Cinema

Cinema e scrittura / Nell’officina di Ejzenštejn

Siamo nel 1935 e, in occasione della Conferenza Pansovietica per i lavoratori del cinema, Sergej Michailovič Ejzenštejn rende per la prima volta pubblici i temi che avrebbe raccolto in seguito, nell’arco di più di dieci anni, nella monumentale opera di Metod (Il metodo), rimasta incompiuta alla sua morte (1948) e di cui oggi esce il primo dei due volumi in italiano, curati da Alessia Cervini per Marsilio. Quell’anno il regista torna da un lungo viaggio in Europa e in America, nel corso del quale è una specifica tappa a rappresentare senza alcun dubbio il vero sconvolgimento intimo, sociale, culturale e politico del suo pensiero: la parentesi messicana (1931-1932). Ejzenštejn aveva lasciato una Russia sempre più irrigidita nella dittatura staliniana, e fa ritorno a casa dopo un’esperienza...

Xavier Dolan ritorna a casa / Matthias & Maxime

Di recente Xavier Dolan ha dichiarato che non dirigerà altri film per concentrarsi sulla carriera da attore. Pare difficile credergli: trentun anni, otto regie in dieci anni e una sfilza di premi da far invidia a molti concorrenti.    Nel frattempo, con Matthias & Maxime, il regista di Tom à la ferme e Les amours imaginaires è tornato nuovamente a girare a casa, in Canada, sui luoghi e sui temi che gli sono familiari. La mia vita con John F. Donovan, il suo primo e probabilmente ultimo film hollywoodiano (con un cast di stelle tra cui Susan Sarandon, Natalie Portman e Kit Harington), ha avuto una produzione tribolata, con una sceneggiatura riscritta infinite volte e con cambi in corsa durante le riprese. L’episodio più eclatante ha visto al centro Jessica Chastain, che –...

1928 - 2020 / Ennio Morricone: moderno sempre

“Copiare il vero può essere una buona cosa, ma è fotografia, non pittura. Inventare il vero è meglio, molto meglio.” Lo scrisse Giuseppe Verdi alla contessa Clara Maffei in una lettera del 20 ottobre 1876. Ne sapeva qualcosa, avendo inventato, pochi anni prima per l’Aida, una “musica egiziana” che non era mai esistita. Ennio Morricone si trovò all’incirca nella stessa situazione quando iniziò a comporre le musiche per i western di Sergio Leone, ma a carte rovesciate. Doveva inventare il falso, nel senso che l’universo West di Sergio Leone era assolutamente “fasullo” rispetto alla supposta “verità” del genere hollywoodiano. Quello che fece, forse costretto dalle circostanze, dal budget ridotto che non gli permetteva di usare un’intera orchestra, o per qualunque altra ragione che comunque...

Al di sopra della legge / Poliziotti violenti

Quando, nel finale de Gli intoccabili, Eliot Ness, l’eroe, scaraventa l’azzimato e odioso gangster giù dal tetto del tribunale, alzi la mano chi non ha intimamente goduto. È impossibile - emotivamente, istintivamente, visceralmente - condannarlo per quel gesto. E il magnifico film di Brian De Palma, scritto da David Mamet, uno dei capisaldi del periodo (The Untouchables, 1987) non fa niente per problematizzare l’accaduto, anzi. Il gangster è mostrato come particolarmente crudele ed esecrabile: ha pure assassinato l’amatissimo vecchio poliziotto impersonato da Sean Connery. A interpretare Eliot Ness, il coraggioso agente federale che ha giurato di fermare Al Capone, è Kevin Costner, con il suo volto da eroe tutto d’un pezzo: non batte ciglio dopo aver deliberatamente, non accidentalmente,...

Da 5 Bloods - Come fratelli / Spike Lee: dal Vietnam a Minneapolis

In un testo pubblicato online qualche giorno fa lo psicoanalista Alessandro Siciliano metteva in luce come l’esperienza del tempo per gli esseri umani non sia quella della successione di passato, presente e futuro secondo un’idea geometrica e lineare di tempo: piuttosto “passato presente e futuro ora si addensano, si ‘coagulano’, ora si dipanano, insomma entrano in relazioni dinamiche e complesse”. Spesso può accadere, ad esempio, che eventi traumatici passati non riescano davvero a “passare”, cioè non riescano fino in fondo a essere ricacciati nell’oblio delle tante piccole esperienze che i soggetti dimenticano della propria vita. Al contrario rimangono “appiccicati” alle persone che devono per forza di cose averci a che fare, anche qualora provochino angoscia e sofferenza.   ...

Fiabe, film, fiction e favolacce / Far paura ai bambini

Mentre guardavo Favolacce, il film dei fratelli D’Innocenzo, vincitore dell’Orso d’Argento per la Migliore Sceneggiatura alla Berlinale 2020, mi sono venute in mente diverse cose. All’inizio, quel filone cinematografico e letterario dei bambini fantasma, strani ibridi fra il mondo dei morti e quello dei vivi, che stanno in una paurosa prossimità con il mondo adulto, anzi, meglio, con le nefandezze del mondo adulto. Perché questi ectoplasmi infantili sembrano scesi in Terra, prima sotto forma di bambini poi di loro spoglie, unicamente per annunciare la disfatta morale di uomini e donne, per rivelarne i miserabili e atroci segreti: dai piccoli di The Turn of Screw di Henry James a quelli di They di Kipling, dai fratellini di The Others, del 2001, di Alejandro Amenábar, al piccolo Cole...

15 giugno 1920-15 giugno 2020 / Alberto Sordi, neonato feroce

Cento anni fa nasceva Federico Fellini. Ma questo 2020 segna anche un altro anniversario a tre cifre: quello di Alberto Sordi, nato a Roma il 15 giugno 1920. Amici fin dai tempi difficili della guerra, poi complici nelle prime e non sempre fortunate scorribande sul grande schermo, si può dire che Fellini e Sordi abbiano condiviso lo stesso sguardo critico e al tempo stesso curioso, da “osservatori partecipanti”, su quello strano oggetto chiamato Italia. Lo hanno fatto con modi ed esiti diversi: Fellini diventando un pilastro della storia del cinema mondiale; Sordi, più modestamente, di quella nazionale. Entrambi, e in particolare Sordi, sono stati forse più amati (e odiati) che realmente studiati: una carenza alla quale Alberto Anile, critico e storico del cinema, ha provato a porre...

Voci per la riapertura / Nuovo Cinema Covid

L’assurdità, scriverebbe Albert Camus, della “peste” Covid-19 ci ha raggiunto con la forza di uno tsunami, lasciando implodere le idiosincrasie della nostra “ordinarietà”. La filiera cinema, di fronte al metaforico incendio delle strutture tradizionali, creative, sistemiche e di visione, si è dovuta confrontare, nel mezzo di un possibile collasso economico globale, con un’accelerazione vertiginosa dei processi di colonizzazione culturale messi in atto dalle grandi piattaforme e con una quanto mai necessaria riflessione sull’arte cinematografica che metta in discussione la tradizione, riaccendendone la vitalità che l'ha resa tale. Molteplici sfide in un brevissimo tempo. E una parola che riecheggia, incombe, declinata in molteplici significati e significazioni: innovazione. Sì, ma a...

Cinema italiano on demand / “Favolacce” e la fatica di essere bambini

Il secondo film dei fratelli D’Innocenzo esplora e fa agire la qualità più misteriosa, più fragile e più temporanea che possiedono i bambini, vale a dire la credulità visionaria. La fantasia, quella risorsa che l’età adulta recupera e libera solo attraverso la sospensione del giudizio, in una mente bambina vive come condizione ingenua, e come fiducia nelle possibilità di sprigionare una verità fatta di immagini e racconto, senza limiti di verosimiglianza. Tutto diventa possibile, tutto è serio agli occhi di un bambino. Candidato a dieci Nastri d’argento, Favolacce è un cinema che fa spazio narrativo e visuale a questa esperienza di creatività, che è sconfinata, ora surreale ora iperrealistica, e capace, talvolta, di sollevarsi anche al di sopra delle rovine. Per questo ci procura sùbito l...

31 maggio 1930-31 maggio 2020 / Clint Eastwood, un cineasta contro

A novant’anni, Clint Eastwood è ormai un mostro sacro del cinema americano, praticamente intoccabile. Ma non è sempre stato così, soprattutto in Italia. Quando con Riccardo Bianchi avevamo deciso di dedicare una monografia all’attività di Eastwood come regista, nessuna delle case editrici che avevamo interpellato voleva pubblicarla: “Eastwood?! Ma state scherzando? Per carità!”. Questo succedeva nei primi anni Ottanta, prima che la Cinémathèque Française gli dedicasse una retrospettiva completa. Ancora oggi sarei curioso di vedere quanti sarebbero disposti a dire così, “di cuore”, che Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! (Dirty Harry, 1971) di Don Siegel è un film meraviglioso.    Il libro siamo poi riusciti a pubblicarlo nel 1987, grazie all’Assessorato alla cultura...

Libertà, memoria e meccanica quantistica / I dadi di Devs

Quest’articolo contiene spoiler. Nel padiglione delle Filippine alla Biennale di Venezia 2019 c’erano tre isole. Nelle isole – di acciaio e vetro – c’erano degli specchi. Negli specchi, mappe, ossa, piante, orologi. Nelle isole, negli specchi, negli oggetti c’era sandaigdigan, un unico mondo. Questa concezione del reale associa entità semplici (le mappe, gli orologi) a sistemi più complessi (la rappresentazione dello spazio, lo scorrere del tempo), intrecciando una connessione così intima e fattuale che permette l’emersione del particolare nel generale e viceversa. Un unico mondo in cui è tenuta assieme l’osservazione generale del cielo per prevedere dove toccherà terra il prossimo uragano e la storia particolare di quell’osservatore – sandaigdigan. Perché, come dice lo stesso autore...

Speciale Fellini / 8 ½. Una profezia sulla creatività

Cento anni fa, il 20 gennaio 1920, nasceva a Rimini Federico Fellini. Lontano dalle celebrazioni, su doppiozero vogliamo raccontare un regista-antropologo che ha saputo penetrare come pochi altri l’identità (politica, storica, sessuale) italiana. Uno sguardo critico e al tempo stesso curioso, da “osservatore partecipante”, che si affianca a quello di tanti altri intellettuali e artisti (da Leopardi a Gramsci, da Salvemini a Bollati) che negli ultimi due secoli hanno cercato di spiegare quello strano oggetto chiamato Italia. Abbiamo voluto raccontare Fellini attraverso i personaggi e i luoghi dei suoi film: dallo Sceicco Bianco a Casanova, da Gelsomina a Cabiria, da Sordi a Mastroianni, dalla Roma antica a quella contemporanea, passando ovviamente per la provincia profonda durante il...

1925-2020 / Quante stelle per Michel Piccoli?

A novantaquattro anni compiuti, Michel Piccoli ha preso congedo. Definitivamente. L’ha fatto in punta di piedi, senza fare rumore: la sua morte, arrivata il 12 maggio in seguito a un ictus che l’aveva colto nella sua casa di Saint-Philbert-sur-Risle, in Normandia, è stata annunciata alla stampa soltanto il 18 maggio, a esequie avvenute.  Davanti a un’uscita di scena tanto discreta, in ordine sparso ne vengono in mente altre. Piccoli è forse stato l’interprete dei congedi? Quello di Ritorno a casa, forse il più bello di tutti; quello onirico di Dillinger è morto; quello di La grande abbuffata (il più eccessivo, nella sua iperbolica, flatulenta trivialità); fino all’ultimo – il più emblematico e al tempo stesso, per certi aspetti, più privato – di Habemus papam, con il pontefice...

Serie TV / Loop. Cronache terrestri

Una piccola cittadina americana circondata da immensi campi dove i personaggi scompaiono e riappaiono, eventi misteriosi che si dipanano tra le maglie dello spazio-tempo, un laboratorio sotterraneo in cui si svolgono esperimenti oltre i limiti della fisica conosciuta.  A parole suona familiare, anche troppo. Potrebbe sembrare il tentativo di Amazon Prime di replicare formule di successo seriale come quelle di Stranger Things o (peggio ancora) Dark, di casa Netflix. Niente di più sbagliato.      Loop (Tales from the Loop), la nuova serie di fantascienza lanciata lo scorso 3 aprile da Prime Video, è stata creata da Nathaniel Halpern a partire dalle illustrazioni dell'artista svedese Simon Stålenhag, che ha raggiunto il successo grazie ai suoi paesaggi dove straordinario...

La serie di Ricky Gervais / Andare avanti: After Life

Non fatevi distogliere dai contenuti delle sinossi; non abbiate paura di guardare.  After Life, la serie tv Netflix scritta diretta e interpretata da uno dei comici più bravi al mondo, Ricky Gervais, racconta la storia d’amore più bella che una serie tv sia mai riuscita a farci vedere. Il primo episodio della prima stagione comincia con il primo piano di una donna che ci interpella dallo schermo di un computer portatile. La sua testa è coperta, come quella dei pazienti che in chemioterapia hanno perduto i capelli. Ci sorride con gli occhi, guardandoci intensamente. Si sta rivolgendo al suo compagno, il controcampo adesso lo mostra. L’uomo la guarda, insonnolito e commosso, da un letto domestico disfatto, dove sembra che siano state combattute chissà quante notti senza dormire. Come...

Su Netflix / Tiger King, Trump e i simulacri

L’inglese ha un’espressione, guilty pleasure, che in italiano è solo parzialmente resa dalla traduzione abituale: “piacere proibito”. Se nella formula italiana si associa il piacere, molto cattolicamente, alla violazione di una regola o prescrizione, in quella anglosassone, particolarmente viva in America, l’esito è diverso. Il piacere che si prova dalla visione di un prodotto basso, trash, è “guilty”, letteralmente: “colpevole”. La valenza che siamo soliti associarvi è semplice: ci si sente in colpa del godimento ricevuto da una forma di intrattenimento volgare, facile, grossolana eppure diabolicamente appagante.    Qui, parlando di Tiger King, uno degli show di maggior successo mai pubblicati in questi anni di video on demand, proverò a riflettere sull’espressione in un...

Speciale Fellini / Luci del varietà: una giostra d’amoooooor

Cento anni fa, il 20 gennaio 1920, nasceva a Rimini Federico Fellini. Lontano dalle celebrazioni, su doppiozero vogliamo raccontare un regista-antropologo che ha saputo penetrare come pochi altri l’identità (politica, storica, sessuale) italiana. Uno sguardo critico e al tempo stesso curioso, da “osservatore partecipante”, che si affianca a quello di tanti altri intellettuali e artisti (da Leopardi a Gramsci, da Salvemini a Bollati) che negli ultimi due secoli hanno cercato di spiegare quello strano oggetto chiamato Italia.  Abbiamo voluto raccontare Fellini attraverso i personaggi e i luoghi dei suoi film: dallo Sceicco Bianco a Casanova, da Gelsomina a Cabiria, da Sordi a Mastroianni, dalla Roma antica a quella contemporanea, passando ovviamente per la provincia profonda durante il...

La lettura di Riccardo Panattoni / Gli amori immaginari di Kim Ki-duk

Lo scorso gennaio, durante la cerimonia dei Golden Globe, Bong Joon-ho ha esortato il pubblico americano a «superare la barriera dei sottotitoli» per scoprire il meglio del cinema straniero, con parole che possono essere lette come un invito a sorpassare una soglia testuale, sede di differenze (e diffidenze) linguistiche ma anche culturali, oltre la quale l’esperienza della visione rivela la sua essenza universale: «I think we use only just one language: the cinema». Sulla rivista britannica Sight and Sound, commentando la scelta di affidare a Bong Joon-ho il ruolo di guest editor del numero di marzo, l’editoriale di Mike Williams richiama proprio questo concetto, e si riferisce al regista coreano come a uno dei «visionari più creativi» del cinema contemporaneo. Bong Joon-ho, dal canto...

Complex Tv / The Outsider, sul lato della paura

Outsider è chi sta fuori dal lato: immobile, o in movimento. Dal febbraio 2020 siamo quasi tutti usciti dai nostri lati di ordinaria percezione, chiudendoci nel vuoto delle nostre case: c’è qualcosa, là fuori. Non aprire quella porta. Siamo nel mood dello storytelling horror, non c’è dubbio; siamo nella paura, più che nell’angoscia, perché ora sappiamo addirittura come è fatto, il nostro piccolissimo killer, sappiamo delle sue puntarelle che si incastrano ben bene nelle nostre cellule e le accoppano. Nella timeline del romanzo The Outsider (2018, tradotto da Luca Briasco per Sperling & Kupfer) si comincia precisamente dallo sbalordimento, dal contrasto irrazionale provocato dalla contemporanea presenza in location lontane dello stesso individuo: questo innesco, che paralizza le...

Un documentario-inchiesta / Amazon, l’Impero del Tutto

Quando sentiamo raccontare di Amazon e di Jeff Bezos le pennellate retoriche che ne dipingono la storia vanno dal ricordo dell’epica ascesa di Sears, Roebuck & Co., la più grande catena americana di vendite al dettaglio per quasi tutto il XX secolo con il suo “Big Book”, il catalogo di ogni prodotto che si poteva trovare in commercio (e per cui ha scritto uno come Edgar Rice Burroughs, fra i pionieri della letteratura fantascientifica e ideatore di Tarzan); all’avventurosa impresa di William Moorcroft, sovrintendente delle scuderie per la Compagnia delle Indie Orientali agli inizi dell’800 ed esploratore alla ricerca di una via commerciale per la città santa di Buchara, nell’odierno Uzbekistan (dove riposano i suoi resti, in una tomba anonima e oramai scomparsa sulle rive del fiume...

1990-2020 / Trent’anni di Twin Peaks

L’8 aprile 1990, esattamente 30 anni fa, la rete televisiva americana ABC mandò in onda la prima puntata di Twin Peaks. Fu una rivoluzione, almeno parzialmente involontaria, nondimeno radicale: è ragionevole dire che nella storia del piccolo schermo esiste un prima e un dopo Twin Peaks. Sono molti i modi in cui si potrebbe raccontare lo show di David Lynch e Mark Frost, scandagliando le ragioni di un’influenza rintracciabile ancora oggi nella produzione televisiva più avanzata. Qui ne propongo uno quasi visivo, che organizza la materia attorno a quattro episodi iconici delle due stagioni storiche. Quattro quadri (o, se si preferisce, quattro mini puntate!) grazie a cui illustrare altrettante tesi sulla rilevanza storica di questa serie e sui modi in cui ha cambiato per sempre il...

A proposito di niente / La versione di Woody

Il titolo della autobiografia di Woody Allen, A proposito di niente, uscita in questi giorni dopo bizzarre peripezie editoriali per i tipi di La nave di Teseo, gioca su un doppio senso alquanto evidente: niente – perché non sono mai avvenute, perché egli è innocente – sono le tristi vicende che lo hanno, nel 1992, messo al centro di un caso di molestie sessuali, niente è la vita, l’intera esistenza dell’universo destinata a dissolversi nella polvere senza lasciare traccia. Di modo che l’una consapevolezza diventi modellino dell’altra: A proposito di niente è il teorema che si compiace di verificare la corrispondenza fra infinitamente grande e infinitamente piccolo, i fattacci personali dell’autore e gli ingranaggi che regolano il funzionamento del mondo, riconducendoli a una medesima...

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