Futuro anteriore

Mi ha molto colpito vedere un gruppetto di senzatetto discutere di politica internazionale, di Obama, del conflitto israelo-palestinese, della Russia e della Cina... Immaginavo che avere tanti problemi inducesse una depressione che allontana da questioni così lontane, che toglie la voglia e l’energia per affrontare argomenti così distanti dal quotidiano.
“Psicastenia leggendaria” la chiamava Roger Caillois e la legava al mimetismo. Rosalind Krauss ha ripreso poi in maniera affascinante questo rapporto per interpretare una certa concezione surrealista della fotografia: la rappresentazione fotografica non come pura riproduzione della realtà ma come mimetismo nei suoi confronti, imitazione psicastenica di un soggetto che si lascia andare ai colori e alle forme del reale che lo circonda, e che attribuisce così un carattere attivo allo spazio, non più puro contenitore, sul soggetto.
Dunque, dicevo, guardando quella scena di dibattito tra senzatetto ho avuto una sensazione strana, mista di piacere per l’energia non nevrastenica di quelle persone e di imbarazzo per una loro palese inadeguatezza al compito che si davano. Non ho pensato subito ai talkshow televisivi, ma evidentemente l’accostamento manifesta un aspetto di imitazione e di mimetismo. Ma di chi nei confronti di chi? Qual è il reale e quale l’imitazione?
Non vogliamo dire che i talk show imitino le conversazioni in gruppo, casa o salotto che sia, comunque sotto un tetto, ma, invece, ho pensato che sarebbe bello vedere le discussioni dei senzatetto in televisione, ascoltare quello che dicono, non come testimoni ma proprio come protagonisti. Sarebbe una bella trasmissione, una trasmissione “fotografica”, a me piacerebbe. Forse in questi giochi di specchi e rovesciamenti, a parte lo scontato gioco di scambio tra realtà e finzione o parodia, emergerebbe nientemeno che la verità – come ha indicato Jacques Lacan sempre sul mimetismo, e oggi ricorda Slavoj Žižek sulla sua scorta –, o il destino, come direbbe piuttosto Roland Barthes: futuro anteriore.

 

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