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Giovani designer italiani raccontano

Abbiamo chiesto a dieci designer molto giovani della scena italiana di raccontarci in un video uno dei loro progetti, per avere visibilità all'esterno dei contesti di settore in questa settimana impegnati sui grandi nomi. Purtroppo causa impegni molti non sono riusciti ad aderire a questa iniziativa.  Pubblichiamo qui invece con grande piacere i video dei Sovrappensiero, di Alessandro Gnocchi, dei Lanzavecchia + wai, e di Giacomo Moor, che con disponibilità ci hanno voluto raccontare in un minuto un loro progetto.

Una casa qualsiasi

Occhi rossi, di quelli che ti sei svegliato troppo presto, gli occhi di Assan. Due macchine da spostare, per chi deve partire presto la mattina. Fuori nel parcheggio le 5 di mattina di una notte qualsiasi, di un fine turno qualsiasi, di un autunno qualsiasi. Una macchina ferma ad aspettare, un tipo che si fa lanciare delle chiavi da una finestra, un gatto, un signore anziano con una donna giovane, il suono di qualche lavastrade, e un sacco di marciapiede sotto i piedi. Assan cerca qualcosa nelle tasche, come un accendino. Pensa che gli piacerebbe incontrare una donna con la gonna, quando cammini dietro una donna con la gonna, e il...

Gli USA nel WC

Una cosa che unisce gli Stati Uniti è la fabbricazione dei bagni pubblici: ogni WC è racchiuso da quattro pareti, alte poco più di una persona in piedi e sospese a circa trenta centimetri da terra. Queste esagerate misure di sicurezza, che rendono fuorilegge i sigillati bagni europei, non tengono conto tuttavia della privacy, bene assai prezioso in tali occasioni, come mi rendo conto in un museo dopo uno sfortunato pranzo Tex-Mex.   Pulita meticolosamente la tavoletta, creato uno strato di carta igienica a lasagna, assumo una posizione innaturale quanto efficace allo scopo. Ma durante i preparativi qualcuno entra nella cabina adiacente. Con tutto questo spazio da terra, parte dei suoi pantaloni sconfina nella mia proprietà. Poiché ha il...

Fondamenta del design

È forse la spettacolarizzazione e l’universale estetizzazione del mondo che ci circonda (come avrebbe potuto dire Walter Benjamin) la causa dell’affermarsi e del diffondersi oltremisura di istituzioni per la formazione nel campo del design? Purtroppo oggi in Italia, dopo un recente periodo di espansione dentro l’università pubblica - con punte, peraltro, di grande prestigio anche internazionale-, si rischia che il succulento mercato della didattica del design ritorni riserva esclusiva delle imprese scolastiche private. Le manovre ministeriali, talora benintenzionate ma incaute ed insipienti, talora direttamente malintenzionate, stanno causando grandi guasti. Porre dei vincoli alla moltiplicazione senza regole è buona cosa, ma attraverso un’...

Salone del mobile 2016. Un'intervista ancora attuale / Intervista video a Donald Norman

Prendete uno strumento musicale: un violino, un sassofono, una chitarra. Niente di meno ergonomico: per essere usati bene costringono a esercizi fisici micidiali, sforzi inenarrabili, pazienza infinita. Oggi nessuno progetterebbe robe del genere. Eppure si tratta di oggetti di culto, quanto più raffinato abbia prodotto l’homo sapiens. Prendete la cabina di pilotaggio di un aereo: nessuno ci capisce un’acca; tuttavia, grazie all’adeguata progettazione di ogni tasto, leva, pulsante o spia, per i piloti ben addestrati è tutto chiaro. Il coltellino con cui l’argentiere spiana i propri artefatti ha l’aria banale (sembra una normale spatolina), ma provate a usarlo: senza la maestria dell’artigiano verranno fuori cose inguardabili. Insomma, la formula segreta del design è in fondo il buon senso...

Coppie. Ettore Sottsass e Fernanda Pivano

Che coppia straordinaria sono stati Fernanda Pivano ed Ettore Sottsass. Così lui racconta la richiesta di lei, già sposata, d’andare a vivere insieme: “Un giorno Fernanda mi ha telefonato dicendo che voleva vedermi a Roma, e abbiamo combinato. Ci siamo incontrati a Piazza di Spagna. Era inverno e Fernanda aveva un grosso cappotto di peli ed era molto cambiata; sembrava appena uscita da un bagno gelato, dopo un sogno sconvolgente. Mi ha detto che stava divorziando e che sarebbe tornata a casa a Torino e se avevo ancora voglia di stare con lei. Le ho detto che mi sarebbe piaciuto molto, e dopo qualche mese è stato così”. Era il 1949. Molti anni dopo, nel 2004, Fernanda, divorziata per volontà di Ettore, lo incontra a Genova all’...

Parigi nel metrò

La metropolitana è piena. È mattina, c’è silenzio, ancora non si vedono i suonatori e i mendicanti che declamano brevemente ai passeggeri le loro biografie prima di chiedere qualche moneta. Qualcuno dorme, qualcuno legge, chi in piedi, chi seduto; nessuno si parla.     In metropolitana ci si sfiora, si cammina fianco a fianco, alle volte ci si urta. L’ansia di uscire, di tornare alle luce, impone di fare in fretta. Non c’è tempo da perdere e non si fa caso alle persone, ancora meno di quanto accada all’esterno. Il biglietto della metropolitana documenta di una comunità di individui che hanno in comune partenze e arrivi, tratti di percorso, ma nulla sanno dei loro vicini di strapuntino. Anzi, se gli sguardi cadono...

"Le cose" di Georges Perec

Pubblichiamo la prefazione di Andrea Canobbio alla ristampa di Le cose. Una storia degli anni Sessanta di Georges Perec, appena ripubblicato da Einaudi.   Scarica la prefazione    

Un dossier / anniottanta

Definire gli anni ottanta? Proviamoci: il decennio finale del secolo breve; l’epoca dell’edonismo, della politica-spettacolo, dell’ondata neoliberista, dei fasti di Wall Street, del mantra del successo. E ancora: l’età dei sentimenti e del privato, della citazione e dei media, della fine dell’ideologia; il tempo del glamour e dell’ottimismo. È un mondo che si autocelebra nell’effervescenza lucida di makeup della neotelevisione, nei muscoli tonici di una seduta di aerobica, nei riti del divertimento collettivo – la discoteca, la vacanza esotica –, nel look che rimescola tutti i vecchi stili e inventa nuove identità urbane, nell’amore per il superfluo, nella febbrile curiosità per le nuove meraviglie tecnologiche, nel pulsare degli schermi dei personal computer. Sullo sfondo, il tramonto...

Nuovi monumenti italiani

6 aprile 2009. Trema L’Aquila e crolla il suo centro storico, bellezza un po’ nascosta tra le montagne. Crollano gli edifici antichi, si sbriciolano le palazzine anni ’60, rimangono in piedi i soli palazzi fascisti. 2 novembre 2010. Buona parte del Veneto è sommerso da una grande alluvione. Forza della natura o incuria ambientale? Troppa natura o troppa civiltà? 6 novembre 2010. Crolla una parte della Casa dei Gladiatori di Pompei, vestigia arcinota in tutto il mondo. La pioggia le è stata fatale. Qualche giorno dopo, ancora uno smottamento. I ministri si difendono, l’opposizione protesta, i benpensanti s’indignano. “Il nostro patrimonio culturale! La nostra Storia!” Il Belpaese si sbriciola, si sfalda, va in rovina. Come la faccia del suo Primo Ministro, l’Italia crolla sotto l’...