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Vanadio

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Il più ampio epistolario dello scrittore / Primo Levi e l'amica tedesca

La prima lettera la scrive lei: 18 ottobre 1966. Ha appena scoperto l’edizione tedesca di Se questo è un uomo, in ritardo di cinque anni. Gliel’ha data Herman Langbein, ex deportato, uno dei più attivi nel dopoguerra nell’azione contro i criminali nazisti. Si chiama Hety Schmitt-Maass, è coetanea di Primo Levi, bibliotecaria, collaboratrice di giornali, socialista, diventerà membro del governo regionale dell’Assia. Nel 1935 è stata espulsa da scuola perché non iscritta alla gioventù hitleriana, mentre il padre, pedagogista, socialista, nel 1944 è deportato a Dachau. Ed è sopravvissuto. Si riferisce alla prefazione all’edizione tedesca del primo libro del chimico torinese: “Capire “i tedeschi” sicuramente non le riuscirà – non riesce neppure a noi tedeschi”. E aggiunge: “Libri come il suo, che ricordano in maniera così umana il disumano, sono dunque, in particolare per la nuova generazione, estremamente importanti”. Corrisponderanno per quattordici anni.   Sono oltre cento lettere scritte in lingue diverse (italiano, tedesco, inglese, francese), conservate presso “Stadtarchiv” di Wiesbaden, probabilmente l’epistolario più importante di Levi, e uno dei più vasti. Hety, nominata...