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La sagra della primavera

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A cinquant’anni dalla morte / Stravinskij, un’eredità che resta

I tempi non sono propizi agli anniversari musicali come occasioni di ascolto. In molti casi non è difficile farsene una ragione, perché troppe volte il ricorso alle date di nascita, di morte o di eventi più o meno speciali appare come una scorciatoia (e una stampella) per programmazioni a corto di visione o semplicemente di creatività. Ci sono però anniversari che offrono l’opportunità di riflettere, di fare il punto su di un autore, di rivedere giudizi o di ampliare le prospettive storiche e musicali. E perderli è un peccato. Una di queste occasioni era il cinquantenario della morte di Igor’ Stravinskij, avvenuta a New York il 6 aprile 1971. Se idee e proposte esecutive erano in cantiere, purtroppo l’effetto virus le ha ridotte notevolmente: finora qualche concerto, piccole rappresentazioni sparse non impegnative, con Venezia in primo piano, per consolidati legami storici. Inevitabilmente, poco o nulla di annunciato per i prossimi mesi.   Del resto, a ben vedere non è che il compositore russo abbia goduto negli ultimi anni di una particolare attenzione, almeno in Italia: in fondo, solo le tre grandi pagine orchestrali nate come balletti all’inizio del Novecento (L’uccello di...

Un pamphlet di Carlo Boccadoro / Analfabeti sonori

Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione in una scuola secondaria statale di primo grado: per capirci, “esame di terza media”. All’orale si presenta una delle quattro/cinque allieve più brave. L’allievo può esporre liberamente una sua “mappa concettuale”, un focus cioè che riesca nell’esposizione ad attraversare fluidamente le varie frammentate discipline che trasformano il triennio in un via-vai di prof nell’aula di fronte a venti ragazzini abbastanza sconcertati da questo assurdo puzzle di “esperti di una conoscenza” che dovrebbero allenarli collegialmente ad acquisire un paio di competenze fondamentali, ovvero imparare ad imparare anche da soli, essere autonomi e coscienti nella loro collocazione sociale. L’allieva ha scelto come tema “Il Novecento”. Io sono “coordinatore della sottocommissione”, ovvero colui che fa le veci del Presidente di tutto l’esame di istituto, il dirigente scolastico. Cerco di fare il direttore d’orchestra, di indirizzare lo sguardo e la comunicazione verbale verso il collega della disciplina di turno. Eccoci alla Musica. Qualcuno prima di lei ha tirato fuori il famigerato flauto dolce di plastica e, mentre il collega attivava una base...