Dormire sotto le stelle. Compilation

 

Un nuovo contributo a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA). 


Gli Jazzi (da iacere, giacere) erano dimore temporanee, giacigli per il ricovero di animali da pascolo, punto di connessione tra tratturi e paesi: luoghi dell’indugio, della presa di contatto con le cose. Il progetto intende recuperare questo modo di abitare la natura, raccontando percorsi da attraversare con lentezza, riappropriandosi di spazi e luoghi e della loro storia, rinnovando esperienze – come l’osservare le stelle o il nascere del giorno – capaci di ripristinare il contatto con la natura, con il ciclo delle cose e delle stagioni. La sfida è anche quella di produrre innovazione e rigenerazione sociale, recuperando strutture e architetture rurali, mettendo in moto un circolo virtuoso di ospitalità diffusa che si nutra delle realtà esistenti e delle reti di relazione con i ‘nuovi viaggiatori'.

 

L’uomo ha sempre dormito sotto le stelle. Per necessità o scelta, disperazione o  desiderio, solitudine o bellezza. Anche oggi, anche qui. E sempre, prima o poi, che ci si trovi in riva al mare o in montagna, in un campo o nel deserto, in un bosco o in una radura, scatta qualcosa. Si sentono più forti i rumori e i profumi, l’aria è più pungente o più rinfrescante, le ombre si fanno più nette, le cose escono dal buio. E sopra c’è il cielo, e nel cielo le stelle. Non è questione di romanticismo o misticismo posticcio; è così: inevitabilmente il nostro rapporto con il mondo attorno cambia. A partire dal suolo per finire più in alto. Cambia il senso della limitatezza e dell’immensità. Basta niente.

 

 

L’esperienza dell’immensità inimmaginabile dell’universo stordisce, la percezione che la trasmette, il cielo stellato sopra di noi, incanta, disorienta e appaga. La terra sotto di noi, la natura, impaura e rasserena. Nessuna sensazione è pura. Le proviamo insieme. Tutto ci avvolge e accoglie. Ci piomba addosso e ci protegge. Ci mostra il nostro niente e che questo niente è nel tutto, è tutto. È questa la loro forza.

 

 

Raramente si capisce, ma quasi sempre, se si libera la testa, se si guarda e basta, se si presta un po’ di attenzione, si avverte. Senza dubbio alcuno. È l’evidenza stessa.

E allora ci si abbandona. E magari la fantasia parte e non ci sono parole. Perché sì, ci sembra, a tutti, di saperlo perché “tanto / di stelle per l’aria tranquilla/ arde e cade, perché si gran pianto” ecc., e ognuno gli cuce attorno le sue storie, e in mancanza di parole una colonna sonora.

 

Questa è quella che proponiamo noi.

 

Jefferson Starship Have you seen the stars tonight

 

 

 

Pink Floyd - Interstellar overdrive

 

 

 

Rolling Stones - 2000 Light Years From Home

 

 

 

Cat Stevens - The boy with the moon and star on his head

 

 

 

Paul Simon - The boy in the bubble

 

 

 

Neil Young – Natural beauty

 

 

 

Van Morrison – In the garden

 

 

 

Nick Drake – Pink moon

 

 

 

Pierre Akendengue – Silence

 

 

 

Alexi Murdoch – Crinian wood

 

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