Alfabeto Pasolini

Scritture

Dizionario Meneghello / Amaluàmen

Libera nos amaluàmen: queste parole sono l'inizio, il centro e anche la fine di un libro che riassume tutti gli altri di Luigi Meneghello. Tutto parte dal titolo: Libera nos a Malo, dove Malo si intende il paese-parrocchia in provincia di Vicenza in cui lo scrittore da bambino ha vissuto prima della seconda guerra per diventare poi un buon soldato poi un bravo partigiano, e infine scrittore e professore a Reading, nella contea di Berkshire del Regno Unito. Sappiamo che nella maggior preghiera del cristiano, questa è la conclusione del Padrenostro in latino: Ne nos inducat in tentationem: sed libera nos a Malo. Amen" (non indurci in tentazione, ma liberaci dal male. Così sia). Ora il Padrenostro è la preghiera che nella tradizione è stata detta per la prima volta da Cristo a suo Padre, e...

1 marzo 1922 - 1 marzo 2022 / Beppe Fenoglio. Corpo

La scrittura di Beppe Fenoglio, la tonalità delle sue pagine, il respiro delle sue narrazioni si intrecciano profondamente con il paesaggio delle Langhe e con la città di Alba, dove Fenoglio è nato cento anni fa il primo marzo 1922, e da cui nell’arco della sua vita non si è quasi mai allontanato. Nello straordinario patrimonio di immagini fotografiche dell’amico Aldo Agnelli, Fenoglio compare spesso ai margini di uno dei sentieri che ha percorso nei giorni del suo arruolamento fra i partigiani azzurri dopo l’8 settembre del ’43, con in tasca una matita e i fogli di uno di quei taccuini che suo padre, Amilcare Fenoglio, usava per i conti di bottega nella macelleria a pochi passi dal Duomo. I boschi sulle colline intorno ad Alba, i rittani in cui trovare rifugio, le cascine dei contadini,...

Diario 4 / L’inquietudine mi insegue come un cane rabbioso

Lunedì 21   Entro in cucina mentre per radio sta iniziando la rassegna della stampa estera condotta da Dario Fabbri. Naturalmente la crisi ucraina continua a tenere banco. Ieri, ennesima fase negoziale. Macron fa sapere di aver avuto una telefonata con Putin, il quale avrebbe accettato un bilaterale con Biden, che a sua volta sarebbe disposto a dialogare a patto che non scatti nessuna violazione dell’integrità territoriale ucraina.  Intanto preparo il caffè e metto a scaldare il latte. Nell’attesa vado a sedermi sul divano continuando ad ascoltare Dario Fabbri e non m’accorgo del latte che comincia a bollire. Me ne rendo conto solo quando la Moca smette di gorgogliare ma ormai il latte ha allagato metà del piano cottura.  Non mi va di avviare la giornata sotto il segno...

Stratagemmi / Roland Barthes e il Neutro

Finalmente è arrivato anche nel nostro Paese il volume che raccoglie il corso universitario sul concetto di Neutro tenuto da Roland Barthes al Collège de France nei primi mesi del 1978. Dopo molti anni di mitologie e passaparola, plateali sotterfugi e pubblicazioni semiclandestine, ricorsi in tribunale e condanne pecuniarie, la trascrizione di quelle leggendarie lezioni aveva visto la luce in Francia soltanto nel 2002, presso Seuil, per la rigorosissima cura di Thomas Clerc. Un testo decisivo, preziosissimo, raffinato, esito del filologico incrocio fra gli appunti stilati da Barthes ogni settimana, in vista delle due ore di insegnamento ogni sabato mattina, e la trascrizione delle registrazioni dell’intero corso miracolosamente ritrovate in un armadio della prestigiosa accademia di rue...

Ricette di un professore poco ordinario / Eggs Benedict a Manhattan

L’odore di bruciacchiato della strinatura – la procedura con cui il pollame si passa al fuoco per ripulirlo dai rimasugli di piume prima di procedere a cucinarlo – si imprime nella memoria del piccolo Gian Piero, inchiodandolo al ricordo di sé in cucina ad armeggiare fra i fornelli, insieme alla nonna. Sarà lei a iniziarlo ai piaceri della tavola, nelle lunghe mattinate trascorse in sua compagnia mentre la mamma, insegnante, è al lavoro. C’è poi lo zucchero, evocato nel momento sublime in cui la sua colata incandescente va a formare il croccante sulla lastra di marmo disseminata di nocciole. Anche questo frangente segnerà i ricordi di Gian Piero bambino, collegandoli inestricabilmente a fatti e personaggi specifici della propria vita ma anche a un quadro d’insieme, a un’atmosfera...

Ricordi di un entomologo / J-H. Fabre. L’occhio dello sciamano

Qualche anno fa, nella soffitta della casa in campagna, trovai un vespaio. Il fatto, altrimenti trascurabile, rappresentò un terremoto conoscitivo. Per la prima volta osservai nel dettaglio la complessa struttura creata dagli imenotteri sotto una luce diversa. Nel pomeriggio della tarda estate, all’età di quarant’anni, sorse diretta ma elementare la domanda: Come fa la vespa a sapere? Mi chiesi come potessero gli insetti trasmettere le istruzioni necessarie a organizzare cellette, condotti, piloni. C'era forse un’intelligenza collettiva che animava la struttura, o forse la conoscenza si poteva tramandare; e poi, la questione era di natura genetica o epigenetica; forse era l’ambiente a determinare la riuscita dell’opera? Possibile che non me lo fossi mai chiesto prima? Forse lo stupore fu...

Clorofilla / Il cuore della pineta

Non uno, ma molti. Non l’individuale ma il collettivo. E, tra le piante, il collettivo ha la sua espressione nel bosco puro, nella pineta soprattutto. Pineta di monte (abetaie o lariceti) e di costa, con pini domestici e marittimi. L’essere, l’esistere, della pineta sta nel ripetersi della sequenza, dove si fa esperienza dell’uno e del molteplice, per non dire dell’uno nel molteplice e viceversa. Ma non è il caso di impaniarsi in filosofeggianti allusioni. Piuttosto, una volta tanto, soffermarsi sul valore dell’insieme, dello stare insieme. Misterioso è il fascino del grande albero isolato in mezzo a una piana o su una cresta collinare, oppure quello dell’ultimo esemplare che osa avanzare oltre la linea montana del verde. Molti di noi hanno il proprio albero di riferimento, nel giardino...

Due libri / Szeemann dentro la testa degli artisti

Primavera 1969. In un piccolo, tranquillo museo svizzero, la Kunsthalle di Berna, si inaugura una mostra di giovani artisti internazionali, per lo più ancora sconosciuti al mondo dell'arte. Molti realizzano le loro opere proprio in quel momento: c'è chi lancia piombo fuso lungo lo spigolo tra il pavimento e la parete di una sala; chi appiccica grasso animale negli angoli; chi stacca un metro quadrato di intonaco da una parete; chi appende al muro ritagli di feltro; chi sfonda la piazza davanti al museo con una palla da demolizione; chi lascia un telefono sul pavimento con la scritta: se suona, puoi rispondere e parlare con l'artista.   Sono solo alcuni esempi, ma bastano a rendere l'idea del terremoto che avrebbe scatenato quella mostra, destinata a diventare il simbolo del...

Imparare a leggere i libri per bambini / L’infanzia è un'occasione filosofica

Qualche tempo fa sul blog della casa editrice Topipittori abbiamo pubblicato un articolo di un’insegnante di scuola primaria che raccontava un esercizio di scrittura libera proposto ai bambini. Invitati a rispondere ad alcune domande inerenti al mondo naturale, uno di loro ha scelto la domanda “Cosa succede agli animali dopo la morte?” a cui ha risposto: “Per me dopo la morte gli animali entrano nella terra e vivono da fantasmi. Il loro lavoro da fantasmi è cucire le radici degli alberi.” Sulla pagina Facebook della medesima casa editrice, qualche tempo fa, una madre ha raccontato che il suo bambino, due anni, dopo alcune letture ad alta voce ha imparato a memoria, da solo, un brano di un albo illustrato: la lunga lista di verdure (molte delle quali dai nomi non comuni o scontati) con le...

Un libro di Gabriele Gimmelli / Celati, un cineasta delle riserve

I tanti ricordi pieni di affetto, ammirazione, riconoscenza, che hanno fatto seguito alla notizia della morte di Gianni Celati hanno mostrato almeno due cose che mi paiono allungare eternamente l’esistenza dello scrittore nativo di Sondrio e che sono, dunque, anche, una sorta di consolazione per chi l’ha conosciuto e ne sente quindi già la mancanza. La prima è che Celati ha rappresentato un’assoluta rarità nel panorama intellettuale italiano (e non solo) per la sua costante capacità di catalizzare gruppi eterogenei e sempre nuovi attorno alle idee, ai progetti di cui era protagonista: pur senza mai l’intenzione di fungere da guida, da capo, pur fuggendo costantemente ogni ruolo di potere, è diventato un riconosciuto maestro, anche se detestava tale ruolo. Questa capacità, che nasceva un...

Torna il classico di Giovanni Macchia / Parigi come mito

L’opera di Giovanni Macchia, che Calvino definiva nel 1985 “il nostro maggiore saggista”, ha conosciuto una fortuna crescente dagli anni Sessanta alla fine degli anni Novanta del Novecento. È nel 1962 che Macchia comincia a collaborare regolarmente al “Corriere della Sera”, a cui l’hanno raccomandato Emilio Cecchi e Eugenio Montale. Ha cinquant’anni giusti; è autore di una fortunata raccolta di saggi, Il paradiso della ragione (Laterza, 1960), che valorizza, polemicamente, tutti i fermenti di disordine, di irregolarità presenti nella tradizione letteraria francese, troppo spesso ricondotta in toto all’ideale classicista. Ha alle spalle una mole imponente di studi, pubblicati ora in sedi accademiche, ora come introduzioni a grandi opere o su raffinate riviste di élite. Spaziano da...

Harold Brodkey / Primo amore e altri affanni

«L’arredamento era vistoso e spaventevole era come quel momento dell’incubo in cui le cose si mettono così male che uno decide di svegliarsi». C’è qualcosa nella scrittura di Harold Brodkey, di delicato e terrificante allo stesso tempo. Un tratto nitido, preciso, cattivo, ma anche sfumato, lieve, sentimentale. È uno dei pochi scrittori (almeno tra quelli che io ricordi) a essere moderno – con qualche tratto post-moderno – e barocco simultaneamente. Conosce la classe operaia e pure una certa borghesia. Sa raccontare le famiglie che vivono alla periferia delle città americane e quelle che stanno verso il centro, che maneggiano il denaro, che scelgono il destino degli altri, chi sposare o meno, chi rovinare o no. Sa dire di sé stesso per scavare (e mostrare) le vite degli altri. Non ha fatto...

Armiero e Chakrabarty / Strategie di guerriglia antropocenica

Appena apro l’ultimo libro di Marco Armiero mi viene incontro Cuernavaca, che in atzeco nahuatl suona Cuauhnáhuac, "vicino agli alberi", una cittadina messicana di poco più di 150 mila abitanti a 1500 metri sul livello del mare che per me è irrimediabilmente diventata un luogo dell’immaginario. Fu lì, nel vecchio albergo Chulavista, che Ivan Illich nel 1961 fondò il CIDOC, Centro Intercultural de Documentaciòn dove, come lui stesso racconta in una delle sue conversazioni con David Cayley, con la scusa di preparare i volontari per le missioni in America Latina, cercava di farli ragionare e soprattutto rimandarli da dove erano venuti. L’incontro con il suo pensiero mi rivoltò come un calzino, stetti male un’intera estate per uscirne completamente rinnovato e Cuernavaca si guadagnò un posto...

Parole per il futuro / Caos

Quando le parole vengono usate spesso e per parlare di dimensioni molto diverse tra loro potremmo dire che “c’è qualcosa nell’aria”. E l’aria appartiene alla stessa famiglia di parole dello “spirito”. Forse quindi la ricorrenza di certi termini ci può dire qualcosa dello “spirito del tempo”. Credo che l’uso della parola “caos”, così frequente sui giornali e nei mezzi di comunicazione in genere da qualche anno a questa parte, possa suggerirci qualcosa a proposito dello spirito del nostro tempo. Con la pandemia da Coronavirus l’uso di questa parola si è enormemente diffuso. Che la diffusione caotica del virus metta in chiaro alcune strutture e storture del nostro mondo mi sembra evidente. Ho usato due anni fa, su questa stessa rivista, il neologismo “sociodelico”. Ciò che si mostra è...

I versi di Alessandra Carnaroli / 50 tentati suicidi più 50 oggetti contundenti

In 50 tentati suicidi più 50 oggetti contundenti (Einaudi, 2021), Alessandra Carnaroli, già prefata in precedenti raccolte tra gli altri da Andrea Cortellessa ed Helena Janaczek, costeggia la feroce complessità delle relazioni che caratterizzano le nostre società contemporanee e lo fa partendo proprio dal momento finale e scurissimo delle tante anime sensibili, toccate più di altre dalla variegata violenza sempre più presente ed opprimente dei nostri giorni: da essa vogliono liberarsi dandosi e talvolta provocando morte: “scoperta nella mia camera d’albergo/ la famiglia con cordoglio/ ammette la morte in circostanze depresse/ come procurarsi barbiturici senza ricetta/ ultimo accesso”. Ma l’autoannientamento, tentato nel libro in varie ed originalissime forme, se certo può derivare alcune...

Dalla via Emilia a San Pietroburgo / Bisi: viaggio al termine dell’ignoto

“Ascoltatemi! Io voglio attardarmi per le strade d’Europa senza la fretta di arrivare. Voglio mischiarmi tra le genti di città sperdute. Voglio ascoltare quelle loro sillabe mai udite prima. Voglio respirare il profumo dell’alba che sa di benzina in solitarie stazioni di servizio della Lettonia. […] Dopodomani, mentre voi sarete nel capannone nero a verniciare radiatori e ad avvitare bulloni come in ogni giorno passato e futuro, l’alba mi sorprenderà tra i boschi fitti e impenetrabili della Repubblica Ceca”. E Tiziano Bisi si mise in viaggio, non in aereo, ma salendo su uno di quegli autobus che macinano chilometri nel cuore dell’Europa. Con uno di quei mezzi con cui viaggiano le badanti, i migranti, i transfrontalieri più o meno loschi: dall’autostazione di Bologna verso San Pietroburgo...

Libro di disegni / I semi di Simone Massi

Simone Massi è chino su un foglietto, intento a lavorare, in silenzio: al centro del foglietto c’è un rettangolo di pastello a olio nero che lui incide creando un tratto “in negativo” (bianco su nero), basandosi su un disegno preparatorio. L’opera passa poi nelle mani delle sue collaboratrici (Alessia Travaglini, Anna Fernandez, Laura Fuzzi, almeno per quel che riguarda questo lavoro) che procedono ad “animarlo”, cioè a creare tutti gli altri disegni che in sequenza permetteranno di far muovere la figura. È un “dietro le quinte” che troviamo in un video che racconta il lavoro di Massi per un’animazione per il documentario olandese Liefde is Aardappelen (L’amore è patate). “Un secondo consiste di otto disegni – spiegano i sottotitoli che accompagnano il video –, un minuto fa 480 disegni....

Vagabondi eccezionali - 2 / Efa, la donna della montagna

Al confine tra la Slovenia e l’Italia c’è un monte, è il terzo più alto della provincia di Trieste, gli italiani lo chiamano monte Lanaro, gli sloveni Volnik. La sua è una flora tipicamente adriatica: roveri, cerri, pini neri e boschi carsici, e poi doline profonde. Chi lo frequenta sa che quei boschi custodiscono una storia preziosa.    Efa, al secolo Albina Muženič, nasce a Maresago, Capodistria, il 13 luglio 1904, da Giovanni e Orsola Bonin. Maresago è un piccolo paese che gode di una splendida posizione, da una parte si affaccia sul mare, dall’altra sulla valle del Dragogna. L’infanzia di Albina è l’infanzia tipica di una bambina di umili origini di quegli anni, le corse con gli amici tra i vigneti e gli alberi da frutto, i giochi nei campi coltivati, le stalle con i maiali...

Di necessità virtù / Grace Paley: Volevo scrivere una poesia, invece ho fatto una torta

Quest’anno Grace Paley avrebbe compiuto cento anni, forse nella sua casa a Thetford Hill, nel Vermont, dove si trasferì definitivamente alla fine degli anni Ottanta con il suo secondo marito, un poeta come lei, o forse al Greenwich Village dove, chi può dirlo, sarebbe forse ritornata dopo avere vissuto per qualche anno sulla cima di una collina. In entrambi i casi, probabilmente, avrebbe organizzato una festa e ci sarebbero stati tanti amici. Invece è morta quindici anni fa, nel 2007, lasciando due figli, un po’ di nipoti e poche centinaia di pagine scritte, tra le più belle della letteratura universale: racconti, poesie e interventi saggistici pubblicati e ripubblicati in vari volumi e in molte lingue.  Nacque nel 1922 in una famiglia di ebrei socialisti che vivevano nel Bronx (...

A Sentimental Giorno / Ulisse interprete di Joyce

A cent'anni dalla pubblicazione dell'Ulisse, edito a Parigi da Sylvia Beach per i tipi della Shakespeare and Company, il 2 febbraio 1922, colpisce ancora il carattere dirompente dell'opera Joyciana, uno scandalo che rinnova il mondo colpendo il cuore non solo dell'universo letterario ma anche della cultura borghese e accademica, e il modo di guardare la realtà. Quando il libro uscì, Freud già da decenni andava con la psicoanalisi e col movimento psicoanalitico nella stessa direzione. Non può sfuggirci il legame che unisce letteratura e psicoanalisi. Anche se in modo assai diverso se pensiamo a Freud, con la sua attenzione al nascosto e ai meccanismi di rimozione e difesa, o a Lacan e all'attenzione diretta piuttosto sul soggetto, colto nella sua costitutiva divisione ad opera del taglio...

Un libro di Antonella Russo / Dell’amore e della fotografia

«La fotografia è anche una pratica d’amore» – scrive Hervé Guibert in una delle prime pagine del suo libro L’immagine fantasma. Ebbene, come se fosse partita da questa affermazione, la storica della fotografia Antonella Russo ha costruito il suo nuovo libro attorno a Quattro storie d’amore e di fotografia (Jaca Book, 2021, pp. 230), storie assai diverse tra loro, e quindi tanto più significative. Quattro situazioni che lei interroga e approfondisce con grande competenza, intrecciandole con riflessioni che, oltre alle teorie della fotografia, spaziano tra la storia, la psicanalisi, la fisica, la teologia e il buddhismo, entrando sempre con acume e sottigliezza teorica nella specificità di ogni riflessione trattata. Qualità questa nient’affatto scontata che rivela un approccio teorico...

16 febbraio 1922 - 16 febbraio 2022 / Meneghello, apprendista italiano

Luigi Meneghello racconta di aver cominciato a scrivere nel primo dopoguerra con “brevi attacchi che poi restavano sospesi in aria”, a cui seguirono negli anni Cinquanta tentativi più strutturati anche in lingua inglese o in dialetto vicentino. Questa scrittura a tutti nascosta e portata avanti “con l'animo contratto”, faticosa forse perché troppo autobiografica, si sblocca nell'estate del 1960 e darà il suo folgorante esordio di due anni dopo con Libera nos a malo. Seguirà nell'inverno del 1962, sull'Altipiano di Asiago, la scrittura ugualmente sciolta e liberatoria di I piccoli maestri, destinato a rinnovare profondamente “in chiave anti-retorica e anti-eroica” la letteratura della Resistenza. Restano questi i suoi libri più noti, anche se non andrebbe dimenticata la notevole produzione...