando seppe della nascita del secondo nipote; fu allora che decise di dedicare il libro ai due bambini della figlia, A Joshua e Dashiel Lilley, fratelli – Brothers –, come recita il titolo originale.  Figlia di Eli Reuben, ebreo lituano, e di Dorothy Cohen, di origine polacca, anch’essa ebrea ortodossa, Bernice Rubens nacque a Cardiff, nel Galles, il 26 luglio 1923 (anche se, da un certo momento in poi, cominciò a dire che era il 1928, così come dal 1947 modificò il cognome in Rubens). Il padre, commerciante di abiti e scarpe a credito, era...

David Teboul / Simone Veil, Alba a Birkenau

L’alba a Birkenau è il silenzio di una domanda mai pronunciata. A cosa si pensa quando a 17 anni ci si risveglia nel campo? Come si accoglie il mattino dopo una notte di angoscia, incubi e sogni? David Teboul non l’ha mai chiesto all’amica Simone Veil e quando se n’è reso conto era ormai troppo tardi per trovare risposta. Quella domanda ora riecheggia nel libro straordinario che il regista francese le ha dedicato con il titolo Alba a Birkenau (288 pp., Guanda).  Il volume nasce da una serie di incontri fra Veil e Teboul ma non è un saggio né una riflessione. Non ha pretese di completezza. È frammentario, incompleto e rapsodico come ogni umana conversazione – un documentario declinato in scrittura. A comporlo sono le parole, rese in prima persona, della stessa Simone Veil – il dialogo...

La giustizia necessaria / Wiesenthal, i limiti del perdono

Nel 1942, a Leopoli, un soldato delle SS rimasto gravemente ferito in combattimento chiese di poter parlare con un ebreo, uno qualsiasi. Sapeva che stava morendo, e aveva il rimorso di un crimine orrendo contro degli ebrei a cui aveva partecipato, nella città ucraina di Dnepropetrovsk, dove 400 tra uomini, donne e bambini erano stati rinchiusi in una casa poi data alle fiamme. Lui ed altri avevano avuto il compito di sparare a chi cercava di saltare dalle finestre. Aveva visto scene terribili, che lo tormentavano; in particolare il volo nel vuoto di un padre, con il fuoco già addosso e un bambino in braccio. Il tedesco morente voleva un ebreo cui chiedere perdono. Per caso venne scelto il prigioniero Simon Wiesenthal, che fu lasciato solo nella stanza con il ferito. Wiesenthal lo ascoltò...

Grassi. Una storia culturale della materia della vita / Alle origini del fat shaming

Era la fine del Settecento, e i corpi abnormi di Daniel Lambert, detto “Fat Dan”, quattrocento chili di pinguedine, e di Claude Ambroise Seurat, l’uomo scheletrico, comparivano tra gli spettacoli freak della Hall of Wonders di Piccadilly, a Londra. Stranezze umane esposte per creare stupore e disgusto, meraviglia e raccapriccio. Il body shaming già esisteva, è evidente, e non c’era nulla di male nel praticarlo. Anzi, era proprio la logica di quel tipo di spettacolo. Roba superata, assolutamente scorretta, eticamente ingiusta, si dirà, oggi che si invoca e si pratica body positivity. Eppure, in tv vanno in onda programmi dedicati al dimagrimento di donne e uomini superobesi affiancati da chirurghi accaniti che rimpiccioliscono stomaci o da personal trainer muscolosi e urlanti che, con...

Racconti contagiosi / Dalla pandemia, prose e poesia

Gli dèi tessono disgrazie affinché alle future generazioni non manchi di che cantare Odissea, Libro VIII   Ho da qualche tempo sul tavolo di lavoro due libri usciti nell’ultimo quarto dell’anno appena trascorso, entrambi originati dallo sforzo di raccontare e comprendere i tempi di pandemia che ci tocca vivere. Il primo è Sospeso respiro, a cura di Gabrio Vitali, che ha raccolto e commentato i versi nuovissimi di quattro poeti italiani, nati attorno al millenovecentosessanta e attivi fra Emilia e Toscana, dei quali dirò in seguito. Vitali è bergamasco e a Bergamo, la città ferita, ha dedicato il suo libro, arricchito dai contributi iconografici di Cristina Rodeschini, direttrice dell’Accademia Carrara di Bergamo, e di Mauro Ceruti, protagonista dell’elaborazione filosofica europea...