Moneta. Dai buoi di Omero ai bitcoin

Ci voleva un libro così, perché le baggianate che si dicono sulla moneta sono talmente tante (e grosse) che rischiano veramente di farci andare a sbattere contro un muro. Tutti noi abbiamo sentito, magari più volte, almeno uno di questi slogan: torniamo all’oro, aboliamo le banche centrali, moneta del popolo, sovranismo monetario, dittatura dei banchieri. Forse ne ho dimenticato qualcuno.

 

Il libro che ci invita a ragionare su questi temi partendo da basi solide, e che vado a commentare, si intitola Moneta. Dai buoi di Omero ai Bitcoin. È edito dal Mulino ed è stato scritto da Riccardo De Bonis e Maria Iride Vangelisti. Questi due di moneta se ne intendono. Lavorano entrambi alla banca centrale, che poi sarebbe la Banca d’Italia, quella che stampa le banconote. Ah! Orrore! Sento le grida. Ma come, un libro scritto dai colpevoli, dai ladri della moneta popolare! Certo, certissimo, un libro sulla moneta scritto da chi ci lavora. Come dire: un libro sul morbillo scritto da medici, o un libro sugli ascensori scritto da ingegneri. Che sacrilegio! 

 

Il primo strumento che gli autori ci mettono in mano, strumento che permette al lettore di impostare un ragionamento in modo autonomo, è la storia della moneta. È vero, come si racconta nei bignami, che c’è stata nella vicenda umana prima un’epoca del baratto e poi l’epoca della moneta? L’archeologia non conferma questo concetto: baratto e moneta hanno convissuto per secoli, spartendosi, per così dire, i compiti: certe transazioni regolate in moneta, altre in merci, a seconda delle circostanze. Ed è vero che lo “svilimento” della moneta d’argento – cioè la diminuzione del suo contenuto di argento fino – porta necessariamente all’inflazione? Il nostro grande storico della moneta, Carlo Cipolla, risponde negativamente: il cosiddetto “svilimento”, in momenti in cui l’argento è scarso, è una misura ragionevolissima, che contrasta l’aumento di valore della moneta. Lo stesso ragionamento vale per l’oro, naturalmente. L’aumento di valore della moneta si chiama deflazione, e porta con sé la caduta della domanda e la rovina dei soggetti indebitati, in parole povere la crisi economica. A certe condizioni e in certi momenti, dunque, viva lo svilimento! Non tutti quelli che lo hanno fatto erano vampiri assetati di beni del popolo; alcuni, anzi, erano pensatori acuti, che anticipavano un concetto moderno, il concetto di stabilizzazione della moneta, di stabilità monetaria. Quello che le banche centrali moderne cercano di fare, con gli strumenti moderni che la tecnica mette a loro disposizione.

 

 

Ci sarebbe molto altro, ma questo antipasto basta, spero, a far venire voglia di leggere la prima parte del libro, quella che giustifica il sottotitolo (Dai buoi di Omero…).

 

La seconda parte del libro è più tecnica. È come se gli autori ci portassero a fare un giro negli scantinati, nei locali di servizio di un poderoso grattacielo (che sarebbe poi l’economia). Sopra i saloni, i begli appartamenti con vista sul parco, sotto le caldaie, gli impianti di refrigerazione, le porte a battenti dei magazzini, i quadri dell’impianto elettrico, chilometri di tubi zincati, interruttori e rubinetti da tutte le parti. Così funziona il sistema dei pagamenti in realtà. Ciò che noi vediamo è un bonifico che parte, un CRO di 11 cifre, una distinta di pagamento. Ma da qualche parte ci sono sistemi di comunicazione criptati, pacchetti di bit che viaggiano sotto l’oceano, protocolli d’intesa, armonizzazioni tecniche raggiunte nel corso di faticose riunioni a Francoforte.

 

Tutto questo, però, non è fine a sé stesso. Ogni protocollo viene sottoscritto non per il piacere di sottoscriverlo, ma perché serve a far viaggiare quell’ordine di pagamento in modo più sicuro, o più rapido. Serve in sintesi a rafforzare la fiducia negli strumenti di pagamento. Fiducia sulla quale (fermiamoci un momento a ragionarci su) si fonda un bel pezzo della nostra economia, del nostro benessere. Materiale e spirituale.

 

Provate a domandarvi: perché quasi tutti i presidenti repubblicani degli Stati Uniti (ultimi arrivati: Reagan e Trump) hanno caldeggiato, durante la loro campagna elettorale, il ritorno al sistema aureo, e poi, da presidenti, hanno subito accantonato questi loro propositi? Risposta: perché questa ingenua fantasia dell’oro serve a raccogliere qualche migliaio di voti di persone poco informate, ma sarebbe talmente disastrosa per l’economia che tutti hanno trovato il modo (Reagan per esempio mise su una bella commissione di 18 membri) per buttare l’idea nella spazzatura. La moneta evoca tanti sentimenti, e quindi è facile terreno di coltura per tanti “batteri” ideologici. Il libro di De Bonis e Vangelisti ci tiene in forma, perché ci permette di creare gli anticorpi contro la gran parte di questi batteri, anche di fare scelte pratiche assennate (quali sono i rischi di un investimento in Bitcoin?). Ma lo sappiamo, la battaglia non finisce mai, perché il codice genetico degli organismi ideali che attentano alla nostra salute è sempre in movimento. Tocca a noi stare al passo.

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