Abitare

Gli spazi della politica

Viceversa è una nuova rivista di architettura online. Diretta da Valerio Paolo Mosco, ha appena pubblicato il primo numero dedicato a “Gli spazi della politica”, curato da Giovanni La Varra. La rivista uscirà con periodicità bimestrale, il secondo numero, dedicato al cantiere e curato da Pietro Valle, uscirà a fine maggio 2015. Viceversa #1 si trova su 011+ o su ISSUU.   Del primo numero pubblichiamo l’articolo del curatore.         Si potrebbe datare con una certa precisione il crollo dell’influenza del comunismo in Italia, in Europa e nel mondo. Nell’estate del 1986, dopo anni nei quali la Festa dell’Unità milanese veniva organizzata sul Monte Stella – la “...

Icon capture

Icons are icons. The Hilton Hotel is an icon. A token-icon, in the sense that there is only one brand around. The smartphone is an icon: a generic icon, as there are many different brands of smartphones. Diversity in the case of smartphone cancels out because of function: one needs an object that can support both holding and reading on screen, the design of shape converges on a rectangle with rounded angles. Accidents happen. The Hilton Paris Opera Hotel at Gare St. Lazare in Paris, as seen from above, or on a map, has (almost) the shape of a rectangle with rounded angles. Roadwork around the Hilton disrupts the circulation. Signs are posted to help pedestrians find their way. On those signs, the Hilton rectangle is represented by an icon that further simplifies its shape – and...

Necessità dei ponti

Che cos’è un ponte (o meglio, un Ponte, con l’iniziale maiuscola)? Il libro di Alberto Giorgio Cassani, Figure del Ponte. Simbolo e architettura (Pendragon 2014) fornisce risposte articolate ed esaurienti a questa domanda. Non tanto in direzione di un’illustrazione dei suoi aspetti tecnico-costruttivi, quanto piuttosto in quella di una piena immersione nei suoi significativi simbolico-figurativi. Il titolo del libro, da questo punto di vista, rende perfettamente l’idea dell’approccio adottato e dei contenuti trattati.   Il Ponte è analizzato da Cassani sotto molti punti di vista diversi: il Ponte che unisce, il Ponte che divide, il Ponte sospeso, il Ponte abitato, il Ponte isolato, il Ponte che crolla, il Ponte che si muove: tanti “...

1501 Speed Bumps madness

Mangrovia is the place where Roberto Casati and Goffredo Puccetti talk about design. This conversation has started in December 2013. We are interested in the intellectual intricacy of design. We keep our eyes open on good and bad design – equally important for us. Equally important are theory (mostly from cognitive science) and practice (mostly form communication and process design).     Mangrovia è dal dicembre 2013 la bacheca appunti di Roberto Casati e Goffredo Puccetti sul design. Il design ci interessa per la sua complessità intellettuale. Cerchiamo intorno a noi esempi di buono e cattivo design e ne parliamo prendendo spunto dalla teoria (soprattutto dalle scienze cognitive) e dalla pratica (soprattutto dalla comunicazione e dai processi...

Philippe Rahm. Atmosfere Costruite

Pensavamo di essere nipoti di Duchamp, e scopriamo che in realtà siamo i discendenti di Claude Monet Philippe Rahm   La prima volta che ho incontrato il lavoro di Philippe Rahm era il 2002. Ero incinta e non sarei potuta entrare nel Padiglione svizzero della Biennale di Architettura di Venezia. Il titolo dell’installazione era Hormonorium ed era proibito l’accesso alle gestanti e ai malati di cuore per via di un espediente “a rischio”: l’ipo-ossigenazione dell’aria all’interno del Padiglione. Rahm, e il suo socio Décosterd, avevano provato a ricostruire in piena laguna l’esperienza dell’alta quota alpina. Attraverso una riduzione dell’ossigeno nell’aria e un fenomeno di abbagliamento dal basso,...

Gibellina and Ground Zero

Mangrovia is the place where Roberto Casati and Goffredo Puccetti talk about design. This conversation has started in December 2013. We are interested in the intellectual intricacy of design. We keep our eyes open on good and bad design – equally important for us. Equally important are theory (mostly from cognitive science) and practice (mostly form communication and process design).     Mangrovia è dal dicembre 2013 la bacheca appunti di Roberto Casati e Goffredo Puccetti sul design. Il design ci interessa per la sua complessità intellettuale. Cerchiamo intorno a noi esempi di buono e cattivo design e ne parliamo prendendo spunto dalla teoria (soprattutto dalle scienze cognitive) e dalla pratica (soprattutto dalla comunicazione e dai processi...

Ugo La Pietra, il disequilibrista

La mostra dedicata dalla Triennale a Ugo La Pietra, mi piace leggerla come celebrazione del carattere ‘contro’, militante, critico e sovversivo radicato nella tradizione del design italiano che ha sempre espresso accanto alla produzione di manufatti una fittissima produzione sperimentale, magari meno conosciuta, ma rivelatrice di un’attività libera, antagonista, testarda, ribelle, impegnata a registrare ogni segnale emesso da territori sfuggiti al controllo della rigida disciplina dettata dalle istituzioni, dalla tecnocrazia.     Insomma l’attività di registrazione di segnali sommersi svolta nel corso degli anni da La Pietra con curiosità e grande generosità (si parla di più di mille progetti/reperti), pone anche la...

Logic is part of design

Mangrovia is the place where Roberto Casati and Goffredo Puccetti talk about design. This conversation has started in December 2013. We are interested in the intellectual intricacy of design. We keep our eyes open on good and bad design – equally important for us. Equally important are theory (mostly from cognitive science) and practice (mostly form communication and process design).         Mangrovia è dal dicembre 2013 la bacheca appunti di Roberto Casati e Goffredo Puccetti sul design. Il design ci interessa per la sua complessità intellettuale. Cerchiamo intorno a noi esempi di buono e cattivo design e ne parliamo prendendo spunto dalla teoria (soprattutto dalle scienze cognitive) e dalla pratica (soprattutto dalla comunicazione...

Organic multiplication table

Mangrovia is the place where Roberto Casati and Goffredo Puccetti talk about design. This conversation has started in December 2013. We are interested in the intellectual intricacy of design. We keep our eyes open on good and bad design – equally important for us. Equally important are theory (mostly from cognitive science) and practice (mostly form communication and process design).     Mangrovia è dal dicembre 2013 la bacheca appunti di Roberto Casati e Goffredo Puccetti sul design. Il design ci interessa per la sua complessità intellettuale. Cerchiamo intorno a noi esempi di buono e cattivo design e ne parliamo prendendo spunto dalla teoria (soprattutto dalle scienze cognitive) e dalla pratica (soprattutto dalla comunicazione e dai processi...

My chairs are not original

Mangrovia is the place where Roberto Casati and Goffredo Puccetti talk about design. This conversation has started in December 2013. We are interested in the intellectual intricacy of design. We keep our eyes open on good and bad design – equally important for us. Equally important are theory (mostly from cognitive science) and practice (mostly form communication and process design).     Mangrovia è dal dicembre 2013 la bacheca appunti di Roberto Casati e Goffredo Puccetti sul design. Il design ci interessa per la sua complessità intellettuale. Cerchiamo intorno a noi esempi di buono e cattivo design e ne parliamo prendendo spunto dalla teoria (soprattutto dalle scienze cognitive) e dalla pratica (soprattutto dalla comunicazione e dai processi...

Zingonia. Utopia e realtà

Quando nel 1964 Renzo Zingone, imprenditore romano, proprietario della Banca Generale di Credito, e in precedenza – tra l’altro – di miniere d’oro e di rame in Venezuela, decide di fondare una nuova città in provincia di Bergamo, in un territorio agricolo tra i comuni di Verdellino, Verdello, Boltiere, Ciserano e Osio Sotto, ha già alle spalle la realizzazione del Quartiere Zingone, ubicato a Trezzano sul Naviglio, alle porte di Milano. Come nel caso precedente, la scelta del nome della nuova città – Zingonia – rivela la volontà di attenersi rigorosamente all’indicazione del padre Gennaro, che in una lettera del 1930 ai figli Corrado e Renzo aveva raccomandato loro la «sempre maggior valorizzazione del nostro nome...

Fuck the Biennale

«Superata una certa massa critica, un edificio diventa un Grande Edificio. Una tale mole non riesce più ad essere controllata da un solo gesto architettonico, e nemmeno da una qualsivoglia combinazione di gesti architettonici.»   La descrizione, riportata nel celebre saggio Bigness ovvero il problema della Grande Dimensione risalente a circa vent’anni fa, sembra oggi ripresentarsi nelle mani di Koolhaas e riadattarsi a quella sovradimensionata fiera quale l’Esposizione Internazionale di Architettura. Quattro interi edifici, trenta padiglioni e diverse migliaia di metri quadri proiettano la Biennale lontano da qualsiasi raffronto con una tradizionale mostra di architettura. Una massa critica che – al pari di quanto accade per l’edificio...

A proposal for the ecology of driving on the left

Mangrovia is the place where Roberto Casati and Goffredo Puccetti talk about design. This conversation has started in December 2013. We are interested in the intellectual intricacy of design. We keep our eyes open on good and bad design – equally important for us. Equally important are theory (mostly from cognitive science) and practice (mostly form communication and process design).     Mangrovia è dal dicembre 2013 la bacheca appunti di Roberto Casati e Goffredo Puccetti sul design. Il design ci interessa per la sua complessità intellettuale. Cerchiamo intorno a noi esempi di buono e cattivo design e ne parliamo prendendo spunto dalla teoria (soprattutto dalle scienze cognitive) e dalla pratica (soprattutto dalla comunicazione e dai processi...

Nanda Vigo: l'intellettuale dello spazio

Mi piace pensare a Nanda Vigo come a una sofisticata intellettuale dello spazio, un’esploratrice che conosce il linguaggio dello spazio per eludere quello delle parole, della forma e del colore e addentrarsi soltanto in esso. Classe 1936, Nanda Vigo è stata al centro della ricerca artistica degli anni ‘60 e ‘70, ma sono convinta che sia rimasta sospesa in un giudizio parziale. L’essersi collocata nel punto di intersezione tra architettura e arte non le ha permesso di essere incasellata in un profilo riconoscibile, confinandola ai margini. Né architetto. Né artista. Un autore dunque non facilmente riconducibile a una disciplina ferma: architettura, arte, design. Come è noto, ciò che si muove è difficile da fotografare e...

Alpe Adria: un paesaggio

Alpe Adria senza (Editore Beit Maqom Haze, Trieste, 2014), fin dal titolo sospeso, è un racconto dal tono laconico anche se, in realtà, scorrendo la collezione di brevi testi (e di fotografie) di Pietro Valle, ne viene fuori una geografia di luoghi e di ambienti ricca, contraddittoria e articolata. Il “senza” risuona, durante la lettura, come un ammonimento o un interrogativo. Ambiente geografico a cavallo di più nazioni, condizione periferica e di frontiera, l’Alpe Adria (che comprende il Friuli ma anche porzioni di Austria, Slovenia e Croazia) è anche una sezione di paesaggio europeo abbastanza unica, che va dalle Alpi al Mediterraneo, che si snoda su più lingue, scandita nel tempo da continui mutamenti dei confini e che è,...

Monditalia e Innesti: una dissociazione propositiva?

In psichiatria il termine “dissociazione” indica un disturbo tipico della schizofrenia caratterizzato dalla scomparsa dei normali rapporti associativi delle idee. Tale reazione è ciò che avviene all’interno della 14. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, quando, dopo aver visitato l’esposizione allestita all’interno delle Corderie – Monditalia - si accede al Padiglione Italia, dedicato al tema degli Innesti.   Le più interessanti esposizioni di Monditalia riescono a interpretare in modo intelligente tematiche e contraddizioni che hanno caratterizzato e attraversano il nostro Paese e che sono emblematiche di questioni che in realtà oltrepassano i meri confini italiani.   Lo studio...

Costruire sicurezze, demolire certezze

“Ci sono luoghi come le strade secondarie male illuminate, dove l'atmosfera stessa può istigare a delinquere anche una persona di buon senso”, fa dire Irvine Welsh all'odiato capo ispettore Toal nel romanzo Il lercio. Questa frase sintetizza esattamente le teorie su cui si fonda la progettazione securitaria: la configurazione di un luogo può favorire l'insorgere di comportamenti criminali.     A partire dal 1972, Oscar Newman grazie a questo assunto diffuse la propria teoria del Defensible Space (successivamente ribattezzata CPTED – Crime Through Environmental Design – nome “scippato” al criminologo Charles Jeffery) in tutto il mondo e nei paesi anglosassoni in particolare. E proprio in Inghilterra le polemiche...

L’architettura in Spagna: innesto o interno?

Il contributo spagnolo alla 14. Mostra Internazionale di architettura della Biennale di Venezia si suddivide in due diverse sedi espositive: una collocata nello storico padiglione nazionale ai Giardini, l’altra, costituita dal contributo offerto dalla dinamica regione catalana, nell’isola di Castello. Le due mostre offrono lo spaccato di un Paese dove il settore edilizio è stato duramente colpito dalla sfavorevole congiuntura economica attuale ma che ciò nonostante non smette di dar prova di una ricca vitalità creativa.     L’evento collaterale “Catalonia at Venice: grafting architectures”, curato da Josep Torrents i Alegre per conto dell’Institut Ramon Llull, organismo che si propone il pieno riconoscimento e la...

Assorbire la modernità per costruire la tradizione

La declinazione brasiliana del tema Absorbing Modernity 1914-2014, suggerito da Rem Koolhaas per i Padiglioni Nazionali alla 14. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, è “Modernità come Tradizione”.   La mostra è un excursus cronologico, composto da fotografie di opere costruite, dal quale si evince una forte tendenza all'internazionalismo critico, un approccio specifico nel trattare i problemi urbani e architettonici propri del complesso territorio brasiliano dove formale e informale, complessità topografica e infrastrutture carenti si intrecciano in scenari caleidoscopici.   Il progetto espositivo del padiglione è di André Corrêa do Lago e del suo assistente Rodrigo Ohtake. Lo spazio interno...

stARTT, Il Fantasma del Nolli e Astrapae

Si può pensare un ambiente naturale, progettato dall’uomo e segnato dalla sua presenza, che non sia per questo modificato o trasfigurato da questa stessa presenza? È la domanda che sta dietro alla filosofia di stARTT, Studio di Architettura e Trasformazioni Territoriali, nato a Roma nel 2008 e di cui fanno parte Simone Capra (1978), Claudio Castaldo (1978), Francesco Colangeli (1982) e Dario Scaravelli (1981), vincitori della prima edizione del Premio YAP al MAXXI con il progetto whatami, di cui tutti ricordano le luminarie rosse a forma di papavero. Nel 2013 stARTT ha poi partecipato alla Biennale di Urbanistica e Architettura di Shenzen e Hong Kong. Un passo dopo l’altro quest’anno sono stati invitati alla quattordicesima edizione della Biennale di...

Elements: un catalogo della contemporaneità?

Il soffitto, la finestra, il corridoio, il pavimento, il balcone, il camino, la facciata, il tetto, la porta, il muro, la rampa, la scala, il gabinetto, la scala mobile, l’ascensore: questi sono i quindici elementi che Koolhaas propone per tornare alla concretezza della costruzione in un’ottica di continuità tra passato e presente.   A ogni elemento è associata una stanza del Padiglione centrale, ai Giardini della Biennale, ognuna curata da un diverso gruppo di ricerca. Una sedicesima stanza introduttiva raccoglie ed espone diversi trattati, manuali e testi di teoria architettonica, provenienti da tutto il mondo come del resto è internazionale la selezione dei materiali presenti nelle altre stanze, dalle maniglie ai muri e ai parapetti.  ...

Il crepuscolo di un mondo

C’era molta aspettativa per la Biennale curata da Rem Koolhaas e ciò perché Koolhaas è il più autorevole esponente di un pensiero che da anni impone le sue leggi. Un pensiero, ed è questo il senso di questo scritto, ormai al tramonto.   Koolhaas, vale la pena ricordare, era presente alla Biennale del 1980 curata da Paolo Portoghesi che consacrava il ritorno della storia: anche lui aveva costruito la sua facciata posticcia nella Strada novissima ma rivedendola si capisce come egli del postmoderno non coglieva l’aspetto epidermico ed iconico, ma metteva in mostra la condizione postmoderna, quella descritta pochi anni prima da Lyotard, ovvero il gusto per il paradosso e la dissacrazione, per la provocazione, per il ribaltamento dei valori...