Abitare

L’alba Besser, la calcarata, la canina, la cornuta, la bosniaca / Violette

Alto il rischio di svenevolezze e romanticherie ma, nei pressi della festa di primavera, tale rischio è da affrontarsi con determinazione. Tutti i possibili discorsi intorno alla viola, alfiere della nuova stagione, sfiorano il lezioso, bordeggiano il patetico, cadono nello sdolcinato (bonbon parmense o tolosano che sia). Eppure, chi non si è sdilinquito al suono teso, struggente della Violetera in Luci della città?Timida, modesta è la Viola odorata secondo i manuali della simbologia floreale: mammola è popolarmente detta, e mammoletta si dice appunto della bimba ingenua e delicata, tenera e facile ad imporporar le gote per un nonnulla. È la violetta dei prati e dei boschi che, ai primi tepori – stolonifera – tappezza ampie porzioni di prode erbose, tingendole e profumandole di quel...

Sul deserto delle nostre strade (Pigneto)

La notte che ha preceduto il giorno del mio giro al Pigneto mi è venuto qualche pensiero, perché il giro al Pigneto avevo deciso di non volerlo fare, perché del Pigneto non si può più scrivere né se ne può parlare, il Pigneto è come uno che gli è venuto un esaurimento nervoso e non sai mai come ti si presenterà all’appuntamento. È un problema che a me pare complicatissimo ma che tuttavia mi tocca affrontare se ho questa pretesa di mappare i quartieri di Roma.    Io ci vado spesso al Pigneto, ci vado la sera, come più o meno tutti, ne ho perciò una visione non già astratta, bensì pragmatica, ma comunque vagamente allucinata. È di questa morfina che devo sgombrare la mente. Perciò ho chiesto a N. di accompagnarmi, le ho detto: “Scegli un giorno un po’ meno sfavorevole”, e lei ha...

Gli House organ in Italia tra sperimentazione e ricerca del consenso

Il 16 febbraio 2016 è morto a Lugano Eugenio Carmi, figura tra le più rappresentative dell’astrattismo italiano (e di cui fino al 13 marzo si può visitare al Museo del Novecento di Milano la mostra “Eugenio Carmi. Appunti sul nostro tempo. Opere storiche 1957-1963”, curata da Davide Colombo). Tre giorni dopo, il 19, si è spento a Milano Umberto Eco, che di Carmi era amico. La loro conoscenza risaliva, probabilmente, agli anni in cui Carmi era impegnato in un ambizioso progetto di ridefinizione delle strategie di comunicazione e relazioni pubbliche di una delle maggiori industrie genovesi, l’acciaieria di Cornigliano.      La volontà di imprimere un segno forte alla comunicazione aziendale, basandosi su forme astratte e un uso sapiente del colore, connota tutti i progetti di...

Lampade e lampadari / A proposito di modernità. Angelo Lelii

Il mio primo incontro con il design avvenne a metà degli Anni Sessanta. Avevo allora solo una decina d'anni ma ero già molto curiosa. Un giorno, il fratello di mio padre – che amavo seguire nelle sue peregrinazioni urbane e montane – mi portò a Monza, in una fabbrica di lampade molto in voga fra gli addetti ai lavori, l'Arredoluce. Fu lì che conobbi Angelo Lelii, un uomo estroso e razionale, così come razionale e beherensiana era la sua fabbrica: luce zenitale e ampi spazi funzionali.A lui si debbono alcuni tra i più  begli apparecchi per illuminazione del design italiano, sebbene siano poco conosciuti, come Triennale (1947), una lampada da terra a tre braccia orientabili, in alluminio laccato nei tre colori primari (quasi un omaggio a Mondrian se non fosse per le diagonali) e Stella...

Design senza designer

Non so voi, ma io di Arco non ne posso più. Sarà anche che andreottianamente mi logora non possedere un esemplare della splendida lampada di Achille Castiglioni, ma mi disturba la ricorrenza con cui quando si parla di design italiano si finisca per citare sempre Castiglioni e Arco, De Lucchi e Tolomeo, Magistretti e Eclisse, solo per rimanere sulle lampade. Fateci caso, una copertina sì e una no delle riviste di settore è occupata da uno dei “classici”, e lo stesso accade con i prodotti piazzati nei film e con i discorsi che a vario titolo si fanno sul design italiano, dai bar alle università. Circolano sempre gli stessi nomi e le stesse immagini. Possibile che non ci si renda conto che così il design italiano viene danneggiato?...

Storia di un elemento architettonico / Architettura del baldacchino

Che cos’è un baldacchino? L’etimologia del nome è di quelle capaci di farci compiere un giro del mondo (o quantomeno, di una bella porzione di esso) in una sola parola. Baldacchino deriva da Baldac, o Baldacco, che in origine indicava una stoffa proveniente da Baghdad, uno dei principali centri di produzione della seta e di altri tessuti preziosi del mondo antico. Ed era appunto un pezzo di stoffa quadrato, sostenuto da quattro aste di legno, a costituire la forma originaria del baldacchino. A che cosa questo servisse è abbastanza evidente: si trattava di un riparo, qualcosa come una tenda trasportabile sotto la quale avere un provvisorio ricovero. Il baldacchino, dunque, era un soffitto portatile, una protezione più vasta di un ombrello e soprattutto dotata di un ben maggiore valore...

Sul design per imparare

Le scuole riaprono le porte alle nuove leve di alunni, alla fine delle ferie d’estate: secondo abitudine si consuma il rito stagionale, angoscioso e lieto, delle generazioni che seguono le generazioni ripetendo gli stessi gesti come fossero i primi, in aule abitate ora come un tempo da schiere di umani cuccioli chini su sudati supporti di scrittura. O di Pinocchi pigri della giovanile indolenza di chi – si scherzava – sta lì piuttosto a scaldare il banco. Che fosse un oggetto pensato, prodotto da qualcuno, quel banco, e frutto di precise scelte (o non scelte) politiche e economiche, ce lo ricorda una piccola mostra comasca sul Design per la scuola, appendice di quella sull’architettura degli edifici scolastici che Triennale Extra propone. E per un caso...

CUCULA- Refugees Company for Crafts and Design, Berlin

Dal divano di casa a cui Enzo Mari lamenta di essere inchiodato da ormai un paio di anni, le sue invettive e le sue parole caustiche non smettono di risuonare e di ispirare progetti radicali e visionari. Dopo anni di militanza e di critica programmatica verso un mondo del design che – a dispetto delle lotte politiche degli anni ’60 e ‘70 – si è drammaticamente convertito ai diktat di un mercato onnivoro e ha tristemente ridotto la figura del designer da filosofo-creatore a semplice esecutore delle tendenze e dei trend del momento, nel 1999 Mari stendeva e firmava il Manifesto di Barcellona, in cui dichiarava l’urgenza e la necessità di tornare a quella "tensione utopizzante delle origini del design", dichiarando quanto l’etica...

The poetics of roofs

Flat roofs have existed since very early in the history of building. They are wonderful living spaces (as terraces), and can be used to collect water. But since rationalist, post WW2 architecture they have become commonplace in cities: commercial buildings, housing projects, corporate buildings, almost all have flat roofs. Paradoxically, for an extremely functionalist architecture, there is almost no function for flat roofs. Flat roofs are just easy to build and spare you the effort of thinking of, let alone constructing, more complex structures. As of late, some flat roofs have been colonized by roof gardens and solar power plants, and we can just hope that the trend continues. Still, there is something about the shape of a roof that should attract more design attention. Here is a...

Dall’Unité d’Habitation al Market Hall

Link è la parola chiave del nuovo millennio: una sorta di bypass per rompere il limite di stretta definizione degli eventi prefigurandone forme di socializzazione in progress. Essere collegati per entrare in contatto con il resto del mondo, per sentirsi uniti nella condivisione degli innumerevoli servizi oggi offerti dalla Rete. Al confronto, la città (spazio di condivisione per eccellenza) perde terreno (i disservizi sono all’ordine del giorno) e continua ad essere luogo cult per il perpetuarsi di forme di segregazione, di esclusione, che scoraggiano e rendono impotenti.   Se ora si esamina la storia della principale protagonista della città, ossia la residenza collettiva (in particolare quella destinata alle classi meno abbienti che corona le periferie...

Gli spazi della politica

Viceversa è una nuova rivista di architettura online. Diretta da Valerio Paolo Mosco, ha appena pubblicato il primo numero dedicato a “Gli spazi della politica”, curato da Giovanni La Varra. La rivista uscirà con periodicità bimestrale, il secondo numero, dedicato al cantiere e curato da Pietro Valle, uscirà a fine maggio 2015. Viceversa #1 si trova su 011+ o su ISSUU.   Del primo numero pubblichiamo l’articolo del curatore.         Si potrebbe datare con una certa precisione il crollo dell’influenza del comunismo in Italia, in Europa e nel mondo. Nell’estate del 1986, dopo anni nei quali la Festa dell’Unità milanese veniva organizzata sul Monte Stella – la “...

Icon capture

Icons are icons. The Hilton Hotel is an icon. A token-icon, in the sense that there is only one brand around. The smartphone is an icon: a generic icon, as there are many different brands of smartphones. Diversity in the case of smartphone cancels out because of function: one needs an object that can support both holding and reading on screen, the design of shape converges on a rectangle with rounded angles. Accidents happen. The Hilton Paris Opera Hotel at Gare St. Lazare in Paris, as seen from above, or on a map, has (almost) the shape of a rectangle with rounded angles. Roadwork around the Hilton disrupts the circulation. Signs are posted to help pedestrians find their way. On those signs, the Hilton rectangle is represented by an icon that further simplifies its shape – and...

Necessità dei ponti

Che cos’è un ponte (o meglio, un Ponte, con l’iniziale maiuscola)? Il libro di Alberto Giorgio Cassani, Figure del Ponte. Simbolo e architettura (Pendragon 2014) fornisce risposte articolate ed esaurienti a questa domanda. Non tanto in direzione di un’illustrazione dei suoi aspetti tecnico-costruttivi, quanto piuttosto in quella di una piena immersione nei suoi significativi simbolico-figurativi. Il titolo del libro, da questo punto di vista, rende perfettamente l’idea dell’approccio adottato e dei contenuti trattati.   Il Ponte è analizzato da Cassani sotto molti punti di vista diversi: il Ponte che unisce, il Ponte che divide, il Ponte sospeso, il Ponte abitato, il Ponte isolato, il Ponte che crolla, il Ponte che si muove: tanti “...

1501 Speed Bumps madness

Mangrovia is the place where Roberto Casati and Goffredo Puccetti talk about design. This conversation has started in December 2013. We are interested in the intellectual intricacy of design. We keep our eyes open on good and bad design – equally important for us. Equally important are theory (mostly from cognitive science) and practice (mostly form communication and process design).     Mangrovia è dal dicembre 2013 la bacheca appunti di Roberto Casati e Goffredo Puccetti sul design. Il design ci interessa per la sua complessità intellettuale. Cerchiamo intorno a noi esempi di buono e cattivo design e ne parliamo prendendo spunto dalla teoria (soprattutto dalle scienze cognitive) e dalla pratica (soprattutto dalla comunicazione e dai processi...

Philippe Rahm. Atmosfere Costruite

Pensavamo di essere nipoti di Duchamp, e scopriamo che in realtà siamo i discendenti di Claude Monet Philippe Rahm   La prima volta che ho incontrato il lavoro di Philippe Rahm era il 2002. Ero incinta e non sarei potuta entrare nel Padiglione svizzero della Biennale di Architettura di Venezia. Il titolo dell’installazione era Hormonorium ed era proibito l’accesso alle gestanti e ai malati di cuore per via di un espediente “a rischio”: l’ipo-ossigenazione dell’aria all’interno del Padiglione. Rahm, e il suo socio Décosterd, avevano provato a ricostruire in piena laguna l’esperienza dell’alta quota alpina. Attraverso una riduzione dell’ossigeno nell’aria e un fenomeno di abbagliamento dal basso,...

Gibellina and Ground Zero

Mangrovia is the place where Roberto Casati and Goffredo Puccetti talk about design. This conversation has started in December 2013. We are interested in the intellectual intricacy of design. We keep our eyes open on good and bad design – equally important for us. Equally important are theory (mostly from cognitive science) and practice (mostly form communication and process design).     Mangrovia è dal dicembre 2013 la bacheca appunti di Roberto Casati e Goffredo Puccetti sul design. Il design ci interessa per la sua complessità intellettuale. Cerchiamo intorno a noi esempi di buono e cattivo design e ne parliamo prendendo spunto dalla teoria (soprattutto dalle scienze cognitive) e dalla pratica (soprattutto dalla comunicazione e dai processi...

Ugo La Pietra, il disequilibrista

La mostra dedicata dalla Triennale a Ugo La Pietra, mi piace leggerla come celebrazione del carattere ‘contro’, militante, critico e sovversivo radicato nella tradizione del design italiano che ha sempre espresso accanto alla produzione di manufatti una fittissima produzione sperimentale, magari meno conosciuta, ma rivelatrice di un’attività libera, antagonista, testarda, ribelle, impegnata a registrare ogni segnale emesso da territori sfuggiti al controllo della rigida disciplina dettata dalle istituzioni, dalla tecnocrazia.     Insomma l’attività di registrazione di segnali sommersi svolta nel corso degli anni da La Pietra con curiosità e grande generosità (si parla di più di mille progetti/reperti), pone anche la...

Logic is part of design

Mangrovia is the place where Roberto Casati and Goffredo Puccetti talk about design. This conversation has started in December 2013. We are interested in the intellectual intricacy of design. We keep our eyes open on good and bad design – equally important for us. Equally important are theory (mostly from cognitive science) and practice (mostly form communication and process design).         Mangrovia è dal dicembre 2013 la bacheca appunti di Roberto Casati e Goffredo Puccetti sul design. Il design ci interessa per la sua complessità intellettuale. Cerchiamo intorno a noi esempi di buono e cattivo design e ne parliamo prendendo spunto dalla teoria (soprattutto dalle scienze cognitive) e dalla pratica (soprattutto dalla comunicazione...

Organic multiplication table

Mangrovia is the place where Roberto Casati and Goffredo Puccetti talk about design. This conversation has started in December 2013. We are interested in the intellectual intricacy of design. We keep our eyes open on good and bad design – equally important for us. Equally important are theory (mostly from cognitive science) and practice (mostly form communication and process design).     Mangrovia è dal dicembre 2013 la bacheca appunti di Roberto Casati e Goffredo Puccetti sul design. Il design ci interessa per la sua complessità intellettuale. Cerchiamo intorno a noi esempi di buono e cattivo design e ne parliamo prendendo spunto dalla teoria (soprattutto dalle scienze cognitive) e dalla pratica (soprattutto dalla comunicazione e dai processi...

My chairs are not original

Mangrovia is the place where Roberto Casati and Goffredo Puccetti talk about design. This conversation has started in December 2013. We are interested in the intellectual intricacy of design. We keep our eyes open on good and bad design – equally important for us. Equally important are theory (mostly from cognitive science) and practice (mostly form communication and process design).     Mangrovia è dal dicembre 2013 la bacheca appunti di Roberto Casati e Goffredo Puccetti sul design. Il design ci interessa per la sua complessità intellettuale. Cerchiamo intorno a noi esempi di buono e cattivo design e ne parliamo prendendo spunto dalla teoria (soprattutto dalle scienze cognitive) e dalla pratica (soprattutto dalla comunicazione e dai processi...

Zingonia. Utopia e realtà

Quando nel 1964 Renzo Zingone, imprenditore romano, proprietario della Banca Generale di Credito, e in precedenza – tra l’altro – di miniere d’oro e di rame in Venezuela, decide di fondare una nuova città in provincia di Bergamo, in un territorio agricolo tra i comuni di Verdellino, Verdello, Boltiere, Ciserano e Osio Sotto, ha già alle spalle la realizzazione del Quartiere Zingone, ubicato a Trezzano sul Naviglio, alle porte di Milano. Come nel caso precedente, la scelta del nome della nuova città – Zingonia – rivela la volontà di attenersi rigorosamente all’indicazione del padre Gennaro, che in una lettera del 1930 ai figli Corrado e Renzo aveva raccomandato loro la «sempre maggior valorizzazione del nostro nome...

Fuck the Biennale

«Superata una certa massa critica, un edificio diventa un Grande Edificio. Una tale mole non riesce più ad essere controllata da un solo gesto architettonico, e nemmeno da una qualsivoglia combinazione di gesti architettonici.»   La descrizione, riportata nel celebre saggio Bigness ovvero il problema della Grande Dimensione risalente a circa vent’anni fa, sembra oggi ripresentarsi nelle mani di Koolhaas e riadattarsi a quella sovradimensionata fiera quale l’Esposizione Internazionale di Architettura. Quattro interi edifici, trenta padiglioni e diverse migliaia di metri quadri proiettano la Biennale lontano da qualsiasi raffronto con una tradizionale mostra di architettura. Una massa critica che – al pari di quanto accade per l’edificio...