Abitare

Piero Fornasetti

Se ornamento è delitto, allora Fornasetti è un serial killer. Questo mi veniva in mente reduce dall'inaugurazione Cent'anni di follia pratica (fino al 9 febbraio), la mostra che la Triennale dedica a Piero Fornasetti in occasione del centenario della nascita. È la prima grande mostra che Milano e l'Italia dedicano a un artista tanto amato all'estero quanto abbastanza negletto in patria. E bastavano i commenti raccolti il giorno del vernissage, mentre centinaia e centinaia di seguaci sciamavano per le sale benissimo allestite da Barnaba, il figlio che prosegue l'attività paterna, per farsi un'idea del rapporto forse non ancora risolto tra Piero e la città che gli ha dato i natali.     "Di-ver-teen-te...

Londra disgregata

Julien Temple, regista di film di culto come Absolute Beginners e di documentari sui Sex Pistols e su Joe Strummer, ha girato lo scorso anno un bel lungometraggio dedicato alla sua città, Londra, purtroppo non ancora distribuito in Italia: dico purtroppo perché London: the modern Babylon, abbracciando duecento anni di storia londinese dalla rivoluzione industriale ai riot del 2011, è un ritratto sicuramente edulcorato dall'affetto, sicuramente nostalgico nei confronti del recente passato, ma anche fortemente naturalistico della Babilonia linguistico-culturale che costituisce il cuore della capitale britannica all'alba del terzo millennio.   Considerare Londra come un soggetto umano o un organismo vivente non è una novità. Il libro che...

Porto Poetic in Triennale

Il titolo della mostra, esposta in Triennale dal 13 settembre al 27 ottobre e curata da Roberto Cremascoli, è un'accoppiata che trasmette una sensazione di armonia e riporta la mente alla questione della poetica, in questo caso dell'architettura, e in particolare quella di Porto. Colpisce perché la “poetica” dell'architettura è un tema quasi dimenticato, sicuramente non contemporaneo, un tema che si riferisce a un modus operandi; non si tratta della scelta di uno stile o dell'utilizzo di un certo tipo di linguaggio, piuttosto vi è implicata la questione del metodo.   Praticare il mestiere dell'architetto a Porto non è come farlo in Italia: la differenza risiede nella dimostrata capacità degli architetti...

Una notte dentro il Bunker

  Bunker: Fare domani dentro Bunker, La Barriera, La trasformazione, Un giorno sotto il Bunker     Dal qualche anno ricerco un certo tipo di sonorità, cerco di sondare i nuovi territori musicali provenienti da quello che chiamano sud del mondo e sud del sud di questo cosiddetto mondo. Cercando sempre quelle esperienze che sapessero superare i confini, global o transnational bass: la dance africana, la caraibica, la sudamericana che incontrano, masticano e fanno propri alcuni riferimenti tradizionali della dance occidentale. Le tessiture ritmiche a cui siamo abituati, applicate ad altre storie. Il risultato sono ibridi di cui non solo è difficile, ma proprio non ha senso, provare a tracciare, separare le singole appartenenze e radici.  ...

Un giorno sotto il Bunker

Bunker: Fare domani dentro Bunker, La Barriera, La trasformazione     Il bunker prima del Bunker era uno spazio dietro un muro e un cancello videosorvegliato, nascosto dentro la città. Un pugno di capannoni grigi senza troppe pretese, alcuni adattati a magazzini e depositi, altri ancora attivi: si taglia l’acciaio, si saldano ponteggi e strutture metalliche, si smontano e smontano pallet. A fianco, un triangolo verde. In mezzo, un altro muro, stavolta di alberi, cespugli e rovi, ingrassati dal fosso della bealera. Al centro, sul piazzale, uno scoglio verde. E un buco: dentro, un labirinto di otto stanze, le pareti pittate di lettere e numeri tra i segni degli arredi spariti e le macchie di sale, dicono sia il sudore del cemento, i soffitti che gocciolavano...

La trasformazione

Bunker: Fare domani dentro Bunker, La Barriera   Giocavamo alla tedesca in via Pacini, la porta era il muro dello Scalo. Prima però, c’era da preparare il campo, spingendo via le siringhe con le scarpe. A volte il pallone finiva di là. E non erano più una sorpresa per chi scavalcava i resti di un fuoco, la casetta occupata da qualche tossico, una ruspa ferma, i rifiuti e le erbacce sempre più alte. Io che abitavo in Vanchiglia la Barriera l’ho scoperta così, come i miei compagni dell’Einstein che venivano da San Mauro e Settimo, in quei pomeriggi prima del rientro, quando le uniche strutture ricreative erano una via cieca. Così abbiamo scavalcato anche i Novanta.     Lo Scalo s’è fatto...

La Barriera

Bunker, introduzione     La mia Barriera è il mondo che ci sta dentro. I torinesi di via Cuneo e via Boito, i cerignolesi di piazza Foroni e gli africani attorno al Dazio, tra corso Vercelli e corso Palermo, nel quartiere vecchio. La differenza l’hanno sempre fatta gli operai e i partigiani, i bottegai e i commercianti. Che poi, nemmeno per loro, il punto era mica il negozio in sé: potevi essere dal fotografo o dalla fioraia, dentro trovavi sempre un capannello di gente, che a tutto pensava tranne a comprare. Prima di tutto, c’era da godersi il fresco e raccontarsela un po’, far passare la giornata. E poi darsi una mano, certo, come si poteva. A un certo punto però, la Barriera si apre e chi è dentro, se ne va. Se ne...

Fare domani dentro il Bunker

Barriera di Milano, Torino: un quartiere caldo, denso, mosso. Nato sulla spina dorsale della cinta daziaria dell’Ottocento, è cresciuto a ondate di forestieri che, attirati dall’alta marea dei prezzi bassi fuori le mura, venivano a mettere su casa e famiglia. Col tempo, le botteghe sono state affiancate da piccole fabbriche, via via sempre meno piccole. Fino alla crisi degli anni Settanta-Ottanta, quando hanno iniziato però a diventare vuote. Da allora, anche se le mura della città non c’erano più, i prezzi hanno ripreso a scendere, attirando nuovi forestieri, più da est e sud di chi li aveva preceduti. Per tutti, coordinate inconfondibili del quartiere sono l’asse infrastrutturale del cosiddetto “trincerone”...

New York città aperta

All'uscita di Modern Vampires of the city, il nuovo disco dei Vampire Weekend – un gruppo indie-pop statunitense che va oggi per la maggiore e che potrebbe essere definito post-world music, se esistesse il genere – sono stati diffusi in rete un paio di singoli sotto forma di raffinati video musicali. Uno dei due video, Step, è un omaggio piuttosto riuscito a New York, la città d'origine della band. Il video è molto bello ed è coerente con la copertina del disco, una foto aerea in bianco e nero di Manhattan avvolta da una foschia mattutina. Ricorda vagamente la copertina di Underworld di Don De Lillo, ma senza Torri Gemelle che scompaiono nella nebbia.     Il video, girato totalmente in un bianco e nero così poco...

Intervista video a Duccio Demetrio

  Abbiamo incontrato a Milano, all’Università degli Studi della Bicocca, il prof. Duccio Demetrio, autore di Filosofia del camminare. Esercizi di meditazione mediterranea (Cortina Raffaello, 2005). Filosofo e specialista dell’educazione degli adulti, Demetrio ha saputo dar forma negli anni ad un inedito percorso intellettuale che lo rende uno tra gli studiosi più stimolanti oggi in Italia. Di grande interesse è ad esempio la sua Accademia del silenzio di Anghiari, un’iniziativa pensata e sviluppata con Nicoletta Polla-Mattiot, che ha lo scopo di favorire l’apprendimento e la sperimentazione di un “linguaggio del silenzio”.  

Giovani designer italiani raccontano

Abbiamo chiesto a dieci designer molto giovani della scena italiana di raccontarci in un video uno dei loro progetti, per avere visibilità all'esterno dei contesti di settore in questa settimana impegnati sui grandi nomi. Purtroppo causa impegni molti non sono riusciti ad aderire a questa iniziativa.  Pubblichiamo qui invece con grande piacere i video dei Sovrappensiero, di Alessandro Gnocchi, dei Lanzavecchia + wai, e di Giacomo Moor, che con disponibilità ci hanno voluto raccontare in un minuto un loro progetto.

Una casa qualsiasi

Occhi rossi, di quelli che ti sei svegliato troppo presto, gli occhi di Assan. Due macchine da spostare, per chi deve partire presto la mattina. Fuori nel parcheggio le 5 di mattina di una notte qualsiasi, di un fine turno qualsiasi, di un autunno qualsiasi. Una macchina ferma ad aspettare, un tipo che si fa lanciare delle chiavi da una finestra, un gatto, un signore anziano con una donna giovane, il suono di qualche lavastrade, e un sacco di marciapiede sotto i piedi. Assan cerca qualcosa nelle tasche, come un accendino. Pensa che gli piacerebbe incontrare una donna con la gonna, quando cammini dietro una donna con la gonna, e il...

Gli USA nel WC

Una cosa che unisce gli Stati Uniti è la fabbricazione dei bagni pubblici: ogni WC è racchiuso da quattro pareti, alte poco più di una persona in piedi e sospese a circa trenta centimetri da terra. Queste esagerate misure di sicurezza, che rendono fuorilegge i sigillati bagni europei, non tengono conto tuttavia della privacy, bene assai prezioso in tali occasioni, come mi rendo conto in un museo dopo uno sfortunato pranzo Tex-Mex.   Pulita meticolosamente la tavoletta, creato uno strato di carta igienica a lasagna, assumo una posizione innaturale quanto efficace allo scopo. Ma durante i preparativi qualcuno entra nella cabina adiacente. Con tutto questo spazio da terra, parte dei suoi pantaloni sconfina nella mia proprietà. Poiché ha il...

Fondamenta del design

È forse la spettacolarizzazione e l’universale estetizzazione del mondo che ci circonda (come avrebbe potuto dire Walter Benjamin) la causa dell’affermarsi e del diffondersi oltremisura di istituzioni per la formazione nel campo del design? Purtroppo oggi in Italia, dopo un recente periodo di espansione dentro l’università pubblica - con punte, peraltro, di grande prestigio anche internazionale-, si rischia che il succulento mercato della didattica del design ritorni riserva esclusiva delle imprese scolastiche private. Le manovre ministeriali, talora benintenzionate ma incaute ed insipienti, talora direttamente malintenzionate, stanno causando grandi guasti. Porre dei vincoli alla moltiplicazione senza regole è buona cosa, ma attraverso un’...

Salone del mobile 2016. Un'intervista ancora attuale / Intervista video a Donald Norman

Prendete uno strumento musicale: un violino, un sassofono, una chitarra. Niente di meno ergonomico: per essere usati bene costringono a esercizi fisici micidiali, sforzi inenarrabili, pazienza infinita. Oggi nessuno progetterebbe robe del genere. Eppure si tratta di oggetti di culto, quanto più raffinato abbia prodotto l’homo sapiens. Prendete la cabina di pilotaggio di un aereo: nessuno ci capisce un’acca; tuttavia, grazie all’adeguata progettazione di ogni tasto, leva, pulsante o spia, per i piloti ben addestrati è tutto chiaro. Il coltellino con cui l’argentiere spiana i propri artefatti ha l’aria banale (sembra una normale spatolina), ma provate a usarlo: senza la maestria dell’artigiano verranno fuori cose inguardabili. Insomma, la formula segreta del design è in fondo il buon senso...

Coppie. Ettore Sottsass e Fernanda Pivano

Che coppia straordinaria sono stati Fernanda Pivano ed Ettore Sottsass. Così lui racconta la richiesta di lei, già sposata, d’andare a vivere insieme: “Un giorno Fernanda mi ha telefonato dicendo che voleva vedermi a Roma, e abbiamo combinato. Ci siamo incontrati a Piazza di Spagna. Era inverno e Fernanda aveva un grosso cappotto di peli ed era molto cambiata; sembrava appena uscita da un bagno gelato, dopo un sogno sconvolgente. Mi ha detto che stava divorziando e che sarebbe tornata a casa a Torino e se avevo ancora voglia di stare con lei. Le ho detto che mi sarebbe piaciuto molto, e dopo qualche mese è stato così”. Era il 1949. Molti anni dopo, nel 2004, Fernanda, divorziata per volontà di Ettore, lo incontra a Genova all’...

Parigi nel metrò

La metropolitana è piena. È mattina, c’è silenzio, ancora non si vedono i suonatori e i mendicanti che declamano brevemente ai passeggeri le loro biografie prima di chiedere qualche moneta. Qualcuno dorme, qualcuno legge, chi in piedi, chi seduto; nessuno si parla.     In metropolitana ci si sfiora, si cammina fianco a fianco, alle volte ci si urta. L’ansia di uscire, di tornare alle luce, impone di fare in fretta. Non c’è tempo da perdere e non si fa caso alle persone, ancora meno di quanto accada all’esterno. Il biglietto della metropolitana documenta di una comunità di individui che hanno in comune partenze e arrivi, tratti di percorso, ma nulla sanno dei loro vicini di strapuntino. Anzi, se gli sguardi cadono...

"Le cose" di Georges Perec

Pubblichiamo la prefazione di Andrea Canobbio alla ristampa di Le cose. Una storia degli anni Sessanta di Georges Perec, appena ripubblicato da Einaudi.   Scarica la prefazione    

Un dossier / anniottanta

Definire gli anni ottanta? Proviamoci: il decennio finale del secolo breve; l’epoca dell’edonismo, della politica-spettacolo, dell’ondata neoliberista, dei fasti di Wall Street, del mantra del successo. E ancora: l’età dei sentimenti e del privato, della citazione e dei media, della fine dell’ideologia; il tempo del glamour e dell’ottimismo. È un mondo che si autocelebra nell’effervescenza lucida di makeup della neotelevisione, nei muscoli tonici di una seduta di aerobica, nei riti del divertimento collettivo – la discoteca, la vacanza esotica –, nel look che rimescola tutti i vecchi stili e inventa nuove identità urbane, nell’amore per il superfluo, nella febbrile curiosità per le nuove meraviglie tecnologiche, nel pulsare degli schermi dei personal computer. Sullo sfondo, il tramonto...

Nuovi monumenti italiani

6 aprile 2009. Trema L’Aquila e crolla il suo centro storico, bellezza un po’ nascosta tra le montagne. Crollano gli edifici antichi, si sbriciolano le palazzine anni ’60, rimangono in piedi i soli palazzi fascisti. 2 novembre 2010. Buona parte del Veneto è sommerso da una grande alluvione. Forza della natura o incuria ambientale? Troppa natura o troppa civiltà? 6 novembre 2010. Crolla una parte della Casa dei Gladiatori di Pompei, vestigia arcinota in tutto il mondo. La pioggia le è stata fatale. Qualche giorno dopo, ancora uno smottamento. I ministri si difendono, l’opposizione protesta, i benpensanti s’indignano. “Il nostro patrimonio culturale! La nostra Storia!” Il Belpaese si sbriciola, si sfalda, va in rovina. Come la faccia del suo Primo Ministro, l’Italia crolla sotto l’...