La didattica multimediale e i tutor on line

Con le significative eccezioni dei molti docenti di ogni ordine e grado che hanno incorporato l’uso delle nuove tecnologie, strumenti multimediali e perfino social network nella loro didattica, la scuola continua a essere tendenzialmente resistente al nuovo che è ormai realtà per la nuova generazione di ‘nativi digitali’; mentre la politica ministeriale sostiene qualsiasi iniziativa che odori di innovazione indipendentemente dai contenuti e i docenti si dividono ancora una volta in apocalittici o integrati, gli studenti sono già completamente dentro una scuola digitale alternativa a quella reale, autocostruita con reti di comunicazione che neanche immaginiamo: diversi siti studenteschi (spesso dalla grafica che grida vendetta e dall’editing approssimativo), in neolingua da chat o sms triturano contenuti, condividono informazioni di ogni tipo, forniscono temi, riassunti, compiti, tesine già fatte; al punto che per i docenti è un problema serio il sequestro degli smart phones durante le prove e il controllo che gli elaborati a casa non siano prodotti del copia-incolla selvaggio.

 

Negli ultimi anni si assiste a un notevole sforzo, da parte delle realtà editoriali e di istituzioni culturali, di avvicinare i mondi separati dell’istruzione e della cultura digitale e di non renderli antagonisti. Guardiamo dunque con interesse all’iniziativa di Zanichelli con il tutor on line di matematica Matutor, un servizio di insegnamento della matematica dedicato in particolare alle esercitazione per la prova d’esame di stato del liceo scientifico, con percorsi di ripasso e verifica, feedback e correzione, rivolto ai singoli studenti o ai docenti che possono gestire virtualmente classi intere: da oggi è possibile svolgere una simulazione del temuto esame di matematica, con l’archivio delle precedenti sessioni degli ultimi anni.

 

Siamo di fronte a una nuova generazione di strumenti informatici per la didattica: un’operazione simile riguarda l’insegnamento del latino, uno dei nodi problematici degli ultimi anni per la sua percepita arcaicità, con Cicero, una proposta dalla Fondazione Giovanni Agnelli, che assiste nella pratica di traduzione ed esercitazione lo studente permettendo al docente di seguire fasi di progresso e miglioramento.

 

Durante una conversazione sul tema un collega di matematica mi ha detto: “fantastico, anche se, visto che gli studenti non fanno gli esercizi che gli diamo, dubito si mettano a farne di nuovi”. Si può obiettare che cambiando gli strumenti potrebbero migliorare la motivazione e la partecipazione, come sembra dimostrare uno studio condotto sull’uso della Lim (la lavagna interattiva multimediale) da Eurisko per conto del gruppo editoriale Pearson.

 

É presto per fare valutazioni, ma lo scenario è chiaro: la comunicazione digitale è realtà e la didattica digitale è una sfida culturale ed educativa decisiva che non dobbiamo rifiutare.

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21 Maggio 2012