raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Scritture

Lydie Salvayre / Non piangere. L'eredità del male

Montse ha quindici anni quando viene portata dalla madre in casa di una facoltosa famiglia di proprietari terrieri della zona per sostituire la precedente domestica, licenziata perché puzzava di cipolla. I señores Burgos esaminano la ragazza, non la fanno sedere, non le danno la mano. Jaime Burgos, il capofamiglia, la squadra e si rivolge infine alla moglie con un complimento soddisfatto, violento come uno schiaffo: “ha un'aria molto umile”, ovvero niente grilli per la testa, nessuna ambizione, una facile e docile sottomissione.  Le donne vengono congedate e in strada Montse sbraita, impreca, grida la sua offesa e gonfia la sua protesta sul marciapiede, mentre la madre la supplica a bassa voce di tacere e perlustra con occhi preoccupati la via deserta. Il giorno dopo è il 19 luglio...

Harry Parker, Anatomia di un soldato / Attraversare la guerra. Mondo in pezzi

Chi scampa a una guerra parla di continuo del pericolo scampato, oppure si chiude a chiave dentro il silenzio. Primo Levi sosteneva fossero i due istinti di chi sopravvive: chiedere alle parole di aggrapparsi al corrimano di chi è ancora vivo, o viceversa lasciare che, dentro la testa, le parole facciano scempio di tutti gli altri pensieri. Salvo eccezioni, dopo la seconda guerra mondiale vinse la reticenza. Chi sopravvisse pensò che portare il silenzio a tavola, a cena, fosse il modo migliore per proteggere i figli. Il teatro di guerra tenne in cartellone l’orrore solo per loro: fece repliche continue nei sogni, fece urlare gli ex combattenti contro il cuscino. Le donne li abbracciarono sperando passasse, e fu istinto di madre più che di moglie. Quanto ai figli, quando i padri poi...

Un inedito pubblicato da L’orma / Brecht: il romanzo dei tui

Si sono inventati, quattro anni fa, una casa editrice, L’orma, che ha pubblicato finora testi raffinati di autori poco presenti sul mercato editoriale italiano. Il successo lo hanno ottenuto con Annie Ernaux: un’autrice che stava diventando sempre più “imprescindibile” (lo dicono loro e le passioni che ha suscitato) sul mercato europeo, e da noi rimaneva quasi ignota. Il catalogo dell’Orma comprende carteggi fuori dai canoni di grandi autori, in formato di pacchetti pronti per essere spediti. Sta rieditando tutta l’opera di E. T. A. Hoffmann. Ma le sue collane ammiraglie sono Kreuzeville e Kreuzeville Aleph. I due editori, Marco Federico Solari e Lorenzo Flabbi, traducono rispettivamente dal tedesco e dal francese, e perciò hanno deciso di intitolare a due grandi quartieri delle due...

Blu della cancellazione / Maria Attanasio. Nessuno è al riparo

Si respira un’aria di guerra, in questo libro di Maria Attanasio. Numerose le espressioni di origine bellica, militare, legate alla violenza, storica o personale: cingolati, manganelli, genocidi, saccheggi, reattori a raggi gamma, passi dell’oca, piccole italiane, zone interdette, uomini che sparano a vista. I nomi stessi, le parole stesse sembrano soldati al fronte, soldati in trincea, esposti alle irruzioni mortali del nemico.    Si respira un senso di allarme. Nessuno è al riparo. Incombe il pericolo, la minaccia permanente. Pubblica e privata. Le ronde e i tiratori scelti da una parte. Gli acufeni dall’altra. La minaccia colpisce il mondo e il singolo. Non c’è un luogo sicuro, protetto, custodito. Le scale sono senza ringhiera, il terreno è pieno di crepe e fenditure....

Se un leone potesse parlare, noi non potremmo capirlo / Ghrahr! A colloquio col leone

Ghrahr!   Un giovane sbarbato, capelli neri pettinati all’indietro, camicia nei pantaloni e maglione sulle spalle, un libro nella mano sinistra, comincia a declamare una poesia. Ad ascoltarlo ci sono giusto tre anime, quantomeno singolari, trattandosi dei tre leoni dello zoo di San Francisco. E’ il 1966. Reading Poetry to Lions, uno dei dieci episodi della serie televisiva USA: Poetry di Richard O. Moore, è dedicata al poeta beat americano Michael McClure, o Pat McLear come è chiamato in Big Sur di Jack Kerouac, che lo include anche ne I Vagabondi del Dharma e in Angeli della desolazione. Rinchiusi in gabbie minuscole, i tre ignari leoni ascoltano la poesia Tantra 49, una delle 99 che compone il libro di McClure Ghost Tantras (1966, ripubblicato da City Lights nel 2013). La copertina...

Le Opere complete di Primo Levi / La galassia Primo Levi

Nell’ultimo mezzo secolo pochi scrittori hanno cambiato fisionomia critica in maniera così radicale come Primo Levi. Considerato a lungo come un testimone, prima e più che come uno scrittore optimo iure, Levi ha preso quota dapprima lentamente, gradualmente, quindi in maniera sempre più palese e perentoria, accreditandosi come uno dei pochi veri classici della letteratura italiana, e poi non solo italiana, del Novecento. Gli studi si sono moltiplicati, e così le iniziative editoriali e culturali; la bibliografia critica ha assunto dimensioni imponenti. Oggi ai nostri occhi Primo Levi appare non solo come uno scrittore di prima grandezza, ma come un’intera galassia, che non ci si stanca di percorrere e di esplorare. Il centro gravitazionale è costituito da un gruppo di libri – non più da...

Dove passato e futuro si incontrano / Le belle contrade di Piero Camporesi

Ci sono esistenze – forse più fortunate di altre – che, a un certo punto, si accorgono che una sola vita non basta. Una sola vita non è sufficiente per esplorare adeguatamente il mondo circostante e neppure per abitare in se stessi o nelle immediate vicinanze con adeguata profondità. È quasi sempre un evento imprevisto, distonico rispetto al motivo conduttore che sino a quel momento ha caratterizzato l’orizzonte quotidiano, a far affiorare la consapevolezza e, dunque, il disagio del ritrovarsi imprigionati dentro un copione non solo culturalmente e professionalmente limitato ma, spesso, esistenzialmente riduttivo. All’improvviso sembra di poterne toccare i confini e quindi i limiti, reali o immaginari. Nelle vicende intellettuali del secondo Novecento italiano non sono...

300.000 "mi piace" all'Accademia della Crusca / Di pala in brand. Crusca alla Crusca

“Cruscaio”, “cruscante”, “cruscata”, “cruscheggiante” e “cruscheggiare”, “cruscherìa” e “cruschesco”, “cruschevole” e “cruschevolmente”... Un'intera famiglia di parole. Ma chi le usa più? Nessuno. E chi saprebbe come usarle? Forse poche e pochi. Eppure sono parole italianissime e inimitabili. Parole a denominazione di origine controllata e garantita.  Un buon dizionario, in proposito, può aiutare chi vuole saperne di più. Per esempio, il “Grande Dizionario della Lingua Italiana” di Salvatore Battaglia. Si vedrà come parole siffatte si trovino sotto le penne di Foscolo e Leopardi, di Baretti e Berchet, di Ojetti e D'Annunzio, di Settembrini e Tommaseo. Erano tempi forse più vivaci dei presenti? Tempi di "pane al pane, vino al vino e Crusca alla Crusca”? Forse.  Il merito dell'...

Da Dublino non me ne sono mai andato / Tradurre Joyce

Il narratore di L’enigma dell’arrivo di V.S. Naipaul immagina la sensazione di spaesamento dalla quale potrebbe essere colto uno dei suoi personaggi – un personaggio che ha tratti vaghi nella sua mente perché il narratore sta ancora cercando di dargli vita – non appena mettesse piede in un luogo sconosciuto. Il porto nel quale il personaggio arriva è un luogo di desolazione e di mistero, la stessa desolazione e lo stesso mistero che ritroviamo nel quadro di De Chirico che ha ispirato il romanzo di Naipaul. Sia il narratore sia il personaggio sono consapevoli soltanto del vuoto e del silenzio tutt’intorno. Un silenzio denso come la foschia di un giorno di pioggia, che impedisce di vedere con chiarezza dentro di sé.  Chi traduce vive qualcosa di molto simile a ciò che prova il...

Cosa c’è peggio della pioggia? / Piove

Cosa c’è peggio della pioggia? Rende tristi, abbacchiati, malinconici. Deprime. Non è necessario essere meteoropatici per subirne l’influsso, basta molto meno. Sembra che il fenomeno sia in aumento. I medici sostengono che sempre più persone si rivolgono a loro per via dell’aumento di ansia e depressione nel corso di fenomeni atmosferici: piogge insistenti, temporali, nebbia, turbolenze ventose. Gli psichiatri sostengono che ne soffrono i neurolabili, persone che patiscono disturbi al sistema neurovegetativo; e data la vita convulsa e stressante che conduciamo, significa: quasi tutti. Tuttavia non è proprio una questione recente. L’io meteorologico, come lo chiama Alain Corbin, sarebbe nato ufficialmente verso il XVII secolo, o almeno da quel momento se ne registra la presenza e...

Un verso, la poesia su doppiozero / Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi

Ci sono alcuni versi, in tutte le lingue, che sembrano vivere di luce propria. E sembrano compendiare nel loro breve respiro la vita del prisma cui appartengono : frammenti che raccolgono e custodiscono nel loro scrigno, integro, il suonosenso della poesia dalla quale provengono. Con un solo verso un poeta può mostrare il doppio nodo che lo lega al proprio tempo e al tempo che non c’è, all’accadere e all’impossibile. In un verso, in un solo verso, un poeta può rivelare il suo sguardo, in grado di rivolgersi all’enigma che è il proprio cielo interiore e al movimento delle costellazioni, alla lingua del sentire e del patire di cui diceva Leopardi e all’alfabeto degli astri di cui diceva Mallarmé. Un verso, un solo verso, può essere il cristallo in cui si specchiano gli altri versi che...

Gli scrittori e Castro / Con Castro o contro Castro

Ti alzi al mattino e senti il notiziario. Morto Fidel Castro. Sono anni che gigionescamente fai sapere ai tuoi studenti la tua età interrogandoli sulla data della rivoluzione cubana. Ma adesso ti emoziona, la faccenda è solenne, e non è il tuo compleanno. Allora cerchi di ricapitolare che cosa ti lega davvero alla notizia, indipendentemente dal fatto di insegnare le letterature ispano-americane, aver tradotto mostri sacri come Alejo Carpentier, aver frequentato l’Isola a varie riprese in contatto con organi di regime come Casa de Las Américas o L’UNEAC (Unión de Escritores y Artistas de Cuba). Sentimenti controversi cominciano ad agitarsi dentro. Ti domandi da che parte stavi tu in tutti questi anni, durante il lentissimo autunno del patriarca, e ti accorgi che, non per qualunquismo, ma...

Progetto Jazzi / Che cos’è il paesaggio fragile?

  Paesaggio perduto, paesaggio fragile. I villaggi travolti dalle cascate d’acqua delle dighe o dai fiumi di parole di tanti romanzi che li raccontano (il più celebre, La pioggia gialla dello spagnolo Julio Llamazares) disegnano emblematicamente le figure limite del paesaggio fragile, quando non perduto appunto, come orizzonte estremo di un’esperienza contemporanea dello spazio colto nel suo spingersi sempre faustianamente oltre: in un al di là, apparentemente senza fine. Lasciando indietro, nella fuga, i paesaggi del tempo, con le loro forme esplose sotto la pressione di acque di dighe incontinenti, o più prosaicamente, spopolati, sfatti, invasi dai labirinti vegetali dei tanti borghi che si van perdendo. Quasi a ricalcare i giochi fantasmagorici del Marcovaldo di Italo Calvino....

I felini di Wanda Gág / Milioni di gatti

Abbiamo affidato ai nostri autori la lettura di un classico che non conoscevano, da leggere come se fosse fresco di stampa.   Tre anni fa, a New York per una mostra di illustrazione alla Society of Illustrators di New York, ho approfittato delle fornitissime librerie della città, alcune delle quali specializzate in libri per ragazzi, per acquisti di picture book. In particolare titoli che da noi non sono pubblicati, ma che lì, oltreoceano, sono classici amati e celebri, che hanno formato generazioni di lettori. Così ho riempito una valigia e l'ho trascinata a Milano, fino a casa. Tuttavia i libri non li ho letti subito; alcuni sono rimasti in attesa. Come ogni cosa, anche i libri hanno necessità di un periodo di decantazione, acclimatazione, forse persino quarantena. Passare da una...

Esce oggi "Roland Barthes: parole chiave" / Roland Barthes. Oggetti

Un impermeabile perché forse pioverà, un frac turchino con gilet giallo, il battello olandese, le bambole di porcellana, la nave Argo, gli stracci di Madre Coraggio, la Citroen DS (che va letto Déesse, cioè Dea), il detersivo Omo, le plastiche Moplèn, il vino rosso di Borgogna, i soldatini di latta e le trottole in legno, la Guida Blu, la pasta Panzani, la posateria nei vagoni-ristorante dei treni, una petite gance (qui fait l’elegance), un cardigan, una blouse, una casacchina, uno scialle, il couscous marocchino col burro rancido, un godemiché, le cucine componibili e il tinello piccolo-borghese, i bastoncini giapponesi per il riso, un rastrello per pettinare la sabbia nei giardini Zen, il pachinko, il pane e le brioches, gli occhiali scuri, la cartoleria di Gilbert Jeune... ...

Appadurai. Finanza e linguaggio / Un antropologo nel caveau della banca

In che senso il cedimento del mercato immobiliare che ha scatenato il collasso del sistema finanziario statunitense del 2007-2008, coi suoi effetti sull'economia mondiale, è stato essenzialmente un «cedimento linguistico»? Ecco la tesi e insieme la domanda di fondo di questo complesso, ardito, incompiuto e tuttavia importante saggio di Arjun Appadurai, antropologo della modernità e studioso dell'immaginario sociale, di origine indiana ma operante negli USA. Nel senso che, si potrebbe rispondere semplificando al massimo, il carattere di promessa dei contratti derivati è stato sistematicamente e iniquamente violato nell'interesse di pochi e ai danni di molti. È ora dunque di immaginare e introdurre nuove forme che rispettino una concezione progressista e socialmente produttiva della finanza...

Tabloid inferno di Selene Pascarella / La ballata delle narrazioni tossiche

Diversi anni fa, alla prima collaborazione con un quotidiano, ebbi un assaggio del mondo della comunicazione nel terziario culturale avanzato del nuovo millennio. In breve, non si riusciva a trovare un collaboratore disponibile in tempo zero a scrivere l'obituary di un intellettuale; ero il redattore che doveva risolvere il problema e dopo un po' di telefonate andate a vuoto presi una decisione impulsiva. Scrivere il pezzo, senza saperne niente, ma proprio niente. Dopo un'ora di ricerca in rete e di stesura mi trovai con un buon pezzo che piacque a tutti, pronto per andare in pagina. Era solido e rigoroso, persino toccante: sembrava l'omaggio, breve e intenso di un vero specialista, un allievo devoto, un lettore attento e di lungo periodo. Problema risolto, grande soddisfazione di tutti....

21 novembre 2016, Giornata mondiale della filosofia / Riposare o essere liberi?

Le origini della cultura occidentale affondano nella nascita della filosofia, ma, come ha scritto Giorgio Colli, le origini della filosofia restano misteriose. Ora, per gettarvi una luce, si può certamente continuare a esplorare la cesura storica che separa il logos dal mito; il pensiero razionale, astratto, discorsivo, che connota la pratica filosofica, dalla sapienza mistica, divinatoria e misterica, a sfondo religioso, nella Grecia che va dall’VIII al V secolo avanti Cristo. Come fa, d’altronde, lo stesso Colli che individua l’anello di congiunzione tra i due momenti nella soluzione dell’enigma della conoscenza, che avviene prima attraverso la mediazione degli oracoli divini, poi attraverso l’agonismo solo umano e secolarizzato dell’arte della discussione (G. Colli, La nascita della...

La nuova edizione delle Opere complete di Primo Levi è in libreria / Primo Levi un autore per il XXI secolo

La nuova edizione delle Opere complete di Primo Levi è in libreria. Sono due volumi per un totale di oltre 3000 pagine. Sovraccoperta bianca, molto einaudiana, formato grande, rilegatura cartonata; costano 160 euro e vengono venduti insieme. Un’impresa editoriale che Einaudi ha dedicato al suo autore oggi più conosciuto, non solo in Italia, ma nel mondo. I due volumi contengono varie novità, oltre a un apparato di Note ai testi curato da Marco Belpoliti, studioso di Levi, che ha curato anche l’edizione precedente delle Opere, uscita nel 1997. Gli abbiamo posto una serie di domande su questo lavoro.   Intervista a cura del Centro Internazionale di Studi Primo Levi.     Esce a novembre 2016 un nuova edizione delle opere di Primo Levi, Opere complete (Einaudi). Stesso editore...

Nato il 15 novembre 1920 / Così ci accorgemmo di Gesualdo Bufalino

Se oggi leggiamo Gesualdo Bufalino lo dobbiamo forse a una scommessa giocata al numero 50 dell’allora via Siracusa di Palermo: una sera lo scrittore di Comiso ricevette la telefonata di Elvira Sellerio, che gli riferiva come in casa editrice qualcuno stesse puntando, non sappiamo cosa, sul fatto che Bufalino avesse certamente un romanzo nel cassetto. «Se me lo avesse semplicemente chiesto – dichiarò l’autore poco dopo l’uscita di Diceria dell’untore – avrei risposto di no. Ma c’era la scommessa, ammisi l’esistenza di qualcosa...». Forse fu solo un trucco ben riuscito. Sia come sia, ce la immaginiamo, Elvira Sellerio, seduta al tavolo con in mano la cornetta, mentre una luce le attraversa gli occhi nel momento in cui lo scrittore confessava. E chissà se quella luce sia stata intravista da...

John Berger: longevi e soli / Smoke

Da ragazzo ho fumato. Sigarette offerte dagli amici. Poi ho cominciato a comprare i pacchetti. Erano le MS, una specie di Marlboro, solo più economiche. Poi di colpo, anni dopo, ho smesso. Non so perché, ma non mi piaceva più. Forse ero diventato grande e non ne avevo più bisogno. Le sigarette mi erano servite a fare società, a entrare nel gruppo, in una compagnia, a far parte di una setta. Non solo maschile, perché alla mia epoca anche le donne fumavano. Insieme ai maschi. Si fumava e si scambiavano parole. Si amoreggiava tra un tiro e l’altro. Avete presente la bellissima fotografia di Mario Dondero, quella dei ragazzi irlandesi che stanno fumando appoggiati a un muretto? Ragazzini. Fumare faceva diventare grandi. Poi di colpo, è arrivato il proibizionismo. Fumare faceva male, malissimo...

Serhij Žadan / L’Ucraina tra memoria e oblio

La storia recente dell’approdo al mercato editoriale italiano di Serhij Žadan riflette il destino condiviso da molte letterature cosiddette ‘minori’ all’interno del contesto letterario europeo – ed in particolar modo, di quelle che sono espressione delle realtà post-comuniste. La carenza di traduttori qualificati, la mancanza di finanziamenti pubblici a sostegno delle nuove pubblicazioni – e di legami istituzionali funzionali tra l’Italia e molte realtà sorte nell’Europa centro-orientale dopo il ’91 – affidano il successo di queste letterature all’intraprendenza dei piccoli editori e alla perseveranza di chi sin dall’inizio ‘crede’ nell’opera di turno. È il caso della Voland che, dopo averci fatto conoscere il bulgaro Georgi Gospodinov e il romeno Mircea Cărtărescu – rispettivamente...