raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Scritture

Giuliana Minghelli, Cinema Year Zero

In un saggio famoso André Bazin scriveva che “le néorealisme est aussi une révolution de la forme vers le fond” (Bazin, Qu’est-ce que le cinéma? Une esthétique de la réalité: le néoréalisme. Vol. 4 Paris: Les Èditions du Cerf, 1962, p. 141). L’apparente semplicità dell’enunciato nasconde in realtà un velo di ambiguità: il termine fond può intendersi non solo come “contenuto”, ma anche come “sfondo”. Non è un’ambiguità da poco: sottende la possibilità di poter adottare un diverso sguardo critico rispetto all’interpretazione dominante del Neorealismo come cinema post-resistenziale attento ai contenuti...

Dall’altra parte. Il diario berlinese di Max Frisch

Per lunghi anni un grande mistero ha avvolto il Berliner Journal che Max Frisch ha scritto tra il 1973 e il 1980 a Berlino, e che, per volontà dell’autore, è restato nascosto per il ventennio successivo alla sua morte.   Quando, nel 2011 (Frisch è morto, poco prima di compiere ottanta anni, il 4 aprile 1991), si è arrivati alla scadenza dei venti anni prescritti, una scena molto solenne deve essersi svolta, sotto la postuma regia dell’autore, nei segretissimi caveau di una banca zurighese. Nell’aprile del 2011, infatti, gli amministratori dell’archivio che gestisce il lascito di Max Frisch, il Max Frisch Archiv, guidati dal loro presidente, hanno finalmente aperto la cassetta di sicurezza in cui giacevano i cinque quaderni del...

Silvana Gandolfi. Giochi pericolosi

Sul potere ambiguo e sulla sottile seduzione che esercitano i romanzi sulle lettrici sì è scritto tanto a cominciare da Flaubert per finire nel saggio di Francesca Serra Le brave ragazze non leggono romanzi (Bollati Boringhieri 2001), dove la carrellata dei classici dell’Ottocento è analizzata attraverso la lente delle ripercussioni morali che la loro lettura compulsiva ha causato nelle schiere delle ingenue lettrici. Il romanzo di Silvana Gandolfi (I più deserti luoghi, Ponte alle Grazie, Milano 2015), in modo del tutto imprevisto e imprevedibile, modula questo tema sempre assai discusso e ricchissimo di implicazioni sociologiche, antropologiche e di genere. Da grande raccontatrice di storie per ragazzi, qui si cimenta con il romanzo “tout court...

Elpis

Ogni uomo si trova preso nell’avventura, ogni uomo ha, per questo, a che fare con Daimon, Eros, Ananche, Elpis. Essi sono i volti – o le maschere – che l’avventura – la tyche – ogni volta gli presenta. Quando l’avventura gli si rivela come demone, la vita gli appare meravigliosa, quasi che una forza estranea lo sorreggesse e guidasse in ogni situazione e in ogni nuovo incontro. Presto, tuttavia, la meraviglia cede al disincanto, il demonico si traveste da routinier, la potenza che portava la vita – Ariele, Genio o Musa – si oscura e nasconde, come un gabbamondo che non mantiene le sue promesse.   Mantenersi fedele al proprio demone non significa, infatti, abbandonarsi ciecamente a lui, confidando che in ogni caso ci condurr...

Una corrispondenza etnografica. Primo Levi e Claude Lévi-Strauss

Febbraio 1985. Nelle librerie esce la prima raccolta di saggi di Primo Levi, un libro multiforme ed errabondo: L’altrui mestiere [Einaudi]. Dalla metà degli anni settanta, Levi aveva preso a scrivere con regolarità sulle colonne della “Stampa”, occupandosi solo in parte di attualità o di temi connessi alla memoria di Auschwitz; altri pezzi sconfinavano in territori diversi ed eterogenei, e furono proprio questi (insieme con alcune collaborazioni al “Giorno” risalenti agli anni sessanta) a confluire ne L’altrui mestiere. Cinquantuno «invasioni di campo», «bracconaggi in distretti di caccia altrui», come li definiva Levi nella premessa; scritti «d’una morale che parte sempre dall’osservazione...

De Benedetti. La situazione è grammatica

La prima cosa che si prova dopo aver letto il libro di Andrea de Benedetti uscito da poco per Einaudi (La situazione è grammatica. Perché facciamo errori. Perché è normale farli) è un gran sollievo. Intanto perché il tono è ironico ma le questioni sono serie, così scopriamo che la grammatica non è così respingente come certi manuali di scuola elementare volevano farci credere (basta dare un’occhiata al sito dell’Accademia della Crusca per accorgersi che linguisti e lessicografi sono gente che non si annoia). E poi perché l’autore restituisce a ogni singolo parlante qualcosa che gli spetta di diritto e che fa di lui un individuo irripetibile e unico: la libertà di sbagliare (esiste...

Il conflitto e l'archivio, per un'archeologia del sapere di Antonio Caronia

Il fare cultura di Antonio Caronia è passato attraverso varie discipline, lasciandole indipendenti o a volte incrociandole. Come studioso sapeva benissimo stare dentro le discipline, per poi romperle e meticciarle. Questo ha fatto sì che lasciasse contributi tra saperi difficilmente connettibili. Questo rende urgente un'archeologia e una genealogia del suo pensiero prima che il tempo disimpegni le memorie. Antonio Caronia è stato molte cose, un matematico, un letterato, un saggista e un mediattivista, un esperto d'arte e anche un bravo attore. Infatti si dava con generosità come personaggio drammatico nei film realizzati dai suoi studenti nelle Accademie di Belle Arti milanesi dove insegnava. La sua figura incarnava due aspetti tangenti della cultura e...

Imm'

Imm’ è una collana che intende occuparsi di cultura dell’immagine perché si basa sull’assunto di partenza che l’immagine non è solo un oggetto di studio, ma influisce sugli strumenti e i modi con cui si fa cultura. Quando Lazslo Moholy-Nagy lanciò, ormai novant’anni fa, il famoso monito secondo cui l’analfabeta di domani – per noi dunque di oggi – non sarà chi non sa leggere la scrittura ma chi non sa decifrare le immagini, profetizzava la società dell’immagine, come oggi la chiamiamo abitualmente, ma anche la necessità di un’altra “lettura”. Da qualche parte la chiamano “svolta iconica”, da altre parti “cultura visuale”, secondo approcci e...

Liberal di Paolo Sortino

Leggere un libro in cui si ripongono grandi aspettative è sempre un esercizio rischioso. È banale ricordarlo, ma anche utile nel momento in cui ci si accinge a commentare il secondo romanzo di Paolo Sortino, lo scrittore che più di tutti, nella sua generazione, ha saputo incidere con il libro d’esordio. Quando uscì quattro anni fa, Elisabeth  [Einaudi 2011, n.d.r.] fu un pugno nello stomaco per tanti critici e lettori: lo fu per chi ne amò la poesia e la potenza, così come per chi rimase sconcertato o infastidito dall’audacia con cui l’autore si appropriava di una storia vera per farne finzione. Al di là di ogni giudizio, Sortino aveva saputo dimostrare una lucidità e un rigore stilistico rari, capaci di...

Sam Zabel e la penna magica di Dylan Horrocks

Di tutte le forme e i generi narrativi il fumetto è probabilmente quello che più di ogni altro è legato alla dimensione dell'evasione, utilizzato com'è da milioni di lettori come strumento a buon mercato con il quale, senza fare nemmeno troppo sforzo, ci si può proiettare in universi più o meno lontani dal nostro, infiniti mondi finzionali dove regnano codici e regole facilmente riconoscibili e governabili. La sedimentazione della pratica del romanzo grafico, per come questa è stata sintetizzata da Will Eisner in poi, ha certamente mescolato le carte, ampliando in modo esponenziale le potenzialità del fumetto e facendo della narrazione sequenziale uno strumento attraverso il quale affrontare temi complessi e ambiziosi con l...

Il genio dell’abbandono. Wanda Marasco

In prima approssimazione, Il genio dell’abbandono di Wanda Marasco è la biografia di un artista. Oggetto del libro è infatti la vita dello scultore e pittore Vicenzo Gemito, nato a Napoli nel 1852 e ivi scomparso nel 1929 (per inciso, ricordo che fino al 16 luglio sono esposte al Museo di Capodimonte 90 delle 372 opere della collezione Minozzi, acquisita l’anno scorso dal Ministero dei Beni culturali, in attesa di restauro e sistemazione definitiva). Ciò premesso, dell’impresa della Marasco non s’è però ancora detto nulla. Per quanto scrupolosa possa essere la corrispondenza con i documenti e le testimonianze – a partire dal profilo che Salvatore Di Giacomo pubblicò, vivente ancora Gemito, nel 1923 – l’...

Dario Fani. Ti seguirò fuori dall'acqua

In Tu che mi guardi tu che mi racconti (Feltrinelli 1997), Adriana Cavarero rifletteva sulla narrazione come momento decisivo per la strutturazione dell'identità (Edipo, che ha bisogno di raccontare la sua storia per scoprire chi è), e citava Borges, che nella Biografia di Tadeo Isidoro Cruz scrive: “qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento: il momento in cui l'uomo sa per sempre chi è”. Fedele a questo principio, Borges non racconta tutte le notti di Isidoro, bensì solo “la notte in cui finalmente vide il proprio volto, la notte in cui finalmente udì il proprio nome. Intesa bene, quella notte consuma la sua storia; per dir meglio, un istante di quella notte, un atto di quella...

I pomi della discordia del Kashmir

Nel 2008, una settimana prima di vincere le elezioni, il presidente Obama disse che risolvere la controversia sulla lotta per l’autodeterminazione nel Kashmir (causa di tre guerre tra India e Pakistan dal 1947 a oggi) rientrava nei suoi obiettivi cruciali». L’India accolse con sbigottimento la sua dichiarazione; da allora, però, Obama non si è quasi più pronunciato in merito. Ma lunedì 8 novembre 2010, durante la visita al nostro paese, ha dato un’immensa soddisfazione ai suoi ospiti affermando che gli Stati Uniti non interverranno in Kashmir e annunciando il proprio sostegno alla candidatura indiana a un seggio nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Pur parlando con eloquenza delle minacce poste dal terrorismo, non ha detto una...

Re/Search Milano

Libreria Popolare di via Tadino Giorgio Fontana   La prima cosa che noti, forse, è il legno. La quantità di legno che c'è ovunque — legno vivo, ripiani e librerie vecchio stile, non una traccia di metallo, in legno persino gli scaffali delle riviste — e che riviste: “lo Straniero”, “Left wing”, “A”, “Legendaria”, “Hystrio”, “Atti impuri”. Poi noti i libri, ovviamente: ovunque, belli stipati, non come in tante librerie di oggi dove lo spazio sembra più importante della carta. Qui la carta abbonda eccome; e di qualità. La libreria Popolare di via Tadino — nata nel 1974 su iniziativa di alcuni dirigenti Cisl, Mario Cuminetti, Lucia Pigni Maccia, padre...

Francesco Orlando. Gli oggetti desueti

«perirono fin le rovine»  (Lucano, Pharsalia)     Nell'insonnia della vita la materia si replica senza sosta in varianti progressive. Il mondo annega negli oggetti, come scriveva qualche anno fa Deyan Sudjic. E così la cosa di oggi è scarto del domani. Realtà inutile, invecchiata, la si liquida sul ritmo del desidero infinito. La materia che non dorme mai si rigenera nella trasformazione continua e butta fuori detriti, oggetti abbandonati, relitti. Come l'angelo della storia che procede dando le spalle al futuro e osservando le rovine che lascia sotto di sé. La letteratura per Francesco Orlando, uno dei massimi critici letterari del Novecento italiano, è come un catalizzatore che attrae lo scarto della storia e...

Love and Rockets

Lo scorrere del tempo è stato sempre un problema per il fumetto popolare americano. Nella patria dei comic book di super eroi, il legame fra il passare degli anni e i personaggi in calzamaglia è stato inevitabilmente il grande convitato di pietra nel rapporto fra scrittori, disegnatori e lettori. Esiste sì un principio di logica interna al racconto – o meglio ai racconti – che si sono accumulati negli anni intorno ad un gruppo di personaggi, la così detta continuity. Questo strano concetto, custodito gelosamente da editor che tutto sanno e tutto governano, permette di ricostruire una catena quantomeno plausibile fra i tanti eventi accumulatisi in anni di storie. Ma anche questo sacro vincolo di credibilità è stato più volte...

Orazio Labbate. Lo Scuru

Quanto pesa un libro? «21 grammi» direbbe Sean Penn, con il suo volto perennemente inquieto. E «Quante vite viviamo? Quante volte si muore?» si chiede il suo personaggio, un matematico in fin di vita, nell’omonimo film di Iñárritu. «Si dice che nel preciso istante della morte tutti perdiamo 21 grammi di peso. Nessuno escluso. Ma quanto c'è in 21 grammi? Quanto va perduto? Quando li perdiamo quei 21 grammi? Quanto se ne va con loro?»   Anche il lettore del primo romanzo di Orazio Labbate, Lo Scuru (Tunué, 2014) potrebbe porsi queste domande. Si può dire che il libro pesa davvero 21 grammi. E tuttavia non è un respiro l’anima di questo libro, le parole non svolazzano leggere per l’aria...

L'inconscio delle città

M. Una Metronovela (Einaudi, 2015) non è semplicemente uno tra i migliori libri di Stefano Bartezzaghi, ma inaugura con forza un nuovo tempo del suo lavoro di scrittura e di ricerca; quello di una maturità irregolare, storta, filosofica e letteraria insieme. Questo libro è innanzitutto una intensissima prova di letteratura, se per letteratura si intende, innanzitutto, la ricerca attiva di una lingua nuova, eccentrica, non prevista dal Codice ordinario del linguaggio, capace non solo e non tanto di raccontare la realtà, ma di redimerla.   La struggente e irresistibile Milano di Bartezzaghi, vista attraverso la lente privilegiata della metropolitana, delle sue fermate (Garibaldi, Moscova, Conciliazione, Porta Venezia, Loreto…) e delle sue linee (...

Annemarie Schwarzenbach. Gli amici di Bernhard

Un romanzetto lumpen, questo di Annemarie Schwarzenbach, di recente tradotto per L’Orma (Gli amici di Bernhard, 2014). E non perché siano effettivamente straccioni, i suoi protagonisti, quanto piuttosto in obbedienza al perdurante stereotipo connesso alla mitografia dell’artista: idealista interamente dedito alla ricerca della «bellezza della vita» e dell’«accesso al nucleo più profondo della propria anima», talmente perso dietro al rovello del talento da non poter nutrire alcuna preoccupazione di ordine materiale, né tantomeno in grado di arrivare a percepire l’orizzonte materiale come autentica limitazione. O, quando occasionalmente così non fosse, pronto a uscirne rapidamente, come il giovane Bernhard, grazie...

Maurizio Torchio. Chi sono i cattivi?

Da qualche anno a questa parte sembra che il tema della costrizione e della segregazione abbia acquisito centralità in certa produzione romanzesca italiana. Lo osservava recentemente, nel corso di una presentazione, lo scrittore Alcide Pierantozzi, che metteva in relazione la costrizione fisica sperimentata dai personaggi con la costrizione economica, sociale e psicologica sofferta invece dai loro autori, “costretti” letteralmente, in tempi di lavoro culturale liquido e liquefatto, a scrivere in condizioni precarie o ricattatorie. Non credo sia questa la strada per comprendere questo nuovo percorso del romanzo italiano, né che questa sia la prospettiva giusta entro cui leggere un romanzo centrale e decisivo di questa nuova tendenza come Cattivi (Einaudi 2015) di...

Federico Novaro. Love Song

Di matrimoni gay in Italia si continuerà a parlare ancora per cento duecento forse trecento anni, quindi non giunge tardi questa recensione al libro di Federico Novaro (Love song. Storia di un matrimonio, Milano, Isbn, 2014, pagine 135, euro 12,50, e-book 6,99). Arriverà prima la chiesa cattolica a permettere ai propri preti (intendo a quelli eterosessuali) di sposarsi che non lo stato italiano (laico) a consentirlo a due gay. Dunque questo è un libro – meriti propri a parte – destinato a durare a lungo, molto a lungo. Qui poi parliamo di due libri in uno e, se la scelta estetica può essere discutibile, farete davvero un affare, a comprarlo. Il famoso due al prezzo di uno.   Il primo libro racconta la storia, sia concreta che sentimentale, di...

Castiglioni maestri del design

In veste di designer   Tra le pagine del catalogo per un Museo del design italiano secondo Mendini, anno 2010, si trova un vestito a colori dalla foggia bizzarra: l’abito da designer di Achille Castiglioni. Come quello di un Arlecchino futurista, deperiano, è fatto di ritagli e sfridi ricuciti: càmice da lavoro che, derogando la serietà ingessata del professionista, funziona come astuccio esteso, a cingere, ad avvolgere il corpo di tasche e taschini, ed è capace di custodire addosso al designer, pronti all’uso, gli strumenti del mestiere. Capace anche – almeno idealmente, secondo un rituale non si sa quanto atteso – di introdurci allo spirito che gioiosamente dava il tono al lavoro nello studio-bottega; di inaugurare come spazio-...